venerdì 17 novembre 2017

Le parole di Osho: La via degli scaltri

Sento che mi sto spostando dalla rabbia alla tristezza. Sarebbe meglio se esprimessi la rabbia o devo lasciare solo che esploda dentro di me?

La tristezza e la rabbia sono la stessa cosa. La tristezza è rabbia passiva e la rabbia è tristezza attiva. Se la tristezza è più facile, la rabbia sembra difficile - vuol dire che sei troppo focalizzato sul passivo.
Per una persona triste è difficile essere arrabbiata. Se riesci a far arrabbiare una persona triste, la sua tristezza svanirà subito. È molto difficile che una persona arrabbiata sia triste. Se riesci a farla diventare triste, la rabbia scomparirà immediatamente.

In tutte le nostre emozioni continua la polarità fondamentale: uomo e donna, yin e yang, maschile e femminile. Quindi se sei sintonizzato sulla tristezza, ti sarà difficile muoverti verso la rabbia, ma vorrei che lo facessi comunque. Una semplice esplosione non basterà perché allora starai ancora cercando un modo di essere passivo. No, falla uscire, esprimila nelle tue azioni. Anche se ti sembra senza senso, fallo lo stesso. Appari pure come un pagliaccio ai tuoi stessi occhi, ma esprimila comunque.
Se puoi oscillare tra rabbia e tristezza, diventeranno entrambe facili, allo stesso modo. La tua sarà una trascendenza e a quel punto sarai in grado di osservare. Potrai rimanere al di là dello schermo e guardare questi giochi, e potrai andare al di là di entrambe. Ma prima dovrai riuscire a muoverti facilmente dall'una all'altra, altrimenti tenderai a essere triste e quando ti senti così pesante, la trascendenza è difficile.

Ricorda che quando due energie, due energie opposte, sono presenti esattamente nella stessa quantità - cinquanta per cento ognuna - è molto più facile venirne fuori, perché lottano tra di loro e si cancellano a vicenda. Nessuna delle due riesce a dominarti. Quando la tua tristezza e la tua rabbia sono allo stesso livello - sono energie alla pari - si cancellano a vicenda. Di colpo sei libero e puoi sfuggire. Ma se la tristezza è il settanta per cento e la rabbia il trenta, allora è molto difficile. Il trenta per cento di rabbia in contrasto con il settanta di tristezza vuol dire che ci sarà ancora alla fine il quaranta per cento di tristezza e non riuscirai a sfuggire. Quel quaranta per cento rimarrà sospeso su di te.
Questa è una delle leggi basilari dell'energia: far sì che le polarità opposte arrivino ad una condizione identica, dopodiché potrai avere una via d'uscita. Non far intervenire la mente, fa che diventi un semplice esercizio.
Puoi farlo diventare un esercizio quotidiano; non aspettare che accada da solo. Devi essere arrabbiato tutti i giorni, sarà più facile. Salta, corri, urla, e fallo succedere. Quando sarai capace di introdurre la rabbia senza alcuna ragione, sarai molto felice perché cosi sarai libero. Altrimenti la rabbia è condizionata dalla situazione. Non ne sei tu il padrone. Se non puoi farla apparire, come puoi lasciarla andare?

Gurdjieff insegnava ai suoi discepoli a non lasciare andare nulla. Prima inizia a farla apparire, solo una persona che sa creare la rabbia può riuscire a insegnare ai suoi discepoli il fatto di lasciar cadere qualcosa. Prima di tutto falla emergere, perché solo una persona che può inventarsi la rabbia può anche riuscire a farla cadere a comando - è una semplice aritmetica. Gurdjieff diceva ai suoi discepoli che dovevano prima di tutto imparare ad arrabbiarsi. Erano tutti seduti e improvvisamente diceva: 'Numero uno, alzati in piedi e arrabbiati!' Sembra assurdo.

Ma è possibile manifestarla... È sempre a disposizione, proprio dietro l'angolo, devi solo darle una piccola spinta. Arriva facilmente appena qualcuno ti fornisce una scusa, quando qualcuno ti insulta - è subito lì. Perché aspettare l'insulto? Falla apparire per conto tuo!

All'inizio sembrerà un po' imbarazzante, strano, incredibile, perché hai sempre creduto alla teoria secondo la quale è l'insulto che crea la rabbia. Non è affatto vero. La rabbia era sempre lì; quella persona ti ha solo fornito la scusa perché potesse emergere. Puoi darle una scusa anche tu. Immagina una situazione in cui saresti arrabbiato, e poi arrabbiati. Parla con il muro, dì ciò che vuoi, e presto il muro ti risponderà. Impazzisci completamente. Devi portare rabbia e tristezza alla stessa condizione, al punto in cui esistono nella stessa proporzione una rispetto all'altra. Si cancelleranno a vicenda e tu potrai scivolare fuori.

Gurdjieff chiamava questa 'la via degli scaltri': porti le energie interne a un tale stato di conflitto che sono impegnate a cancellarsi a vicenda, e tu hai l'opportunità di scivolare fuori.

Tratto da: Osho, Get Out of Your Own Way

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ATTINGERE ENERGIA DAL SOLE

Perché questa tecnica sia efficace, è necessario che chi la esegue disponga di un po' di energia libera e sappia scegliere con sensibilità il momento adeguato per creare un contatto.
Potete Catturare l'energia del Sole sia al tramonto che all'alba... Le braccia vanno sollevate poco a poco, con le palme verso il sole, concentrandosi sulla sensazione di calore, nell'atteggiamento di ricevere energia.

L'esercizio si prolungherà fino al ricevimento di un "avviso" dal corpo, come per esempio una sensazione di catarsi, un'esplosione interna, un totale esaurimento, la sensazione di bruciare senza dolore, un'estasi, o qualsiasi altro tipo di sensazione soggettiva che ci fa capire di aver raggiunto la massima intensità.

Non ritirarsi dal luogo dell'esercizio finché la respirazione e le funzioni vitali non siano tornate completamente normali.

Gli Insegnamenti di Don Carlos" , Scritto Victor Sanchez

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giovedì 16 novembre 2017

IL PONTE DI FUNI

Un monaco si lamentava con il suo maestro perché,
nonostante tutto il suo impegno,
non era in grado di raggiungere il satori. [riferito ad un profondo e permanente stadio di illuminazione]
Allora il maestro, per mostrargli cosa gli mancava,
lo condusse insieme ad altri allievi sulla sommità di una collina.
La sommità era collegata alla sommità di una collina adiacente attraverso un sottile ponte di funi.
Sotto, un burrone profondo si spalancava minaccioso.
Il maestro allora ordinò al discepolo di attraversare il ponte di funi.
L'allievo tentò di obbedire, ma appena il suo piede si mosse da terra e cominciò a vacillare su quelle funi a precipizio sul burrone, l'allievo si sentì mancare e si voltò indietro.
"Non posso farlo, maestro, è troppa la paura!" esclamò costernato il discepolo.
Allora il maestro, tra tutti i suoi allievi,
chiamò un allievo che era cieco dalla nascita
e gli impartì lo stesso ordine.
Quello se pure lentamente e tastando bene con i piedi la solidità degli appoggi che trovava, compì la traversata,
perché non aveva avuto paura del burrone che si apriva sotto.
Allora il maestro si rivolse al primo allievo e gli chiese :


"Hai capito ora?"


Parabola zen

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sabato 11 novembre 2017

UNA MORTE CONSAPEVOLE


UNA MORTE CONSAPEVOLE (prepariamoci all'inevitabile!)

La morte ci cammina incontro sin dalla nascita, non la eviteremo, non riusciremo a scappare. Nell’infanzia non si pensiamo, o neppure sappiamo che cos’è. Ma la morte arriva e porta via altre persone: parenti, amici, sconosciuti. Il grado dello shock che proviamo è diverso, ma ci capiamo finalmente che la vita non è eterna. La maggioranza di noi ne ha paura, perché la morte è sempre una perdita.
Temerla è normale, ma ognuno di noi dovrebbe dedicare del tempo alle riflessioni sulla morte, affinché la paura non si trasformi nel terrore. Se la intendiamo come una parte di questo mondo, di noi stessi, la morte non smetterà di perseguitarci, ma cambierà il nostro modo di vederla.


E ora ricordate i vostri sogni, i vostri piani per la vita. Quanto siete riusciti a realizzarli? Avete ottenuto tutto ciò che volevate? Ci state arrivando? Se non l’avete ancora fatto, la morte è fuori del vostro campo visivo e delle vostre sensazioni; rimandate tutto fino ai tempi migliori. Ma arriveranno...?

La consapevolezza della morte imminente è un potente stimolo per agire qui ed ora.

La tecnica:
- Nel corso della giornata cercate di prestare attenzione al respiro. L’atto di inspirare è la Vita; l’atto di espirare è la Morte. Sentite come il vostro corpo si riempie di vita mente inspirate, e sentite come la vita finisce quando espirate.
Trattenete il respiro e sentite come il fiume della vita se ne va dal corpo. State “morendo". Poi inspirate di nuovo, espirate e trattenete ili respiro. Prima sentite la differenza tra l’inspirazione e l’espirazione, tra la vita e la morte. Lasciatevi andare, datevi alla morte. Inspirate in maniera consapevole, e lasciate che l’espirazione la faccia il vostro corpo. Fate questo esercizio ogni volta che ve ne ricordate.

- Stendetevi, chiudete gli occhi, rilassatevi. Immaginate di essere morti. Concentrate la vostra attenzione sulle dita dei piedi. Sentite il calore; sta aumentando. Diventa sempre più forte, sale verso la pianta del piede, prende le gambe, si diffonde in tutto il corpo. Il calore è insopportabile, brucia il vostro corpo che diventa cenere. Rimane solo la vostra coscienza, limpida. Quando il calore invaderà tutto il vostro corpo, capirete di essere diventati un’altra persona. il vostro ego brucerà in questo fuoco, vi identificherete meno con il corpo fisico e potrete andare con più facilità nell’astrale.
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venerdì 10 novembre 2017

Osserva Per La Prima Volta

Le parole di Osho: Osserva Per La Prima Volta

Noi guardiamo ogni cosa con occhi vecchi. Torni a casa: la guardi senza vederla. La conosci già – non occorre vederla. Sei entrato in casa tante volte, per anni e anni. Ti avvicini alla porta, entri; magari la devi aprire con le chiavi. Ma guardarla non serve.

L’azione avviene in maniera automatica, meccanica, inconsapevole. Se qualcosa non va, se la chiave non si adatta alla serratura, allora la guardi. Se la chiave funziona, non pensi nemmeno a guardare. Per via di queste abitudini meccaniche, facendo sempre la stessa cosa, perdi la capacità di guardare; perdi la freschezza dello sguardo.


Cerca di ricordare l’ultima volta in cui hai guardato tua moglie. L’ultima volta in cui hai guardato tua moglie o tuo marito può essere stata anni fa. Per quanti anni non l’hai vista? Passi, e dai un’occhiata casuale, ma non guardi veramente. Torna a guardare tua moglie o tuo marito come se fosse la prima volta. Perché? Perché se guardi per la prima volta, i tuoi occhi avranno freschezza, diventeranno vivi.

Si dice che non c’è nulla di nuovo sotto il sole. Non è vero, non c’è nulla di vecchio sotto il sole. Sono solo gli occhi che diventano vecchi, che si abituano alle cose; allora non esiste nulla di nuovo. Per un bambino tutto è nuovo: ecco perché qualunque cosa per lui è eccitante. Basta un sasso colorato trovato sulla spiaggia, ed è così eccitante. Ogni cosa è un mondo nuovo, una nuova dimensione.

Osserva gli occhi dei bambini – così freschi, radianti, vitali. Sembrano specchi, silenziosi, ma sono molto penetranti. Solo occhi del genere possono arrivare all’interno.

Per questa tecnica andrà bene qualsiasi oggetto. Osserva le tue scarpe. Le hai usate per anni, ma ora guardale come se fosse la prima volta e nota la differenza: all’improvviso la qualità della tua consapevolezza cambierà. La tecnica serve solo per rinnovare gli occhi: renderli così vivi, radianti, vitali, che possono poi muoversi all’interno e vedere il Sé interiore.

Se sei libero dal passato e hai uno sguardo che può vedere il presente, entri nell’esistenza. Questo ingresso sarà doppio: entrerai in ogni cosa, nel suo spirito, e anche in te stesso, perché il presente è la porta. Tutte le meditazioni, in un modo o nell’altro, cercano di portarti a vivere nel presente. Questa tecnica è una delle più belle, ed è molto semplice.


Tratto da: Osho, The Book of Secrets

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LE OFFESE

Consigli pratici :-)

1. Le offese “fresche” si eliminano ... piangendo. Non trattenete le lacrime, la salute costa più dell’orgoglio.


2. Prendete un cuscino e ... picchiatelo. Su questo cuscino non deve dormire nessuno. Picchiatelo con tutta la forza che avete, scaricate tutta l’energia negativa, dite al cuscino tutto ciò che avreste voluto dire a chi vi ha offeso. Ricordate che trattenendo dentro l’energia negativa, non potrete perdonare nessuno.

3. Raccontate la vostra offesa all’acqua. Seduti sulla riva di un fiume/ruscello dite all’acqua (guardando l’acqua scorrere) quanto stiate soffrendo. Il fiume porterà via molti vostri rancori, è un rimedio verificato. Se non avete un fiume vicino - aprite il rubinetto in bagno.

4. Urlate. In un posto deserto, lontano dall’abitato, urlate la vostra rabbia, senza risparmiare le parole. Non trattenetevi e non controllatevi. Ci sono delle persone che lo fanno nel loro bagno, quando sono da sole. E i vicini che vi possono sentire? Valutate cosa vi preoccupa di più, liberarsi dalla negatività o il giudizio del vicini.

5. Scrivete l’offesa. Prendete un foglio di carta e una penna (scrivere a mano!). Come una lettera: anno, data, luogo. Scriviamo tutto ciò che ci sta sull’anima. Non prendete un altro foglio! Esponete la giostra storia su entrambi i lati della carta. Alla fine scrivete: finisco. E indicate la data. E’ obbligatorio. Rileggete tutto. Bruciate il foglio.
Bruciate la vostra offesa.

6. La percezione consapevole (la tecnica più efficace). Notiamo il posto nel corpo dove s’annida l’offesa. Come si presenta? Pronunciate mentalmente: “io ti vedo”. Prendetela e portatela fuori dal corpo, chiedendole: “Che cosa volevi insegnarmi?"
Il risultato potrebbe essere sbalorditivo; potreste sciogliere l’offesa in pochi minuti e capire il grande senso della vita che vi conduce verso la consapevolezza.

I rancori, le offese non digerite provocano molte malattie, sia fisiche sia mentali. Non tenete i rancori, perdonatevi, siate felici.
advanced mind institute
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UN' ORA SOLA DI VITA

Se vi rimanesse un’ora sola di vita, che cosa fareste?

Non vi preoccupereste di fare il necessario per sistemare le vostre cose, i vostri affari, per esprimere le vostre ultime volontà?


Non chiamereste forse i vostri familiari e i vostri amici per farvi perdonare il male che potreste aver loro fatto e per perdonare il male che forse loro hanno fatto a voi?

Non morireste completamente alle pretese della mente e ai desideri del mondo?

E se potete fare una cosa simile per un’ora,
allora potete farlo anche per i giorni
e gli anni che vi rimangono da vivere
...

Provate
...

Lo scoprirete.


J.Krishnamurti

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mercoledì 1 novembre 2017

CENTRARSI NELL'HARA

Ogni volta che non hai niente da fare, siediti semplicemente in silenzio e spostati dentro di te, nel punto cinque centimetri sotto l’ombelico, e rimani lì, nel momento in cui si diventa consapevoli dell’hara, iniziano ad accadere molte cose.

“Concentra l’energia nell’hara, nel punto cinque centimetri sotto l’ombelico. Quello è il centro da cui si entra nella vita ed è il centro da cui si muore e si esce dalla vita.
Dunque l’hara è il centro che connette il corpo e l’anima. Se ti senti ondeggiare o barcollare a sinistra e a destra e non sai dove si trova il tuo centro, quello è semplicemente un segnale che non sei più in contatto con la tua hara, dunque devi creare quel contatto.


QUANDO: La sera, quando vai a dormire. E al mattino, come prima cosa.

DURATA: 10/15 minuti.

PRIMO PASSO: Localizza l’hara
Di notte, quando vai a dormire, sdraiati sul letto e metti entrambe le mani cinque centimetri sotto l’ombelico, e premi un pochino.

SECONDO PASSO: Respiri profondi
Inizia a respirare, fai respiri profondi. Sentirai che, con ogni respiro, quel centro inizierà ad alzarsi e ad abbassarsi. Percepisci tutta la tua energia raccolta in quel punto, come se ti ritirassi e ti rattrappissi e ti contraessi ed esistessi soltanto lì, come un piccolo centro; un’energia totalmente concentrata.

TERZO PASSO: Centrato mentre dormi
Addormentati, facendo questa pratica – quello sarà molto utile. In quel caso quella centratura persisterà per tutta la notte. L’inconscio continuerà a centrarsi lì, ancora e di nuovo. Pertanto, per tutta la notte, senza che tu lo sappia, arriverai a essere in profondo contatto con quel centro in molti modi.

QUARTO PASSO: resta connesso con l’hara
Al mattino, nel momento in cui senti che il sonno se n’è andato, non aprire subito gli occhi. Di nuovo rimetti le mani in quel punto, premi un po’ e inizia a respirare; di nuovo senti l’hara. Fallo per 10/15 minuti e poi alzati.
Fallo ogni sera e ogni mattina. Nell’arco di te mesi inizierai a sentirti centrato.
#OSHO "This Is It" – Ch #8

"MINDFULNESS 4.0, la meditazione nel XXI secolo"
Il libro è edito da Mediterranee e contiene la proposta esperienziale di Osho nella sua interezza.

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Mindfulness 4.0
Mindfulness 4.0
La meditazione nel XXI secolo
Osho

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sabato 28 ottobre 2017

I BLOCCHI PSICHICI CHE CI RENDONO DIFFICILE LA VITA...

"Guardati dentro di te....
Quale emozione, quale energia la senti in superficie? Studia attentamente quel sentimento che già adesso è affiorato nella tua coscienza. Non comprimerlo con il caffè o con le sigarette, con la televisione o con troppo lavoro. Non scappare da te stesso, guarda solamente e esamina i sentimenti.


Chiedi alla tua anima: "Quale mio modo di vivere rafforza questo sentimento?" "Cosa devo fare per liberare questo blocco psichico, questa paura, questo sentimento di mancanza nell'immenso Universo con tutte le sue energie, elementi, pianeti, con tutte le sue infinite possibilità?

(N.Pejchev)


BLOCCHI PSICOLOGICI

Ti sei mai sentito o sentita così?

- pensi che ci sia qualcosa di sbagliato in te;
- ti senti ansioso/a anche in situazioni in cui non lo dovresti essere;
- le tue relazioni amorose sono un disastro e di solito ti innamori della persona sbagliata;
- quando sei in gruppo ti senti sempre inadeguato/a e hai sempre quella sensazione di inferiorità;
- per quanto tu faccia vivi sempre una sensazione di delusione e ti senti insoddisfatto/a;
- pensi che nessuno ti capisca e che sei l’unico/a al mondo a vivere certe sensazioni.


Se hai risposto di SI, prova la neuroacustica per cambiare la situazione, sei in grado di farlo senza ricorrere agli psicologi.


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mercoledì 25 ottobre 2017

IL FALO' DELLA TRASFORMAZIONE

Questo rituale richiede la capacità di visualizzare e una buona immaginazione.
………..
Il rito serve per trasformare il dolore e i rancori.


Rilassatevi, staccate il telefono, chiudete gli occhi.
Immaginate un falò.
Ora invitate mentalmente la persona in questione di avvicinarsi. Potrebbe anche non essere più in vita.
Salutetela.
Entrate insieme nel falò.
Stando nel fuoco, chiedetele di dire a voi tutto ciò che ha da dire…
Poi ditele voi tutto ciò che volevate dire. Offese, rancori, parole non dette.
Nel falò, tutte le offese si trasformano in energia dell'amore.
Ora, vi siete detti tutto.

Adesso dite:
"Ti chiedo di perdonare tutto il dolore che ti avevo provocato, coscientemente o inconsapevolmente...Ti ringrazio per il tuo perdono. E perdono tutte le offese che tu mi avevi recato. Ti sono grato/a delle lezione di vita e spirituale che mi avevi dato."

Abbracciatevi. Prendetevi per le mani e uscite dal fuoco. Se sentite che la morsa dell'incomprensione non c'è più, ringraziate la persona e lasciatela andare. Se sentite che non è finita, tornate entrambi nel falò.
Se state male psicologicamente, potete ripetere il rito il giorno dopo. E se avete avvertito il dolore durante il rito, significa che avete trovato la radice della situazione e dovete solo andare fino in fondo per perdonare la persona. Non abbiate paura del vostro dolore, il dolore e le lacrime possono essere catartiche. Rifate il rito il giorno dopo.

Se, dopo aver finito, sentite il bisogno di riposare, è normale e salutare.
Advanced mind Istitute
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domenica 22 ottobre 2017

FRASI da La Via della Ricchezza



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La Via della Ricchezza
Il denaro al servizio dell'umanità
Voto medio su 2 recensioni: Da non perdere
€ 15

"...MA NON LO STAI FACENDO."

















Un UOMO POVERO chiese a Budda:
"Maestro, perché sono così povero?"
Il Budda rispose: "Perché non stai praticando la generosità."
L'uomo pensò subito di dover essere ricco
per essere generoso. E disse:
"Come farei, se non ho nulla da dare?"
"Hai 5 ricchezze con le quali potresti farlo,
ma non lo stai facendo.
- "Con il tuo viso puoi regalare sorrisi, ma non lo stai facendo.
Con i tuoi occhi puoi guardare gli altri con amore e affetto,
ma non lo stai facendo.
Con la tua bocca puoi dire qualcosa di bello agli altri,
ma non lo stai facendo.
Con il tuo cuore puoi augurare la felicità agli altri,
ma non lo stai facendo.
Con il tuo corpo puoi fare qualcosa di buono per gli altri.
... ma non lo stai facendo."
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venerdì 20 ottobre 2017

I SEGRETI NON ESISTONO PER I CONSAPEVOLI...

"...Nulla sparisce, nulla si cancella nel continuum del mondo. Tutto ciò che abbiamo fatto può essere letto e fatto apparire in superficie.
Lo può fare colui che accede all'informazione sottile.
Quindi, la parola "segreto" è un'illusione.
Esiste solo grazie alla limitatezza del nostro accesso all'informazione, alla pochezza della nostra coscienza.
Il segreto è un qualcosa di nascosto soltanto alla coscienza umana, al giudizio umano. Esiste nel campo informazionale universale, e non è nascosto alla vista dei consapevoli.
E' inutile mentire davanti ai consapevoli."


(Maxim Pavlov)






Advanced Mind Institute
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Nell’essere egoista troverai tutto l’altruismo che hai cercato ..


Nell’essere egoista troverai tutto l’altruismo che hai cercato e ricercato, senza mai trovarlo; perché l’intero contesto era ribaltato: ti viene detto di amare il vicino, ma non hai mai amato te stesso!
E una persona che non ha amato se stessa, come potrà amare il vicino?
Da dove potrà ottenere l’amore: come prima cosa lo devi avere!
Il vicino ama te, senza aver mai amato se stesso: nel mondo sta esplodendo una follia sconvolgente.
La gente si ama a vicenda, senza saper nulla dell’amore: é come se dei mendicanti chiedessero l’elemosina tra di loro, pensando che l’altro sia un imperatore. Entrambi pensano la stessa cosa: l’altro è un imperatore.
Ma entrambi sono mendicanti, prima o poi la realtà si manifesterà e allora ci sarà infelicità e sofferenza.
Allora penserai di essere stato ingannato:
“Questo mendicante ha cercato di spacciarsi per un imperatore!”, ma questa è una vera assurdità.
Eri tu che pensavi a lui come un imperatore; e la situazione è identica anche sull’altro versante: l’altro pensa che l’hai ingannato, spacciandoti per un imperatore, mentre sei solo un mendicante. Quando entrambi i mendicanti scoprono di essere solo dei mendicanti, cos’altro possono fare se non essere furiosi, esplodere di rabbia, aggredirsi a vicenda, odiarsi a morte!
E l’amore? Non c’era: non sanno cosa sia l’amore. Per conoscere qualsiasi cosa, si deve partire da se stessi.
Ti è stato insegnato a sacrificare te stesso per uno stupido ideale. Io voglio che tu sia solo e unicamente egoista. E rimarrai sorpreso: se sei egoista, scopri un’infinità di tesori dentro di te, ragion per cui molto presto inizierai a condividerli. Questo perché trovare un tesoro è una gioia minore rispetto al condividerlo. E i tesori che hai dentro di te non seguono la comune legge dell’economia: sono all’opposto, sono diametralmente opposti alla normale struttura economica.
Nella comune economia, se dai qualcosa ne avrai di meno; se continui a dare, ben presto sarai un mendicante. Nel mondo dell’economia ordinaria devi sottrarre agli altri quanto più possibile, allora avrai di più e ancora di più, e di più ancora.
I tesori di cui ti sto parlando seguono una legge diversa: se ti ci aggrappi, si esauriscono. Se ti ci aggrappi troppo, puoi addirittura farli morire. E se li vuoi distruggere, chiudi tutte le finestre e le porte, diventa un tomba; così che nulla possa sfuggirti, ma sarai un uomo morto… con tutti i tuoi tesori morti con te!
La tua verità, la tua libertà, il tuo amore, la tua gioia… tutto sarà morto insieme a te. Sicuramente morto! Una morte più che sicura!
Se invece vuoi far crescere i tuoi tesori, condividili; condividili a piene mani. Non preoccuparti neppure se l’altro è un amico o un approfittatore: quando condividi, ciò che conta è la condivisione, non con chi lo fai!Chiunque sia l’interessato… tu limitati a dare. Non preoccuparti del destinatario, tu continua a inviare le lettere d’amore: da qualche parte qualcuno le riceverà. E più continui a condividere, più continuerà a entrare in te da sorgenti sconosciute.Un uomo è esattamente simile a un pozzo.
Osho

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Osho La Mente, il Cuore :

Sono state studiate più di 4000 persone mentre dormivano e i risultati sono davvero sorprendenti: dimostrano che l'uomo, durante il sonno notturno, continua a fare tutto ciò che faceva durante il giorno. Qualsiasi cosa abbia fatto nell'arco della giornata ...se di giorno gestisce un negozio, di notte continua a gestirlo. Se la mente durante il giorno è stata immersa in qualche preoccupazione, continua preoccuparsi anche durante la notte.
La notte è lo specchio di ciò che accaduto durante il giorno: è la sua eco.
Tutto ciò che è accaduto nella mente durante il giorno risulta come un eco durante la notte. Qualsiasi cosa sia rimasta incompleta, la mente cerca di completarla durante la
notte.
Se sei stato preda della collera, e non l'hai espressa, l'hai manifestata solo in parte o l'hai addirittura repressa, la tua mente la sfoga di notte.
Completando la manifestazione della collera, la corda della vina cerca di raggiungere il giusto equilibrio.
Se qualcuno ha digiunato di giorno, durante la notte sogna di mangiare: qualsiasi cosa, sia rimasta incompleta o incompiuta durante il giorno, la mente tenta di completarla durante la notte.
Pertanto, tutto ciò che la mente ha fatto durante il giorno lo ripete per tutta la notte. La mente rimane tesa ventiquattr'ore su ventiquattro, non ha mai riposo.
Le corde della mente non si rilassano mai; e le sue corde sono molto tese. Questa è la prima cosa.
La seconda cosa è questa: le corde del cuore sono molto allentate.
Le corde del vostro cuore non sono affatto tese conoscete qualcosa che assomigli all'amore? Conoscete bene la collera, l'invidia, la gelosia e l'odio; ma conoscete qualcosa che assomigli all'amore?
Potresti rispondere che lo conoscete e che, di tanto in tanto, anche voi amate. Potresti rispondere che odiate certamente, ma che amate anche; ma sapete ciò che state dicendo? Può esistere un cuore che odia e che al tempo stesso ama? Sarebbe come dire che una persona a volte è viva e a volte è morta!
Non potresti credere a una simile eventualità, perché un uomo è vivo o è morto: questi sono due stati non possono accadere simultaneamente. Un uomo non può essere a volte vivo a volte morto: è impossibile.
Il cuore umano conosce solo l'odio o conosce solo l'amore. Il cuore umano non può scendere a compromessi tra due sentimenti. Per un cuore che ama, l'odio diventa impossibile.
Osho



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mercoledì 18 ottobre 2017

LE PRATICHE CHE TI CAMBIERANNO

1. Se ami una persona, non t'intrometterai nella sua vita privata, perché non potrai violare i confini del suo mondo interiore.

2. Smetti di pensare come ricevere l'amore, inizia a darlo. Donando, riceverai, e non esiste nessun'altra via.


3.Comincia a vivere, non ti preparare alla vita che inizierà nel futuro.

4. Tutta la sofferenza esiste perché ti sei scordato di vivere e stai facendo ciò che non ha a che fare con la vita.

5.Se vuoi vivere, accetta le cose come sono e accetta te stesso così come sei.

6. Puoi fare tanti errori, ma non fare mai due volte lo stesso errore.

7. Devi sapere che la libertà è il bene supremo, e se l'amore ti priva di libertà, non è l'amore.

8. Ti piace creare dei problemi… comprendilo semplicemente, e i problemi spariranno.

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lunedì 16 ottobre 2017

Le parole di Osho: La Rabbia

Quando sei arrabbiato con qualcuno e butti la tua rabbia su di lui, stai creando una reazione a catena. Ora anche lui si arrabbierà. Questo può andare avanti per vite: continuerete a essere nemici. Come fare per fermare la reazione? L’unica possibilità di fermarla è tramite la meditazione, non c’è altro modo, perché in meditazione non sei arrabbiato con qualcuno: sei solo arrabbiato.
La differenza è fondamentale. Non sei arrabbiato con qualcuno, sei solo arrabbiato, e la rabbia viene lasciata andare nel cosmo. Non odi qualcuno. Se l’odio arriva, sii pieno di odio, e l’odio verrà buttato fuori. Le meditazioni non sono rivolte a qualcosa in particolare; vanno a finire nel cosmo, e il cosmo purifica tutto.
È come quando un fiume sporco finisce nell’oceano: l’oceano lo purificherà. Quando la rabbia, l’odio, la sessualità, vanno a finire nel cosmo, nell’oceano, verranno purificati. Se un fiume sporco finisce in un altro fiume, anche l’altro fiume si sporcherà. Quando sei arrabbiato con qualcuno, gli stai buttando addosso il tuo sporco. E poi lui ti butterà addosso il suo e diventerà un processo di sporcarsi a vicenda.
In meditazione butti te stesso nel cosmo per essere purificato. Tutta l’energia che butti fuori, viene purificata nel cosmo. Il cosmo è vasto, grande quanto l’oceano, quindi non puoi sporcarlo. In meditazione non siamo in relazione con gli altri, siamo in relazione diretta con il cosmo.


Osho, The Supreme Doctrine

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Non disturbi mai

“"Non disturbi mai", ti dice. E sai che non è una frase fatta: lo senti dalla voce, dalla sua semplice, serena e normale contentezza nel sentirti, dall’assenza di sforzo nel trovare le cose giuste da dirti – che a volte sono semplicemente il tempo che fa, o il film che daranno stasera. Ci puoi contare sempre, non importa quale sia la distanza che vi sta in mezzo, sa di te senza che tu dica nulla, e nel tuo “grazie” trova tutto ciò che tu hai provato a metterci dentro sperando che ne venisse fuori almeno un po’. Ognuno nella vita dovrebbe avere almeno una persona così, e se ne dovrebbe prendere cura, perché le fortune vanno meritate, e custodite.”
— Squonk “Non disturbi mai”

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La capacità di ridere insieme… Questo sì che è amore



Secondo una bella e antica leggenda Sioux, affinché una coppia duri e sia felice, i due partner devono volare assieme uno accanto all’altro, ma mai incatenati, mai schiavi l’uno dell’altro. Perché l’amore autentico non vincola, bensì unisce due individui in un medesimo progetto senza che nessuno dei due debba rinunciare alla sua essenza e identità.

È curioso come l’antica saggezza dei nativi americani sia valida ancora oggi e continui a ispirarci con le sue storie, le sue leggende a tratti magiche, ma sempre capaci di favorire in noi un importante risveglio attraverso il racconto di eventi, di narrazioni tutt’ora valide e significative. In mezzo a tutta quest’antropologia di saperi, è quasi sempre il popolo Sioux a regalarci le perle più preziose, grazie al suo esteso patrimonio culturale.

“Presi uno alla volta siamo tutti mortali. Insieme siamo eterni”.

(Lucio Apuleio)

Proprio ai Sioux si attribuisce, ad esempio, la leggenda dell’acchiappasogni, così come questo regalo sotto forma di favola attraverso cui l’antico popolo ci dà una lezione semplice e chiara su come si costruisce una relazione di coppia stabile e felice. A questo proposito, vorremmo parlarvi dell’appassionante libro “American Indian Stories” di Zitkala-Sa.

Questa affascinante scrittrice fu la prima Sioux indigena ad essere educata in Occidente, in difesa delle tradizioni del suo popolo, violinista e, soprattutto, attivista. Fu proprio lei a lasciarci, all’inizio del ventesimo secolo, una parte della sua eredità culturale attraverso alcuni testi semplici e allo stesso tempo meravigliosi, tra i quali troviamo anche questa peculiare leggenda che ora approfondiremo insieme a voi.


L’amore, l’individuo e la coppia secondo i Sioux

Narra un’antica leggenda che, un mattino, una giovane coppia di indigeni Sioux si recò a visitare lo sciamano del villaggio. La coppia viveva vicino a Pahá Sápa, la zona oggi chiamata “Colline nere”, monti considerati sacri dal popolo Sioux. Il ragazzo era un coraggioso guerriero il cui cuore era abitato da onore e nobiltà d’animo. Anche in Nuvola Alta, la ragazza dagli occhi a mandorla e dalla folta chioma, emergevano la decisione e, soprattutto, l’amore profondo per il suo futuro sposo.

Il motivo per cui erano andati a fare visita allo sciamano era per loro molto importante: avevano paura che il loro fidanzamento, che quell’amore così devoto e solido che ora si dichiaravano, si sarebbe in qualche modo spezzato. Avevano persino timore di morire e di non riuscire ad incontrarsi nell’aldilà. Volevano che l’anziano stregone desse loro un rimedio, un sortilegio o un trucco che rendesse il loro amore eterno.
La sfida

Il vecchio sciamano fissò entrambi per qualche istante con il suo sguardo acuto e il suo volto scalfito dagli anni. Fumò la pipa, aggrottò la fronte, si schiarì la voce e poi prese la mano della ragazza: «Se desideri conservare al tuo fianco il tuo amato, dovrai intraprendere un viaggio. Non sarà facile, ti avverto. Dovrai salire su quella collina che vedi laggiù e prendere con le sole mani un falco, il più forte, il più maestoso. Dopodiché, dovrai portarlo qui vivo il terzo giorno dopo la Luna piena.»

Successivamente, lo sciamano si rivolse al giovane guerriero: «In quanto a te, devi sapere che il tuo compito sarà altrettanto difficile e impegnativo. Devi scalare la montagna più alta del nostro villaggio e prendere un’aquila. La più bella, la più vigorosa, la più selvaggia. Dovrai poi portarmela qui lo stesso giorno in cui si presenterà col falco la tua amata».


Il risultato

La giovane ragazza Sioux e il suo amato compierono la sfida posta dallo sciamano. Lei portava il falco in una sacca di pelle. Il giovane aveva con sé l’aquila, quella più bella e più forte. Quando giunsero dal vecchio stregone, chiesero entrambi quale sarebbe stato il passo successivo. «Forse sacrificare i rapaci e fare il bagno nel loro sangue?» – chiesero.

«Ora dovete fare quello che vi dico: prendete i rapaci e legateli per le zampe con una corda di cuoio, in modo che uno sia vincolato all’altro e viceversa. Poi lasciateli, affinché volino liberi.»

Quando svolsero questo compito, davanti al risultato rimasero attoniti, senza parole. Nel momento in cui i due uccelli cercarono di spiccare il volo, non fecero che cadere di continuo. Frustrati e pieni d’ira, presero a colpirsi vicendevolmente con i loro becchi duri e forti.

Il vecchio sciamano si avvicinò agli uccelli e li slegò. «Ecco il sortilegio di oggi: imparate da quello che avete appena visto. Se vi incatenate l’uno all’altro, anche se si tratta d’amore, non farete altro che ferirvi, lacerarvi e rendervi infelici. Se volete che il vostro amore duri, volate assieme, volate alto, ma mai legati. Perché il vero amore unisce, ma non vincola.»
La coppia emotivamente ecologica: uniti, ma non vincolati

Un altro concetto molto interessante in linea con l’idea centrale della leggenda Sioux esposta, è quello proposto da Jaume Soler e Mercè Conangla . I due autori ci propongono di costruire ciò che loro hanno battezzato “ecologia emotiva”.


“La capacità di ridere insieme… Questo sì che è amore”.

(François Sagan)

Nel complesso percorso verso la costruzione di un rapporto di coppia stabile, felice, maturo ed appagante, è necessario equilibrare forze e spazi e creare un’alchimia in cui poter essere se stessi senza smettere di essere in due. Non bisogna mai trascurare nemmeno il terreno dell’identità, lo spazio dell’amor proprio, il giardino dell’autostima e il salotto in cui abitano i sogni personali e tutto ciò che ci definisce.



Per concludere, vogliamo ricordarvi che questa leggenda, così come il principio dell’ecologia emotiva, può essere applicata a qualsiasi rapporto, ad un’amicizia o ad un legame padre-figlio. Perché, in fin dei conti, in ogni relazione siamo obbligati a salvaguardare gli spazi individuali per poter preservare la magia di questa speciale alleanza. Ricordatevelo sempre.

Fonte : https://lamenteemeravigliosa.it/uniti-leggenda-sioux-relazioni-di-coppia/

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domenica 15 ottobre 2017

L'AMORE INCONDIZONATO

Ti amo.
Ti amo sempre.
Ti amo così, perché ci sei.
Ti amo anche quando tu sbagli.
Ti amo quando non sei d'accordo con me.
Ti amo anche quando mi è difficile stare con te,
Ti amo anche quando mi fai arrabbiare e litighiamo.
Ti amo anche quando mi dici di no o mi dici di non amarmi.
Ti amo anche quando non mi conviene amarti, quando vogliamo cose diverse.
Ti amo anche quando tu te ne vai.
Ti amo anche quando mi dici di stare meglio con altre persone.
Ti amo anche quando tradisci le mie attese.
Ti amo anche quando dici di amare gli altri, quando taci, quando non riesci a fare nulla.
Ti amo anche quando acceleri o ritardi.
Ti amo anche quando tu non sai quello che vuoi.
Ti amo anche quando tu non ami te stesso.
Ti amo anche quando ti trasformi o resti uguale.
Ti amo anche quando non ti capisco, quando dico di non amarti o di odiarti.
Ti amo allo stesso modo, quando stai bene o stai male.
Ti amo anche quando sto male io.
Ti amo anche quando dico di non volere stare con te.
Ti amo, ne ho bisogno, e questo è quanto mi basta.


Non mi devi nulla per il mio amore.
Io non ti devo nulla per il mio amore.

(Aglaya Dateshidze)




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ESSERE NEL CORPO

Per favore, provatelo subito. Potete trovare utile per questa pratica chiudere gli occhi. Più tardi, quando “essere nel corpo” sarà diventato naturale e facile, non sarà più necessario. Rivolgete la vostra attenzione all’interno del corpo. Sentitelo di dentro. E vivo? Vi è vita nelle mani, nelle braccia, nelle gambe nei piedi, nell’addome, nel torace? Potete sentire il sottile campo energetico che pervade l’intero corpo e dona vita vibrante a ogni organo e a ogni cellula? Potete sentirlo contemporaneamente in tutte le parti del corpo come unico campo di energia?

Continuate a concentrarvi per qualche istante sulla percezione del corpo interiore. Non cominciate a pensarci. Sentitelo. Più attenzione vi dedicate, più chiara e forte diventerà tale percezione. Vi sembrerà che ogni cellula diventi più viva, e se avete un forte senso visivo potrete percepire un’immagine del vostro corpo che diventa luminoso. Sebbene questa immagine possa esservi utile temporaneamente, rivolgete maggiore attenzione alla sensazione che non a qualunque immagine possa nascere. Un’immagine, per quanto bella o potente, è già definita nella sua forma, per cui vi è meno spazio per penetrare più in profondità.

La percezione del vostro corpo interiore è senza forma, illimitata e insondabile. Potete sempre andare maggiormente in profondità. Se non riuscite a percepire granché in questa fase, prestate attenzione a ciò che effettivamente sentite. Forse vi è soltanto un lieve formicolio alle mani o ai piedi. Per il momento può bastare. Concentratevi su questa sensazione. Il vostro corpo sta diventando vivo. In seguito farete ancora pratica. Adesso, per favore, aprite gli occhi, ma mantenete una certa attenzione verso il campo energetico interiore del corpo anche mentre vi guardate attorno nella stanza. Il corpo interiore si trova sulla soglia fra la vostra identità di forma e la vostra identità di essenza, la vostra vera natura. Non perdete mai il contatto con quest’ultima.

(Da: “Il potere di adesso” di Eckhart Tolle)

https://www.meditare.net/wp/meditazione/entrare-in-connessione-con-il-corpo-interiore-eckhart-tolle/
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giovedì 12 ottobre 2017

UN MAGICO ESERCIZIO DA FARE DAVANTI ALLO SPECCHIO

“...Vi state guardando allo specchio?
Ma siiii, che discorso. Mentre vi state facendo un trucco di una bellezza inaudita oppure vi state raschiando le setole con una lametta.
Cosa pensate che sta facendo lo specchio quando non siete in casa? Pensate che fosse un pezzo di vetro riflettente, e basta? Lo pensate davvero? Non ci credo, ma ammetto che ciò è possibile.
Vi avverto. Non fate ciò che vi dirò adesso in presenza degli altri. Per la vostra sicurezza.
Aspettate di essere soli in casa o chiudetevi nel bagno.
Guardate la vostra faccia. Guardatela e basta. Senza emettere giudizi. Senza uno scopo.
E ora ditele a voce alta, con sentimento: “Ti amo e ti amerò sempre!” Stoooop!
Avete distolto lo sguardo?
Lo fanno tutti. Si capisce.
Ditelo ancora. E ancora.
Ditelo ai vostri occhi: “Vi amo e vi amerò sempre”.


Fatelo non meno di tre volte al giorno. Meglio prima di uscire di casa. Anche prima di dormire. E qualche altra volta.
E’ più difficile confessare l’amore a se stessi che ad un'altra persona. Ma ne vale la pena! Vi accorgerete che il vostro riflesso vi risponderà con un amore reciproco.
Quando non siete in casa, lo specchio conserva ciò che gli avete detto prima di uscire. Vive la sua vita. Legatevi a lui con i fili dell’amore umano. Vi ritornerà moltiplicato.
Ed è meglio non farlo vedere agli altri, perché in quei momenti siete troppo denudati, siete troppo vulnerabili”.

Advanced Mind Institute
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sabato 7 ottobre 2017

L'oca è fuori

Spesso vado in panico e ho paura di impazzire.

La cosa fondamentale da capire è che tu non sei la mente - né la parte luminosa né quella oscura. Se ti identifichi con la parte bella, diventa impossibile disidentificarti dalla parte più brutta; sono due facce della stessa medaglia. La puoi prendere in blocco, o la puoi buttare via in blocco, ma non puoi separarla.
Tutta l'ansia dell'umanità dipende dal voler scegliere ciò che appare bello, luminoso; vogliono scegliere quella piccola luce e lasciare da parte il buio che la circonda. Non sanno però che anche quella piccola luce non può esistere senza l'oscurità. Quest'ultima è il sottofondo necessario perché la luce diventi visibile.
Scegliere vuol dire ansia.
Scegliere vuol dire mettersi nei guai.
Non scegliere vuol dire: la mente esiste, con un lato luminoso e uno oscuro, e allora? Cos'ha a che fare con te? Perché dovresti preoccupartene?
Nel momento in cui smetti di scegliere, le preoccupazioni scompaiono completamente. Nasce una grande accettazione: la mente deve essere così, è la sua natura - e non è un problema tuo perché tu non sei la mente. Se fossi la mente, il problema non esisterebbe neppure. Perché allora chi potrebbe scegliere e pensare alla trascendenza? E chi potrebbe cercare di accettare e di comprendere l'accettazione?
Sei separato, assolutamente separato.
Sei solo un testimone e nient'altro.
E invece tu sei un testimone che si identifica con tutto ciò che gli sembra piacevole, e dimentica che la parte spiacevole seguirà l'altra come un'ombra. La parte piacevole non ti disturba - te la godi. Il problema nasce quando si afferma la polarità opposta - allora ne vieni dilaniato.
Ma sei stato proprio tu a dare inizio al problema. Sei caduto dallo stato di testimone nell'identificazione. La storia biblica della caduta dell'uomo è una favola. La caduta vera è questa - quella dall'essere un testimone all'identificarti con qualcosa, perdendo così la tua condizione di osservatore.
Prova una volta ogni tanto a lasciare che la mente sia quello che è. Ricorda che tu non sei la mente. Rimarrai sorpreso di come, quando sei meno identificato, la mente diventa sempre meno potente, perché il suo potere nasce proprio dall'identificazione; ti succhia il sangue. Quando inizi a creare una distanza, a essere distaccato, la mente inizia a restringersi.
Il giorno in cui sei completamente disidentificato con la mente, anche solo per un istante, avviene la rivelazione: la mente muore, non esiste più. Quella stessa mente che era così piena, che non aveva mai pause - giorno dopo giorno, da sveglio, nel sonno, era sempre lì - ora di colpo non c'è più. Ti guardi intorno e c'è il vuoto, il nulla.
Insieme alla mente scompare anche il sé. Ciò che resta è solo una certa qualità di consapevolezza, priva di un 'Io'. Al massimo puoi chiamarla 'essenza' ma non c'è più nemmeno l'ombra dell'Io. Quando arrivi a conoscere l'essenza, è diventata universale.
Con la scomparsa della mente, scompare anche il sé. E scompaiono inoltre tante delle cose che erano così importanti per te, che ti procuravano tanti problemi. Più cercavi di risolverli e più diventavano complicati; tutto era un problema, angoscioso, e non riuscivi a vedere una via d'uscita.
Ricorda la storia dell''Oca è fuori', riguarda proprio la mente e la tua essenza.
Il maestro dice al discepolo di meditare su questo koan: Una piccola oca viene posta a vivere in una bottiglia, e viene nutrita lì. L'oca diventa sempre più grande, cresce, fino a riempire tutta la bottiglia. Diventa troppo grande; non può più uscire dal collo della bottiglia, che è ora troppo piccolo. Il koan è che devi far uscire l'oca senza rompere la bottiglia, e senza uccidere l'oca.
La mente rimane a bocca aperta.
Cosa puoi fare? L'oca è troppo grande; non puoi farla uscire senza rompere la bottiglia, ma questo non è permesso. Oppure potresti farla uscire uccidendola; ma non puoi decidere se farla uscire viva o morta, anche questo non è permesso.
Giorno dopo giorno il discepolo medita e non trova alcuna soluzione, pensa una cosa o un'altra - ma la realtà è che la soluzione non esiste. Stanco, completamente esausto, ha una rivelazione improvvisa... di colpo comprende che il maestro non è interessato alla bottiglia o all'oca; devono rappresentare qualcos'altro. La bottiglia è la mente, tu sei l'oca... e, se diventi un testimone, è possibile. Anche se non vivi davvero dentro la mente, puoi identificarti così tanto con essa che inizi a sentire di essere al suo interno!
Il discepolo corre dal maestro per dirgli che l'oca è fuori. E il maestro afferma: 'L'hai capito. Adesso tienila lì, all'esterno. Non è mai stata dentro'.
Se continui a lottare con l'oca e con la bottiglia, per te non c'è modo di risolvere il problema. La realizzazione è che: 'Questo koan deve rappresentare qualcos'altro; altrimenti il maestro non me l'avrebbe dato. Cosa potrebbe essere?’ Tutta la storia tra maestro e discepolo riguarda proprio la mente e la consapevolezza.
La consapevolezza è l'oca, che non si trova nella bottiglia della mente. Tu però credi che sia lì e chiedi a tutti come uscirne. Io chiamo idioti tutti quelli che non hanno compreso questa cosa.
L'oca è fuori, non è mai stata dentro, quindi il problema di farla uscire non esiste affatto.
La mente è solo un susseguirsi di pensieri che passano di fronte a te sullo schermo del cervello. Tu sei un osservatore. Poi ti identifichi con le cose belle: ma sono solo bustarelle. Quando sei rimasto intrappolato dalle cose belle, ti ritrovi anche nella trappola di quelle brutte, perché la mente non esiste senza la dualità.
La consapevolezza non esiste nella dualità mentre la mente non esiste senza la dualità.
La consapevolezza è non-dualistica, la mente è dualistica. Osserva. Non ti insegno delle soluzioni. La mia unica soluzione è: fai un passo indietro e osserva. Crea una distanza tra te e la mente.
Se una cosa è bella, buona, deliziosa, se vorresti godertela di più, o se invece è brutta - rimani comunque più distante possibile. Guardala come guarderesti un film... L'identificazione è alla radice della tua infelicità. E ogni identificazione è un'identificazione con la mente.
Fatti da parte, e lascia che la mente passi.
Molto presto vedrai che non c'è alcun problema - l'oca è fuori. Non occorre rompere la bottiglia, e non occorre neanche uccidere l'oca.

Osho, And the Flowers Showered
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venerdì 6 ottobre 2017

OSHO; OMOSESSUALITA'

L’omosessualità è un prodotto di un mondo maschile. E probabilmente
l’omosessualità andrà crescendo sempre più – perfino stati, governi e
religioni inizieranno a raccomandarla. Nei prossimi cinquant’anni lo
ve­drete accadere. Allo stesso modo in cui i governi ora raccomandano
il controllo delle nascite e l’aborto, in futuro lo faranno con
l’omosessualità – perché la popolazione raggiungerà livelli tali che
l’omosessualità rappresenterà un metodo per impedire la nascita di
nuovi esseri umani. Prima o poi, ogni governo autorizzerà i matrimoni
tra omosessuali – matrimoni tra due uomini o tra due donne. Accadrà.
Già ora ci sono mol­te più persone che diventano omosessuali.

Solo una società rilassata, in cui le cose funzionano bene, c’è cibo
in abbondanza e non ci sono guerre, di­venta eterosessuale. In caso
contra­rio, quando c’è la guerra, uno stato conflittuale permanente,
la società diventa patriarcale.

Ora anche nel mondo delle donne sta accadendo la stessa cosa, perché
il movimento di liberazione delle don­ne è il primo movimento in cui
le donne si trovano tra loro e creano gruppi di sole donne. Ora si sta
dif­fondendo il lesbianismo. Se le don­ne si mettono insieme e contro
gli uo­mini, dove metteranno il loro a­mo­re? L’uomo è il nemico:
devono perciò amare le donne. Attualmente sia l’omosessualità che il
lesbianismo sono in aumento: è una semplice constatazione.

Ma non sto dicendo nulla contro l’omosessualità – so che qui ci sono
molti omosessuali. Se non sei interessato a dimensioni più alte,
l’omosessualità va bene, tanto quanto l’eterosessualità. Non c’è alcun
problema. A livello di sfogo sessuale, l’omosessualità vale quanto
l’eterosessualità. Ma se è la tua crescita che ti interessa, allora
avrai dei problemi.

Una storia d’amore omosessuale può essere molto più comoda, è vero,
perché non c’è conflitto. È un’unione di simili: si capiscono,
conoscono le tendenze e le menti reciproche. Non c’è conflitto, ma non
c’è neppure crescita. Con la polarità, si scatena il conflitto, la
sfida – di penetrare e co­noscere l’altro, capire il mondo dell’altro.
E per la crescita spirituale è necessario che l’uomo arrivi a
conoscere la donna e che la donna arrivi a conoscere l’uomo.

Perché dico che è parte della crescita spirituale? Proprio l’altro
giorno stavo dicendo che all’ultimo mo­­­mento, al sesto chakra –
l’ajna cha­kra – deve avvenire un incontro pro­fondissimo tra uomo e
donna. An­che interiormente sei diviso in due: uomo e donna. Se non
riesci a unirti con una donna esteriore, ti sarà mol­to difficile fare
spazio alla donna in­teriore. Se non riesci ad amare l’altro fuori di
te, ti sarà impossibile creare uno spazio d’amore per l’altro che sta
dentro di te.

Un uomo non è solo uomo, è uo­mo-donna. È nato da un uomo e da una
donna – è mezzo e mezzo, e così anche la donna. E l’unione interiore
suprema, l’alchimia interiore è possibile solo se hai imparato la via
nel mondo esteriore.

Quando un uomo si innamora di una donna, impara qualcosa. Quando un
uomo si innamora di un uomo non impara nulla. Quando una donna si
innamora di un uomo, impara qualcosa – qualcosa di ignoto, qualcosa di
opposto, qualcosa dell’altro.

L’amore tra un uomo e una don­na indica che l’emisfero destro è in
amore con l’emisfero sinistro. Perciò se sei interessato alla crescita
spirituale, devi procedere dall’omosessualità all’eterosessualità. Se
non ti interessa la crescita spirituale, allora non c’è nulla di
sbagliato. Puoi rimanere ciò che sei – eterosessuale o omosessuale – è
la stessa cosa. Penso di averlo chiarito a sufficienza. Se non ti
interessa la crescita spirituale, non c’è alcun problema. Io non sono
contro l’omosessualità, non sono contro nul­la. È la tua vita – devi
decidere tu; chi sono io? Io sto semplicemente affermando che alla
fine, all’interno del tuo essere, deve avvenire un incontro: preparati
per questo incontro. Ed è l’amore con l’altro all’esterno che ti
prepara.

Più giungi a comprendere la donna e l’uomo esterni, maggiore sarà la
comprensione della polarità interiore. E un giorno, al sesto centro
del tuo essere – in quello che lo yoga chiama ajna chakra, e che io ho
defini­to ‘supercoscienza’ – sentirai che la tua comprensione
dell’uomo e della donna ti è di stra­ordinario aiuto. Lì, intuizione e
logica si uniscono, immaginazione e volon­tà si uniscono, ini­ziativa
e ricettività si uniscono. Ti sa­rà facile.

Hai imparato la strada nel mondo esterno – ora la puoi usare per la
tua alchimia interiore.

Se ti interessa la crescita spirituale, procedi verso
l’eterosessualità. Se non ne sei interessato, non c’è problema. Se
vuoi crescere, se vuoi davvero scoprire il tuo essere più intimo, il
tuo spazio interiore, al­lora l’eterosessuali­tà ti potrà aiutare.
Come ti ho già detto: il primo stadio è la masturbazione, il secondo
stadio è l’omosessualità, il terzo stadio e l’eterosessualità, il
quarto stadio è asessuale – è lo stadio del brahmacharya.

E solo quando avrai raggiunto il quarto stadio sarai in grado di
ac­cedere al nucleo più intimo del tuo essere – non altrimenti. Un
masturbatore rimane infantile, un omosessuale rimane adolescenziale,
un eterosessuale rimane animale. Questi stadi devono essere
oltrepassati. Non ri­manere bloccato. E la mia non è una condanna,
ricordalo sempre: io non condanno nulla.

Il sesso non è una cosa ordinaria. È una delle parti più essenziali
del tuo essere. Non bisognerebbe trattarlo inconsapevolmente.
Costituisce le fondamenta del tuo essere: tu sei nato dal sesso, vivi
attraverso il sesso – la tua nascita è attraverso il sesso, la tua
gioventù è attraverso il sesso, l’amore è attraverso il sesso, e
attraverso il sesso incontrerai la morte. La tua intera esistenza è
una storia sessuale. Devi essere davvero molto attento, e consapevole
di tutto ciò che riguarda la tua energia sessuale.

Osho - The Divine Melody

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mercoledì 4 ottobre 2017

Quaranta giorni

-- Mentre Noè è al riparo sulla sua Arca, la pioggia del diluvio dura per quaranta giorni e quaranta notti.
(Genesi 7,4 - 7,12 - 7,17 - 8,6)


-- Mosè sul monte Sinai rimane con il Signore quaranta giorni e quaranta notti, senza mangiare pane né bere acqua.
(Esodo 34,28)


-- Il gigante filisteo Golia sfida per quaranta giorni l’esercito di Israele, prima che Davide decida di affrontarlo.
(1Samuele 17,16)


-- Dopo essere stato nutrito da un angelo del Signore, Elia cammina per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l’Oreb.
(1Re, 19,8)


-- Giona annuncia al popolo di Ninive che dopo quaranta giorni il Signore avrebbe distrutto la loro città, ed essi digiunarono, si pentirono e furono salvati.
(Giona, 3,1)


-- Dopo il Battesimo Gesù digiuna per quaranta giorni nel deserto, prima di iniziare la predicazione.
(Mt 4,2 – Mc 1,13 – Lc 4,2)


-- Gesù dopo la resurrezione si mostra per quaranta giorni agli apostoli prima di ascendere.
(Atti degli Apostoli 1,3)


Quaranta giorni rappresenta un periodo di tempo significativo dal punto di vista spirituale. Se, per esempio, sentite il bisogno di compiere una purificazione fisica – seguendo una dieta particolare – utilizzate questo periodo di tempo. Se volete pregare per qualcuno alla cui salute fisica o psichica tenete molto, fatelo per quaranta giorni. Se volete svolgere degli esercizi spirituali, questo è il lasso di tempo ideale.
Il periodo della Quaresima (quaranta giorni precedenti la Pasqua) ha, o dovrebbe avere, proprio uno scopo di purificazione/preghiera/meditazione.

Al di là dell’ambito prettamente cristiano – e trasversalmente a ogni religione – consiglio vivamente al praticante spirituale l’esercizio dei 5 minuti (una volta era di quindici, ma ultimamente questa durata si sta rivelando troppo impegnativa!). L’esercizio consiste nello sforzarsi di restare presenti a se stessi per 5 minuti al giorno, tutti i giorni alla stessa ora.

Se le attività legate al risveglio sono troppo frequenti e disordinate, diventano meno efficaci, quando non addirittura inutili. Come in battaglia... le energie non vanno dissipate, bensì, al contrario, focalizzate verso un solo obiettivo. Lo scopo è «ricordarsi di sé», ossia avere la totale padronanza della propria coscienza per almeno 5 minuti all’interno della propria giornata. La “cappa di addormentamento” che avvolge il pianeta sta divenendo sempre più fitta e pesante. Liberarsene è sempre più difficile (vedi il passaggio obbligato dai 15 ai 5 minuti), e lo è anche per chi ha già fatto del risveglio il fine della propria vita. Quindi bisogna avere un metodo semplice e dedicarsi ad esso con tutta l’anima.

Solo 5 minuti. Un solo tentativo. Scegliete un momento della giornata in cui non siete isolati dal mondo, ma nemmeno un momento troppo impegnativo, che renderebbe troppo difficile l’esercizio. Se riuscite a ricordarvi di voi stessi solo per 30 secondi, oppure vi dimenticate del tutto dell’esercizio, non potete ripeterlo più tardi. Dovete aspettare il giorno seguente, alla stessa ora. Se questo vi fa arrabbiare, meglio, perché metterete più energia il giorno seguente. Per facilitarvi, le prime volte potete puntare la sveglia sull’ora di inizio dell’esercizio.


Si richiede la totalità dell’attenzione a voi stessi nel corso dei cinque minuti. E basta. Dal momento che l’esercizio durerà per quaranta giorni, in questo arco di tempo sospendete meditazioni di ogni genere o altri esercizi. Non mischiate le attività. Di più... non è sempre meglio.

Dovete attestarvi in maniera solida all’interno di quella che con il tempo diverrà la vostra nuova dimensione. Siate leggeri, delicati, ma inesorabili. Cinque minuti per quaranta giorni. Dopodiché dovete sospendere, non potete ricominciare con un altro ciclo subito dopo, altrimenti perdete di potenza ed efficacia. Potete farlo solo una volta all’anno. Se vi date più occasioni... perdete di potenza ed efficacia.


Una volta all’anno è poco? Non abbiate fretta, perché proprio la fretta fa parte della “cappa di addormentamento” e vi fa perdere forza. E in ogni caso nel frattempo potete riprendere il consueto lavoro su voi stessi. Sempre che ne abbiate ancora bisogno...


Salvatore Brizzi
(professione: cane di Dio
D.O.G. = Dogs Of God)

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L’ultimo discorso del Buddha

1 – Sotto gli alberi di sala a Kusinagara, appressandosi la fine, Buddha rivolse queste ultime parole ai suoi discepoli:

“Fate di voi stessi una luce. Contate su voi stessi, e non siate dipendenti da nessun altro.

Lasciatevi guidare dai miei insegnamenti come da una luce. Fate affidamento su di loro e non legatevi a nessun’altra dottrina. Considerate bene il vostro corpo: abbiate sempre presente la sua impurità. Ben sapendo che tanto il dolore quanto il piacere sono parimenti causa di sofferenza, come potete essere indulgenti verso i suoi desideri? Considerate bene il vostro ‘io’: riflettete sulla sua transitorietà; come potete esser delusi da ciò che sempre muta, coltivare orgoglio ed egoismo, sapendo che tutto ciò conduce inevitabilmente alla sofferenza? Considerate bene tutti gli esseri che consideriamo sostanziali; è forse possibile trovare in mezzo a loro un qualche ‘sé’ permanente? Cosa sono se non aggregati che presto o tardi si sbricioleranno in tante parti e si perderanno nel nulla? Non lasciatevi confondere dall’universalità della sofferenza, ma seguite il mio insegnamento, anche dopo la mia morte, e sarete liberi dalla sofferenza. Fate questo e sarete davvero miei discepoli.”


2 – “Miei discepoli, gli insegnamenti che vi ho donato non dovranno mai cadere nell’oblio né esser abbandonati. Sono da conservare come un tesoro, da meditare e da mettere in pratica. Se batterete questa via sarete sempre felici.”

“Il cuore della dottrina consiste nel controllo della vostra mente. Se riuscirete a dominare i pensieri e a gettar via l’egoismo, manterrete una condotta di vita giusta, la mente pura e il parlare degno di fede. Se terrete sempre a mente la transitorietà della vita, sarete in grado di far fronte all’egoismo e alla paura, ed eviterete tutti i mali e le sofferenze che da essi derivano.”

“Se scoprite la vostra mente in preda al dubbio delle passioni e sprofondata nella brama dell’egoismo, dovete sopprimere la tentazione e riprendere il controllo di voi stessi; ciascuno di voi sia il signore e il dominatore della propria mente.”

“La mente può renderci un Buddha, oppure trasformarci in bestie. Si ci si lascia sedurre dall’errore, dalla brama di esistere e di possedere, si diventa simili a demoni; al culmine dell’Illuminazione, si diventa Buddha. Suvvia, tenete sotto controllo la mente e non lasciate che abbandoni il retto sentiero.”


3 – “Abbiate rispetto l’uno dell’altro, seguite i miei insegnamenti e mettete da parte eventuali dispute; non respingetevi e non separatevi come fanno acqua e olio, ma siate un tutt’uno come latte e acqua.

“Applicatevi insieme allo studio, imparate l’uno dall’altro, praticate i miei insegnamenti riuniti in comunità. Non sprecate tempo ed energie nella vana accidia e nella polemica. A tempo debito godetevi i fiori dell’Illuminazione e, quando sarà maturo, il frutto del retto sentiero.

“Gli insegnamenti che vi lascio in eredità, li ho ottenuti sperimentandoli io stesso in prima persona. Seguite questi insegnamenti e conformatevi al loro spirito in ogni occasione.”

“Se li lascerete negletti, significa che non mi avete mai realmente incontrato. Significa che siete lontani da me, nonostante ora vi troviate presso di me; ma se accettate e mettete in pratica quanto vi ho insegnato, allora mi sarete sempre vicini, non importa quanto siate lontani nello spazio e nel tempo.”


4 – “Miei discepoli, la fine si va approssimando, la nostra separazione è vicina, ma non lamentatevi. La vita è un continuo cambiamento; nessuno può sfuggire alla dissoluzione del corpo. È questo ciò che dimostrerò con la mia morte, col corpo che cadrà a pezzi come un carro in rovina.”

“Non lamentatevi vanamente, ma pensate che nulla è permanente e apprendete da ciò la vanità del vivere umano. Non attaccatevi all’inopportuno desiderio che quanto è per sua essenza mutabile possa diventare immutabile.”

“Il demone di questi desideri mondani è sempre alla ricerca di opportunità per offuscare la mente. Se una vipera vive nascosta nella vostra stanza e voi desiderate dormire in pace, dovete prima scacciarla fuori dall’uscio.”

“Occorre che rompiate le catene delle passioni mondane e le gettiate via come fareste con una vipera. Proteggete la vostra mente con attenzione.”


5 – “Miei discepoli, è giunto il mio ultimo momento, ma non dimenticate che la morte è soltanto la fine del corpo fisico. Il corpo è nato dai genitori ed è stato nutrito col cibo; pertanto malattia e morte sono inevitabili.”

“Ma il vero Buddha non è un corpo umano: – è Illuminazione. Un corpo umano deve morire, ma la Saggezza dell’Illuminazione esisterà per sempre nella verità del Dharma, e nella pratica del Dharma. Chi vede soltanto il mio corpo in disfacimento, non vede veramente me. Soltanto chi accetta il mio insegnamento si incontra realmente con me.”

“Quando sarò morto, il Dharma sarà il vostro maestro. Seguite il Dharma e in ogni istante sarete presso di me.”

“Durante gli ultimi quarantacinque anni della mia vita, non ho omesso nulla dai miei insegnamenti. Non c’è nessuna dottrina segreta, nessun significato nascosto; ogni cosa vi è stata dichiarata e trasmessa apertamente e con chiarezza. Miei cari discepoli, ecco la fine. Fra un momento, trapasserò nel Nirvana. Questa è la mia ultima istruzione.
https://www.meditare.it/wp/risorse/ultimo-discorso-del-buddha/
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lunedì 2 ottobre 2017

5 lezioni che puoi imparare da un albero

Ralph Waldo Emerson ha detto, “Adotta il ritmo della natura: il suo segreto è la pazienza.” Ci sarebbe di grande beneficio se ponessimo attenzione alle semplici lezioni che ogni singolo albero ha da offrire. Possiamo imparare molto dal modo in cui reagisce, si conforma e si muove. Quasi ogni parte di esso può essere correlato alla nostra natura umana e noi possiamo diventare molto di più di quelli che siamo quando permettiamo agli elementi del nostro mondo di guidarci attraverso il viaggio della nostra vita.

Qui di seguito ci sono cinque lezioni che si possono imparare da un albero:
1. Il cambiamento è inevitabile
Ogni stagione porta con sé delle componenti mistiche. La primavera e l’estate ci riportano all’aperto, alla sensazione di speranza, di calore e ci rende carichi. La stagione invernale, invece, ci trasforma in bambini desiderosi della loro cioccolata calda, le caramelle, e falò. L’inverno ci costringe a muoverci verso l’interno, a riprendere il contatto con le nostre emozioni. Ogni stagione ha il suo fascino. Non resistere al cambiamento.

Viviamo attraverso cicli, che vanno verso l’alto e verso il basso e ad una serie infinita di montagne russe. La trasformazione è parte della nostra esistenza. Le montagne hanno resistito con grazia per milioni di anni. I fiumi scorrono indipendentemente da pioggia o dal sole. Gli alberi sono resistenti. Essi ondeggiano con il vento, si piegano con le tempeste, e continuano a prosperare nel loro ambiente.

“L’unico modo in cui possiamo vivere è la crescita. L’unico modo in cui possiamo crescere è il cambiamento. L’unico modo in cui possiamo cambiare è quando impariamo. L’unico modo in cui possiamo imparare è quando ci esponiamo. E l’unico modo di esporci è quando ci buttiamo fuori allo scoperto. Fallo. Buttati. “~ C. JoyBell C.

2. Anche un albero forte puo’ cadere
Se un albero di centinaia di anni può asciugarsi e indebolire le sue radici, cosa ti fa pensare di essere invincibile? La curiosità è l’unica cosa invincibile in natura. La nostra percezione di forza e resistenza a volte è eccessivamente ridicola. Tu non sei un palo di cemento.

Purtroppo siamo ancora profondamente radicati nelle nostre convinzioni, condizionamenti e credenze che possono interferire con il nostro cammino. Tuttavia, non c’è alcun bisogno di rimanere fermi. Possiamo scegliere di dire “no” quando le cose si fanno difficili.
È possibile chiedere aiuto quando ne hai bisogno. Non sei qui per dimostrare niente a nessuno, ma solo per far si che la tua anima si esprima. La vulnerabilità non è una debolezza.


“Questa vita è tua. Prendi il potere di scegliere ciò che vuoi fare e fallo bene. Prendi il potere di amare ciò che vuoi nella vita e nell’amore onestamente. Prendi il potere di camminare nella foresta e di essere parte della natura. Prendi il potere di controllare la tua vita. Nessun altro può farlo per te. Prendi il potere di rendere la tua vita felice “. ~ Susan Polis Schutz

3. Non chiedere il permesso per cadere
Un albero non chiede ad un altro albero lo spazio o il tempo per cadere. Quando è il momento si lascia andare. Questo fa parte della vita. Il genere umano invece, è stato condizionato ad attendere con cura che gli altri ci diano il ‘permesso’ per poter piangere, per arrabbiarci, o per mostrare qualsiasi tipo di rilascio emozionale. Sei tu il responsabile delle tue emozioni. Non puoi pretendere che chiunque altro possa capire le tue prove e tribolazioni.

Non vergognarti di piangere; è nostro diritto piangere; fiori, alberi e frutta non possono crescere senza acqua. Ma ci deve anche essere la luce del sole. Un cuore ferito guarirà nel tempo e quando lo farà il ricordo e l’amore rimarranno sigillati nel nostro cuore.

4. Tutto appartiene alle stagioni
Tutti noi ci muoviamo attraverso alle stagioni, proprio come la natura ma siamo duri con noi stessi. Versiamo su noi stessi un bagaglio emotivo che non ci permette di ricaricarci e rinnovarci. Ascolta il vento. Chiudi gli occhi e consenti al suono della natura di assecondare il tuo respiro.

“Vivi in ogni stagione che passa; respira l’aria, bevi l’acqua, assaggia il frutto, e rassegnati all’influenza della terra “. ~ Henry David Thoreau

5. Tutto ha un suo perfetto tempismo
Ogni foglia di albero sa quando è giunta l’ora di staccarsi. Ogni seme che cade nel terreno ha una connessione con la terra che lo fa crescere. Non ci sono coincidenze nella vita. Si può chiamare divino intervento, sincronicità, serendipità, o destino. C’è qualcosa di più grande là fuori che ci muove. L’universo è sempre al lavoro per la nostra crescita ed evoluzione. L’ambiente conosce i segreti e permette di accettarli. Tu sei il creatore della tua vita.

“Sali la montagna e ascolta la sua buona novella. La pace della natura fluirà in te come il sole che passa tra gli alberi. I venti soffieranno la loro freschezza in te e le tempeste la loro energia, mentre le preoccupazioni cadranno lontano come le foglie d’autunno. “~ John Muir

La maggior parte di noi non si accorge della magia che racchiude la vita. Noi non abbiamo il tempo di godere di ciò che vediamo ad ogni passo che facciamo. La vita possiede le sue piccole meraviglie. Sii come un albero: continua ad ondeggiare e muoviti con le stagioni e lascia che la natura ti fornisca i semplici e preziosi doni che racchiude la vita.
http://it.anahera.news/5-lezioni-che-puoi-imparare-da-un-albero/?user=paolinagenova91

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domenica 1 ottobre 2017

IO SONO IL RUMORE DELLA PIOGGIA



















Il Maestro Jing-Qing se ne stava seduto
nella veranda del monastero
di fianco a uno dei suoi discepoli.


Le goccie di pioggia battevano dolcemente sul tetto
e in un vaso dimenticato nel patio.

"Cos'è quel suono là fuori?", domandò Jing-Qing.

"È la pioggia", rispose il discepolo.

"Cercando qualcosa fuori da te stesso,
tu confondi i significati", disse il Maestro.

«Allora come dovrei sentirmi in merito a ciò che percepisco?

Non è il rumore della pioggia ciò che ascolto?,

domandò il discepolo.

...........

"Io sono il rumore della pioggia, disse il Maestro.



Racconti Zen


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Non costruite una religione

Così vi chiedo, quando parlerete in mia memoria, di non costruire una religione…
Il vostro mondo ne ha già avute tante, e sono tutte all’ombra dei loro dogmi, come città dietro le mura e dimenticano che i venti soffiano.
Vivete e fate vivere, sentite e fate sentire, pensate e insegnate a pensare. Non imponete ciò che sapete, ma fate amare la ricerca della verità.


L’uomo da sempre recita il pensiero di un altro uomo… che reciti infine se stesso nel più profondo del suo essere.
E’ lì che vedrà la luce, perché è lì che risiede il Padre, la Forza, perché è lì che lui stesso risiede da sempre. Il pensiero è l’essenza della luce…che egli impari dunque a pensare.
Parlate a tutti di ciò e cercate di vivere le parole che pronunciate.
Non ponete limiti, siate illimitati nel cuore e nella mente come nel verbo, perché il vostro linguaggio non diventi una frontiera.

(Da: L’altro volto di Gesù – Memorie di un Esseno – Anne Givaudan, Daniel Meurois)

Fonte
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LA PULIZIA NEUROACUSTICA DELLA CASA

Qualsiasi ambiente, e anche la nostra casa, come noi, è una somma di vibrazioni.
A volte (anzi, spesso) diventano disarmonici, anche perché in casa c permettiamo di essere così come siamo, con le nostre insoddisfazioni, paure, delusioni. Ci sfoghiamo con i famigliari. Litighiamo. Ci ammaliamo. Ci lasciamo andare...


Non sempre basta tenere la casa pulita e ventilata, e magari, buttare cose vecchie e rotte che non servono. Riempire la casa delle vibrazioni positive può la musica classica, ma lo può fare ancora meglio la neuroacustica che usa delle frequenze giuste, inserite in uno sfondo musicale.

Nelle case dove da tempo vivono persone malate croniche regna spesso un clima di sconforto e di dolore. E’ bene sanare l’aria di queste abitazioni con le frequenze benefiche del suono OM - la voce dell’Universo.
https://it.advanced-mind-institute.org/store/meditazioni-generiche/il-suono-om/?affiliate=TRKCASWQK8H
Basta accendere uno stereo (con l’audio molto BASSO).

oltre il suono Om esiste un altra meditazione neuroacustica per òla purificazione degli ambienti L’ARMONIZZAZIONE DEGLI AMBIENTI CON IL SUONO ALFA 

domenica 24 settembre 2017

LA MENTE E' UNA MALATTIA

"...Secondo gli psicoterapeuti, esiste una mente sana e una mente malata. L’esperienza del Budda è completamente diversa, secondo lui, la mente come tale è un fenomeno insano. Non esiste una mente sana. La mente e la malattia sono sinonimi, perciò non riuscirete mai a renderla sana.

Si, potrete adattarla meglio, potrete farla moderatamente malata, moderatamente nevrotica; ma non riuscirete mai a guarirla.


La mente è una malattia...".

(Per "curarla" sincronizzate gli emisferi del cervello!)



vedi
http://cromopuntura-cromos.blogspot.it/2015/06/sincro-cervello.html


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Salvatore Brizzi La Via della Ricchezza



















Il nuovo libro di Salvatore Brizzi non è un libro innocuo, è un libro pericoloso...

Può farti molto bene, ma per arrivare a farti del bene deve prima farti molto male. Sarà duro e fin dalle prime righe ti costringerà a sacrificare delle parti della tua personalità, della tua stessa identità, a cui ormai sei affezionato, ma che costituiscono la zavorra che ti impedisce di volare più in alto...

Il concetto rivoluzionario di questo testo è che la Ricchezza viene intesa come un dovere, un servizio all'umanità, e non un diritto o un piacere, come si è creduto fino ad oggi. Sentirsi ricco, soddisfatto e sereno costituisce il dovere di ogni buon cittadino, il quale deve fare da esempio per i propri figli e per la collettività.

Tra le pagine di questo libro scoprirai che non solo è possibile conciliare la spiritualità con l'abbondanza di denaro, ma che il successo lavorativo e l'agiatezza economica sono solo conseguenze dell'allineamento con la propria anima

"Compra questo libro solo se hai intenzione di diventare una persona diversa, sennò posalo. Se sei interessato unicamente a fare soldi, allora a me non interessano i tuoi soldi."


In questo libro Salvatore Brizzi intende la Ricchezza non unicamente come una particolare condizione economica, bensì come uno stato di benessere e soddisfazione che coinvolge l’intera vita di una persona.

La ricchezza va considerata un dovere civico – come andare a votare – e quindi vissuta come tale.

Il denaro non deve più rappresentare un desiderio che scaturisce dalla cupidigia o dalla paura, bensì un dovere che va compiuto da ogni buon cittadino per il bene di tutti. Il denaro va dunque spostato dalla sfera del desiderio alla sfera del dovere.

Sappi che se decidi di leggere questo libro, devi impegnarti sin da ora a mettere anche al servizio del prossimo il nuovo benessere che acquisirai.

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La Via della Ricchezza Salvatore Brizzi

La Via della Ricchezza
Il denaro al servizio dell’umanità
Salvatore Brizzi

Compralo su il Giardino dei Libri

sabato 23 settembre 2017

UNA STORIA SUFI ...

Un re disse alla sua corte che desiderava la totalità della saggezza condensata in una frase.

La frase avrebbe dovuto essere la più corta possibile, tanto da poter essere incisa sul suo anello di diamanti, in modo da poterla leggere in una situazione senza via d'uscita.Era un compito difficile, ma uno dei suoi ministri disse: "La preparerò! Datemi l'anello, ma non dovete leggerla fino a che ogni altra possibilità non sarà sfumata e non vi troverete faccia a faccia con la morte, in stato di estrema emergenza, perché solo allora la comprenderete."

Il re era curioso, ma dovette dare la sua parola che non l'avrebbe letta.Di lì a poco il suo regno fu invaso e il re fu sconfitto. Fuggì sulle montagne per nascondersi. Raggiunse un punto in cui la montagna finiva e un abisso si apriva davanti a lui: non c'era modo di proseguire e non poteva certo tornare indietro...sentiva i nemici che si avvicinavano a cavallo.Aspettò qualche minuto e, quando udì i cavalli farsi così vicini...stava per essere catturato-era una questione di secondi-, allora si tolse l'anello di diamanti, lesse e scoppiò a ridere, in quel luogo silenzioso.

La valle intera si riempì della sua risata, perché ciò che lesse era molto semplice. Sull'anello era inciso: "Anche questo passerà".

E cosa successe? i cavalli presero un'altra strada e il re sentì che si allontanavano.Raccolse nuovamente il suo esercito e riconquistò il regno. CI fu una grande festa in tutta la capitale, perché erano di nuovo indipendenti. Il re fu ornato di ghirlande, la sua carrozza era piena di fiori e la gente, per la gioia, continuava a lanciargli fiori...e cantava e ballava.

In quel momento il re di nuovo si tolse l'anello e rilesse la frase: "Anche questo passerà". E quell'istante divenne la sua illuminazione. Arriva la tristezza, arriva la gioia e tutto se ne va. Ciò che rimane sempre è il testimone.Il testimone è al di là di ogni polarità. E' l'elemento trascendente dell'esistenza.

Osho una storia sufi




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Tecniche e meditazioni di IvanoV Antar Raja

venerdì 22 settembre 2017

Proprio qui, al centro del 'tu'

"Fareste meglio a localizzare quella parte di voi che è sempre
causa e quindi riconoscere che siete voi quella parte.
E questo è molto semplice... molto, molto semplice.

Proprio qui, al centro del 'tu' c'è una fonte inestinguibile
e assolutamente indistruttibile di movimento.

Ed è la fonte di movimento che di per sé non ha alcun movimento.
Questa è la vostra eredità in quanto parte di beingness divina.
E' così, e non pensate che sia una piccola parte di voi, perché non è così.

Siete voi.

In quella parte di voi che è voi, possedete l'immortalità.

Quella parte è immortale.

Se non la possedeste, non sareste qui."

L. Ron Hubbard

("La Rotta Verso l'Infinito")

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