giovedì 30 giugno 2016

Conoscere la totalità è il lavoro dell'Anima.



Il mondo è fatto del 2% della materia e del 98% dello spazio, ma a noi sembra proprio il contrario. Perciò viviamo in un mondo di illusioni. Ma colui che creò la Mente lo fece apposta. La Mente è un ottimo dispositivo per l'analisi di una quantità di dati limitati provenienti da una fonte illimitata. Non è mai stata predisposta per una conoscenza totale.
Conoscere la totalità è il lavoro dell'Anima.


(N.D.Walsch)Advanced Mind Institute Italia
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martedì 28 giugno 2016

LA MUSICA DELLA SEZIONE AUREA. L'ENTRATA NELLO STATO ZEN



Le tonalità della sezione aurea (frequenze) vi aiuteranno a entrare in uno stato di armonia interiore, noto come lo stato zen.
Da ascoltare solo con le cuffie! E' particolarmente utile di sera, pima di dormire.
Il prpgramma dura un ora e include 2 parti. I primi 30 min: una melodia olofonica, alla base della quale ci sono delle propopzioni della sezione aurea + i ritmi binaurali, con le stesse proporzioni.




La seconda parte (30-60 min): il puro ritmo binaurale con alla base le proporzioni della sezione aurea: 1.61803398875.

Gli effetti positivi sulla fisiologia:
- aumenta il tono generale dell'organismo
- migliora la circolazione sanguigna
- diminuisce la tensione muscolare
- migliora il sistema immunitario
- accresce l'energia
- aumenta la resistenza fisica

Gli effetti positivi sulla psiche:
- aumento dell'autostima
- migliora l'umore
- migliorano la memoria e la creatività
- diminuisce lo stress
- si rafforza la percezione
- migliora il collegamento tra gli emisferi
- si riesce a controllare meglio le proprie emozioni
- diminuisce il bisogno di dormire.
https://www.youtube.com/watch?v=xM6J-qsziow


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venerdì 24 giugno 2016

L’alimentazione secondo Osho

…le abitudini, anche alimentari, si modificano solo attraverso una crescita in consapevolezza.

Non credo nel vegetarianismo, perché non credo in niente. I miei discepoli sono vegetariani non perché seguaci di una setta, non perché fedeli a una dottrina. Sono vegetariani, perché le loro meditazioni li rendono più umani, più vicini al cuore, e così vedono la totale stupidità di coloro che uccidono esseri viventi per cibarsene. È la loro sensibilità, la loro consapevolezza estetica, che li rende vegetariani. Io non insegno il vegetarianismo: è una conseguenza della meditazione. Ovunque sia accaduta la meditazione, le persone sono diventate vegetariane; sempre, da migliaia di anni.

Non puoi uccidere gli animali per mangiarli, non puoi distruggere la vita. Quando hai a disposizione cibi deliziosi di ogni tipo, che bisogno hai di uccidere degli esseri viventi? Non c’entra niente con la religione. Si tratta semplicemente di sensibilità, di comprensione estetica.

Giainismo e Buddhismo sono le uniche religioni senza dio e senza preghiera, ed entrambe sono automaticamente diventate vegetariane.


Perché i miei sannyasin sono vegetariani? Non è la mia filosofia, è semplicemente una conseguenza. Non insisto su quello. Io insisto sulla meditazione. Sii più vigile, più silenzioso, più gioioso, più estatico, e troverai il tuo centro più profondo. Molte cose seguiranno per conto proprio… e quando accadono in questo modo, non c’è repressione, non c’è lotta, non c’è privazione, non c’è tortura.

Ma se vivi il vegetarianismo come una religione o una filosofia, desidererai continuamente la carne; avrai sempre in mente la carne, la sognerai, e il tuo vegetarianismo sarà solo un abbellimento per il tuo ego.

… se mediti arriverai a una nuova sensibilità – un nuovo modo di vedere le cose – e non potrai uccidere animali.

Hai mai notato come le società vegetariane abbiano i cibi più deliziosi? I buddhisti, i giainisti… hanno la migliore cucina del mondo, per la semplice ragione che attraverso la meditazione hanno dovuto abbandonare il consumo di carne. E hanno cominciato a sperimentare con questi cibi appetitosi, così da non sentire la mancanza dei piatti a base di carne. …

L’intero regno animale fa parte di noi, e anche gli alberi. Solo ora gli scienziati hanno concluso per certo che gli alberi sono parte degli esseri viventi. E non solo questo, ma che possiedono anche una grande sensibilità, molto più grande della tua. Hanno messo dei macchinari attorno agli alberi, inserito dei fili negli alberi – macchinari come un cardiografo, che mostra il battito del cuore, fa vedere il battito del cuore di un albero. E se qualcuno si avvicina per tagliare un albero, il tracciato del cardiogramma immediatamente impazzisce: l’albero ha davvero paura e trema. Non solo quell’albero, anche gli altri alberi intorno impazziscono, nonostante non stiano per essere tagliati. Ma qualcuno, un amico, sta per essere tagliato e lo sentono.

La cosa più strana che è stata scoperta dagli scienziati è che se la persona che si avvicina con un’ascia sta solo facendo finta – non ha veramente intenzione di tagliare l’albero – il grafico rimane stabile. Questo è qualcosa di incredibile, che gli alberi sappiano se un individuo intende tagliarli o sta solo facendo finta. Sono molto più sensibili di te. Tu non riusciresti a capirlo: se qualcuno ti si avvicina con una spada, non ti rendi conto se sta per colpirti o sta solo facendo finta, recitando. Non puoi capirlo attraverso la tua sensibilità. La ragione è che l’uomo ha vissuto per milioni di anni in modo così insensibile, che ha perduto una delle più grandi qualità del suo essere. La meditazione piano piano ti ridà la sensibilità; e un uomo che è arrivato all’estasi suprema della meditazione, è sensibile come ogni albero, animale, qualsiasi cosa in tutta l’esistenza.

È questa sensibilità a rendere vegetariana la mia gente. E si tratta di un guadagno, non di una perdita. Ti renderà anche più amorevole, più compassionevole, più sensibile, più in grado di apprezzare la bellezza.

Ti renderà consapevole di una grande musica: la musica che si sente quando il vento soffia tra i pini, o il suono dell’acqua che scorre… la musica che c’è in questo momento, in questo silenzio.

Il silenzio è la musica più grande. È senza suono, ma può essere percepito.

Non senti che silenzio c’è qui? Non senti che le persone qui sono un tutt’uno, vibrano allo stesso ritmo, i loro cuori battono allo stesso tempo? Il vegetarianismo è una piccola cosa. Noi dobbiamo creare un mondo di persone veramente sensibili, che possano apprezzare la musica, la poesia, la pittura, che possano comprendere la natura, che possano capire la bellezza umana, il mondo che le circonda: le stelle, la luna, il sole.

L’umanità ha perduto il suo cuore, e noi dobbiamo ridarlo… a chiunque lo rivoglia.



Osho, From Death to Deathlessnesshttps://circolovegetarianotreia.wordpress.com/2014/06/01/vegetariani-senza-una-ragione/

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giovedì 23 giugno 2016

..Vi state guardando allo specchio?

COSA STA FACENDO LO SPECCHIO QUANDO NON SIETE A CASA?

“...Vi state guardando allo specchio?
Ma siiii, che discorso. Lo fate mentre vi state facendo un trucco di una bellezza inaudita, oppure vi state raschiando le setole con una lametta.
Cosa pensate che sta facendo lo specchio quando non siete in casa? Pensate che fosse un pezzo di vetro riflettente, e basta? Lo pensate davvero? Non ci credo, ma ammetto che ciò è possibile.


Vi avverto. Non fate ciò che vi dirò adesso in presenza degli altri. Per la vostra sicurezza.

Aspettate di essere soli in casa o chiudetevi nel bagno.
Guardate la vostra faccia. Guardatela e basta. Senza emettere giudizi. Senza uno scopo.
E ora ditele a voce alta, con sentimento: “Ti amo e ti amerò sempre!” Stoooop!

Avete distolto lo sguardo?
Lo fanno tutti. Si capisce.
Ditelo ancora. E ancora. Ditelo ai vostri occhi: “Vi amo e vi amerò sempre”.
Fatelo non meno di tre volte al giorno. Meglio prima di uscire di casa. Anche prima di dormire. E qualche altra volta.
E’ più difficile confessare l’amore a se stessi che ad un'altra persona. Ma ne vale la pena! Vi accorgerete che il vostro riflesso vi risponderà con un amore reciproco.
Quando non siete in casa, lo specchio conserva ciò che gli avete detto prima di uscire. Vive la sua vita. Legatevi a lui con i fili dell’amore umano. Vi ritornerà moltiplicato.

Ed è meglio non farlo vedere agli altri, perché in quei momenti siete troppo denudati, siete troppo vulnerabili”.

(Auka)
http://sobiratelzvezd.ru/a-vy-smotrites-v-zerkalo/

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LA TRAPPOLA DELL'EGO

FACCIAMO ATTENZIONE A: Se pensi sia più “Spirituale” diventare vegetariano, comprare cibi bio, praticare yoga e meditare, ma poi ti ritrovi a giudicare coloro che non fanno tutte queste cose, sei caduto in una trappola dell’Ego.
Se pensi sia più “Spirituale” andare in bici o con i mezzi pubblici a lavoro, ma poi ti trovi a giudicare coloro che vanno in macchina, sei caduto in una trappola dell’Ego.
Se pensi sia più “Spirituale” smettere di guardare la TV perchè annulla il cervello, ma poi ti trovi a giudicare coloro che ancora la guardano, sei caduto in una trappola dell’Ego.
Se pensi sia più “Spirituale” evitare di leggere quotidiani e riviste di gossip, ma poi ti trovi a giudicare coloro che li leggono, sei caduto in una trappola dell’Ego.
Se pensi sia più “Spirituale” ascoltare musica classica o i suoni della natura, ma poi ti trovi a giudicare chi ascolta la musica commerciale, sei caduto in una trappola dell’Ego.
Bisogna sempre stare attenti al sentimento della “superiorità”. Esso è infatti l’indizio più importante che abbiamo per capire che stiamo incorrendo in una trappola dell’ego. L’ego si nasconde abilmente in pensieri nobili come quello di iniziare una dieta vegetariana o usare la bicicletta per poi trasformarsi in senso di superiorità nei confronti di coloro che non seguono lo stesso percorso “spirituale”.
Mooji

Alba Laura Roccamatisi FB

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Lascia che il sogno si srotoli fino alla sua fine



Lascia che il sogno si srotoli fino alla sua fine.
Non puoi impedirlo.
Ma tu puoi considerare il sogno come un sogno,
rifiutargli il timbro di una realtà.
Per conoscere se stessi, si deve essere se stessi,
smettere di pensare di essere questo o quello.
Lascia che la tua vera natura emerga.
Il tuo corpo ha una breve durata, non TU!
Il tempo e lo spazio sono solo nella mente.
Tu non ci sei legato.
Devi solo conoscere Te-stesso – questo stesso ‘Sé’ è l’eternità

Sri Nisargadatta Maharaj








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martedì 21 giugno 2016

Come disidentificarti dai tuoi pensieri.

Chiudi gli occhi, poi focalizzali in un punto proprio al centro delle sopracciglia, come se stessi guardando quel punto con gli occhi. Dai ad esso la tua attenzione totale.
Al punto giusto, improvvisamente i tuoi occhi rimarranno come attaccati. E se la tua attenzione è in quel punto, sperimenterai un fenomeno molto strano: per la prima volta vedrai i pensieri scorrere davanti a te, e tu diventerai il testimone. È proprio come lo schermo di un film: i pensieri scorrono e tu li osservi.
Di solito non sei un testimone, sei identificato con i pensieri. Se c’è rabbia, diventi rabbia. Se un pensiero emerge, non sei un testimone, ma diventi tutt’uno con quel pensiero, t’identifichi e cominci a muoverti insieme ad esso. Diventi il pensiero, prendi la forma del pensiero. Quando c’è sesso diventi sesso, quando c’è rabbia diventi rabbia, quando c’è avidità diventi avidità. Qualunque pensiero emerga, diventa identificato con te; non c’è discontinuità tra te e il pensiero.
Ma se focalizzi la tua attenzione nel terzo occhio, di colpo diventi un testimone. Tramite il terzo occhio puoi vedere i pensieri scorrere come fossero nuvole in cielo, o persone che passano per la strada.” (Osho)


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IL SILENZIO INTERIORE. COME OTTENERLO

Per capire come ottenerlo, occorre capire come un uomo pensa. E’ molto semplice: dice i suoi pensieri, dentro di se.

1.Prendete colui che parla, e non permettetegli di parlare, mentre praticate il silenzio. Poi dite a se stessi e alle vostre personalità secondarie: “Colui che parla, non sono io!”
Ricordate, prima sente la coscienza, poi il cervello, e solo dopo, gli orecchi.
Dicendo: “Io sono colui che tace”, smettete di pensare e osservate da dove arrivano i pensieri, ricordando che siete la coscienza (IO SONO).
Chiedete gentilmente alla fonte dei pensieri di non pensare nella vostra coscienza che è entrata allo stato del silenzio. Se, dopo una gentile richiesta, qualcuno lo stesso vi disturba, eliminate la fonte dei pensieri...


2. La pratica: Castaneda
La schiena dritta, le dita piegate, gli occhi sono diretti alla linea dell’orizzonte. L’attenzione è concentrata sulla visione periferica. L’udito: ascoltate il mondo. L’udito diventerà “circolare”, gli orecchi percepiranno tutti i suoni contemporaneamente, e non uno dopo l’altro, come siamo abituati. Si sentirà la profondità dei suoni. Fate così per 20-25 minuti. I risultati si sentono dopo 10 gg -2 settimane.

3. La pratica: Osho
Sedetevi, rilassatevi, chiudete gli occhi.
Lasciate che il vostro dialogo interiore “parli”. Osservatelo. Cosa succede: il dialogo prima sussurra, come è la sua abitudine, poi alza la voce, inizia a dire delle assurdità, delle stupidaggini. Tra 8-10 min comincia a dire ciò che gli capita, a caso.
Gli piace farvi vedere due trucchi, per attirare la vostra attenzione. Primo: gli piace dire qualcosa di logico, legato ai numeri; il calendario, gli orari degli autobus, le formule matematiche che a voi sembrano dimenticate.
Secondo: i ricordi. Qualcosa della gioventù... Lui stesso rimbalza subito al secondo piano e sussurra: descrive il mondo.

Cosa fare: ignorate tutto ciò e non fatevi coinvolgere.

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lunedì 20 giugno 2016

Luciano Marchino "La ricerca della felicità e la felicità della ricerca"





A volte si tocca il punto fermo e impensabile (Mario Luzi)

A volte si tocca il punto fermo e impensabile
dove nulla da nulla è più diviso,
né morte da vita
né innocenza da colpa,
e dove anche il dolore è gioia piena.
Sono cose, queste, che si dicono per noi soltanto.

Altri ne riderebbero.
Ma dire si devono. Le annoto
per te che le sai bene e per testimonianza dell'amore eterno.


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domenica 19 giugno 2016

i pensieri e le immagini nella tua testa sono i tuoi ?

".. Hai mai pensato, come mai chiamiamo una persona intelligente e l'altra stupida, e questo è un criterio della nostra benevolenza verso le persone?

Perché l'oro è così caro? E' uno stereotipo su scala mondiale.
Perché un pezzo di carta dove sono scritte delle cifre determina i nostri bisogni e le nostre necessità quotidiane?
Anche questo è uno stereotipo su scala mondiale.


Una bella mattina, al risveglio, guardati intorno. Vedi il letto? Perché è così e non di una forma diversa? Perché è identico ai milioni di altri letti sulla Terra?

Il palazzo dove vivi, anche se dovesse essere progettato come unico nel suo genere, ha dentro tutto quanto uguale e identico, come nei milioni di altri palazzi.

Perché credi di dover alzarti e attraversare la porta, per andare in bagno, e non decidi di stare tutto il giorno a letto?

Perché ci sono le porte?

Perché hanno questa forma e non diversa?ù

Vedi? C'è già tutto, nella tua testa, perché così si fa, così è sempre stato e così sarà. Ed è soltanto una mattina e un risveglio. Non parliamo di tutta la vita.

Credi ancora che i pensieri e le immagini nella tua testa sono i tuoi? Credi ancora di gestire la tua vita?

Ho per te delle brutte notizie..."

https://vk.com/mind.generating


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SCEGLIAMO L'AMORE O LA PAURA?

SCEGLIAMO L'AMORE O LA PAURA?
LA FREQUENZA 432 Hz FA LA DIFFERENZA

La frequenza di 440 Hz è stabilita, dall'organizzazione internazionale per la normazione ISA, come standard per TUTTA la musica moderna.
Le registrazioni dei concerti, le principali registrazioni audio, la musica che sentiamo in TV e per radio, si basano su questa frequenza.
Che cosa scegliamo: l’amore o la paura?
Dicevano gli antichi greci: “ L’educazione musicale è l’arma più potente, perché il ritmo e l’armonia penetrano le profondità più sacre dell’animo umano”.
La differenza con la frequenza di guarigione è di soli 8 Hz.
La Frequenza 432 Hz guarisce. La Frequenza 440 Hz sopprime.
... Nel 1884 il governo italiano di allora emise un decreto per la normalizzazione del diapason a 432 vibrazioni per secondo, normalizzazione richiesta da Giuseppe Verdi e altri musicisti italiani riuniti al congresso di Milano nel 1881 (l’accordatura aurea).
....Nel 1936 Goebbels (Germania) ha approvato lo standard 440 Hz, la frequenza che è capace di influenzare il cervello umano, privandolo della sua naturale accordatura.
Sorge la domanda: perché poi ISO, l‘organizzazione per la normazione, aveva approvato la frequenza 440 Hz come principale?
Nel 1953, 23000 musicisti francesi avevano fatto un referendum per tornare all’accordatura di Verdi, ma furono ignorati.
L’accordatura a 432 Hz (il suono dell’Universo) esisteva già nell’antica Grecia, ai tempi di Platone, Ippocrate, Pitagora, i grandi pensatori che sapevano della potenza curativa della musica. Antonio Stradivari accordava i suoi violini sulla frequenza 432 Hz.
Il suono è vibrazione, ed è l’energia. La voce di ogni persona possiede una frequenza sonora propria. I saggi nell’antica India sostenevano la salute con la voce cantando “aum” ed altri suoni che assicuravano il buon stato delle corde vocali, la zona del chakra del cuore, e il sistema nervoso. ...Non c’è una funzione dell’organismo umano che non risenta la potenza della musica... La musica agisce sulla digestione, sulla secrezione, sulla circolazione sanguigna, tramite la colonna sonora che influenza le cellule e tramite le emozioni che sorgono durante l’ascolto.


Per capire la differenza tra le due frequenze (432 e 440 Hz) ascoltate questo brano di Mozart: Comincia su 432 e poi finisce su 440 Hz. Notate la differenza, osservate le vostre reazioni.https://www.youtube.com/watch?v=MbdFd93t2k0
Ed è probabile che non notiate affatto la differenza. Ma la dissonza si avverte.
432 Hz significa il risveglio, l’apertura dell’anahata, il livello della gioia, dell’armonia, dell’amore.
440 Hz significa il livello mentale, dell’ego, del controllo, del potere, della paura.
Tutta la musica pop è registrata su questa frequenza, e i commenti sono superflui.
E’ facile capire come ci influenza la musica – osservate le vostre sensazioni. O le vostre emozioni e i pensieri che sorgono durante l’ascolto.

(Elisaveta Orlova)
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sabato 18 giugno 2016

Pune one



Il primo periodo di Pune, il periodo della mia prima visita a Pune anni 80


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Svegliarsi all'alba con le Ali al Cuore


L'Amore non ha altro desiderio
che quello di Realizzarsi,

ma se amate,
ed è inevitabile che abbiate dei Desideri,


fate in modo che essi siano questi:

Svegliarsi all'alba con le Ali al Cuore
e ringraziare per un altro Giorno di Amore

....

Khalil Gibran





Patrizia Cordioli

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venerdì 17 giugno 2016

Cosa è giusto e cosa è sbagliato?

Le persone vengono a chiedermi: “Cosa è giusto e cosa è sbagliato?” Io rispondo: “La consapevolezza è giusta, l’inconsapevolezza è sbagliata”.

Io non definisco le azioni come “giuste” o “sbagliate”, non dico che la violenza è sbagliata; a volte può essere giusta, non dico che l’amore è giusto; a volte può essere sbagliato.

Puoi amare la persona sbagliata, puoi amare per il motivo sbagliato. Qualcuno ama la propria religione; può uccidere, può annientare in nome della sua religione; no, l’amore non è sempre giusto e la rabbia non è sempre sbagliata.

Perciò, cosa è giusto e cosa è sbagliato? Per me, la consapevolezza è giusta, se sei arrabbiato e ne sei totalmente consapevole, anche la rabbia è giusta. Se sei in amore, ma non ne sei consapevole, anche l’amore è sbagliato.

Quindi, fai in modo che la qualità della consapevolezza sia sempre presente in ogni tua azione, in ogni tuo pensiero, in ogni tuo sogno, fai in modo che la qualità della consapevolezza si introduca sempre di più nel tuo essere.

Uniformati di questa qualità, allora qualsiasi cosa farai sarà onesta, qualsiasi cosa farai sarà buona, in questo caso, qualsiasi cosa farai sarà una benedizione per te e per il mondo in cui vivi.

Se riesci a essere completamente attento e presente, non ci sono problemi, puoi maneggiare il veleno; fungerà come una medicina.

Nelle mani del saggio il veleno diventa una medicina; nelle mani di uno stolto, anche una medicina diventa fatalmente un veleno.

Se funzioni in base all’innocenza a un’innocenza infantile, e non in base al sapere, niente di ciò che fai potrà mai fare del male, perché non lascerà nessun segno.

Osho

Fonte: http://www.visionealchemica.com/cosa-e-giusto-e-cosa-e-sbagliato/

Tratto liberamente da: www.facegood.org
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giovedì 16 giugno 2016

Riprendi il tuo potere da ciò che ti ossessiona


Le cose, le persone e le situazioni a cui diamo molta importanza ci possiedono.

Hanno potere su di noi.

Hanno il potere di ricattarci,
ci fanno consumare molta energia nel tentativo di perderle o di ottenerle, diventano delle chimere perché compaiono e scompaiono in continuazione dalla nostra vita, acquisendo sempre più importanza.


E a forza di acquisire importanza, le percepiamo come più grandi e più importanti anche di noi. Ci sembra ad un certo punto quasi impossibile immaginare di poter vivere quella situazione, avere quella cosa, stare con quella persona.

E da quel momento queste cose scivolano sempre di più fuori dalla nostra vita.

E diventano un’ossessione.

Diventano un'ossessione anche le situazioni dolorose che non sopportiamo, si radicano sempre di più.

Tutta l’energia, l’aspettativa e l’importanza che do all’oggetto della mia ossessione, crea un limite quasi fisico tra me e l’oggetto, spingendolo sempre più lontano. È un fatto energetico, è come andare contro una palla di corsa ma ogni volta che mi sto avvicinando, senza volere, do un calcio al pallone e lo mando di nuovo lontano.

È fondamentale riprendere il potere che abbiamo ceduto a quella persona, cosa, situazione.

Togliendo importanza alla cosa:


1. Non mi importerà più se ce l’ho o meno o se sono costretto a viverla o meno.
2. La mia felicità non dipenderà più da lei.
3. Non creerò più ostacoli nel farla arrivare o nel lasciarla andare.
E se anche non dovesse arrivare o finire... chi se ne frega, vedi punto 1.


Comunque non avrà più potere su di me, non mi possiederà più.

Come fare per togliere l’importanza da qualcosa che ci sembra fondamentale per la nostra vita e per la nostra felicità?

Chiediti:

E se non mi importasse niente di stare con lui? O di avere quella macchina, di essere corteggiata, di avere successo, di avere soldi, di avere un lavoro, di fallire? ecc.
Oppure, se non mi importasse più di essere malato? Di essere solo? Di avere questo problema?

Ripeti questa domanda ancora e ancora, fino a sentire che qualcosa si muove, che qualcosa cambia, si ammorbidisce, si sposta un po’.

Nel farlo Inizi a capire che se togli importanza a quella persona, cosa o situazione, non ti succederà niente di terribile, sarai ancora in vita, non solo, non avrà più potere su di te, anzi, sarai tu ad avere potere su di lei potendo scegliere di volerla o meno, di respingerla o meno.


Ripulisci tutti i programmi e le convinzioni che riguardano quella cosa, sia le convinzioni che ti impediscono di averla, sia le convinzioni che ti convincono che la vuoi o che sei costretto a sopportarla.

Tutto, tutto quello che facciamo, vediamo, crediamo, percepiamo, anche le cose che diamo per certe, anche quelle che crediamo essere immutabili e le strutture portanti della realtà, anche quelle sono solo programmi.


Quindi tutto può essere cambiato. Tutto.
http://www.iosonoilmiobuddha.it/2015/02/riprendi-il-tuo-potere-da-cio-che-ti.html
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SAND Festival in Italia

 Spiritualità, Scienza, meditazione, Terapie olistiche,  
Yoga, Arte, Musica e Natura. 
Un ritiro residenziale con più di 20 leader Italiani e Internazionali 
della Spiritualità e della Scienza contemporanea

Conferenze, tavole rotonde, dibattiti, gruppi di consapevolezza, workshop esperienziali, sessioni individuali, spettacoli, concerti, chiacchierate in piazza, passeggiate nei boschi, buon cibo, la piscina e mille momenti di condivisione!
  Questo e molto altro è l'evento 
VACANZA SAND FESTIVAL
L'accesso a tutte le aree tematiche e ai vari workshop esperienziali è completamente libero quindi è possibile seguire tutto il giorno anche solo una specifica area di interesse.
Per la Spiritualità
Jeff Foster - Daniel Odier - Marina Borruso - Mauro Bergonzi - Shakti Caterina Maggi - Selene Calloni Williams - Aisha - Unmani - Florian Schlosser - Mateo Tabatabai - Jac O'Keeffe - Sri Mooji
Per la Scienza
Shantena Augusto Sabbadini - Massimo Teodorani -Peter Russell- F. David Peat - Chris Fields - Menas Kafatos -Riccardo Cassiani Ingoni - -Ulisse Di Corpo – Antonio Sparzani
Terapie Olistiche e Workshop
Fabio Lo Cascio - Shashi - Carla Cerrini - Dionisio Nota - Sneh Victoria Schnabel - Marco Mandrino - Mingtong Gu - Michael Wenger - Elsa Masetti
Se sei un Artista, un Musicista, un Performer
un Terapista o ti occupi di risveglio di 
coscienza
 abbiamo una proposta speciale per te! 
Leggi in basso per maggiori dettagli

 Che cosa è il SAND


SAND - Science And Non Duality – (acronimo di Scienza e Non Dualità) è un'organizzazione internazionale dedicata alla creazione di eventi legati al connubio tra Scienza e Spiritualità nata in California una decina d'anni fa.
La missione di Science and Non Duality è quella di forgiare un nuovo paradigma spirituale che non sia aggiogato da nessuna visione e o dogma religiosi, bensì fondato sulla saggezza senza tempo di tutte le tradizioni del mondo e ancorato sulla scienza d'avanguardia; il tutto declinato sull'esperienza diretta.
Il festival è un celebrazione del cuore della Verità della nostra Esistenza – il quale si cela nelle nostre apparentemente distinte manifestazioni individuali, ma che è, in ultima analisi, sempre e profondamente non limitato, non legato e non separato.
Il SAND vuole onorare e nutrire l'esplorazione e l'esperienza della non dualità come Via di grande saggezza e benessere nel contesto delle più grandi sfide del 21° secolo cercando di:
- Guarire lo scisma tra scienza e spiritualità stimolando una nuova comprensione di ciò che significa Essere umani - inspirata dai mistici e basata sulla scienza moderna.
- Creare un contenitore sicuro e autentico per esplorare, esperire e dialogare sulle interconnessioni di ogni aspetto della vita.
- Sviluppare e condividere risorse per facilitare l'integrazione di queste esperienze nella vita quotidiana.
- Celebrare il mistero della via e l'amore che ne scaturisce.
Sul limite dello (s)conosciuto è il titolo di quest'anno dell'evento europeo del SAND che si terrà in Italia. 
"Ad essere temuto non è lo sconosciuto, bensì la perdita del conosciuto"
Krishnamurti
Il Sand Festival è un evento in cui confluiscono scienza e spiritualità, nella visione non duale della realtà, dove per mezzo della condivisione, la ricerca dell'uomo attraverso la conoscenza e l'esperienza diretta, diviene unità.
Se lo sconosciuto è il vasto mistero dell'universo fisico o l'intima esperienza sensoriale del vivere in un corpo umano, l'avventura dello (s)conosciuto segna il passo dell'espansione della coscienza. Sia gli scienziati che i ricercatori spirituali indicano ad una prospettiva in cui "la totalità del conosciuto" può essere collocata "nell'immensità dello sconosciuto".
Questo è il "Limite dello (s)conosciuto" dove entrambi, scienziati e ricercatori spirituali si accostano al mistero della vita al di fuori di tutto ciò che è stato pensato e concettualizzato fino ad oggi, lasciando che sia la fonte dell'esperienza a manifestare se stessa.
Ospitato dal magnifico Castello di Titignano circondato dalle bellezze del panorama umbro, il SAND Festival in Italia ci restituisce un caldo invito a fermarci, a trovare ispirazioni e rinnovato ardore dalla condivisione della nostra esplorazione della natura della realtà!
Il festival include scienza, spiritualità, danza, relatori di fama internazionale provenienti da tradizioni differenti, laboratori e workshop esperienziali, il tutto condito con cucina italiana degna di un re!
L'Organizzazione SAND inspira da quasi un decennio in tutto il mondo una vibrante comunità di individui che condividono la seguente visione: credere che il momento sia giunto affinché la frammentazione della conoscenza, che ha imperato negli ultimi quattro secoli, lasci il passo ad un nuovo paradigma in cui la scienza e la spiritualità possano nuovamente arricchirsi reciprocamente in un fertile dialogo – ricucendo una spiritualità empiricamente fondata e non dogmatica con una scienza umanistica che abbia il respiro di considerare temi quali i sistemi complessi, la percezione, il significato e lo scopo.
SAND aiuta e facilità questa reintegrazione creando un terreno di scambio per un dialogo profondo e rispettoso tra le varie discipline attraverso: conferenze, media, comunità online, ritiri e festival locali.

 "Sul limite dello (s)conosciuto. Esplorare l'infinita radianza a partire dal Sé


Sia la scienza che la spiritualità riflettono il bisogno umano di sapere – un prurito perenne per dare un senso a chi siamo e al mondo in cui viviamo. Questa ricerca è una parte essenziale dell'essere umano. Viviamo la vita sostenuti dalla conoscenza. Tuttavia, la nostra conoscenza più grande è il bordo dell'Ignoto. Possiamo sondare la realtà facendo del nostro meglio con i nostri strumenti di comprensione: strutture, modelli, teorie, miti, credenze, insegnamenti, ecc. Questi strumenti di comprensione definiscono anche i limiti delle nostre conoscenze. E' possibile andare oltre i limiti dei nostri strumenti? E che cosa troveremo?
In Italia, per il SAND 2016, continueremo a esplorare quel bordo dove la conoscenza incontra l'ignoto e l'inconoscibile. Navigheremo quello spazio dove qualcos'altro prende il sopravvento  dicasi intuizione, profonda conoscenza, fiducia, la resa – un luogo in cui le nuove scoperte nel campo della scienza e le realizzazioni spirituali diventano possibili. Qual è l'orizzonte della nostra conoscenza attuale, e dove stiamo espandendo il confine dello sconosciuto?
Che cosa accadrebbe alla scienza e alla spiritualità se, pur rispondendo alla nostra aspirazione collettiva a crescere come specie in un mondo pieno di mistero e di meraviglia, non avessero più bisogno di portare il peso di rispondere a tutti questi enigmi?


E se la nostra ricerca fosse considerata il fine, piuttosto che dover arrivare ad una grande teoria di vita o in uno stato finale di illuminazione? Che cosa succede se, mentre si sonda più in profondità la realtà e ciò che siamo, ci rendiamo conto che la conoscenza che raccogliamo è solo un trampolino di lancio e non l'arrivo a una destinazione finale?

Unitevi a noi nel SAND FESTIVAL Italy dove ci riuniamo nella splendida campagna umbra, in un luogo naturalmente incline alla contemplazione che vide mistici di ogni tempo, San Francesco su tutti, confrontarsi con il Limite dello (S)conosciuto, per esplorare insieme questo grande mistero dell'esistenza al di là di dogmi e la dottrina, ricordando che la vita è molto più misterioso di quanto abbiamo mai immaginato!

Esploreremo diversi approcci, vivendo il flusso naturale della vita in noi e lo stato più naturale di radianza che da essa scaturisce. Scopriremo come la nostra essenza si esprime senza sforzo in ogni aspetto della nostra vita.

In questo ritiro, come sempre, vi invitiamo a partecipare all'indagine con esperienza diretta, le pratiche spirituali, la conoscenza scientifica, la danza o semplicemente gustare un bicchiere di vino con un amico circondato dalla bellezza della campagna umbra.







Sri Mooji, Massimo Teodorani, Florian Schlosser, Marina Borruso, Sneh Victoria Schnabel, Michael Wenger, Pujan Carla Cerrini, Shakti Caterina Maggi, Ulisse Di Corpo, Selene Calloni Williams, Dafna Moscati, Elsa Nityama Masetti, Jeff Foster, Riccardo Cassiani Ingoni, Mauro Bergonzi, Aisha Salem, Peter Russell, Master Mingtong Gu, Daniel Odier, Augusto Shantena Sabbadini, Antonio Sparzani, Shashi, Mateo Tabatabai, Unmani, Chris Fields, Jac O' Keefe, David Peat, Marco Mandrino, Fabio Lo Cascio, Dionisio Nota


SAND FESTIVAL ITALY 2016


Un Ritiro Residenziale con più di 20 Leader Italiani e Internazionali della Spiritualità e della Scienza Contemporanea


€ 690


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martedì 14 giugno 2016

Fuga dal dolore, piombo e trasmutazione

“Più a fondo vi scava il dolore, più gioia potete contenere”

Kahalil Gibran

Ero appena un ragazzino, soffrivo per la fine di una storia sentimentale, per l’esito di qualche progetto finito male o mai partito, per una delusione legata ad un’aspettativa di qualche genere e l’esortazione di parenti, amici e conoscenti era immancabilmente la stessa…devi reagire, devi uscire di casa, vedere gente, ubriacarti se necessario. Tutto pur di non pensare al dolore, rifuggirlo, far finta che non esista.

Un atteggiamento tipico della cosiddetta “società moderna”, all’interno della quale il dolore viene visto e interpretato come la più grossa sciagura che possa mai capitare nella vita di un essere umano.

Esso è infatti uno di quegli aspetti dell’esistenza che ci rifiutiamo categoricamente di accettare con tutte le forze a nostra disposizione, una sorta di aberrazione, di errore di percorso del tutto privo di qualsivoglia utilità all’interno del nostro passaggio su questo pianeta. Paradossalmente in alcuni casi (in realtà molti di più di quanti un terrestre medio sia portato ad immaginare) si preferirebbe morire piuttosto che soffrire e in effetti il gran numero di suicidi degli ultimi anni è alquanto indicativo a supporto di questa affermazione.

La quasi totalità delle nostre azioni meccaniche – poichè mi dispiace affondare la lama nella carne, ma a dispetto della nostra illusione di compiere delle scelte consapevoli sappiate che in realtà, nella stragrande maggioranza dei casi, ci si limita semplicemente a re-agire in base a programmi accettati e consolidati all’interno – è improntata in direzione della ricerca del piacere e della fuga dal dolore. Non sappiamo affrontarlo, non vogliamo, in definitiva non ne vediamo il senso e l’utilità e quasi tutti gli esempi che abbiamo intorno ci indicano che quando questo arriva la miglior soluzione è la fuga. Il dolore ci rivela a noi stessi in tutto il nostro sconsiderato infantilismo, la nostra totale incapacità di assumerci la responsabilità di ciò che proviamo all’interno, il nostro nevrotico tentativo di delegare ancora una volta a qualcuno o qualcosa la funzione genitoriale di assistenza e protezione da quelli che percepiamo come pericoli.



La maggior parte delle identificazioni sono palliativi al dolore…l’alcool, le droghe, ogni tipo di militanza. Persino l’attaccamento a persone, cose e situazioni ricalcano fedelmente l’abitudine innata e compulsiva di proiettare l’immagine ed il valore che diamo a noi stessi su qualcosa di esteriore. Tutti noi facciamo continuamente esperienza della sofferenza che si prova nel perdere ciò che riteniamo più importante nel contesto della nostra vita, ciò a cui attribuiamo maggior valore, ma nonostante i ripetuti attriti ai quali veniamo costantemente sottoposti facciamo un’enorme fatica ad apprendere la lezione racchiusa in questo genere di stimoli.

Questo accade per delle ragioni ben precise. Se da un lato tutti si dipingono indistintamente come individui in grado di autodeterminarsi, pronti ad effermare senza esitazione alcuna di essere votati alla libertà e all’indipendenza, dall’altro basta osservare il comportamento tipico dell’uomo medio per avere un quadro esatto e senza la necessità di un dottorato in psicologia, di come stanno realmente le cose.

L’uomo è segretamente innamorato delle proprie catene e della propria sofferenza, tant’è che cerca continuamente di giustificarla, di difenderla, di razionalizzarla, di nobilitarla! A differenza di quello che la televisione e i giornali vorrebbero farci credere, la libertà non è affatto una condizione che l’uomo acquisisce per diritto di nascita, tutt’altro!

E’ quanto di più faticoso si possa tentare di conquistare in questa vita e l’ostacolo maggiore al suo ottenimento è posto dall’uomo stesso, che con le sue innumerevoli paure – il più delle volte ingiustificate e del tutto prive di fondamento – ed il suo bisogno di sicurezze preferisce di gran lunga restare nel limbo sovraffollato dei nani psicologici piuttosto che divenire adulto, ed è questo il paradosso…cerchiamo di rifuggire il dolore in ogni modo e al tempo stesso gli forniamo nutrimento con la nostra totale e appassionata identificazione.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti, generazioni di uomini-bambini che non sanno minimamente gestire i propri corpi fisico/emotivo/mentale e si aggirano per il pianeta alla disperata ricerca di qualcosa o qualcuno che soddisfi i propri capricci, che dissimuli e nasconda ai propri stessi occhi una malcelata incapacità di fondo, che faccia per loro ciò che essi non sono in grado di fare per se stessi. Un pianeta scuola come lo definisce giustamente qualcuno, sì ma un asilo nella maggior parte dei casi.



Che lo sappiate o meno siete degli alchimisti venuti sulla terra per trasmutare il vostro piombo in oro, poichè – come sanno bene alcuni saggi – la sofferenza è la gioia vista di spalle.

Una persona consapevole ringrazia ogni qualvolta incontra del piombo lungo il proprio cammino, poichè sa che questo è l’unico modo per ottenere qualcosa di più prezioso una volta trasmutato. Il nostro è un periodo del ciclo evolutivo nel quale i tiepidi non trovano posto e devono decidere in fretta da che parte stare…c’è bisogno di guerrieri dallo spirito indomito e dal cuore aperto, indipendentemente dal sesso a cui appartengono. Essi vestono come noi, mangiano come noi, hanno mariti, mogli e fidanzate, conducono una vita apparentemente normale con l’unica differenza che non vedono mai problemi ma opportunità, non vedono difetti ma qualità in via di sviluppo, non hanno tempo di ipotizzare e di lamentarsi poichè vivono costantemente nel presente, consci del fatto che non esiste altro momento che questo. Vedono la bellezza laddove apparentemente non c’è, amano incondizionatamente e senza riserve, poichè sanno che tutto è mutevole e che nulla gli appartiene, nemmeno se stessi!

Percorrete la strada meno affollata, ciò che è conosciuto è anche alla portata di tutti.

Ho trascorso la gran parte del mio tempo su questo pianeta soffrendo e ho prolungato esponenzialmente il tempo necessario alla comprensione unicamente per ricalcare i percorsi già tracciati e sovraffollati di cui gran parte dei miei coetanei si facevano paladini.

Accettate il dolore con tutta la grazia di cui siete capaci, accoglietelo come si fa con un parente assente da tempo, o un caro amico venuto da lontano. Accompagnatevi con esso, abbracciatelo senza riserve e senza porvi aspettative o scadenze da rispettare. Guardatelo in faccia e dategli il benvenuto poichè esso è il vostro più grande alleato, il passepartout per il regno della gioia incondizionata, quella solida e duratura che non deriva da ciò che accade all’esterno, da quello che fanno o non fanno gli altri.

Tanto più piombo avete in questo momento, tanto più sarà l’oro che ne ricaverete.

L’antidoto per il veleno si ricava dal veleno stesso; Qualunque sia la situazione che state vivendo – per quanto dolorosa possa sembrarvi – sforzatevi quanto più possibile di non rifuggirla, di presenziare con tutto il vostro essere mentre vi contorcete e vi ripiegate in voi stessi, finchè un giorno la gratitudine prenderà il posto della rabbia e della rassegnazione.

Quella stessa rabbia e rassegnazione che derivano dalla sensazione di abbandono da parte del Padre, ma che si raffinano sino a raggiungere una vibrazione più alta nel momento in cui comprendiamo nel profondo che nessun padre amorevole abbandona mai il proprio figlio se non per lasciargli il tempo di apprendere la lezione più importante, se non per concedergli l’onere e l’onore di realizzare un bene più grande.


Roberto

Maggiori informazioni http://www.robertosenesi.it/news/fuga-dal-dolore-piombo-e-trasmutazione/?utm_source=copy&utm_medium=paste&utm_campaign=copypaste&utm_content=http%3A%2F%2Fwww.robertosenesi.it%2Fnews%2Ffuga-dal-dolore-piombo-e-trasmutazione%2F

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BRIZZI: LA LEGGE DELLO SPECCHIO

Quando crediamo di vedere qualcosa di sbagliato all’esterno di noi, in realtà stiamo osservando un aspetto che si trova al nostro interno.
La realtà ci fa da specchio.
Vediamo solo ciò che siamo.



Se ci dà fastidio l’aggressività è perché anche noi abbiamo aggressività al nostro interno, e, se ci osservassimo con cura, troveremmo che in alcune occasioni della nostra vita essa inevitabilmente si manifesta.
Se ci infastidisce chi non ha rispetto, chiediamoci in quali occasioni NOI non abbiamo rispetto, perché se la mancanza di rispetto non fosse già dentro di noi, non ci darebbe fastidio all’esterno.

La causa del nostro fastidio non può mai essere un evento oggettivo esterno, per due principali motivi:

accade spesso che la stessa situazione dia fastidio a una persona e non a un’altra;
anche se cambiano le condizioni esterne, noi continuiamo a provare lo stesso fastidio. Sei vede bene nel rapporto di coppia quando si cambia partner, ma poi con quello nuovo dopo un pò di tempo proviamo gli stessi fastidi; oppure quando cambiamo posto di lavoro e dopo un pò di tempo incontriamo le stessi situazioni che non ci vanno bene.

Il nostro fastidio attira per Legge di Risonanza situazioni e persone che lo fanno emergere e ci permettono di osservarlo. Ciò vuol dire che risuoniamo solo con le persone che riflettono alcuni nostri aspetti interiori, e che ci danno fastidio proprio perché fanno emergere quelle “zone buie” che di norma preferiamo non vedere e releghiamo nel subconscio. Tutte quelle parti di noi che vengono “spinte sul fondo” e nascoste alla luce della coscienza, riemergono in modo bizzarro: le condanniamo negli altri.

La nostra aggressività repressa ci fa odiare chi è aggressivo e il nostro desiderio sessuale represso ci fa odiare chi, secondo noi, ha un comportamento sessuale troppo liberale.

La Legge dello Specchio agisce secondo tre linee principali:

ci dà fastidio ciò che siamo;
ci dà fastidio ciò che vorremmo essere;
ci dà fastidio ciò a cui abbiamo rinunciato o ci è stato sottratto.


Del primo aspetto abbiamo già parlato. Anche il secondo aspetto è piuttosto evidente: alcune persone ci infastidiscono per il semplice motivo che vorremmo essere come loro ma non possiamo. Ci dà fastidio chi ha tanti soldi perché magari vorremmo essere come lui, ci dà fastidio chi tradisce il partner perché magari vorremmo fare la stessa cosa, ci dà fastidio chi non rispetta le regole perché anche noi vorremmo trasgredirle, ma non abbiamo il coraggio di farlo.

Riguardo il terzo aspetto, ci dà fastidio, per esempio, ciò a cui abbiamo dovuto rinunciare da piccoli: i nostri genitori non ci compravano mai giocattoli quindi ora critichiamo i bambini moderni che hanno tutto quello che vogliono. I nostri genitori erano poco affettuosi con noi, quindi ora ci infastidiscono o ci fanno sentire in imbarazzo quelle coppie che, secondo noi, si accarezzano troppo o si baciano troppo a lungo in pubblico.

Inoltre entriamo in risonanza con quelle persone che possiedono degli aspetti complementari ai nostri: la vittima attrae il carnefice, la persona gelosa attira un partner che la tradisce, chi è attaccato al denaro attrae il ladro che gli fa vedere il suo attaccamento.

Salvatore Brizzi


http://risvegliati.altervista.org/legge-dello-specchio/

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lunedì 13 giugno 2016

L’IMMAGINAZIONE E IL RICORDO DI SE



Crediamo che le ultime tecnologie apparse sulla scena siano meraviglie sofisticate che nessun essere umano abbia mai creato…e non ne abbiamo ancora abbastanza, stiamo continuando ad IMMAGINARE e realizzare spingendoci sempre più verso ciò che pensiamo timidamente impossibile.

Ecco, più che IMMAGINARE non stiamo facendo altro che RICORDARE, emergono a galla memorie sepolte che fanno ritornare alla mente come lo abbiamo fatto, tutto qui. Ogni scoperta, ogni creazione tutto ciò che sembra “nuovo” l’abbiamo già creato noi prima, in un tempo di cui abbiamo perso le tracce e ce ne stiamo ricordando riproponendolo, ancora. Non stiamo inseguendo il sogno, stiamo solo ricostruendo il Sogno, che e’ la Realtà in cui viviamo e ci manifestiamo adesso…pian piano stanno riaffiorando i dettagli di come siamo riusciti nell’ intento. Elaboriamo il virtuale oggi, che spacciamo come fosse un gioco divertente, ma che sta prendendo il sopravvento dentro una realtà già di per se “virtuale” (per virtuale intendo modificabile) e continuiamo a riprodurre vita/realtà dentro altre realtà come in una Matrioska. 

Se non prendiamo Coscienza ORA, finiremo in quell’ ultima piccolissima bambola di Matrioska in cui non potremmo più ricreare un’altra sotto realtà, un altro piccolo frattale, perche’ nel frattempo ci saremo scomposti e divisi in così tanti modi che della nostra scintilla di vita/divina non ne resterà più nulla, dimenticando definitivamente chi siamo, perdendoci e svanendo nell’immenso “vuoto”.

 Usciamo dall’Oblio..Svegliamoci da questo Sogno dentro al “sogno”..spezziamo queste catene di infinite realtà e torniamo alla sorgente, alla fonte, torniamo ALL’UNO e ricordiamoci chi siamo, cosa siamo, della nostra vera natura. ( Sè superiore, Dio, Brahman…) Ma più di tutto smettiamo di commettere sempre gli stessi errori di vita in vita, di matrioska in matrioska, da frattale in frattale..sperando in una prossima “società” migliore, desiderando il MONDO FELICE. .La speranza genera l’attesa, l’attesa genera la paura e la paura genera l’immobilita’.

Facciamolo adesso IL MONDO FELICE, dissolviamo tutte le ILLUSIONI a partire dal denaro, dalla bramosia per la materialità, dalla ricerca disperata di potere..sono tutti sotto prodotti creati da noi e di cui ci siamo resi schiavi con le nostre mani…”SCHIAVI”, per farne l’esperienza..fatta l’esperienza abbiamo capito che tutto questo non ci serve ma ci distrugge ogni volta, e ogni volta ancora. Perché perseveriamo diabolicamente come zombie nell’errore!!! I tentativi a disposizione prima o poi svaniranno nel “Nulla”..STOP!!! Non bisogna fare altro che procedere gradualmente a ritroso, con la valigia piena della nostra consapevolezza acquisita, dal più piccolo frattale fino ad arrivare all’immagine intera e ad “aprire gli occhi”, risvegliati alla verità. Come con un enorme pietra deforme scolpiamola questa VITA, togliendo cio’ che non serve, alleggeriamola da tutte le sovrastrutture e creiamone un’opera d’arte dal nome “Amore” A-MORS senza morte.

Daniela N. Cassese

DA DOVE VENGONO I PENSIERI ?

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domenica 12 giugno 2016

È POSSIBILE UN MONDO ARMONIOSO?

Il desiderio di un’utopia è fondamentalmente il desiderio profondo di armonia nell’individuo e nella società, l’armonia finora mai esistita essendoci sempre stato caos.

La società è sempre stata divisa in differenti culture, e religioni, nazioni diverse – tutte basate sulla superstizione, ma anche se nessuna di queste divisioni si è dimostrata valida tuttavia mettono in luce il fatto che l’uomo è diviso dentro di sé e sono tutte proiezioni del suo conflitto interiore. All’interno non è un tutt’uno, non è integrato, ecco perché non è riuscito a creare all’esterno una società unita, un’unica umanità.
La causa non è all’esterno. L’esterno è solo il riflesso dell’interiorità dell’uomo.
L’uomo si è evoluto a partire dagli animali.
Questo fatto viene sostenuto con grande convinzione dalla psicoanalisi moderna, in particolare dalla scuola di Carl Gustav Jung, perché nell’inconscio collettivo dell’uomo esistono ricordi di tipo animale.

Se una persona viene portata in uno stato di ipnosi profonda, entrerà prima nella mente inconscia, che è la parte repressa della vita. Se viene portata a un livello ancora più profondo, entrerà nell’inconscio collettivo, che conserva i ricordi degli animali e inizierà ad urlare – in questo stadio non è in grado di usare il linguaggio. Inizierà a gridare o a lamentarsi, ma il linguaggio sarà impossibile; potrà urlare, ma solo come un animale e nello stadio dell’inconscio collettivo, se gli verrà permesso o ordinato di muoversi, si muoverà a quattro zampe – non saprà su due piedi.

Nell’inconscio collettivo esistono residui che fanno pensare che in passato questa persona debba aver avuto un corpo animale; persone diverse provengono da animali diversi. Questo fatto può essere la causa di differenze negli individui. A volte puoi vedere la somiglianza – qualcuno si comporta come un cane, qualcuno come una volpe, qualcuno come un leone.

Il folclore dà sostegno a questo fatto in antiche parabole come le Favole di Esopo o come in India il Panchtantra – che è antichissimo. In questi libri tutte le storie sono storie di animali, ma sono di grande significato per le persone: rappresentano certi tipi umani.
L’uomo porta ancora con sé molto dell’istinto animale – la rabbia, l’odio, l’invidia, la possessività, l’astuzia. Tutto ciò che viene condannato nell’uomo sembra appartenere ad una parte inconscia profondamente radicata. Il compito dell’alchimia spirituale è proprio quello di liberarsi del passato animale.

Se non si libera del suo passato animale, l’uomo rimane diviso. Il passato animale e la sua umanità non sono in grado di coesistere, l’umanità ha qualità che sono esattamente l’opposto.
Tutto ciò che l’uomo fa, è diventare un ipocrita.
Per quanto riguarda il comportamento formale, segue gli ideali dell’umanità – l’amore e la verità, la libertà, la non possessività e la compassione ma tutto questo rimane solo uno strato molto sottile – in qualsiasi momento l’animale nascosto può emergere. Qualsiasi accadimento può portarlo alla luce. E sia che emerga sia che rimanga nascosto, la consapevolezza interiore rimane divisa.

Questa consapevolezza divisa è quella che crea il desiderio e la domanda: come può l’individuo diventare un tutto armonioso? La stessa cosa vale per la società: come possiamo rendere la società un tutto armonioso – in cui non c’è né guerra, né conflitto, in cui non ci sono né classi, né divisioni in base al colore, alla casta, alla religione, alla nazione?

Per via di persone come Thomas More, che ha scritto il libro Utopia, questa parola è diventata sinonimo di tutte le mete idealistiche – ma non si è compreso il problema reale. Ecco perché sembra che questa idea di utopia non accadrà mai. Se pensi alla società che si trasforma in una società ideale, un paradiso, sembra una cosa impossibile. Ci sono tanti conflitti, e non sembra esserci modo di armonizzarli.

Ogni religione vuole conquistare il mondo intero, non vuole essere armonizzata.

Ogni nazione vuole conquistare il mondo intero, non vuole essere armonizzata. 

... se ti trovi sulla strada sbagliata


Spesso, per mille ragioni, nel corso della tua vita, ti ritroverai su una strada che non è la tua.
E' normale: 'errare' significa sia 'muoversi' che sbagliare, appunto solo perché chi si muove, chi agisce può sbagliare.. chi resta fermo schiavo delle sue paure non può sbagliare, ma resta perennememte fermo nello stesso punto, non c'è progresso, non c'è evoluzione, semplicemente sfiorisce senza aver mai vissuto.
Quindi, se ti trovi sulla strada sbagliata, non è un cattivo segno, significa comunque che ti sei mosso, e l'esperienza ti aiuterà a non sbagliare e a progredire più velocemente in futuro.
L'errore non è quindi sbagliare strada, ma insistere sulla strada sbagliata, non trovare la forza, l'umiltà e il coraggio di saper tornare indietro, e proseguire a vivere una vita che sai non appartenerti più.
Non preoccuparti di quello che la gente potrà dire o pensare quando ti vedrà tornare indietro.. Correggere la propria direzione è sintomo di coraggio, forza interiore e libertà, è rimanere inchiodati a scelte prese che è sintomo di viltà e comporta l'atrofizzazione dell'anima. Finché segui il tuo cuore e fai cose che ti fan sentire vivo, la tua anima non invecchierà mai!

Manuele Dalcesti
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sabato 11 giugno 2016

Relazione non è assolutamente amore

Osho,
mi ricordo che hai detto, “ Non arrenderti ad una persona, ma all’amore” Sono in relazione con una donna bellissima e forte, nessuno dei due vuole arrendersi all’altro. Che significa arrendersi all’amore, quando siamo in una relazione? Sono in un casino.

“Capisco, sei in un casino e non c’ è via d’uscita; ho sentito che esistono tre anelli d’amore: quello di fidanzamento, la fede di matrimonio e l’anello delle sofferenze.

La tua domanda mostra chiaramente che non hai capito, quando dico, “ Non arrenderti ad una persona, ma all’amore”. L’amore non è mai una relazione, questo è il problema. La relazione è destinata a diventare una catena e quando sei in un rapporto o devi arrenderti tu o l’altro.

Tu stesso riconosci di essere in relazione con una donna bellissima e forte …e certamente nessuno dei due vuole arrendersi all’altro.

Coesistete e tu vivi come ogni povero marito. Fai vedere al mondo che tua moglie si arrende…chi te lo vieta? Devi soltanto mentire e non ci sarà casino – arrenditi pure a questa donna bellissima e forte, ma ricorda che ogni qualvolta un uomo si arrende ad una donna, perde la dignità ai suoi occhi e lei comincia a guardarsi intorno in cerca di qualcun altro che abbia il coraggio di non sottomettersi.

Non hai coraggio, non c’è bisogno di arrendersi, godete nell’appartenervi; siate in sincronia l’uno con l’altro, danzate in armonia.

Arrendersi è politica e non si tratta d’amore. Una relazione non è assolutamente amore, sta dimostrando soltanto che l’amore è finito e che è cominciata una relazione; è iniziata molto presto, dopo la luna di miele- nella maggior parte dei casi, durante la luna di miele. Non è facile vivere con un’altra persona il cui stile di vita è diverso, in maniera particolare se l’altro è donna- persino la sua biologia è diversa.

Una cosa devi comprendere chiaramente: l’uomo vuole dominare, ma è la donna che domina. Tutto questo lo chiamo coesistere, cioè vivere e lasciar vivere, il resto è solo immaginazione. Se tu sapessi davvero cos’è l’amore…la cosa principale sarebbe non creare una relazione. Rimanete distanti come le colonne di un tempio e sostenete lo stesso tetto, ma senza distruggere l’altro, se è possibile, aiutatevi, altrimenti lasciate le cose come stanno, senza interferire.

La libertà non deve essere distrutta in nome dell’amore, infatti, è un valore più importante del cosiddetto amore."

Osho, Om Shantih Shantih Shantih: The Soundless Sound, Peace Peace Peace, Talk #15



La relazione è una sorta di catena

"Quando sei felice da solo e sai vivere con te stesso, non esiste una necessità intrinseca di essere in una relazione. Questo non significa che non ti relazionerai, ma rapportarsi è una cosa, essere in una relazione un’altra. La relazione è una sorta di catena, relazionarsi invece è condivisione;avrai rapporti con molte persone, dividerai la tua gioia con molti altri senza dipendere da nessuno in particolare e non permetterai a nessun altro di dipendere da te. Non sarai dipendente e nessuno lo sarà da te, potrai vivere in libertà, in gioia e amore."

Osho, Be Still and Know, Talk #1

http://www.osho.com/it/highlights-of-oshos-world/osho-on-relationship-quotes

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SII COME UNA NUVOLA BIANCA

“Una nuvola bianca esiste senza radice alcuna, è un fenomeno sradicato, che non si appoggia in alcuno luogo, o meglio si appoggia nel non luogo. Però, anche così, esiste ed esiste in forma abbondante. […] Una nuvola non ha dove andare. Si muove, si muove per tutti i lati, padrona di tutte le dimensioni, così come delle direzioni. Niente le è vietato. Tutto è, esiste, in una completa accettazione. Le nuvole non hanno un cammino proprio: vanno alla deriva. […] Mi piacerebbe che tu fossi come le nuvole bianche che vanno alla deriva nel cielo. Vanno alla deriva; non si dirigono verso un punto. Dovunque ti trovi, quello è l’obiettivo. L’obiettivo è ogni momento: il percorso è la meta. Trasformarsi in nuvole bianche. Rimanere solo li, non opporre resistenza, non lottare: semplicemente godere dell’esistenza, celebrare il momento, il piacere, l’estasi di vita”.
Osho
http://animeradianti.com/consigli-di-marzo/

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venerdì 10 giugno 2016

Il Regno del Fuoco



Di era in era io risorgo.

Calco le strade di questa Terra in cerca di cuori in fiamme.

Ecco, io vi mando come lupi in mezzo alle pecore, scartate i vili e portatemi solo coloro che hanno sentito il Tocco.

Vi riscalderò in eterno, quando anch’io sarò divenuto una stella.

Il Cuore freme all’annuncio del Regno del Fuoco.

Se un uomo lo volesse, una sola giornata, dal mattino alla notte, gli basterebbe per raggiungere la misura della divinità. Ma non lo vuole, la sua attenzione è distratta. Meschino è il Cuore di chi priva se stesso dell’infinito.

Io sono vasto, contengo moltitudini.

Da milioni di anni, le anime di antichi guerrieri si trovano imprigionate nel ghiaccio; attendono che esso si sciolga per effetto del calore emanato dai cuori delle donne di quest’epoca che sono pervase dall’amore. L’uomo ha la spada, la “bacchetta magica”, ma la “bacchetta” resta inutilizzabile se una donna con il suo calore non attiva tale strumento di magia. In lei risiede la fonte della forza.

Mi faccio spazio in quest’era di codardi dove si confonde la pace con la sottomissione. Sono venuto a cercare draghi che si sono persi fra le pecorelle. La mia missione consiste nel separarli dalle pecorelle che scimmiottano i draghi.

Gli uomini anelano alla libertà, ma hanno chiuso i loro cuori in un carcere sotterraneo. L’aiuto può giungere sempre e in ogni forma, ma solo a coloro il cui calice è ardente per il desiderio di ritornare a Casa.

Poiché mi piace ascoltare, sarò ascoltato.

Poiché voglio essere salvato, vi salverò.

Poiché devo essere generato, vi genererò.

Poiché ho tanta fame, mi darò in pasto.

Sono tornato per reclamare i miei guerrieri e insegnar loro a morire.

Adunatevi... perché il mondo è in fiamme.
L'amore nell'Egitto prima delle sabbie

Io vivo di Volontà mia.

Non ho bisogno d'essere urtata per muovermi dal mio posto.

Io sono colei che trova in se stessa l’origine del suo movimento.

Come il Colosso di Rodi, non c’è umano che possa cambiare la mia posizione; se qualcuno vuole vedermi altrove deve aspettare che sia io a decidere di spostarmi.

Perché se amassi il gregge sarei pastore e non pecora.

Dopo aver esordito così, Victoria Ignis mi raccontò una storia.

Nel terzo anno del suo regno e a un anno dalla celebrazione del matrimonio con la sua regina, Semen-Hor - un re egizio vissuto all’epoca dell’Egittoprima delle sabbie (sicuramente prima del 7500 a.C.) - dovette fronteggiare una rivolta popolare.

Nel mezzo di una sala tappezzata di marmo bianco, vasta come un'odierna piazza, egli si rivolse alla Gran Sacerdotessa per chiedere consiglio. La Gran Sacerdotessa ero io.

“Perché il mio popolo si rivolta contro il suo re?", fu la domanda posta dal regnante.

“Perché il suo re ha smesso di amare e il suo popolo lo ha sentito. Anche le piante e le mura delle case lo hanno avvertito e il loro muto disappunto diverrà una carestia che danneggerà i raccolti e un cataclisma che si abbatterà sul regno se il re non porrà riparo alla sua condizione interiore."

“Quale condizione?", chiese ancora Semen-Hor.

“Il re ha paura di amare totalmente la sua regina. Il re ha paura di morire nel grembo della sua regina, ha paura di abbandonarsi a lei con tutto se stesso. Lei lo ha chiamato a un amore totale e lui in risposta ha creato dei confini, ha innalzato dei limiti, per non dover più scorgere l'insopportabile infinito a cui lei lo invita."

“È vero. A un anno dalla nostra unione ufficiale le fiamme che pervadevano il mio sguardo si sono spente. E non avendo più gli occhi accesi dal fuoco, non riconosco più la mia regale compagna. Non sopporto nemmeno la vista di lei. Mi fa male, poiché il suo amore non ancora scalfito è un indice puntato contro la mia incapacità."

“Il re non deve confondere l’amore dei terrestri con quello delle vette. I terrestri affogano nella passione dei sensi e si accoppiano per capriccio, per cui il loro amore non può essere durevole. Quando la passione si spegne cambiano compagno o lasciano che le loro coscienze si assopiscano nella banalità del quotidiano. Ma per un regnante è diverso. Allorquando un re sente che il suo slancio d'amore viene meno, quando si affaccia lo spettro della consuetudine, questo è il momento per non arretrare di fronte alla sfida e approfondire l’intimità con la sua regina. È giunta l'ora di attivare i Fuochi Superiori (ndr: i centri sottili, o chakra, del petto e della testa). È giunta l'ora di svestirsi dell’amore terrestre e cominciare a educare il Cuore infinito."

“Temo che svestendomi dell’amore terrestre io possa restare nudo."

“Quando viene meno la passione ci si barrica dietro vetri che divengono via via sempre più spessi, finché non è più possibile intravedere la figura dall’altra parte. Oppure, se quell’amore è saldo, con un atto di coraggio si lasciano cadere le maschere e si resta nudi, costretti a mostrare le proprie insicurezze. Chi vince questa paura attiva i suoi Fuochi Superiori e accede a un amore più sottile ma non meno intenso. Scoprirsi totalmente e mostrare di essere vulnerabili è come morire. La paura di restare nudo di fronte alla sposa è in verità la paura di morire, la paura di perdersi nel ventre della regina. Il re è chiamato a compiere questo salto evolutivo, poiché la morte è solo assenza d’amore. Un re che non ama comincia ad aver paura di morire, questo re ha già deciso di eliminarsi. Se in lui c’è la paura della morte, allora verrà ucciso dal suo stesso popolo in rivolta. Svestendosi dell’amore terrestre dovrà morire al suo vecchio se stesso, ma così potrà evitare di essere ucciso. La caduta delle maschere non è la fine: è un cominciare a salire dopo aver raggiunto la vetta della montagna.

Il regno è il corpo del re e il suo popolo rappresenta le sue cellule viventi. Se il re non e sano e integro in ogni anfratto del suo Cuore... le sue cellule gli si rivoltano contro e lo uccidono.”

"Mi illudevo che il re fosse degno.” Disse il re rattristato.

“Lo è. Ma non gli è concesso di fermarsi. Senza una continua aspirazione verso l’Alto l'uomo degrada verso il basso. Non si può restare fermi: o si sale o si scende. Proprio perché il re è degno, il popolo lo chiama a compiere un balzo in avanti. Se non fosse degno sarebbe già stato ucciso o non sarebbe divenuto re.

I sudditi con tutta la loro violenza stanno solo implorando un’evoluzione del mio re. Fa che l’aurora non lo trovi dove il tramonto l’ha lasciato.”

“Cosa può fare il re per salvare il suo regno?”, chiese Semen-Hor.

"Il re dice di non sopportare più la vista della regina. Ebbene, deve vincere questa paura e starle accanto adesso più che mai. Il cammino della chiarezza passa dal mondo delle ombre e il sentiero che porta all'alba si chiama notte. Se la donna è sorda e l’uomo è muto, allora possono intendersi solo toccandosi le mani. Occorre che il re smetta di sfuggirsi e si apra all’incertezza, che prenda per mano la regina e si faccia accompagnare dentro di sé.

Amare senza limiti implica il morire a se stessi, sprofondare nell’altro, perdere la paura, riacquisire la propria dignità.

Siate come la vista per i due occhi."

“Dimmi, allora, qual è la tua profezia?"

“Riconoscere che la causa è interna è la prima guarigione. Lasciar morire le maschere e diventare vulnerabile con la sua regale compagna è la seconda guarigione. Questa è un'ora solenne. Oggi il mio re è chiamato ad essere sposo per la prima volta dopo un anno dal suo matrimonio. Non ce qualcosa da fare, ma un nuovo modo in cui essere. Per entrare in un tempio invisibile non occorre compiere alcun movimento. Nel momento in cui ha deciso di espormi il suo problema, il re ha salvato il suo regno. Questa è la mia profezia".



Questo testo è estratto dal libro "Il Libro di Draco Daatson - Il Regno del Fuoco".

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Il Libro di Draco Daatson - Il Regno del Fuoco Salvatore Brizzi

Il Libro di Draco Daatson - Il Regno del Fuoco
Parte Seconda
Salvatore Brizzi

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Il magico potere della presenza

Presenza: essere liberi e indipendenti dal tempo psicologico (passato e futuro). Si ottiene concentrando la nostra attenzione pienamente e completamente sul momento presente, su quello che viviamo nel qui e ora. Questo è inevitabile per tutti, in quanto è l’unico modo di riconoscere che noi siamo più della nostra storia personale. Un cancello si apre per noi per farci vedere un mondo libero di forme e figure al di là del mondo che conosciamo come reale.

Ramana Maharshi afferma che la presenza è il primo passo verso rivelazione reale che egli definisce come Sé.

In presenza: interpretazione di Echarth Tolle: è l’Io stesso, la coscienza del corpo, che è stata eliminata dalla maggior parte delle identificazioni. Questa è, tuttavia, solo una pseudo-presenza, in quanto è soggetta a modifiche. Essa scompare nello stato di sonno profondo, quando non c’è presenza. Riemerge quando si è svegli e svanisce quando si è addormentati.

Questa pseudo-presenza è la nostra soggettività (sono), che è orientata su un oggetto che appare nel tempo presente (es il nostro corpo e l’identificazione con esso). Questa pseudo-presenza è la chiave per la presenza. Maharshi ritiene che sia possibile raggiungere la presenza solo attraverso la ricerca di noi stessi.

Cosa vuol dire ricercare noi stessi? La ricerca di noi stessi significa che dobbiamo distogliere la nostra attenzione dall’oggetto alla nostra soggettività e trovare la fonte da cui emerge e dove scompare.



La fonte è la presenza in sé, la coscienza assoluta. Io sono il tutto e il tutto è dentro di me!

Vivere la presenza non è una cosa statica, bensì si tratta di un processo in continua evoluzione. La presenza, che emerge nel momento presente come descritto da Eckhart Tolle, è solo il primo passo del processo. Durante il processo, c’è un momento critico, cioè quando l’Io tende ad interferire suggerendo che l’obiettivo è stato raggiunto. Io sono qui, io sono presente, mi sono elevato al di sopra delle forme. Tale presenza è, tuttavia, solo un cancello. Dobbiamo passarlo per raggiungere la presenza reale.

Quando arriviamo a riconoscere questo come il nostro vero stato, non importa più se la nostra presenza è a conoscenza del mondo esterno o gira verso l’interno. Questo approccio concettuale appare chiaro solo se si cerca di capirlo attraverso il nostro stato attuale di coscienza. Al fine di comprendere pienamente questo, per prima cosa abbiamo bisogno di risvegliare la nostra presenza.


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giovedì 9 giugno 2016

SINCRONIZZARE IL CERVELLO

SINCRONIZZANDO IL CERVELLO (FORSE) NON DIVENTEREMO DEGLI EINSTEIN MA AVREMO MOLTE POSSIBILITA' IN PIU'

Ciascun emisfero lavora in modo differente.
Brevemente possiamo dire che l’emisfero sinistro usa il pensiero analitico; è razionale, pratico, logico, lineare, matematico. I
Insomma, se fosse solo, il nostro quotidiano sarebbe decisamente una noia l’emisfero destro invece ha una visione olistica e vi risiedono la nostra intuizione, creatività, immaginazione ed emotività. 


Se non avessimo il sinistro a bilanciarlo, forse la nostra vita sarebbe l’apoteosi dell’anarchia.

I due emisferi sono collegati attraverso il corpo calloso.
Secondo uno studio internazionale, guidato dalla East China Normal University di Shanghai, il cervello di Albert Einstein sarebbe stato clamorosamente “iperconnesso”.
Aveva un corpo calloso più spesso della media e ciò permetteva alle informazioni di viaggiare dall’emisfero destro a quello sinistro molto più velocemente. Alla base della fervida intelligenza di Albert Einstein ci sarebbe quindi una sorta di iperconnessione tra il lato del cervello fantasioso, immaginifico ed emotivo e quello analitico, calcolatore e razionale. […]
IL CORPO CALLOSO è un’importante lamina interposta tra i due emisferi cerebrali, costituita da fasci di fibre mieliniche e amieliniche che collegano tra loro aree corrispondenti nelle due metà. […]
È esclusivamente grazie a quel ponte fibroso che i due aspetti del cervello, quello creativo e razionale, il cervello poeta e quello ingegnere, riescono a comunicare. Partorendo un unico risultato. A quanto pare gli scienziati hanno scoperto che il corpo calloso di Einstein – che in fondo sembra proprio figlio di questo prodigioso mix mentale – era più spesso in diverse zone. […]
Ma geni si nasce o si diventa? Pare che “Geni si diventa imparando ad usare il cervello!”.
Esistono infatti diverse tecniche o accorgimenti che ci permettono di migliorare con facilità la connessione tra i nostri due emisferi.

Una di queste, la più importante, è la meditazione.

Advanced Mind Institute Italia

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