lunedì 29 giugno 2015

13 ATTEGGIAMENTI DA ABBANDONARE

LA VITA E' UNICA, E' QUI ED ORA. PER CUI:


1. Liberatevi dalla necessità di avere sempre ragione. Non ne vale la pena (potreste rompere un buon rapporto, creare stress e arrecare dolore agli altri).

2. Abbandonate il bisogno di controllare tutto ciò che vi sta succedendo (situazioni, eventi, persone). Siano così come sono.

3. Non incolpate gli altri per ciò che avete o non avete nella vita; siate totalmente responsabili della vostra vita.

4. Interrompete il dialogo negativo con voi stessi. Non permettete alle emozioni negative di governare la vostra vita.

5. Liberatevi dalla necessità di lamentarvi delle persone, situazioni, avvenimenti che vi rendono infelici.

6.Rinunciate alla critica delle persone diverse da voi e degli avvenimenti che non corrispondono alle vostre aspettative. Siamo tutti diversi…

7. Liberatevi dalla necessità di fare colpo sugli altri. Gettate la maschera, accettate ed amate il vostro vero Io.

8. Smettete di resistere ai cambiamenti. I cambiamenti ci aiutano a cambiare la vita nostra e degli altri (spesso in meglio).

9. Non giudicate le persone o le situazioni che non conoscete o non capite. Aprite la vostra coscienza alle novità.

10. Lasciate andare il passato.

11. Liberatevi dalle paure; le paure sono illusioni create dalla vostra mente.

12. Non giustificatevi;le giustificazioni sono limitanti.

13. Smettete di vivere in funzione delle aspettative degli altri. Troppa gente vive la vita che non gli appartiene, facendo ciò che si aspettano da loro: i genitori, gli amici, gli insegnanti, il governo, la società...

— con Amleto Melato.


Olga Samerina RESR

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sabato 27 giugno 2015

IL DIO SOLE

TRA IL SOLE E L'ORGANISMO UMANO C'E' LO STESSO COLLEGAMENTO CHE ESISTE TRA DIO E L'ANIMA UMANA di Peter Deunov

Senza questo collegamento, non è possibile lo sviluppo umano. Il SOLE è la fonte dell'energia vitale per l'intero Sistema Solare. I primi raggi del sole all'alba, sono i più potenti. Questo è anche il momento in cui l'organismo umano è più ricettivo verso... l'energia del sole. Bisogna ricevere e processare ciò che il Sole dona. Gli esseri umani assorbono energia solare per il loro cervello, polmoni stomaco e corpo. C'è intelligenza in quella energia. Salutare il sorgere del sole significa coscientemente diventare uno con lui, perchè la sua energia possa fluire nel nostro organismo. Tanto più assorbite energia solare, tanto più acquisite magnetismo e dolcezza. Salutando la luce con amore, ne traete benefici.


Dall’album: PETER DEUNOV

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IL SESSO DOPO L'ILLUMINAZIONE

“BELOVED OSHO,
QUANDO HAI DETTO CHE NON SEI IN CASTITÀ, SONO RIMASTO SCIOCCATO. CREDEVO CHE TU AVESSI TRASCESO IL SESSO. PERCHÈ QUESTO MI DISTURBA?

(...) Quando mi sono illuminato anche io avevo questa l'idea, vecchia di secoli, che dopo l'illuminazione si trascende il sesso. Così per un paio di giorni ho aspettato la trascendenza. Non è arrivata; al contrario, l'erba era più verde. Le donne erano più belle che mai, perché i miei occhi erano limpidi.
(...) E ho amato molte donne - la mia illuminazione non è cambiata. Ho creato un evento storico! In futuro, non ci si aspetterà più da nessun uomo illuminato di essere celibe. Ho rischiato molto. Ma in un certo senso, dopo l'illuminazione qualcosa è trasceso, non il sesso, ma la sessualità. Dopo l'illuminazione non sono stato in grado di guardare negli occhi di nessuna donna con sessualità. Io non ho fatto nulla, non posso prendermene il merito. L'intera esperienza dell’illuminazione ha cambiato molte cose. Anche fare l'amore con una donna oggi è completamente diverso, assolutamente diverso, non ha alcun rapporto col modo in cui facevo l’amore quando non ero illuminato. Non era amore, era solo un bisogno biologico, chimico, attrazione ormonale. Era solo una specie di schiavitù; era un bisogno, ed ero posseduto dalla necessità. Tale necessità è scomparsa. Ora fare l'amore con una donna è solo puro divertimento - e non ho mai sentito dire che si trascende il divertimento dopo l'illuminazione.
Anzi, solo dopo l'illuminazione si può davvero amare.
(...)
Se l'illuminazione non ti fa trascendere la fame, la sete, la minzione, allora perché dovrebbe farti trascendere il sesso? Il sesso è parte di tutto il tuo essere, non è qualcosa di separato. Si mangia, si beve, si fa esercizio. Il tuo corpo non ha nulla a che fare con la tua illuminazione; il corpo funzionerà nello stesso modo. Si creerà sangue, si creerà sperma. Come può l'illuminazione farti trascendere il sesso? Dovrai smettere di mangiare, di bere. In realtà, dovrai smettere di respirare; solo allora ci sarà una trascendenza - nella tua morte. Il sesso è un fenomeno naturale. (...) Il celibato è innaturale - almeno fino all'età di quarantadue anni. Tra i quattordici anni e i quarantadue anni, il celibato è assolutamente innaturale, e se ti forzano a rimanere celibe, diventerai solo un pervertito. La tua energia sessuale troverà altre strade. È molto semplice .... (...) Sì, dopo l'illuminazione c'è un enorme cambiamento. Per me, questo è trascendenza. Ciò non significa che si smette di fare l'amore. Ciò significa semplicemente che non è più una necessità, non sei più schiavo del sesso. Nei momenti in cui vuoi giocare con l'energia, puoi fare l'amore. E se anche l'altra persona ha la stessa qualità, o anche se solo si sta muovendo nella stessa direzione, il vostro amore diventerà meditazione.”


Osho

22 July 1985 am in Rajneeshmandir
From the False to the Truth 289
CHAPTER 24. GO TO YOUR BATHROOM DANCING
Tarisha Cristina Castaldo‎Tantralifehttp://divinetools-raja.blogspot.it/ La Via del Ritorno... a Casa

venerdì 26 giugno 2015

DISCORSO SULL'IDENTITA' OMOSESSUALE.


Caro Osho,oggi hai parlato dell'omosessualità e ci hai fatto ridere tutti all'idea che gli uomini camminino mano nella mano per la strada chiamandosi a vicenda ‘tesoro’.
Ridere è bello,lo ammetto,ma qualche volta c'è un filo d'ironia che come gay,in quel momento mi sono sentito sminuito.,
Vorresti per favore dirci in che modo i gay o i neri o gli ebrei o tutte le altre minoranze possano accogliere e accettare queste risate?
Osho: ........
Pradipam,non sei il solo gay presente.
Vi sono molti gay e molte lesbiche.
Questo è un mondo in miniatura in questo posto,ho tutti i tipi di persone;il mio giardino contiene tutti i tipi di fioritura,tutti i tipi di piante.
Non è tanto un giardino,quanto una Giungla.
Ed io accetto tutti:piante selvagge,ogni rarità. Tutti sono i benvenuti.
Perché solo tu ti sei sentito infastidito?
In questo posto ci sono gay molto famosi.
E io non sapevo,Pradipam,che tu fossi uno di loro.
Perché ti sei sentito infastidito?
Perché nessun altro se l'è presa?
Hanno imparato ad accettare:questa infatti è l'essenza del mio insegnamento.
Accettati,chiunque tu sia.
Senza condanna,senza giudizio,senza critiche.
Sei un gay,che importa?
Gioiscine! Dio ti ha creato così.
È il suo modo di esprimersi attraverso di te.
E ci sono stati grandi gay,da Socrate in poi.
Se osservi la lunga storia dei gay,rimarrai sorpreso:sono una compagnia migliore degli eterosessuali.
Infatti grandi poeti di talento,pittori, musicisti, artisti,tutti hanno avuto una
tendenza all'omosessualità.
Questo significa qualcosa,qualcosa che deve essere compreso,perché
artisti,pittori e poeti?
Perché sono persone che hanno inventiva,non son mai soddisfatti,non si
accontentano mai delle cose così come sono;cercano di scoprirne delle nuove.
L'eterosessualità è un fenomeno naturale;è un semplice dato di fatto.
Le persone che hanno inventiva cercano di scoprire nuovi modi di rapportarsi;hanno immaginazione.
Innamorarsi sempre di un uomo o di una donna,a loro sembra una routine. Vorrebbero tentare esperimenti nuovi.
E queste persone hanno inventato l'omosessualità.
Sono degli inventori.
Altri sono andati ancora più avanti:sono diventati bisessuali.
Ora il bisessuale penserà che il gay è un po' retrogrado.
Il bisessuale è più fluido,si può adattare ad un uomo,e si può adattare ad una donna.
Ha più possibilità di fare all'amore.
Non sarà mai affamato;potrà sempre trovare un'amante,qualcuno da amare.
In profondità,dentro di te,devi sentirti in qualche modo colpevole;ecco perché ti sei sentito offeso.
Altrimenti avresti riso e ti saresti goduto la barzelletta.
E, in realtà,non sono io il responsabile di quelle parole,prova ad indovinare chi è responsabile ... Non credo ci riuscirai.
Il Papa!
Il Papa andò in viaggio in Terrasanta.
L'ultimo giorno salì sul Monte Calvario e recitò le sue preghiere.
Poi scese dalla collina, con passo solenne,vestito con i paramenti delle grandi occasioni,facendo dondolare un piccolo turibolo d'argento intarsiato.
Un gay,che da un po' di tempo lo guardava da lontano,gli si avvicinò,e tirandogli molto gentilmente la tunica, gli disse: «Tesoro,la tua borsetta è in fiamme!».
Il Papa mi ha dato lo spunto!

Ma,Pradipam,per favore,non offenderti:io non sono contro nessuno.

Neri,ebrei e omosessuali,non sono contro nessuno.
Tutto il mio messaggio è di accettazione totale.
Purtroppo non sono io che invento queste barzellette:sono i miei sannyasin che continuano a mandarmele.
Per cui,se tu hai barzellette contro gli eterosessuali,per favore mandamele. Qualsiasi barzelletta ricevo,io la uso.
A volte le donne mi scrivono dicendo: «Le tue barzellette sono sempre contro le donne». Cosa posso farci?
Mandatemi delle barzellette contro gli uomini!
Non ho interesse ad inventare barzellette,ma le persone continuano a mandarmene.
Mandami qualsiasi tipo di barzelletta e io la userò.
Ma questo senso di colpa,non va bene.
In profondità hai la sensazione di fare qualcosa di sbagliato,
ecco perché ti offendi.
Dentro di te c'è una ferita;puoi tentare di coprirla,ma esiste!
E se tu mi comprendi,scopri la ferita.
Solo se la scopri potrà essere guarita.
Lascia che il sole e il vento la curino.
Portala alla luce!
Va perfettamente bene,qualunque cosa tu sia.
Non deve riguardare nessuno.
Se due uomini sono felici insieme,nessuno deve interferire.
Né la legge,né il governo,né la religione,né la chiesa
devono metterci le mani.
Se entrambi sono felici,è una loro scelta personale.
Noi vogliamo che il mondo sia felice;e queste due persone stanno contribuendo con la loro felice unione alla felicità del mondo!
Se due donne sono contente stando insieme,il mondo è più felice,è migliore.
Non fatele sentire colpevoli senza motivo.
Ma il senso di colpa persiste,e questo perché nei secoli l'omosessualità è
stata considerata un peccato,per secoli la si è considerata uno dei peccati più grandi.
Sarai sorpreso di sapere che in alcuni stati americani,solo cent'anni fa l'omosessualità veniva punita con la condanna a morte.
E vi sono stati paesi in cui coloro che erano sorpresi ad avere una
relazione omosessuale venivano decapitati.
In passato l'umanità è stata molto stupida.
E tutti noi portiamo dietro questi condizionamenti,sono raccolti nell'inconscio collettivo.
Un ventriloquo,forse era Sarvesh,stava girando in macchina in aperta campagna,quando vide una grandissima fattoria.
Chiese di visitarla,e lo accontentarono.
Quando gli venne mostrata la stalla,il ventriloquo pensò di divertirsi un po'. E si mise a far parlare uno dei cavalli.
L'uomo che lo accompagnava,con gli occhi spalancati per il terrore,si precipitò fuori e corse dal fattore gridando:«Sam, questi animali parlano!
E se quella pecorella dice qualcosa su di me,è una
maledetta bugia!».
Ecco come viene a galla il senso di colpa.
Non puoi nasconderlo,trova sempre il modo di manifestarsi.
Sei tu che condanni la tua omosessualità:da qui nasce il problema. Altrimenti,avresti riso,ti saresti goduto la mia barzelletta.
E se un uomo non riesce a ridere di se stesso,non conosce veramente la
risata,né la sua bellezza.
Ridere degli altri è molto semplice,è violento,è crudele.
Ridere di se stessi ha qualcosa di spirituale.
Ma noi continuiamo a nasconderei dietro belle razionalizzazioni.
Ora sei convinto che la minoranza omosessuale è stata offesa.
Dovresti sapere che non sono né un eterosessuale,né un omosessuale,né un bisessuale;perciò non posso essere contro questo,né in
favore di quell'altro.
Non appartengo più al mondo del sesso.
Il sesso non ha più significato per me,ecco perché posso accettare tutti voi.

I vostri cosiddetti santi non riescono ad accettarvi totalmente,perché appartengono tutti al mondo del sesso;loro stessi sono ancora degli esseri sessuali: repressi,ossessionati, sempre contrari a qualcosa;ma essere contrari a qualcosa,significa esserne ancora ossessionati.

Io non sono né a favore,né contro;non parteggio né per questo,né per quello.
Per me non ha affatto importanza!
Sono semplicemente giochi che la gente ama fare:è divertente,ecco tutto. Non c'è niente di serio in tutto questo.
E qualcosa di infantile.
Eterosessuale,omosessuale,bisessuale,tutto questo è infantile.
Un giorno,io spero, crescerete e trascenderete tutte queste cose.
Allora accadrà un fenomeno totalmente diverso:in Oriente è chiamato 'brahmacharya'.
L'Occidente non ha un termine equivalente,perché in Occidente la consapevolezza non ha mai raggiunto una vetta simile.
La parola 'castità',è una ben povera traduzione,con molte connotazioni negative.
Castità significa semplicemente non essere coinvolto nel sesso;è un termine negativo.
La persona casta può non essere andata al di là del sesso,ma averlo represso soltanto.
Brahmacharya significa semplicemente:vivere come un Dio.
Questo è il significato letterale.
Cosa significa vivere come un Dio?
Vuol dire che il sesso è semplicemente scomparso:il fumo non circonda più la fiamma del tuo
essere;la fiamma del tuo essere è senza fumo.
E quando il sesso è completamente scomparso,l'intera energia contenuta nella sessualità viene espressa nell'amore,nella compassione.
Ma sentendoti offeso,ti sei esposto.
Da una parte,questo è stato un bene.
Non sentirti più colpevole.
Ed è sempre bene esporsi in una completa nudità.
Non aver paura,perché questo è il solo
modo per conoscere se stessi: esporsi.
Si racconta una storia:Siegmund Freud e Carl Jung viaggiavano un giorno su un treno, e durante il viaggio Jung cominciò ad analizzare Freud, scrutando sempre più profondamente nella psiche
dell'amico,nel tentativo di scoprire l'origine della sua nevrosi.
Freud continuava a mantenersi sulle generali,ma alla fine Jung giunse a sfiorare la vera essenza di Freud,e chiese con impazienza
all'amico di rivelargli il suo animo più profondo,il suo vero,reale sé.
«Non posso», si rifiutò Freud, «farlo, equivarrebbe a rinunciare alla mia autorità».
Al che Jung tornò a sedere e sospirò: «In questo caso,l'hai già persa».
Un vero uomo è sempre pronto ad esporsi fino all'essenza più intima del suo essere,perché non ha paura.
Freud diceva:«Non posso esporre il mio sé reale,perché equivarrebbe a rinunciare alla mia autorità».
In pratica stava dicendo che aveva uno pseudo sé,un falso sé intorno al suo essere. Se lo portò dietro per tutta la vita,sebbene fosse il fondatore della psicanalisi,non fu mai psicanalizzato.
Molte volte i suoi discepoli lo avvicinavano proponendogli: «Ti potremmo psicanalizzare». Ma egli si rifiutò sempre, aveva paura.
Questa storia è molto simbolica: Freud aveva paura di esporre se stesso per ciò che era.
E la paura era di perdere la sua autorità.
Ma un uomo veramente autorevole,non ha mai paura di perdere
l'autorità.
Non può perderla.
Non c'è modo di perderla.
E questa è la differenza fra un uomo autorevole ed un uomo autoritario. L'uomo autoritario non ha una vera autorità;è un simulatore.
L'uomo di autorità si può esporre totalmente,perché la sua autorità non è qualcosa di esteriore: è la
sua natura più intima; la sua esperienza, la sua autenticità.
Jung fece bene quando, rimettendosi a sedere, disse: «In questo caso, l'hai già persa».
Si dice che da quella volta, qualcosa cominciò ad incrinarsi fra: Freud e Jung, qualcosa che non potè
più essere risanata.
E non posso dire che di questo fu responsabile solo Jung; infatti, fondamentalmente lo stesso Freud fu responsabile.
Freud soffriva di diversi tipi di disturbi che possiamo chiamare nevrotici. Tuttavia non permise mai che lo analizzassero.
Tutto il mio lavoro in questo posto è aiutarti ad esporre te stesso nella tua completa nudità.
Qualunque cosa tu sia e a qualunque punto ti trovi,verrò a scovarti e a portarti alla luce.

A volte è doloroso,è sconvolgente;a volte ti adiri,ti offendi,ma cerca di essere paziente. ..Emoticon kiki..Emoticon wink...Emoticon heart.

Questa è un'operazione chirurgica,sarà per forza dolorosa

OSHO

Pietra Aurapedra
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giovedì 25 giugno 2015

La gente non cambia mai!!!

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I SEGRETI DELLA TRASFORMAZIONE ascolta i cani

I SEGRETI DELLA TRASFORMAZIONE

"Una volta mi trovavo nella locanda di un villaggio.
Era un villaggio molto povero,pieno di cani,che di notte si riunivano intorno alla locanda.
Forse erano abituati così.
La locanda era un'ottima posizione,con grandi alberi e i cani probabilmente riposavano là tutte le notti.
Io e il ministro di uno stato indiano ci trovavamo lì nello stesso momento e lui fu molto disturbato dall'abbaiare dei cani.
Mezzanotte era passata senza che riuscisse a dormire,per cui venne da me.
Mi chiese:Stai dormendo?
Poichè io dormivo,lui si avvicinò,mi svegliò e mi chiese:Per favore, dimmi come fai a dormire con tutti questi rumori.
Qui ci sono almeno venti,trenta cani che litigano,abbaiano e fanno tutte le cose che fanno di solito i cani.
Cosa fare? Io non riesco a dormire e sono stanchissimo per il viaggio durato tutta la giornata.
Se non riuscissi a dormire per me sarebbe difficile domani cominciare un alro viaggio.Devo partire la mattina presto,ma il sonno sembra non venire, ho già provato tutte le tecniche che ho imparato e di cui ho sentito parlare: cantare mantra,pregare Dio e così via..
Ho fatto di tutto,ma non accade nulla:cosa posso fare ancora?

Gli dissi:Questi cani non si sono radunati qui per disturbarti.
Non sono nemmeno consapevoli che qui c'è un ministro,non leggono i giornali,non sanno niente;non sono qui intenzionalmente.
Non sono interessati a te.
Stanno facendo il loro lavoro.
Perchè ne sei disturbato?
Egli rispose:Perchè non dovrei?
Come faccio a non esserlo?
Con tutti questi latrati, come faccio a dormire?

Allora gli dissi:Non lottare contro i latrati.
Il problema è che tu stai lottando,il tuo problema non sono i rumori.
I rumori non ti stanno disturbando.
Tu stai disturbando te stesso a causa loro.
Non ti piacciono i rumori e poni una condizione,stai dicendo:Se i cani smettessero di abbaiare,potrei dormire.
Ma i cani non ti ascolteranno.
Tu hai posto una condizione e pensi di poter dormire solo se viene rispettata.
Ciò che ti disturba è questa condizione.
Accetta i cani!
Non porre questa condizione:Se smettono di abbaiare posso dormire. Accetta e basta.

I cani abbaiano:non fare resistenza,non lottare,non provare a non sentirli. Accettali,ascoltali:sono meravigliosi.
La notte è così silenziosa e i loro latrati sono così vivi.
Ascoltali semplicemente.
Ecco il mantra giusto:ascolta semplicemente i loro latrati.

Lui ribatté:Va bene!
Non credo che servirà a qualcosa,ma poichè non c'è altro da fare,ci proverò.

Si addormentò,nonostante i cani continuassero ad abbaiare.
Al mattino disse:E' un miracolo.

Li ho accettati,ho ritirato la mia condizione e mi sono messo ad ascoltare. Quei cani sono diventati quasi musica,tanto che il loro abbiare non mi disturbava più.
Al contrario,i latrati sono diventati come una ninnananna che mi ha fatto adormentare profondamente.

Dipende dalla tua mente.
Se sei positivo,tutto diventa positivo.
Se sei negativo,tutto diventa triste e negativo.

Per cui, per favore,ricordati di questo e non solo per i rumori,ma per ogni cosa nella vita:se intorno a te senti qualcosa di negativo,cercane l'origine dentro di te.
Quella cosa sei tu.
Probabilmente ti stai aspettando qualcosa,stai desiderando qualcosa,stai ponendo qualche condizione."

✿OSHO✿
Pietra Aurapedra Caramola FBhttp://divinetools-raja.blogspot.it/
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mercoledì 24 giugno 2015

"L'INTELLIGENZA GALATTICA"



Questo è un nuovo programma di Lenni Rossolovski su Yuotube. Conosciamo già la sua passione per l'esplorazione del Cosmo, vicino e lontano. Pensando all'"Ottava Cosmica" o al "Viaggiatore stellare", o ai numerosi articoli da lui scritti e dedicati al tema della Mente nel Cosmo.
Questa meditazione servirà per prendere coscienza del nostro collegamento con il Cosmo, spesso ci dimentichiamo di essere una sua minuscola particella.
L'obiettivo del programma è perciò quello di riconnettersi al fiume dell'informazione, che scorre dal cuore dell'Universo. Ogni persona ne trarrà una esperienza diversa dalle altre esperienze, un'informazione destinata solo a lei.
Il programma va ascoltato con l'audio sui valori medi, confortevole, e si può lavorare a qualsiasi ora della giornata, ma solo con le CUFFIE.

Alla base di questa meditazione c'è una composizione di Lenni Rossolovski "Alien Choir".

I divieti sono i soliti: l'ascolto non è raccomandato alle donne in stato di gravidanza, ai portatoti di cardio stimolatori, ai minori di 16 anni.

Olga Samarina

GRATIS AL LINK

https://drive.google.com/file/d/0B8wGI3S-DmeqZmQwbG1IMFM5dFk/view
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Vi insegno ad essere autentici,

Vi insegno ad essere autentici, individui integrati con un immenso rispetto di sé. La parola ‘rispetto di sé’ forse crea dubbi nella vostra mente perché avere rispetto di sé ancora una volta significa ego. Ma non è così, dovete comprendere ambedue le parole, il sé ed il rispetto, ambedue sono significative.

Il sé è qualcosa con cui siete nati, l’ego è accumulazione, l’ego è quello che conseguite.

Il sé è un regalo dell’esistenza e non dovete far nulla per averlo, non doveteottenerlo, per cui nessuno potrà togliervelo, è impossibile, è la vostra natura, il vostro stesso essere.


L’ego è tutto quello che avete accumulato attraverso l’educazione, le buone maniere, la civilizzazione, la cultura, la scuola, i collegi, le università... Continuate ad accumularlo, è il vostro sforzo, lo avete avete fatto, e lo avete reso così grande da dimenticarvi completamente che non è il vostro sé reale.

Conoscere il vostro sé reale è sufficiente, l’ego cadrà per terra senza alcuno sforzo da parte vostra di dovervi abbandonare a lui, e finché l’ego non cade da solo, senza sforzo, non vi lascerà. Se fate uno sforzo per lasciarlo da parte, questo sarebbe l’abbandono ... Tutte le religioni insegnano l’abbandono, per questo vi dico che non comprendono neanche la cosa di base nella psicologia, non ci si deve arrendere all’ego ma deve essere osservato, compreso.

Questo è il significato della parola rispetto, che è una delle più belle parole nella lingua inglese, non significa quello che è diventato adesso: onore. No – rispetto semplicemente significa ri-spettare, guardare di nuovo, questo è il significato letterale della parola, non è onorare, ma guardare di nuovo, ancora, profondamente. Spettare significa guardare, vedere, e ‘ri’ significa ancora, di nuovo. Per cui adesso sapete.

Prima di entrare a far parte di una società, cultura, civilizzazione, avete saputo, non è una coincidenza, che le persone continuano a pensare che la loro infanzia è stata la parte più bella della loro vita, è un ricordo dimenticato da tempo, nella vostra vita ci sono stati dei giorni, nei primi anni di vita, che non potete ricordare esattamente, ma di cui avete solo un sentimento vago, una fragranza, un certo tipo di ombra.

Se avete rispetto del sé, se guardate ancora e andate in profondità nell’esistenza, troverete il luogo da dove avete iniziato a perdervi e a guadagnare ego.

Quello è un momento d’illuminazione, una volta che avete visto che cos’è l’ego, il gioco è finito.

Non posso quindi dirvi di abbandonare l’ego, questo significherebbe accettare la realtà del vostro ego. E come lo abbandonerete – voi siete ego. Adesso,siete ego. Il sé lo avete perso molto tempo fa, nel passato, ed esiste una grande distanza tra voi ed il vostro sé. Adesso esistete nella periferia del vostro sé, che pretende di essere il sé, ma quello che sta pretendendo è il vostro ego, e adesso dirgli, “Abbandonami! Arrenditi! Sii umile!” È solamente da idioti

Osho, From Ignorance to Innocence, # 30

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Richard Sylvester condivide la liberazione

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Richard Sylvester condivide la liberazione, il vedere non-dualità che significa vedere che l'assunzione di base che abbiamo della nostra vita, che siamo esseri separati, è solo un'apparenza. Ci sembra di essere il soggetto della nostra vita, che si muove in un mondo di oggetti, compresi quelli volte difficili conosciuti come 'altre persone'. Ma in realtà non c'è separazione, non c'è soggetto e oggetto, vi è solo la perfetta unità..

Richard Sylvester website: https://richardsylvester1.wordpress.com/

lunedì 22 giugno 2015

Usa il tuo nome come un Mantra


"Entra nel suono del tuo nome e, attraverso questo suono, tutti i suoni."


Il tuo nome può essere usato come un mantra: i risultati saranno tangibili, perché è sceso in profondità nel tuo inconscio. Null'altro è sceso tanto in profondità. D'altro canto, esso è connesso a un fatto molto bello: tu non lo chiami mai, solo gli altri lo fanno. Gli altri lo usano, tu non lo usi mai. Quindi, quando evocherai il tuo nome, sembrerà che appartenga a qualcun altro: sarà un fenomeno estremamente rivelatore. Potrai diventare un testimone del tuo stesso nome, e col nome tutta la tua vita è coinvolta. Dunque, usalo come un suono. Attraverso questo suono puoi scendere alle stesse profondità a cui il tuo nome è giunto dentro di te. Il tuo nome diventa una semplice porta per tutti i nomi. Ma prima di tutto entra nel suono del tuo nome: se continui a ripetere il nome velocemente, ben presto diventerà un suono del tutto privo di significato, e il suono si diffonde in tutto il corpo, il suo significato è limitato alla testa. Attraverso questo suono, entrerai in tutti i suoni. Questo suono diventerà la soglia di tutti i suoni. E “tutti i suoni” indica tutto ciò che esiste. Questa è una delle comprensioni essenziali della ricerca interiore: l'unità fondamentale dell'esistenza non è l'elettricità, bensì il suono. Avrete sentito alcune storie riferite al suono. Ad esempio, le mura della città di Gerico furono distrutte grazie a un suono particolare. Che sia vero o meno, una cosa è certa: se riesci a creare un suono particolare in maniera così continuativa da fargli perdere ogni significato, anche la mente si perde, e le mura del tuo cuore verranno rimosse.

OSHO


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Riconoscere la prossimità allo stato di veglia

Una delle difficoltà più importanti che mi trovo a fronteggiare quando cerco di spiegare ad altri quello che in passato è successo a me, riguarda l'insegnare a riconoscere la prossimità allo stato di veglia. Le persone infatti si avvicinano sovente – più sovente di quanto crediamo – allo stato di veglia, ma non lo riconoscono e lo rifuggono in quanto troppo doloroso.

Un autentico ingresso nello stato di veglia, infatti, provoca un dolore che solitamente parte dal plesso solare e si diffonde sia fisicamente che emotivamente lungo l'intera macchina biologica. Dal momento che culturalmente associamo alle esperienze spirituali solo sensazioni di beatitudine ed estasi, tentiamo di scacciare proprio quelle esperienze spirituali “di picco” – elevate dosi di sofferenza emotiva o fisica – che ci aprirebbero le porte del risveglio.

Tali esperienze sono lì con lo scopo di svegliarci, ma noi non siamo sufficientemente coraggiosi da “cavalcare la tigre” o “spalancare la bocca del leone” (come fa la donna dell'arcano numero 11, La Forza).

Correva l'anno 1993. Era da poco uscito al cinema Bagliori nel buio, e questo è già un fatto degno di nota. Quel giorno mi trovavo in uno stato di rabbia a causa di qualcosa che era accaduto poche ore prima. Nel corso d'un servizio notturno durante il periodo della mia vita che ho trascorso nel reparto dei carabinieri paracadutisti del Tuscania si era verificato un fatto increscioso: un mio collega aveva accusato me d'un errore di fronte ai superiori e io non potevo dimostrare di aver ragione. Inoltre sapevo che il collega era pure in buona fede, ossia che non si era realmente accorto di essere stato lui a sbagliare e non io, perché dal suo punto di vista lui aveva semplicemente seguito le procedure corrette d'ingaggio. Insomma, tutti avevano fatto le cose bene, ma nonostante questo alla fine c'era stato un incidente e qualcuno si era fatto male nel corso s'un conflitto a fuoco (eravamo di servizio in Sicilia nell'ambito dell'operazione denominata Vespri Siciliani).


Stavo ribollendo di rabbia. Una rabbia che aumentava per il fatto che tutta la situazione sapeva di assurdo e che in realtà non avevo nessuno con cui prendermela veramente per ciò che mi stava accadendo. Era un rabbia simile a quando ci accade qualcosa a cui non possiamo più rimediare. Oramai è successo e possiamo solo starci male, perché anche se ce la prendiamo con qualcuno... non cambia nulla. Come quando ti muore un parente durante un intervento e cerchi di far tacere il tuo dolore incolpando il chiururgo.


La cosa che mi bruciava di più era che io, pur essendomi comportato bene, avevo fatto la figura dello stupido.
Non potendo lasciare quel luogo dove ero circondato da colleghi, feci una cosa che poi avrei fatto ancora molte volte nella mia vita: mi isolai rinchiudendomi nel bagno.
E qui accadde per la prima volta.
La mia macchina biologica entrò in uno stato di veglia.



All'epoca non sapevo nulla di “lavoro su di sé”, per cui a un certo punto, mentre ero seduto sulla tazza del cesso a bestemmiare, in maniera del tutto spontanea smisi di pensare agli “attori” del teatrino che stavo vivendo, smisi soprattutto di pensare a come avrei voluto sfogare su di loro la mia rabbia, e la mia attenzione si posò sul mio plesso solare particolarmente infuocato.


Tutto accadde da sé. Si verificò un istante di silenzio assoluto. E poi fu come scivolare nella tana del Bianconiglio. Ebbi la sensazione che alcune aree della mia testa prendessero fuoco, come se un liquido caldo si muovesse attraverso canali che prima non ne erano mai stati irrorati. Un formicolio prese origine da dietro la nuca e si diffuse in tutto il mio corpo fino a raggiungere la punta delle dita.


L'angusto gabinetto in cui mi trovavo rimase lo stesso... ma non era più lo stesso. Chiunque tenti di descrivere questo genere di mutamento della percezione di solito fallisce miseramente. Forse il modo più corretto per affrontare la questione è affermare che finalmente vedevo quel gabinetto per quello che era, come se mi fosse caduto un velo. Il lavandino, lo specchio, l'asciugamani... era tutto più “vivo” rispetto a prima e io stesso mi sentivo più “vivo” rispetto a prima.


La mia mente taceva e io non ero più arrabbiato. Il fuoco che fino a poco prima aggrediva il mio plesso solare tanto da causarmi nausea, si era sciolto e distribuito lungo i nervi di tutto il mio corpo.
Ero salito su un altro piano di energia. Vibravo a un'altra velocità.


Nonostante non capissi niente di quello che mi stava accadendo, mi rendevo conto di stare meglio di prima ed ero contento. In effetti il problema con il mio collega e il relativo incidente avevano perso ogni connotazione negativa. Questa consapevolezza, ossia il fatto che la sofferenza legata alla situzione non fosse oggettiva ma dipendesse unicamente dal mio stato di coscienza, mi rese gioioso. Sentivo che davanti a certe situazioni della vita non era obbligatorio soffrire!
Mi venne da piangere e lo feci.



La mia macchina biologica rimase sveglia per pochi minuti, poi tutto tornò come prima... o quasi; restai in uno stato leggermente alterato (come se avessi fumato) per il resto della giornata e parte della notte. Non ne parlai a nessuno e con il tempo – incredibilmente – dimenticai l'episodio e tornai alle mie rabbie quotidiane. Non avevo ancora un contesto intellettuale a cui ancorare ciò che mi era accaduto, per cui l'esperienza in breve tempo si volatilizzò. Sarebbe ritornata alla mia memoria molti anni dopo, quando avrei deciso d'intraprendere un percorso di crescita interiore.


Quanto più dolore proviamo tanto più siamo vicini a un'esperienza di risveglio dell'apparato psicofisico. La sofferenza della macchina biologica indica la prossimità allo stato di veglia. A questo punto una chiave importante è l'Attenzione: restare concentrati sul dolore e non disperdere l'energia. Si tratta di mettere in pratica un principio alchemico: cuocere a fuoco lento la materia. Se la macchina si surriscalda significa che non si trova più nella zona di comfort e tende a entrare nello stato di veglia. Se resistiamo alle alte temperature è probabile che riusciamo a svegliarla... almeno per un po'.


Il surriscaldamento della macchina, che noi percepiamo come sofferenza emotiva, non va vissuto in maniera negativa, ma come segnale certo d'un fenomeno eminentemente spirituale. A questo punto è importante non reagire con la fuga o con la vendetta nei riguardi delle persone che ci circondano, perché questo diminuisce il regime della fiamma e allontana dal Regno dei Cieli. Ma, ovviamente, non dobbiamo esagerare, perché ogni alchimista possiede un diverso livello di tolleranza al fuoco e il rischio è quello di “bruciare” l'apparato psicofisico rendendolo inservibile.


Per evitare di disperdere l'energia abbassando il regime della fiamma è indispensabile smettere di considerare gli eventi esterni come causa delle nostre sofferenze. Questo è il passo più difficile e allo stesso tempo fondamentale. La proiezione del nostro stato emotivo sulle persone intorno a noi costituisce infatti una trappola terribile. Arrabbiarsi con qualcuno che si trova all'esterno di noi equivale a far “sfiatare” una condotta per ridurne la pressione all'interno. E in effetti talvolta può risultare indispensabile ridurre la pressione all'interno della maccchina biologica per evitare che esploda.


Le nostre cariche emotive irrisolte creano letteralmente il nostro futuro... o meglio, l'illusione del futuro, perché in verità a un certo punto ci sarà evidente che lo scorrere stesso del tempo è solo un'illusione originata dalla ripetizione seriale di episodi tutti analoghi. La trasmutazione della carica emotiva sarebbe infatti di per sé un'operazione istantanea, slegata dal tempo e dal concetto di “percorso”. Ma se il l'apparato psicofisico non è capace di reggere elevati livelli di fuoco in una sola volta, allora la vita “frantuma” il processo di trasmutazione in episodi differenti la cui successione dà origine alla sensazione del tempo che scorre in avanti.


[Dopo aver scritto i due post più importanti di questo blog, posso anche riposare per un paio di mesi.]


Salvatore Brizzi
(occupazione: domatore di fiumi)







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sabato 20 giugno 2015

APPUNTI DI VIAGGIO 8

Rimandare è un peccato !

Quando le cose vanno bene, sono bravi tutti ad essere contenti.

La direzione da percorrere per ritornare a casa è verso l'interno.

Se ti sei perso nel sogno... apri gli occhi e svegliati!
Se ti sei perso nella vita…. Chiudi gli occhi e guarda dentro...

la medicina di tutte le malattie?  la consapevolezza!

Mi piace guardare il cielo, fondermi con esso, sentirmi come puro spazio...

L'aria è fresca e profuma d'erba, la dolcezza è nel cuore e leggera la malinconia
potrei piangere senza motivo, cosi' mi sento oggi.

Se mi odi, peggio per te...

La vita è cosi' breve per passarla ad odiare e invidiare, ti auguro il meglio
anche a te , a cui non sono mai piaciuto

Siamo uniti, non nei corpi , ma nell'essenza.

Non puoi rimuovere la tua negativita', se non portandola alla luce della consapevolezza.

Non diventare vittima delle tue paure.


Antar Raja

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AUM

Sri Anandamayi Ma,la Madre Permeata di Gioia





 Sri Anandamayi Ma,la Madre Permeata di Gioia,è stata una delle più grandi figure spirituali dell’India moderna. Quando Paramahansa Yogananda andò a trovarla a Calcutta e le chiese di dire qualcosa della sua vita,cosi’ rispose:”la mia coscienza non si è mai associata con questo corpo transitorio. Prima che io venissi su questa terra…io ero la stessa.Da bambina…io ero la stessa.Divenni donna,ma…io ero la stessa.Quando la famiglia decise di far sposare questo corpo,…io ero la stessa.E per sempre in futuro,malgrado la danza della creazione cambi intorno a me nello spazio della eternità,io sarò la stessa.

.... Ora però, riflettete attentamente e realizzate che siete eterna­mente liberi, perché l’azione è sempre libera, non può rimanere legata. Non sapete che la corda con cui legate tutto in questo mondo dovrà rompersi o rovinarsi? Malgrado usiate catene di ferro, o anche d’oro, tutto ciò che lega un giorno si romperà o sarà distrutto. Esistono catene nel mondo che non possono rompersi né essere distrutte? L’unico responsabile della schiavitù della mente è il lamento per i legami temporanei, perché la mente non può essere confinata in alcun luogo. Come un bimbo irrequieto, indifferente al bene o al male, essa cerca la beatitudine suprema, non è mai soddisfatta della felicità temporanea e dunque è sempre errabonda. Come può essere a riposo finché non trova la via alla Realtà suprema, finché non viene assorbita completamente nella sua sorgente, riposando nel suo stesso Sé? Nella profondità del vostro cuore sapete di essere liberi; ecco perché è nella vostra natura desiderare la libertà. Nello stesso modo, se per qualche buona fortuna Egli si rivela come azione, questa cesserà da sé. Ristagno equivale a morte; per rinunciare all’arresto del movimento, l’uomo ricorre a innumerevoli espedienti. Bisogna rinunciare solo a ciò che cade da sé.


Sri Anandamayi Ma

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AUM

venerdì 19 giugno 2015

i veri viaggiatori



Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta:
cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre “Andiamo”, e non sanno perché.
I loro desideri hanno le forme delle nuvole.

C. Baudelaire

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giovedì 18 giugno 2015

ANCHE LE LAMENTELE ATTRAGGONO...


Quando parlo di lamentela parlo di qualunque cosa, perché noi ci lamentiamo on continuazione.
Ci lamentiamo se piove, se fa troppo caldo, se c’è traffico, se non troviamo parcheggio, se c’è troppo da lavorare, se non troviamo lavoro, se la paga è insufficiente.
Ci lamentiamo dei colleghi, del capo, dei dipendenti, del partner, di nostro figlio, dei nostri genitori, degli extracomunitari, dei razzisti, di quelli che arrivano in ritardo, di quelli che sono troppo precisi, del commesso che ci ha trattato male, del meccanico che ci ha rubato dei soldi.
Ci lamentiamo dei governi che nascondono le verità, del nuovo ordine mondiale, degli alieni, del sistema sanitario corrotto, dei banchieri.
Questa è la nostra vita: una lamentela continua che ci costringe ad attirare vibratoriamente proprio quelle situazioni che ci danno più fastidio, in quanto nel mettere l’attenzione su di esse forniamo loro ulteriore energia, materializzandole nella nostra vita.
Noi siamo dolori che vagano in cerca di una causa.
Viviamo in uno stato di perpetua insoddisfazione interiore e come conseguenza trascorriamo la vita attribuendo a cause esterne la nostra insoddisfazione, attraverso l’uso costante della lamentela.
Se volete cambiare radicalmente la vostra vita, alzatevi una mattina e dite: “Oggi non voglio lamentarmi di nulla”.
Ci riuscirete? No.
Ma riuscirete a vedere che vi lamentate in continuazione.
Riprovate il giorno dopo… e quello dopo… e quello dopo ancora.
Per mesi. Per anni, se necessario.
I risultati sono impagabili, tutta la vostra vita verrà trasformata: il lavoro, il denaro, l’amore di coppia, il rapporto con i figli.,



(Salvatore Brizzi)

http://pensodunqueattraggo.blogspot.it/2013/03/anche-le-lamentele-attraggono.html
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mercoledì 17 giugno 2015

martedì 16 giugno 2015

SATYAPREM SATSANG

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A SETTEMBRE 10-11-11-13 A VENEZIA

Per il Secondo anno consecutivo il Maestro Satyaprem torna in Italia per il Satsang e per far sperimentare ai partecipanti lo stato di Shunyam, l'esperienza Zero.

Samadhi il fine ultimo di ogni meditazione.

Satsang è la riscoperta che quello che si pensa non ha il minimo valore, sapendo che non sei tu chi pensa. E questo è una delle fondamentali investigazioni nel progetto di trovare se stessi. Se ti rendi conto che non sei tu quello che sta pensando, allora siamo a metà cammino percorso. Nessuno dei pensieri che hai, giorno dopo giorno, sono tuoi. E il mio unico desiderio è che ti rendi conto di questo, e noti, con grande sollievo - la Verità, rispetto a quello che sei.
C'è uno "spazio interiore" ignorato e noi siamo qui per ricordarlo: vai dentro! Riesci a capire queste semplici parole? Andare dentro è diventato molto difficile, perché solo hai imparato andare verso il fuori. Continui a bussare alla porta degli altri. E ogni volta che ti è detto di tornare a casa non sai dove andare, perché solo conosci la casa degli altri. Non conosci la tua casa. E il grande gioco è che ti stai portando questa casa dentro di te.
Siamo qui - semplicemente - per imparare di nuovo dove si trova il “dentro”.

Satyaprem

Frammenti di trasparenza

Meditazione - in sé - significa non voler nulla, significa essere completamente qui e ora, con le mani vuote, senza nessuna distrazione, senza alcun desiderio.
Ti rendi conto che qui e ora ha tutto il necessario e non c'è un altro momento, salvo che non sia il qui e ora.
Se inizi a pensare al futuro, si sente una certa ansia, l'angustia per l'ignoto.
Se si pensa al passato, si sente un senso di colpa e di paura.
Nelle dimensioni del passato e del futuro esiste solo la generazione di quei sentimenti.
Non riesci a stare in pace pensando al futuro e nemmeno riuscirai a stare in pace pensando al passato.
Sei in pace solo se non si pensa, perché la natura del qui e ora è la pace e non dipende da nulla.

Satyaprem
(Estratto dal libro "Frammenti di trasparenza".)

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lunedì 15 giugno 2015

Si dovrebbe accogliere la morte con gioia...


"Te lο ripeto ancora una volta, deviα ricordarti solo una cosa: tu sei un essere immortale. Questa non è ancora una tua esperienza personale e diretta; ma la puoi accettare come un'ipotesi, non come una cosa a cui credere, ma come un'ipotesi da sperimentare.


Voglio che nessuno accetti mai niente da me come un credo, ma solo come un'ipotesi.

Poiché io conosco la verità non ho bisogno di importi di credere ο di aver fede. Poiché conosco la verità, posso dirti: "È solo un esperimento, un'ipotesi temporanea", perché sono sicuro, al cento per cento, che se tu inizi a sperimentare per conto tuo, direttamente, la tua ipotesi diventerà la tua esperienza personale, non un credo, non una fede, ma una certezza. E solo le certezze possono salvarti. Credere sarebbe come affrontare un mare in tempesta, con una barchetta di carta.

Non si può assolutamente pensare di attraversare l'oceano dell'esistenza su una barchetta di carta. Hai bisogno di una sicurezza... non di credere, ma di una verità che hai sperimentato in prima persona. Non una verità altrui, presa in prestito dall'esterno: dev'essere tua! In questo caso, attraversare l'oceano sconosciuto e inesplorato diventa una gioia, diventa un'avventura eccitante e ricca di momenti di estasi."

"Si dovrebbe accogliere la morte con gioia... è uno dei più grandi eventi della vita. Nella vita, esistono solo tre grandi eventi: la nascita, l'amore e la morte. La nascita, per tutti voi, è già accaduta: non potete farci più nulla. L'amore è una cosa del tutto eccezionale... accade solo a pochissime persone, e non lo si può prevedere affatto.

Ma la morte, accade a tutti quanti: non la si può evitare. È la sola certezza che abbiamo; quindi, accettala, gioiscine, celebrala, godila nella sua pienezza."

Osho Rajneesh



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Perché da quando pratico la legge di attrazione le cose invece di andare meglio vanno sempre peggio?




Perché da quando metto in pratica i principi della Legge di Attrazione le cose, invece di andare meglio, vanno sempre peggio?



"Quando sono venuto a conoscenza della legge di attrazione, ho cominciato ad applicarmi praticando visualizzazioni, meditazioni e affermazioni positive carico di ottimismo ed entusiasmo. Ma è stata una delusione: non solo non ho ottenuto alcun miglioramento ma tutto è peggiorato e mi ritrovo in un mare di difficoltà".



Succede abbastanza spesso che, quando ci si accinge a cambiare vita prefiggendosi nuovi obiettivi e desideri da realizzare, in un primo momento sembra che le cose, piuttosto che andare bene, precipitino e vadano peggio di prima.

Questo succede per svariati motivi:

1. Normalmente si parte già da una situazione iniziale non molto favorevole; in caso contrario non si sentirebbe la necessità di cambiare qualcosa nella propria vita. Partendo da una situazione difficile, già al nostro interno ci troviamo in uno stato d’animo di sfiducia e di scoraggiamento, con uno stato vibrazionale generale molto basso. Far accadere dei cambiamenti positivi in questo stato interiore è una faccenda abbastanza complicata, ma non impossibile. Nonostante si facciano visualizzazioni, meditazioni, affermazioni positive, sicuramente il nostro stato interiore emotivo ci porta a concludere che quello che stiamo facendo non serve a niente. Questa convinzione di fondo non permette di raggiungere alcun risultato. Per superare quest’empasse è necessario provvedere a rivedere le nostre convinzioni di fondo sulla vita, su noi stessi e gli altri. Sono queste nostre convinzioni, infatti, che determinano il clima di fondo di tutto quello che ci succede.

2. Molto spesso quando si lanciano dei nuovi desideri, il subconscio reagisce in un modo del tutto inaspettato e imprevedibile. Nel caso in cui si provenga da una situazione difficile, il subconscio sente la necessità di ristrutturare tutta la nostra vita in funzione degli obiettivi che ci prefiggiamo di raggiungere. Detto in altre parole, la parte più profonda del nostro essere ha intuito di dover apportare dei cambiamenti all’interno di tutta la nostra personalità per prepararci ai cambiamenti conseguenti alla realizzazione dei nostri desideri. Si scatenano così degli eventi che mettono a dura prova noi stessi e le nostre convinzioni di fondo. Anche se questo momento può sembrare negativo e carico di difficoltà e sofferenza, in realtà è un momento necessario perché avvenga una ristrutturazione profonda di noi stessi. Questa è una fase necessaria che si deve attraversare per prepararci alle cose positive alle quali aspiriamo.

Se, ad esempio, attraversiamo un momento difficile nelle nostre relazioni, questo può buttarci in una situazione di solitudine, mancanza, vittimismo, bisogno di affetto e considerazione che attrarranno a noi un/a nuovo/a partner cherispecchia esattamente questa situazione interiore negativa. Non c’è da meravigliarsi quindi se anche questa nuova relazione si riveli alla fine un fallimento e ci lasci con l’amaro in bocca. Poiché non siamo fondamentalmente cambiati dentro di noi, attraiamo un partner che ci mette di fronte ai nostri limiti. Se succede questo, invece di continuare a lamentarci e a piangerci addosso, consideriamo l’intera vicenda come una grande lezione di vita. Se vogliamo vivere nuove relazioni serene e appaganti è necessario che ci liberiamo di tutti i nostri limiti e di tutte le nostre ristrette convinzioni circa noi stessi, gli altri, le relazioni affettive.

La stessa cosa succede con il lavoro: il modo in cui vediamo noi stessi, la nostra professione e il denaro ci portano in situazioni lavorative corrispondenti. Il fatto che non abbiamo denaro o un lavoro o non siamo soddisfatti di quello che abbiamo è indice che non siamo soddisfatti di noi stessi e del modo in cui ci guadagniamo da vivere. Probabilmente erano altre le nostre aspirazioni. Anche in questo caso riflettiamo su noi stessi, le nostre convinzioni e prendiamo consapevolezza dei nostri limiti. Tutto quello che non ci soddisfa è una sfida, più che un ostacolo; una sfida a ritrovare noi stessi. In realtà non ci sono mai situazioni difficili, ma sfide e limiti da superare. Questo lo capiamo sempre solo dopo aver superato i momenti difficili. Se ne fossimo consapevoli sempre, saremmo noi ad andarci a cercare deliberatamente le nostre sfide e allora la vita sarebbe una continua, gioiosa avventura. Purtroppo, fino a quando non abbiamo piena consapevolezza di noi stessi, la vita ci pone continuamente di fronte ai nostri limiti per spronarci a superarli e a crescere.

3. Un altro motivo per cui tutto sembra precipitare è che quando qualcosa non comincia più ad andare bene nella nostra vita, abbiamo la tendenza a rimuginare sempre sugli stessi problemi, cercandone le cause, colpevolizzandoci di eventuali errori, immaginandoci le situazioni più catastrofiche. Per effetto della Legge di attrazione questo continuo andare a rivangare il passato e rimuginare sulle nostre difficoltà attira sempre più pensieri e stati d’animo negativi e, conseguentemente, eventi negativi. Uscire da questa spirale negativa non sempre è facile ma con impegno e determinazione si può fare.

Per cominciare a venirne fuori, innanzitutto smettiamo di pensare al passato. Naturalmente è molto facile a dirsi e non altrettanto a farsi. Per riuscirci cominciamo a concentrarci deliberatamente sulle cose positive che ci sono nella nostra vita, anche se a noi sembrano piccole o insignificanti. Spostiamo l’attenzione su cose belle e positive: gli aspetti della natura, il sorriso di un bambino, una bella giornata, un bel tramonto… agganciamoci a qualunque cosa di bello o di positivo riusciamo a trovare in noi e nella nostra vita e, a poco a poco, attrarremo sempre più positività.

Quando siamo riusciti a migliorare anche un solo piccolo aspetto della nostra esistenza, per effetto della Legge di attrazione, verranno a noi sempre più pensieri ed emozioni positive. Quando non saremo più così pessimisti e depressi potremo cominciare a lavorare sui nostri desideri e obiettivi.

Cominciamo dalle cose più facili perché, una volta realizzate, ci verrà sempre più agevole raggiungere gli altri obiettivi in virtù del nuovo stato d’animo che ci pervaderà.

Cominciamo a visualizzare il nostro obiettivo per non più di 5-10 minuti al giorno. Ripetiamoci affermazioni positive riguardo a questo obiettivo ogni volta che ci sentiamo scoraggiati o depressi. Facciamolo con convinzione e uno stato d’animo quanto più possibile positivo. L’Universo è strutturato in modo da esaudire ogni nostro desiderio. Questa è una verità ormai riconosciuta e consolidata. Facciamo questo con fiducia e costanza e prima o poi si vedranno concreti risultati.

Nel frattempo cerchiamo di essere consapevoli delle credenze limitanti che si annidano nel nostro subconscio. Si può fare se ci disponiamo in costante osservazione dei nostri pensieri e dei nostri stati d’animo. Dapprincipio non riusciremo a farlo per molto ma, con l’andare del tempo, ci verrà sempre più facile. Quando vedremo insorgere una convinzione negativa, sostituiamola subito con la convinzione contraria. Ad esempio: se ci dovessimo trovare a pensare che non troveremo mai un/a compagno/a di vita, sicuramente dietro questo pensiero c’è una convinzione di impotenza o di vittimismo del tipo “sono destinato/a a restare solo/a”, “non sono capace di una relazione soddisfacente e durevole”, e via dicendo. Quando avremo individuato questo tipo di convinzioni, sostituiamole sempre e con determinazione con opposte convinzioni positive. Se lo facciamo in stato meditativo, è molto meglio in quanto il subconscio le assorbirà più in fretta e più facilmente. Rilassiamoci, lasciamo affiorare i pensieri negativi, ma non identifichiamoci con essi perché sono solo dei pensieri annidati nel nostro subconscio e non la totalità del nostro essere; sostituiamoli quindi con corrispondenti pensieri positivi. Questo lavoro è preliminare al processo di visualizzazione. Facciamolo con fiducia: siamo degli esseri splendidi e dentro di noi sappiamo già di meritarci il meglio dalla vita. Dobbiamo solo ricordarcene e prenderne consapevolezza.

Quando vedremo i primi miglioramenti, perché sicuramente li vedremo, il rinnovato senso di fiducia in noi stessi, nella vita e nel mondo, ci daranno un nuovo slancio creativo. Potremo passare allora agli altri nostri obiettivi e desideri con una nuova sicurezza e determinazione.

Di una cosa è necessario essere consapevoli: il subconscio ha bisogno di tempo. Non lasciamoci scoraggiare dunque se non vediamo risultati immediati. Continuiamo imperterriti e i risultati arriveranno con la stessa certezza che ci fa vedere sorgere il sole al mattino.



http://www.tuttoscorre.net/news/perche-da-quando-pratico-la-legge-di-attrazione-le-cose-invece-di-andare-meglio-vanno-sempre-peggio/
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I desideri si realizzano sempre…una delle leggi più pericolose (Osho)

E’ normale avere desideri così come è normale desiderare di viverli…In tempi di Grande Purificazione…i nostri desideri spesso si ripetono… riproposti più volte dal meccanismo circuitale e simil frattale della purificazione…Purtroppo questi desideri spesso non sono altro che antichi voleri dominati tuttora dalla mente …che nulla hanno a che fare con la nostra essenza che sa bene cosa può renderci felici …Questo articolo in maniera semplice cerca di farci riconoscere quali sono i desideri del cuore e perchè diffidare di quelli della mente…

Cammina nel Sole

Attrarre in relazione alla nostra frequenza vibrazionale.

“Percepire il desiderio, è portare l’anima in quello stato in cui è vicinissima alla sua luce più grande, al suo divenire, al suo vero destino.” (Platone)

Leggendo questa frase del famoso filosofo sorge spontanea la domanda: “Ma i desideri non sono astratti dato che non esistono ancora nella realtà ?” La realtà è che li possiamo desiderare solo perché esistono, se non esistessero non li potremmo nemmeno pensare, è solo una questione di percezione. Anche i desideri fanno parte del TUTTO quindi essendo già esistenti, sono a disposizione di chi li raggiunge. Per la stessa ragione esiste anche la soluzione o l’ avverarsi di qualunque nostra richiesta. L’ uomo per natura è incapace di “non desiderare”, quindi è importante e fondamentale essere consapevoli delle nostre richieste. In questi tempi di forte accelerazione vibrazionale, tutto si adegua a questa velocità, anche noi dobbiamo rimanere nella cresta dell’ onda altrimenti vivremo nel disagio e disequilibrio, grazie a questa forte accelerazione in atto, le nostre invocazioni raggiungono la meta con maggior rapidità.
“L’ esistenza soddisfa tutto ciò che chiedi, e ciò che sei non è altro che un’ appagamento dei tuoi desideri passati.
Non dare la colpa a qualcun’ altro, è ciò per cui hai pregato.
E ricorda .. questo è uno dei pericoli del mondo; qualunque cosa desideri si realizzerà.
Talvolta il desiderio di questa vita si realizza in un’ altra, ma i desideri si realizzano sempre.
Questa è una delle leggi più pericolose. (Osho)”


Immagino abbiate tutti sentito dire che per realizzare un desiderio è possibile concentrarsi su di esso, immaginarlo in ogni dettaglio, visualizzarlo come se fosse già reale, in questo modo il nostro volere attrae il materializzarsi del desiderio. E’ la famosa “legge di attrazione” della quale possiamo leggere molti libri o addirittura vedere filmati documentario che ci garantiscono l’ efficacia dell’ attrarre gli eventi. Peccato però che non dicano esattamente come stanno le cose. Con il metodo raccontato nei vari libri (“the secret”,”il simbolo perduto”,”the key – la chiave” ecc.) attiriamo ciò che le nostre condizioni mentali ci permettono di attrarre in quel momento, senza sapere se quello che arriverà sarà la cosa migliore per noi semplicemente perché non siamo in grado di prevedere il futuro, di conseguenza non sappiamo quale alternativa la vita aveva previsto per la nostra evoluzione. Dovremmo esaminare con attenzione le condizioni in cui stiamo vivendo la circostanza che ci porta a desiderare un’ aiuto (in qualsiasi forma) in nostro favore, senza farci influenzare da tutti i problemi che la vita continuamente ci porge e pretendendo di risolverli con la sola razionalità. Sarebbe opportuno fare appello alla parte divina che è in noi. Le difficoltà e disagi che incontriamo, sono giunti nel nostro percorso evolutivo perché da questi possiamo imparare e crescere. Con la comprensione e consapevolezza del problema che stiamo vivendo riusciremo senza aiuti esterni a superarlo e non solo… se superato con la coscienza dell’ importanza che aveva per il nostro progresso, non si ripresenterà nuovamente. Non mi voglio però soffermare su questi concetti, eventualmente potete cercare “specchi esseni” e troverete un sacco di notizie sull’ argomento.
Partiamo invece dal concetto che facciamo parte di un “TUTTO” detto UNO e questa Unità è composta di energie positive, negative e neutre, e considerando che noi stessi vibriamo in modo positivo, negativo o neutro, in base all’ energia che abbiamo al momento della nostra richiesta, quindi in base a come stiamo vibrando, attireremo qualcosa della stessa frequenza. Questo non vuol dire che se ho una brutta giornata e desidero qualcosa di positivo la frequenza negativa che ho in quel momento non mi permetterà di attrarre qualcosa di positivo.
No!! Non è così semplicemente perché nel momento in cui desidererò positività avrò già cambiato la frequenza negativa che avevo in precedenza. Persino il pensiero più negativo ha la sua funzione positiva, perché sollecita i migliori mezzi necessari a neutralizzarlo ed infine a superarlo. Bisogna anche distinguere la modalità di richiesta. La maggior parte dei nostri desideri solitamente è di natura “materiale” e sono desideri che arrivano dal nostro “mentale” dalla parte razionale del nostro desiderare quindi tutto il nostro volere, immaginare, voler attrarre eventi, ha i limiti del pensiero mentale e del tempo (che appartiene solo al mentale).

“Si ama il proprio desiderio, e non la cosa desiderata“. (Nietzsche)

C’è però in noi anche la parte istintuale, la vibrazione altissima, quella che arriva dal Se superiore, dall’ Anima. Questa parte trascende la razionalità, è l’ istinto dentro di noi che ci suggerisce cosa è meglio per noi. L’ Anima sa sempre cosa fare, vive nel non spazio/tempo, l’ Anima se lasciata fare, procede alla soluzione inesorabilmente di ogni problema. La vibrazione mentale agisce su frequenze terrene, quella dell’ Anima invece è su frequenze cosmiche, per riuscire a percepirla dobbiamo diventare estranei a noi stessi, uno dei metodi che facilitano questa “estraneità” è la meditazione (in ogni sua forma). Senza consapevolezza nessuna vibrazione si muove o, se si muove, si muove in modo distorto. Desiderare con completa coscienza, con il cuore (non con la mente) sicuramente attrarrà la situazione più adatta alla nostra energia, anche se paradossalmente, quando raggiungiamo la frequenza del Divino, non abbiamo nemmeno più motivo di desiderare, non siamo più nel “voglio” perché siamo in totale affidamento, la nostra vita è nella mani del Padre quindi quale preoccupazione può sorgere ? In affidamento saremo consapevoli e certi che tutto ciò che arriva alla nostra vita, alla nostra energia sarà solo il meglio che la vita stessa provvede. L’ obbiettivo è fondere le due parti, fare in modo che ci sia una sola frequenza, il Tutto in UNO, la frequenza Divina

” Io vi ho scelti e vi ho preparati perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga: e perché tutto ciò che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo concederà.” (Giovanni 15, 16 )


“ Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che desiderate e vi sarà dato.” (Giovanni 15,7 )


“In verità vi dico: se uno dicesse a questo monte “Togliti di li e gettati nel mare”, e non dubita in cuor suo e crede che quel che dice avverrà, ciò gli sarà accordato. Perciò vi dico: tutto quello che domandate nella preghiera,abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà dato.” (Marco 11,23 )


“Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Poiché tutti coloro che chiedono riceveranno,
Tutti coloro che cercano troveranno, A tutti coloro che bussano verrà aperto.” (Matteo, 7,7-11)

Fonte : www.mutatemente .com

http://camminanelsole.com/i-desideri-si-realizzano-sempre-una-delle-leggi-piu-pericolose-osho/
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domenica 14 giugno 2015

... verso il Mondo della Realtà



Abbi il tuo scopo davanti a te, a ogni passo che fai. Tu desideri la libertà e non 
devi dimenticarlo mai.

Il tuo viaggio è diretto verso la tua terra natia, ricordati che stai viaggiando, dal mondo delle apparenze, verso il Mondo della Realtà. (pensiero Sufi)

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sabato 13 giugno 2015

le Dinamiche del Corpo di Dolore nelle Relazioni


 La maggior parte delle cosiddette Relazioni di Amore si trasformano in Relazioni di Dipendenza e di Sofferenza entro breve tempo, senza che noi coscientemente ce ne accorgiamo. Allora attacchi incontrollati, ostilità e negazioni di affetto e sostegno "vanno in scena" continuamente, generando dolore per chi vive la relazione direttamente ma anche, drammaticamente, per chi vive loro intorno.

Cerchiamo di portare Consapevolezza e Comprensione in una delle Dinamiche più importanti della nostra Vita che, mentre dovrebbe darci meravigliose spinte verso l'Alto (l'Amore vero) facendoci crescere, in realtà spesso ci inchioda in basso (Dipendenza e Sofferenza) trasformandoci in "Generatori di Sofferenza" e bloccando la nostra Evoluzione e quella di chi ci vive intorno.

Parte 3 di 3 (la prima titola "Gesù e i due ladroni" e la seconda "il Buddha e la 2° Nobile Verità: l'Origine della Sofferenza"). Il video è collegato a "il Corpo di Dolore: conoscerlo per Trascenderlo".

E' possibile partecipare dal vivo gratuitamente questi incontri (e alle meditazioni e agli esercizi di crescita interiore e superamento dei propri blocchi offerti non riportati nei video) info su www.scuolanonscuola.org

Pier Giorgio Caselli è fisico e insegnante dell'associazione Meditazione Profonda e Autoconoscenza. Grazie a grandi maestri come Mariano Ballester e Fabio Romano ha fondato nel 1996 la ScuolaNonScuola di Meditazione e Arti Marziali.

Tiene corsi e ritiri di Meditazione, seminari nelle aziende per i lavoratori e anche incontri aperti e gratuiti nelle scuole con titoli come: "imparare a Meditare per essere più intuitivi e felici", "la Matematica non ti insegna i calcoletti ma a pensare meglio", "Pirandello, uno nessuno e centomila e le maschere che non ci permettono di vivere davvero", "Socrate e il vero senso della felicità", "la fisica quantistica e la stupefacente realtà delle particelle subatomiche", "Shakespeare, Leopardi, Whitman e il senso profondo dell'Amore", "Caravaggio, Picasso e Chagall: la creatività e la nostra percezione del mondo" ...

Negli Ospedali con titoli come "la Vita oltre la morte nelle tradizioni antiche di saggezza ", "Meditare per essere in Pace con se stessi e quindi col mondo", "la struttura occulta dell'uomo: i corpi fisico, astrale, mentale…", "Chi sono io ? Quale è il senso della mia vita ?", "il Bardo e l'Arte di morire" ecc...
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giovedì 11 giugno 2015

LA VITA NON STA ANDANDO DA NESSUNA PARTE;

Non ha meta alcuna,né alcuna destinazione.
La vita è priva di scopo:Esiste Semplicemente.

A meno che questa comprensione non penetri nel tuo cuore,non riuscirai mai a rallentare.

Non esiste un modo per rallentare,non dipende da una tecnica o da un metodo.
Noi riduciamo ogni cosa a un metodo.
Nel mondo si è diffusa una grande smania di “metodologia”e ognuno di noi, in particolare la mente moderna,è diventato un “metodologo”:come fare questo,come fare quello,come diventare ricco,come avere successo, come influenzare la gente e farsi degli amici,come meditare… perfino come amare!
Non è lontano il giorno in cui qualche sciocco chiederà perfino come respirare...Emoticon grin.

Non si tratta affatto di imparare come si fa:non ridurre la vita a tecnologia;la vita ridotta a tecnica perde tutto il sapore della gioia.

Mi sono imbattuto in un libro,il cui titolo è davvero divertente:Devi rilassarti. Tenta di rilassarti e scoprirai di sentirti più teso che mai.
Più ti sforzi, e più la tensione aumenterà dentro di te.

Il rilassamento non è una conseguenza,non è il risultato di un’attività qualsiasi: E' LO SPLENDORE DELLA COMPRENSIONE
Vivi nel momento per la pura gioia di viverlo.
In questo caso ciascun istante ha la qualità di un orgasmo.
Certo,è Orgasmico.

TU SEI QUI PER GODERE LA VITA IN TUTTA LA SUA PIENEZZA;E' L'UNICO MODO PER VIVERE,AMARE GODERSI LA VITA E' DIMENTICARE IL FUTURO...

IL FUTURO NON ESISTE..!!!

✿*OSHO*✿.

Pietra Aurapedra Caramola FB

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ci sono momenti..



"Dicono che anche in cielo,gli angeli non cantano tutto il tempo.
Così,quando sale una canzone,canta.
E quando senti che tutto si sta chiudendo,semplicemente aiuta la chiusura.
Questo è ciò che significa:Essere Naturali.
Essere naturali non si intende che uno dovrebbe rimanere aperto per 24 ore,non sei un negozio di giochi di magia!
Ci sono momenti in cui ci si dovrebbe chiudere,altrimenti sarà troppo faticoso,troppo tedioso,noioso.
Non c'è bisogno di sorridere continuamente,solo i politici lo fanno,e sono le persone più stupide del mondo.






Ci sono momenti in cui le lacrime vengono accolte,dovrebbero essere accolte con favore. 
Ci sono momenti in cui ci si sente tristi,la tristezza è bella....così quando ti senti triste,sii triste.
Quando ti senti felice,sii felice.
Essere autentici significa non essere mai contro ciò che sta già accadendo.
Vai con esso ... fidati di esso..
Di notte i petali del loto si chiudono....al mattino si aprono di nuovo,questo è un Processo Naturale."

*OSHO*
Pietra Aurapedra Caramola

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... LA FORMULA PER OTTENERE OGNI COSA

La formula per ottenere ogni cosa  “Io desidero la tal cosa, in armonia con tutto il mondo e in accordo con la Volontà Divina, guidato dalla Grazia e nel modo più giusto per tutti noi. Grazie Padre per avermi ascoltato”. Dopo averla usata non dubitare neppure un solo istante. Hai impiegato la formula magica e non tarderai a vederne l'effetto manifestato nella tua vita. Abbi pazienza. Più aspetti tranquillamente e prima ne vedrai il risultato. L'impazienza e la tensione sono infatti in grado di distruggere l'effetto della formula che hai utilizzato. Ora ti spiegherò che cosa hai fatto utilizzando questa formula. Nel dire: "in armonia con tutto il mondo" hai eliminato il pericolo di poter danneggiare qualcun altro. Nel dire "in accordo con la volontà Divina", hai permesso che ciò che hai chiesto ti sia dato solo se ti sarà realmente benefico. Potrebbe infatti succedere che quello che desideri non sia ciò che realmente ti serve: ottenerlo potrebbe perciò risultare meno positivo di quanto speravi..

La volontà di Dio è perfetta. Le parole: guidato dalla Grazia e nel modo più giusto per tutti noi, mostrano la generosità del tuo cuore e fanno in modo che il tuo desiderio sia benefico anche ad altre persone. Permettimi di darti un esempio di quello che può accadere quando non si chiede di essere guidati dalla Grazia e non si pensa a ciò che la nostra richiesta potrebbe causare a qualche altra persona. Una signora aveva urgentemente bisogno di una somma di denaro e la chiese precisando che le era necessaria per il giorno 15 del mese. Aveva assolutamente fede di riceverla, però il suo egoismo e la sua indifferenza fecero in modo che lei chiedesse la somma per sé stessa senza considerare anche le persone attorno a lei. Il giorno seguente un automobile storpiò sua figlia e il giorno 15 del mese ricevette la somma esatta che aveva chiesto. Gliela pagò la Compagnia d'assicurazione per l'incidente della figlia. Ella, in quel modo, fece un'azione egoistica che era sia contro la legge che contro se stessa. Chiedere "guidato dalla Grazia e nel modo più giusto per tutti noi", significa agire in conformità con le Leggi spirituali. Nel piano spirituale, infatti, tutto è perfetto, senza ostacoli, senza inconvenienti, senza inciampi né danni per alcuno, senza lotte né sforzi; tutto avviene naturalmente, con grande amore. È questa la Verità da comprendere e coltivare. Il conoscere questa Verità rende liberi. Grazie Padre per avermi ascoltato, è la più alta espressione di fede che possiamo manifestare. Gesù la insegnò e l'applicò in tutto il suo ministero: prima di dividere il pane con cui sfamò i 5.000 e prima di insegnare come trasformare il vino in un simbolo del suo cruento sacrificio. Egli aveva molta fede e ringraziò il Padre prima ancora di aver visto realizzate le sue preghiere. Come vedremo in seguito, tutto l'insegnamento di Gesù fu metafisico. Tutto quello che desideri, tutto quello che ti occorre, lo puoi ottenere. Il Padre ha già previsto tutto, ha già dato tutto, ma bisogna chiederlo man mano che se ne avverte la necessità. 

Devi solo ricordare che non puoi chiedere qualcosa di male per qualcun altro perché il male richiesto ritornerà a te. Tutto quello che chiedi per te devi chiederlo anche per tutta l'umanità perché siamo tutti figli dello stesso Padre. Un'altra cosa: non chiedere meno di quanto hai bisogno. Il Padre è molto generoso e non apprezza la meschinità. Non dire: "Ah, Dio mio, dammi una casetta. Ti chiedo solo una casetta, anche piccola", quando, in realtà, hai bisogno di una casa  grande perché la tua famiglia è numerosa! Non riceverai quello che chiedi perché non è in accordo con quanto ti è necessario. Chiedi invece: "Padre, dà a me e a tutta l'umanità tutte le meraviglie del tuo Regno". 

E adesso passiamo alla parte pratica. Innanzitutto fai un elenco delle cose utili che desideri o che ti servono e numera tutti gli oggetti e le cose. Poi, fai un altro elenco a fianco di quello precedente, elencando e numerando le cose che desideri vedere sparire in te o intorno a te. Nello stesso foglio scrivi anche la formula: "Io desidero la tal cosa, in armonia con tutto il mondo e in accordo con la Volontà Divina, guidato dalla Grazia e nel modo più giusto per tutti noi. Grazie Padre per avermi ascoltato". Il lavoro preliminare è terminato, ora devi leggere il foglio tutte le sere, leggerlo con fede senza coltivare neppure il più piccolo dubbio. Dopo averlo letto ringrazia di cuore facendo conto di aver già ricevuto ciò che hai richiesto. Giorno dopo giorno cancellerai dagli elenchi ciò che vedrai realizzarsi. Alla fine, quando vedrai che le tue richieste si sono realizzate, non fare l'errore di pensare che le avresti ottenute comunque, sarebbe una menzogna. Le hai ottenute perché le hai chieste nel modo corretto e il mondo circostante si è assestato per lasciartele arrivare. Nel libro L'Alchimista, vi è un vecchio saggio che dice a un ragazzo: "Esiste una grande Verità su questo pianeta: chiunque tu sia o qualunque cosa tu faccia, quando desideri una cosa con volontà, è perché questo desiderio è nato nell'Anima dell'Universo, questa cosa rappresenta la tua missione sulla Terra... Quando desideri qualcosa tutto l'Universo cospira affinché tu possa realizzare il tuo desiderio" (Paolo Coelho, Bompiani Editore). Conny Mendez

mercoledì 10 giugno 2015

Smetti di guardare all’esterno: guarda dentro di te,


“La vita non è facile. Una vita vissuta nell’inconsapevolezza come potrebbe essere facile?
Sei tu stesso che ti crei i tuoi problemi, scavi tu stesso delle fosse nelle quali cadrai,
tu stesso erigi le mura che ti imprigioneranno.
Tu sei il peggior nemico di te stesso!”
Osho




Gautama il Buddha ha detto: “Esiste il piacere ed esiste la beatitudine. Abbandona il primo per possedere la seconda.”

Medita su questa affermazione il più profondamente possibile, perché contiene una delle verità più fondamentali.

Sarà bene comprendere queste quattro parole, contemplale in profondità: la prima è piacere; la seconda è felicità; la terza è gioia; la quarta è beatitudine.

Il Piacere

Il piacere è fisico, è fisiologico. Nella vita il piacere è l’aspetto più superficiale, un semplice solleticamento. Può essere sessuale, può appartenere ad altri sensi, può tradursi in ossessione per il cibo, ma è sicuramente radicato nel corpo.

Il tuo corpo è la tua periferia, la tua circonferenza, non è il tuo centro: vivere nella circonferenza significa vivere in balia di tutte le situazioni che si sviluppano intorno a te. L’uomo che cerca il piacere rimane in balia del casuale.

Se stai cercando denaro e potere, dipenderai dal denaro e dal potere; l’essere umano che continua ad accumulare denaro, se il suo piacere è avere più denaro, diventerà sempre più miserabile. Più possiede, più vorrà possedere, e più ne ha, più avrà paura di perderlo. Ci sono mille cose dalle quali dipende il tuo denaro: non ti rende padrone, fa di te uno schiavo.

Il piacere è periferico, di conseguenza è costretto a dipendere dalle circostanze esterne. Proprio come le foglie crescono sull’albero, nella mente crescono desideri e speranze. Volevi una casa nuova e ora la possiedi… dov’è andato il piacere? È esistito solo per un momento, il tempo di realizzare il sogno. Una volta raggiunta la meta, la tua mente ha perso interesse; ha iniziato a tessere una nuova trama di desideri. Ha già iniziato a pensare ad altre case, più grandi.

Il piacere ti relega in uno stato nevrotico – irrequieto, sempre in agitazione: così tanti desideri e ogni desiderio è insaziabile. Rimani vittima di questa folla di desideri che continuano a trascinarti in direzioni opposte. Cercherai soddisfazione nella realizzazioni di questi desideri, ma sarà sempre una rincorsa vana. Una vita che avrebbe potuto essere una celebrazione diventa una lunga, estenuante e inutile battaglia nel tentativo di soddisfare tutti i tuoi desideri.

Quando sei così preso dalla ricerca del piacere, non puoi amare; infatti la persona che cerca il piacere usa l’altro come mezzo per arrivarci. Usare l’altro come un mezzo è uno degli atti più immorali possibili, perché ogni essere è un fine in se stesso, non puoi usare l’altro come un mezzo; ma se sei alla ricerca del piacere dovrai farlo. Diventerai astuto, perché è davvero una lotta: se non sei furbo, sarai ingannato. Dovrai stare sempre sul chi va là! E questo significa che sarai sempre teso, ansioso, preoccupato: tutti sono contro di te e tu sei contro tutti gli altri.

Pertanto il piacere non è e non può essere la meta della vita.

La Felicità

La seconda parola da capire è la felicità. La felicità è psicologica, il piacere è fisiologico. La Felicità è un pochino meglio, un pò più raffinata, leggermente superiore, ma non così diversa dal piacere. Il piacere è un po’ primitivo, animale; la felicità è un po’ più acculturata, un po’ più umana – ma è lo stesso gioco, ripetuto nel mondo della mente.

Non sei più interessato a sensazioni fisiologiche, sei molto più interessato a sensazioni psicologiche; ma in fondo non sono cose molto diverse, ecco perchè il Buddha ha usato solo due di quelle quattro parole.

La Gioia

La terza parola è la gioia; la gioia è spirituale. È diversa, totalmente diversa dal piacere o dalla felicità. Non ha nulla a che fare con l’esterno, nulla a che fare con l’altro, è qualcosa di interiore. La gioia non dipende dalle circostanze, è tua. Non è una soddisfazione prodotta da qualcosa: è uno stato di pace, di silenzio, uno stato meditativo. È spirituale.

La Beatitudine

Ma il Buddha non ha parlato neppure della gioia, perché c’è ancora un’altra cosa che va al di là della gioia. Lui la chiama beatitudine. La beatitudine è totale. Non è né fisiologica, né psicologica, né spirituale; non conosce divisione, è indivisibile. È totale, in un senso, e trascendentale nell’altro.

Il Buddha parla soltanto di due parole. La prima è il piacere, che include la felicità. La seconda è la beatitudine, che include la gioia. Beatitudine significa che hai raggiunto il punto più profondo del tuo essere. Appartiene alla profondità abissale del tuo essere, dove neppure l’ego esiste più, dove prevale solo il silenzio: tu sei scomparso. Nella gioia tu esisti ancora un po’, nella beatitudine tu non ci sei più – l’ego si è dissolto, è uno stato di non essere.

Il Buddha lo chiama “nirvana”: nirvana significa che tu hai smesso di esistere; sei solo un vuoto infinito, simile al cielo. E nel momento in cui sei quell’infinito, diventi ricolmo di stelle, e inizia una vita totalmente nuova. Sei rinato.

Il piacere è momentaneo, esiste nel tempo – dura per un tempo limitato; la beatitudine è non temporale, è fuori dal tempo. Il piacere inizia e termina, la beatitudine permane in eterno, è per sempre. Il piacere va e viene, la beatitudine non va e non viene mai – è già lì, nel punto più profondo del tuo essere. Il piacere deve essere carpito all’altro: tu diventi o un mendicante o un ladro. La beatitudine ti rende padrone.

La beatitudine non è qualcosa che inventi, ma che scopri. La beatitudine è la tua natura più profonda. È lì dall’inizio: tu non l’hai mai notata, l’hai data per scontata – tu non ti guardi mai dentro.

Questa è l’unica miseria dell’essere umano: continua a guardare all’esterno – cercando e indagando. Non puoi trovarla all’esterno, perché non é lì.

La beatitudine è il punto più profondo del tuo essere.

Il piacere lo devi mendicare dagli altri, e naturalmente diventi dipendente. La beatitudine ti rende il padrone. La beatitudine non è qualcosa che accade, è già presente.

Smetti di guardare all’esterno: guarda dentro di te, volgiti all’interno. Inizia a ricercare e a indagare nella tua interiorità, nella tua soggettività. La beatitudine non è un oggetto che si debba trovare altrove, è la tua consapevolezza.

Osho

Fonte: www.vivizen.com
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La ricapitolazione tolteca


La ricapitolazione tolteca
è ricapitolare tutto il proprio passato
rivivendolo il più vividamente possibile
ma dalla posizione impassibile del testimone.


Inizialmente si può ricapitolare a caso
i vari ricordi che affiorano così come 'vogliono',
oppure per blocchi di argomenti, rapporti famigliari,
sessuali, di lavoro etc.

Alla fine però se si vuole fare una ricapitolazione completa
si deve scrivere tutto in ordine di date andando indietro nel tempo
e seguire l'ordine per non escludere nulla.

La ricapitolazione si fa sempre più vivida man mano che si pratica
e possono affiorare ricordi che si pensavano dimenticati.

Si prende l'immagine con tutti i possibili particolari e sensazioni
e si respira con un respiro 'spazzante'
inalando partendo dalla spalla destra
e muovendosi lentamente verso quella sinistra
e esalando ritornando verso la destra.

Questo lavoro può essere fatto in qualunque momento della giornata
e in qualunque posizione o dedicandogli un spazio particolare
per riuscire ad andare più in profondità,
l'importante è iniziare.

Questo lavoro, come ho già detto, permette di alleggerire la mente,
entrare nel silenzio, iniziare a vedere le proprie rigidità di personaggio,
fino a scoprire e liberare quello che più ci tiene imprigionati
che è il consenso sociale, famigliare, collettivo
che ci ha portato a una visione rigida della realtà
e della nostra costruzione egoica.

Certo non è la facile distruzione dell'ego
che può avvenire per risonanza in presenza di un realizzato,
ma è alla portata di tutti e non richiede nessun aiuto esterno,
solo la propria assunzione di responsabilità
e un intento che si può fare sempre più inflessibile
man mano che procediamo e vediamo i risultati.

Emanuele Marifa De Benedetti

vedi anche
http://www.ilcerchiosciamanico.it/99/ricapitolazione-tolteca.html

http://www.ilcerchiosciamanico.it/articoli.php?wh=115&page=1


La Ricapitolazione è uno dei tre pilastri della pratica della Tensegrità di Carlos Castaneda, unito ai Passi Magici e al Sognare. Lo scopo e l’intento della ricapitolazione è quello di liberare l’energia rimasta intrappolata o cristallizzata dalla storia personale e dalla socializzazione per renderla di nuovo disponibile al nostro corpo energetico, e dunque libera per il Sognare o per navigare nella Seconda Attenzione.

La Ricapitolazione gioca dunque un ruolo fondamentale nell’esercizio della Tensegrità in quanto senza la Ricapitolazione degli eventi significativi della propria vita, che tengono bloccato il Punto di Assemblaggio in un modello o schema percettivo all’interno dell’area della forma umana, il “vedere” e il “sognare” nella realtà non ordinaria diventa molto difficile e complesso. Il rischio è che se non si ricapitolano gli eventi importanti della propria vita portiamo nei sogni o nella seconda attenzione (ad esempio, con un viaggio sciamanico) elementi ordinari ancora fissati e aggregati attorno a questi eventi, dunque faremo sogni ordinari e viaggi altrettanto “ordinari” dove ritroveremo ancora tutte le nostre paure, emozioni, schemi e modelli che sono ancora attivi sia a livello cosciente o meno.

Questa tecnica, trasmessa da generazioni dagli antichi veggenti toltechi sino al lignaggio di Don Juan Matus e da questi a Carlos Castaneda, Carol Tiggs, Taisha Abelar, Florinda Donner Grau e ai loro apprendisti, ha assunto diverse modalità operative, da una forma inizialmente più “statica” che non prevedeva alcun movimento fisico associato (a parte la cosiddetta “respirazione spazzante”), a forme attualmente proposte nelle quali si inseriscono dei Passi Magici specifici per la Ricapitolazione e l’aggiunta di un Testimone per la tecnica di agguato iniziale. Di seguito riportiamo alcuni approfondimenti sullo scopo di questa pratica e sulle modalità operative con le quali viene attualmente svolta.

http://www.ilcerchiosciamanico.it/articoli.php?wh=115&page=1




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martedì 9 giugno 2015

nell'illimitato...

Quando ti sembra di essere meno consapevole
cos'è che è meno consapevole tu o la coscienza/consapevolezza?

La coscienza/consapevolezza rimane immutata
e questo tu che sembra meno consapevole che cos'è?

Un mero conglomerato di pensieri
a cui solo la coscienza/consapevolezza può dare o no realtà.

Se stacchi la spina dell'identità
rimani pura consapevolezza/coscienza, immutata,
non toccata da ciò che appare sul suo specchio di Silenzio.

Sei testimone di tutto
e quando non c'è nulla da osservare
rimani testimone di te stesso come pura coscienza
senza nessuno che testimoni nulla.

E lì entri nell'eterno, nell'illimitato,
nel grandiosamente immobile
nel vertiginosamente profondo
e lì rimani e già sei per sempre
mentre la temporalità è solo una briciola
di una immensità incommensurabile.



Emanuele Marifa De Benedetti



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IL DONO DEGLI INSULTI

La trappola della provocazione,se la riconosci non ci caschi !!!!
Non sempre si riesce a mantenere la calma ma si può esercitarla con allenamento interiore, dialogo con sé, riflessione, e...la forza del samurai, come racconta questa storia di saggezza: 

“Vicino a Tokyo viveva un grande samurai ormai anziano, si dedicava a insegnare il buddismo zen ai giovani, nonostante la sua età era ancora capace di sconfiggere qualunque avversario. Un pomeriggio si presentò un guerriero, famoso per la sua tecnica di provocazione: aspettava che l’avversario facesse la prima mossa, prevedeva gli errori che avrebbe commesso l’avversario e contrattaccava con velocità fulminante. Il giovane e impaziente guerriero non aveva mai perduto uno scontro. Conosceva la reputazione del samurai, voleva sconfiggerlo per accrescere così la propria fama. Tutti gli allievi si dichiararono contrari all’ idea del combattimento ma il vecchio maestro accettò la sfida. Si recarono tutti nella piazza della città e il giovane cominciò a insultarlo, lanciò alcuni sassi nella sua direzione, gli sputò in faccia, gli urlò tutti gli insulti che conosceva, offendendo persino i suoi antenati. Per ore fece di tutto per provocarlo ma il vecchio restò impassibile. Quando l’impetuoso guerriero si sentiva ormai esausto e umiliato, si ritirò. Delusi dal fatto che il maestro avesse accettato insulti e tante provocazioni, gli allievi gli domandarono: “come avete potuto sopportare tante indegnità? Perché non avete usato la vostra spada, pur sapendo che avreste potuto perdere la lotta, invece di mostrarvi codardo di fronte a tutti noi?”. “ Se qualcuno vi si avvicina con un dono e voi non lo accettate, a chi appartiene il dono?” domandò il vecchio samurai. “ A chi ha tentato di regalarlo”, rispose uno dei discepoli. “ Lo stesso vale per invidia, rabbia, insulti e provocazioni“, disse il maestro: “Quando non sono accettati, continuano ad appartenere a chi li porta con sé” 

(IL DONO DEGLI INSULTI Paulo Coelho)
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