mercoledì 31 dicembre 2014

CODICI DI CREDENZE

Gli esperimenti dimostrano che il fulcro della nostra attenzione cambia la realtà stessa e indicano che viviamo in un universo interattivo.

Viviamo la vita sulla base di ciò che crediamo del mondo, di noi stessi, delle nostre capacità e delle nostre limitazioni.


La scienza è un linguaggio - uno dei tanti che descrivono noi, l'universo, il corpo umano e il funzionamento delle cose.

Se le particelle di cui siamo fatti possono entrare istantaneamente in comunicazione fra loro, essere in due luoghi simultaneamente, e perfino cambiare il passato attraverso delle scelte compiute nel presente, allora possiamo farlo anche noi.

Le nostre credenze hanno il potere di cambiare il flusso universale degli eventi - letteralmente, di interrompere e riorientare il tempo, la materia, lo spazio, e gli eventi che accadono al loro interno.

Allo stesso modo in cui è possibile eseguire un programma simulato che appare reale e da la sensazione di esserlo, alcuni studi indicano che l'universo di per sé potrebbe costituire l'output di un'antica e colossale simulazione - un programma informatico - iniziata molto tempo fa. In tal caso, conoscere il codice del programma significa conoscere le regole della realtà stessa.

Se pensiamo all'universo come a un programma, gli atomi rappresentano dei "bit" di informazione che funzionano come quelli che ben conosciamo nei nostri computer. Essi sono "on" in quanto materia allo stato fisico, oppure "off" in quanto onde invisibili.

La natura usa alcuni schemi semplici, auto-similari, e ricorsivi - i frattali - per organizzare gli atomi negli schemi a noi familiari che si rifanno a tutto, dagli elementi, alle molecole, alle pietre, agli alberi per giungere fino a noi.

Se l'universo è fatto di schemi ripetuti, allora la comprensione di qualcosa su scala ridotta apre un varco importante su forme similari presenti su larga scala.

Una credenza rappresenta un "programma" che crea schemi nella realtà.

Ciò che noi crediamo sia vero nella vita può essere più potente di ciò che altri considerano verità

Dobbiamo accettare il potere delle credenze per potervi attingere durante la nostra vita.

Una credenza si definisce in termini di quella certezza che deriva dall'accettazione di ciò che pensiamo sia vero con la mente, unito a ciò che sentiamo vero con il cuore.

Una credenza si esprime nel cuore, dove le nostre esperienze sono tradotte in onde elettromagnetiche che interagiscono col mondo fisico.

Le credenze, e i sentimenti che abbiamo su di esse, sono il linguaggio che "parla" alla sostanza quantistica di cui è fatta la nostra realtà.

La mente subconscia è più vasta e veloce della mente conscia, e può rendere conto almeno del novanta per cento delle nostre attività quotidiane.

Molte delle nostre più profonde convinzioni sono subconscie e si formano prima del raggiungimento del settimo anno di età, quando il nostro stato cerebrale ci permette di assimilare le idee degli altri.

Durante le grandi sfide della vita spesso scopriamo che le nostre credenze più profonde e nascoste vengono a galla e sono più soggette alla guarigione.

Le nostre credenze sul dolore irrisolto possono creare conseguenze fisiche aventi il potere di danneggiarci o perfino ucciderci.

Quando l'anima soffre, il dolore viene trasmesso al corpo fisico come qualità spirituale della forza vitale che immettiamo in ogni nostra cellula.

Gli stessi principi che ci consentono di ferire a morte noi stessi funzionano anche in senso inverso, permettendoci di guarire noi stessi riconducendoci nella vita.

Credere che alla base di tutto ciò che accade nel mondo ci sia una sola forza, o che ci siano due forze opposte e in lotta fra loro - il bene e il male - si riflette nel modo in cui noi sperimentiamo la vita, la salute, i rapporti e l'abbondanza.

Potremmo scoprire che sanare l'antica battaglia tra luce e oscurità riguarda non tanto l'idea di sconfiggere l'una o l'altra, quanto l'idea di scegliere di impostare un rapporto con entrambe.

Un miracolo possibile per chiunque è possibile per tutti.

In una realtà partecipativa, noi creiamo le nostre esperienze oltre a sperimentare ciò che abbiamo creato.

Nel 1998 gli scienziati hanno confermato che i fotoni sono influenzati dal semplice fatto di essere "osservati" e hanno scoperto che più intensa era l'osservazione, maggiore era l'influsso esercitato dagli osservatori sul comportamento delle particelle.

La regola fondamentale della realtà è che dobbiamo impersonare nella vita ciò che scegliamo di sperimentare nel mondo.

Tendiamo a sperimentare nella vita ciò con cui ci identifichiamo attraverso le nostre credenze.

Per motivi diversi, che riflettono le variabili delle nostre modalità di apprendimento, sia la logica che i miracoli ci permettono di raggiungere i recessi più nascosti delle nostre credenze.

Per cambiare le nostre credenze per mezzo della logica mentale, dobbiamo convincere noi stessi di una nuova possibilità attraverso fatti incontrovertibili che conducano a una conclusione inevitabile.

Il potere di un miracolo è che per noi non è necessario capire perché funziona. Tuttavia dobbiamo essere disposti ad accettare ciò che esso porta nella nostra vita.




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martedì 30 dicembre 2014

Intensificazione dei Nodi Caotici e Smantellamento della Realtà 3D


Messaggio Planetario degli Hathor attraverso Tom Kenyon

Traduzione di Nicoletta Ricci

A causa dell’accelerazione del tempo e di forze cosmiche ben al di là del vostro controllo, vi trovate in mezzo a un crescendo di Nodi Caotici interconnessi.

Nei messaggi precedenti abbiamo parlato dell’interazione di eventi caotici come di un Nodo Caotico, al singolare, ma, in questo caso, ci riferiamo a un fenomeno più complesso – che chiameremo Nodi Caotici, al plurale.

A seconda della vostra risonanza vibratoria, subirete in modo unico gli effetti dell’intensificazione degli eventi caotici. Chi è sensibile all’ecosistema di questo pianeta, potrebbe sentirsi fortemente sopraffatto, nell’assistere al degrado dell’ecosistema e alla perdita di molte specie viventi.

Un altro Nodo Caotico, in aggiunta al Nodo Caotico del vostro ecosistema, è la tensione nelle comunicazioni interpersonali. È una situazione molto complessa, dovuta, in parte, ai cambiamenti dei campi magnetici sul vostro pianeta, che mettono in difficoltà la memoria a breve termine e le sequenze cognitive, durante i cambiamenti energetici – e questi cambiamenti energetici stanno accelerando. Comportamenti irrazionali, disperazione e sentimenti di estrema disperazione sono in aumento. Con il peggioramento dell’ecosistema e delle comunicazioni interpersonali, ci aspettiamo una maggiore instabilità sociale e culturale.

In molte persone sta crescendo la sensazione che ci sia qualcosa di tremendamente sbagliato e, insieme a questa, la sensazione che non ci sia soluzione. In questo caso, siamo d’accordo con ciò che disse una volta Albert Einstein, cioè che la soluzione a un problema non può essere allo stesso livello del problema.

Dalla nostra prospettiva, l’intensificarsi dei Nodi Caotici sta creando delle onde di marea di energie caotiche intense, che molti di voi faticano a gestire. Inoltre, le vostre modalità automatiche di reazione, per gestire il cambiamento, diventano sempre meno efficaci.

IL TUO DONO PIU' GRANDE



“Se vuoi risvegliare tutta l’umanità, allora risveglia te stesso.
Se vuoi eliminare la sofferenza nel mondo, allora elimina tutto ciò che di scuro e negativo è in te stesso. Davvero il dono più grande che tu possa dare è la tua personale trasformazione.”


Lao Tzu

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lunedì 29 dicembre 2014

GLI ESERCIZI DEI 5 TIBETANI


vogliamo segnalare un gruppo di esercizi di genuina integrazione psico-fisica chiamati 5 TIBETANI esposti nel libro omonimo di Peter Kelder, scritto negli anni 30 dopo un suo viaggio in un monastero nel Tibet proibito.

Questi esercizi promettono grandi cose, tra cui il risveglio della forza vitale che giace addormentata nell’intimo e il raggiungimento del benessere del corpo, della mente e dello spirito.

PERCHE’ ESEGUIRE GLI ESERCIZI DEI 5 TIBETANI?

Il corpo ha sette centri di energia principali disposti lungo l’asse centrale del corpo. Gli Indù li chiamano chakra. La parola deriva dallo sanscrito e significa “ruota” o “vortice”. I chakra infatti si presentano come vortici. Il fatto che la scienza non diffonda informazioni in merito a studi compiuiti e risultati ottenuti, non significa che tali centri siano immaginari nè che non esiste alcun modo di misurare l’ “energia” o “prana” ad essi associata. Essi sono dei potenti campi elettriomagnetici invisibili ai nostri occhi e tuttavia assolutamente reali.

Ciascun corpo (inteso come “oggetto”) possiede un campo elettromagnetico. Anche il cuore, il fegato, la milza etc hanno un proprio campo e di conseguenza hanno un loro chakra. Questa è una visione “occidentale” della cosa, in realtà il sistema chakra è qualcosa di più complesso che merita un capitolo a parte (se vuoi contribuire con le tue conoscenze circa tale argomento scrivici al seguente indirizzo info@versoluno.com). Secondo una visione più “orientale” i chiakra rappresentano centri per la ricezione, l’assimilazione e la trasmissione dell’energia vitale (prana). In un corpo sano, ognuno di questi centri ruota a grande velocità, consentendo all’energia vitale di fluire liberamente verso l’alto. Ma se uno o più di questi vortici comincia a rallentare, il flusso di energia vitale risulta inibito o bloccato, contribuendo a peggiorare lo stato di energia complessiva e di conseguenza la salute della persona.

Ecco che si rende necessario ristabilire la corretta rotazione di questi centri energetici per riacquistare salute, giovinezza e vitalità. Grazie agli esercizi (o meglio riti) dei 5 tibetani questo è possibile. Ognuno di essi è utile per determinate funzioni, tuttavia eseguirli tutti assieme, porta al maggior beneficio.

Equilibrando i 7 centri energetici viene normalizzato anche lo squilibrio ormonale, in modo da permettere alle cellule di replicarsi e prosperare come quando erano giovani. Stimolando questi punti le ghiandole endocrine, il sistema circolatorio, i meridiani e così via si agisce sul livello biochimico degli enzimi e degli ormoni, influenzando fortemente la nostra sensazione di benessere e la nostra sfera emozionale.

Vi consigliamo di guardare il video sotto e leggere la descrizione di come eseguire gli esercizi.





(Se vuoi vedere il filmato (più grande) sei poco pratico e non lo sai fare rimanendo su questa pagina, CLICCA QUI e guardalo su Youtube)

PRIMO TIBETANO (fluire liberamente con gli eventi della vita)

Posizione base: in piedi, a braccia larghe, palmi rivolti verso il basso.
Azione: ruotare su se stessi in senso orario, vale a dire il braccio sinistro ruota verso destra.

Se c’è capogiro, eseguire le rotazioni molto lentamente. Si fa presto l’abitudine e si eseguiranno le rotazioni sempre più velocemente, con naturalezza. Fissare sempre la punta di una mano aiuta a non avere capogiri, sia durante il movimento sia nella fase di arresto.

SECONDO TIBETANO (offrire carica e forza ad ogni cellula del mio corpo)

Posizione base: distesa a terra, supina. Braccia lungo i fianchi.
Azione: sollevare contemporaneamente le gambe fino alla verticale (piedi flessi a “martello”) e la testa verso il petto. Spalle, schiena e bacino rimangono a contatto con il suolo. Inspirare durante la flessione ed espirare nella fase di distensione.

Se risulta difficile alzare e abbassare le gambe distese, si può piegare le ginocchia durante i movimenti, per impegnare meno i muscoli addominali.

TERZO TIBETANO (aprire il cuore verso il cielo)

Posizione base: in ginocchio, mani appoggiate posteriormente all’apice delle cosce, piedi con le dita flesse e in contatto con il suolo, testa appoggiata al mento.
Azione: inarcare all’indietro testa, spalle e schiena. Inspirare quando si inarca ed espirare nel ritorno alla posizione base.
Aprire la bocca nell’inarcamento aiuta a respirare e a distendere i muscoli anteriori del collo.

QUARTO TIBETANO (far pulsare la forza della vita dentro di se)

Posizione base: seduta, gambe distese e leggermente divaricate, tronco eretto e palmi appoggiati a terra.
Azione: piegare le ginocchia, sollevare il bacino e rovesciare indietro la testa (bocca aperta!), inspirando. Tornare in posizione base.

QUINTO TIBETANO (la flessibilità del corpo plasma la mente)

Posizione base: prona, il contatto con il suolo è dato dai piedi a dita flesse e dai palmi rivolti in avanti. Testa rivolta all’indietro. Il bacino gli arti inferiori sfiorano il suolo senza toccarlo.
Azione: spingere il suolo con le mani e sollevare il bacino, flettendo l’addome, inspirando. Espirare tornando alla posizione base.

Conviene eseguire il movimento (ma vale anche per tutti gli altri!) a piedi scalzi e su superficie non sdrucciolevole.

PRECISAZIONI IMPORTANTI

Respirazione
All’opposto di quanto si fa di solito nei movimenti di esercizio fisico intenso (tipico il lavoro con i pesi e le macchine, in palestra), nei Tibetani si inspira quando si fa l’azione di contrazione e si espira in distensione (es. nel n. 2 si inspira quando si portano le gambe in verticale e si espira quando le si riabbassa a terra).

Progressione e ripetizioni
La pratica dei Tibetani si inizia con 3 ripetizioni per ogni esercizio (cioè 3 rotazioni, 3 volte le gambe su e giù ecc.). Normalmente si può aggiungere 2 ripetizioni ad ogni esercizio ogni settimana, fino a un massimo di 21 ripetizioni.
L’esecuzione completa degli esercizi in 3 ripetizioni prende meno di 5 minuti. La durata sale a circa 15 quando se ne fanno 21 in tutta tranquillità.
Nulla vieta di rimanere anche più settimane con lo stesso numero di ripetizioni, finché non ci si sente perfettamente a proprio agio nell’incrementare il numero. E’ importante la regolarità, non la quantità.
Se si salta l’esecuzione per un giorno su tanti si può mantenere sempre lo stesso numero di ripetizioni. Se l’interruzione arriva a una settimana, diminuire di 2 o 4 le ripetizioni, come ci si sente.
In caso di interruzioni superiori al mese il buon senso impone di ricominciare da 3.

Come eseguirli
Se fisicamente non si riesce a raggiungere una o più posizioni, non è affatto tragico: l’importante è conservare l’attitudine mentale a raggiungere la posizione ed eseguire correttamente la respirazione. Anche se sono una splendida miscela di stretching e lavoro isometrico e isotonico, i Tibetani non vanno pensati come la nostra classica ginnastica: non è importante quello che si fa, ma l’attenzione e la presenza nell’esecuzione. Sono da considerare uno spazio che ci prendiamo per prestare attenzione a noi stessi.
Pensare “Inspiro energia e nutrimento, espiro tutto quello che non mi serve” aiuta a calmare la mente e a educarla a percepire la profonda saggezza ed efficacia di questi movimenti.

Quando eseguirli
I Tibetani sono da praticare tutti i giorni. Non ha importanza quando, ogni orario della giornata va bene, meglio a stomaco non troppo impegnato. Al mattino danno una bella carica per la giornata, alla sera predispongono a un buon sonno. Se non si ha dimestichezza con l’esercizio fisico intenso o ci si sente “anziani” e “acciaccati”, se si avverte fatica o disagio o non si ha abbastanza tempo, si può spezzare l’esecuzione in più momenti della giornata (es. due esercizi al mattino e tre alla sera…)

PS se vuoi contribuire ad arricchire e migliorare i contenuti di questo articolo mettendo a disposizione di tutti le tue conoscenze, sentiti libero di farlo mettendoti in contatto con noi e mandandoci la tua versione a info@versoluno.com

www.verosoluno.com

Il BLOG al servizio di tutti…per tornare all’UNO.

PS: visto i dubbi sollevati da alcuni lettori, rispondiamo per chiarire il discorso “respirazione” e per effettuare alcune puntualizzazioni anche sul sesto tibetano. Dai testi che abbiamo esaminato per redarre l’articolo risulta quanto abbiamo esposto, ovvero inspirazione ed espirazione sono eseguite all’opposto di quanto si tende a fare nei comuni esercizi ginnici. Durante gli allenamenti all'”occidentale” si espira in fase concentrica (contrazione muscolare) mentre si inspira in fase eccentrica (rilascio della contrazione). Se però ci sono testi che scrivono il contrario, siamo ben lieti di metterci in discussione. Come detto nella presentazione del Blog noi non deteniamo la verità assoluta e il nostro scopo è far chiarezza e mettere ordine su vari argomenti. Quindi se chi sostiene il contrario, ci vuoi mandare titolo autore e pagina del/dei libri dove ha letto le informazioni le prenderemo in considerazione e le esamineremo.

E’ vero, esiste un “Sesto Tibetano”, ma, come disse Il Colonnello Bradford (responsabile dell’esportazione dei riti in occidente) a Peter Kelder abbiamo ritenuto inutile parlarne in quanto prima di metterlo in pratica è necessario e conveniente aver ottenuto dimestichezza con i 5 riti precedenti. Quindi consiglio, prima di farsi prendere dalla foga del “tutto e subito”, dedicare tempo e pratica ai 5 tibetani sopra esposti. E ribadisco il concetto: puntare sulla qualità più che sulla quantità. Inoltre, sempre Il Colonnello, spiega che il sesto tibetano va praticato solo da chi decide di intraprendere uno stile di vita casto. Questo perchè, per assaporare pienamente il rito e non banalizzarlo in un comunque utile esercizio fisico, è indispensabile praticarlo soltanto quando è presente uno stimolo sessuale attivo. Scopo non ultimo del Blog è proprio quello di creare interesse sugli argomenti esposti in modo che ognuno possa ricercare informazioni utili da divulgare e condividere. Ognuno deve essere responsabile della propria cultura, sviluppare mente critica e non prendere per buono tutto ciò che viene passato attraverso l’informazione ma andare alla ricerca della propria vertià..

Consiglio inoltre a chiunque si affacci per la prima volta a tali pratiche e sia consapevole di determinate problematiche in corso (ernie, protrusioni, cervicali, etc), di farsi seguire da personale competente almeno fino ad aver appreso la corretta esecuzione degli esercizi. Sarebbe inutile praticarli per il benessere e andare ad aggravare una situazione precaria già esistente per una non curata biomeccanica. Sottolineo che non abbiamo enunciato eventuali varianti da eseguire come progressione didattica per giungere all’esecuzione ultima degli esercizi, nè tantomeno ci siamo soffermati per individuare strategie d’esecuzione per chi presenta problematiche come quelle descritte sopra. Per ulteriori delucidazioni siamo sempre a disposizione.

Matteo Beltrame

video
http://youtu.be/qklxRTK29ow

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domenica 28 dicembre 2014

Il mio silenzio è una presenza.


"Amato Osho,
resterai mai in silenzio con noi, limitandoti a sorridere?

"Tu, però, non saresti in grado di scorgere quel sorriso. Il sorriso che puoi vedere non è il mio, e il mio vero sorriso tu non potrai mai vederlo. Il silenzio che puoi capire non è il mio, e il mio vero silenzio tu non puoi capirlo, perché puoi comprendere solo ciò che hai già assaporato.
Di fatto, io sorrido sempre, ma tu non puoi vedere il mio vero sorriso. Capisci solo quando sorrido a modo tuo: ma in quel caso è una cosa senza valore.

Io sono sempre silenzioso. Anche mentre parlo, sono silenzioso,

perché il parlare non disturba il mio silenzio. Se il mio parlare disturbasse il silenzio, non avrebbe valore. Il mio silenzio è grande abbastanza: può contenere le parole; non è disturbato da nulla. Il mio silenzio non ha paura delle parole!

Tu hai già visto persone silenziose, che non parlano mai. Il loro silenzio sembra contrario alle parole… Ma un silenzio contrario alle parole rientra ancora nel mondo dei discorsi. È un’assenza, non una presenza.

L’assenza di parole non è il mio silenzio! Il mio silenzio è una presenza.

Può parlarti, intonare un canto per te. Il mio silenzio possiede un’energia immensa. Non è un vuoto, ma una pienezza."


OSHO: "Yoga", vol. VII

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sabato 27 dicembre 2014

NON SOLO CROMOPUNTURA : VEDERE IL CORPO AL SUO INTERNO

NON SOLO CROMOPUNTURA : VEDERE IL CORPO AL SUO INTERNO:



L’uomo è capace di vedere la struttura del suo corpo dall’interno. Non ci abbiamo mai provato, perché è una cosa che fa molta paura, una cosa terribile: quando vedi le tue ossa, il sangue, le vene, ti spaventi. Quindi, quello che abbiamo fatto è bloccare completamente questa visione mentale interna. Vediamo il corpo dall’esterno, come se qualcun altro lo stesse guardando. È come se andassi fuori da questa stanza e la guardassi dall’esterno – vedresti i muri esterni. Vieni dentro e guarda la casa – allora vedi i muri interni. Vedi il corpo dall’esterno come se fosse qualcun altro che guarda il tuo corpo. Non l'hai mai visto dall’interno. Ne siamo capaci, ma per via delle nostre paure, è diventato un fatto strano.

I libri indiani di Yoga dicono tante cose sul corpo, cose che la moderna ricerca scientifica ha scoperto essere del tutto esatte, e la scienza non sa come spiegare questo fatto. Come potevano saperlo? La chirurgia e la conoscenza dell’interno del corpo umano sono sviluppi molto recenti. Come potevano conoscere tutti i nervi, i centri, tutte le strutture interne? Conoscevano persino cose che sono state scoperte solo molto di recente; ne hanno parlato e hanno anche lavorato su queste cose. Lo Yoga è sempre stato consapevole di tutti i fatti fondamentali e significativi rispetto al corpo. Ma non erano soliti sezionare cadaveri, quindi come facevano a sapere? La realtà è che c’è un altro modo di osservare il proprio corpo – dall’interno. Se ti concentri all’interno, improvvisamente inizi a vedere il corpo, dall'interno. (Osho)

CREDERE PER VEDERE

Nella vita si vede essenzialmente ciò in cui si crede: se per esempio si crede nella «scarsità», essa diventa il centro di ogni pensiero, e non si conoscerà mai altro. Se invece si crede fermamente nella felicità e nell’abbondanza, queste caratteristiche non tarderanno a diventare il centro della nostra esistenza.

«Dentro tutti noi esiste il ponte che ci unisce alla parte invisibile di noi stessi. La vita è qualcosa di più del mero esistere quotidiano nella forma per poi sparire nell’abisso del nulla eterno. I pensieri sono la nostra parte magica, ci possono portare in luoghi senza confini e limiti. In questo mondo del pensiero, senza dimensione, tutto è possibile.»

Wayne W. Dyer

Sei già intero, completo. Non avrai tutto, sei già tutto.Considera con attenzione questo pensiero. Se non stai godendo la vita ora, con quello che hai accumulato, nel tuo attuale stato di salute, con il lavoro e la relazione amorosa che hai al presente, non potrai neppure apprezzare e godere condizioni di vita nuove o differenti.

La nostra capacità di godere la vita dipende dal modo in cui scegliamo di elaborarla, più che da fattori esterni. Non vi è nulla al di fuori di noi che abbia il potere di darci felicità o soddisfazione. Ciò che determina la qualità della vita è la scelta di sentirsi realizzati o meno, scelta che si fonda su ciò che pensiamo, su come vediamo noi stessi e il nostro posto nell’universo.

Di conseguenza se sei una persona che ha bisogno di aver sempre qualcosa in più per sentirsi completa, continuerai a sentirti incompleto anche quando avrai ottenuto di più.

Pensare in accordo con il principio dell’abbondanza significa credere a un dialogo interiore di questo tenore:

“Mi piace essere la persona che sono e ciò che ho ottenuto nella vita fino a ora. Non ho bisogno d’altro, neppure di un piccolo cambiamento, per essere felice o completo. So nel mio cuore che non riuscirò ad avere tutto, ma che sono già tutto. L’universo non ha fine, io sono l’universo e perciò non ho confini”.

Formulando le tue personali affermazioni e credendovi dimostri di essere pronto a sintonizzarti sull’abbondanza. Si racconta la storia di un uomo che va da un santone per chiedergli quali sono le cose essenziali di cui ha bisogno per ottenere perfetta felicità e successo per il resto della vita. Il guru risponde “Niente”, suggerendo implicitamente che ha già tutto ciò di cui ha bisogno. La felicità e il successo sono dinamiche interiori che trasferiamo nelle attività della vita, più che qualcosa che otteniamo dall’esterno.

Quando agiamo sulla base del principio della scarsità, generalmente pensiamo: “Se soltanto avessi quest’altra cosa, allora mi assicurerei finalmente felicità e successo”. Un esame più approfondito di questo ragionamento ci mostra che in realtà stiamo dicendo: “Ora non sono completo. In qualche modo manco di qualcosa di cui ho bisogno. Quando la otterrò, allora sarò completo”. Se è questo ciò che credi, allora stiamo parlando di una persona incompleta, handicappata.

Una simile mentalità presuppone che non siamo ancora esseri umani completi, felici, pieni d’amore, totali, che non abbiamo già in abbondanza dentro di noi ciò che ci sembra mancare. Perciò operiamo sulla base di pensieri di carenza, di bisogno, e finiamo per rimanere intrappolati nell’idea che “devo avere di più prima di poter essere felice”.

È invece proprio questo modo di pensare a impedirci di vivere in sintonia con l’abbondanza che regna ovunque. Sei già tutto. Possiedi già tutto quello di cui hai bisogno per la felicità, il successo, la realizzazione e i nobili ideali umanitari che molti di noi coltivano.

Se i bisogni essenziali sono soddisfatti, e abbiamo cibo, acqua e aria , allora abbiamo dentro di noi la possibilità di essere estaticamente felici. Come ha detto Gandhi: “Dio va dagli affamati sotto forma di cibo”.

Possiamo apprezzare e celebrare il meraviglioso miracolo che siamo. Possiamo affrontare e elaborare tutto ciò che ci succede senza giudicare. Viviamo in un mondo di abbondanza, infinito, e il modo in cui lo pensiamo dipende interamente da noi, è una scelta. Persino in prigione conserviamo il nostro spazio di libertà, perché siamo liberi di pensare. Nessuno può portarci via questa libertà. Mai!

Una volta che ce ne rendiamo conto, possiamo metterci in rapporto con l’abbondanza, facendola diventare la parola chiave della nostra esistenza. Sì, davvero, sei già tutto. Tutto ciò che è necessario per avere abbondanza nella vita, tu lo sei già. Sintonizza l’antenna, e cerca di trarne finalmente vantaggio nella tua vita.


Tratto dal libro “Credere per Vedere” di Wayne Dyer


Essere gli artefici del nostro destino è l'obiettivo che il sostenitore del pensiero positivo Wayne W. Dyer ci aiuta a raggiungere in questo fortunato manuale di auto-aiuto.

L'insegnamento buddista secondo cui ogni individuo è parte integrante del mondo che lo circonda, diventa in questo audiolibro il nucleo di una diversa forma di psicoterapia capace di renderci soggetti attivi nella catena di cause ed effetti che regolano l'universo: «Se credete nella felicità e nell'abbondanza, se non pensate che a questo, ne parlate con tutti e agite di conseguenza, è assolutamente certo che vedrete ciò in cui credete.» Allora, non è giunto il momento di trasformare noi stessi?

Una guida straordinaria che insegna come riscoprire il potere creativo della mente per realizzare i propri desideri, trasformare gli ostacoli in opportunità di crescita, sviluppare l'autoconsapevolezza e l'autostima e scegliere ogni giorno di vivere in modo positivo.

"Nella vostra vita vedete essenzialmente ciò in cui credete. Se, per esempio, credete fermamente nella scarsità, ci pensate regolarmente e ne fate il fulcro delle vostre conversazioni, sono certo che ne vedrete moltissima. D'altro canto, se credete nella felicità e nell'abbondanza, se non pensate che a questo, ne parlate con tutti e agite di conseguenza, è assolutamente certo che vedrete ciò in cui credete."

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Credere per Vedere - Audiolibro
9 CD letti da Annamaria Mantovani
Voto medio su 3 recensioni: Da non perdere
€ 24.8

venerdì 26 dicembre 2014

Mangia lentamente e sii consapevole del sapore

"Mangiamo con grande inconsapevolezza, automaticamente, da robot. Ma quando non si vive il sapore, ci si sta solo rimpinzando.
Mangia lentamente e sii consapevole del sapore; solo se mangi lentamente ne puoi essere cosciente. Non trangugiare, non aver fretta: sentendo un sapore dolce, diventa la dolcezza. Allora potrà essere sentita in tutto il corpo, non solo in bocca, non solo sulla lingua. Il sapore si diffonderà in tutto il corpo come un'onda.


Qualsiasi cosa tu stia mangiando, senti il sapore e diventa il sapore. Se non assapori, diventerai sempre meno sensibile, per cui sarai meno in contatto col tuo corpo, con le tue sensazioni. Ti limiterai a vivere in base alla testa.

Anche bevendo... quando bevi dell'acqua, sentine la freschezza. Chiudi gli occhi e bevi lentamente, assapora. Senti di essere diventato quella freschezza; essa viene trasferita a te dall'acqua, sta diventando parte del tuo corpo. Toccandola con la bocca, toccandola con la lingua, la freschezza ti viene passata. Lascia che si diffonda come un'onda in tutto il corpo. In questo modo la tua sensibilità può crescere, e puoi diventare più vivo e più completo."

Osho
Tratto da The Book of Secrets

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giovedì 25 dicembre 2014

SE DEVI AMARMI...



















Il Vero Amore, ci dice Elizabeth,
non può esser legato a fattori esterni o concreti o a nostre comodità… o interessi…
ma si nutre di assoluta interiorità… al di là di ogni contingenza…
ed in tal modo esso potrà non aver mai fine…

SE DEVI AMARMI

Elizabeth Barrett Browning

Se devi amarmi,
per null’altro sia che per amore.


Mai non dire:
“L’amo per il sorriso, per lo sguardo,
la gentilezza del parlare,
il modo di pensare così conforme al mio,
che mi rese sereno un giorno”.


Queste son tutte cose che posson mutare.
Amore mio, in sé stesso o per te,
un amore così nato potrebbe poi morire.


E non amarmi per pietà di lacrime
che bagnino il mio volto.
Può scordare il pianto
chi ebbe a lungo il tuo conforto,
e perderti.


Soltanto per amore amami

per sempre e per l’eternità.

Elizabeth Barrett Browning
è stata una poetessa inglese, moglie del poeta Robert Browning.

(Durham, 6 marzo 1806 – Firenze, 29 giugno 1861)

Nel 1844, l'uscita dei Poems la rese una delle più popolari scrittrici del momento. La lettura della sua raccolta di poesie spinse il poeta Robert Browning a scriverle per manifestare il proprio apprezzamento. Nel 1845 si incontrarono e poco dopo, essendo il padre di Elizabeth fieramente contrario alle loro nozze, si sposarono di nascosto e fuggirono insieme a Firenze dove ebbero un figlio, Pen. A Firenze risiedevano in Piazza San Felice, in un appartamento a Palazzo Guidi che oggi è diventato il museo di Casa Guidi, dedicato alla loro memoria.
http://tonykospan21.wordpress.com/2014/10/23/se-devi-amarmi-in-questa-poesia-sublime-il-vero-amore-per-elisabeth-browning/
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martedì 23 dicembre 2014

LE PAROLE DI FRANCESCO NEGLI ULTIMI ISTANTI DI VITA

Quando Francesco morì, Frate Rufino consegnò a Chiara, che restò con il Santo fino all’ultimo, la sua bisaccia. Quando Chiara l’aprì, all’interno c’era la sua ciotola di legno, il suo cucchiaio, alcuni semi, una penna, un piccolo vaso d’inchiostro, e poi una pergamena più volte ripiegata, tutta accartocciata. Con le mani che le tremavano Chiara dispiegò la pergamena e decifrò le goffe lettere che Francesco aveva faticosamente vergato negli ultimi istanti della sua vita… e non potè mai più dimenticarne il contenuto! -



All’anima che sa leggere nella mia,
e che ne comprende le gioie e i dolori,
voglio confidare queste parole:
all’alba della mia dipartita, al crepuscolo del sentiero che ho scelto,
posso finalmente affermare, completamente in pace,
che la nostra ferita, in questo mondo, non sta nè nella ricchezza nè nella povertà,
ma nella nostra dipendenza da uno di questi due strati,
nel fatto di immaginare che l’uno o l’altro possano offrirci gioia e libertà.
Sta anche nel fatto di essere convinti che l’Altissimo Signore
abbia bisogno delle sofferenze di noi creature, per aprirci la porta della sua luce.
La nostra ferita, infine, è il convincimento
che Egli abbia bisogno di sacrificarSi sotto forma di suo Figlio,
o sotto forma umana al fine di salvarci.
Chi mai, tranne noi stessi,
per mezzo della purezza del cuore, potrà salvarci?
In verità il Buon Signore mi ha mostrato
che non vi era alcun riscatto,
alcun sacrificio da perpetuare.
Mi ha insegnato, in silenzio,
che sarebbe bastato uscire dall’ignoranza, dall’oblio, e amare.
Amare la vita in ogni forma,
e con tutti i mezzi che la rendono bella,
amare la sua Unità in ogni cosa e in ogni essere.
Possa tutto questo venir detto, un giorno,
tanto alle donne come agli uomini;
possa venir detto e insegnato meglio di quanto io abbia saputo fare,
senza nulla respingere dell’Acqua nè del Fuoco.
Il mio augurio è che non ci siano più nè Chiese,
nè preti, nè monaci, niente di tutto questo:
che vi sia soltanto l’Altissimo e noi,
perchè sta ad ognuno incontrarlo in se stesso…
Ora che il velo si squarcia,
voglio andarmene nudo come sono venuto al mondo.
E non parlo della nascita del mio corpo,
ma della vera nascita della mia anima,
del giorno in cui ha trovato il coraggio
di scendere più a fondo nella carne
per offrirsi all’Eterno,
così in Alto come in Basso”.

Francesco


Fonte: http://risvegliodiunadea.altervista.org/?p=11373

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lunedì 22 dicembre 2014

Il Potere straordinario dell'Accettazione Totale


Molte persone si costruiscono la propria prigione fatta di insoddisfazione, di ferite auto-inflitte, di paure immotivate… tutti fardelli che bloccano il loro sé tenendole in trance.

Il metodo dell’Accettazione Totale spiegato in questo libro ci libera da una trance frenetica di “email, troppi impegni, corse, raggiungere, consumare e acquistare”, insegnandoci a coltivare una presa di coscienza consapevole e compassionevole verso noi stessi. In questo modo cominciamo ad accettare chi siamo nel presente e le nostre vite per quello che sono.

Il metodo dell’accettazione totale non prevede che si accettino le cose così come sono o che ci si rassegni agli eventi. Si tratta piuttosto di cercare di ricavare il buono da ogni situazione attraverso la meditazione, prendendoci una pausa dai ritmi frenetici della vita.

Nel libro si trovano suggerimenti su come affrontare le diverse emozioni negative e tutti gli ostacoli che ci impediscono di essere sereni attraverso pratiche che attingono dalla tradizione buddista.

Frequenti i rimandi alle tecniche suggerite da Thich Nhat Hanh e ai suoi insegnamenti, come per esempio quello di affrontare la paura, imparando a convivere con essa e imparare da essa per trarne beneficio.


ESTRATTI DAL LIBRO:

Ci tratteniamo e rimaniamo sul sicuro piuttosto che rischiare il fallimento.
Quando mio figlio, Narayan, aveva 10 anni, passò una fase in cui era
molto riluttante a provare nuove cose. Voleva essere subito bravo in tutto e, se
gli pareva che quell’attività richiedesse impegno, si sentiva intimorito. Provavo
a parlargli di come le parti più belle della vita comportavano alcuni rischi e del
fatto che gli errori erano inevitabili. I miei suggerimenti per fargli espandere i
suoi orizzonti con delle lezioni di tennis o partecipando a un saggio musicale
incontravano sempre una certa resistenza. Dopo uno dei miei inutili tentativi
di coinvolgerlo in qualcosa di nuovo, la risposta di Narayan è stata citare Homer
Simpson: «Provare è il primo passo per il fallimento».
Rimanere sul sicuro implica evitare situazioni di rischio, che comprendono
più o meno tutta la vita. Potremmo evitare di assumere un ruolo di leadership
o responsabilità al lavoro, potremmo evitare di entrare in intimità con gli altri,
potremmo trattenerci dall’esprimere la nostra creatività, dal dire quello che
vorremmo, dall’essere scherzosi o affettuosi.

Ci tiriamo indietro dalla nostra esperienza del momento attuale.
Evitiamo la nostra felicità e la passione, la nostra paura e la vergogna, perché
ci sentiamo impotenti davanti alla loro forza. Mettiamo un freno alla nostra
esperienza effettiva giudicandola continuamente o interpretandola attraverso
le storie che raccontiamo a noi stessi riguardo quello che sta succedendo. Mentre
ci sono infinite variazioni sul materiale, manteniamo alcuni temi ricorrenti:
quello che dobbiamo fare, quello che non ha funzionato, che problemi potremmo
incontrare, come ci vedono gli altri, come gli altri soddisfano (o no)
i nostri bisogni, come gli altri interferiscono o ci deludono. C’è una vecchia
storiella di una madre ebrea che manda un telegramma al figlio: «Comincia a
preoccuparti, in seguito i dettagli». Visto che viviamo in un fluttuante stato di
ansia, non abbiamo neanche bisogno di un problema per dare il via a un fiume
di scenari disastrosi. Vivere nel futuro crea l’illusione che stiamo gestendo la
nostra vita e ci protegge dal fallimento personale.

Ci teniamo impegnati.
Essere impegnati è un modo riconosciuto a livello
sociale di tenerci a distanza dal nostro dolore. Quanto spesso sentiamo che
qualcuno che ha appena perso una persona cara “se la sta cavando tenendosi
impegnato”? Se ci fermiamo, corriamo il rischio di affondare nella sensazione
insopportabile di essere soli e profondamente inutili. Perciò lottiamo
per riempiere noi stessi, il nostro tempo, il nostro corpo e la nostra mente.
Potremmo comprare qualcosa di nuovo o perderci in stupide conversazioni.
Appena abbiamo un vuoto, andiamo online per controllare le nostre email,
mettiamo della musica, mangiamo qualcosa, guardiamo la televisione, qualsiasi
cosa per seppellire le sensazioni di vulnerabilità e mancanza che serpeggiano
nella nostra psiche.

Diventiamo i nostri critici peggiori. I commenti che ci girano in testa ci
ricordano incessantemente che facciamo casino, che gli altri riescono a gestire
le loro vite in maniera molto più efficiente e con maggiore successo. Spesso
proseguiamo da dove i nostri genitori si sono fermati, ricordandoci in modo
evidente tutti i nostri difetti. Come dice il disegnatore Jules Feiffer: «Sono
cresciuto per avere l’aspetto di mio padre, il modo di parlare di mio padre, la
postura di mio padre, la camminata di mio padre, le opinioni di mio padre e
l’idea di mia madre su mio padre». Tenere d’occhio quello che non va in noi
ci dà la sensazione che stiamo controllando i nostri impulsi, nascondendo le
nostre debolezze e possibilmente migliorando il nostro carattere.

Diventiamo ipersensibili ai fallimenti degli altri. C’è un detto secondo
cui il mondo si compone di persone che pensano di aver ragione. Più ci
sentiamo inadeguati, più vogliamo sentire di aver ragione e gli altri torto. Ci
arrabbiamo con coloro che non riconoscono il nostro talento o non ci trattano
con il rispetto che vogliamo. Ci arrabbiamo e spazientiamo quando l’incompetenza
di qualcun altro minaccia di dare una brutta impressione di noi o
rovinare la nostra reputazione. Quando le cose vanno male e ci sentiamo già
inadeguati, ammettere i nostri errori ci mette troppo a disagio. Dare la colpa
agli altri ci solleva temporaneamente dal peso del fallimento.
La dura verità è che tutte queste strategie rinforzano solamente le insicurezze
che sostengono la trance dell’inadeguatezza. Più ci raccontiamo
ansiosamente storie di come potremmo fallire o di quello che non va in
noi o negli altri, più approfondiamo le vie – i sentieri neurali – che creano
le sensazioni di mancanza. Ogni volta che nascondiamo una sconfitta, rinforziamo
la paura di non essere abbastanza. Quando ci sforziamo per fare
colpo o essere superiori agli altri, rafforziamo la convinzione sottostante di
non essere abbastanza bravi così come siamo. Questo non vuol dire che non
possiamo competere in maniera sana, mettere tutto il nostro impegno al lavoro
o riconoscere ed essere contenti delle nostre competenze. Ma quando i
nostri sforzi derivano dalla paura di avere dei difetti, rendiamo più profonda
la trance dell’inadeguatezza.


Trasformare gli altri nel nemico
In questo capitolo ci siamo concentrati su come, senza paura, ci rivoltiamo contro
noi stessi e ci trasformiamo nel nemico, la fonte del problema. Proiettiamo
anche questi sentimenti all’esterno e trasformiamo pure gli altri nel nemico.
Più grande è la paura, maggiore è la nostra ostilità. Il nostro nemico diventa il
genitore che non ci ha mai rispettato, il capo che ci impedisce di avere successo,
un gruppo politico che ci sta togliendo il potere o la nazione che minaccia le
nostre vite. In questo mondo “noi contro loro”, l’indegno, il cattivo è “là fuori”.
Laddove c’è una faida famigliare o un una guerra generazionale fra gruppi
etnici, creare un nemico ci offre un senso di controllo: ci sentiamo superiori,
ci sentiamo giusti, crediamo di stare facendo qualcosa per il problema. Dirigere
la rabbia verso un nemico riduce temporaneamente i nostri sentimenti di
paura e vulnerabilità.
Ciò non vuol dire che le minacce reali non esistono. Possiamo essere un
problema per noi stessi; altri ci possono ferire. Ma se attacchiamo con odio e
violenza, se facciamo la guerra a noi stessi o agli altri, creiamo più paura, reattività
e sofferenza. Liberarci da questa trance della paura e alienazione diventa
possibile solo se rispondiamo alla nostra vulnerabilità con saggezza.


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Il Potere straordinario dell'Accettazione Totale - Libro
Elimina paure, insicurezze e sensi di colpa
€ 13.9

LIBERARSI DALLA DIPENDENZA DA ALCOOL E DROGHE





Questa applicazione è un potente strumento di rimozione dalla dipendenza di alcol e / o droga. In base al programma di sviluppo  due scienziati: dr. Eugene  eDr. Paul  delle Università del Sud del Colorado. Nel giro di pochi anni hanno testato migliaia di persone utilizzando la stimolazione alfa e theta ritmi per la rimozione della dipendenza da alcool e droghe Il risultato ha superato le aspettative: l'efficacia di tale trattamento ha dimostrato di essere molto più alto rispetto al gruppo di controllo, cui è stata utilizzata la tradizionale terapia medica.
Questo software è basato in parte sul lavoro di questi due studiosi, e rappresenta una combinazione di onde specifiche di alfa e theta ritmi, che di solito sono soppresse nelle persone che soffrono di alcoldipendenza o tossicodipendenza. Il programma ripristina il normale funzionamento del cervello, riduce il desiderio di alcool o droghe, rimuove associata con l'alcolismo, la depressione, e restituisce una vita normale. Con questo programma è possibile in pochi mesi,  sbarazzarsi completamente da queste  cattive abitudini.


Come lavorare con questo programma? In primo luogo è necessario fare il minimo sforzo e ascoltare il programma, 1-2 volte al giorno, anche se i primi giorni non si verificano risultati . Una volta alla settimana si può fare una pausa. si consiglia un semplice ascolto, immergendosi in uno stato meditativo. la dipendenza per l'alcol iniziera' gradualmente a scomparire, . .

Questo programma è da ascoltare SOLO con cuffia stereo. ATTENZIONE (!) Molto importante! Questo programma NON è possibile ascoltarlo sotto l'effetto di alcool o stupefacenti. da ascoltare solo in uno stato sobrio!

http://www.advanced-mind-institute
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programma gratuito anti-fumo




Le frequenze usate in questo programma stimolano la forza di volonta' e l'energia portano equilibrio
e senzazioni di gioia di guarigione e soddisfazione è proprio il senso di insoddisfazione per cui le persone bevono alocolici o fumano

Cioè il meccanismo di azione di questo programma è la seguente: si verificano nel nostro cervello battiti binaurali che  agiscono proprio sul senso di soddisfazione del nostro cervello, sostituisce cosi' la procedura di tabacco o di alcol come stimolazione delle aree del cervello


Da ascoltare un paio di volte al giorno, o quando si verifica il bisogno di una sigaretta. Attenzione: si consiglia di ascoltare questo programma nella prima metà della giornata (fino a circa 5 ore di sera).
perche' potrebbe causare insonnia ma se ci si rende conto che si puo' dormire tranquillamente anche dopo l'ascolto ok anche di sera
Il programma, è da ascoltare con grande attenzione, non permettendo alla vostra coscienza di essere distratti.

il programma è un aiuto in piu' a chi vuole realmente smettere di fumare o di bere alcoolici
ma senza sforzo di volonta' non avra' nessun effetto

da ascoltare con cuffie stereo o auricolari

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sabato 20 dicembre 2014

IL METODO KAHUNA


I Kahunas Hawaiani sono preti e insegnanti con marcate abilità guaritrici, poteri soprannaturali, e alcuni hanno l'abilità di cambiare il futuro.
Se un Kahuna ha bisogno di informazioni che riguardano il futuro o certi altri aspetti della vita, egli prega il suo Aumakua o Spirito Guida.
L'Aumakua, secondo la credenza Hawaiana, è lo spirito di un Avo morto, che con Amore lo guida e lo protegge.
Esso è come un Angelo Custode, che fluttua accanto ad ognuno di noi, sempre molto vicino tanto da poterlo chiamare o invocare con la preghiera.
Ogni volta che accade di avere una convinzione molto forte riguardo una verità, o abbiamo una profonda sensazione o intuizione su qualcosa, quasi sicuramente è un messaggio del nostro Angelo Custode o del nostro Se Superiore.

I Kahunas Hawaiani, un potente ordine di sacerdoti, credono che ognuno di noi sia un creatore della propria condizione vitale.
Ciò significa che Tu hai creato la situazione in cui ti trovi!
Ora potresti obiettare dicendo che di certo non hai voluto creare il tuo precario stato di lavoro, o la tua mancanza di soldi, o la tua solitudine sentimentale... e chissà quante altre situazioni spiacevoli che ti sei trovato a vivere e che, coscientemente, non avresti mai voluto vivere!
Guardando questo Video potrai facilmente capire come hai creato Tu ogni evento della tua vita e soprattutto come puoi cambiarlo, o migliorarlo!
Tu ora hai la possibilità di fare una scelta, continuare a creare situazioni poco piacevoli nella tua vita o capire e mettere in pratica delle tecniche capaci di cambiare il tuo atteggiamento verso la tua esistenza!
Puoi aggrapparti alle condizioni presenti o puoi decidere che bisogna cambiare, e allora sostituisci o ricrei le condizioni che non ti piacciono!

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QUELLO CHE VEDI NEGLI ALTRI E' DENTRO DI TE


Quando vedi rabbia negli altri,
va e scava profondamente dentro di te
e vedrai che quella rabbia si trova anche lì.
Quando vedi troppo ego negli altri, va semplicemente dentro di te
e vedrai quell'ego seduto lì dentro. La dimensione interiore opera come un proiettore: gli altri diventano schermi e tu inizi a vedere dei film su di loro, che di fatto sono solo i nastri registrati di ciò che tu sei.


(Osho, Il gioco delle emozioni)

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Il Gioco delle Emozioni
Liberarsi da rabbia, paura e gelosia
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venerdì 19 dicembre 2014

LA LEGGE DEL PENDOLO: GLI OPPOSTI



Come un pendolo oscilla tra un lato e il lato opposto, possiamo trovare tale modello e legge in natura.

Nel cambiamento delle stagioni dall'inverno all’estate e viceversa, nel movimento della marea, nel moto delle onde, e così via.


In noi stessi é come se ci fossero molti pendoli, perché quello che c’è nell’Universo c’è anche in noi stessi.

Possiamo notare che abbiamo pendoli che oscillano tra il “piacere” e il “dispiacere” tra il desiderio e il disgusto, tra l'affermazione e la negazione, tra la certezza e il dubbio,

Questi pendoli hanno periodi diversi, cioè - diverse lunghezze di oscillazione -, e come gli orologi, alcuni vanno più in fretta, alcuni vanno più lentamente nello stesso tempo,

Cioè essi oscillano più lentamente o più rapidamente tra segni opposti. C’è anche il periodo delle nostre vite che oscilla tra i segni opposti di vita e morte.

Questo é il periodo della vita. Noi oscilliamo fisicamente tra la nascita e la morte, ma non conosciamo l'oscillazione opposta.

Tutte le cose oscillano avanti e indietro. Come tra forze limitanti o controllanti. Non dovete pensare che quando si dice che le cose oscillano questo significa che non c’è una legge che le governa. Significa che stanno funzionando forze controllanti.

Dal libro dell'Ecclesiastico: tutte le cose sono doppie, ” una contro l’altra”.
Che vuol dire che una cosa è doppia?
Per ogni cosa c’è un opposto attraverso il quale esiste, e per mezzo del quale è opposta.

Come esempio, la luce comprende il buio come suo opposto. e la luce il buio, ed insieme essi formano una cosa, una cosa doppia che possiamo chiamare “luce-buio”, una cosa che divisa diventa o luce o buio.

O, per prendere un esempio psicologico: Il dolore e la gioia sono opposti. Essi sono uno contro l’altro, ed insieme sono una cosa che é doppia. che noi possiamo chiamare “gioia-dolore”. Notate anche che la gioia distrugge il dolore e il dolore la gioia.
Gli opposti sono inseparabili, sebbene una sia contro l’altra, cioè non potete avere l’una senza l'altra, come non potete avere un bastone con una sola estremità.

A questo proposito paragoniamo quanto riportato dall’Ecclesiastico:

“Tutte le cose sono doppie, una contro l'altra”.

Da una scuola di Alessandria: "Ciò che è formato di entrambi gli opposti è uno, e quando questo uno si divide, appaiono gli opposti”.

Un altro antico riferimento agli opposti, nel secondo libro di Esdra, nel “Vecchio Testamento Apocrifo”:

“I legni degli alberi dei campi si riunirono e tennero consiglio, e dissero, Andiamo e facciamo guerra al mare che deve andarsene in modo che possiamo avere più legno.

Anche le onde del mare tennero consiglio e dissero, andiamo a sottomettere il legno della pianura in modo che possiamo avere per noi più terra.

Il consiglio del legno fu inutile perché il fuoco lo distrusse; anche il consiglio delle onde del mare fu inutile, perché la sabbia le fermò."

Qui cé l’idea che ogni cosa è mantenuta in equilibrio per mezzo della legge degli opposti: una cosa ne controlla un’altra.

Il legno pensa che dominerà il mondo ed Il fuoco lo consuma; il mare pensa di sommergere le pianure, ma la sabbia glielo impedisce.

Lo sconosciuto scrittore di Esdra usa immagini fisiche per rappresentare delle forze che agiscono in natura, che mantengono ogni cosa entro certi limiti e perciò impediscono che una cosa prevalga sempre.

Potete pensare ad infiniti altri casi in cui una cosa ne controlla un’altra. Pensate per un momento come ogni creatura vivente viene attaccata e mangiata da qualche altra creatura in modo che viene mantenuto un equilibrio.

Questo equilibrio e il risultato del lavoro degli opposti.

La legge del pendolo indica che c’è un’oscillazione in avanti e una indietro in tutte le cose, ma dopo un punto, in entrambi le direzioni c’è un arresto e comincia ad esercitarsi la forza opposta.

Qualche volta questo lo possiamo vedere anche nelle esperienze psicologiche come quando un uomo è violento contro qualcosa e prende un atteggiamento estremo, ed improvvisamente oscilla al punto di vista opposto.

Molti fenomeni di improvvisa conversione appartengono a questa oscillazione del pendolo. Questo, è il caso di Paolo, che perseguitò la Chiesa primitiva con la più grande energia e odio ed improvvisamente ebbe un’esperienza che lo fece girare nella direzione opposta.

A questo punto devo dirvi che non è facile vedere il funzionamento delle forze opposte perché esso é sempre doppio e richiede pensiero doppio. Noi pensiamo in termini di una cosa, paragonandola con un’altra. Noi non pensiamo in termini di due cose separatamente.

Noi pensiamo in termini di una forza, troviamo difficile pensare in termine di due forze, e impossibile in termine di tre forze.

Ora però stiamo parlando di due forze opposte nella loro natura, che governano o limitano tutte le cose, e impediscono troppo eccesso o troppa mancanza.

Tutti i fenomeni, tutte le cose visibili, tutti gli avvenimenti, tutta la vita sulla terra hanno luogo tra forze opposte, o poli opposti, ora oscillando da una parte e ora dall'altra, così che la guerra segue la pace e la pace la guerra; la carestia segue l'abbondanza e l'abbondanza la carestia; e così via.

Quando cominciamo a realizzarlo, possiamo capire che il tempo è diverso in tempi diversi e capiamo che se abbiamo un buon tempo oggi, possiamo avere un cattivo tempo domani..
Tutto cambia, il cambiamento é l'unica costante!

Spero che il testo vi abbia suscitato riflessioni e nuovi punti di vista.. Nei prosdimi post continueró a riportarvi le idee di Nicoll e Claudio Buffa.

Buon proseguimento, abbraccio di luce!

Gianni Amejo

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giovedì 18 dicembre 2014

THETA PROGRAM








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Questo programma consente di inserire lo stato theta, utilizzando la tecnica di battiti binaurali. In pochi minuti potrete godere di un piacevole relax: battiti binaurali aiutare il vostro cervello entrare in uno stato meditativo. L'effetto di questo programma può essere molto forte, soprattutto se si ascolta regolarmente.




Quando parliamo di Onde Theta intendiamo il sintonizzarsi su una particolare frequenza.

Theta è il nome di una delle cinque onde celebrali, e le frequenze di queste onde prodotte dal cervello si chiamano Alpha, Beta, Gamma, Delta e appunto Theta.

Le onde cerebrali theta (4-7 cicli al secondo) sono quelle che corrispondono a uno stato di rilassamento profondo o di sonno, o di ipnosi.
Questo è stato verificato con esperimenti specifici.
Gli scienziati utilizzando macchine ECG, hanno potuto monitorare e osservare che gli operatori entrano in uno stato di onde Theta.
Ordinari, o straordinari che siano, tutti gli stadi della nostra coscienza sono dovuti all'incessante attività elettrochimica del cervello, che si manifesta attraverso "onde elettromagnetiche": le onde cerebrali, appunto.
La frequenza di tali onde, calcolata in “cicli al secondo”, o Hertz (Hz), varia a seconda del tipo di attività in cui il cervello è impegnato e può essere misurata con apparecchi elettronici. Gli scienziati suddividono comunemente le onde in "quattro bande", che corrispondono a quattro fasce di frequenza e che riflettono le diverse "attività del cervello".

Onde Delta Hanno una frequenza tra 0,5 e 4 Hz e sono associate al più profondo rilassamento psicofisico. Le onde cerebrali a minore frequenza sono quelle proprie della mente inconscia, del sonno senza sogni, dell'abbandono totale. In questo senso vengono prodotte durante i processi inconsci di autogenerazione e di autoguarigione.

Onde Theta - La loro frequenza è tra i 4 ed i 7/8 Hz e sono proprie della mente impegnata in attività di immaginazione, visualizzazione, ispirazione creativa. Tendono ad essere prodotte durante la meditazione profonda, il sogno ad occhi aperti, la fase REM del sonno (cioè, quando si sogna).
Nelle attività di veglia le onde theta sono il segno di una conoscenza intuitiva e di una capacità immaginativa radicata nel profondo. Genericamente vengono associate alla creatività e alle attitudini artistiche.

Studi scientifici dimostrano che le onde theta possono:
1. alleviare lo stress e promuovere una duratura e sostanziale diminuzione dell'ansia nelle persone che ne sono soggette;
2. facilitano un profondo relax fisico e chiarezza mentale;
. aumentano la capacità verbale e la performance I.Q.;
4. sincronizzano entrambi gli emisferi del cervello;
5. invocano immagini mentali vivide e spontanee, il pensiero immaginativo e creativo, riducono il dolore, promuovono l'euforia e stimolano il rilascio di endorfine.





Lo stato theta quindi è uno stato della mente dove si può cambiare la realtà all'istante, tutte le persone le possono utilizzare per uscire dalle loro problematiche e guarire se stesse, gli altri e anche il pianeta.


Lo stato theta crea una stretta connessione con la fonte creativa dell'universo e dona una potente capacità di lavorare con il subconscio. Ci si puo connettere a questa energia grazie ad uno stato di coscienza "straordinario", che fa, però, parte della nostra comune esperienza: quando ci sentiamo particolarmente creativi, insolitamente intuitivi, eccezionalmente lucidi, profondamente rilassati.
Per entrare in mente analogica bisogna varcare una determinata soglia.
Quella soglia è data dalla frequenza degli 8 hertz.


Fonte
http://cronacainvestigativa.blogspot.it/p/onde-theta.html

mercoledì 17 dicembre 2014

Ecco 7 comportamenti che crediamo negativi, in realtà ottimi per la salute



Sbagliamo a trattenere le emozioni forti. Sentimenti che nella loro violenza prendono il sopravvento sul nostro raziocinio e ci scuotono tanto da darci la sensazione di farci del male. Lasciarsi andare in realtà resta l’unico modo per dare vantaggi alla nostra salute e a noi stessi.

È inutile far violenza sui nostri istinti. Quegli atteggiamenti che attribuiamo a debolezze puramente umane e riteniamo dannosi possono essere infatti positivi. Ecco una lista di sette comportamenti che siamo abituati a ritenere negativi, ma in realtà fanno bene alla salute:

Arrabbiarsi

Lasciarsi andare a qualche sfuriata liberatoria può creare un cambiamento positivo nella nostra vita. La rabbia è semplicemente un sentimento che nasce in noi quando subiamo un torto e ci sentiamo insultati da un comportamento sbagliato. La cosa importante è incanalare l’energia provocata dalla reazione irosa, provando a sovvertire la situazione che ci ha urtato. Sbaglia chi rifiuta la rabbia o non la sfoga, preferendo l’apatia dell’accetazione o il rancore. La rabbia è lì per un motivo, per proteggervi o per liberarvi.

Piangere

Alle volte ce ne vergogniamo. Nascondiamo le lacrime che denunciano la nostra debolezza, il nostro esserci rimaste male, il nostro orgoglio ferito. Ma mostrarci vulnerabili non è necessariamente negativo. Può aiutare chi ci sta accanto a capire qualcosa di te e a sostenerti quando ne hai bisogno. Le lacrime, così come la rabbia, sono uno sfogo necessario per il nostro corpo.

Infrangere le regole

La trasgressione delle regole è stata associata negli anni a figure che hanno fatto la storia, sovvertendo lo status quo, per dar vita a cambiamenti positivi di cui ancora oggi beneficiamo. Ricorda sempre che le leggi sono state fatte dagli uomini e errare è umano. Decidi autonomamente cosa è giusto e cosa è sbagliato. E se dogmi consolidati negli anni si frappongono tra quello che per te è giusto abbi il coraggio anche tu di lottare per dar vita a un nuovo cambiamento.

Non ascoltare

I consigli degli altri, per quanto possano nascere dalle migliori intenzioni, non ti spingono necessariamente verso una via più corretta di quella indicata dal tuo istinto. Riponi più fiducia nelle tue sensazioni, non lasciarti demotivare da chi ritiene scorretta una tua mossa. Avvaliti delle tue convinzioni per portare avanti i tuoi comportamenti e ignora chi ti spinge in direzione contraria.

Sentirsi persi

Quante volte ci sarà capitato di perderci in una città che non conosciamo. Nel tentativo di trovare la strada giusta abbiamo esplorato luoghi, altrimenti mai visti e una volta raggiunta la meta ci siamo sentite più in confidenza con quella città, ci è parso di conoscerla maggiormente. Lo stesso concetto vale quando sentiamo di aver smarrito noi stessi. Il disorientamento aiuta ad aver maggior consapevolezza di alcune nostre reazioni e modi di essere. Ritrovare la “retta via” ci rende più consapevoli di ciò che siamo e più padrone di noi stessi

Non adattarti

È quasi un istinto di sopravvivenza. Moduliamo la nostra personalità a seconda delle situazioni nelle quali ci troviamo per non sentirci inadeguati, goffi e fuori posto. Vivere all’infuori del “socialmente accettato” può alle volte semplicemente voler dire di avere una personalità che è riuscita a mantenersi estranea ai trabocchetti dell’omologazione. Ti renderai conto come essere te stessa nella tua diversità possa risultare anche maggiormente affascinante.

Stare soli

Se è vero che la felicità è reale solo condivisa, è bene anche far attenzione a chi scegliamo per condividerla. In qualche periodo della nostra vita può capitare di trovarci circondati da meno persone del solito. In alcuni casi questo potrebbe voler dire che abbiamo deciso di allontanare da noi chi non meritava di starci accanto. Il valore della solitudine è fondamentale per la nostra esistenza. Circondarsi costantemente di persone non ci dà modo di fermarci per ragionare su noi stessi. La solitudine, d’altronde, viene spesso ricercata dagli artisti, per dar vita alle loro produzioni più sentite.

i 10 comandamenti di OSHO


Io sono contrario a ogni sorta di comandamenti, tuttavia, tanto per divertirci però, eccoti un elenco:


1. Non obbedire ad alcun ordine all’infuori di quello interiore.

2. L’unico dio è la vita stessa.

3. La verità è dentro di te, non cercarla altrove.

4. L’amore è preghiera.

5. Il vuoto interiore è la porta della verità, è il mezzo, il fine e la realizzazione.

6. La vita è qui e ora.

7. Vivi totalmente desto.

8. Non nuotare, galleggia.

9. Muori a ogni istante, così da poter rinascere ogni istante.

10. Smetti di cercare. Ciò che è, è: fermati e guarda.

Osho – “Una tazza di Tè”


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martedì 16 dicembre 2014

PRIGIONIERI DI CRONOS

Nel momento in cui comprendiamo profondamente che futuro e passato non hanno alcuna esistenza reale, il momento presente, che prima non percepivamo nemmeno, si espande e prende il loro posto. Il Qui-e-Ora diviene allora padrone in casa propria.

[... ... ...]

Ciò che ci tiene prigionieri di Cronos è l’illusione che esistano il passato e il futuro. Questa illusione ci fa credere che lo scorrere del tempo sia qualcosa di reale: è esistita la giornata di ieri, esisterà quella di domani, quindi io mi sto muovendo tra il passato e il futuro. Invece non è così. Questo è il grande inganno di Cronos.



[... ... ...]

La mente non può farlo. La mente è terrorizzata dall’idea che voi possiate restare nell’istante presente - divinamente sereni e sicuri di voi stessi - senza più preoccuparvi di cosa accadrà in futuro e senza più perdere ore nel rielaborare il passato. Perché la mente è fatta proprio di queste stupidaggini. La mente è come un talk show televisivo: si parla di tutto ma non si dice mai niente, si esprimono solo opinioni, non verità. Ci si incontra, ognuno dice la sua su un dato argomento e poi si torna a casa, ignoranti come prima. La mente è la stessa cosa, è uno stupido animale sempre al lavoro, non riposa mai, ha sempre qualcosa da pensare, un parere da esprimere, perché questo continuo dialogo interno la mantiene in vita, ma allo stesso tempo non sta facendo niente di utile per nessuno.

[... ... ...]

L’istante presente è una “singolarità”, come si dice in termini scientifici e filosofici, cioè un non-luogo nel quale non sono più valide le leggi ordinarie.

[... ... ...]

Salvatore Brizzi
NON DUCOR DUCO
(non vengo condotto, conduco)

http://www.salvatorebrizzi.com/2014/12/guerrieri-metropolitani.html
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Guerrieri Metropolitani - Libro
Combattere fuori per vincere dentro - La filosofia degli sport da combattimento
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IL POTERE DEI MUDRA






Il concetto di Mudra trae origine dal sanscrito e signfica 'sigillo'. Sillabando 'mud' sta per gioia e 'ra' suscitare. In parole povere un Mudra è UN SIGILLO CHE APPORTA GIOIA. Sono semplici gesti o atteggiamenti delle mani, che chiunque è in grado di compiere, ma hanno il valore di complicati esercizi di Yoga. Tenere le dita in una certa posizione per alcuni minuti è un Mudra che agisce sul corpo, sullo spirito e sull'anima.

vedi anche
http://divinetools-raja.blogspot.it/2012/11/i-mudra-gesti-sacri-di-energia.html



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Il Potere di far Accadere le Cose

Descrizione di Il Potere di far Accadere le Cose

"In questo mistero chiamato vita, siamo alla costante ricerca di risposte. Da sempre desideriamo assumere il controllo delle nostre esistenze, ma non sappiamo come fare. Da sempre vogliamo alleviare le paure, da quelle più piccole e intime che nutriamo nei confronti del nostro corpo a quelle più grandi verso la morte. Il Potere di Far Accadere le Cose si occupa di tutto questo. Non importa quali siano le nostre paure o le nostre preoccupazioni, Abraham non solo ha una risposta per noi, ma può indicarci il modo per spingerci oltre, verso un nuovo livello di soddisfazione esistenziale".

Louise L. Hay

""Ti suggerisco di fare come me... di tenere entrambi i libri (Il Potere di far accadere le cose + Chiedi e ti sara' dato) sul comodino per una lettura mattutina e una serale. Dormirai meglio, comincerai la giornata permettendo solo al bene di entrare nella tua vita... e cosi' facendo starai meravigliosamente!"

Louise L. Hay

Uno degli aspetti essenziali della Legge dell’Attrazione

è la comprensione dell’arte del permettere.

Se chiedi all’universo di darti ciò che desideri,

l’universo provvederà affinché tu lo ottenga:

ma ciò accadrà solo se permetti a questo processo di avvenire

In questo libro all’avanguardia di Esther e Jerry Hicks, attraverso gli insegnamenti dell’entità spirituale Abraham, è spiegato come applicare l’arte di far accadere le cose in qualsiasi ambito della vita ed allo stesso tempo bilanciare le proprie energie applicando la tecnica giorno per giorno.

E’ essenziale notare però che la consapevolezza del bisogno di bilanciare la propria energia è più importante rispetto alla defi nizione degli obiettivi e alla determinazione dei desideri più profondi. Questo libro si basa proprio su questa distinzione fondamentale.

Con la comprensione e la pratica eff ettiva delle tecniche qui presentate non solo raggiungerete più velocemente i vostri obiettivi e risultati sperati ma vivrete positivamente ogni passo che vi porterà verso la realizzazione dei vostri desideri, anche prima della loro eff ettiva manifestazione.

In questo modo scoprirete che vivere la vostra vita sarà una continua esperienza di gioia piuttosto che un susseguirsi sterile di esperienze inframmezzate da brevi momenti di soddisfazione.

Il libro spiega come permettere a ciò che si desidera di accadere, attraverso l’equilibrio e il bilanciamento dell’energia vitale in tutti gli ambiti che compongono la nostra esistenza.

Una volta compresi e applicati i processi che portano a raggiungere questo equilibrio interiore, non solo possiamo raggiungere i nostri obiettivi in modo più veloce e soddisfacente, ma riusciamo a goderci ogni singolo passo del cammino che condurrà i nostri passi verso la realizzazione di sé e la manifestazione dei desideri.


Ogni situazione, evento e incontro di ciascun individuo, tutto quello che vivi, dipende da ciò che stavi pensando a riguardo, da ciò che ti stavi domandando, ricordando, osservando, valutando e immaginando... Letteralmente il tuo pensiero trasforma la tua vita in realtà.


(Esther & Jerry Hicks, Il potere di far accadere le cose)


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Il Potere di far Accadere le Cose
l'arte del permettere
Voto medio su 16 recensioni: Buono
€ 17

sabato 13 dicembre 2014

ARMONIZZAZIONE DELLA COSCIENZA





Questo programma è molto  benefico sulla coscienza, con effetto curativo e calmante. dona uno stato di pace e di tranquillità. Il programma  toglie la negatività, nella nostra mente, la deframmenta , aiutando a ritrovare l'integrità. Questo programma non è meditazione, anche  è possibile e accettabile meditare con questa musica. si puo' usare come sfondo a quello che ami fare. Durante l'ascolto vivamente consigliati  di non provare alcuna emozione negativa nei confronti di qualcuno o qualcosa. Al contrario, concentrati e senti il flusso di energia positiva, diretto verso tutti gli esseri viventi di questo pianeta. Questo programmasi puo' ascoltare qualsiasi numero di volte L'utilizzo di cuffie non necessariamente, è possibile ascoltare attraverso gli altoparlanti.

http://www.advanced-mind-institute.org

sviluppo delle abilità mentali

 


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Questo programma è progettato per lo sviluppo delle abilità mentali, migliorare la IQ. Nonostante l'apparente semplicità del programma è piuttosto difficile e ha un certo numero di caratteristiche. Il programma utilizza frequenze diverse per la stimolazione degli emisferi destro e sinistro. Per l'emisfero destro è sensomototrynj ritmo, e l'emisfero sinistro (responsabile di pensiero logico-astratto) è la gamma di frequenza da 9 a 15Gc. Queste frequenze sono cambiate ogni movimento minuto, aiutando ad per entrare in uno stato rilassato ma concentrato. Come risultato dell'impatto della crescente frequenza, su cui 'funziona' cervello, aumenta la capacità di pensare logicamente. L'efficacia del programma che potete vedere voi stessi. Prima di utilizzare andare IQ test e verifica il risultato. Test del Qi in inglese qui: http://sly2m.com/sly2m/IQ cercare il download del programma e seguire la stessa prova nuovamente. Come lavorare con questo programma? -Solo le cuffie-assicurarsi di controllare la polarità delle cuffie. Che la frequenza dell'orecchio destro e sinistro fascia esso è essenziale per garantire che l'orecchio destro all'orecchio di destra e di sinistra a sinistra. In caso contrario, non farà alcun effetto dal programma. -Con questo programma si può lavorare con la meditazione (occhi chiusi, uno stato di rilassamento) così come lo sfondo (aprire gli occhi, durante la lezione ogni attività intellettuale)-nel primo caso, l'effetto del programma sarà più alto. Una descrizione dettagliata delle tecniche di meditazione qui: http://www.advanced-mind-institute.or per... ATTENZIONE (!) con questa applicazione, si consiglia che si lavora solo nelle ore mattina e pomeriggio. Quando si lavora con il programma in serata possa verificarsi tale fenomeno come insonnia. Questo programma può ascoltare 2 volte di fila, allora è consigliabile fare un 1-2 ora rompere prima ascolto, poi aumenterà la sua efficacia. Gradualmente, come si lavora con il programma insegnano il cervello a lavorare in una più ampia gamma di frequenza e la capacità di continuare dopo aver smesso di usare questo programma. Questo programma non è consigliato a persone affette da epilessia, persone con pacemaker, donne incinte e adolescenti fino ai 16 anni. © Lenny Rossolovski 2014. Tutti i diritti riservati, tutti i diritti riservati dall'autore. La lista completa di meditazione si può trovare sul sito Web dell'Istituto di miglioramento della coscienza

venerdì 12 dicembre 2014

MUSICA DEI 4 ELEMENTI

Schumann Resonance - l'energia della terra, aria, fuoco e acqua


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esta медитационная il programma di un viaggio durato 24 minuti, i quattro elementi: Terra (verde) Aria (giallo), Fuoco (rosso) e per Acqua (blu), rappresenta un ottimo strumento di bilanciamento della vostra coscienza. . In questo programma usato frequenza di Schumann 7.83 Hz è la frequenza theta-banda di.. 1-6 minuto - la meditazione della terra - l'Affidabilità, la puntualità, la stabilità, la saggezza 6-12 minuti - meditazione aria , la gioia, la mente, l'intuizione, la comunicazione 12-18 minuto - la meditazione e il fuoco - l'energia, l'entusiasmo, il coraggio, la dedizione 18-24 minuto - la meditazione acqua - l'empatia, l'amore, il perdono, la sensualità , Questa meditazione необхоходимо ascolto in cuffie stereo di riprodurre il

L'Arte di Essere Felici e Vivere a Lungo



Cura e traduzione di Mario Scaffidi Abbate Edizione integrale con testo latino a fronte Il saggio è colui il quale, distaccatosi dalle passioni e raggiunta la virtù, diviene imperturbabile e non teme neanche la morte. La strada per questa superiore autosufficienza interiore è difficile e piena di ostacoli: solo la pratica costante e illuminata della virtù la può indicare. La selezione di opere proposta in questo volume costituisce un autentico vademecum del pensiero immortale di Seneca, secondo il quale la vera saggezza sta nella pura contemplazione e la vera felicità nel non aver bisogno di felicità. «Un albero non diventa solido e robusto se non è continuamente investito dal vento e sono queste raffiche che ne fanno il fusto compatto e ne rinsaldano le radici, che si abbarbicano con maggior forza al terreno; fragili sono invece quegli alberi che crescono in una valle tranquilla.» Lucio Anneo Seneca nacque a Cordova intorno al 4 a.C. Avviatosi verso un ideale ascetico di vita, da cui lo distolse il padre, abbracciò la carriera forense e la vita politica prima sotto Caligola, poi sotto Claudio e infine sotto Nerone. Ricchissimo, fu oggetto di aspre critiche e venne anche citato in giudizio. Nel 65, coinvolto nella congiura di Pisone, si tagliò le vene. Di Seneca la Newton Compton ha pubblicato, con testo latino a fronte, L'arte di essere felici e vivere a lungo, L’arte di non adirarsi e Tutte le tragedie.

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« A nulla dunque bisogna badare di più che a non seguire come pecore il gregge di chi precede, dirigendoci non dove si deve ma dove si va. E invero nessuna cosa c’intrica in mali più grandi del fatto che ci regoliamo sulle dicerie, pensando migliori le cose che riscuotono grande consenso, e del fatto che noi gli esempi numerosi li prendiamo per buoni esempi e non secondo ragione ma viviamo per imitazione. »

« Altrove da questi beni va ricercato un bene che non sia apparente, ma solido, costante, più bello dov’è meno visibile, un bene da praticare e da sentire, non da ostentare »

QUELLO CHE NON HANNO MAI DETTO DI OSHO E CHE NESSUNO TI POTRA' MAI DIRE, SE NON GUARDANDOSI INTIMAMENTE NEL PROPRIO ESSERE.


"Sono una persona che medita, ho sentito qualcosa – prima ancora di incontrare Osho – che potrei definire “la luce dell’esistenza”. Cosa vuol dire è diverso per ciascuno, nella mia ricerca di un significato posso definirla così:
una goccia che vede e sente di essere l’oceano. Ma che vive rinchiusa nel suo essere una goccia… difficile definire il disagio e quant’altro quello stato d’essere comporta.
Poi un giorno la vita mi ha avvicinato a Osho. E mi sono trovato di fronte all’evento, temuto e cercato… l’oceano che mormorava o furoreggiava in una goccia!

Da allora, per 40 anni, è stato un gioco a nascondino. Con picchi di luce e abissi vertiginosi… con lui che, fermo nella sua quiete, mi portava a “vedere”, e poi mi diceva: “Adesso prova a farlo da solo”.
Impossibile narrare quel vissuto con Osho… di certo non ho avuto tempo per seguire tutto ciò che di lui si diceva, si mormorava, si chiacchierava. Una sola cosa mi è certa, visto che anch’io un po’ mi sono perso in quel gioco: ciò che si dice di lui, rivela molto di chi ne parla e dice. Poco o nulla di Osho in quanto tale, che ha detto:

“Mi riconoscerai solo quando avrai conosciuto e compreso te stesso”.

E quello è vero! Per mia comodità, per egoismo, per disperato bisogno e anelito folle l’ho definito in tanti modi… e lui non si è mai “piegato”, né mai si è sentito in bisogno o dovere di corrispondere… un’integrità che ben lo descrive, in grado di includere tutto il bene e tutto il male che si è proiettato su di lui.

La vera domanda è: perché lo si fa?
Personalmente, credo che il motivo sia semplice. Di nuovo, è riferito a me stesso: molti “saltini quantici” che Osho mi ha portato a fare, hanno richiesto di vedere e di fidarmi di qualcosa di me che andava al di là di ciò che credevo, pensavo, volevo essere.
In pratica, lui si poneva come uno specchio, lucido e limpido al punto tale da spazzar via proiezioni, sogni, speranze – ma anche rimpianti e perenni sabotazioni – con cui, umanamente, si tende a colorare e riempire la propria esistenza.

Osho mi ha riempito e svuotato, incitandomi a vivere in pienezza, tutto ciò che l’esistenza mi ha messo davanti. E poi, al culmine di quello che per me era “il picco”, quando pensavo: “Adesso sono proprio arrivato”, mi ha tolto orizzonte dopo orizzonte… insegnandomi, dunque, che la vita è un viaggio… e in quanto tale non ha alcuna meta.

Non è cosa facile da accettare. È peggio di una bomba atomica… proprio perché ti “atomizza” (frantuma tutti i tuoi sogni, lasciandoti solo con te stesso. Qualcosa che non avrà mai nome, né forma). Difficile scendere a patti con qualcosa di simile. Da qui le due cose: o si intraprende un viaggio, oppure si cerca di sminuire, calunniare, giudicare, distorcere quell’essere. Rendendolo “simile a noi”.
E in quel gioco ci si perde, sia alimentandolo sia contestandolo. Perché intanto il tempo passa e un giorno ci si trova di fronte al grande salto nell’ignoto – che molti chiamano morte, e che è visto come la fine dei giochi. Meglio non sprecare tempo, e cercare dentro di sé “ciò che non muore mai”. Ovvero quella vita che vibra in noi come eco perenne dell’esistenza.
E ringraziamo Osho, se ci è utile, ad alimentare quell’intima connessione con noi stessi.
Altrimenti non perdiamo tempo e cerchiamo, cerchiamo, cerchiamo… perché nulla è garantito: oggi stesso potrebbe essere il giorno della prova. E se non si è pronti, essendo la vita una scuola, ci si ritroverà a ripetere e ripetere e ripetere gli stessi vecchi giochi di sempre.
Se piace, o se non ci sono “segnali” che indicano la possibilità di un altro percorso esistenziale, benissimo… magari a qualcuno quel perenne cadere, penare, rialzarsi per cadere e penare di nuovo è venuto a noia. Un lampo si potrebbe accendere… una persona simile potrà solo essere grata nell’incontro di qualcuno che è uscito alla vita, risvegliandosi.
E, poiché la risposta non è là fuori, ma dentro di te. Potresti chiederti: quale buon uso posso fare di Osho?
Se non ne vedi nessuno, va’ e cerca qualcun altro in grado di essere per te un trampolino di lancio. Una soglia che ti permetta di uscire alla vita, risvegliandosi. Perché è nel tuo risveglio, la risposta a ogni tuo dubbio o domanda."
12 dicembre 2014
Lettera da un Discepolo che ha vissuto con Osho fin dagli anni '70.

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