domenica 24 settembre 2017

LA MENTE E' UNA MALATTIA

"...Secondo gli psicoterapeuti, esiste una mente sana e una mente malata. L’esperienza del Budda è completamente diversa, secondo lui, la mente come tale è un fenomeno insano. Non esiste una mente sana. La mente e la malattia sono sinonimi, perciò non riuscirete mai a renderla sana.

Si, potrete adattarla meglio, potrete farla moderatamente malata, moderatamente nevrotica; ma non riuscirete mai a guarirla.


La mente è una malattia...".

(Per "curarla" sincronizzate gli emisferi del cervello!)



vedi
http://cromopuntura-cromos.blogspot.it/2015/06/sincro-cervello.html


http://divinetools-raja.blogspot.it
La Via del Ritorno... a Casa

Salvatore Brizzi La Via della Ricchezza



















Il nuovo libro di Salvatore Brizzi non è un libro innocuo, è un libro pericoloso...

Può farti molto bene, ma per arrivare a farti del bene deve prima farti molto male. Sarà duro e fin dalle prime righe ti costringerà a sacrificare delle parti della tua personalità, della tua stessa identità, a cui ormai sei affezionato, ma che costituiscono la zavorra che ti impedisce di volare più in alto...

Il concetto rivoluzionario di questo testo è che la Ricchezza viene intesa come un dovere, un servizio all'umanità, e non un diritto o un piacere, come si è creduto fino ad oggi. Sentirsi ricco, soddisfatto e sereno costituisce il dovere di ogni buon cittadino, il quale deve fare da esempio per i propri figli e per la collettività.

Tra le pagine di questo libro scoprirai che non solo è possibile conciliare la spiritualità con l'abbondanza di denaro, ma che il successo lavorativo e l'agiatezza economica sono solo conseguenze dell'allineamento con la propria anima

"Compra questo libro solo se hai intenzione di diventare una persona diversa, sennò posalo. Se sei interessato unicamente a fare soldi, allora a me non interessano i tuoi soldi."


In questo libro Salvatore Brizzi intende la Ricchezza non unicamente come una particolare condizione economica, bensì come uno stato di benessere e soddisfazione che coinvolge l’intera vita di una persona.

La ricchezza va considerata un dovere civico – come andare a votare – e quindi vissuta come tale.

Il denaro non deve più rappresentare un desiderio che scaturisce dalla cupidigia o dalla paura, bensì un dovere che va compiuto da ogni buon cittadino per il bene di tutti. Il denaro va dunque spostato dalla sfera del desiderio alla sfera del dovere.

Sappi che se decidi di leggere questo libro, devi impegnarti sin da ora a mettere anche al servizio del prossimo il nuovo benessere che acquisirai.

http://divinetools-raja.blogspot.it
La Via del Ritorno... a Casa


La Via della Ricchezza Salvatore Brizzi

La Via della Ricchezza
Il denaro al servizio dell’umanità
Salvatore Brizzi

Compralo su il Giardino dei Libri

sabato 23 settembre 2017

UNA STORIA SUFI ...

Un re disse alla sua corte che desiderava la totalità della saggezza condensata in una frase.

La frase avrebbe dovuto essere la più corta possibile, tanto da poter essere incisa sul suo anello di diamanti, in modo da poterla leggere in una situazione senza via d'uscita.Era un compito difficile, ma uno dei suoi ministri disse: "La preparerò! Datemi l'anello, ma non dovete leggerla fino a che ogni altra possibilità non sarà sfumata e non vi troverete faccia a faccia con la morte, in stato di estrema emergenza, perché solo allora la comprenderete."

Il re era curioso, ma dovette dare la sua parola che non l'avrebbe letta.Di lì a poco il suo regno fu invaso e il re fu sconfitto. Fuggì sulle montagne per nascondersi. Raggiunse un punto in cui la montagna finiva e un abisso si apriva davanti a lui: non c'era modo di proseguire e non poteva certo tornare indietro...sentiva i nemici che si avvicinavano a cavallo.Aspettò qualche minuto e, quando udì i cavalli farsi così vicini...stava per essere catturato-era una questione di secondi-, allora si tolse l'anello di diamanti, lesse e scoppiò a ridere, in quel luogo silenzioso.

La valle intera si riempì della sua risata, perché ciò che lesse era molto semplice. Sull'anello era inciso: "Anche questo passerà".

E cosa successe? i cavalli presero un'altra strada e il re sentì che si allontanavano.Raccolse nuovamente il suo esercito e riconquistò il regno. CI fu una grande festa in tutta la capitale, perché erano di nuovo indipendenti. Il re fu ornato di ghirlande, la sua carrozza era piena di fiori e la gente, per la gioia, continuava a lanciargli fiori...e cantava e ballava.

In quel momento il re di nuovo si tolse l'anello e rilesse la frase: "Anche questo passerà". E quell'istante divenne la sua illuminazione. Arriva la tristezza, arriva la gioia e tutto se ne va. Ciò che rimane sempre è il testimone.Il testimone è al di là di ogni polarità. E' l'elemento trascendente dell'esistenza.

Osho una storia sufi




http://divinetools-raja.blogspot.it
La Via del Ritorno... a Casa

Tecniche e meditazioni di IvanoV Antar Raja

venerdì 22 settembre 2017

Proprio qui, al centro del 'tu'

"Fareste meglio a localizzare quella parte di voi che è sempre
causa e quindi riconoscere che siete voi quella parte.
E questo è molto semplice... molto, molto semplice.

Proprio qui, al centro del 'tu' c'è una fonte inestinguibile
e assolutamente indistruttibile di movimento.

Ed è la fonte di movimento che di per sé non ha alcun movimento.
Questa è la vostra eredità in quanto parte di beingness divina.
E' così, e non pensate che sia una piccola parte di voi, perché non è così.

Siete voi.

In quella parte di voi che è voi, possedete l'immortalità.

Quella parte è immortale.

Se non la possedeste, non sareste qui."

L. Ron Hubbard

("La Rotta Verso l'Infinito")

http://divinetools-raja.blogspot.it La Via del Ritorno... a Casa

lunedì 18 settembre 2017

LA VITA VI FA VEDERE CIO' CHE AVETE DENTRO

Se dentro avete la paura, la vita vi spaventerà.

Se dentro avete l'aggressione, la vita vi "attaccherà".
Se dentro avete la voglia di combattere, avrete dei nemici.
Se dentro avete i sensi di colpa, la vita vi "punirà".
Se dentro avete i rancori, la vita vi darà la possibilità di moltiplicarli.

E tutto ciò ha l'unico scopo: farvi vedere ciò che siete, ciò che portate nell'anima. La vita vi vede come siete dentro, e non come vorreste sembrare.

(Alexandr Sviyash)



http://divinetools-raja.blogspot.it

La Via del Ritorno... a Casa

giovedì 14 settembre 2017

LIBERARSI DAI BLOCCHI NEGATIVI

I nostri risentimenti e la negatività ostacolano fortemente il nostro successo, e in generale, tutta la vita. Un nodo alla gola, se non è stato sciolto, può trasformarsi in malattia.
Dopo questa procedura libererete una grande quantità di energia che potrete inviare per la realizzazione dei vostri desideri. Tirerete un sospiro di sollievo, alcuni desideri si realizzeranno da sé, e forse inizierà ad avverarsi ciò che si sognava da tempo.
La cosa più importante è perdonare coloro chi vi hanno offeso, e anche se stesso.


1.Con la massima onestà, riconoscete quelle qualità del vostro carattere che vi ostacolano (invidia, gelosia, irascibilità, odio, complesso d’inferiorità, ecc.). Si può scriverle. A volte, è molto difficile riconoscere di essere invidiosi o gelosi.

2. Chiudete gli occhi e ripassate mentalmente la vostra vita dalla nascita al giorno d’oggi. Non abbiate fretta, ricordate tutti i particolari. Se siete gelosi, cercate di ricordare perché lo siete diventati (siete stati traditi, ingannati, abbandonati?).
Ricordate il primo amore infelice (nome), i tradimenti degli amici (nomi), i risentimenti contro i genitori. Proprio in quei momenti era nato il complesso d’inferiorità, il disamore per se stessi.
A scuola vi prendevano in giro (nomi)? La vostra amica (nome) aveva detto che in quell’abito siete grassi?
Provate a vivere ancora quei momenti. Piangete, soffrite, vivendo quel dolore. Ricordate il nomi di colui che vi ha offeso; e dite mentalmente a quella persona: “Ti perdono, vai in pace.Ora sono libero/a”. Potrebbe trattarsi delle persone di famiglia, dei vostri intimi.
Lasciateli andare. Potete piangere e gridare, ma poi lascieteli andare.

Liberate il posto a una nuova vita. Se avete fatto tutto bene, sentirete subito una grande stanchezza e un grande sollievo. Alla fine fate una doccia e riposate. Il giorno dopo inizierà una vita nuova, piena di avvenimenti felici. La cosa più importante è che riuscirete a liberarvi di quelle qualità per sempre, ed è probabile che le stesse persone verranno da voi dopo, a chiedere perdono.


Advanced Mind Institute Italia

http://divinetools-raja.blogspot.it La Via del Ritorno... a Casa

mercoledì 13 settembre 2017

IMMAGINANDO ...



Immaginando di essere il corpo,
non mi sorprende che tu abbia tutti questi disturbi.
Immaginando di essere la mente,
non mi sorprende che tu abbia tutte queste paure.
Sapendo di essere coscienza,
non mi meraviglia che ci sia tutto questo spazio e questa pace.
Realizzando che tu sei la consapevolezza non nata,
non mi meraviglia che tu sia supremamente felice.


~ Mooji


http://divinetools-raja.blogspot.it La Via del Ritorno... a Casa

CHI SONO?

“L’uomo ha paura della solitudine. Ha paura della solitudine, perché in essa scoprirebbe il riflesso del suo stato reale, si imbatterebbe nel riflesso del suo vero volto. E sarebbe spaventoso, davvero terrorizzante. Pertanto, da quando si alza al mattino fino alla sera quando si corica, usa ogni accorgimento per fuggire da se stesso, per evitare di affrontare se stesso. Ha paura di potersi vedere.”

Osho

http://divinetools-raja.blogspot.it 
La Via del Ritorno... a Casa

domenica 10 settembre 2017

L'Osho Meditation Resort è un ashram?

L’Osho Meditation International Resort non viene chiamato ashram, intenzionalmente.

Il connubio tra “meditazione” e “resort” riflette un approccio molto diverso: la sintesi di “Buddha” e “Zorba” è espressa dal personaggio creato da Osho, Zorba il Buddha: un essere umano i cui piedi sono ben radicati nella terra, e le cui dita delle mani possono toccare le stelle.



Inoltre, il motivo per cui il titolo include il concetto di “resort” è quello di sottolineare l’insistenza di Osho sull’abbondanza, sia interiore che esteriore che è l’esatto opposto della glorificazione tradizionale della povertà e della rinuncia associata con la parola “ashram”.


http://divinetools-raja.blogspot.it
La Via del Ritorno... a Casa

venerdì 8 settembre 2017

IL RISVEGLIO DELL'INTELLIGENZA - KRISHNAMURTI - (integrale)

http://divinetools-raja.blogspot.it La Via del Ritorno... a Casa

Considera la tua essenza come raggi di luce ...

"Considera la tua essenza come raggi di luce che salgono da un centro all'altro lungo la spina dorsale, e in questo modo dentro di te sorge la `vitalità'."

Le vertebre e la spina dorsale sono il fondamento sia del corpo che della mente. La mente, la testa, è il punto terminale della spina dorsale. Se essa è giovane, tu sei giovane; se è vecchia, tu sei vecchio. Se riesci a mantenerla fresca e giovane, difficilmente invecchierai. L'intero yoga opera in modi diversi per mantenere giovane, fresca e colma di vitalità la tua spina dorsale. A un estremo si trova il centro sessuale, attraverso il quale sei in contatto con la natura, la terra, la materia. All'altro estremo, in cima alla testa, si trova un altro centro, il sahasrar, attraverso il quale sei in contatto col divino: queste sono le due polarità dell'esistenza. E se non inizierai a fluire verso l'alto, la tua infelicità non avrà mai fine. 

Quando la tua energia sale verso l'alto puoi cogliere sempre maggiori bagliori del reale, e una volta raggiunto il sahasrar, verrai pervaso da una beatitudine assoluta. Sia il Tantra che lo Yoga operano dunque per elevare la tua energia lungo la colonna vertebrale, aiutandola a muoversi contro la forza di gravità che la spinge verso il basso. Questa tecnica serve a spezzare tale abitudine. Forse avrai notato che la tua energia sessuale si muove grazie all'immaginazione: il tuo centro sessuale inizia a funzionare grazie all'immaginazione. Di fatto, senza non potrebbe funzionare. Ecco perché funziona meglio se sei innamorato di qualcuno, poiché con l'amore prende vita l'immaginazione. È importante: se l'immaginazione aiuta l'energia a muoversi, allora con la semplice immaginazione potrai muoverla anche verso l'alto. 

Pensa a te stesso, al tuo essere, come raggi luminosi che salgono verso l'alto lungo la colonna vertebrale: alcuni sistemi parlano di sette centri, altri di nove, altri di tre, altri di quattro. Quelle divisioni non sono molto rilevanti, puoi crearne una tua. Cinque centri possono bastare: il primo è quello sessuale, il secondo si trova dietro l'ombelico, il terzo dietro al cuore, il quarto tra le due sopracciglia, il quinto, lo sahasrar, in cima alla testa. 

Chiudi gli occhi e immagina di essere luce. Non si tratta solo di immaginazione. All'inizio lo sarà, ma è così anche nella realtà, perché ogni cosa è composta di luce. Poi sposta la tua attenzione al centro sessuale e senti che quei raggi di luce si elevano verso l'alto, partendo da lì, fino all'ombelico. La divisione è necessaria perché ti sarebbe difficile collegare direttamente il centro sessuale al sahasrar la tua mente può concepire più facilmente delle piccole suddivisioni. Immagina dunque che quei raggi di luce si elevino dal centro sessuale e raggiungano l'ombelico. 

Ben presto l'ombelico diventerà caldo, lo potrai sentire: grazie alla tua immaginazione l'energia sessuale ha iniziato a elevarsi. Quando sentirai che il secondo centro è diventato una fonte di luce, che i raggi sano arrivati lì e sono stati raccolti, inizia a muoverti verso il cuore. Quando vi arriveranno, il battito del cuore cambierà, il respiro diventerà più profondo, un calore avvolgerà il tuo cuore. Continua a salire. 

Ricorda di non lasciare l'energia ferma da qualche parte, in uno dei centri intermedi. Qualcuno potrebbe venire a trovarti, o telefonarti, e tu devi smettere l'esercizio... fai in modo di poterlo fare in momenti in cui nessuno ti può disturbare, altrimenti il centro in cui lasci l'energia rimarrà aperto come una ferita, e potresti avere disturbi mentali. Stai attento; altrimenti non fare questo esercizio. Richiede assoluta privacy, nessun disturbo, e deve essere completato. 

L'energia deve arrivare alla testa ed essere liberata da lì. liberi? La liberazione, in questo caso, è qualcosa di opposto. Shiva afferma che si tratta della stessa cosa e se non ti liberi da entrambe le cose, non sarai mai libero. Sia la schiavitù che la liberazione sono vincoli, legami, schiavitù. Si tratta di un fenomeno relativo, e il Tantra afferma che devi liberarti da entrambe le cose. Dunque, come prima cosa, non cercare di opporti a nulla, poiché in quel caso ti sposteresti all'estremo connesso alla cosa cui ti opponi, anche se potrebbe non sembrare così. Sembra opposta, ma non lo è. Se cerchi di spostarti dal sesso al celibato, il tuo celibato non sarà altro che sessualità. 

Non creare opposti: ogni opposto è interrelato, si tratta solo di gradi diversi dello stesso fenomeno. Se ne diventi consapevole, vedrai che entrambe le polarità sono identiche. Se lo sentirai, e se questo sentire scenderà in profondità dentro di te, sarai liberato da entrambe le cose. A quel punto non chiederai nulla: ogni pretesa, ogni richiedere si arresta. E in quell'arresto sei libero. Qualsiasi cosa vedi in questo universo non è che un riflesso. Se lo ritieni una schiavitù, significa che quello è il tuo riflesso. Se lo vedi come liberazione, di nuovo si tratta di un tuo riflesso. Chi continua a guardare i riflessi penserà che esistono molti soli, mentre colui che non guarda nei riflessi, bensì nella realtà, vedrà che esiste un solo e unico sole.

Osho

https://sites.google.com/site/oshotantra/ilsentierodellessere/70-visualizza-raggi-di-luce

http://divinetools-raja.blogspot.it La Via del Ritorno... a Casa

L'ETERNITA' DEL QUI E ORA

Oggi resta connessa – o connesso – al presente…
“Il presente non è parte del tempo. Ci hai mai pensato? Quanto è lungo il presente? Il passato ha una durata, il futuro ha una durata. Qual è la durata del presente? Quanto dura? Tra il passato e il futuro, riesci a misurare il presente? Non è misurabile, in pratica non esiste. Non è per nulla “tempo”: è la penetrazione dell’eternità nel tempo. Lo Zen vive nel presente.”
https://www.macrolibrarsi.it/libri/__uno-specchio-limpido-libro.php?pn=2812








http://divinetools-raja.blogspot.it
La Via del Ritorno... a Casa

martedì 5 settembre 2017

I TRE IDIOTI

L'uomo finge continuamente di essere quello che non è; è un modo per nascondere se stesso. Chi è brutto cerca di sembrare bello, chi è preda di angosce cerca di sembrare felice, chi non sa niente cerca di dimostrare di sapere tutto. E le cose vanno avanti in questo modo. Se non diventi consapevole dei tre idioti che sono in te, non diventerai mai un saggio. È superando i tre idioti che si diventa realmente saggi.
Tutte le esperienze spirituali non sono altro che condizionamenti che la società ti ha dato. Non ti affidare troppo a queste cose, perché la morte ti costringerà a comprendere che hai vissuto una vita falsa... che l'occasione è andata perduta. Renditi conto che non hai nulla. Una volta compreso che non hai nulla, la paura scompare, perché è sempre una componente della convinzione di possedere qualcosa che può essere perduto: da qui viene la paura. Quando realizzi il fatto che non sai nulla, che sei cieco, che non sai vedere... Questo è il primo passo verso la saggezza: capire che non sei saggio, capire che nessun trucco per nascondere questo fatto potrà esserti d'aiuto. Uno che capisce di essere ignorante è già sul sentiero. Uno che capisce di essere povero è già sul sentiero che porta al regno di Dio, il vero tesoro. Uno che capisce di essere cieco... i suoi occhi si stanno già aprendo. Uno che capisce di essere sordo prima o poi acquisterà la capacità di sentire... e allora conoscerà la musica, la musica dell'esistenza.
Non cercare di creare l'opposto. Piuttosto, conosci l'intima qualità del tuo essere. Non la nascondere, spalancala al cielo. Se la nascondi, l'incoraggi, perché nell'oscurità essa cresce, e diventa sempre più grande, fino ad assumere proporzioni infinite. Spalancala alla luce, al cielo, all'aria ed essa muore... perché non può vivere nella luce. L'ignoranza è come le radici di un albero: se le esponi, muoiono, perché non possono sopravvivere alla luce. Esse vivono nell'oscurità, non possono sopravvivere all'aria pura. Ma se ti nascondi, le aiuti a crescere. Ricordati questo: qualsiasi cosa tu senta dentro, non cercare di nasconderla, perché essa può essere nascosta solo dal suo opposto. E allora sarai sempre diviso, non sarai mai intero, non sarai mai in armonia. E soltanto la più profonda armonia interiore può conoscere l'armonia dell'universo.


Osho La Vera Saggezza
http://divinetools-raja.blogspot.it La Via del Ritorno... a Casa

domenica 3 settembre 2017

sabato 2 settembre 2017

Il nuovo satanismo

Negli ultimi mesi abbiamo notato un incremento di commenti, di solito piuttosto rabbiosi e volgari, che sostengono tesi secondo cui Gesù sarebbe un personaggio inventato e Dio sarebbe in realtà il pilota di un’astronave aliena. Ai commenti volgari e offensivi, noi che viviamo nella cloaca magnofratellista di FaceBook, oramai ci siamo abituati, ma questo rigurgito anticristiano merita un approfondimento.


Ovviamente tutti costoro (e vi assicuro che sono in vertiginoso aumento) non hanno prodotto queste idee con la loro testa – in quanto il terricolo non ha di per sé una struttura atta a farlo – ma si limitano a leggere i libri scritti dai moderni satanisti – ossia, coloro che usano la razionalità come un’arma per distruggere il senso del sacro e scoraggiare la fede di chi crede in Cristo. Dal fascino degli intellettuali satanisti milioni di persone si stanno lasciando ammaliare, poiché la via che conduce verso il basso è sempre la più agevole e la più attraente.
D’altronde, se Dio e Gesù sono delle invenzioni, allora non devi rendere conto a nessuno e il tuo pomposo ego può riprendere la sua posizione al centro del mondo. E non è forse questo il principio primo del satanismo?


Punto primo. Questa chiave di interpretazione della Bibbia la legge come un resoconto di avvenimenti che riguardano la storia antica dell’umanità (la cosiddetta “storia prima della storia”), con tanto di scontri fra civiltà aliene per la creazione (esperimenti genetici) e il dominio di un’umanità costituita principalmente di schiavi. Questa interpretazione non è certo nuova: lo studiosoMichael A. Cremo lo dice dagli anni ’90, il movimento dei Raeliani lo dice dai primi anni ’70, Helena Blavatsky ed Alice Bailey parlano di una Gerarchia proveniente da Venere già dall’inizio del ‘900. E gli esempi in realtà sarebbero molti di più.
Io stesso – possedendo le mie fonti – sono sempre stato d’accordo con questa interpretazione, perché le cose sono effettivamente andate così e queste informazioni fanno semplicemente parte di quel “pacchetto di conoscenze” che mi è stato trasmesso “da bocca a orecchio”, per cui... a me è stata risparmiata la fatica di studiare i testi in lingua originale per decine di anni.



Punto secondo. Una chiave di interpretazione non esclude le altre. Detto in altri termini: il fatto che nella Bibbia venga presentato un resoconto di fatti storici realmente accaduti, non esclude che esso sia un testo sacro di grande valore da cui trarre ispirazione per la propria crescita spirituale.
Avrete notato che, invece, una caratteristica comune dei relatori che si cimentano nello studio dei testi sacri è affermare: «Voi siete liberi di pensarla come volete, però tenete conto che io non interpreto, io traduco letteralmente il testo». Il che porta a una sola conclusione: «Dopo quello che ti ho detto, sei libero di continuare a pensarla diversamente, ma allora sappi che sei un ignorante o un fanatico religioso».


Invece non è così.
Ogni testo sacro – se è sacro – si sviluppa su differenti livelli di interpretazione, i quali si rivolgono a differenti livelli di coscienza. La conseguenza di ciò è che chi non ha ancora sviluppato quel determinato livello di coscienza, non può accedere al corrispondente livello d’interpretazione. Per lui tale livello resta, per lui, semplicemente invisibile.


Punto terzo. Leggete queste frasi bibliche:
«Sì, tu sei la mia lampada, o Eterno, e l’Eterno illumina le mie tenebre. Con te io assalgo tutta una schiera, col mio Dio salgo sulle mura. La via di Dio è perfetta, la parola dell’Eterno è purgata col fuoco. Egli è lo scudo di tutti quelli che sperano in lui».
[2 Samuele 22:29]


«Tu però, se ben disponi il cuore e tendi verso Dio le mani, se allontani il male che è nelle tue mani e non alberghi l’iniquità nelle tue tende, allora alzerai la fronte senza macchia, sarai incrollabile e non avrai paura di nulla, dimenticherai i tuoi affanni: te ne ricorderai come d’acqua passata, la tua vita sorgerà più fulgida del pieno giorno; l’oscurità sarà come luce al mattino, sarai fiducioso perché avrai speranza: ti guarderai bene attorno e ti coricherai sicuro. Ti metterai a dormire e nessuno ti spaventerà; e molti cercheranno il tuo favore».
[Giobbe 11:13-19]


«Anche se i monti si allontanassero e i colli fossero rimossi, l’amore mio non si allontanerà da te, né il mio patto di pace sarà rimosso».
[Isaia 54:10]


«Voi mi troverete perché mi cercherete con tutto il vostro cuore».
[Geremia 29:13]


«Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi».
[Gv 15:12]



Se leggendo queste parole dentro di voi non si è accesa anche solo una minima scintilla di fuoco... se non avete provato un accenno di commozione... allora per voi la Bibbia in effetti non è un testo sacro. La sacralità della Bibbia non è per voi accessibile, non perché non ci sia oggettivamente, ma perché, al momento, non potete coglierla. Per voi – ma non per tutti – resta confinata nel mondo dell’invisibilità.


Cosa ancora più importante: nessuno potrà convincervi del contrario, poiché il “senso del sacro” è qualcosa di cui non si può esser convinti. O lo sentite o non lo sentite. Capite cosa intendo quando parlo di satanismo? Non c’entra nulla con i rituali delle sette sataniche, ma è una questione di aridità del cuore: uno studioso può leggere frasi come queste (e nella bibbia ce ne sono a migliaia, anche di più belle) e poi decidere con convinzione che la Bibbia non è un testo sacro.
Non ci sono ulteriori commenti.


Salvatore Brizzi
(professione: cane di Dio
D.O.G. = Dogs Of God)

http://divinetools-raja.blogspot.it La Via del Ritorno... a Casa

lunedì 28 agosto 2017

Tardi ti amai

Tu stavi dentro di me ed io stavo fuori… “Gli uomini partono per turismo per ammirare le vette dei monti, il mareggio procelloso dei mari, il percorso facile e rigoglioso dei fiumi, le rivoluzioni e i moti degli astri. All’opposto, passano al largo di se stessi. Non fanno turismo interiore” Certamente, durante gli anni della mia giovinezza riposi il mio cuore nelle cose esteriori che, alla fin dei conti, non facevano altro che allontanarmi sempre più da Colui verso il quale il mio cuore, senza saperlo, anelava.

Tardi ti amai. Tardi ti amai, o bellezza sempre antica e sempre nuova. Tardi ti amai. Ed ecco che tu stavi dentro di me, mentre io stavo fuori di me stesso. E ti cercavo di fuori. Tu stavi con me, ma io non stavo con te. Però tu mi chiamasti, gridasti, rompesti la mia sordità. Brillasti, risplendesti, fugasti la mia sordità. Spargesti la tua fragranza, la respirai e ora sospiro per te. Ne gustai e ne ebbi fame e sete. Mi toccasti e ardo dal desiderio della tua pace.

Sant’Agostino, Confessioni, 10, 27-29

http://divinetools-raja.blogspot.it La Via del Ritorno... a Casa

mercoledì 23 agosto 2017

CHI SEI?

Chi sei senza i nomi, senza il prestigio sociale?
Chi sei senza i desideri che ti comandano?
Chi sei senza le maschere e i ruoli che sei costretto ad interpretare?
Chi sei quando intorno non c’è nulla?
Chi sei quando intorno c’è il vuoto?


Chi sei quando resti a tu per tu con il cielo, quando tutti i desideri rimangono superati, tutti i ruoli interpretati e le maschere sono gettate via?

Chi sei quando la Luce ti tocca?
Chi sei quando l’Amore ti abbraccia?
Ricordi la tua Verità?
Conosci Te stesso?
Vivi con l’Anima?

Advanced Mind Institute Italia

http://divinetools-raja.blogspot.it
La Via del Ritorno... a Casa

domenica 20 agosto 2017

venerdì 18 agosto 2017

L'OSSERVATORE SULLA COLLINA

“L’attenzione tra le sopracciglia…”. La fisiologia moderna, la ricerca scientifica, afferma che, tra le due sopracciglia, si trova una ghiandola, e che questa è la parte più misteriosa di tutto il corpo: è detta ghiandola pineale, ed è il terzo occhio dei tibetani: shivanetra, l’occhio di Shiva, nel Tantra. Tra i due occhi c’è un terzo occhio, che esiste ma non è
attivo. E’ lì: può funzionare in qualsiasi momento, ma non funziona spontaneamente, per aprirlo si deve fare qualcosa. Non è cieco, è semplicemente chiuso. Questa tecnica serve ad aprirlo.


“L’attenzione tra le sopracciglia…”. Chiudi gli occhi, poi falli convergere proprio
nel mezzo delle sopracciglia, focalizzati esattamente nel mezzo degli occhi chiusi, come
se guardassi esattamente nel mezzo, con entrambi. Dagli totale attenzione. Questo è uno
dei metodi più semplici per essere attenti. Non puoi prestare attenzione a nessun’altra
parte del corpo così facilmente: questa ghiandola assorbe l’attenzione con estrema facilità.
Se le dai tutta la tua attenzione, gli occhi verranno ipnotizzati dal terzo occhio. Si fissano,
non si possono muovere. Se cerchi di essere attento a qualsiasi altra parte del corpo, è
difficile. 

Questo terzo occhio è un magnete naturale, attiva l’attenzione, la forza. Ecco
perché in tutto il mondo questo è uno dei metodi più usati. E’ il più semplice per addestrare
l’attenzione: non sei solo tu che cerchi di essere attento, la ghiandola stessa ti aiuta, è
magnetica, la tua attenzione viene spinta con forza verso di essa: viene assorbita. Nelle
antiche scritture tantriche si dice che l’attenzione è cibo per il terzo occhio. E’ affamato, è
stato affamato per vite e vite. Se gli presti attenzione, prende vita. Diventa vivo! Gli viene
dato nutrimento. 

E quando sai che l’attenzione è cibo, quando senti che la tua attenzione
viene attirata magneticamente, è attratta, trascinata dalla ghiandola stessa, l’attenzione
non sarà più una cosa difficile. Occorre solo conoscere il punto giusto; per trovarlo, devi
lasciare che gli occhi chiusi si muovano esattamente nel mezzo, tra le due sopracciglia,
finché non percepisci quel punto magnetico: allora, immediatamente gli occhi si
fisseranno; quando sarà difficile muoverli, saprai di aver colto il punto giusto. “L’attenzione
tra le sopracciglia, lascia che la mente preceda il pensiero…”. L’attenzione che ne seguirà
ti farà sperimentare per la prima volta uno strano fenomeno: percepirai i pensieri correre di
fronte a te; diventerai un testimone. Sarà come essere di fronte a uno schermo
cinematografico: i pensieri scorrono e tu sei un testimone. 

Quando la tua attenzione è focalizzata nel centro del terzo occhio, diventi immediatamente il testimone dei tuoi pensieri. Generalmente non è così: ti identifichi sempre con i tuoi pensieri. Se c’è rabbia, diventi rabbia. Se un pensiero ti tocca, non sei testimone: diventate tutt’uno, ti identifichi
con il pensiero, e ti muovi con esso. Diventi il pensiero, ne assumi la forma. Quando c’è
sesso, diventi sesso; quando c’è rabbia, diventi rabbia; quando c’è avidità, diventi avidità.
Ti identifichi sempre con ogni pensiero che ti tocca. Non mantieni mai alcuna distanza tra
te e il pensiero. Ma focalizzati sul terzo occhio, e all’improvviso diventerai un testimone.
Tramite il terzo occhio puoi vedere i pensieri correre come nuvole nel cielo o come
persone che si muovono per la strada. Sei seduto alla finestra e guardi il cielo o le persone
per la strada: non ti identifichi.

Sei in disparte, un osservatore sulla collina – diverso. Ora,
se c’è rabbia, puoi vederla come un oggetto. Ora non senti più che tu sei arrabbiato. Senti
di essere circondato dalla rabbia – una nube di rabbia è sorta intorno a te – ma tu non sei
la rabbia, e se non lo sei, la rabbia diventa impotente. Non può influenzarti; non ne vieni
intaccato. La rabbia verrà e se ne andrà, e tu rimarrai centrato in te stesso. Questa quinta
tecnica serve a trovare il testimone.

OSHO



http://divinetools-raja.blogspot.it La Via del Ritorno... a Casa

IL TEMPO GOVERNA IL MONDO

http://divinetools-raja.blogspot.it La Via del Ritorno... a Casa

mercoledì 16 agosto 2017

PERDONA

"Libera il tuo cuore dall'odio: perdona tutti coloro che ti hanno offeso.
Libera il tuo cuore dall'ansia: la maggioranza di questi pensieri è inutile.
Conduci una vita semplice e apprezza quello che hai.
Condividi di più.
Spera di meno in una ricompensa."


La meditazione del perdono
http://cromopuntura-cromos.blogspot.it/2015/04/la-meditazione-del-perdono-di-lenni.html


http://divinetools-raja.blogspot.it La Via del Ritorno... a Casa

La tua persona arriverà dal silenzio...

"Non è semplice riconoscere una persona a te destinata. Non rappresenta nessun pericolo e la tua paura non potrà avvisarti. Non farà resistenza a te, e il tuo orgoglio non vorrà vincerla. Non avrà nessun angolo acuto che potrebbero ferirti facilmente. Non avrà nessun mistero e la tua curiosità non ne sarà attratta.

Al contrario, la tua persona sarà aperta e flessibile, come l'aria di mattina che profuma di rugiada...l'aria che è ovunque. Te ne accorgi dell'aria? No! Te ne accorgi solo quando ti manca...


Non ti lamentare se non trovi la tua metà, perché è ovunque. E' intorno a te. E si troverà da sola.
- "Ma come?"
- "Nel silenzio, cerca la corda principale del tuo cuore. Ecco cosa devi fare. Toccala, delicatamente. E ascolta. Quale corda risponderà?
La tua persona arriverà dal silenzio..."

(Igor Nemoff)
http://it.advanced-mind-institute.org/?affiliate=TRKCASWQK8H
http://divinetools-raja.blogspot.it
La Via del Ritorno... a Casa

martedì 15 agosto 2017

IO TI AMO...

IO TI AMO E TI ACCETTO COMPLETAMENTE E PROFONDAMENTE mi dispiace se non ti ho amato prima di adesso ti prego perdonami grazie ti amo  

Puoi rivolgere  questa frase a tutte le emozioni che hai represso dentro di te che ancora non hai accettato completamente puoi rivolgere è questa frase alle persone con cui sei in conflitto puoi rivolgere questa frase a te stesso alle parti di te alle parti oscure, non ci sono limiti, tutto cio' che é amato é trasformato e purificato

Ivanov Antar Raja



http://divinetools-raja.blogspot.it
La Via del Ritorno... a Casa

domenica 13 agosto 2017

giovedì 10 agosto 2017

QUANDO QUALCUNO ...

Quando qualcuno ti insulta e umilia,
Quando qualcuno ti dispensa dei consigli non richiesti,
Quando qualcuno ti crede colpevole del suo dolore,
Quando "loro" non ti sentono parlando solo di se stessi,
Ti ignorano, giudicano o deridono i tuoi sentimenti -


Fermati. Fai un respiro.

Sappi che è il loro dolore, non tuo.

Sappi che stanno sognando, finché non saranno risvegliati
Sappi che conoscono non te, ma le loro illusioni.

Probabilmente, per loro è difficile amare se stessi.
Probabilmente, cercano fuori la conferma del loro valore.
Probabilmente, sono separati dai loro corpi, dal loro respiro, dalla loro vocazione.
Probabilmente, stanno vivendo un mondo duale del bene e del male, del giusto e del sbagliato.
Probabilmente, si sono dimenticati della semplice gioia di esistere.

Probabilmente, lo capisci.
Probabilmente, tu ci sei stato, dove sono adesso.

Non cercare di cambiarli. Non possono cambiare.
Non cercare di correggerli. Non te lo stanno chiedendo.
Più premi, più sarai respinto da loro.
Non lasciarti intrappolare nella rete dei loro dolori.
Sii sereno e compassionevole, senza premere su nessuno.

E' normale che ci rimangono male. E' così.
Lascia che siano liberi a rimanerci male.
E' normale che siano delusi da te.
Lascia che siano liberi ed essere delusi.
E' normale che ti giudichino; lascia che lo facciano.
Sii libero nell'esprimerti.
permettiti di essere triste, rabbioso, dubbioso, colpevole.
Lascia che queste preziose energie scorrano in te,
Non ti danneggeranno se le lasci scorrere.

Si, il questo viaggio incontrerai molti Custodi dei Portali.

In ogni modo, continua il tuo cammino, e lascia che lo facciano anche gli altri.
Non devi né spiegarlo né difenderlo.
Sii te stesso in questi tempi difficili.

Non lottare contro il buio. Comunque sia, non ha alcun potere.

Accendi solamente la tua LUCE!

https://vk.com/mantra.love

Olga Samarina


http://divinetools-raja.blogspot.it La Via del Ritorno... a Casa

mercoledì 9 agosto 2017

La regola delle gabbie concentriche





Che ci piaccia o no, viviamo all’interno di una gabbia mentale. Ma come è fatta questa gabbia? Come la costruiamo? E come possiamo uscirne? E se ti dicessi che ce ne sono tante, di gabbie, forse infinite, una dentro l’altra?


“Ti trovi all’interno di un circolo vizioso nel quale sei
costantemente immerso. Credi di essere separato dal Tutto, e di
conseguenza crei costantemente dal nulla un mondo duale,
apparentemente separato da te, a immagine e somiglianza della tua
errata credenza. Contemporaneamente osservi la tua creazione,
dimenticando di esserne il creatore, cadendo nell’illusione che ciò
che vedi sia la realtà. La tua osservazione rafforza le tue credenze,
dandoti l’illusione di essere nel giusto nel ritenere che ciò di cui
fai esperienza esista davvero. E così via, sempre più giù, in un
circolo senza fine. Sei precipitato così in profondità nelle spire
della tua illusione che non riesci più a percepire nemmeno il
lontano riflesso del luogo di luce da cui provieni.”

Queste sono le parole con le quali il Maestro, ne “Il monaco che non aveva un passato” mi spiega in quale modo sono caduto nelle spirali profonde di un circolo senza fine, così in basso che non posso più percepire il luogo di luce da cui provengo.
Perché ho scelto di iniziare il mio articolo con queste parole? Se la analizziamo attentamente, in quella frase il Maestro ci rivela in modo straordinariamente efficace la nostra condizione di esseri ‘dormienti’, immersi in una spirale di illusioni apparentemente senza fine.

Mi spiego meglio.

Quelle spire sono di fatto delle mura mentali che ci circondano, veri e propri confini che delimitano il nostro mondo.
Ehi, aspetta Paolo, cosa diavolo intendi per “Confini che delimitano il mondo?” Tranquilli, stiamo per arrivarci.

Partiamo da un concetto abbastanza semplice: affinché qualcosa possa essere percepita, deve necessariamente essere separata o separabile dal tutto. In altre parole, qualsiasi cosa per esistere deve essere delimitata da precisi confini, al di fuori dei quali esiste tutto ciò che ‘non è‘ la cosa che stiamo osservando. Non possiamo percepire un oggetto bianco in un mondo bianco, a meno che disegniamo dei confini colorati che lo delimitano.

Questo vale per un oggetto, per il nostro corpo, ma anche di conseguenza per l’intero mondo in cui viviamo. Quando parlo di mondo parlo di tutto ciò che può esistere per noi e di conseguenza di tutto ciò che possiamo percepire, e di cui quindi possiamo fare esperienza.

Ma l’Universo non ha confini, direte voi. Potenzialmente sì, ma nel concreto le cose sono un po’ diverse da come le immaginiamo (o da come ce le hanno raccontate). Partiamo dal presupposto che, in base ai principi della fisica quantistica, esiste solo ciò di cui possiamo fare esperienza, per il semplice motivo che siamo noi a crearlo, per la regola secondo la quale nulla può esistere senza che esista un Osservatore e un’Osservazione. E’ chiaro quindi che, riprendendo ciò che ho scritto in quest’altro articolo, in ogni istante esiste solo ciò che la nostra Coscienza puo’ percepire.

Quello allora è il nostro mondo, immerso in un infinito potenziale quantico, nel quale tutto è possibile, ma nel quale accade solo ciò che siamo in grado di concepire e percepire. Le mura allora esistono, e sono composte da quello che crediamo possibile. Quello che, in altre parole, crediamo sia la Verità.

Ecco, stiamo arrivando al punto, non mollare sul più bello.

Quelle mura sono costruite nient’altro che con la nostra concezione di quello che è possibile e quello che non è possibile fare in questo mondo. Quelle mura sono fattedelle nostre credenze, o meglio, delle verità in cui crediamo.

Uhm… approfondiamo questa storia della verità. Se abbiamo il coraggio di andare fino in fondo in questo ragionamento, possiamo capire finalmente cosa intendeva il Maestro con quelle “…spire di un circolo senza fine“.
Perché senza fine? In fondo, direte voi, se faccio un lavoro di crescita abbastanza intenso e lungo, alla fine riuscirò a rompere quelle mura, e uscire finalmente da quella gabbia.

E’ proprio qui il problema. Non c’è una via di uscita, o almeno non nella direzione in cui stiamo cercando. Seguitemi bene: se quella gabbia mentale è composta dalle nostre credenze, quindi dalle verità che crediamo vere, allora non c’è modo di uscirne attraverso l’acquisizione di nuove conoscenze. Qualsiasi nuova verità che penseremo di aver scoperto non sarà altro che un ennesimo muro che tireremo su a delimitare il mondo in cui crediamo. Ecco quali sono le spire di cui parla il Maestro, ed ecco quali sono le ‘gabbie concentriche’ di cui parlo nel titolo di questo post.

La rottura della gabbia mentale non può avvenire attraverso la scoperta di nuove verità. Queste non faranno altro che ergere nuove mura intorno a noi, a delimitare un nuovo mondo in cui credere.

Lo dico in un altro modo:

Nel momento in cui accettiamo nuove credenze come vere, in quanto esseri divini le rendiamo reali nella nostra vita. A quel punto le osserviamo e diciamo ‘Vedi? Ecco la Verità”, non sapendo che ne facciamo esperienza solo perché le abbiamo create credendole vere…

“E così via, sempre più giù, in un circolo senza fine…” per dirla con le parole del Maestro.

Come uscirne allora? La strada non è quella ‘verso l’esterno‘, cioè verso l’acquisizione di nuove conoscenze, perché dopo qualsiasi muro che abbatteremo troveremo sempre un altro muro che noi stessi ergeremo attraverso le nostre nuove credenze.

E allora, cosa fare?
E se iniziassi a farti delle domande e a rimettere in discussione tutto ciò che credi di sapere? Ce l’hai questo coraggio? Perché ci vuole coraggio per farlo, ma è l’unica via per abbattere le mura che ci tengono prigionieri. Dobbiamo smantellare le false credenze che tengono oscurata la nostra vera natura, per scoprire Chi Siamo veramente.

L’unica via di uscita quindi è quella ‘verso l’interno‘, seguendo la strada che ci porterà a cercare la verità nell’unico posto in cui può essere, e cioè dentro di noi. Anzi, come mi disse il Maestro, l’unica via d’uscita è comprendere che noi siamo la Verità. Non c’è nessuna verità da raggiungere là fuori, se non la consapevolezza di essere immensi, gli unici e soli creatori dell’intero mondo che percepiamo, mura comprese.

Paolo Marrone

Pubblicato il 9 agosto 2017 da Paolo Marrone

http://www.campoquantico.it/wordpress/la-regola-delle-gabbie-concentriche/
http://divinetools-raja.blogspot.it La Via del Ritorno... a Casa

giovedì 3 agosto 2017

respirare la luce.

Ora… uno dei migliori esercizi che possa consigliarvi, `e quello di abituarvi ogni giorno, più volte al giorno, a respirare la luce. Sceglietevi un luogo tranquillo dove nessuno vi possa disturbare, mettetevi in una posizione comoda e respirate: inspirate immaginando di attirare la luce cosmica, quella luce infinitamente più sottile ancora della luce del sole, quella quintessenza impalpabile, invisibile, che penetra ogni cosa. Fate penetrare in voi quella luce affinchè circoli attraverso tutte le vostre cellule e tutti i vostri organi. . . . Poi, espirando, fatela uscire da voi proiettandola per illuminare, rischiarare e aiutare il mondo intero. E’ un esercizio straordinario, perchè dal punto di vista cabalistico, diventate la lettera Aleph. Aleph, prima lettera dell’alfabeto ebraico, `e il simbolo dell’essere che con una mano riceve la luce celeste, e con l’altra la distribuisce agli esseri umani. Non potete diventare “Aleph” se pensate esclusivamente a voi stessi, se trattenete tutto per voi. Aleph `e l’essere che pensa unicamente a dare, a riscaldare, a illuminare, a vivificare, senza occuparsi di se stesso. `E un creatore, un salvatore dell’umanità, è un figlio di Dio.

Quante persone vorrebbero ricevere delle ri­velazioni dal mondo divino, sentirsi ispirate e vivere nell’estasi! Tutti pensano che sia estre­mamente difficile raggiungere queste cose, mentre in realtà è molto semplice, tanto sempli­ce che se si dicesse loro come è possibile, non lo crederebbero: di conseguenza non faranno mai nulla per riuscirvi e non conosceranno mai gli splendori del mondo divino.

Molti anni fa, quando ero ancora un giova­nissimo discepolo presso il Maestro Peter Deu­nov, gli posi la seguente domanda: “Qual è il mezzo più efficace per legarsi a Dio e per svi­luppare le facoltà e le virtù spirituali?” Mi ri­spose: “Si deve pensare alla luce, concentrarsi su di essa e immaginare che l’ universo intero sia immerso nella luce”. Ho lavorato a lungo su quella visione e ho imparato moltissimo. In realtà Dio non è la luce, ma è molto di più del­la luce; non lo si può conoscere e nemmeno immaginare.

lunedì 31 luglio 2017

LA FREQUENZA DELL'APERTURA DEL TERZO OCCHIO

La frequenza 288 Hz che è associata al sesto chakra (Ajna).

Questa frequenza, usata per rafforzare le capacità extrasensoriali, a volte è chiamata “la frequenza dell’apertura del terzo occhio”.
Lavorando regolarmente con il programma, potrete migliorare l’INTUITO, come pure i meccanismi della COMUNICAZIONE non verbale, e potrete anche riposare con i ritmi alfa (9,5 Hz) del programma.


In questo programma non ci sono ritmi binaurali né ritmi isocronici: si adopera la tecnologia dello spostamento spazio-acustico, con la forza d’azione variabile.





https://it.advanced-mind-institute.org/store/capacit-cognitive/il-terzo-occhio/?affiliate=TRKCASWQK8H

http://divinetools-raja.blogspot.it
La Via del Ritorno... a Casa

domenica 30 luglio 2017

I CORDONI PSICHICI

"Si può vedere i cordoni psichici come se fossero dei fili che voi gettate ovunque per attirare ciò che desiderate, per raggiungere degli obiettivi, per conquistare la benevolenza di certe persone e per soddisfare la mancanza di qualcosa.

L'uomo è simile ad un ragno che con il suo pensiero costruisce una ragnatela.


Tutto bene, se i progetti si avverassero sempre.
Se la meta sfugge, il filo si tende provocando una tensione nell'organismo e un dolore nell'anima.
Il problema dei cordoni sta nell'essere direttamente collegati al lavoro dell'attenzione. Se il filo conduce da qualche parte, lì avete lasciato una particella di voi. L'avete lasciata automaticamente, perché l'attenzione significa il movimento dell'energia verso l'oggetto dell'attenzione.

Se il cordone si appiccica da qualche parte, l'attenzione si accumula e la vostra particella desidera ritornare da voi. Idealmente, insieme alla "vittima", all'oggetto della vostra attenzione. Ma anche senza.
Quando voi accettate il fatto che tutto deve andare così come va, e lasciate andare qualcosa, questa particella ritorna da voi. E voi diventate più integri.
E visto che nel corso di una lunga vita ognuno di noi accumula tonnellate di questi cordoni, molti insuccessi del passato si fanno sentire anche adesso, malgrado la memoria li avesse rimossi, malgrado aveste messo degli "stop" che vi proteggono dal dolore e dall'impossibilità di ottenere l'oggetto del desiderio.
Solo voi potete decidere quali cordoni vi sono utili.

Tutto ciò che è vecchio e non serve, lasciatelo andare, altrimenti il ragno rimarrà nella sua stessa ragnatela.

E certamente, anche gli altri possono gettare dei cordoni nei vostri confronti. Una particella degli altri si trova dentro di voi e attira la loro attenzione su di voi, influenzando, nello stesso tempo, la vostra attenzione. Dipende dall'obiettivo.
E' molto importante, dopo aver interagito con qualcuno, imparare a ritirare la propria attenzione dentro di se. In questo caso la vostra energia non rimarrà sospesa, sarà sempre con voi. E potrete, comunicando con gli altri, disporre di tutta la vostra integrità."

(Maksim Monin)




http://divinetools-raja.blogspot.it La Via del Ritorno... a Casa

DANCING IN THE RAIN




La vita non è una questione di come sopravvivere alla tempesta, ma di come danzare nella pioggia! 

Khalil Gibran

http://divinetools-raja.blogspot.it

La Via del Ritorno... a Casa

GODITELA !


























http://divinetools-raja.blogspot.it
La Via del Ritorno... a Casa

venerdì 28 luglio 2017

MIKHAIL LITVAK. I SEGRETI DEL SUCCESSO

Mikhail Litvak è un psicoterapeuta russo noto per i suoi libri che aiutano ad orientarsi nei mari della vita...

1. Che tu lavori gratis o ben pagato, metticela sempre tutta.


2. Anche se vuoi rimanere lì dove sei, devi crescere.

3. Non deve dare l'impressione, devi esprimerti.

4. Se senti il peso, vuol dire che vivi in maniera sbagliata.

5. Più sei diffidente e più sofisticati saranno i modi che useranno per ingannarti.

6. Non aspettare che ti sia offerto. Chiedilo.

7. Prima chiedi ciò che non possono rifiutarti, poi ciò che ti serve.

8. Se una persona non può dire nulla di buono di se stessa, comincia a parlare male degli altri.

9. Se una persona ti ha aiutato ieri, questo non significa che lo farà anche domani. Ringraziala per ieri.

10. Dopo aver sgridato qualcuno una volta, ringrazialo per sette volte.

11. Se vuoi consolare una persona, la devi stupire o far arrabbiare. Non cercare di calmarla.

12. Dì la verità, se non ti crederanno, almeno poi non devi ricordare ciò che hai detto.

13.Se vuoi ottenere ciò che vuoi, cedi l'iniziativa.




http://divinetools-raja.blogspot.it La Via del Ritorno... a Casa

lunedì 24 luglio 2017

L'ATTENZIONE TRA LE SOPRACCIGLIA

Non c’era altra via, perciò Pitagora dovette sottoporsi a questo addestramento. Dopo quaranta giorni di digiuno e di respirazione, consapevole, gli fu permesso di entrare nella scuola. Si dice che Pitagora affermò: “Non state ammettendo Pitagora. Sono un uomo diverso, sono rinato. Avevate ragione e io avevo torto, perché prima il mio intero punto di vista era intellettuale. Con questa purificazione il centro del mio essere è cambiato: dall’intelletto è sceso al cuore. Ora posso sentire le cose. Prima di questo addestramento potevo capire solo con l’intelletto, con la testa. Non sarà una filosofia, ma piuttosto, un’esperienza, sarà esistenziale”.



Qual era l’addestramento cui si sottopose?
Questa quinta tecnica è quella che fu data a Pitagora. Venne data in Egitto, di fatto la tecnica è indiana. La quinta tecnica di respirazione è la seguente:
“L’attenzione tra le sopracciglia, lascia che la mente preceda il pensiero. Lascia che la forma si riempia con l’essenza del respiro fino alla sommità della testa e lì piova come luce”. Questa tecnica fu data a Pitagora, che la riportò in Grecia e, così, divenne il principio, lo strumento che diede vita a tutto il misticismo occidentale. Analizziamola.

“L’attenzione tra le sopracciglia…”. La fisiologia moderna, la ricerca scientifica, afferma che, tra le due sopracciglia, si trova una ghiandola e che questa è la parte più misteriosa di tutto il corpo: è detta ghiandola pineale, ed è il terzo occhio dei tibetani: shivanetra, l’occhio di Shiva, nel Tantra. Tra i due occhi c’è un terzo occhio, che esiste ma non è attivo.

E’ lì: può funzionare in qualsiasi momento, ma non funziona spontaneamente, per aprirlo si deve fare qualcosa. Non è cieco, è semplicemente chiuso. Questa tecnica serve ad aprirlo. “L’attenzione tra le sopracciglia…”. Chiudi gli occhi, poi falli convergere proprio nel mezzo delle sopracciglia, focalizzati esattamente nel mezzo degli occhi chiusi, come se guardassi esattamente nel mezzo, con entrambi. Dagli totale attenzione. Questo è uno dei metodi più semplici per essere attenti. Non puoi prestare attenzione a nessun’altra parte del corpo così facilmente: questa ghiandola assorbe l’attenzione con estrema facilità. Se le dai tutta la tua attenzione, gli occhi verranno ipnotizzati dal terzo occhio. Si fissano, non si possono muovere.

Questo terzo occhio è un magnete naturale, attiva l’attenzione, la forza. Ecco perché in tutto il mondo questo è uno dei metodi più usati. E’ il più semplice per addestrare l’attenzione: non sei solo tu che cerchi di essere attento, la ghiandola stessa ti aiuta, è magnetica, la tua attenzione viene spinta con forza verso di essa: viene assorbita. Nelle antiche scritture tantriche si dice che l’attenzione è cibo per il terzo occhio. Non è difficile: occorre solo conoscere il punto giusto; per trovarlo, devi lasciare che gli occhi chiusi si muovano esattamente nel mezzo, tra le due sopracciglia, finché non percepisci quel punto magnetico: allora, immediatamente gli occhi si fisseranno; quando sarà difficile muoverli, saprai di aver colto il punto giusto. “L’attenzione tra le sopracciglia, lascia che la mente preceda il pensiero…”. L’attenzione che ne seguirà ti farà sperimentare per la prima volta uno strano fenomeno: percepirai i pensieri correre di fronte a te; diventerai un testimone.

Sarà come essere di fronte a uno schermo cinematografico: i pensieri scorrono e tu sei un testimone. Generalmente non è così: ti identifichi sempre con i tuoi pensieri. Se c’è rabbia, diventi rabbia. Se un pensiero ti tocca, non sei testimone: diventate tutt’uno, ti identifichi con il pensiero, e ti muovi con esso.

Diventi il pensiero, ne assumi la forma. Quando c’è sesso, diventi sesso; quando c’è rabbia, diventi rabbia; quando c’è avidità, diventi avidità. Ti identifichi sempre con ogni pensiero che ti tocca. Non mantieni mai alcuna distanza tra te e il pensiero. Ma focalizzati sul terzo occhio, e all’improvviso diventerai un testimone. Tramite il terzo occhio puoi vedere i pensieri correre come nuvole nel cielo o come persone che si muovono per la strada. Ora, se c’è rabbia, puoi vederla come un oggetto. Ora non senti più che tu sei arrabbiato. Senti di essere circondato dalla rabbia – una nube di rabbia è sorta intorno a te – ma tu non sei la rabbia, e se non lo sei, la rabbia diventa impotente. Non può influenzarti; non ne vieni intaccato. La rabbia verrà e se ne andrà, e tu rimarrai centrato in te stesso. E così, non ti identificherai più con i sentimenti negativi.

Quando quindi, l’attenzione è focalizzata al centro del terzo occhio, tra le sopracciglia, all’improvviso diventi un testimone, ma è vero anche il viceversa, ossia che se riesci a non identificarti con qualsiasi cosa accada, sarai automaticamente nel terzo occhio. E avrai un potere immenso, non sarai più schiavo degli istinti, sarai un individuo veramente libero. E la seconda conseguenza nell’essere nel terzo occhio, sarà che potrai sentire la vibrazione sottile e delicata del respiro, potrai percepire la forma del respiro, l’essenza stessa del respiro. La scienza stabilisce che respiriamo aria nella forma combinata di gas, ma il Tantra afferma che l’aria è solo un veicolo, di fatto tu respiri prana, vitalità. L’aria è solo il mezzo, il contenitore materiale; il prana è il contenuto, ed è qualcosa di sottile, di non materiale. Questo contenuto veniva definito “orgone” dallo psicologo tedesco Wilhelm Reich.

I suoi effetti possono essere percepiti. Quando sei con una persona molto vitale, sentirai sorgere in te una certa vitalità. Se sei con una persona molto malata, ti sentirai succhiato, come se ti venisse sottratto qualcosa. Perché ti senti così stanco quando vai all’ospedale? Vieni succhiato da ogni parte. L’intera atmosfera dell’ospedale è malata, lì tutti hanno bisogno di più energia, di più prana. Perciò se ti trovi lì, all’improvviso il tuo prana comincia a fluire fuori di te. Perché a volte quando sei in mezzo a una folla ti senti soffocare? Perché il tuo prana viene succhiato. Quando sei solo sotto il cielo mattutino, sotto gli alberi, all’improvviso senti in te una vitalità: il prana.

In particolare, il prana fluisce e defluisce in modo immediato e totalizzante, al contatto con la vostra Fiamma Gemella. Se essa prova malessere, ne sarete investiti, se essa nel profondo versa in armonia, tutto vi sembrerà ancora più armonioso e dopo il contatto sarete raggianti. Esistono delle testimonianze risalenti all’antico Egitto, secondo le quali alcuni individui hanno sperimentato il fluire del prana, senza la penetrazione dell’aria, rinchiudendosi in samadhi sotterranei.

“Lascia che la forma si riempia con l’essenza del respiro fino alla sommità della testa… “. E quando arriverai a sentire l’essenza del respiro, il prana, immagina semplicemente che la tua testa sia ricolma di quell’essenza. Immagina solamente. Non occorre alcuno sforzo. Quando sei focalizzato al centro del terzo occhio, ed immagini qualcosa, la cosa accade, lì per lì. Normalmente, la tua immaginazione è solo impotente: continui a immaginare e non accade nulla. Ma a volte,senza saperlo, nella vita comune, si verificano degli eventi dettati dall’immaginazione: stavi immaginando qualcosa a proposito di un tuo amico e all’improvviso qualcuno bussa alla porta.

Stavi “pensando”, immaginando una canzone alla radio, cambi stazione e la trovi. Dici che è una coincidenza che l’amico sia arrivato o che la canzone sia alla radio. A volte l’immaginazione funziona proprio come coincidenza; ma ora cerca di ricordare ogni volta in cui accade che senti la tua immaginazione diventare realtà, e analizza l’intera situazione; ritirati nell’interiorità e osserva. In un certo momento la tua attenzione deve essere stata vicina al terzo occhio. Quando ero bambina, mi capitava sempre di dire “ti immagini se…” e la cosa si verificava davvero. Tutti abbiamo questa capacità, in molti è completamente latente. Ogni volta che si verifica questa coincidenza, sembra tale perché non conosci la scienza occulta. Senza saperlo, la tua mente si deve essere spostata vicino al centro del terzo occhio. Se la tua attenzione si trova nel terzo occhio, la semplice immaginazione è sufficiente per creare qualsiasi fenomeno.
“Lascia che la forma si riempia”. Ora immagina che questa essenza stia colmando tutta la tua testa, in particolare la sommità del capo, il shasrara, il centro energetico più alto, e non appena te lo immaginerai si riempirà. “Lì” – alla sommità della testa – piove come luce”. Il prana piove dalla sommità della tua testa come luce. E “accadrà” che piova luce: quella pioggia di luce ti rinfrescherà, ti farà sentire completamente rinato, rinnovato. Questo è il significato della rinascita interiore. Perciò due cose: primo, focalizza nel terzo occhio, l’immaginazione diventa potente, efficace.

Una cosa fondamentale: prima di praticare queste tecniche, sii puro. Per il Tantra la purezza non è un concetto morale, la purezza è importante, perché se sei focalizzato nel terzo occhio e la tua mente è impura, la tua immaginazione può diventare pericolosa: pericolosa per te e per gli altri. Se pensi di ferire qualcuno, se questa idea è nella mente, il solo immaginarlo può ferire. Ecco perché si insiste così tanto sull’essere puri. A Pitagora fu detto di sottoporsi a un digiuno, a una particolare respirazione – questa respirazione – perché qui si viaggia su un terreno molto pericoloso. Perché ovunque esiste potere esiste pericolo, e se la mente è impura, non appena avrai potere i tuoi pensieri impuri se ne impadroniranno immediatamente. Mi preme dire che la quinta tecnica ha come applicazione pratica la stessa ipnosi. Quando qualcuno viene ipnotizzato, e gli viene detto di concentrare lo sguardo su un punto particolare: una luce, un punto sulla parete, o qualunque altro oggetto, esterno o interno (per esempio, un’onda energetica che fluisce all’interno del corpo), in tre minuti la sua attenzione interiore comincia a fluire verso il terzo occhio; ogni cosa che l’ipnotista dirà, sarà immediatamente verificata. Ecco perchè l’ipnosi è il mezzo curativo più potente ed efficace. Se l’ipnotista dicesse “ora ti stai addormentando profondamente”, ti addormenteresti profondamente… se ordinasse a una tua malattia di scomparire, essa scomparirebbe immediatamente.

Milton Erickson, l’ipnotista psicoterapeuta più famoso dei tempi moderni, curò da solo diverse patologie, sperimentando “in itinere” i poteri dell’ipnosi. Mettendoti in mano un sasso l’ipnotista potrebbe dire: “Questo nella tua mano è fuoco”, e tu sentiresti un calore intenso; ti scotteresti la mano, non solo nella mente, ma di fatto. La tua pelle si brucerebbe veramente e proveresti una sensazione di bruciore. Che cosa succede? Non c’è alcun fuoco. C’è solo un comunissimo sasso, freddo. Come è possibile? Sei focalizzato nel centro del terzo occhio, la tua immaginazione riceve suggestioni dall’ipnotista ed esse diventano realtà. Non giocate mai con l’ipnosi da soli, se non sapete come utilizzare questo strumento e, se anche apprendeste i suoi meccanismi, non utilizzatela su altri se non avete l’assoluta certezza che la vostra mente sia lontana da ogni coinvolgimento verso essi. Rischiate altrimenti di perdervi in essa e negli effetti che le induzioni possono comportare… questo vale in modo assoluto se l’ipnosi è di tipo regressivo: non praticatela se avete l’impressione che quell’anima sia karmica e se non avete la certezza di essere perfettamente equilibrati per sostenere ogni reazione.

Nel terzo occhio, quindi. immaginazione ed attuazione non sono due cose distinte: l’immaginazione è il fatto. Immagina, ed è così. Non c’è frattura tra il sogno e la realtà. Per chi è centrato nel terzo occhio, i sogni diventeranno reali e l’intera realtà diventerà semplicemente un sogno, perché quando il tuo sogno può diventare reale sai che non esiste una differenza fondamentale tra sogno e realtà. Perciò quando Shankara dice che questo intero mondo è solo un sogno del divino, non è una proporzione teoretica, non è un’affermazione filosofica, è piuttosto l’esperienza interiore di colui che è focalizzato nel terzo occhio.

Immagina semplicemente che l’essenza del prana stia piovendo dalla sommità della testa, proprio come se fossi seduto sotto un albero e stessero piovendo fiori, oppure come se fossi sotto il cielo e improvvisamente da una nuvola cominciasse a piovere, o di mattina fossi semplicemente seduto e il sole sorgesse e i raggi cominciassero a riversarsi su di te. E’ sufficiente immaginare, e immediatamente quella pioggia accade: una pioggia di luce che cade sulla sommità della tua testa. Questa pioggia ti ri-creerà, ti farà rinascere. Ti sentirai bene, e rinato.

Tratto da: Il libro dei segreti di Osho

http://divinetools-raja.blogspot.it
La Via del Ritorno... a Casa



Il Libro dei Segreti Voto medio su 8 recensioni: Da non perdere
€ 13

domenica 23 luglio 2017

Infine sei stato fatto uomo ...

Dal momento in cui sei venuto al mondo,
una scala è stata posta dinanzi a te
per permetterti di evadere.
Prima eri minerale, poi sei diventato pianta,
dopo sei diventato animale;
come ignori!
Infine sei stato fatto uomo,
dotato di conoscenza, di senno e di fede.
Considera questo corpo estratto dalla polvere,
quale perfezione ha acquisito!
Quanto eri trascendente, nella condizione
di uomo!
Sai, senza alcun dubbio tu diventerai un angelo:
allora finirai nella terra e la tua dimora sarà
l'immenso cielo.
Oltrepassa anche la condizione angelica,
entra in quest'oceano, finchè la tua goccia d'acqua
diventerà un mare.


Gialal al-Din Rumi

http://divinetools-raja.blogspot.it La Via del Ritorno... a Casa

La conoscenza di sé.

“Quanto più conoscete voi stessi, tanto più c’è chiarezza.”
“Ora, per favore, ascoltate con attenzione, perché vi siete fatti delle idee strane sulla conoscenza di sé – che per ottenerla dobbiate esercitarvi, dobbiate meditare, dobbiate fare ogni genere di cose. È molto semplice, signori. Il primo passo è l’ultimo nella conoscenza di sé, l’inizio è la fine. Il primo passo è ciò che conta, perché non è cosa che possiate apprendere da un altro. Nessuno può insegnarvela, dovete scoprirla da soli; deve essere una vostra scoperta e quella scoperta non è qualche cosa di tremendo, di assurdo; è semplicissima.
In fin dei conti, conoscere voi stessi è osservare la vostra condotta, le vostre parole, quel che fate in tutti i rapporti quotidiani; questo è tutto. Cominciate con ciò e vedrete come sia straordinariamente difficile essere consapevoli, anche solo osservare il vostro modo di comportarvi, le parole che usate col vostro domestico, col vostro capo, l’atteggiamento che avete nei confronti della gente, verso le idee e le cose.
Esaminate i vostri pensieri, i vostri moventi nello specchio del rapporto e vedrete che, nel momento in cui osservate, volete correggere, dite: «Questo è bene, questo è male. Devo fare questo e non quello». Quando vi vedete nello specchio del rapporto, il vostro è un approccio di condanna o di giustificazione e, quindi, distorcete ciò che vedete. Mentre, se osservate semplicemente in quello specchio il vostro atteggiamento nei riguardi della gente, verso le idee e le cose, se vedete soltanto il fatto senza giudizio, senza condanna o accettazione, allora scoprirete che quella stessa percezione ha la propria azione. Quello è l’inizio della conoscenza di sé.
Guardare voi stessi, osservare ciò che fate, ciò che pensate, quali sono i vostri moventi e incentivi e, ciò nonostante, non condannare o giustificare, è una cosa straordinariamente difficile a farsi, perché tutta la vostra cultura si basa sulla condanna, sul giudizio e sulla valutazione; siete stati educati a furia di «Fai questo, e non quello». Ma se siete in grado di guardare nello specchio del rapporto senza suscitare l’opposto, allora scoprirete che non c’è limite alla conoscenza di sé.
Vedete, l’indagine sulla conoscenza di sé è un movimento verso l’esterno che, più tardi, si volge all’interno. Dapprima guardiamo le stelle e poi ci guardiamo dentro. Allo stesso modo, cerchiamo la realtà, Dio, la sicurezza, la felicità, nel mondo oggettivo e, quando non la troviamo lì, ci volgiamo all’interno. Questa ricerca del Dio interiore, del sé supremo, o di quel che volete, cessa del tutto tramite la conoscenza di sé e allora la mente si fa estremamente quieta, non per mezzo della disciplina, ma soltanto attraverso la comprensione, l’osservazione, l’essere consapevole di se stessa, in ogni minuto, senza alternativa.
Non dite: «Devo essere consapevole, ogni minuto», perché quella è soltanto un’altra manifestazione della nostra stupidità, allorquando vogliamo ottenere qualcosa, quando vogliamo raggiungere uno stato particolare. Ciò che importa è essere consapevoli di voi stessi e continuare ad esserlo senza accumulazione, perché non appena accumulate, da quel centro voi giudicate. La conoscenza di sé non è un processo d’accumulazione; è un processo di scoperta, di momento in momento, nel rapporto.
Nient’altro che consapevolezza! La consapevolezza dei vostri giudizi, dei vostri pregiudizi, delle vostre simpatie e antipatie. Quando vedete qualcosa, quel vedere è il frutto del vostro confronto, della vostra condanna, del vostro giudizio, della vostra valutazione, vero? Quando leggete qualcosa, state giudicando, state criticando, state condannando o approvando. Essere consapevoli è vedere, all’istante, tutto questo processo di giudizio, di valutazione, vedere le conclusioni, il conformismo, le accettazioni, i rifiuti.
Ora, si può essere consapevoli senza tutto ciò? Per il momento, tutto quello che conosciamo è un processo di valutazione e quella valutazione è il frutto del nostro condizionamento, del nostro bagaglio di esperienze, dei nostri influssi religiosi, morali ed educativi. Questa cosiddetta consapevolezza è il risultato della nostra memoria – memoria intesa come il «me», l’olandese, l’hindú, il buddhista, il cattolico, o quel che si voglia.
È il «me» – i miei ricordi, la mia famiglia, la mia proprietà, le mie qualità – che guarda, giudica, valuta. Ora, ci può essere consapevolezza senza tutto ciò, senza il sé? È possibile guardare soltanto, senza condanna, osservare soltanto il movimento della mente, della propria mente, senza giudicare, senza valutare, senza dire: «È bene» o «È male»?
La consapevolezza che scaturisce dal sé, che è la consapevolezza della valutazione e del giudizio, fa sorgere sempre la dualità, il conflitto degli opposti – quel «ciò che è» e quel «ciò che dovrebbe essere». In quella consapevolezza c’è giudizio, paura, valutazione, condanna, c’è identificazione. Non è che la consapevolezza del «me», del sé, dell’«Io», con tutte le sue tradizioni, i suoi ricordi e via dicendo. Una simile consapevolezza suscita sempre conflitto tra l’osservatore e l’osservato, tra ciò che sono e ciò che dovrei essere.
Ora, è possibile essere consapevoli senza questo processo di condanna, di giudizio, di valutazione? È possibile che io mi guardi, quali che siano i miei pensieri e non condanni, non giudichi, non valuti? Non so se ci abbiate mai provato. È veramente arduo, perché tutta la nostra formazione, dall’infanzia, ci conduce a condannare o ad approvare. E nel processo di condanna o di approvazione c’è frustrazione, c’è paura, c’è un tormentoso dolore, c’è ansietà, il che è il processo stesso del «me», il sé.
Allora, sapendo tutto ciò, può la mente, senza sforzo, senza cercare di non condannare – giacché nel momento in cui dice: «Non devo condannare», è già intrappolata nel processo di condanna – può la mente essere consapevole, senza giudizio? Può limitarsi a guardare spassionatamente e, quindi, osservare quegli stessi pensieri, quelle stesse sensazioni nello specchio del rapporto – rapporto con le cose, con la gente e con le idee?
Questa tacita osservazione non provoca freddezza, un gelido intellettualismo – al contrario. Se comprendo qualcosa, non deve, ovviamente, esserci condanna, confronto alcuno – è semplice, non vi pare? Ma noi pensiamo che la comprensione scaturisca dal confronto e, in questo modo, aumentiamo i confronti. La nostra educazione è di tipo comparativo e tutta la nostra struttura morale, religiosa è fatta per confrontare e condannare.
Quindi, la consapevolezza di cui sto parlando è la consapevolezza dell’intero processo di condanna e ne è la fine. In essa c’è osservazione senza alcun giudizio – cosa che è estremamente difficile; implica la cessazione, la fine completa del definire, del denominare. Quando mi rendo conto di essere bramoso, avido, stizzoso, passionale, o quel che si voglia, non è possibile osservarlo soltanto, esserne consapevole, senza condannare? – il che significa proprio smettere di attribuire un nome alla sensazione.
Infatti, quando do un nome, per esempio «avidità», l’attribuzione stessa del nome è il processo di condanna. Per noi, neurologicamente, la parola stessa «avidità» è già una condanna. Liberare la mente da ogni condanna significa cessare di attribuire dei nomi. Dopo tutto, il nominare è il processo di chi pensa. E il pensante che separa se stesso dal pensiero – il che è un processo del tutto artificiale, è irreale. Esiste solo il pensare; non c’è alcuna entità pensante; c’è solo una condizione d’esperienza, non l’entità che esperisce.
Così, tutto questo processo di consapevolezza, di osservazione è il processo di meditazione. È, in altri termini, la propensione a sollecitare il pensiero. Per la maggior parte di noi, i pensieri sopraggiungono senza sollecitazione – un pensiero dopo l’altro. Il pensare è incessante; la mente è schiava di ogni sorta di pensiero errabondo.
Se ve ne rendete conto, allora vedrete che può esservi una sollecitazione al pensiero – una sollecitazione del pensiero – e allora un perseguire ogni pensiero che abbia a sorgere. Per la maggior parte di noi, il pensiero giunge non sollecitato; in qualsiasi maniera. Comprendere quel processo e sollecitare, allora, il pensiero e perseguire quel pensiero fino alla fine è l’intero processo che ho descritto come consapevolezza; e in ciò non c’è un denominare.
Allora vedrete che la mente si fa straordinariamente quieta – non con fatica, non attraverso la disciplina, non attraverso una qualsiasi forma di tortura inflitta a se stessi e di controllo. Mediante la consapevolezza delle proprie attività, la mente diventa sorprendentemente quieta, calma, creativa – priva dell’azione di qualsiasi disciplina o di qualsiasi imposizione.
Allora, in quella calma della mente, si presenta il vero, senza sollecitazione. Non potete sollecitare la verità; essa è l’ignoto. E, in quel silenzio, colui che sperimenta è assente. Perciò, ciò che è sperimentato non viene accumulato, non viene ricordato come «la mia esperienza della verità».
Allora la vita ha qualcosa che è al di fuori del tempo – che non può essere misurato da chi lo sperimenti, o da chi meramente ricordi un’esperienza passata. La verità è qualcosa che giunge di momento in momento. Non va coltivata, non va accumulata, immagazzinata e trattenuta nel ricordo. Giunge soltanto quando c’è una consapevolezza in cui colui che sperimenta è assente.”
Tratto da: “Verso la liberazione interiore”, di Jiddu Krishnamurti.







http://divinetools-raja.blogspot.it La Via del Ritorno... a Casa

sabato 22 luglio 2017

QUANDO TI OFFENDONO, PROVA A CAMBIARE LA PROSPETTIVA

Se conosci il nemico, ti è più facile combattere. Me devi combatterlo? Si può anche NON reagire agli insulti. Se qualcuno lo fa nei tuoi confronti, chiediti: perché lo sta facendo?
Vuole forse umiliarti per sentirsi superiore? Allora la sua azione è solo da compatire.
Oppure lui vuole aggredirti per scaricare la propria rabbia? Fatti sempre questa domanda: perché lo sta facendo? E’ a secondo della risposta che devi scegliere come comportarti. Gli altri non ci possono offendere, possiamo solo “offender-сi”. Noi.
Diceva Lev Tolstoj:
“Tutto dipende dal pensiero. E’ l’inizio di tutte le cose. Possiamo gestire i nostri pensieri”.


Se subito dopo aver ricevuto degli insulti cominci a reagire senza pensare, chi ti ha offeso canterà vittoria.
Ma perché, perché gli dai questa possibilità? Come di solito noi reagiamo agli insulti? Ecco come: “Stupido! - Sei tu stupido!”.
E a volte un insulto arriva così all’improvviso che non abbiamo tempo per reagire positivamente. Le parole feriscono, gli aghi entrano nel cuore... Rimaniamo interdetti, e solo dopo ci vengono in mente delle parole giuste.

Ma ora fermati e valuta la situazione. Come stiamo vivendo la nostra preziosa vita? Il nostro nemico ha già dimenticato la sua uscita, mentre noi piantiamo i semi della vendetta, che cominciano a roderci dall’interno. Per che cosa?

Ecco alcuni consigli:
- stai piangendo, ti sei offeso? Prova a cambiare la prospettiva. Come si vede tutto ciò dal cosmo? E’ vero, fa ridere.
- Avvicinati alla finestra e cerca di osservare bene un oggetto lontano, focalizza la tua attenzione su altre cose. Respira. Stai già meglio.
- Ferma la corrente di brutti pensieri. Bevi una tazza di tè. Con miele e limone. Gioca con il gatto. Dimentica.
- E poi? Come comportarsi con quella persona? Se è un tuo amico, parlagli. Digli che la sua uscita ti ha molto amareggiato. Se è un tuo superiore e puoi farci poco, cambia di nuovo la prospettiva. Immaginalo come un piccolo bimbetto che fa capricci, piange e litiga con gli altri. Accarezzagli la testina, dagli da mangiare. Mettilo sul vasetto! Vedrai che ti viene da sorridere non appena immaginerai il tuo capo così. Ma la cosa più interessante è che anche lui comincerà a cambiarsi non appena vedrà la tua superiorità psicologica.
- Un'altra tecnica: “acquario”.
Non appena il capo cominci a gridare, immaginalo come un pesciolino in un acquario, che apre la bocca ma non si sente nulla. Le brutte parole ti scivoleranno di dosso senza toccarti.
- Puoi mostrarti calmo e sicuro di se dicendo “come sei maleducato, come sei rozzo”. A volte queste parole funzionano permettendoti a ritirarti a testa alta.
- E ora apri il rubinetto e grida allo getto d’acqua ciò che pensi. L’acqua porterà via le tue emozioni. Poi sciaquati la faccia e vai a ricevere le tue emozioni positive.
- L’importante è non FARE LA VITTIMA. Buona giornata a tutti (senza conflitti).

advanced mind
http://divinetools-raja.blogspot.it La Via del Ritorno... a Casa

giovedì 13 luglio 2017

INNAMORATI DEL PRESENTE



Innamorati del posto dove stai adesso.
Fai un inchino a ciò che hai.
Lascia andare la speranza della felicità futura; la tua gioia non dipende da "qualcosa di più".
Lascia andare gli obiettivi, e anche il punto d'arrivo... concentrati sul presente.


Sii lento. Sii qui. Respira ...

In realtà, sei sempre qui, malgrado la gran parte del tempo stai cercando di essere "lì". Anche quando ti sembra di essere lì, stai ancora Qui, Il momento presente è la tua casa.
E' possibile vivere con piacere. E' possibile avere un grande successo in questo mondo, fare una vita che piace, nutrire le speranze sul futuro, ed essere pienamente presenti, ancorati al presente.
E' possibile vivere senza fretta, godendo ogni istante della vita, assaggiare il gusto di ogni giorno, invece di volare attraverso i giorni.

Il momento presente non è la fine, è un attimo della vita, completo e realizzato. Vivi il momento presente. La mente lo chiama "l'assenza delle ambizioni". Ma si chiama anche il buon senso, il ringraziamento, la pace, o lo spazio nel quale tutto è possibile...

(Nik. Bulgakov)

http://divinetools-raja.blogspot.it La Via del Ritorno... a Casa