domenica 19 maggio 2019

CHI SEI?

CHI SEI?

Per capire ci siete, occorre eliminare ciò che non siete.

Sei un pensiero?
E' davvero costante il tuo pensiero? Nel corso della giornata ti vengono centinaia, migliaia di pensieri che vivono grazie alla tua attenzione. I pensieri scompaiono quando smetti di dare loro importanza....perciò, non puoi essere un pensiero!


Sei un corpo?
Ma questo corpo è sempre stato tuo e soltanto tuo? 5 anni fa era diverso, 10 anni fa era diverso, e anche quando sei nato era completamente diverso. Il corpo cambia continuamente... non puoi essere un corpo!

Sei un sentimento, un'emozione?
Vanno e vengono. Ora stai bene, poi la situazione cambia e stai male. Hai caldo, poi hai freddo. Sei triste, sei allegro. Le emozioni cambiano, ma chi le sta vivendo?

Cerca qualcosa che genera tutto ciò. Chi vede questi pensieri? Per chi sono? A chi serve questo corpo? Chi è alla base di tutto? Che cosa c'è sempre? Trovalo.
Puoi trovarlo tramite la tua attenzione, volendo capire davvero chi sei.
Forse per te tutto ciò non ha importanza adesso. Nessun problema. Potrebbe iniziare a interessarti nella prossima vita, o tra 10 vite...
Tutto ciò non ha nessuna importanza, davanti all'Infinito. Ma dedica un po' di attenzione a te stesso, Guarda dentro di te.

Lascia da parte tutto ciò che non sei e trova chi è sempre stato e sempre ci sarà. Chi vivrà per sempre.

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venerdì 17 maggio 2019

Quando la “persona” non c’è più, il Sé è realizzato.

Fintanto che ti prenderai per una persona, un corpo-mente separato dal flusso della vita, che ha una volontà propria e persegue le proprie mete, starai vivendo solo in superficie, e qualunque cosa tu faccia sarà di breve durata e di poco valore. Mera paglia per alimentare le fiamme della vanità.
Non è forse importante per te sapere se sei solo un corpo o qualcos’altro? O niente del tutto? Non vedi che tutti i tuoi problemi derivano dal tuo corpo, il cibo, il rifugio, la famiglia, il nome, la fama, la sicurezza, la sopravvivenza? Tutto questo perde significato il momento che tu realizzi che non sei solo un corpo.
Sei rimasto inchiodato al racconto dei tuoi genitori: tutto sul concepimento, la gravidanza e il parto, il bambino, I’adolescente, il giovanotto, e via dicendo. Per disancorarti dall’idea di essere il corpo, devi ricorrere all’idea opposta: non sei il corpo. E proprio perché è un’idea come I’altra, trattala come qualcosa da gettare dopo l’uso.
Le parole sono sia barriere che ponti. È l’unica realtà che il corpo abbia.
Vi identificate con il corpo e vi limitate, e tuttavia ricordate: non trascurate questo corpo, è la casa di Dio, prendetevene cura. Dio può essere realizzato soltanto in questo corpo. E’ solo per una comprensione analitica che Dio, il vostro corpo, il vostro Sé, sono stati divisi, ma è tutto un solo Sé, tutto è intimamente collegato.
Che il corpo-mente faccia il suo lavoro, ma comprendi che ciò che sta facendo il lavoro non sei tu; tu sei il senso della presenza.
Ovviamente il tuo corpo resta nel mondo e del mondo, ma non ti inganna più.
Quando la “persona” non c’è più, il Sé è realizzato. Quando non c’è “persona”, la questione di andare o venire non si pone più. Il corpo è un’apparizione nel Sé. Quando il corpo sparisce, il Sé rimane com’era e com’è sempre.


(Sri Nisargadatta Maharaj)

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venerdì 10 maggio 2019

L’INCERTEZZA: L’UNICA LIBERTÀ

“Non aggrapparti a nessun tipo di certezze. La vita è incerta: l’insicurezza è la sua vera natura. E una persona intelligente rimane sempre senza certezze.
È questo essere pronti a rimanere nell’incertezza che si chiama coraggio. È questo essere pronti a rimanere nell’incertezza che si chiama fiducia. Una persona intelligente è qualcuno che rimane sempre ‘attento e presente’, qualunque sia la situazione – qualcuno che risponde alla situazione totalmente, con tutto il cuore.
Non che sappia ciò che sta per succedere, non pensa che “facendo questo” allora “succederà quello”.
La vita non è una scienza; non è una catena di cause ed effetti: si scalda l’acqua a cento gradi ed evaporerà – questa è una certezza. Ebbene, nella vita reale non c’è nulla che abbia lo stesso tipo di certezza.
Ogni individuo è puro libero arbitrio – una libertà, una variabile sconosciuta. È impossibile predire come evolverà, non permette previsioni o aspettative. Occorre vivere con consapevolezza e comprensione.
Puoi ben capire che l’insicurezza è una parte intrinseca della vita – ed è bene che sia così, perché questo rende la vita libera, rende la vita una continua meraviglia.
Non si sa mai cosa stia per succedere. Ti prende continuamente di sorpresa.
Non chiamarla incertezza – chiamala sorpresa, stupore.
Non chiamarla insicurezza – chiamala libertà.”


OSHO: “A Sudden Clash of Thunder” #6
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mercoledì 8 maggio 2019

La nostra vera natura è la Liberazione

La nostra vera natura è la Liberazione, ma immaginiamo di essere vincolati e facciamo sforzi faticosi per liberarci, sebbene per tutto il tempo siamo liberi. Questo è compreso solo quando raggiungiamo quello stato. Allora saremo sorpresi di scoprire che ci stiamo sforzando freneticamente di ottenere qualcosa che siamo sempre stati e siamo. Un'illustrazione lo renderà chiaro. Un uomo si addormenta in questa sala. Sogna di aver fatto un giro del mondo e sta viaggiando su colline e montagne, foreste e pianure, deserto e mare, attraverso vari continenti, e dopo molti anni di viaggi stanchi e faticosi, torna in questo paese, raggiunge Tiruvannamalai, entra l'Ashram e cammina nella sala. Proprio in quel momento si sveglia e scopre che non si è affatto mosso ma ha dormito dove si è sdraiato. Non è tornato dopo grandi sforzi per questa sala, ma è stato qui tutto il tempo. È esattamente così. Se viene chiesto perché, essendo liberi, ci immaginiamo legati, io rispondo, 'perché, essendo nella sala, immaginavi di fare un giro del mondo, attraversando collina e valle, deserto e mare?' o maya.


🕉 Ramana Maharishi
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martedì 7 maggio 2019

Il Sentiero , è una spirale

Il Sentiero non è una linea retta, è una spirale. Continui a tornare alle cose che pensavi di aver capito e a vedere verita più profonde."

Barry H. Gillespie
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tecniche di meditazione per il Terzo Occhio

Il noto maestro indiano Osho Rajneeesh ha parlato più volte di terzo occhio e meditazione sul terzo occhio, indicando anche una via pratica per raggiungere la sua “apertura”. Nel libro “la verità che cura”, Osho suggerisce di trovare anzitutto una postura comoda, la base per ogni tecnica di meditazione. Fatto questo, consiglia di massaggiare lo spazio tra le sopracciglia con l’incavo del nostro palmo della mano, per 3 minuti, con un lento movimento antiorario che sia anche uno sfregamento verso l’alto.

Osho indica, se la tecnica sembra inefficace, di provare con il movimento inverso, ossia verso il basso.
Al movimento andrebbe abbinata la visualizzazione di un punto di luce, proprio all’altezza dell’occhio interiore.

Anche nel “Libro Arancione”, un classico per i seguaci di Osho, troviamo alcune info molto importanti sulle tecniche di meditazione per il Terzo Occhio. Qui Osho sostiene che, solo fissando una fiamma (di candela) per un’ora al giorno, ed insistendo per mesi con la tecnica, il terzo occhio inizierà a funzionare correttamente.
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IL LIBRO ARANCIONE  GRATIS IN PDF
http://sitomistero.altervista.org/Pdf%20ermetismo/Osho%20-%20Il%20libro%20arancione.pdf

La meditazione dei cinque sensi

Prima di iniziare la meditazione, devi preparare alcune cose:

• Posiziona il cuscino. Se fai la meditazione con un partner, metti i cuscini in modo da potervi guardare in faccia.
• Se ti piace accendi un bastoncino di incenso dal profumo delicato e/o metti qualcosa di profumato a portata di mano: come una bottiglia di Aura-Soma, una rosa o un mazzetto di lavanda. Qualsiasi fragranza con cui ti senti in sintonia andrà bene.
• Metti qualcosa da assaggiare, come del cioccolato o della frutta, a portata di mano. Qualsiasi cosa che ti piace andrà bene. In questa meditazione puoi indulgere un po’… Una volta preparato lo spazio, assicurati che nessuno ti disturberà per tutta la durata della meditazione, spegni il cellulare.
La meditazione ha due stadi (il primo suddiviso in 5 parti, una per ogni senso) e dura in tutto quarantacinque minuti. Prima di iniziare acquisisci familiarità con gli stadi e con la sequenza dei 5 sensi, perché nel cd non vengono indicati. Ci sono degli intervalli tra un brano musicale e l’altro, per indicare il passaggio da un senso all’altro. Le sequenza è questa:

1. Udito (orecchie)
2. Odorato (naso)
3. Gusto (bocca)
4. Tatto (mani)
5. Vista (occhi)

Primo Stadio - Aprire i Cinque Sensi
Siediti comodamente e chiudi gli occhi. Se sei con un partner, avvicinatevi il più possibile, ma senza toccarvi. Porta attenzione al corpo, a come si sente, se ci sono dolori o tensioni. Osserva cosa succede nella mente. Forse vedrai un caos di pensieri che si affollano. Osserva se sei disposto a lasciare che tutto ciò accada, nel corpo e nella mente. Fai un profondo respiro, rilassati e comincia la meditazione dicendo di “sì” a te stesso come sei in questo momento.

1. Apri l’udito. Quando la musica comincia, porta consapevolezza alle orecchie. Immagina il tuo corpo come una casa e le orecchie come le sue finestre. Sintonizzati con la musica. Lentamente comincia ad aprire le finestre, le tue orecchie, lasciando che il suono entri come una brezza leggera. Osserva la mente, sii consapevole del suo continuo commentare. Lascia che la mente faccia le sue cose, mentre continui ad aprire le orecchie, espandendo la tua capacità di ascoltare, lasciando che la musica e i suoni nella stanza, e anche fuori dalla stanza, entrino, senza disturbo, senza ostacolo. Continua in questo modo, espandendo e aprendo l’udito.
2. Apri l’odorato. Porta consapevolezza al tuo naso mentre la musica cambia. Senti il movimento del respiro, attraverso le narici. Un’altra finestra nella tua casa, apri il senso dell’odorato. Nota la fragranza nella stanza. Se hai messo qualcosa di profumato accanto a te usalo ora. Ad esempio se hai l'Aura-Soma, mettine alcune gocce sulla mano e strofinale; poi porta le mani vicino al naso. Inala profondamente, lasciando che la fragranza ti entri dentro in profondità. Continua in questo modo, espandendo, aprendo il tuo odorato.
3. Apri il gusto. Porta consapevolezza alla tua bocca mentre la musica cambia. Comincia col sentire l’interno della bocca. Nota la lingua e se la bocca è secca o umida. Prendi ciò che hai messo vicino a te, il cioccolato o la frutta, e mettilo in bocca. Osserva la mente e il suo commento. Allo stesso tempo permetti alla sensazione, al gusto, di portarti più profondamente dentro te stesso. Continua così, espandendo e aprendo il tuo senso del gusto.
4. Apri il tatto. Porta consapevolezza alle tue mani mentre la musica cambia. Comincia col sentire la loro posizione. Senti che sensazione ti danno dall’interno. Sii consapevole di ogni tensione o dolore. Se fai la meditazione da solo unisci le mani e poi accarezzale. Puoi anche portarle sul corpo. Senti. Se fai la meditazione con il partner, lentamente raggiungi le sue mani. Fa che il tuo tocco sia delicato e gentile. Lasciate che le vostre mani siano giocose e sensibili. Lascia che il tocco vi porti profondamente in voi stessi. Da solo, o con il partner, continua in questo modo, espandendo e aprendo il senso del tatto.
5. Apri la vista. Porta consapevolezza agli occhi mentre la musica cambia. Nota se ci sono tensioni intorno agli occhi e lasciale andare. Se fai la meditazione da solo unisci le mani e portale al grembo. Lentamente apri gli occhi e permetti loro di riposare su un qualsiasi oggetto di fronte a te. Lascia che il tuo sguardo sia leggero e non focalizzato e guarda senza fissare. Se fai la meditazione con un partner resta connesso attraverso le mani e aprite lentamente gli occhi. Guarda il tuo partner delicatamente e senza fissarlo, in modo non focalizzato, come se guardassi attraverso una finestra verso un panorama vastissimo. Allo stesso tempo permetti al tuo partner di guardare profondamente dentro i tuoi occhi. Apriti a vedere e a essere visto.

Nota: alcune persone non sono abituate a guardare direttamente qualcuno negli occhi. Comunque, in certe meditazioni, specialmente quelle provenienti dal Tantra e dal mondo dei Sufi, gli occhi hanno un ruolo importante. I Sufi chiamano gli occhi “le finestre dell’anima”. Gli occhi possono essere uno strumento potentissimo per entrare dentro. Aiutano a stabilire una connessione energetica tra noi e l’esistenza (il partner), iniziando un movimento interiore che amplifica l’esperienza della meditazione. Se ti senti teso o a disagio in questo stadio, comprendi che è normale e che non significa che c’è qualcosa che non va. Di solito è un condizionamento sociale che crea questa tensione. Fai un profondo respiro, rilassati e continua con la tecnica: tenendo gli occhi aperti, lo sguardo soffice e non focalizzato.

Secondo Stadio
Quando la musica sfuma e finisce torna a te stesso. Sdraiati sulla schiena, chiudi gli occhi e lasciati andare nel silenzio. Alla fine della meditazione sentirai tre volte il suono della campanella.
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DOVE SONO GLI ANTICHI DEI? SONO DENTRO DI NOI ...





Esiste questa ipotesi: il nostro pianeta Terra sarebbe un vivaio per le anime.
Le condizioni di permanenza nel "vivaio" sono severe: gli studenti non ricordano le loro incarnazioni né i periodi vissuti tra le incarnazioni; se mai, potrebbero ricordare qualcosa nel corso dell'insegnamento. L'esistenza nel mondo 3D limita la percezione, e l'acquisizione dei superpoteri è una delle finalità del corso.
Vivono in una realtà duale dove agiscono le forze sia amichevoli sia nocive.
Gli studenti devono imparare ad interagire in modo corretto con entrambe le forze.
Probabilmente, anche l'esistenza di un sistema parassitario che frena lo sviluppo delle anime e "rimanda" coloro che non brillano a scuola, faccia parte del processo dell'insegnamento.
Noi, in questa realtà, avremmo davanti agli occhi numerosi suggerimenti sotto forma di alcuni monumenti dell'antichità. Studiandoli e svelando i loro misteri potremmo sviluppare molte capacità.


Come scrive un autore: "Gli ultimi Custodi, prima di smaterializzare i loro corpi, disattivarono i reattori, sigillarono le piramidi, mascherarono e nascosero le testimonianze e le biblioteche. Sulla superficie terrestre rimasero dei rebus, dei grattacapi... risolvendoli l'umanità ritroverà il filo d'Arianna per la ricerca dell'armonia e dell'abbondanza. Gli dei nascosero la loro presenza anche dentro il nostro inconscio che conserva l'informazione sui molti misteriosi eroi e popoli del passato. GLI DEI VIVONO DENTRO DI NOI.."

Le civiltà del passato ci hanno lasciato i segni della loro presenza, ma per conoscere ciò che sembra inverosimile serve un'apertura mentale. Forse proprio qui si trova la chiave per passare ad altro livello. Il nostro risveglio inizia dall'abbandono del modo "ortodosso" di pensare.
Solo a questa condizione è possibile capire il semplice fatto di trovarsi dentro un Matrix - scuola.
Naturalmente, il sistema parassitario che vive nei mondi del Matrix, oppone resistenza al nostro risveglio perché necessita, per vivere, dell'energia delle anime che "studiano". Per questo è stata creata una ragnatela che distrae l'attenzione, che confonde le coscienze con i dogmi e gli stereotipi... molte anime poco sviluppate restano nella ragnatela per decine e centinaia di vite.

Ma la nostra coscienza nasconde anche le capacità di superare i miraggi del Matrix, di uscire al di fuori della cornice della percezione alterata che ci è stata imposta. Coloro che si sentono pronti, si risvegliano, altri possono continuare a seguire le regole del gioco. A voi la scelta.

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lunedì 6 maggio 2019

D: Come faccio a creare la realtà?

D: Come faccio a creare la realtà?"
Eckhart Tolle: "Mi dispiace ma non posso risponderti in maniera per te soddisfacente, credo... Un tempo mi occupavo di quel corpo di insegnamenti che chiamiamo 'Legge di attrazione'. Ho fatto diversi esperimenti con questa presunta legge ed in effetti hanno quasi sempre funzionato, ma, ho anche guardato molto da vicino i comportamenti e il 'destino' di molti insegnanti di legge di attrazione e nel tempo la loro energia ha smesso di risuonare in me. Non vedo infatti nessuna saggezza e nessuna realizzazione possibile nel continuare a volere, e a materializzare 'cose'. Non vedo nessun senso nel continuare a spegnere una sete costantemente indotta da noi stessi attraverso la 'dimostrazione nella materia' come la chiamava uno dei miei maestri. Ho compreso col tempo che questa 'legge' è il modo in cui funzioniamo costantemente, e, purtroppo, la 'materializzazione' avviene di continuo che lo vogliamo o meno e più che una legge sembra essere una funzione costante della coscienza. 

Ho capito che a differenza di quanto affermato da molti insegnanti di legge dell'attrazione il pensiero ha un peso inferiore a quello delle emozioni dominanti, e che quasi tutto il materiale emotivo subconscio sta già creando la realtà che vivi, e che vivrai nel prossimo futuro. Ho capito che mettersi a visualizzare e ad agire come se... è solo un 2% di un gioco molto più vasto che richiede che noi si guardi anche e soprattutto quella parte subconscia che non vuole essere vista e che crea mille disastri. 

Inoltre ho notato che seguendo un percorso più diretto verso ciò che io chiamo il 'se' o la 'coscienza pura', quello che si ottiene è un progressivo sistemarsi di tutta la propria esistenza, anche se nei modi e nei tempi differenti da quello che noi avevamo previsto. 

La Legge dell'attrazione è un bel gioco da fare all'inizio per rendersi conto che abbiamo un impatto sulla nostra realtà, ma, a mio parere non può portarti a nessuna felicità duratura ne nessuna realizzazione spirituale, dunque ho semplicemente smesso di occuparmene e di dargli peso. Ciò non toglie che ci siano anche dei validi insegnamenti in merito ma quasi tutti li trovo troppo semplicistici e diretti più alla soddisfazione narcisistica di un ego che alla realizzazione spirituale."
Eckhart Tolle

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