mercoledì 30 marzo 2016

LA RISATA CON LE VOCALI



– la risata “ah, ah, ah”:

la “a” è la vocale delle risate di vero cuore, vitale, aperta e solare come la personalità di chi ride in questo modo.

Fa bene al cuore apre la respirazione e aiuta la circolazione; è quindi utilissima per stress a stati d’ansia.








– la risata “oh, oh, oh”:

caratteristica di chi apprezza la buona cucina e si sente a proprio agio soprattutto in una tavolata di amici.

La risata in “o” è grassa o di pancia, risuona nel ventre e dà benefici all’apparato digerente.





– la risata “uh, uh, uh”:

è la più profonda , la più vicina agli istinti.

E’ preziosa per sciogliere la tensione, soprattutto quando si accumula nella schiena.











– la risata “eh, eh, eh”:

risuona nella gola, che fa da ponte tra la testa e il cuore, tra le emozioni e la razionalità.

E’ la risata caratteristica di chi privilegia la razionalità nel lavoro e nelle relazioni.

Sarcastica e pungente ha spesso per bersaglio qualcosa o qualcuno.


Può esprimere cinismo, difficoltà di contatto affettivo, tendenza a fuggire le emozioni.

Attenzione a non controllare troppo con la testa; lasciate andare un po’ di più la vostra parte emozionale, ne trarranno beneficio mente e corpo.



– la risata “ih, ih, ih”:

vibra nel naso e nella testa, ed è piuttosto mentale e controllata.

Così è la risata del sarcastico, di chi sta reprimendo l’aggressività.

Sembra più una scarica nervosa che un atto piacevole.


Comunica spesso disagio, tensione o nervosismo, e può significare un’aggressività repressa che sceglie questo modo per esprimersi.

https://tonykospan21.wordpress.com/2015/01/28/anche-la-vocale-da-noi-usata-per-ridere-parla-di-noi-test/



Dimmi come ridi ...

Il marito alla moglie:
"Oggi il capo ha perso la pazienza e mi ha detto di andare all'inferno."
"E tu cosa hai fatto?"
"Sono venuto subito a casa."

Le vocali: lunghe, brevi, aperte o chiuse.
Ma quale vocale usiamo per ridere?
"Risus abundat in ore stultorum": credo sia legittimo dubitare di questa massima latina, visto che già Democrito e Cicerone consideravano il riso una manifestazione naturale e sana. Non a caso, nel Medioevo, i sovrani amavano essere intrattenuti da giullari che, con le loro parodie, rallegrassero le loro "serate con gli amici".
Sembra che esistano 19 modi diversi di sorridere e di ridere; che gli italiani ridano in media 50 volte al giorno e che le donne ridano più degli uomini : 59 a 45 e palla al centro.
Dubito che queste cifre siano attendibili, ma torniamo alla vocale che emettiamo nel ridere.
La vocale A corrisponde a una risata abbondante, aperta, che sorprende e coinvolge: può quindi rivelarsi contagiosa.
Chi usa la vocale E raramente sorride o ride spontaneamente, ma sogghigna e questo sembra denotare un certo distacco dalle situazioni che generano ilarità.
La lettera I denota un riso spesso nervoso e forzato, mentre la O manifesta - come la A - apertura verso gli altri e la tendenza ad apprezzare la giovialità.
La U presenta la risata trattenuta, talvolta imbarazzata, di chi desidera contenere, quasi frenare la propria reazione rispetto a una situazione buffa o comica.

Un leone incontra una scimmia e le chiede:
"Chi è il re della foresta?"
La scimmia spaventata risponde:
"Sei tu, potente leone!"
Poi incontra una zebra e le ruggisce:
"Chi è il re della foresta?"
"Sei tu, grande leone!" risponde la zebra terrorizzata.
Incontra un elefante e gli chiede minacciosamente:
"Chi è il re della foresta?"
L'elefante lo guarda perplesso per un attimo, poi lo afferra per la coda, gli fa fare un giro completo e lo scaglia lontano.
Il leone si rialza malconcio e sussurra:
"Non è il caso di arrabbiarsi tanto se non sai la risposta!".

"Ridere è il linguaggio dell'anima" (Pablo Neruda).

Buona giornata a tutti con un :-) sorriso.
Ines Desideri

http://forum.corriere.it/scioglilingua/17-05-2011/dimmi-come-ridi-1793916.html?refresh_ce-cp

Ok ora che abbiamo visto vocale per vocale  i vari significati della risata, propongo una semplice meditazione sulla risata, semplicemente ridi 3 minuti con ah ah ah tre minuti con oh oh oh oh tre minuti con uh uh uh, tre minuti con eh eh eh e tre minuti con ih ih ih e tre minuti in modo misto e come ti viene in modo naturale  ah ih uh oh ah ah ah ah ah ehe eh eh uh uuhh aaah ahha , in totale 18 minuti di  risate, buona risata tutti

Antar Raja

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ANCHE SE IMPAZZISCONO



Anche se impazziscono
saranno sani

Anche se affondano in mare
affioreranno di nuovo

Anche se coloro che si amano si perdono
l'amore non si perderà
e la morte non avrà alcun dominio.


Dylan Thomas


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domenica 27 marzo 2016

... E se invece fosse un bene?


Non ti arriva ciò che vuoi… ma ciò di cui hai bisogno!

di Simona Ruffini

So che questa frase può apparirti strana se non addirittura senza senso. Che differenza vuoi che faccia se quello che ti arriva nella vita di ogni giorno si chiama“quello che voglio”, piuttosto che “quello di cui ho bisogno”?


Che differenza c’è tra volere e avere bisogno… non è la stessa cosa? Ebbene no…e ti spiego perché.
Puoi aver bisogno di una cosa che…non volevi

Esiste nell’Universo un’intelligenza infinita (chiamala Dio, chiamala Campo, chiamala Legge di Attrazione) che provvede a farti avere ciò di cui hai bisogno, ciò che ti serve davvero, anziché ciò che ti sei convinto/a di volere.

Perchè, e qui è necessaria molta umiltà, noi non conosciamo il piano totale. Non si tratta di rimettersi ad un fantomatico Dio con la barba, con fare rassegnato (è la volontà divina se mi sono ammalata!), ma si tratta di credere che noi semplicemente abbiamo una visione limitata degli eventi.

Questo deve darti forza, anziché intristirti. Perchè sai che quello che ti arriva fa parte di un disegno più ampio. 

Quante volte un avvenimento che ti sembrava catastrofico ha finito per rivelarsi una vera e propria benedizione?

Quante volte ti sei resa conto che quella persona per la quale ti eri tanto disperata non era affatto quella giusta per te. E se invece fosse un bene? Questo devi chiederti quando qualcosa ti arriva e tu non lo aspettavi o non lo volevi.

Puoi volere una cosa che… non va bene per te


Stai smaniando affinché un tuo desiderio si realizzi. Ti concentri ogni giorno su quel desiderio e speri con tutto il tuo cuore che si realizzi. Non fai che pensarci. Non vedi più nulla, nemmeno quanto questa smania ti stia consumando. E se non fosse ciò di cui hai bisogno?

Ti è mai capitato di affermare, con un grosso sospiro di sollievo,“Menomale che non è successo!”… Potrebbe essere stato un incontro potenzialmente disastroso, un lavoro che ti avrebbe fatto perdere dei soldi, un viaggio che si sarebbe rivelato una brutta esperienza.

C’è una storia che si racconta ai corsi sulla Kabbalah: “Un uomo voleva prendere un aereo disperatamente, perché l’aereo lo avrebbe portato ad un incontro d’affari molto importante. Sin dal mattino però iniziarono a verificarsi strani piccoli imprevisti. L’auto non partiva, il taxi tardava, le strade erano trafficate. L’uomo però, testardo, continuava in tutti i modi a tentare di arrivare all’aeroporto. Si arrese solo quando capì di aver perso il volo. Qualche minuto dopo il decollo quell’aereo precipitò…”

C’è un piano più grande, e l’Universo sa di cosa hai bisogno. Fidati.


Fonte: http://www.simonaruffini.it








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sabato 26 marzo 2016

Cos’è l’amore?



Cos’è l’amore? La parola è talmente falsata e contaminata che non mi va granché di usarla. Tutti parlano di amore – ogni rivista e ogni giornale, ogni missionario parla incessantemente di amore. Amo il mio paese, il mio re, qualche libro, quella montagna, il piacere, mia moglie, Dio.

L’amore è una idea? Se lo è può essere coltivata, nutrita, accarezzata, comandata a bacchetta, alterata come volete. Quando dite di amare Dio cosa significa? Significa che amate una proiezione della vostra immagine, una proiezione di voi stessi sotto certe spoglie di rispettabilità, secondo quello che credete sia nobile e santo. (…)

L’amore può essere l’ultima soluzione a tutte le difficoltà, i problemi e le pene dell’uomo, dunque come faremo a scoprire cos’è l’amore? Limitandoci a definirlo? La chiesa lo ha definito in un modo, la società in un altro, e c’ è una gran quantità di deviazioni e di interpretazioni sbagliate.

Adorare qualcuno, dormirci insieme, lo scambio emotivo, l’amicizia – è questo quello che intendiamo per amore? (.)

L’amore può essere diviso in sacro e profano, umano e divino, o c’è solamente amore? L’amore appartiene a uno e non a molti? Se dico, “Ti amo”, esclude forse ciò l’amore dell’altro? L’amore è personale o impersonale? Morale o immorale? E’ qualcosa di intimo, o no? Se amate l’umanità potete amare il particolare? L’amore e un sentimento? E’ una emozione? E’ piacere e desiderio?

Tutte queste domande indicano – non è vero? – che abbiamo delle idee sull’ amore, idee su ciò che dovrebbe e non dovrebbe essere; un modello, o un codice maturato nella cultura in cui viviamo.

Così per approfondire la questione di cosa sia l’amore dobbiamo come prima cosa liberarci dalle incrostazioni dei secoli, mettere da parte tutti gli ideali e le ideologie su ciò che dovrebbe, o non dovrebbe essere. Dividere qualsiasi cosa in quello che dovrebbe essere e in ciò che è, è il modo più ingannevole di vivere.

Dunque, come farò a scoprire cos’è questa fiamma che chiamiamo amore – non per esprimerlo a qualcun altro, ma per sapere cosa esso sia in se stesso?

Come prima cosa devo respingere quello che la chiesa, la società, i miei genitori e amici, quello che ogni persona e ogni libro ha detto su di esso, perché voglio scoprire da solo cosa è. (.)

Il governo dice: “Va’ e uccidi per amore del tuo paese”. È amore questo? La religione dice: “Dimentica il sesso per amore di Dio”. E’ amore questo? L’ amore è desiderio? Non dite di no. Per la maggior parte di noi lo è – desiderio e piacere, il piacere che è derivato dai sensi, dalla attrazione sessuale e dalla soddisfazione. Non sono contrario al sesso, ma cercate di vedere cosa in esso sia implicato. Quello che il sesso vi dà momentaneamente è il totale abbandono di voi stessi, poi finite per ritornate alla vostra confusione e così volete ripetere e ripetere quello stato in cui non c’è preoccupazione, problema, io. (.)

L’appartenere a un altro, l’essere psicologicamente nutrito da un altro, dipendere da un altro – in tutto ciò deve esserci sempre ansietà, paura, gelosia, colpa, e finché c’è paura non c’è amore; una mente oppressa dal dolore non saprà mai cos’è l’amore; il sentimentalismo e l’emotività non hanno assolutamente niente a che fare con l’amore. E così l’amore non ha niente a che fare con il piacere e il desiderio.

L’amore non è un prodotto del pensiero che è il passato. Il pensiero non può assolutamente coltivare l’amore. L’amore non è limitato o intrappolato dalla gelosia poiché la gelosia appartiene al passato. L’amore è sempre attivo presente. Non è “Amerò” oppure “Ho amato”.

Se conoscete l’amore non seguirete nessuno, l’amore non obbedisce. Quando amate non c’è rispetto, né irriverenza. Non sapete cosa realmente vuol dire amare qualcuno – amare senza odio, senza gelosia, senza rabbia, senza volere interferire con quello che l’altro fa o pensa, senza condannare, senza far paragoni – non sapete cosa vuol dire?

Dove c’è amore c’è paragone? Quando amate qualcuno con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutto il corpo con tutto il vostro essere c’è paragone? Quando vi abbandonate completamente a quell’amore allora non c’è l’altro. Forse che l’amore ha delle responsabilità e dei doveri e ne fa uso?

Quando fate qualcosa al di fuori del dovere, c’è amore? Nel dovere non c’è amore. La struttura del dovere in cui l’essere umano è intrappolato lo va distruggendo.

Finché sarete costretti a fare qualcosa perché è vostro dovere non amerete quello che fate. Quando c’è amore non c’è dovere o responsabilità. (.) Se ci fate caso potete vedere che tutto ciò accade dentro di voi, potete vederlo con pienezza, completamente, in uno sguardo, senza sprecare tempo a farci su delle analisi. Potete vedere in un momento l’intera struttura e natura di questa piccola cosa senza valore chiamata “io”, le mie lacrime, la mia famiglia, la mia nazione, la mia fede, la mia religione – tutte queste brutture sono dentro di voi.

Quando ve ne renderete conto con il cuore, non con la mente, quando ve ne renderete conto dal più profondo del cuore, allora avrete la chiave che potrà mettere fine al dolore. (…)

Quando chiedete cos’è l’amore, potreste essere troppo spaventati per vedere la risposta. Essa potrebbe significare un cambiamento radicale; potrebbe frantumare la famiglia; potreste scoprire di non amare vostra moglie, o vostro marito, o i vostri bambini – no? – potreste dover distruggere la casa che avete costruito, potreste non tornare più al tempio.

Ma se volete ancora scoprirlo, vedrete che la paura non è amore, che dipendere non è amore, la gelosia non è amore, la possessività e il desiderio di dominare non sono amore, la responsabilità e il dovere non sono amore, l’autocommiserazione non è amore, l’angoscia di non essere amato non è amore, amore non è l’opposto di odio più di quanto umiltà non sia l’opposto di vanità. (.)

E così siamo arrivati al punto: può la mente incontrare l’amore senza bisogno di disciplina, pensiero, sforzo, senza alcun libro o maestro o guida – incontrarlo come si incontra un bel tramonto? (…)

Una mente che ricerca non è una mente appassionata e incontrare l’amore senza cercare è l’unico modo per trovarlo – incontrarlo ignari, e non come risultato di uno sforzo o di una esperienza. Questo amore, scoprirete non appartiene al tempo; questo amore è sia personale che impersonale, appartiene sia ad uno che a molti.

Come per un fiore profumato che voi potete odorare o trascurare. Quel fiore è lì per chiunque, anche per colui che si prende la pena di odorarlo profondamente e di guardarlo con piacere. Sia egli molto vicino nel giardino o molto lontano, per il fiore è la stessa cosa, essendo ricco di quel profumo lo distribuisce a tutti.

L’amore è qualcosa di nuovo, fresco, vivo. Non ha ieri né domani. E’ al di là della confusione del pensiero. Solo la mente innocente sa cosa sia l’amore, e la mente innocente può vivere nel mondo che innocente non è. E’ possibile scoprire questa cosa straordinaria che l’uomo ha cercato eternamente, nel sacrificio, nell’adorazione, nel rapporto, nel sesso, in ogni forma di piacere e di dolore, solamente quando il pensiero arriva a comprendere se stesso e giunge naturalmente a fine. (…)

Potete leggere queste parole ipnotizzati e incantati, ma andare al di là del pensiero e del tempo realmente – cioè andare al di là del dolore – vuol dire essere consapevoli che c’è un’altra dimensione chiamata amore. Ma non sapete come raggiungere questa straordinaria sorgente – cosa fate dunque? Se non sapete che fare, non fate niente, non è vero? Assolutamente niente.

Allora intimamente voi siete nel più completo silenzio. Capite cosa vuoi dire? Vuol dire che non cercate non volete, non andate a caccia di qualcosa; non c’è assolutamente un centro.

Allora c’è amore.

Jddu Krishnamurti

FONTE : http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/krishnamurti/amore.htm

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venerdì 25 marzo 2016

IL PRIMO INSEGNAMENTO

IL PRIMO INSEGNAMENTO

Il primo passo per cambiare uno stato di cose senza prospettive e sbocchi é fare cio' che hai paura di fare. la linfa della forza é il coraggio. Il coraggio di fare cio' di cui hai paura, per ognuno é diverso , ognuno Ha le sue paura , quindi non posso dirti fai questo fai quest'altro, ma posso dirti fai cio' che hai paura di fare, FALLO, FALLO ADESSO affronta le tue paure , tutte le tue paure , nessuna esclusa,

Puoi essere metodico nell'occasione, fai la lista delle tue paure , e affrontale una per una senza tralasciarne alcuna, fanne la tua regola, come se fossi un monaco e questa é la tua regola la tua legge
"affronta le tue paure"

Antar Raja


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LA PAURA

Abbiamo paura di perdere ciò che doveva essere buttato via tempo fa.
Abbiamo paura di dire ciò che andava detto da tempo.
Abbiamo paura di fare un'azione che andava fatta ieri.
Abbiamo paura dei cambiamenti che promettono la felicità.
Abbiamo sempre paura.
Abbiamo paura di ciò che vogliamo, di ciò che desideriamo con tutto il cuore, e abbiamo paura di riconoscerlo.
La paura è devastante, distrugge tutto ciò che ci è caro, e si prende tutto ciò che desideriamo. A abbiamo paura della nostra paura.
La paura è il tuo principale nemico. Non cambierai la vita finché hai paura.
Rimarrai dove sei perché hai paura di fare un passo... Un passo dal quale tutto dipende.


Advanced Mind Institute Italia

mercoledì 23 marzo 2016

LO SCIOGLIMENTO DEI NODI ENERGETICI




Nel web russo oggi si può trovare un numero infinito di varie pratiche per il risanamento dell'organismo basate sulle visualizzazioni. Ho tradotto e riassunto una delle tecniche più semplici.
Per eliminare la negatività dai corpi energetici, occorre sapere visualizzare se stessi. Immaginare un «fantom» – fantasma, termine molto usato dai russi), e visulaizzare il problema "evidenziato" su di lui. Tradizionalmente si crede che una macchia scura significhi dolore/tensione in un certo punto del corpo. I modi per eliminare questa negatività possono essere diversim, tutto dipende da come lo si visualizzi.


Ci sono dei metodi molto semplici per milgliorare la circolazione dell'energia nel corpo.


Prendiamo un esempio. 


Esistono delle bamboline fatte di paglia o di erbe secche, con gambe e braccia intrecciate.
Si può visualizzare la propria estremità (braccio, gamba) come una treccia fatta di fili d'erba. Di solito questa treccia è legata in un punto, solitamente nella parte bassa, con uno spago o con un filo (caviglia, ginocchio). Si lega in genere laddove fa MALE.


Ora mentalmente sciolgliamo la treccia con le dita e mentalmente la pettiniamo con le dita divaricate. I fili cadono liberamente su tutta la lunghezza del braccio/gamba.
Se qualcuno teme che le energie negative rimangono sulla mano è possibile lavare le mani o mettere un guanto di energia dorata.


Apre questo post un'immagine dell'uomo, con due correnti d'energia: YANG (scende) e YIN (sale).
Riempono i chakra e formano la ns. Aura. Passano anche nell'area della colonna dove si verificano tanti problemi.


Ora ci interessa la corrente discedente, YANG. Visualizziamo la corrente che scende nella zona della colonna come una treccia (dalla nuca ai talloni).
Sciogliamola mentalmente e pettiniamola con le dita. Vedremo i fili sottili e sciolti (anche con un pettine).
Non pensiamo a dove andrà lo sporco energetico - andrà pure nei piani astrali bassi, ci sono esseri dei piani bassi che lo aspettano, lo devono rielaborare, per migliorare il proprio karma. Insomma, è tutto per il bene comune.


Se il pettine s'inceppa e non si può sciolgiere nulla… di solito questo succede all'altezza degli organi che non stanno bene. Prendiamo le forbici mentali e tagliamo i nodi senza paura. I fili tagliati cominceranno subito ricrescere. Presto diventeranno lunghi come gli altri.


Si può raggiungere uno stato di «reazione a catena», basta avere l'intenzione di sciogliere i nodi nella colonna, e i fili cominceranno a correre liberamente.


Lavorando dal lato della schiena lavoriamo sulla sfera della nostravolontà.
Fa bene prima di andare a dormire. Ma si anche può dare ordine a questa sfera, e così torniamo a intrecciare i fili, ottenendo una treccia bella pesante e ordinata – avremo pensieri ordinati!


Spostiamoci sul davanti e lavoriamo silla sfera emotiva!
Se non stiamo bene emotivamente, sciogliamo mentalmente i fili d'energia discendenti, liberiamoli. Se invece spesso siamo troppo emotivi, occorre intrecciare i fili, dare ordine alla nostra sfera emotiva.


Si può lavorare dal vivo: la persona si mette in piedi, ha problemi con la colonna… sciogliamo i fili, vedremo come cambierà il colore del «problema». Lavorare intuitivamente.


Fonte: materiali del forum «Evoluzione della coscienza», autore : Tatyanahttp://radionicaesoterico-scientificarussa.blogspot.it/2014/02/lo-scioglimento-dei-nodi-energetici.html
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martedì 22 marzo 2016

MEDITAZIONE "LE CINQUE PORTE DEL TEMPIO"



Percepiamo il mondo attraverso le cinque porte: gli occhi, le orecchie, il naso, la bocca, e la pelle. Questa meditazione vi aiuterà a ripulire i cinque organi del senso e a diventare più consapevoli.

1. Assumete una posa comoda e rimanete immobili.
2. Concentratevi sugli OCCHI. Guardate bene tutto ciò che vi circonda, analizzate gli oggetti, il loro colore, la forma, la struttura, fate scivolare lo sguardo lungo lo spazio, soffermandovi su un dato oggetto. Scioglietevi nell'osservazione, diventate lo sguardo. Non date i nomi agli oggetti e non analizzateli.


3. Chiudete gli occhi e trasferte l'attenzione sul'UDITO. Diventate orecchi, ascoltate la pioggia fuori della finestra, la musica, il vento, i discorsi della gente, l'abbaiare dei cani. Cercate di non identificare il suono con la sua fonte, ascoltate il suono e basta.

4. Spostate l'attenzione sulle sensazioni nella BOCCA. Tra qualche secondo avvertirete una forte salivazione, ingoiate la saliva ogni tanto. Concentratevi sui gusti che conoscete: amaro, acido, dolce... Non visualizzate il limone per sentirne il gusto; il vostro compito è l'osservazione e la presenza.

5. Diventate il NASO. Sentite i flussi d'aria che passano attraverso il naso. Che cosa sentite, che odori? Prendetene nota senza interpretarli.

6. Ora spostate l'attenzione sulla PELLE. Percepite tutto ciò che accade attraverso la pelle, osservate i flussi d'aria, il tocco dello spazio. Non analizzate nulla.

7. Trasferite la vostra attenzione sull'OMBELICO. Percepite il mondo attraverso questo centro. Voi non esistete, c'è solo l'ombelico come il centro della vita. State lì quanto volete, e quando sarete pronti, fare un profondo respiro, e, espirando, aprite gli occhi.

http://www.aum.news/medi…/507-meditatsiya-pyat-dverej-khrama


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Lascia la mente da sola e sii te stesso


Devi imparare ad ignorare la mente.
La mente ti tormenta solo perché tu tormenti la mente.
Tu vuoi avere una mente buona.
Lascia la mente da sola e sii te stesso.


~ Mooji
India, 18 Marzo 2016



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domenica 20 marzo 2016

IL SIGNORE DEL VENTO

... Mentre guarivo dalla mia terribile ferita, non avevo altro da fare che
starmene seduto su un altipiano e guardare il mio esercito che ingrassava ed
imipigriva. Un giorno, osservando all’orizzonte i contorni evanescenti di montagne
spettrali e di valli inesplorate mi chiesi come sarebbe stato essere il Dio
Sconosciuto, la forza della Vita. Come avrei potuto diventare questa essenza
perenne?
In quell’istante il vento mi giocò un brutto scherzo che mise a dura prova la
mia pazienza. Mi sollevò il lungo mantello regale e melo fece ricadere
pesantemente sulla testa. Non era certo una situazione degna di un conquistatore
del mio rango. Poi il vento sollevò una meravigliosa nube di polvere color
zafferano e ne fece, accanto a me, una colonna che toccava il cielo- E
improvvisamente, durante un mio momento di distrazione, il vento cessò
facendomi precipitare addosso tutta la polvere.
Il vento quindi attraversò fischiando una stretta gola fino a raggiungere il
fiume e gli splendidi oliveti, dove trasformò il colore delle foglie da verde
smeraldo in argento. E fece sorridere divertita una bella fanciulla, sollevandole la
gonna fino ai fianchi. Poi soffiò via il berretto dalla testa di un bambino che lo
inseguì ridendo gioiosamente. Pretesi dal vento che tornasse da me. ma esso
rise, continuando ad infuriare nella stretta gola. Più tardi, ormai blu in viso a
forza di gridare ordini, mi lasciai cadere a terra ... ed allora venne e mi soffiò in

viso, dolcemente. ‘Questa è libertà!’

Non avevo accettato nessun essere umano come mio ideale. Ma osservando
il vento, capii che esso era un magnifico ideale per me. Perché il vento non lo si
può vedere, eppure quando nella sua furia investe qualcuno. lo travolge. E per
quanto grande e potente uno sia, al vento non può dichiarare guerra. Che cosa
gli si può fare? Tagliarlo in due con una spada? Sputargli addosso? Ti
ritornerebbe lo sputo in faccia.
Come avrebbe dovuto essere un uomo, pensai, per avere una tale libertà di
movimento ed una tale forza, per non essere mai più prigioniero dei limiti della
natura umana, per essere contemporaneamente in ogni luogo e, a differenza
degli altri uomini, per non morire mai?
Il vento era per me un’essenza fondamentale perché è magico, amante
dell’avventura e dell’esplorazione; é perenne, libero nei suoi movimenti, é senza
limiti e forma. E in questo è veramente del tutto simile all’essenza divina della
Vita. Il vento non giudica gli uomini. Non li abbandona mai. Se lo chiamate, verrà
a voi..., con amore.
Così dovrebbe essere un ideale. Perciò volevo diventare il vento. Per molti,
molti anni lo contemplai. A questo obiettivo orientai tutti i miei pensieri.
Contemplai il vento e mi immedesimai nella sua sfuggevolezza, nella sua

leggerezza e nei suoi contorni indefiniti. E contemplando il mio diventare vento,
lo diventai.
LA PRIMA VOLTA accadde circa sei anni dopo che ero stato trafitto dalla
spada. Durante quel periodo, ogni sera andavo a sedermi su un altipiano,
guardavo il cielo e contemplavo il vento. E arrivò il momento in cui, con mia
grande sorpresa, mi ritrovai vento, in alto nel cielo.
In un attimo compresi che ero molto lontano dalla piccola macchia del mio
corpo là sotto sull’altipiano. Guardando dall’alto il mio corpo, provai paura, per la
prima volta dopo il mio ferimento. E questa paura mi riportò nuovamente nel mio
corpo. Aprii gli occhi e sudando caldo e freddo, mi resi conto di essere stato in un
altro luogo, al di fuori della prigione del mio corpo. Mi sentivo come in paradiso,
ero sicuro di essere diventato il vento. Mi gettai a terra e glorificai Dio - la Fonte,
la Forza, la Causa prima, il Vento. Non dimenticherò mai quello splendido
momento in cui diventai la grazia, la bellezza e la spumeggiante vita del vento.
Compresi che ciò che mi aveva permesso di diventare il mio ideale era la mia
totale determinazione e la mia capacità a trattenere sempre chiara nel pensiero la
visione di ciò che volevo diventare.
La sera successiva mi sedetti di nuovo sulla mia roccia, esuberante di gioia
contemplai il vento e diventai…. nulla. Tentai e ritentai. Sapevo che
quell’esperienza non era semplice immaginazione perché avevo veramente
guardato da un’altra prospettiva. Sapevo di essere stato nell’aria come una
colomba o un falco ed avevo visto il mio povero sé sotto di me.
Null’altro volevo. Null’altro desideravo, tranne che diventare di nuovo questa
libertà. Ma nonostante i miei sforzi e le mie fatiche (e nonostante le mie
imprecazioni), non mi mossi dal mio posto. Rimasi li dov’ero.

PASSARONO DUE ANNI, secondo il vostro calcolo del tempo, prima che
ritornassi vento. Questa volta non accadde mentre osservavo il vento, bensì
mentre mi stavo abbandonando al sonno.
Prima di coricarmi. avevo glorificato la Fonte, il sole, la luna, le stelle, la
polvere color zafferano, il dolce profumo del gelsomino - tutto ciò avevo
glorificato! Ed appena chiusi gli occhi, mi ritrovai ad essere di nuovo il vento su
nel cielo.
Col tempo perfezionai la mia capacità di lasciare il corpo. Ma fu grazie a un
preciso fatto che capii come potevo anche raggiungere altri luoghi. Un giorno
accadde che uno dei miei uomini si trovò in una situazione estremamente
pericolosa. Era caduto da cavallo ed era rimasto impigliato con un piede nella
staffa. Nel momento in cui rivolsi il mio pensiero a lui, io ero con lui, e gli liberai il
piede. Stavo sopra di lui e gli augurai ogni bene, ma egli pensò che io fossi un
sogno.
Dopo quell’episodio imparai a viaggiare nello spazio di un attimo, perché
avevo capito che ovunque fosse il pensiero, lì era anche il pensante. E come
cambiai il mio modo di conquistare? Ero un avversario tremendo perché
conoscevo i pensieri dei miei nemici e potevo batterli in astuzia! Non mi serviva
più rovesciare i regni, aspettavo che cadessero da soli. Per molti anni feci viaggi
col pensiero in altri regni e presso altri esseri Visitai civiltà nel momento del loro
sorgere e forme di vita mai viste.

Lentamente, nel corso di molti anni, quando il pensiero di diventare il mio
ideale divenne la fondamentale forza di vita nel mio corpo, la mia anima cambiò
gradualmente la programmazione nella struttura delle cellule per elevarne la
frequenza di vibrazione. Così forte era il mio desiderio! Quanto più mi identificavo
con il vento, tanto più questo stato d’animo penetrava in tutta la mia struttura
fisica, fino a farmi diventare sempre più leggero. La gente, vedendomi, diceva:
‘Che bagliore attorno al nostro maestro!” Ed era vero! Il mio corpo vibrava ad
una frequenza più alta - era passato dalla frequenza della materia a quella della
luce.

RAMTHA

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RILASSATI E ASCOLTA


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Tratto dall'album E GIA' (1982) Numero Uno

sabato 19 marzo 2016

LA PROVA DEL SILENZIO



"... La guerra più terribile contro se stesso si svolge sempre in silenzio. Se saprai stare in un silenzio assoluto, senza scappare, senza contare i minuti, hai superato la prova.
Non è forte colui che mena i colpi. E' forte colui che tace. E' forte interiormente, ha raccolto tutte le sue forze ed è pronto a tutto. E' pronto, ma non varca la soglia.
In tutti i tempi i guerrieri venivano temprati con il silenzio. Con la solitudine."


http://www.aum.news/…/506-vyderzhish-ispytanie-tishinoj-vyd…
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venerdì 18 marzo 2016

Il possesso nel rapporto di coppia


Nel rapporto di coppia il possesso è direttamente proporzionale alla distanza fra i due individui. In quanto macchine biologiche che provano paura di morire, vogliamo possedere ciò che percepiamo come esterno alla nostra coscienza e che ci attira. Unicamente ciò che sentiamo esterno a noi – e che temiamo si possa allontanare sempre di più – scatena il nostro atavico senso del possesso. Il possesso è un tentativo – disperato, ossia letteralmente “privo di speranza” – di controllare qualcosa o qualcuno che percepiamo come sfuggente.



Il possesso è dunque intimamente connesso con la paura. Possediamo la nostra automobile perché abbiamo paura che venga danneggiata o rubata. Possediamo il nostro partner perché abbiamo paura che si allontani. Più lui cerca di avere una vita sua e più noi proviamo una sofferenza dovuta al tentativo di possedere qualcuno che non può essere posseduto. Un essere illuminato utilizza l’automobile – a meno che non siate Ramana Maharshi, che ha trascorso la vita in eremitaggio! – e si innamora di un'altra persona fino a voler costruire un rapporto di coppia, esattamente come chiunque altro, ma con un’unica sottile/enorme differenza: sente con chiarezza che non può possedere niente e nessuno. Questo “particolare” gli evita la sofferenza sia durante il rapporto che dopo. Un essere illuminato percepisce le cose e le persone all’interno della sua coscienza, per cui sente con indubitabile certezza che sia l’automobile che il partner in realtà non possono andare da nessuna parte.


L’uomo comune crede che le persone e le cose diventino sue nel momento in cui stabilisce un accordo (“Adesso siamo fidanzati”) o firma un contratto di matrimonio o di acquisto di un bene. Il punto è che nessun accordo e nessun contratto possono darci la garanzia che partner e automobile non verranno mai rubati (e talvolta vengono pure rubati insieme!). Gli esseri illuminati sanno che le automobili e i fidanzati ci vengono dati in prestito dalla vita. Per esempio, il denaro non possiede alcun valore di per sé, ma solo in quanto lo riceviamo in prestito per realizzare degli obiettivi. In prestito... perché niente di ciò che può essere rubato può dirsi veramente nostro. Solo il Sé è nostro, perché lo siamo.



L’evidenza ci dice che niente dura per sempre e un giorno – che sia fra una settimana o al termine della nostra vita – dovremo restituire tutto, perché dall’altra parte non si porta via niente, non esistono né bagaglio a mano né bagaglio da stivare. Non solo gli oggetti e le persone che sembrano esterni a noi, ma persino la macchina biologica stessa andrà restituita e anche quell’ultimo possesso verrà inesorabilmente frustrato.


Come dicevo all’inizio, la forza del possesso è direttamente proporzionale alla distanza percepita rispetto all’oggetto. Se, a causa dell’illuminazione, questa distanza si riduce a zero, perché percepiamo che tutto è dentro di noi, allora anche la sofferenza dovuta al possesso si annulla. A questo punto possiamo fare un ulteriore passo avanti: il dolore della perdita – che viene preceduto da anni di sofferenza dovuti alla paura della perdita – è direttamente proporzionale alla mancanza d’amore. In altre parole, tento di possedere il mio partner nella misura in cui non lo amo. Un amore sublime, dove le due anime si fondono, mi permette di unirmi totalmente all’altro e sentire che non è mai separato da me. Divenire “sposi in Cristo” significa proprio questo. Ma quando entro in questo stato di coscienza, guarda caso... l’altro non ci pensa nemmeno ad allontanarsi da me, perché è raro trovare qualcuno che non vuole possederti.


Se la sua coscienza entra a far parte della mia coscienza non ci sono più né distanza né possesso. L’amore diventa vero amore e la paura cessa di manifestarsi e interferire. Allora ci si gode il “senso di appartenenza”: io mi sento tuo e tu ti senti mia, purtuttavia non ci possediamo. È magnifico. Una coppia dove uno è pronto a perdere l’altro in qualunque momento è in verità una coppia solidissima.



Se invece, come accade nella quasi totalità dei casi, l’amore è in realtà fondato su desiderio sessuale e legami passionali astrali, il possesso si stabilisce in maniera energica. Dopo il primo bacio vivo già nella paura che possa non chiamarmi più e nel desiderio astrale che mi richiami al più presto. Divento irrequieto nell’attesa dei suoi messaggi. Lo voglio sempre vicino a me perché lo sento esterno e fuggevole, quindi, inconsciamente, lo voglio controllare; esattamente come parcheggiare la macchina sotto la finestra di casa per poterla vigilare meglio. Quando mi lascia è un disastro: vado in depressione, soffro e lotto con tutte le mie forze affinché lui cambi idea; perché è come se improvvisamente mi mancasse un pezzo. Nei casi più estremi sono disposto a umiliarmi o a scadere nella violenza. Questi, che di norma vengono interpretati come segnali d’un grande amore, sono in realtà i segni evidenti che nel rapporto si erano stabiliti morbosi legami astrali dovuti a ferite emotive.


L’amore – se c’è stato – si è manifestato nei momenti in cui lo sguardo di uno si è perso in quello dell’altro fino ad accendere la fiamma dell’anima. La fiamma dell’anima, da non confondere con quella della passione. Sono momenti rari. Si naviga per vite e vite alla ricerca di momenti d’amore autentico. Sudare freddo mentre si scrive un messaggio disperato sul cellulare... non fa più parte dell’amore.


Consiglio del giorno: illuminatevi.


Salvatore Brizzi
(occupazione: domatore di fiumi)







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domenica 13 marzo 2016

IL FANTASMA


Non puoi cercare l'Amore.
Non puoi cercare la Pace.
Non puoi cercare il Silenzio.

Un fantasma personale blatera nella testa continuando a proporre storie, paragoni, alibi, giudizi, differenze, speranze...


Quel fantasma stesso che credi ti guidi e ti concluda, è esso stesso alibi, giudizio, differenza, speranza...
Non è altro che un'ombra inconsistente fatto di pensiero e linguaggio.
Come ogni altra cosa, appare...non ne sei separato.
Ma il senso di separazione dal "resto" della vita, è totalmente irreale.

L'Amore che quel fantasma separato cerca, lo Sei.
La Pace che quel fantasma conflittuale spera, lo Sei.
Il Silenzio che quel fantasma rumoroso immagina, lo Sei.

Non sono tre stati distinti.
Non sono "stati" da raggiungere.
Non sono nulla di ciò che il fantasma immagina e anela.

Quel fantasma è il mendicante chiacchierone di un incanto chiamato "la mia storia".

Ciò che Sei non è descrivibile, riconducibile o esauribile da nessuna storia.

Tutto ciò che appare ora, esattamente così com'è, perfettamente vitale e integrato in se stesso, sta urlando il suo Silenzio, limitando apparentemente la sua Infinità, lottando la sua Pacificazione.

Inesauribile Vita che pulsa e che non ti appartiene.
Sei questa Vita.
Sei il fiore che sboccia e la quieta rana che gracida alla luna.
Senza principio, senza fine.
Senza storie o parole.
Senza divisioni o gerarchie.

Persino quel fantasma e' una divagazione della Vita sconfina che Sei.
Una sua nota d'Amore in questa partitura senza direttore, autore, esecutore o scopo.

Sei il miracolo che accade ignoto a se stesso.
Sei la fonte di queste stesse magre parole.
Sei libertà in azione fuori da qualsivoglia concetto.
Sei il concetto medesimo che sorge.
Sei tutto ciò che non puoi non essere.

Da sempre libero.
Da sempre infinito.



Antonio Perrotta

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NON LEGGETE LE PROFEZIE. E VI SPIEGO PERCHE’.



di Aygul Agapia

“La nostra parte dormiente ha paura. La nostra parte dormiente vuole i pronostici per il futuro.
Non è possibile predire il futuro, lo si può solo creare.
Io non leggo le previsioni, i channeling, non mi interessano “i corridoi delle eclissi”... insomma, nessuna profezia mi interessa.
E’ da tempo che, con fatica, mi sto costruendo l’Eterno Futuro e ho già convinto della mia scelta un certo numero di persone.
Si tratta di una Scelta, e se non la confermo ogni giorno, rischio di ripiombare in una versione del futuro lontana e per nulla serena.


La Scelta funziona al 100%. Quando, ridestandomi dal sonno, mi ricordo e mi dico “sono in ottima forma fisica!”, il corpo reagisce all’istante, e mi sento subito bene, Il dolore se ne va, arriva la leggerezza e l’ispirazione. E quando m’addormento, il mondo “reale” mi preme con tutto il suo peso.
E’ un’arte: creare il proprio futuro. Futuro prossimo, che ci sarà tra 2 ore, o lontano (tra 5,30, 200 ore), o quello eterno.

Non si deve cedere ai luoghi comuni o ai cliché.
La coscienza collettiva è ancora in letargo e adopera i vecchi meccanismi, schemi, leggi. E’ importante scegliere, una volta e per sempre: “Che cosa voglio io?” Scegliete e fatelo! Il modo per creare il futuro è semplicissimo, così semplice da non essere mai usato, nemmeno da chi lo sa.
Vedetevi gioiosi, beati.
Vedetevi a colori, sentite il volume, provate le emozioni.
Vedetevi così tra due ore...in futuro, in certe concrete situazioni già programmate, e anche in un futuro lontano.
In quel secondo, non appena vi visualizzate Gioiosi, tutte le parti della vostra Coscienza si attiveranno e invieranno la vostra attenzione in quella realtà lontana che da voi è stata SCELTA, creando un collegamento con essa. All’istante!
Se lo farete regolarmente, non avrete scelta, inizierete a camminare per i campi di una realtà creativa e felice..

Non leggete le previsioni e le profezie. Oppure ricordatevi che colui che le scrive, lo sta facendo in base al suo concetto della realtà, al suo grado di sviluppo della coscienza, o in base alla propria scelta (costruttiva o distruttuva).
Leggendo, sentite se vorreste andare in quella realtà, nella quale l’autore vi invita di andare, pensate: “forse non si deve seguire, forse è meglio creare da soli?"
Io ho scelto.
Gli schemi, i limiti, i cliché largamente condivisi non fanno per me. Io credo solo agli Immortali, a coloro che hanno da dire la loro, invece di seguire ..."


Advanced Mind Institute Italia
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sabato 12 marzo 2016

Fallo, adesso.


Fallo.
Indossa quel vestito
troppo stretto.
Sciogli i capelli.
Alzati e balla.
Trova ragioni per ridere.
Fai l'amore.
Crea qualcosa di bello.
Parla.
Riconosci il tuo valore.
Non scusarti più per la tua
magia e smetti di nascondere
la tua luce.




Amati.
Perdonati.
Fai spazio all'imprevisto.
Smetti di aspettare il momento giusto, fallo ora.
Ignora quello che la gente pensa di te.

Perchè alla fine sarai tu a dover rispondere
per tutte le cose che non hai detto, le persone che non hai amato, 

le cose che non hai fatto ed i luoghi dove non sei andato.
Fallo, adesso.


- Brooke Hampton

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12 frasi di Deepak Chopra per riscoprire autenticamente te stesso



Ecco 12 frasi di Deepak Chopra per riscoprire autenticamente te stesso:


#1 Tutti i grandi cambiamenti sono preceduti dal caos.

Se ora ti senti confuso, demoralizzato o triste non ti preoccupare.
È solo il modo in cui la vita ti sta preparando ad una grande cambiamento.
Sei al sicuro. Accetta il fluire delle cose.
Come diceva Nietzsche : “Solo dal caos può nascere una stella danzante.“


#2 Devi trovare quel luogo dentro di te dove niente è impossibile.

Quel luogo è la tua pura essenza. È la tua anima che racchiude ogni sogno.
Ascoltala. Riscoprila e lasciala brillare.
Nulla è impossibile, credile, ti sta sussurrando la verità.


#3 Sii felice senza motivo, come un bambino.

Se sei felice per una ragione, sei nei guai, perché questa può esserti portata via in qualsiasi momento.

La felicità non è un obiettivo, un traguardo, una persona, una cosa.
La vera, autentica felicità è sempre dentro di te.
Non permettere mai, a niente e nessuno di portarti via il sorriso.


#4 Apprezza la vita. E’ dalla sua silenziosa accettazione che arriva l’energia.

Ringrazia. Ringrazia come prima cosa della tua giornata.
Semplicemente perchè ci sei e hai l’immenso dono di godere della vita in tutte le sue sfumature.
Ora senti quella potentissima energia crescere in te?


#5 Ogni decisione che prendo è una scelta tra un rimpianto e un miracolo.

Io abbandono qualunque rimpianto e scelgo sempre i miracoli.

E tu cosa scegli oggi?
Non dimenticare :


Il guerriero della luce crede.
Poiché crede nei miracoli, i miracoli cominciano ad accadere.
-Paulo Coehlo


#6 Non farti imprigionare mai dai ruoli che ti hanno (o che ti sei) dato: figlio, fratello, sorella, maschio o femmina, medico, avvocato, prete.

Cerca di essere fedele solo a te stesso.

Non è mai un ruolo a definirti se non sei tu a permetterglielo.
Concediti la libertà di essere autenticamente te stesso, oltre ogni etichetta.


#7 Metti da parte l’egoismo e i ricordi negativi che ti allontanano dagli altri.

Cerca di dimenticare le vecchie immagini.
Svegliati ogni giorno e guarda tutto e tutti in maniera nuova.

Hai presente quando un bambino vede il mare o la neve per la prima volta?
Svegliati e guarda il mondo con gli stessi occhi.
Ti sorprenderà.
Non c’è motivo per portare sulle spalle il pesante fardello di un passato..passato.


#8 Finche’ avrai paura, non potrai amare veramente.

L’amore dev’essere scoperto, liberato dagli starti di paura, ira ed egoismo che lo incrostano.

e continua.. “Dedica un po’ di tempo, ogni giorno, alla conoscenza di te stesso. Fermati ed osserva il contenuto della tua mente. Sebbene molto semplice, questo e’ uno dei passi piu’ potenti verso il cambiamento. “


#9 Sii paziente con te stesso: il bene o il male lottano dentro di te, e ci vuole tempo per ritrovare la propria unita’.

Non ti criticare troppo, anzi, celebra ogni minuscolo passo verso la tua autenticità.
Come faresti con un bimbo che per imparare a camminare cade e si rialza un milione di volte.
Sii paziente, ce la farai.


#10 Per fare le scelte giuste nella vita devi entrare in contatto con la tua anima.

E ancora.. “Per fare questo è necessario sperimentare la solitudine, e la maggior parte delle persone ne hanno paura.
Perchè è solo nel silenzio che sentirai la verità e troverai le soluzioni.”

Fai un respiro e ascolta il tuo corpo e il battito del tuo cuore.
La meditazione è la via maestra per ascoltare la tua anima e riscoprire te stesso.


#11 Quando cominci a lasciare andare perdi molte cose del passato, ma ritrovi te stesso.

Fai spazio dentro di te. Permetti alla tua luce di riempirti e di aprire le porte al nuovo.


#12 Ogni giorno sarai tentato di reagire nello stesso vecchio modo di sempre.

Chiediti allora se vuoi essere un prigioniero del tuo passato o il creatore del tuo futuro.

Ogni singolo giorno. Oserei dire ogni minuto della tua vita.

La scelta è solo la tua. Se vuoi rimanere intrappolato nel passato, fai le stesse cose e non prestare alcuna attenzione ai tuoi modi automatici di reagire e ai trucchetti che la paura usa per non farti scoprire il miracolo che puoi essere.

Oppure scegli, scegli il tuo vero te stesso e comincia da questo istante a creare il tuo futuro.

Prigioniero o creatore. Cosa scegli?




Ogni volta che fai una scelta, cambi il tuo futuro.

-Deepak Chopra


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venerdì 11 marzo 2016

L’uomo che sputò in faccia al Buddha







Il Buddha era seduto sotto un albero a parlare ai suoi discepoli. Arrivò un uomo e gli sputò in faccia. Egli si asciugò, e chiese all’uomo, “E poi? Cosa vuoi dire dopo?” L’uomo era un po’ perplesso perché non si aspettava che, dopo aver sputato sul volto di qualcuno, gli si chiedesse: “E poi?”

Non era mai successo in suo passato. Aveva insultato persone e loro si erano arrabbiati, avevano reagito. Ma Buddha non è come gli altri, non si è arrabbiato, né in alcun modo offeso. Ma ha detto semplicemente: “E poi?” Non c’è stata alcuna reazione da parte sua.

I discepoli del Buddha si arrabbiarono, reagirono. Il suo discepolo più vicino, Ananda, disse, “Questo è troppo, e non possiamo lo tollerare. Deve essere punito per questo. In caso contrario tutti potranno iniziare a fare cose come questa.”

Buddha disse: “Tu taci. Non mi ha offeso, ma sei tu ad offendermi. Lui è nuovo, un estraneo. Deve aver sentito dalla gente qualcosa di me, che questo uomo è un ateo, un uomo pericoloso che sta gettando la gente fuori dal loro sentiero, un rivoluzionario, un corruttore. E in lui potrebbe essersi formata una qualche idea, un concetto di me. Egli non ha sputato su di me, lui ha sputato sulla sua nozione. Ha sputato sulla sua idea di me, perché lui non mi conosce affatto, così come può sputare su di me?”

“Se ci pensi profondamente” Buddha disse “ha sputato sulla propria mente. Io non sono che parte di lui, e posso vedere che questo povero uomo deve avere qualcos’altro da dire perché questo è un modo di dire qualcosa.

Sputare è un modo di dire qualcosa. Ci sono momenti in cui senti che il linguaggio è impotente: nell’amore profondo, nella rabbia intensa, nell’odio, in preghiera. Ci sono momenti intensi in cui il linguaggio è impotente. Poi si deve fare qualcosa. Quando si è arrabbiati, profondamente arrabbiati, si colpisce la persona, ti sputano addosso, lui sta dicendo qualcosa. Lo posso capire. Deve avere qualcosa di più da dire, è per questo che sto chiedendo, “E poi?”

L’uomo era ancora più perplesso! E Buddha disse ai suoi discepoli: “Sono più offeso da voi perché voi mi conoscete, e avete vissuto per anni con me e ancora reagite.”

Perplesso, confuso, l’uomo tornò a casa. Non riuscì a dormire per tutta la notte. Quando vedi un Buddha, è difficile, impossibile dormire nello stesso modo in cui dormivi prima. Più e più volte era ossessionato da questa esperienza. Non riusciva a spiegare a se stesso, quello che era successo. Egli era tutto tremante e sudato. Non aveva mai incontrato un uomo così, lui aveva mandato in frantumi la sua mente e il suo intero modello, tutto il suo passato.

La mattina dopo era di nuovo lì. Si gettò ai piedi di Buddha. Buddha gli chiese ancora: “E poi?” Anche questo è un modo per dire qualcosa che non si può dire con il linguaggio. Quando arrivi e tocchi i miei piedi, stai dicendo qualcosa che non si può dire, perchè tutte le parole diventano un po’strette. Buddha disse: “Guarda, Ananda, questo uomo è di nuovo qui, sta dicendo qualcosa. Questo uomo è un uomo di profonde emozioni”.

L’uomo guardò il Buddha e disse: “Perdonami per quello che ho fatto ieri”.

Buddha disse: “Perdonarti? Ma io non sono lo stesso uomo a cui hai fatto qualcosa. Il Gange continua a scorrere, non è mai il Gange di prima. Ogni uomo è un fiume. L’uomo che sputa non è più qui. Non vedo proprio nessuno come lui, ed io non sono la stessa cosa, tanto è successo in queste 24 ore! Il fiume ha scorso così tanto. Quindi non posso perdonarti perché non ho nessun rancore contro di te. ”

“E anche tu sei nuovo. Vedo che non sei lo stesso uomo che è venuto ieri, perché quell’uomo era arrabbiato e lui ora, si sta chinando ai miei piedi, tocca i miei piedi. Come può essere lo stesso uomo? Tu non sei lo stesso uomo, quindi cerchiamo di non pensarci più. Queste due persone, l’uomo che ha sputato e l’uomo su cui sputare, entrambi non sono più. Vieni più vicino. Parliamo di qualcos’altro.”
http://www.rivelazioni.com/youtube/uomo-che-sputo-in-faccia-al-buddha/
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4 METODI per trasformare lo strato del nostro mondo

Dunque, abbiamo in mano quattro metodi grazie ai quali ci diventa possibile trasformare lo strato del nostro mondo: il file di configurazione, il raggio dell’attenzione, il proiettore e il boomerang.

 Il file  di configurazione vi servirà inizialmente per mettere in ordine i vostri pensieri. In seguito, da una parte, con il raggio sottile della vostra intenzione dovrete filtrare solo il buono da tutto ciò che capiterà nello strato del vostro mondo; dall’altra parte dovrete trasmettere intenzionalmente nella realtà che vi circonda tutto ciò che ancora non avete, ma che vorreste vedere realizzato.
Dovrete diventare al contempo riflettore e proiettore. Sono i primi passi della vostra meravigliosa metamorfosi da ricevitore a trasmettitore.

Vedrete che, facendo seguito alla vostra trasformazione, nella vostra realtà si produrranno
cambiamenti qualitativi.


􀁕 Il file di configurazione compie una funzione importante: ordina e chiarisce i pensieri, i desideri e gli scopi.

􀁕 Guardate al mondo attraverso il prisma della configurazione che vi siete dati.

􀁕 Fissate il raggio dell’attenzione sulle cose che vi soddisfano e vi piacciono, facendolo deviare da ciò che vi suscita irritazione e disturbo.

􀁕 Dichiarate le vostre forme-pensiero in ogni momento possibile, specialmente quando trovate conferma di esse.

􀁕 La pellicola che gira nel vostro proiettore virtuale è il film che vedrete nella realtà.

􀁕 Le forme-pensiero vanno trasmesse sistematicamente.

􀁕 Le forme-pensiero scritte acquistano una forza aggiuntiva.

􀁕 Il principio del boomerang è il seguente: se non volete vedere nel riflesso ostilità, aggressività, critica, dissenso, non inviate al mondo le immagini corrispondenti.

Vadim Zeland


IL FILE DI CONFIGURAZIONE
Prendete un foglietto di
carta e scrivete le vostre forme-pensiero, ovvero un ritratto sintetico
del mondo che vi circonda e del vostro posto in esso, un testo
di poche frasi che descriva come vi piacerebbe vedere tutto ciò.

IL RAGGIO DELL'ATTENZIONE
Qualsiasi cosa stia succedendo lì dentro, dovrete
fissare il raggio della vostra attenzione solo su ciò che vi soddisfa e
vi piace, e, al tempo stesso, dovrete sforzarvi di allontanare questo
raggio da quei fenomeni che vi irritano o vi disturbano
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IL PRIOIETTORE
prendete “la pellicola” che vi interessa, la inserite nel vostro proiettore
e lì la fate girare in modo sistematico e continuo. 

http://faregruppo.blogspot.it/2016/03/il-proiettore.html


Il BOOMERANG
Per contro, è evidente che, dal punto di vista pratico, lanciare
un boomerang negativo contro qualcuno è poco conveniente.
Perché non lasciare in giro fiori al posto di disseminare schifezze?
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giovedì 10 marzo 2016

Non cercare la gioia e la serenità al di fuori di te

“Non cercare la gioia e la serenità al di fuori di te. Qualsiasi cosa che trovi fuori ti farà dipendere da ciò che non sei tu. Però puoi trovare qualcosa, puoi ispirarti, puoi metterlo dentro di te, facendo diventare interna l’immagine esterna.La gioia e la serenità non sempre le trovi dentro di te; se ci fosse lì da sempre, non ci sarebbero problemi.
La gioia e la serenità le devi FAR CRESCERE dentro di te. Per farlo non serve nessuno, tranne te stesso, e non serve tempo, solo adesso.
Pianta i semi dentro e abbine cura. Osservali, proteggili.
Puoi pensare che il tuo giardino recente sia molto più basso del parco del vicino, con querce secolari.. ma per quanto tu sgridi il giardino, non comincerà a crescere più in fretta. Potrebbe crescere più in fretta se gli dai dei concimi e lo ammiri.
Custodiscilo, osservalo, amalo, e non ti farà aspettare. Vedrai. L’avevo verificato."
(Aglaya Dateshidze)

Advanced Mind Institute Italia




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mercoledì 9 marzo 2016

senza forma



“Senti il vento. Lo senti. Non sai da dove viene e dove va.”
Questo è ciò che siamo, senza forma, senza contenuto.
Silenzio , luce che si riflette e crea forme danzanti.
Noi siamo la vita dietro ogni forma che chiamiamo Francesco, Luisa, Carlo.
Questa è bellezza, questa è magia.
Essere nessuno, essere nulla. Il nulla non nasce e non muore mai.
E’ il cielo vuoto dietro le stelle. Le stelle vanno e vengono. Il cielo rimane.
Senza cielo non ci sarebbero le stelle.
Riesci per un attimo a sentirti cielo? A sentirti spazio, presenza?
Tu sei vita e il testimone della vita allo stesso tempo.
Se riesci a sentirlo anche solo prima della fine di questa frase
Non avrai bisogno di nient’altro e conoscerai te stesso per quello che sei.
Ritorna qui, dimora qui più che puoi.


Francesco Giacovazzo


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lunedì 7 marzo 2016

SE AVRETE FORTUNA E SE SARA’ IL MOMENTO GIUSTO...

Se avrete fortuna, rimarrete soli. Soli davvero, quando non ci sarà nessuno accanto e dovrete appoggiarvi a terra e a voi stessi.
Se avrete fortuna e se sarà il momento giusto, la vita vi darà un colpo per spaccarvi come una noce ed estrarre il nocciolo.
Se avrete fortuna e se sarà il momento giusto, vi farà male. Molto male. Il dolore vi farà morire e poi aiuterà di rinascere da dentro.
Se avrete fortuna, piangerete. E con queste lacrime verrà la liberazione, e poi la vita vera.
Se avrete fortuna, sarete vulnerabili e non potrete nasconderlo. E capirete allora chi starà con voi e chi no.
Se avrete fortuna, non saprete le risposte alle domande, e dovrete inventarvi le risposte da soli.
Se avrete fortuna, sarete delusi dalle persone, dalle idee, dai guru e dai maghi. E dopo potrete vedere il mondo reale.
Se avrete fortuna e se sarà il momento giusto, non avrete nessuno a chi chiedere il consiglio. E dovrete cercare una bussola interiore.
Se avrete fortuna e se sarà il momento giusto, starete così male che vorrete fare qualcosa, o, semplicemente dovrete rilassarvi per permettere al mondo di fare qualcosa a voi.
Se avrete fortuna, vi perderete, vi ingannerete, sarete traditi e quasi schiacciati. E questo “quasi” si rivelerà sulla faccia con le rughe della saggezza.
Se avrete fortuna, avrete molti soldi e capirete la profondità della disperazione, dopo aver capito che non portano la felicità.
Se avrete fortuna, non tutti vi ameranno, e dovrete rivedere i vostri valori, e perderete la voglia di piacere a tutti.
Se avrete fortuna, una persona intima vi volterà le spalle. Conoscerete il valore dei momenti della felicità.
Se avrete fortuna, guarderete in faccia una persona amata e sentirete uno spazio vibrante che separa due universi che si toccano appena.
Se avrete fortuna, resisterete a tutto ciò. Troverete il modo di trasformarvi. Sperimenterete quell’alchimia interiore che crea bellezza dal dolore, pazienza dalla cattiveria, risultati dalla paura.


Se avrete fortuna e se sarà il momento giusto.

“ Собиратель Звезд”.

Olga Samarina 
LA RADIONICA ESOTERICO-SCIENTIFICA RUSSA
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COORDINAZIONE DELL'INTENZIONE

Noi non abbiamo bisogno di creare la realtà in cui vogliamo vivere, esiste già! Dobbiamo "solo" permettere al mondo di manifestarla e questo lo possiamo realizzare sintonizzandoci sulla linea di vita che ci corrisponde di più, attraverso la vibrazione dei nostri pensieri e delle nostre emozioni.

Al di là delle tecniche utili a metterci in risonanza con ciò che vogliamo vedersi concretizzare (visualizzazione del nostro obiettivo immedesimandoci nelle emozioni ad esso collegate, visualizzazione del processo per raggiungerlo tappa dopo tappa, affermazioni positive inerenti il nostro fine, ecc...) esiste un principio straordinario per far sì che la nostra vita si allinei sempre di più in una corrente di positività....



segue su
http://faregruppo.blogspot.it/2016/03/coordinazione-dellintenzione.html



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domenica 6 marzo 2016

IL MONDO SPECULARE


Se un uomo è convinto che in questo mondo tutto il meglio sia già stato venduto, finirà davvero per trovarsi di fronte solo a ripiani vuoti; se pensa che per avere una buona merce debba fare una lunga fila e pagare caro, avverrà così sicuramente; se le sue aspettative sono pessimistiche e intrise di dubbi, esse si giustificheranno immancabilmente; se si aspetta di scontrarsi con un ambiente ostile, i suoi presentimenti si realizzeranno senz’altro. D’altra parte, però, gli basterà solo farsi pervadere dal pensiero innocente che il mondo gli ha messo da parte tutto il meglio che c’è, per constatare che anche questa posizione funziona.  Può succedere così che un grullo spensierato, ignaro che nella vita tutto si ottenga con gran fatica, trovandosi un giorno a passare per caso vicino a un negozio appena aperto e appena rifornito di merce, quasi apposta per lui, venga riempito di beni perché quel giorno il primo cliente avrà tutto gratis. E intanto, dietro di lui, si è già formata una lunga fila, composta da gente convinta che le realtà quotidiane siano molto più dure e i grulli abbiano semplicemente fortuna.

La vita è un gioco in cui il mondo pone sempre ai suoi abitanti la stessa domanda: «Ebbene, ditemi un po’, come sono io?». E ognuno risponde a seconda delle sue rappresentazioni: “sei aggressivo”, oppure “sei confortevole”, o “sei allegro, cupo, amichevole, ostile, felice, sventurato”. E la cosa interessante è che in questa lotteria vincono tutti! Il mondo è d’accordo con tutti e davanti a ognuno si presenta nella veste da lui ordinata. Ma se il grullo spensierato di cui si diceva sopra, un giorno baciato in fronte dalla fortuna, cambiasse il suo modo di rapportarsi al mondo in forza di uno scontro con le dure “situazioni” del quotidiano, la sua realtà cambierebbe di conseguenza:
da primo della fila rischierebbe di esserne sbattuto alla fine. Ecco quindi come l’uomo, con l’immagine dei suoi pensieri, forma lo strato del suo mondo.

Vadim Zaland

http://faregruppo.blogspot.it/2016/03/il-mondo-speculare.html

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venerdì 4 marzo 2016

APPUNTI DI ANTAR

Nel passato e nel futuro , non c'è vita.

E' bello perdersi.. ed è bellissimo ritrovarsi.

Oltre il sogno , c é la Realta' ! 

Tutto mi guida verso la gioia suprema
ogni situazione , ogni evento, ogni respiro, ogni relazione ogni abbandono, ogni vita ed ogni morte

Tutto sara' rimosso, cancellato. Alla fine del viaggio restera' solo pura consapevolezza

Caro amico conosco il tuo dolore, sento il tuo dolore , soffro del tuo dolore

Non chiamare demone cio' che è dentro di te e  che non ti piace , chiamalo amore

Non combattere il tuo lato ombra, ma accettalo e che sia il benvenuto e benvoluto

Non giudicare ... osserva

Io con me stesso, tu con te stessa, siamo cosi' uniti nel profondo, come in un dolce abbraccio

Abbiamo tutti un solo destino ... gioia suprema

Dimentica cio' che é falso e ricorda cio' che é Reale

In verita'... non c'è nulla da dire ..

Ivano V Antar Raja


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La Via del Ritorno... a Casa

giovedì 3 marzo 2016

L’IGIENE DELLA COSCIENZA

...In questo mondo non ci sono persone cattive, semplicemente non esiste l’igiene della coscienza. Incredibile, ma nel XXI secolo ci sono delle persone che credono che le malattie de corpo, i problemi della vita e la spazzatura nella coscienza siano tre cose differenti mai collegate tra di loro. Gente istruita, colta.

... Esiste una numero minimo delle abitudini igieniche per la coscienza. Come la capacità di trattare e trattenere l’invidia, il rancore, la gelosia, la delusione, l’odio, la rabbia, le dipendenze: senza queste capacità qualsiasi coscienza prima o dopo diventa una discarica; invece di pulire un rapporto, la gente cerca di buttarlo via ed iniziare uno nuovo, pulito. Ma la spazzatura generata dal vecchio rapporto non sparisce.
Una volta eravamo in tre con un noto Maestro e sua moglie. Mi era simpatica sua moglie, ed io lo ero a lei. Gli chiesi, per scherzo: “Non temi che succeda qualcosa, tra di noi?”
“Elaborerò la mia gelosia”, rispose lui. Ecco una persona che gestisce la sua coscienza. Non disse: “Ti considererei un bastardo” o “la ammazzo”; disse “lavorerò sulla mi coscienza”. Non a caso, lui è un Maestro. “Guarisci tu e in migliaia guariranno”.

... E’ un mistero perché il mondo civilizzato non ama l’igiene mentale...La mia versione è questa: ha tanta paura di perdere qualcosa, anche se vecchio e morto; come quegli anziani che più temono la morte più difficilmente si separano dalle cose inutili”. Un lavoro valido con la coscienza implica una trasformazione e una piccola perdita. Una cultura che teme la morte trattiene le scorie perdendo di vista il presente. Ma la morte è una grandissima donna delle pulizie; raccoglie tutto.

... La spazzatura che ha lasciato la coscienza non sparisce. Si accumula nella biosfera. Il mondo civilizzato non ci crede, ma è così: le energie espulse si trasformano nelle malattie, o inquinano lo spazio comune e chiunque può imbattersi in queste energie: se non è capace di controllare l’igiene della propria coscienza”.

Dr. Vjacheslav Gusev.



Advanced Mind Institute Italia
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LA SFERA DELLA COSCIENZA SUPERIORE.



Questa tecnica serve per:
- calmarsi
- armonizzare la coscienza
- rimuovere il dialogo interiore.


La sfera è la forma più armonica dell'universo. Immaginiamo una luminosa sfera di colore bianco, sopra la testa, a distanza di un braccio teso.
Spostiamo lassù la coscienza.
Spostando la coscienza dal corpo fisico "lassù", spostiamo anche i nostri pensieri in una fonte divina e ci identifichiamo con essa. In alcune dottrine questo centro si chiama Sahasradala (da non confondere con il chakra Sahasrara!)

Questa sfera è il nostro armonizzatore e la protezione della coscienza dalle irruzioni da fuori. Mandiamoci ogni pensiero lasciando la testa libera (specialmente durante la meditazione!). Con questo non ci separiamo dal divino; al contrario, ci sentiamo la continuazione del divino nella materia.
Note:
- La durata della permanenza della nostra coscienza nella sfera potrebbe indicare il grado della consapevolezza. la pratica aiuta anche a concentrarsi meglio.
- Provate a circondare anche il corpo da una brillante sfera bianca o dorata per proteggerlo dalle energie di bassa frequenza. Questa bolla sosterrà/rafforzerà anche la sfera sopra la testa.


Advanced Mind Institute Italia
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mercoledì 2 marzo 2016

Pensiero positivo... e altre minchiate

Sostiene Draco Daatson che non è importante il significato del trauma né la sua antica causa, bensì solo il fatto che nel presente (che è tutto ciò che esiste) dobbiamo fare i conti con un’interferenza, un blocco, un disturbo, una dissonanza... che vogliamo risolvere. Ma se smettiamo di fare riferimento al passato e al futuro, in quanto inesistenti, allora l’unico momento utile alla guarigione resta il presente.
S. Brizzi, Guerrieri Metropolitani

Nella sua teoria dell’Individuo Assoluto Julius Evola prefigura l’avvento d’un individuo ultra-umano, inteso secondo la traduzione esatta del termine utilizzato da Nietzsche nella sua opera Così parlò Zarathustra, übermensch(oltreuomo, appunto, o “al di sopra dell’uomo” e non superuomo, come invece ti spiega il professore di filosofia al liceo; infatti la nota espressione Deutschland Über Alles viene tradotta: “la Germania al di sopra di tutto” e non “la superGermania”). Tale genere di individuo si colloca al di là delle opposizioni, opera in-mediatamente (=senza la mediazione della mente), ossia fuori dal ragionamento causale; è onnicomprensivo poiché ha ri-assunto in sé tutta la realtà. Egli ha ottenuto la buddhità, è un risvegliato, un “liberato in vita”, un immortale; è “uno con il Padre”, un “resuscitato”. Niente prima di sé, niente dopo di sé, niente fuori di sé.

Il punto è che una tale filosofia, per quanto esatta e coraggiosa, espone il fianco a un grande fraintendimento: io, pur restando una personalità identificata con la mente, posso diventare un superuomo, dotato di poteri sovrannaturali e capace di dominare/domare il mondo intorno a me. Non può essere attribuito al caso il fatto che già la traduzione del termine dal tedesco (superuomo anziché oltreuomo) risulti “sporcata” da questo fraintendimento, che invece di vedere un santo/guerriero illuminato, vede un uomo dal livello di coscienza comune, ma dotato di grande volontà, che cerca di farsi strada sgomitando in un mondo di suoi pari.


Anche se la questione fosse rivolta unicamente alle ristrette cerchie della filosofia e dell’esoterismo il danno sarebbe comunque grave. Le speranze, gli atteggiamenti verso la vita, le religioni, le scienze, le abitudini e le morali del genere umano vengono tutti influenzati dalle filosofie che caratterizzano una determinata epoca. Non è infatti necessario che il popolo legga materialmente i libri di filosofia, perché le idee filosofiche usano le penne dei pensatori per diffondersi dentro le civiltà nell’aria, come virus. La filosofia del superuomo (che già di per sé è un fraintendimento) ha defecato, passando per via traverse, la filosofia del “pensiero positivo”, che è uscita dagli ambienti intellettuali per finire nelle teste – accoglienti in quanto totalmente vuote – delle masse newageiste moderne.

“Noi siamo coscienza divina.”
“Noi creiamo la nostra realtà.”
“Noi trasformiamo la nostra vita cambiando modo di pensare.”


Il risultato sono milioni di persone che credono di poter ottenere un lavoro migliore o un partner che le ama se solo lo pensano intensamente e per un periodo sufficientemente lungo.


La prima minchiata è questa: è vero che noi siamo coscienza divina, ma questo può affermarlo chi ha realizzato quello stato di coscienza con tutti gli attributi che tale stato comporta. Insomma… è diverso pensare di essere Dio ed essere Dio. Però l’ambiente new age è stracolmo di persone che quando ti vedono un po’ depresso ti si avvicinano di soppiatto sussurrandoti in un orecchio: “Tu puoi tutto. Tu sei coscienza divina!”
Ma se io fossi coscienza divina non sarei depresso, e il fatto che me lo faccia notare tu non equivale a un biglietto omaggio per l’ingresso nella coscienza divina.


Passiamo alla seconda minchiata: il fatto che siamo noi a creare la nostra realtà è anch’essa una profonda verità, ma non tiene conto di un aspetto fondamentale, che viene quasi sistematicamente ignorato negli ambienti del Lavoro su di sé: l’inconscio. È il nostro inconscio a creare la realtà che ci circonda e non certo il nostro pensiero cosciente. Me ne vado in giro a gridare ai quattro venti che noi creiamo la nostra realtà ma poi sorrido meccanicamente come una demente al primo uomo che mi fa un complimento perché mio padre non me li faceva mai. Oppure affermo e difendo il mio essere omosessuale chiamando in causa “la libertà sessuale” quando sarebbe bastata qualche carezza in più da parte di mio padre per farmi diventare una persona differente “amante du pilu” come diceva mio nonno siciliano (pussy addicted, come si direbbe oggi).

Tutti vogliono diventare illuminati, ma in fondo tutti vogliono rimanere ciò che sono, e che è frutto del materiale accumulato nel loro inconscio, un abisso dove nessuno vuole guardare proprio per paura di cambiare troppo e non riconoscersi più.

La terza minchiata le riassume tutte: il mio modo di pensare e quindi la mia realtà sono frutto della mia storia sia in quanto anima che in quanto personalità. In entrambi i casi stiamo parlando di elementi inconsci: io non so perché sono fatto così, oppure ne ho solo una vaga idea. Come posso allora modificare la mia realtà, che è frutto del mio inconscio, modificando il mio pensiero, che è effetto e non causa della mia attuale situazione sia interna che esterna? Il pensiero muta come conseguenza di una trasformazione interiore (blocchi inconsci risolti oppure identificazione diretta con l’anima) e non è causa di quella trasformazione.

È chiaro che dovrò agire andando a guarire le mie ferite emozionali inconsce oppure identificarmi con la mia anima o con la mia coscienza divina. Alkimia Inferior o Alkimia Superior. Dovrò cioè indagare e trasformare (personalità inconscia) o realizzare (anima, coscienza divina) ciò che di me ancora non conosco e che tuttavia è causa del mio modo di pensare la vita, quello che ho adesso e quello che avrò in futuro.

Allora non si diviene un superuomo pensando “positivamente” di essere un superuomo e di poter dominare la realtà, ma trasformandosi in qualcosa di realmente superiore, al di sopra di tutto, unübermensch. Scopriremo allora che per divenire padroni della propria vita non occorre una maggiore quantità di volontà, ma l’assenza totale di volontà e un affidarsi totale alla Volontà Divina.




Salvatore Brizzi

(occupazione: domatore di fiumi)

http://www.salvatorebrizzi.com/2016/01/pensiero-positivo-e-altre-minchiate.html
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martedì 1 marzo 2016

ASCOLTATE IL MISTERO


Ascoltate il mistero, non negatelo. Non dite subito che non esiste. Tutti i saggi dell’umanità che sono mai esistiti sul pianeta Terra concordano: le cose misteriose esistono.
Il mondo non finisce con il visibile.
L’invisibile significa di più, perché si trova in profondità. Il visibile è solo un’onda in superficie; l’invisibile è l’oceano. Quando succede qualcosa di strano, non chiudetevi, non negatelo. Apritevi, lasciatelo entrare. Tutti i giorni ci sono molti momenti quando il misterioso bussa alla porta.
Canta un uccello: ascoltate il canto, ascoltatelo con il cuore, Non iniziate ad analizzare, stiate in silenzio, lasciate che il canto penetri dentro di voi. Sentitelo e non pensate ad esso.


...Così l’uomo diventa il ricercatore, assorbendo la bellezza dell’esistenza, la sua gioia, la sue indicibile benedizione..

Osho


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