sabato 15 dicembre 2012

ESERCIZI DI PSICOSINTESI


Qualche suggerimento può aiutare ad accrescere gli effetti benefici che gli esercizi di questo libro hanno lo scopo di evocare:
Tempo. Dedicate a un esercizio un periodo in cui non sarete disturbati. Anche se si tratta di cinque minuti, cercate di creare una situazione in cui non siete disturbati da inferenze esterne. Preparazione. Assumete una posizione comoda, possibilmente con la spina dorsale eretta e i muscoli rilassati. Chiudete gli occhi, respirate profondamente e lentamente qualche volta. Per questo stadio ci vogliono almeno due minuti (per alcuni degli esercizi più attivi non c’è bisogno di preparazione)
Persistenza. Scegliete un esercizio che vi piace, e continuate ad usarlo anche se non notate risultati immediati. La ripetizione di un esercizio ne moltiplica l’efficacia.
Ancoraggio. Dopo che avete fatto l’esercizio, questo continuerà silenziosamente a lavorare dentro di voi. Ma se volete che il suo influsso sia maggiore, rammentatevi dell’esperienza avuta anche nel corso della vita di ogni giorno. Può essere utile tenere un diario su cui scrivere le intuizioni che vi vengono e le trasformazioni più o meno sottili che hanno luogo.
Silenzio. Parlare del nostro processo interno con persone che, pur essendo bene intenzionate, potrebbero non capirlo, rischia di dissipare l’energia psichica che siamo riusciti ad accumulare. E’ quindi più opportuno tacere, e lasciare che a parlare siano i risultati stessi del nostro lavoro.

Evocazione visiva
Visualizzate:
- Una penna che scrive lentamente il vostro nome.
- Un numero con una cifra. Poi sostituitelo con un numero di due cifre, poi con uno di tre e così via finchè arrivate al limite del numero di cifre che potete visualizzare. Immaginate quel numero per un paio di minuti.
- Varie forme colorate:

Un triangolo giallo
Un cerchio blu
Una stella verde a cinque punte, e così via.

Può essere talvolta più difficile visualizzare immagini astratte come lettere, numeri o forme geometriche, che altre più complesse, ma che ci sono familiari. E’ più facile quindi visualizzare una persona che conosciamo piuttosto che un triangolo blu, i nostro paesaggio preferito anziché il numero 716 su una lavagna. Ma è proprio per questa ragione che gli oggetti più semplici ed emotivamente neutrali sono quelli più efficaci per allenare l’immaginazione e la concentrazione. Non c’è da scoraggiarsi se in un primo momento non riusciamo a fare neanche un esercizio semplice come quelli appena descritti. Se le immagini non appaiono, se sono confuse ed instabili, oppure se sono chiare ma scompaiono subito, bisogna continuare, e a poco a poco le cose cambieranno: cerchiamo semplicemente di trattenere l’immagine per due o tre minuti, anche se ci vengono altri pensieri.

Evocazione tattile
Immaginate di:
  • -  Dar la mano a qualcuno: sentite la superficie, e la pressione sulla vostra mano;
  • -  Accarezzare un gatto o un cane;
  • -  Toccare:
    la corteccia di un albero neve appena caduta sabbia
    l’acqua di una cascata una piuma

    Non è raro che la nostra attenzione sfugga al controllo e si lasci dominare da stimoli esterni o interni di ogni genere. Eppure la disciplina di questa facoltà – saperla dirigere, concentrare, ritirare a piacere – è un compito fondamentale. Ritorneremo altre volte su questo tema nel corso del libro; qui basterà far notare come chi è incapace di mettere a fuoco la sua attenzione è facile preda delle varie forze psichiche, sopravvive faticosamente con una facoltà essenziale sviluppata solo a messo, e rinuncia a importanti vantaggi.

    Evocazione olfattiva
    Immaginate di annusare:
  • -  Un fiore
  • -  Aria di pura montagna in una foresta di pini
  • -  Legno che brucia
  • -  Il mare
  • -  Pane che esce dal forno
    E ora passiamo all’evocazione di sensazioni corporee e di movimento: nei seguenti brevi esercizi, cercate di evocare vividamente le sensazioni dei muscoli e in generale di tutto il corpo che si muove.

    Evocazione cinestetica
    Immaginate di:
  • -  Camminare lungo una spiaggia
  • -  Guidare l’auto (percepite con precisione ogni gesto che fate nel girare il volante, premere i
    pedali, ecc.)
  • -  Nuotare, giocare a tennis o a pallacanestro, o praticare qualche altro sport
  • -  Tagliare il legno con l’accetta

    Evocazione del gusto
    Percepite immaginativamente il gusto di:
  • -  Una banana
  • -  Mandorle
  • -  Panna montata
- Un piatto a vostra scelta
Come vi sentite mentre fate questi esercizi? E’ essenziale non essere tesi. Un maestro di scherma soleva dire: “Tenete il fioretto come se teneste un uccello: non troppo stretto, altrimenti l’uccello muore; non troppo molle, altrimenti l’uccello vola via.” Lo stesso vale per quanto riguarda l’attenzione: bisogna trovare il giusto mezzo fra la tensione e l’eccessivo rilassamento e distrazione. L’evocazione di suoni immaginari è per alcuni meno facile di altre; eppure, come le altre, aumenta l’acutezza e l’intensità delle nostre percezioni nella vita di ogni giorno.
Evocazione uditiva
Ascoltate questi suoni immaginari:
  • -  Una voce che vi chiama
  • -  Il rumore del traffico
  • -  Il suono della pioggia
  • -  Persone a una festa
  • -  Qualcuno che cammina piano piano, nel buio
  • -  Il fruscio di foglie nel vento
  • -  Bambini che giocano
  • -  Onde che si abbattono sulla riva
  • -  Una porta che cigola
  • -  Il suono di un gong, che a poco poco finisce nel silenzio. 

    fonte (tratti da “Crescere”, Piero Ferrucci)
     

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