sabato 16 gennaio 2016

Rilassati, prendi le cose con leggerezza...


Un accatastarsi di emozioni, che nascono dalla fatica di vivere, dall’ansia di non farcela, dall’inutilità di tutto … fino a coagularsi in una vera e propria “malattia”, che, secondo le statistiche, una persona su cinque deve affrontare almeno una volta nella vita. È in aumento in tutti i paesi ‘ricchi’, colpisce a ogni età, soprattutto le donne. Può anche diventare, in un quinto dei casi, una situazione cronica – molto più facilmente nelle donne che negli uomini – in cui la vita diventa grigia e incolore, gli affetti remoti e irraggiungibili, le giornate eterne e piene di tristezza insanabile. Osho, maestro di vita, ci fornisce qui alcune chiavi per vedere meglio all’interno di questo fenomeno.


Le tante facce della depressione. Osho a colloquio diretto coi suoi discepoli.

 Ho solo una cosa da dirti. È venuta l’ora di abbandonare l’idea di essere perfetto. È questa l’unica causa della tua infelicità. Nessun può essere perfetto: nel momento in cui sei perfetto non puoi esistere. La perfezione non esiste sulla terra – sulla terra può esistere solo l’imperfezione. E quando questa idea di perfezione si impadronisce del cuore delle persone, le fa impazzire. Cominciano a volere l’impossibile in ogni campo, e dato che non riescono a ottenerlo, diventano infelici. Hanno aspettative molto alte, che non possono essere soddisfatte; quando vedono queste loro aspettative insoddisfatte pensano che la vita stia passando loro accanto, stia sfuggendogli tra le dita. Diventano depressi, e ogni giorno la depressione aumenta, perché ogni giorno un altro po’ di vita se ne va. Essere un perfezionista è essere sull’orlo della nevrosi. Tutti i perfezionisti sono nevrotici, chi più chi meno: cambia solo il livello di nevrosi.

Ecco cosa hai tentato di fare: vuoi essere perfetto in ogni cosa, vuoi essere “totale”. Non puoi permetterti alcun errore, non puoi permetterti neppure uno sbaglio. E, dato che non puoi permetterti di fare errori, non puoi permetterlo neanche agli altri. Questa diventa una barriera per l’amore: non puoi amare nessuno perché le tue aspettative sono tali che nessuno può soddisfarle. E così hai sprecato quarant’anni di vita.

È ora di imparare una cosa: a prendere la vita con leggerezza. Vivila tranquillamente, con tutte le sue limitazioni e imperfezioni. Goditela. 

Ed ecco che accade un paradosso: quando incominci a goderti la vita con tutte le sue imperfezioni, è quasi perfetta… ma sto dicendo quasi! È perfetta al novantanove virgola nove per cento. Quell’uno per cento di imperfezione rimane. Questo è l’unico modo in cui si può vivere, ma accade solo quando permetti che la vita sia così com’è, quando non pretendi troppo.

 Non c’è bisogno di pretendere: accetta qualsiasi cosa accada.

Se cerchi la donna perfetta non ne troverai mai una. Se cerchi una cosa che sia perfetta, sarai solo infelice, ecco tutto: troverai solo infelicità, in quantità sempre maggiori.

In Oriente un tempo c’era una superstizione secondo la quale i re non costruivano i loro palazzi in modo perfetto. Lasciavano che una parte del palazzo restasse imperfetta… per ingannare dio, capisci? Il palazzo non è ancora perfetto, quindi dio lo lascia stare, lascia che resti in piedi. È ancora in costruzione. Se il palazzo fosse perfetto, potrebbe crollare: questa era una superstizione, ma c’è un granello di verità. Quando una cosa diventa perfetta, crolla.

Ecco perché i buddha scompaiono dal mondo. Quando una persona diventa un buddha, quella è l’ultima volta in cui sarà qui; non ritornerà più.


Rilassati, prendi le cose con leggerezza. L’esistenza non è così dura come ti immagini, è compassione, amore.

Osho

http://divinetools-raja.blogspot.it/
La Via del Ritorno... a Casa

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