lunedì 24 luglio 2017

L'ATTENZIONE TRA LE SOPRACCIGLIA

Non c’era altra via, perciò Pitagora dovette sottoporsi a questo addestramento. Dopo quaranta giorni di digiuno e di respirazione, consapevole, gli fu permesso di entrare nella scuola. Si dice che Pitagora affermò: “Non state ammettendo Pitagora. Sono un uomo diverso, sono rinato. Avevate ragione e io avevo torto, perché prima il mio intero punto di vista era intellettuale. Con questa purificazione il centro del mio essere è cambiato: dall’intelletto è sceso al cuore. Ora posso sentire le cose. Prima di questo addestramento potevo capire solo con l’intelletto, con la testa. Non sarà una filosofia, ma piuttosto, un’esperienza, sarà esistenziale”.



Qual era l’addestramento cui si sottopose?
Questa quinta tecnica è quella che fu data a Pitagora. Venne data in Egitto, di fatto la tecnica è indiana. La quinta tecnica di respirazione è la seguente:
“L’attenzione tra le sopracciglia, lascia che la mente preceda il pensiero. Lascia che la forma si riempia con l’essenza del respiro fino alla sommità della testa e lì piova come luce”. Questa tecnica fu data a Pitagora, che la riportò in Grecia e, così, divenne il principio, lo strumento che diede vita a tutto il misticismo occidentale. Analizziamola.

“L’attenzione tra le sopracciglia…”. La fisiologia moderna, la ricerca scientifica, afferma che, tra le due sopracciglia, si trova una ghiandola e che questa è la parte più misteriosa di tutto il corpo: è detta ghiandola pineale, ed è il terzo occhio dei tibetani: shivanetra, l’occhio di Shiva, nel Tantra. Tra i due occhi c’è un terzo occhio, che esiste ma non è attivo.

E’ lì: può funzionare in qualsiasi momento, ma non funziona spontaneamente, per aprirlo si deve fare qualcosa. Non è cieco, è semplicemente chiuso. Questa tecnica serve ad aprirlo. “L’attenzione tra le sopracciglia…”. Chiudi gli occhi, poi falli convergere proprio nel mezzo delle sopracciglia, focalizzati esattamente nel mezzo degli occhi chiusi, come se guardassi esattamente nel mezzo, con entrambi. Dagli totale attenzione. Questo è uno dei metodi più semplici per essere attenti. Non puoi prestare attenzione a nessun’altra parte del corpo così facilmente: questa ghiandola assorbe l’attenzione con estrema facilità. Se le dai tutta la tua attenzione, gli occhi verranno ipnotizzati dal terzo occhio. Si fissano, non si possono muovere.

Questo terzo occhio è un magnete naturale, attiva l’attenzione, la forza. Ecco perché in tutto il mondo questo è uno dei metodi più usati. E’ il più semplice per addestrare l’attenzione: non sei solo tu che cerchi di essere attento, la ghiandola stessa ti aiuta, è magnetica, la tua attenzione viene spinta con forza verso di essa: viene assorbita. Nelle antiche scritture tantriche si dice che l’attenzione è cibo per il terzo occhio. Non è difficile: occorre solo conoscere il punto giusto; per trovarlo, devi lasciare che gli occhi chiusi si muovano esattamente nel mezzo, tra le due sopracciglia, finché non percepisci quel punto magnetico: allora, immediatamente gli occhi si fisseranno; quando sarà difficile muoverli, saprai di aver colto il punto giusto. “L’attenzione tra le sopracciglia, lascia che la mente preceda il pensiero…”. L’attenzione che ne seguirà ti farà sperimentare per la prima volta uno strano fenomeno: percepirai i pensieri correre di fronte a te; diventerai un testimone.

Sarà come essere di fronte a uno schermo cinematografico: i pensieri scorrono e tu sei un testimone. Generalmente non è così: ti identifichi sempre con i tuoi pensieri. Se c’è rabbia, diventi rabbia. Se un pensiero ti tocca, non sei testimone: diventate tutt’uno, ti identifichi con il pensiero, e ti muovi con esso.

Diventi il pensiero, ne assumi la forma. Quando c’è sesso, diventi sesso; quando c’è rabbia, diventi rabbia; quando c’è avidità, diventi avidità. Ti identifichi sempre con ogni pensiero che ti tocca. Non mantieni mai alcuna distanza tra te e il pensiero. Ma focalizzati sul terzo occhio, e all’improvviso diventerai un testimone. Tramite il terzo occhio puoi vedere i pensieri correre come nuvole nel cielo o come persone che si muovono per la strada. Ora, se c’è rabbia, puoi vederla come un oggetto. Ora non senti più che tu sei arrabbiato. Senti di essere circondato dalla rabbia – una nube di rabbia è sorta intorno a te – ma tu non sei la rabbia, e se non lo sei, la rabbia diventa impotente. Non può influenzarti; non ne vieni intaccato. La rabbia verrà e se ne andrà, e tu rimarrai centrato in te stesso. E così, non ti identificherai più con i sentimenti negativi.

Quando quindi, l’attenzione è focalizzata al centro del terzo occhio, tra le sopracciglia, all’improvviso diventi un testimone, ma è vero anche il viceversa, ossia che se riesci a non identificarti con qualsiasi cosa accada, sarai automaticamente nel terzo occhio. E avrai un potere immenso, non sarai più schiavo degli istinti, sarai un individuo veramente libero. E la seconda conseguenza nell’essere nel terzo occhio, sarà che potrai sentire la vibrazione sottile e delicata del respiro, potrai percepire la forma del respiro, l’essenza stessa del respiro. La scienza stabilisce che respiriamo aria nella forma combinata di gas, ma il Tantra afferma che l’aria è solo un veicolo, di fatto tu respiri prana, vitalità. L’aria è solo il mezzo, il contenitore materiale; il prana è il contenuto, ed è qualcosa di sottile, di non materiale. Questo contenuto veniva definito “orgone” dallo psicologo tedesco Wilhelm Reich.

I suoi effetti possono essere percepiti. Quando sei con una persona molto vitale, sentirai sorgere in te una certa vitalità. Se sei con una persona molto malata, ti sentirai succhiato, come se ti venisse sottratto qualcosa. Perché ti senti così stanco quando vai all’ospedale? Vieni succhiato da ogni parte. L’intera atmosfera dell’ospedale è malata, lì tutti hanno bisogno di più energia, di più prana. Perciò se ti trovi lì, all’improvviso il tuo prana comincia a fluire fuori di te. Perché a volte quando sei in mezzo a una folla ti senti soffocare? Perché il tuo prana viene succhiato. Quando sei solo sotto il cielo mattutino, sotto gli alberi, all’improvviso senti in te una vitalità: il prana.

In particolare, il prana fluisce e defluisce in modo immediato e totalizzante, al contatto con la vostra Fiamma Gemella. Se essa prova malessere, ne sarete investiti, se essa nel profondo versa in armonia, tutto vi sembrerà ancora più armonioso e dopo il contatto sarete raggianti. Esistono delle testimonianze risalenti all’antico Egitto, secondo le quali alcuni individui hanno sperimentato il fluire del prana, senza la penetrazione dell’aria, rinchiudendosi in samadhi sotterranei.

“Lascia che la forma si riempia con l’essenza del respiro fino alla sommità della testa… “. E quando arriverai a sentire l’essenza del respiro, il prana, immagina semplicemente che la tua testa sia ricolma di quell’essenza. Immagina solamente. Non occorre alcuno sforzo. Quando sei focalizzato al centro del terzo occhio, ed immagini qualcosa, la cosa accade, lì per lì. Normalmente, la tua immaginazione è solo impotente: continui a immaginare e non accade nulla. Ma a volte,senza saperlo, nella vita comune, si verificano degli eventi dettati dall’immaginazione: stavi immaginando qualcosa a proposito di un tuo amico e all’improvviso qualcuno bussa alla porta.

Stavi “pensando”, immaginando una canzone alla radio, cambi stazione e la trovi. Dici che è una coincidenza che l’amico sia arrivato o che la canzone sia alla radio. A volte l’immaginazione funziona proprio come coincidenza; ma ora cerca di ricordare ogni volta in cui accade che senti la tua immaginazione diventare realtà, e analizza l’intera situazione; ritirati nell’interiorità e osserva. In un certo momento la tua attenzione deve essere stata vicina al terzo occhio. Quando ero bambina, mi capitava sempre di dire “ti immagini se…” e la cosa si verificava davvero. Tutti abbiamo questa capacità, in molti è completamente latente. Ogni volta che si verifica questa coincidenza, sembra tale perché non conosci la scienza occulta. Senza saperlo, la tua mente si deve essere spostata vicino al centro del terzo occhio. Se la tua attenzione si trova nel terzo occhio, la semplice immaginazione è sufficiente per creare qualsiasi fenomeno.
“Lascia che la forma si riempia”. Ora immagina che questa essenza stia colmando tutta la tua testa, in particolare la sommità del capo, il shasrara, il centro energetico più alto, e non appena te lo immaginerai si riempirà. “Lì” – alla sommità della testa – piove come luce”. Il prana piove dalla sommità della tua testa come luce. E “accadrà” che piova luce: quella pioggia di luce ti rinfrescherà, ti farà sentire completamente rinato, rinnovato. Questo è il significato della rinascita interiore. Perciò due cose: primo, focalizza nel terzo occhio, l’immaginazione diventa potente, efficace.

Una cosa fondamentale: prima di praticare queste tecniche, sii puro. Per il Tantra la purezza non è un concetto morale, la purezza è importante, perché se sei focalizzato nel terzo occhio e la tua mente è impura, la tua immaginazione può diventare pericolosa: pericolosa per te e per gli altri. Se pensi di ferire qualcuno, se questa idea è nella mente, il solo immaginarlo può ferire. Ecco perché si insiste così tanto sull’essere puri. A Pitagora fu detto di sottoporsi a un digiuno, a una particolare respirazione – questa respirazione – perché qui si viaggia su un terreno molto pericoloso. Perché ovunque esiste potere esiste pericolo, e se la mente è impura, non appena avrai potere i tuoi pensieri impuri se ne impadroniranno immediatamente. Mi preme dire che la quinta tecnica ha come applicazione pratica la stessa ipnosi. Quando qualcuno viene ipnotizzato, e gli viene detto di concentrare lo sguardo su un punto particolare: una luce, un punto sulla parete, o qualunque altro oggetto, esterno o interno (per esempio, un’onda energetica che fluisce all’interno del corpo), in tre minuti la sua attenzione interiore comincia a fluire verso il terzo occhio; ogni cosa che l’ipnotista dirà, sarà immediatamente verificata. Ecco perchè l’ipnosi è il mezzo curativo più potente ed efficace. Se l’ipnotista dicesse “ora ti stai addormentando profondamente”, ti addormenteresti profondamente… se ordinasse a una tua malattia di scomparire, essa scomparirebbe immediatamente.

Milton Erickson, l’ipnotista psicoterapeuta più famoso dei tempi moderni, curò da solo diverse patologie, sperimentando “in itinere” i poteri dell’ipnosi. Mettendoti in mano un sasso l’ipnotista potrebbe dire: “Questo nella tua mano è fuoco”, e tu sentiresti un calore intenso; ti scotteresti la mano, non solo nella mente, ma di fatto. La tua pelle si brucerebbe veramente e proveresti una sensazione di bruciore. Che cosa succede? Non c’è alcun fuoco. C’è solo un comunissimo sasso, freddo. Come è possibile? Sei focalizzato nel centro del terzo occhio, la tua immaginazione riceve suggestioni dall’ipnotista ed esse diventano realtà. Non giocate mai con l’ipnosi da soli, se non sapete come utilizzare questo strumento e, se anche apprendeste i suoi meccanismi, non utilizzatela su altri se non avete l’assoluta certezza che la vostra mente sia lontana da ogni coinvolgimento verso essi. Rischiate altrimenti di perdervi in essa e negli effetti che le induzioni possono comportare… questo vale in modo assoluto se l’ipnosi è di tipo regressivo: non praticatela se avete l’impressione che quell’anima sia karmica e se non avete la certezza di essere perfettamente equilibrati per sostenere ogni reazione.

Nel terzo occhio, quindi. immaginazione ed attuazione non sono due cose distinte: l’immaginazione è il fatto. Immagina, ed è così. Non c’è frattura tra il sogno e la realtà. Per chi è centrato nel terzo occhio, i sogni diventeranno reali e l’intera realtà diventerà semplicemente un sogno, perché quando il tuo sogno può diventare reale sai che non esiste una differenza fondamentale tra sogno e realtà. Perciò quando Shankara dice che questo intero mondo è solo un sogno del divino, non è una proporzione teoretica, non è un’affermazione filosofica, è piuttosto l’esperienza interiore di colui che è focalizzato nel terzo occhio.

Immagina semplicemente che l’essenza del prana stia piovendo dalla sommità della testa, proprio come se fossi seduto sotto un albero e stessero piovendo fiori, oppure come se fossi sotto il cielo e improvvisamente da una nuvola cominciasse a piovere, o di mattina fossi semplicemente seduto e il sole sorgesse e i raggi cominciassero a riversarsi su di te. E’ sufficiente immaginare, e immediatamente quella pioggia accade: una pioggia di luce che cade sulla sommità della tua testa. Questa pioggia ti ri-creerà, ti farà rinascere. Ti sentirai bene, e rinato.

Tratto da: Il libro dei segreti di Osho

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domenica 23 luglio 2017

Infine sei stato fatto uomo ...

Dal momento in cui sei venuto al mondo,
una scala è stata posta dinanzi a te
per permetterti di evadere.
Prima eri minerale, poi sei diventato pianta,
dopo sei diventato animale;
come ignori!
Infine sei stato fatto uomo,
dotato di conoscenza, di senno e di fede.
Considera questo corpo estratto dalla polvere,
quale perfezione ha acquisito!
Quanto eri trascendente, nella condizione
di uomo!
Sai, senza alcun dubbio tu diventerai un angelo:
allora finirai nella terra e la tua dimora sarà
l'immenso cielo.
Oltrepassa anche la condizione angelica,
entra in quest'oceano, finchè la tua goccia d'acqua
diventerà un mare.


Gialal al-Din Rumi

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La conoscenza di sé.

“Quanto più conoscete voi stessi, tanto più c’è chiarezza.”
“Ora, per favore, ascoltate con attenzione, perché vi siete fatti delle idee strane sulla conoscenza di sé – che per ottenerla dobbiate esercitarvi, dobbiate meditare, dobbiate fare ogni genere di cose. È molto semplice, signori. Il primo passo è l’ultimo nella conoscenza di sé, l’inizio è la fine. Il primo passo è ciò che conta, perché non è cosa che possiate apprendere da un altro. Nessuno può insegnarvela, dovete scoprirla da soli; deve essere una vostra scoperta e quella scoperta non è qualche cosa di tremendo, di assurdo; è semplicissima.
In fin dei conti, conoscere voi stessi è osservare la vostra condotta, le vostre parole, quel che fate in tutti i rapporti quotidiani; questo è tutto. Cominciate con ciò e vedrete come sia straordinariamente difficile essere consapevoli, anche solo osservare il vostro modo di comportarvi, le parole che usate col vostro domestico, col vostro capo, l’atteggiamento che avete nei confronti della gente, verso le idee e le cose.
Esaminate i vostri pensieri, i vostri moventi nello specchio del rapporto e vedrete che, nel momento in cui osservate, volete correggere, dite: «Questo è bene, questo è male. Devo fare questo e non quello». Quando vi vedete nello specchio del rapporto, il vostro è un approccio di condanna o di giustificazione e, quindi, distorcete ciò che vedete. Mentre, se osservate semplicemente in quello specchio il vostro atteggiamento nei riguardi della gente, verso le idee e le cose, se vedete soltanto il fatto senza giudizio, senza condanna o accettazione, allora scoprirete che quella stessa percezione ha la propria azione. Quello è l’inizio della conoscenza di sé.
Guardare voi stessi, osservare ciò che fate, ciò che pensate, quali sono i vostri moventi e incentivi e, ciò nonostante, non condannare o giustificare, è una cosa straordinariamente difficile a farsi, perché tutta la vostra cultura si basa sulla condanna, sul giudizio e sulla valutazione; siete stati educati a furia di «Fai questo, e non quello». Ma se siete in grado di guardare nello specchio del rapporto senza suscitare l’opposto, allora scoprirete che non c’è limite alla conoscenza di sé.
Vedete, l’indagine sulla conoscenza di sé è un movimento verso l’esterno che, più tardi, si volge all’interno. Dapprima guardiamo le stelle e poi ci guardiamo dentro. Allo stesso modo, cerchiamo la realtà, Dio, la sicurezza, la felicità, nel mondo oggettivo e, quando non la troviamo lì, ci volgiamo all’interno. Questa ricerca del Dio interiore, del sé supremo, o di quel che volete, cessa del tutto tramite la conoscenza di sé e allora la mente si fa estremamente quieta, non per mezzo della disciplina, ma soltanto attraverso la comprensione, l’osservazione, l’essere consapevole di se stessa, in ogni minuto, senza alternativa.
Non dite: «Devo essere consapevole, ogni minuto», perché quella è soltanto un’altra manifestazione della nostra stupidità, allorquando vogliamo ottenere qualcosa, quando vogliamo raggiungere uno stato particolare. Ciò che importa è essere consapevoli di voi stessi e continuare ad esserlo senza accumulazione, perché non appena accumulate, da quel centro voi giudicate. La conoscenza di sé non è un processo d’accumulazione; è un processo di scoperta, di momento in momento, nel rapporto.
Nient’altro che consapevolezza! La consapevolezza dei vostri giudizi, dei vostri pregiudizi, delle vostre simpatie e antipatie. Quando vedete qualcosa, quel vedere è il frutto del vostro confronto, della vostra condanna, del vostro giudizio, della vostra valutazione, vero? Quando leggete qualcosa, state giudicando, state criticando, state condannando o approvando. Essere consapevoli è vedere, all’istante, tutto questo processo di giudizio, di valutazione, vedere le conclusioni, il conformismo, le accettazioni, i rifiuti.
Ora, si può essere consapevoli senza tutto ciò? Per il momento, tutto quello che conosciamo è un processo di valutazione e quella valutazione è il frutto del nostro condizionamento, del nostro bagaglio di esperienze, dei nostri influssi religiosi, morali ed educativi. Questa cosiddetta consapevolezza è il risultato della nostra memoria – memoria intesa come il «me», l’olandese, l’hindú, il buddhista, il cattolico, o quel che si voglia.
È il «me» – i miei ricordi, la mia famiglia, la mia proprietà, le mie qualità – che guarda, giudica, valuta. Ora, ci può essere consapevolezza senza tutto ciò, senza il sé? È possibile guardare soltanto, senza condanna, osservare soltanto il movimento della mente, della propria mente, senza giudicare, senza valutare, senza dire: «È bene» o «È male»?
La consapevolezza che scaturisce dal sé, che è la consapevolezza della valutazione e del giudizio, fa sorgere sempre la dualità, il conflitto degli opposti – quel «ciò che è» e quel «ciò che dovrebbe essere». In quella consapevolezza c’è giudizio, paura, valutazione, condanna, c’è identificazione. Non è che la consapevolezza del «me», del sé, dell’«Io», con tutte le sue tradizioni, i suoi ricordi e via dicendo. Una simile consapevolezza suscita sempre conflitto tra l’osservatore e l’osservato, tra ciò che sono e ciò che dovrei essere.
Ora, è possibile essere consapevoli senza questo processo di condanna, di giudizio, di valutazione? È possibile che io mi guardi, quali che siano i miei pensieri e non condanni, non giudichi, non valuti? Non so se ci abbiate mai provato. È veramente arduo, perché tutta la nostra formazione, dall’infanzia, ci conduce a condannare o ad approvare. E nel processo di condanna o di approvazione c’è frustrazione, c’è paura, c’è un tormentoso dolore, c’è ansietà, il che è il processo stesso del «me», il sé.
Allora, sapendo tutto ciò, può la mente, senza sforzo, senza cercare di non condannare – giacché nel momento in cui dice: «Non devo condannare», è già intrappolata nel processo di condanna – può la mente essere consapevole, senza giudizio? Può limitarsi a guardare spassionatamente e, quindi, osservare quegli stessi pensieri, quelle stesse sensazioni nello specchio del rapporto – rapporto con le cose, con la gente e con le idee?
Questa tacita osservazione non provoca freddezza, un gelido intellettualismo – al contrario. Se comprendo qualcosa, non deve, ovviamente, esserci condanna, confronto alcuno – è semplice, non vi pare? Ma noi pensiamo che la comprensione scaturisca dal confronto e, in questo modo, aumentiamo i confronti. La nostra educazione è di tipo comparativo e tutta la nostra struttura morale, religiosa è fatta per confrontare e condannare.
Quindi, la consapevolezza di cui sto parlando è la consapevolezza dell’intero processo di condanna e ne è la fine. In essa c’è osservazione senza alcun giudizio – cosa che è estremamente difficile; implica la cessazione, la fine completa del definire, del denominare. Quando mi rendo conto di essere bramoso, avido, stizzoso, passionale, o quel che si voglia, non è possibile osservarlo soltanto, esserne consapevole, senza condannare? – il che significa proprio smettere di attribuire un nome alla sensazione.
Infatti, quando do un nome, per esempio «avidità», l’attribuzione stessa del nome è il processo di condanna. Per noi, neurologicamente, la parola stessa «avidità» è già una condanna. Liberare la mente da ogni condanna significa cessare di attribuire dei nomi. Dopo tutto, il nominare è il processo di chi pensa. E il pensante che separa se stesso dal pensiero – il che è un processo del tutto artificiale, è irreale. Esiste solo il pensare; non c’è alcuna entità pensante; c’è solo una condizione d’esperienza, non l’entità che esperisce.
Così, tutto questo processo di consapevolezza, di osservazione è il processo di meditazione. È, in altri termini, la propensione a sollecitare il pensiero. Per la maggior parte di noi, i pensieri sopraggiungono senza sollecitazione – un pensiero dopo l’altro. Il pensare è incessante; la mente è schiava di ogni sorta di pensiero errabondo.
Se ve ne rendete conto, allora vedrete che può esservi una sollecitazione al pensiero – una sollecitazione del pensiero – e allora un perseguire ogni pensiero che abbia a sorgere. Per la maggior parte di noi, il pensiero giunge non sollecitato; in qualsiasi maniera. Comprendere quel processo e sollecitare, allora, il pensiero e perseguire quel pensiero fino alla fine è l’intero processo che ho descritto come consapevolezza; e in ciò non c’è un denominare.
Allora vedrete che la mente si fa straordinariamente quieta – non con fatica, non attraverso la disciplina, non attraverso una qualsiasi forma di tortura inflitta a se stessi e di controllo. Mediante la consapevolezza delle proprie attività, la mente diventa sorprendentemente quieta, calma, creativa – priva dell’azione di qualsiasi disciplina o di qualsiasi imposizione.
Allora, in quella calma della mente, si presenta il vero, senza sollecitazione. Non potete sollecitare la verità; essa è l’ignoto. E, in quel silenzio, colui che sperimenta è assente. Perciò, ciò che è sperimentato non viene accumulato, non viene ricordato come «la mia esperienza della verità».
Allora la vita ha qualcosa che è al di fuori del tempo – che non può essere misurato da chi lo sperimenti, o da chi meramente ricordi un’esperienza passata. La verità è qualcosa che giunge di momento in momento. Non va coltivata, non va accumulata, immagazzinata e trattenuta nel ricordo. Giunge soltanto quando c’è una consapevolezza in cui colui che sperimenta è assente.”
Tratto da: “Verso la liberazione interiore”, di Jiddu Krishnamurti.







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sabato 22 luglio 2017

QUANDO TI OFFENDONO, PROVA A CAMBIARE LA PROSPETTIVA

Se conosci il nemico, ti è più facile combattere. Me devi combatterlo? Si può anche NON reagire agli insulti. Se qualcuno lo fa nei tuoi confronti, chiediti: perché lo sta facendo?
Vuole forse umiliarti per sentirsi superiore? Allora la sua azione è solo da compatire.
Oppure lui vuole aggredirti per scaricare la propria rabbia? Fatti sempre questa domanda: perché lo sta facendo? E’ a secondo della risposta che devi scegliere come comportarti. Gli altri non ci possono offendere, possiamo solo “offender-сi”. Noi.
Diceva Lev Tolstoj:
“Tutto dipende dal pensiero. E’ l’inizio di tutte le cose. Possiamo gestire i nostri pensieri”.


Se subito dopo aver ricevuto degli insulti cominci a reagire senza pensare, chi ti ha offeso canterà vittoria.
Ma perché, perché gli dai questa possibilità? Come di solito noi reagiamo agli insulti? Ecco come: “Stupido! - Sei tu stupido!”.
E a volte un insulto arriva così all’improvviso che non abbiamo tempo per reagire positivamente. Le parole feriscono, gli aghi entrano nel cuore... Rimaniamo interdetti, e solo dopo ci vengono in mente delle parole giuste.

Ma ora fermati e valuta la situazione. Come stiamo vivendo la nostra preziosa vita? Il nostro nemico ha già dimenticato la sua uscita, mentre noi piantiamo i semi della vendetta, che cominciano a roderci dall’interno. Per che cosa?

Ecco alcuni consigli:
- stai piangendo, ti sei offeso? Prova a cambiare la prospettiva. Come si vede tutto ciò dal cosmo? E’ vero, fa ridere.
- Avvicinati alla finestra e cerca di osservare bene un oggetto lontano, focalizza la tua attenzione su altre cose. Respira. Stai già meglio.
- Ferma la corrente di brutti pensieri. Bevi una tazza di tè. Con miele e limone. Gioca con il gatto. Dimentica.
- E poi? Come comportarsi con quella persona? Se è un tuo amico, parlagli. Digli che la sua uscita ti ha molto amareggiato. Se è un tuo superiore e puoi farci poco, cambia di nuovo la prospettiva. Immaginalo come un piccolo bimbetto che fa capricci, piange e litiga con gli altri. Accarezzagli la testina, dagli da mangiare. Mettilo sul vasetto! Vedrai che ti viene da sorridere non appena immaginerai il tuo capo così. Ma la cosa più interessante è che anche lui comincerà a cambiarsi non appena vedrà la tua superiorità psicologica.
- Un'altra tecnica: “acquario”.
Non appena il capo cominci a gridare, immaginalo come un pesciolino in un acquario, che apre la bocca ma non si sente nulla. Le brutte parole ti scivoleranno di dosso senza toccarti.
- Puoi mostrarti calmo e sicuro di se dicendo “come sei maleducato, come sei rozzo”. A volte queste parole funzionano permettendoti a ritirarti a testa alta.
- E ora apri il rubinetto e grida allo getto d’acqua ciò che pensi. L’acqua porterà via le tue emozioni. Poi sciaquati la faccia e vai a ricevere le tue emozioni positive.
- L’importante è non FARE LA VITTIMA. Buona giornata a tutti (senza conflitti).

advanced mind
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giovedì 13 luglio 2017

INNAMORATI DEL PRESENTE



Innamorati del posto dove stai adesso.
Fai un inchino a ciò che hai.
Lascia andare la speranza della felicità futura; la tua gioia non dipende da "qualcosa di più".
Lascia andare gli obiettivi, e anche il punto d'arrivo... concentrati sul presente.


Sii lento. Sii qui. Respira ...

In realtà, sei sempre qui, malgrado la gran parte del tempo stai cercando di essere "lì". Anche quando ti sembra di essere lì, stai ancora Qui, Il momento presente è la tua casa.
E' possibile vivere con piacere. E' possibile avere un grande successo in questo mondo, fare una vita che piace, nutrire le speranze sul futuro, ed essere pienamente presenti, ancorati al presente.
E' possibile vivere senza fretta, godendo ogni istante della vita, assaggiare il gusto di ogni giorno, invece di volare attraverso i giorni.

Il momento presente non è la fine, è un attimo della vita, completo e realizzato. Vivi il momento presente. La mente lo chiama "l'assenza delle ambizioni". Ma si chiama anche il buon senso, il ringraziamento, la pace, o lo spazio nel quale tutto è possibile...

(Nik. Bulgakov)

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mercoledì 12 luglio 2017

Il mondo dura solo un momento ~ Sri Nisargadatta Maharaji

V. Perché neghi l’esistenza del mondo?
M. Non nego il mondo. Lo vedo apparire nella coscienza, che è la totalità del conosciuto nefl’immensità dell’ignoto. Ciò che ha un inizio e una fine è soltanto apparenza. Del mondo si può dire che appare, ma non che è. L’apparizione può durare molto a lungo secondo una determinata scala temporale e molto poco secondo un’altra, ma alla fine il risultato è lo stesso. Tutto ciò che è legato al tempo è momentaneo e non ha realtà.
Sri Nisargadatta Maharaj, estratto da “Io Sono Quello“

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Io Sono Quello
Conversazioni col maestro
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lunedì 10 luglio 2017

Il primo passo sul sentiero del discepolato

L’individuo entra sul sentiero del discepolato con la ferma intenzione di compiere in un limitato numero di vite ciò che l’uomo ordinario compirà in centinaia e centinaia di esistenze. Tutti evolvono in maniera meccanica... ma con tempi geologici, mentre il discepolo contravviene alle leggi di natura desiderando evolvere volontariamente e in tempi limitati. Anziché salire agevolmente utilizzando la strada che gira intorno al monte, egli vuole inerpicarsi su per il fianco scosceso, non volendo attardarsi sul sentiero già battuto da molti altri.


Quale sarà il primo risultato di questa indomita volontà? Si troverà coinvolto in difficoltà molto maggiori rispetto all’uomo comune. Quello che guadagnerà in tempo, lo pagherà con la dura fatica. Da quel giorno, precipizi e pareti a picco saranno per lui la norma. L’uomo che muove il primo passo sul sentiero del discepolato chiama a sé tutto il suo karma passato, che deve essere in massima parte esaurito prima che egli sia pronto per la prima iniziazione.


I Signori del Karma hanno davanti ai loro occhi onniveggenti il registro della vita di ogni uomo, i cui conti ancora in sospeso dovranno essere saldati prima che egli possa varcare la soglia dell’iniziazione. E il fatto di porre deliberatamente piede sul sentiero, costituisce un appello ai Signori del Karma, affinché essi tirino le somme e gli offrano l’opportunità di saldare il karma, un po’ come chiedere il conto al ristorante perché si ha bisogno di andar via velocemente.


A causa di ciò, il karma che avrebbe dovuto ripartirsi su decine di vite, deve essere esaurito in poche, forse in una sola vita, rendendo in tal modo la strada molto difficoltosa da percorrere. Può sembrargli che tutto sia contro di lui, può parergli che la Gerarchia dei Maestri lo abbia abbandonato. Si trova in mezzo a guai di famiglia, difficoltà sul lavoro, malanni psicologici e fisici.


Perché proprio quando decide di dedicarsi al meglio, gli accade il peggio? Perché proprio quando decide di vivere più rettamente di quanto non abbia mai vissuto prima, devono assalirlo tutte queste sofferenze? Sembra così ingiusto, così duro, così crudele trovarsi trattato dal destino più duramente che mai, proprio quando decide di consacrare la propria vita al mondo superiore.



Eppure egli deve restar saldo in mezzo alle prove, non deve permettere a nessun sentimento d’ingiustizia di penetrare in lui. Non v’è niente d’ingiusto in quanto gli sta capitando. Volendo ottenere di più rispetto a quanto aspiri ogni altro uomo, ha sfidato il suo karma e quindi non può meravigliarsi se viene immediatamente chiamato ad esaurirlo. D’altronde ogni debito karmico che egli paga è cancellato per sempre dai registri akashici e non lo disturberà mai più.


Se le malattie lo colpiscono e se le angosce lo affliggono, deve pensare che è un bene essersi liberato da qualche peso che probabilmente grava su di lui da millenni. Ogni sofferenza non è inutile. Ciò che è stato sofferto appartiene oramai al passato e non più all’avvenire.


Lieto in mezzo agli affanni, fiducioso di fronte allo scoraggiamento, soddisfatto in mezzo alle pene... poiché il discepolo sa bene che se non vi fosse risposta, vorrebbe dire che la sua voce non è giunta agli orecchi della Gerarchia e la sua preghiera è ricaduta sulla Terra. Le sofferenze rappresentano unicamente la risposta all’appello da lui lanciato quando ha posto il primo piede sul sentiero.



Salvatore Brizzi
(professione: cane di Dio
D.O.G. = Dogs Of God)

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domenica 9 luglio 2017

Risveglio e ricordo di sé

Quando la mattina abbandonate il sonno fisico e vi alzate dal letto, sprofondate immediatamente in una condizione definita “identificazione”. Se fosse sufficiente alzarsi dal letto per essere svegli... tutto il mondo funzionerebbe diversamente. In questo stato di identificazione non possedete una consapevolezza autonoma, perché venite assorbiti – vi perdete – in tutto ciò che fate, dite e pensate. Non essendo presenti a voi stessi, ma persi nelle attività, interne o esterne che siano, non potete definirvi svegli nel senso più completo del termine.


L’essere umano che si trova in questa condizione non è un individuo vero, bensì una macchina biologica priva di
a) unità interiore (un io permanente)
b) reale volontà
c) libero arbitrio
d) padronanza di sé
e) coscienza di sé,
si riduce, cioè, a una macchina manipolata da forze esterne, poiché, a ben guardare, si limita a reagire meccanicamente agli stimoli provenienti dall’ambiente circostante.


Far notare alle persone ordinarie che è perfettamente possibile restare addormentati nonostante la posizione verticale, difficilmente sortisce qualche effetto. Loro sono convinte che per il solo fatto di essersi alzate dal letto al mattino, sono divenute persone pienamente responsabili, padrone di se stesse e totalmente coscienti. Il fatto che a seconda dello stimolo proveniente dall’ambiente esterno, siano costrette a provare rabbia, imbarazzo o ansia, senza averlo chiesto e senza poterci fare nulla, non le induce a manifestare il minimo dubbio circa la solidità della loro coscienza, della padronanza di sé e del loro libero arbitrio. Ed è questo il vero mistero.


È quasi impossibile convincere chi la pensa così che sta ingannando se stesso, perché, non appena si sente dire di non essere cosciente, scatta in lui un meccanismo che lo risveglia per un istante e gli fa dire con indignazione: «Guardi che io sono pienamente cosciente di me!». Voglio farvi notare che proprio grazie a questo terribile trucchetto della natura, a causa della domanda ricevuta il terricolo si auto-osserva per un attimo e diventa in effetti cosciente. Se anche adesso, voi che state leggendo, vi fermate un istante e vi chiedete se siete coscienti, immediatamente smettete di essere identificati con il contenuto della lettura e divenite in effetti coscienti di voi. Ma quando ricomincerete a leggere non lo sarete più, perché ricadrete nell’identificazione, a meno che non facciate degli sforzi per restare coscienti mentre leggete: ciò che viene chiamato “ricordo di sé”.



Il drammatico trucchetto della natura, però, fa sì che l’individuo creda di essere sveglio sempre, e non solo per qualche istante a causa della domanda ricevuta. Si allontanerà da voi convinto di essere una persona cosciente, padrona di sé, in possesso di libero arbitrio e, naturalmente, abbastanza simpatica. Inoltre, a peggioramento della situazione, questa persona addormentata è attorniata da persone altrettanto addormentate, e la cultura in cui vive fa di tutto per perpetuare questo stato di sonno, in quanto chi dorme, forse non piglia pesci, ma sicuramente compra di tutto all’interno di affollati ipermercati.


L’Alchimia e la Magia – quando sono reali – si fondano sulla possibilità per l’essere umano, uomo o donna che sia, di uscire dal suo stato di sonno attraverso uno sforzo intenzionale, esercitato con perseveranza. Il ricordo di sé è una separazione della coscienza da tutto quello che facciamo, pensiamo e sentiamo. La coscienza smette progressivamente di restare identificata – addormentata – nelle attività della macchina biologica e diviene cosciente di sé, ossia cosciente di essere qualcosa di differente rispetto a fisico, emozioni e pensieri. Grazie a tali sforzi, non si limita a pensarlo con l’intelletto, bensì lo realizza.


Il simbolo del ricordo di sé è una freccia a due punte, che indica una duplice consapevolezza: verso l’interno e verso il mondo esterno. Si crea cioè un valore aggiunto, detto "osservatore" o "testimone", che è la consapevolezza oggettiva di sé, il senso di esserci. Si crea in questo modo un senso di distacco, di non identificazione coi pensieri, che prima non c'era. Infatti identificazione e ricordo di sé si escludono a vicenda, così come una stanza non può essere al contempo buia e illuminata.


(mentre leggevate, vi siete di nuovo persi, vero?)


Salvatore Brizzi
(professione: cane di Dio
D.O.G. = Dogs Of God)

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sabato 8 luglio 2017

THE SPIRAL



Il filosofo pitagorico Platone affermò enigmaticamente che c'era una chiave d'oro che unificava tutti i misteri dell'universo. La chiave d'oro è l'intelligenza dei loghi, la fonte dell'amore primordiale. Si potrebbe dire che sia la mente di Dio. La fonte di questa simmetria divina è il più grande mistero della nostra esistenza. Molti dei pensatori della storia come Pythagoras, Keppler, Leonardo da Vinci, Tesla ed Einstein sono arrivati alla soglia del mistero. Ogni scienziato che guarda profondamente nell'universo e ogni mistico che guarda profondamente dentro di sé finisce di fronte alla stessa cosa: la Spirale promordiale

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Questo va capito molto attentamente

Questa è la chimica interna. La luna e il sole sono simboli dell’alchimia interiore. La luna rappresenta il femminile e il sole rappresenta il maschile dentro di te. La luna è l’intuito, il sole è la ragione. La luna è yin; il sole è yang. Questa è la terminologia indiana per indicare lo yin e lo yang. La luna è pace, silenzio; il sole è energia, vitalità. La luna è morte, sonno, sogno, immaginazione; il sole è risveglio, vita, logica.

Quando la luna e il sole si incontrano dentro di te si verifica una grande esperienza. Questa è l’esperienza dell’armonia dell’unità – UNIO MYSTICA. Questo è lo scopo di tutti i mistici – l’incontro del sole e della luna dentro di sè. Questo è l’incontro reale dell’uomo e della donna.
E solo quando questo incontro è avvenuto si ha BRAHMACHARYA, si ha il celibato, non prima. Se la tua donna interiore non ha ancora incontrato il tuo uomo interiore, avrai bisogno di una donna o di un uomo all’esterno. Ma sono solo dei sostituti.


Per questa ragione non si è mai totalmente soddisfatti, sembra sempre che manchi qualcosa. Puoi trovare l’uomo o la donna più belli del mondo e senti comunque che qualcosa non quadra, continua ad esserci una mancanza. Non c’è niente di sbagliato nell’uomo o nella donna, niente di sbagliato. La sensazione che manchi qualcosa deriva da altrove e non sei stato in grado di capire da dove.

Quando ti innamori di una donna, quello che accade veramente è che hai una donna interiore e quella esteriore riflette per certi versi la tua donna interiore. Ecco cosa significa innamorarsi. E non esiste nessuna ragione particolare. Scrolli le spalle. Se qualcuno ti chiede: “Perchè ti sei innamorato di questa donna?”, trovi delle razionalizzazioni, per esempio, che il suo naso è fatto in un certo modo, o i capelli, o il modo in cui cammina – sono tutte sciocchezze. Beh, cosa hanno a che fare con l’amore un naso, o il colore dei capelli, o il modo in cui si cammina? Niente. Ma qualcosa corrisponde alla tua donna interiore, alla tua luna interiore.

In qualche modo lei riflette la tua luna interiore. Non sarà mai al cento per cento, questo non è possibile. La tua donna interiore è la tua donna INTERIORE e non può essere trovata all’esterno. All’esterno si possono trovare solo dei riflessi.

Ecstasy, The Forgotten Language (Estasi, il linguaggio dimenticato)


Di solito quello che chiamiamo amore non è vero amore. Chiediamo, pretendiamo. L’amore ordinario è una specie di accattonaggio: “Dammi di più, dammi di più!. L’amore vero dice: “Prendi da me, prendi da me di più”. Quando l’amore dà, è vero; quando ambisce ad ottenere, è falso. E quando l’amore dà, irradia, pulsa.

Don’t Look Before You Leap (Non guardare prima di saltare)

Inizia con l’amare te stesso, questo deve essere l’inizio e sarà anche la fine. Allora il cerchio si chiude: inizi con l’amare te stesso perchè sei il più vicino a te stesso. Naturlmente, quando inizi ad amarti, il tuo amore si muove dalla circonferenza verso il centro, perchè esisti solo sulla circonferenza. Ti rivolgi verso l’interno: sei sulla porta che collega la parte interiore con quella esteriore. Guardi dentro – sei ancora sulla circonferenza – e ti innamori del tuo centro. Questo è l’inizio. E la fine sarà che hai raggiunto il centro e da dove sei, dal centro, guardi la circonferenza.


Questo sarà il completamento del viaggio. Ma tra questi due, tra l’inizio e la fine, ci sono sette passi.

L’affermazione di Gurdjeff appartiene ad uno solo di questi passi ed è assolutamente corretto. Gli animali sono molto più sensibili perchè non sono logici, razionali. Ma non va bene iniziare con gli animali.; bisogna tornare un po’ più indietro. Il primo passo devono essere le stelle, il sole, la luna. Più sono lontani, meglio è, perchè se riesci ad amare le cose più lontane, ti sarà più facile amare quelle che ti sono più vicine. E anche le stelle hanno un’incredibile sensibilità; sono molto più primitive degli animali.

Le stelle, il sole, la luna – inizia con loro e loro ti risponderanno, ricordatelo! E preparati, perchè non sono nemmeno troppo ben educati. Ti diranno l’esatta verità, qualunque essa sia. Poi rivolgiti alle rocce, alle montagne. Senti le rocce, la loro consistenza, amale. Poi volgiti ai fiumi, al vento, alla pioggia; sono più vivi, più vivaci di qualunque altra cosa. Danza nella pioggia, nel vento. Nuota nel fiume, lasciati andare e fluisci con esso. Non lottare contro il fiume, non lo spingere, non nuotare controcorrente. Segui il fiume, diventa un’unica cosa con esso.


Ecco come potrai imparare molti modi di amare, molte qualità dell’amore. Poi volgiti agli alberi, ai cespugli, ai fiori, ai frutti.... spostati molto lentamente verso la vita. Gli alberi sono più vivi, i fiori sono più vicini, molto più vicini delle stelle e delle rocce e dei fiumi. Dopo volgiti agli uccelli – e solo adesso l’affermazione di Gurdjeff è corretta – agli animali.


E dopoche sarai stato capace di amare tutte queste diverse espressioni dell’esistenza, potrai amare l’uomo e la donna, perchè l’uomo e la donna sono l’espressione più alta e implicano le stelle, le montagne, i fiumi, i venti, la pioggia, gli alberi, gli uccelli, gli animali; implicano tutto ciò. Siamo fatti di tutto ciò! Qualcosa di noi appartiene alle stelle, qualcosa di noi appartiene ai fiumi, alle montagne, qualcosa di noi appartiene agli alberi, ai fiori, qualcosa di noi appartiene agli uccelli.


Non è un caso che sogni di volare, non è un caso che l’essere umano abbia inventato gli aerei, non è un caso che l’essere umano sia attratto da migliaia di anni dalle stelle. Inizialmente può essersi trattato di astrologia, poi di astronomia ed ora dell’immensa attrazione che spinge a raggiungere la luna, Marte, e poi le stelle. C’è qualcosa di magnetico che ci attira.


Non è un caso che quando vai al mare, qualcosa in te si sente in sintonia con il mare, perchè l’ottanta per cento del tuo corpo è fatto di acqua salmastra. L’essere umano è nato come pesce; dal pesce si è poi evoluto nell’uomo. In realtà, ogni bimbo nel grembo della madre è un pesce per alcuni giorni. In nove mesi deve attraversare tutti gli stadi che l’intera umanità ha attraversato in milioni di anni. Ma qualcosa dentro di te rimane sempre simile al pesce!

Non c’è niente di particolarmente strano che quando ami una donna inizi a chiamarla “micetta”, “gattina”; c’è qualcosa di vero in questo. Ogni donna ha un gatto dentro il suo essere, ogni uomo ha un cane. Ecco perchè puoi vedere marito e moglie litigare sempre come cane e gatto!


Se vuoi amare l’uomo e la donna dovrai amare molte altre cose. Se salterai direttamente nell’amore per una donna, sarai nei guai perchè non conoscerai molte delle sue dimensioni. Non conoscerai le dimensioni dell’uomo di cui sei innamorata. Qualcosa in lui è roccia; a meno che non conosca la consistenza della roccia e non sappia amare la roccia non sarai in grado di amare un Pietro. Un Pietro significa una roccia!


Devi fare l’esperienza dell’amore in tuti i modi possibili, solo allora... perchè l’uomo e la donna sono il culmine di molte cose; molte cose sono accadute prima di loro. Hanno un passato enorme; questo è implicito nel loro essere. E’ lì ed è molto vivo. Se non riesci ad amare gli alberi, se non riesci ad amare il vento, se non ti dà nessuna gioia danzare quando piove, non sarai in grado di amare un uomo o una donna; mancherà qualcosa al tuo amore. Non avrà la perfezione, non avrà quella grazia squisita che è in grado di avere, che dovrebbe avere.


Ma ti devi muovere lentamente. Inizia con te stesso e poi volgiti alle stelle più lontane, e poi da quelle stelle inizia a spostarti di nuovo verso te stesso. Quelle stelle formano la tua circonferenza, e solo allora puoi giungere ad un punto, puoi scoprire di nuovo il tuo centro. Questo è il momento in cui una persona diventa illuminata, un Budda, un Cristo. Questo è il momento in cui si torna a casa, in cui si è compiuto tutto il pellegrinaggio. E’ un pellegrinaggio d’amore.

The Wild Geese and the Water (Le oche selvatiche e l’acqua)

OSHO http://osho-zero-mind.blogspot.it/2009/11/zzzzz.html

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domenica 25 giugno 2017

NON POSSIAMO GUARIRE NIENTE AL DI FUORI SE PRIMA NON LO GUARIAMO DENTRO DI NOI,

GENTILI.....AMATI E AMATE : NON POSSIAMO GUARIRE NIENTE AL DI FUORI SE PRIMA NON LO GUARIAMO DENTRO DI NOI, PERCHE' E' LA STESSA COSA . ET NON POSSIAMO DOMINARE NIENTE ALL'ESTERNO SE PRIMA NON LO DOMINIAMO ALL'INTERNO, PERCHE' E' LA STESSA COSA . ESISTE UN'UNICA NATURA, UN UNICO MONDO, UN UNICO SPIRITOMATERIA ET FINCHE' CONTINUEREMO A CREDERE IL CONTRARIO NON COMBINEREMO UN BEL NIENTE : OK ?! CERCATE LA VERITA' DI VOI STESSI PERCHE' QUANDO L'AVRETE TROVATA ( Et nessuno può farlo al posto vostro ) SCOPRIRETE DI NON ESSERE STATI MAI SEPARATI DALLA CREAZIONE.....DALLA CONOSCENZA ......DALLA BENEDIZIONE ET DALLA GIOIA. SCOPRIRETE DI NON ESSERE AFFATTO FIGLI DELLA COLPA MA FRATELLI DELLA LUCE ET DELL'ETERNO......SCOPRIRETE CHE E' PROPRIO IL CORPO AD ESSERE CONTEMPORANEAMENTE L'UNIVERSO \ IL SUO CONTENITORE ET IL SUO CONTENUTO !!! E IN QUEL PRECISO ISTANTE NON POTRETE CHE SCIOGLIERVI IN UN INFANTILE RISATA ( ESPRESSIONE ESTATICA DELL'INFINITO )

......NON POTRETE CHE RESTARE IN BALIA DEL SORRISO INCANTATO PER UN TEMPO INDETERMINABILE INQUANTO SARETE FUORI DAL TEMPO E IN UN PUNTO IMPRECISATO DEL MIRACOLO CHE SIETE ! MA POI METTERETE PER LA PRIMA VOLTA NELLA VOSTRA VITA I PIEDI SULLA TERRA VERA, VIVENTE..... ET I VOSTRI OCCHI NON POTRANNO PIU' FINGERE DI NON VEDERE.....ET NON VORRETE PIU' IN ALCUN MODO SOTTRARVI AL DOVERE DI FAR SENTIRE LA VOSTRA VOCE....DI MOSTRARE LO STUPORE IMPRESSO SUL VOSTRO VOLTO MENTRE GLI UOMINI E LE DONNE - EGO STANNO PORTANDO L'UMANITA' VERSO LA CATASTROFE !!! COSI' E'.....FRATELLI, SORELLE MIE E DEL DIO BAMBINO CHE SIAMO OLTRE CIO' CHE PENSIAMO DI ESSERE : NON POSSIAMO PERMETTERCI DI PERDERE PIU' UN SOLO ISTANTE SENZA ( IN QUALSIASI MODO POSSIBILE ) DAR VOCE ALLA TESTIMONIANZA.....AL LAMENTO DEL " PIANETA MADRE " CHE STA SOFFRENDO A CAUSA DEL COMPORTAMENTO DI COLORO CHE " NON SANNO QUELLO CHE FANNO "

......QUINDI OGNI VOLTA CHE POTETE DATE UN BACIO O UN CAREZZA A UN ALBERO, A UNA PIETRA, ALLA VOSTRA MANO, AL VOSTRO GINOCCHIO.....ALLA FOGLIA PORTATA DAL VENTO.....A VOSTRO PAPA', A VOSTRA MAMMA, A VOSTRO FRATELLO, AI VOSTRI FIGLI.....AL VOSTRO AMICO E AL VOSTRO NEMICO ( se si lasciano baciare et accerezzare ovviamente...ahahahahah !!! ) MA I VOSTRI BACI E LE VOSTRE CAREZZE NON SARANNO PIU' I SOLITI BACI E LE SOLITE CAREZZE PERCHE' AVRANNO IL SAPORE NUOVO DELL'INCONDIZIONATO.......ED' E' PROPRIO QUESTA LA CHIAVE CHE APRE LA PORTA AL CAMBIAMENTO DI COSCIENZA COLLETTIVO CHE IN UN PAIO DI SECOLI ( Parola mia, Parola di Elia ) RIPORTERA' IN TUTTI LA CONSAPEVOLEZZA DI ESSERE " 

L'UNO,L'ETERNO, IL DIVINO "......PACE, PACE, PACE........AMEN.....AMEN.....AMEN : OM PENSO , SI PENSO, PENSO, VIVO E SONO OM ( ELIA NATA BABA )..........GENTILI, AMATI E AMATE : SRI SRI AUROBIDO DESCRISSE COSI' IL SUO PRIMO INCONTRO CON LA VERITA' DELL' ESSERE : D'IMPROVVISO FUI PROIETTATO IN ALTO, IN UNA CONDIZIONE SENZA PENSIERI, INCONTAMINATA DA QUALSIASI MOTO MENTALE O VITALE ( desideri ) . NON C'ERA PIU' EGO, NESSUN MONDO REALE......SOLO UN " QUALCOSA " CHE GUARDANDO ATTRAVERSO I SENSI IMMOBILI PERCEPIVA E SOSTENEVA NEL PROPRIO ASSOLUTO SILENZIO, UN MONDO DI FORME VUOTE, OMBRE SMATERIALIZZATE SENZA VERA SOSTANZA . NON C'ERA NE' L'UNO, NE' I MOLTI : MA ESCLUSIVAMENTE E ASSOLUTAMENTE " QUELLO SOLTANTO ".....SENZA FORMA NE' RAPPORTI: PURO,INDESCRIVIBILE ,IMPENSABILE, ASSOLUTO.....EPPURE ASSOLUTAMENTE E UNICAMENTE REALE !!!! 

NON SI TRATTAVA DI UNA REALIZZAZIONE MENTALE, NE' DI UNA PRECEZIONE AD UNA QUALCHE ALTEZZA....." NIENTE ASTRAZIONI ", MA DI UNA REALTA' POSITIVA, L'UNICA REALTA' POSITIVA ( Anche se di un mondo fisico senza spazio ) CHE PERVADEVA, OCCUPAVA O PIUTTOSTO INONDAVA E SOMMERGEVA QUESTA SEMBIANZA DI MONDO FISICO, NON LASCIANDO LUOGO NE' SPAZIO PER NESSUN'ALTRA REALTA' ALL' INFUORI DI SE STESSO, NON CONSENTENDO ASSOLUTAMENTE A NIENT'ALTRO DI APPARIRERE REALE, POSITIVO O SOSTANZIALE : QUEL CHE PORTAVA ERA UN' INESPRIMIBILE PACE....UNO SUPEFACENTE SILENZIO....UN 'INFINITO DI LIBERAZIONE E DI LIBERTA' !!! ( SRI SRI AUROBINDO ) SHANTI SHANTI SHANTI OM <3 <3 <3
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venerdì 23 giugno 2017

La Morte è soltanto il rovescio della medaglia della nascita

Quando siamo entrati, la distorsione della materia ci è apparsa come una sorta di sogno, un brutto sogno. Adesso è tutto quanto sappiamo, nulla più. Alla disperazione rapidamente subentra l’inconsapevolezza. Io non posso più comunicare con l’altro lato del velo, anzi non c’è alcun velo.

Uno degli aspetti più affascinanti dei ricordi di incarnazione è che, se non avvenisse con queste modalità, non esisterebbe il timore della morte. E’ proprio la dimenticanza, che segue di pochissimo la sensazione di grande disagio dell’incarnazione, a determinare de imperio, la paura della morte. Anzi a ordinarla. La Morte è soltanto il rovescio della medaglia della nascita. Sei un essere che ha condotto una ricerca spirituale complessa ed evoluta? Hai capito che la morte non ti appartiene? Fratello/sorella, non ti dimenticare che non ti appartiene nemmeno la nascita!

Nascita e Morte sono i confini della inconsapevolezza, come 20 – 20khz sono i confini dell’udito e rosso e viola sono i confini del visibile; oltre ad essi: il multiverso. Gli Alieni. Cioè gli altri. Il tutto.

http://allediecidellamattina.altervista.org/dolores-cannon-dallaldila-impianti-abduction-e-linganno-del-salvataggio-dellumanita/
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giovedì 22 giugno 2017

VIDEO LUMIRA Interrompi il processo di invecchiamento



I segreti del Rinnovamento Cellulare
La sciamanna russa Lumira ci rivela le tecniche olistiche per il ringiovanimento del corpo e il rinnovo cellulare.

Interrompi il processo di invecchiamento con la ricetta segreta russa, priva di effetti collaterali e molto efficace!

La sciamana russa Lumira ci rivela le tecniche olistiche per il ringiovanimento del corpo e il rinnovo cellulare. Secondo i principi della guarigione sciamanica, l’autrice ci spiega l’interazione tra corpo, mente e anima e rivela sorprendenti possibilità di rigenerazione degli organi.

Dimenticate tutto quello che pensavate sull’invecchiamento e sulla malattia! Diventate voi stessi i vostri guaritori e createvi una nuova consapevolezza del corpo e dell’anima.

Il programma di esercizio energetico proposto e ideato da Lumira offre una vasta gamma di esercizi facili da applicare mentalmente, fisicamente e spiritualmente per rigenerarsi completamente e connettersi con la propria vera età interiore.

Tu hai l’età che ti senti!

Il processo di invecchiamento viene interrotto, i capelli ritrovano rinnovata elasticità, le rughe scompaiono, così come i chili in eccesso - senza sostanze chimiche o additivi dannosi.

Le tecniche di esercizio di Lumira bloccano il codice di ringiovanimento fisico nel nostro DNA consentendoci di fermare e combattere i danni dell’invecchiamento.
Estratti dal Libro

“Ti dà fastidio avere sempre meno energia e perdere colpi ogni giorno che passa. È qualcosa che non riesci più a sopportare, perché dentro di te senti il tuo spirito che è rimasto giovane e attivo. Proprio così, è solo il tuo corpo che non riesce a stare al passo, e poiché ne sei intimamente convinto, questo è il libro giusto per te”.

“Qui troverai un programma su misura per te, che ti permetterà di far riacquistare al tuo corpo la sua vitalità originaria, conoscere i tuoi organi in maniera del tutto nuova e comunicare con loro attraverso una modalità amorevole e positiva”.

“Ho scritto questo libro per chi osa andare in cerca di nuove dimensioni della propria esistenza, per coloro che riscoprono se stessi, riconoscono e sviluppano i propri talenti, per chi vuole riprendere ad avere percezione di sé, in una parola: per tutte le persone che scelgono se stesse.
È infatti possibile ringiovanire il corpo dall’interno di ogni singola cellula, rinnovare completamente il proprio essere e diventare il creatore responsabile della propria esistenza”.
Anteprima - Rigenera le tue Cellule - Il fondamento energetico del programma di ringiovanimento

Ora ti presenterò le basi della rigenerazione e della guarigione energetica. In questo capitolo troverai gli strumenti universali da utilizzare per essere sano e vitale: la forza della focalizzazione, la formulazione di un chiaro intento e il sistema dei cinque corpi. Grazie a quest'ultimo, scoprirai che la guarigione avviene su tutti i piani e che è importante coinvolgerli tutti per ottenere una trasformazione stabile. Non appena sarai in grado di formulare correttamente la tua intenzione, imparerai a comunicare e a lavorare con i tuoi cinque corpi.



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lunedì 19 giugno 2017

CREA IL TUO GIARDINO

parlando con un'amica gli chiesi, usi qualche tecnica per addormentarti meglio? no disse, semplicemente
visualizzo spiaggie tropicali posti naturali giardini, montagne sogno le vacanze.
Bhe credo che questo sia un buon metodo per addormentarsi positivamente, invece di pensare a tutti i problemi della giornata, visualizzare dei posti stupendi dove hai fatto vacanze o dove vorresti passare delle stupende giornate, immaginarsi sotto le palme davanti a un mare azzurro sentire le onde del mare,
la frescura sulla pelle, il profumo del mare e della natura.

io consiglio anche di passeggiare ( Visualizzando ma quando hai il tempo per farlo  con calma) in un bellissimo giardino fiorito, fermati ad annusare i fiori sentine il profumo, vedi il colore, passa in rassegna tutti i colori dei fiori, il fiore rosso, arancio,giallo,verde, azzurro o rosa blu e viola ogni fiore ogni colore risveglia qualcosa di buono in te. abituati a creare ogni sera prima di addormentarti il tuo giardino perfetto, un magico giardino

anche durante la giornata visualizza una rosa ( o ill tuo fiore preferito ) sentine il profumo e vedi il colore, una rosa fiorita e ti apri al sorriso del cuore

IvanoV Antar Raja

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domenica 18 giugno 2017

ORO

I giapponesi con gli oggetti rotti, abbelliscono i danni riempiendo le fessure d'oro. Essi credono che quando qualcosa ha subito danni e sofferto ha una storia e diventa più bello

Siamo tutti stati spezzati e riaggiustati, Tutti avremo rughe e capelli grigi. Tutti noi abbiamo passato qualcosa di critico . Questa è la bellezza nella vita... significa che stiamo vivendo!

non aver paura di far vedere il tuo ORO






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sabato 17 giugno 2017

LE PERSONE CHE MERITANO DI PIU', DI REGOLA, SONO SOLE.


Ogni giorno, comunicando con varie persone, si stupisce del fatto che quelle più degne sono sole.
Hanno un carisma, una bella presenza, una mente analitica vivace, una buona educazione, buone maniere, e uno sguardo forte, nel quale traspare un po' di tristezza.


Cercano la "loro" gente: per comunicare, per la compagnia e un piacevole svago... per l'amore, per la famiglia.

Si sbagliano più spesso, soffrono di più, rimangono più colpiti dagli insuccessi.
Ma ogni volta, dopo un "incendio", rinascono dalle loro ceneri diventando ancor più perfetti, ancor più forti.
E ricominciano daccapo.

Sono estranee agli stereotipi della società moderna, a loro non si può imporre un'opinione. Siano uomini o donne, cercano una persona accanto alla quale si potrà stare al caldo e in pace.

E questa pace non è l'assenza delle liti, dell'adrenalina o delle forti emozioni. Vogliono avere accanto una persona che non tradisce, alla quale poter credere incondizionatamente... della quale essere sicuri al 200%.

Advanced Mind

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lunedì 12 giugno 2017

COME CONTATTARE LA DIVINA SAGGEZZA

Quando avete domande importanti da fare, quando siete incerti sul da farsi, potete chiedere alla saggezza divina,vi espongo di seguito una tecnica che ho imparato in un corso di channeling.

predisponetevi alla sacralita' della tecnica,centrate la vostra attenzione nel cuore ponete le mani sul cuore, la vostra attenzione è nella zona del cuore,emettete un suono che vi aiutata a centrarvi nel cuore,

io consiglio humming semplicemente emettete il suono mmmmmm e sentitelo nel cuore.

quando vi sentite connessi al cuore passate all'Hara due centimetri circa sotto ombelico, ripetete humming mmmmm sentitevi connessi all'Hara

ora create con l'immaginazione una linea luminosa che scende dal cielo e connette tutti vostri chakra

e scende dentro alla terra

ora visualizzate una sfera luminoso sopra la vostra testa circa 10 dita questa zona nelle tradizione egizie è chiamato Ka, e ripetete le parole "ka io ti offro tutti i miei chakra" ora lascia che la sfera luminosa dal Ka scenda e si connetta a tutti i chakra dal settimo al primo,

ora in questa fase ripeti " colmo di amore e di desiderio, sono qui in attesa della tua presenza divina

vuoi discendere dentro di me" aspetta fino a che sentirai dentro di te una trasformazione una santa presenza. Ringrazia

quando senti dentro di te la presenza divina , puoi porre la domanda che ti sta a cuore.

per esempio, in questa situazione particolare come ritieni che mi debba comportare?

ascolta la risposta che viene a te ...



IvanoV Antar Raja


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domenica 11 giugno 2017

I AM THE LIGHT



I am Light
I am Light
I am Light
I am Light
I am Light
I am Light
I am Light
I am not the things my family did
I am not the voices in my head
I am not the pieces of the brokenness inside
I am Light
I am Light
I am Light
I am Light
I am Light
I am Light
I am Light
I am not the mistakes I have made
or any of the things that caused me pain
I am not the pieces of the dream I left behind
I am Light
I am Light
I am Light
I am Light
I am Light
I am Light
I am Light
I am not the color of my eyes
I am not the skin on the outside
I am not the my age
I am not the my race
my soul inside
is all light
all light
all light
all light
I am Light
I am Light
I am Light
I am Light
I am Light
I am Light
I am Light
I am divinity defined
I am the god on the inside
I am a star
a piece of it all
I am Light


Read more: India Arie - I Am Light Lyrics | MetroLyrics 









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Che cosa è L’ILLUMINAZIONE ??? “Sgretolare via la NON VERITA'”

Non c’è da girarci intorno a questo: non c’è una via facile verso l’illuminazione, che è un processo distruttivo, che non ha niente a che fare con il diventare migliore o piu’ felice…”

David Icke sostiene che la “illuminazione” non è da cercare perchè già siamo “illuminati”, poichè altro non siamo che Coscienza Infinita, semmai ci sono da togliere gli strati della dimenticanza e della consapevolezza di questo ed io sento piu’ vicina questa versione. L’autore che traduco nel seguito, mostra un’ altra “vibrazione ” sul tema … ma a veder bene ci sono comunque profonde convergenze sul tema. Dato che in questi tempi difficili e per certi versi disperati, certe esperienze di buio possono essere frequenti, ho pensato potesse essere di ispirazione ascoltare chi il baratro lo ha “usato” diversamente, per “un viaggio dentro” , periglioso ed estremo e senza gli zuccherini dei guru, le “luci”, i Maestri, i livelli di iniziazione etc etc…

Una proposta di riflessione sull’Essere, sulla integrità – un potere piuttosto che astratto idealismo. Ma questo viaggio, qui condivido pienamente, non è per tutti…
Un suo passaggio importantissimo: “la Grazia è dentro”, non la fuori…
“L’illuminazione è un processo distruttivo, che non ha niente a che fare con il diventare migliore o piu’ felice. L’illuminazione è sgretolare via la non verità. E’ vedere attraverso la facciata della finzione. E’ sradicare completamente tutto cio’ che immaginavamo essere vero”. Adyashanti

Non farti illusioni: il risveglio non è una passeggiata nel parco. E’ un passaggio attraverso l’inferno. E’ strappare via tutte le credenze a te care e tutto cio’ che pensavi di te. E’ dover entrare nelle terre dell’ombra e confrontarci faccia a faccia con le nostre ombre. E li’ che vegono fatte a pezzi le nostre false idee di chi siamo. E’ li che vengono distrutte le nostre false credenze . Dobbiamo affrontare le false nozioni e vederle per cio’ che sono. Questo è l’unico modo per guarire, per tornare ad essere integri e vivere in integrità

Mio caro amico che leggi, Julie Anne ha dato una buona descrizione di questo processo, in Enlightenment. E’ un arrendersi totale, un processo di brutale onestà verso se stessi . Una via di totale accettazione della verità, non importa quanto difficile sia sopportarla. Ancora ricordo quanto fosse vivida.

Viviamo la vita con cosi tante false nozioni: del mondo, della spiritualità, di noi stessi. Mettiamo su maschere e crediamo alle facciate . E’ tutto una farsa. E’ tutto basato su illusione e inganno. Ci inganniamo in ogni momento e anche il mondo ci inganna in ogni momento. Viviamo in perpetua dissonanza cognitiva, giustificando le cose piu’ assurde nelle nostre menti. Mentiamo continuamente a noi stessi… e ci crediamo.

Per risvegliarti alla verità che cerchi, devi abbattere le menzogne. Le menzogne… a cui siamo cosi tanto attaccati. Vogliamo aggrapparci alle illusioni e allo stesso tempo illuminarci. E’ impossibile. Ma ci sono centinaia di guru fasulli e “maestri spirituali” che ti diranno che è possibile. Ti offrono processi per diventare felice, realizzato, calmo, trovare la tua anima gemella, essere positivo, avere il lavoro giusto per te, far molto denaro, riequilibrare i chakra, essere in piena salute e altro ancora che desideri. Tutto questo non ha nulla a che fare con il risveglio: è solo lustrare l’ego. Costoro ti riportano dritto nella matrix . Puoi persino essere abbastanza fortunato ed avere una gabbia dorata, ma è pur sempre una gabbia, in cui tu resti imprigionato in schiavitù. Questa è la via che la piu’ parte della gente sceglie di seguire e che è ben trafficata dal gregge.

Ci vuole coraggio, discernimento e onestà con se stessi per incamminarsi lungo la strada di Siddhartha verso la libertà e la verità. Non sono in tanti ad averli. Siamo stati indeboliti dall’attacco violento della programmazione sin dalla nostra infanzia. La piu’ parte della gente vuole restare nel gregge: lì trovano consolazione in compagnia di altre anime illuse. Occorre essere un certo tipo di individuo per fuggire dal gregge. La via di Siddhartha non è facile. E’ infida e manderà in mille pezzi la tua esistenza. Si, ci vuole proprio un certo tipo di persona per camminare lungo quella strada, una persona disposta a rinunciare a tutto per trovare il suo vero Sè.

La mia storia è stata una di quelle attraverso molte vie… che non portano da nessuna parte. Deviazioni, vicoli ciechi , precipizi. Ho anche dovuto essere tirato fuori, calciando e urlando attraverso l’abisso della Grazia stessa, perchè infine mi risvegliassi. Era semplicemente il mio tempo.



Ora la cosa strana di tutto questo, è che le cose peggiori mi erano successe prima, dunque perchè ora questi colpi cosi duri? Credo che fosse perchè era pensato che mi trasformassi. Presi tutto molto piu’ duramente di quanto avessi mai fatto prima. Non solo, tutto arrivò schiantandosi all’improvviso. In passato ero forte, avevo mantenuto il senso di me, o almeno cosi pensavo. Ma questa volta rinunciai al senso di me stesso o almeno cio’ che credevo che fossi. Smisi di cercare di essere forte. Semplicemente crollai.

Si, mi ricordo bene. Tutta la mia storia di vita crollò in una notte. La ragazza con cui stavo da 5 anni, se ne andò con un altro. E viveva dall’altra parte della strada. Quindi ogni mattina guardando fuori dalla finestra vedevo il furgone del suo amico. Continuavo a dirmi: “Deve esserci uno scopo per tutto questo” . La mia salute crollò, così il mio business e coloro che pensavo fossero i miei amici e non lo erano. Ero solo. Cercai di negare la cosa, attaccandomi a pagliuzze mentre venivo trascinato nell’abisso. Tutto il mondo intorno a me crollò e cosi anche la mia autostima e il mio falso ego. Mi sentii abbandonato e non amato. La mia storia di vita andò in mille pezzi.

Venni lasciato nell’oscurità per un po’ di tempo, 4 mesi. In quel tempo lentamente venivo demolito dato che dovevo guardare in faccia i fatti nudi e crudi. Ho dovuto essere brutalmente onesto con me stesso. Poi sono arrivato al punto in cui mi sono reso conto di odiare il mio corpo a pezzi, il mondo , me stesso e dio.
Si ero molto arrabbiato con lui. Mi aveva abbandonato. Sentivo che tutto il mondo mi aveva abbandonato. Non era una bella cosa. Dalla mia casa buttai fuori tutto cio’ che era spirituale. Stavo affrontando la mia oscurità con brutale onestà. Le sono stato seduto davanti per un po’ . Immagina la disperazione di vedere cosa c’è nascosta nella tua “persona” (maschera), dietro le menzogne che ti racconti ogni giorno.

E poi una voce potente mi parlò. Non so da dove venisse, ma disse: “Arrenditi alla sofferenza” Ecco, cosi fu. Mi resi conto di non accettare cio’ che mi stava accadendo
Lo stavo combattendo. Stavo cercando di allontanare la sofferenza, ma ovviamente non funzionava. Quindi seguii il messaggio e mi arresi alla sofferenza.

Questo continuò per due settimane, proprio durante il Natale. Mi sentivo cosi rifiutato, abbandonato, solo. Come il dolore di essere denudato nel freddo gelido senza nessuna speranza in vista. Ma accettai cio’ che stava accadendo, non cercavo piu’ di allontanarlo. La sofferenza sembrò infinita, ma riuscii a sopportarla. Non so nememno come spiegarlo. Poi la mattina del 1° gennaio 2004, mi svegliai. Non ad un nuovo anno, ma ad una nuova vita.

La sofferenza se n’era andata, tutto era perdonato ed io ero in pace. Una pace che non avevo mai conosciuto prima. Quella che pensavo non potesse piu’ esistere. La mia falsa percezione del Sè…svanita. Mi ricordo il cinguettio degli uccelli, il sole che entrava dalla finestra e vedevo tutto intorno a me sotto una nuova luce : una luce di stupore e sbigottimento. La mia mente smise il chiacchericcio: stavo sperimentando una pace profonda.

E poi tutto cominciò… ondate di rivelazioni, di profonde conoscenze. Cominciai a sveglliarmi a cio’ che Sono. Diventai acutamente consapevole che l’Io Sono è eterno e sovrano. Ogni ondata mi risvegliava sempre piu’ al mio profondo Sè. Ogni ondata faceva crollare le illusioni e gli inganni del mondo. Risvegliandomi, i miei occhi videro un mondo diverso. Tutti i pezzi del puzzle si ritrovavano. Un giorno descriverò le molte rivelazioni che mi travolsero. Ho già scritto molto su questo.

L’ondata piu’ grande arrivò un paio di settimane dopo. Stavo meditando ed entrai in profondità, seguendo il fiume della vita nelle profondità del mio Essere. Ero vuoto, ma poi da questo vuoto, sprigionò un potente amore divino, inondando tutta la mia mente e corpo. Questo amore è incondizionato. Da me si diffuse ovunque. Tutti gli insetti, le lucertole, glu uccelli, le piante, gli alberi, tutto era inondato di questo amore. Non potevo dire dove finivo io e dove cominciavano gli altri Esseri. Eravamo tutti intrinsecamente collegati a questo amore, ma nonostante questo restava il mio Sè individuale.

Non ero gli insetti, gli uccelli o le piante, ma il collegamento era cosi profondo, che li sentivo come fossero una parte di me. C’era allo stesso tempo separazione e non separazione. Non è facile descriverlo, ma questo amore divino non è nulla dell’amore di questo mondo.

Ma quando ti risvegli e vedi il mondo con nuovi occhi, presto ti rendi conto che nessuno vede la stessa cosa. Cercai di dire ad un paio di persone cosa mi era successo,
Costoro pensarono invece che mi ero rotto sotto la pressione della sofferenza e che ne ero uscito pazzo. Nessuno voleva sapere cio’ che dicevo poichè questo metteva a nudo le loro false credenze. Cosi rimasi quieto per 8 anni.


“Mi risvegliai solo per scoprire che il resto del mondo stava ancora dormendo.” Leonardo daVinci

Come posso spiegare qualcosa di cosi profondo, oltre la mente, dove la gente non ha concetti o comprensione? Cio’ a cui mi sono svegliato, lo chiamo “Conoscenze”, opposto alla conoscenza. La conoscenza viene da fuori del Sè, sia dal mondo o “da là sopra” . Le conoscenze sono cio’ che sei. Non è una nuova informazione, piuttosto un risveglio al tuo vero Sè. Chi non si è risvegliato al vero Sè ha difficoltà a capire. Credono che sia semplicemente conoscenza, una serie diversa di credenze . Percio’ le persone dicono cose come: ” questa è la tua idea di Verità. E’ diversa dalla mia.” Oppure “non c’è una verità assoluta, ma solo verità relative”



Costoro pensano che siano solo delle mie credenze. Non ha senso spiegare questo alla gente, perchè tutto cio’ che sanno sono credenze. Quindi resto solo, solo con pochi amici che hanno fatto la loro esperienza della buia notte dell’anima e si sono risvegliati al loro vero Sè, anche se a volte è solo un barlume. Questo è tutto cio’ che occorre per vedere che c’è una profonda coscienza separata dalla stragrande maggioranza della gente.

Quando uno decide di prendere la via di Siddhartha verso il Sè, si rende presto conto di essere solo sulla via. Il gregge va nella direzione opposta . Bisogna essere preparati a questo, per trovare conforto nell’essere soli e non compresi dagli altri. Non c’è un merito che posso prendere per il mio risveglio… sono stato trascinato, calciando e urlando e attaccandomi alle pagliuzze. Non mi prendo meriti E’ stata solo la Grazia.

“La Grazia è con te. La Grazia è il tuo Sè. La Grazia non è qualcosa che puoi acquistare dagli altri. Se è esterno è inutile. Tutto cio’ che serve è sapere che esiste in te. Non sei mai fuori dal suo operato” Ramana Maharshi

Quindi la scelta è in ognuno di noi . Nessuno puo’ farlo per te. Tutto cio’ che io o chiunque altro puo’ offrire sono segnaposti, che indicano la direzione. Ma tu e solo tu, devi prendere quella strada. Non fa molto bene solo leggere cio’ che scrivo, senza agire di conseguenza, senza incamminarti per la via. Altrimenti stai solo passando del tempo sui segnaposto, credendo di essere già arrivato a destinazione.

La via non è per il timido o il debole di cuore, per niente. Ma non ce n’è un’altra. Nessuno agiterà una bacchetta magica su di te. E’ una via di distruzione e la domanda e’:
” Quanto sei disposto a rinunciare? Quanto sei in grado di sopportare?”

Perchè su questa via, devi mollare tutto. Ogni pezzo di te crollerà . Puoi sopportralo?. Come ha scritto il grande Bhaktivinode Thakur : “Devi morire per vivere”
Allora quanto stai prendendo seriamente la cosa? Quanto la vuoi? Quanto pagherai per essa?

– Greg Calise

fonte: http://riverbankoftruth.com/2014/07/22/awakening-is-a-destructive-process-by-greg-calise/

traduzione Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net

Fonte : http://www.thelivingspirits.net/una-nuova-cultura/il-risveglio-e-un-processo-distruttivo.html




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OSHO IN SINTESI

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sabato 10 giugno 2017

l’intera esistenza sta danzando

Ad eccezione dell’uomo, l’intera esistenza sta danzando. L’intera esistenza vive in un ritmo estremamente rilassato: certo, esiste il movimento, ma è estremamente rilassato. Gli alberi crescono e gli uccelli cantano e i fiumi scorrono e le stelle danzano nel cielo: tutto si muove in maniera estremamente rilassata. Nessuna fretta, nessuna furia, nessuna preoccupazione e nessuno spreco… ad eccezione dell’uomo. L’uomo è caduto vittima della sua mente.

OSHO




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venerdì 9 giugno 2017

Non c'è salvezza nel tempo

Non puoi essere libero domani, né laggiù.
La presenza qui-e-ora è la chiave per la libertà, perciò puoi essere libero solo in questo momento e solo in questo posto.
Non c’è mai un tempo in cui la tua vita non sia questo momento e non puoi mai occupare uno spazio più grande della superficie dei tuoi piedi.
Anche vent’anni fa, stavi comunque vivendo sempre l’istante presente ed eri sempre in un solo punto nello spazio, qui, che è dove sei anche adesso.


«Cosa dovrei fare allora per svegliarmi?»
Il semplice desiderio profondo, portato avanti con costanza e in maniera sistematica, conduce alla meta. È la vera motivazione che conta, non la forma.
Dalla meta si viene attratti come da un magnete.
È d’importanza cruciale il fatto stesso di ricordarsi sempre che si sta compiendo un percorso sacro. Con determinazione e perseveranza, nonostante la noia, la disperazione e, talvolta, la totale mancanza di convinzione.
Rammenta che la macchina biologica non vuole svegliarsi e troverà mille scuse.
Puoi anche non fare niente, quindi, ma devi ricordarti in continuazione che il tuo scopo è il risveglio. E questo, in realtà, ti richiede uno sforzo continuo.
La pratica spirituale – ridotta all’essenziale – è solo l’intenzione continuamente riaffermata.


Ci sono due vie. Una è quella che ti ho appena illustrato, si fonda esclusivamente sul ricordarti chi sei e cosa sei venuto a fare.
La seconda è quella del mago/alchimista. Si fonda sul dominio di sé, sulla padronanza degli stati interiori: il sesso, le emozioni e i pensieri. Più acquisisci potere interiore, più ne acquisisci all’esterno. Il continuo perfezionamento, per mezzo del dominio delle singole parti della macchina biologica.
Il tuo amico Gurdjieff le utilizzava entrambe.
D’altronde sono da percorrere entrambe se vuoi avere accesso alla città di Ubik e presentarti al cospetto del meta-conte, Sanat Kumara, il quale presiede all’attività dei Signori del Vril, anche detti Signori della Fiamma.
Chi volta le spalle a una delle due, diverrà un illuminato senza potere o un mago poco illuminato.

Chi non è audace non accetterà il reale neppure quando gli verrà offerto.


Se io ti dicessi da dove vengo, il tuo respiro si fermerebbe e il tuo corpo sarebbe scosso da un fremito. Ma se io ti dicessi dove vado, il tuo cuore esploderebbe e la tua mente verrebbe invasa da una sacra follia. Allora ti dico dove sono: sempre e solo Qui, sempre e solo in questo istante.


Tira fuori il cuore dal tuo petto e mettilo sul palmo della mia mano, ché io possa farne ciò che voglio. Dal centro del mondo sono venuta per essere il tuo sepolcro, come puoi dire che non ti amo, se sono disposta a ucciderti?


Io guardo il mondo da dove il mondo non può guardare.
Io sono la goccia che è traboccata dal vaso.
Io sono la porta aperta sull’Abisso.
Nei solchi delle tue lacrime seminerò la gioia.


[da una conversazione con Victoria Ignis]


Salvatore Brizzi
(professione: cane di Dio
D.O.G. = Dogs Of God)


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QUANDO VI TRADISCONO

Quando vi tradiscono, vi mandano ad un livello energetico superiore.
Significa che vi fanno andare oltre.


Con l'abbandono dei vecchio programma di vita si aprono le nuove possibilità. Ogni volta che si sperimenta il picco massimo di dolore, si arriva alla massima beatitudine.
Le sofferenze fisiche ci aprono le guide astrali, e le sofferenze emozionali, quelle mentali.
Una delusione mentale apre la porta spirituale, e, rispettivamente, una delusione spirituale fa accedere ai mondi ancora più sottili, e così all'infinito.
Molti rimangono a lungo invischiati in una situazione, e solo attraverso il dolore e la sofferenza è possibile spostare la loro attenzione su una banda di frequenze più ampia.
Non soffrire?
Non è possibile, è scritto nel DNA. La sofferenza porta all'ascesa (o alla discesa, senza una via d'uscita) dell'anima e al suo attivo sviluppo.
Ogni volta quando vogliono farci crescere, scoprire la nostra essenza interiore, noi perdiamo qualcosa...

Ma perché? Si tratta di scegliere tra il passato e il futuro. Abbiamo paura di perdere qualcosa di comodo, conosciuto, abituale... dobbiamo sempre scegliere tra la Paura e l'Amore. Se una persona non ha fiducia in Dio, inizia i giochi con se stessa.
La costruzione delle strategie non concordate con il programma del Creatore porta alla delusione, alla perdita del senso della vita. I piani crollano, ed è una nuova sofferenza. L'uomo è costretto a prendere una nuova tela e i nuovi colori, per ridipingere la sua vita daccapo.

Ed è di nuovo la paura... la tensione. Il dolore esisterà finché esisteranno gli attaccamenti e i condizionamenti.

Perciò, un tradimento è un esame per accedere alla fiducia nel vostro Sé Superiore.
Un tradimento significa: si passa nelle mani di Dio. E quando si è accompagnati, non c'è altra scelta: la paura deve cedere il posto all'Amore.

Advanced Mind institute



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