giovedì 28 giugno 2018

“Io appartengo all’universo”

“Se appartieni all’universo, allora è l’universo a prendersi
cura di te.
Parlo per esperienza: per trentadue anni sono stato il
povero più ricco del mondo.
E non possiedo niente, nulla mi appartiene, ma il fenomeno
di appartenere all’universo ha creato armonia da una
grande contraddizione.”
Un ricercatore del Vero deve abbandonare tutto – e abbandonando tutto
salva se stesso; altrimenti annegherebbe nel fango che gli si è accumulato
intorno. I tuoi genitori, i tuoi insegnanti, i tuoi sacerdoti, la tua cultura, la
religione, la società – tutti riversano fango su di te. Ed è un fango molto
appiccicoso; ti resta incollato addosso.
La decisione di diventare un ricercatore del Vero è una decisione grande e
importante, perché da quel momento in poi dovrai lasciare tutto ciò che
pensavi fosse tuo, e dovrai muoverti in una dimensione nuova dove nulla ti
appartiene. Al contrario, sei tu ad appartenere al Tutto.
Comprendi la differenza? Quando dici: “Questo mi appartiene”, è il
linguaggio dell’ego. E quando dici: “Io appartengo all’universo”, è il
linguaggio dell’assenza di ego; vuol dire che ti sei abbandonato
completamente all’esistenza.
Se appartieni all’universo, allora è l’universo a prendersi cura di te. Parlo
per esperienza: per trentadue anni sono stato il povero più ricco del mondo. E
non possiedo niente, nulla mi appartiene, ma il fenomeno di appartenere
all’universo ha creato armonia da una grande contraddizione. Dal punto di
vista dei beni materiali, sono l’uomo più povero che tu possa trovare. Anche
un mendicante ha qualcosa che gli appartiene…
Anni fa insegnavo all’università e lungo la strada incontravo sempre un
vecchio mendicante. La stazione ferroviaria si trovava proprio tra la mia casa
e l’università; quel vecchio mendicava sempre nei pressi della stazione e
sapeva a che ora sarei passato, così si metteva nel posto giusto e aspettava.
Un giorno fui sorpreso – al suo posto c’era un giovane mendicante! Gli
dissi: “Cos’è successo al vecchio?”. Lui rispose: “Ho sposato sua figlia e ho
ricevuto questo posto in dote. Nella nostra professione questa è un’ubicazione
pregevole! La stazione ferroviaria, tante persone che vanno e vengono…
L’università, tante persone che vanno e vengono… Nessun altro luogo può
reggere il confronto”.
Così gli chiesi: “E di lui che ne è stato?”.
Il giovane rispose: “Si è trasferito da un’altra parte”.
Quella città aveva due stazioni ferroviarie, così il vecchio era andato a
mendicare nei pressi dell’altra stazione. Era un tipo molto forte; doveva aver
scacciato il mendicante che stava lì prima di lui, il quale era sicuro che quella
stazione gli appartenesse.
Niente appartiene a nessuno, ma persino i mendicanti sono più ricchi di
me. Dal momento che io non sono, come può appartenermi qualcosa?
Quando sono scomparso, la mia consapevolezza è diventata parte del Tutto.
Ho perso tutto e ho guadagnato il Tutto; per questo dico di essere l’uomo più
povero e quello più ricco.
In questi trentadue anni ho vissuto come un re e non ho guadagnato
nemmeno un centesimo. L’universo si prende cura di me. L’universo è
benevolo e voi siete i figli di questo universo
.

Diventa nuovamente un bambino, allora i tuoi occhi saranno in grado di
cogliere il senso di ciò che dico. E da quel momento in poi continuerai a
crescere; andrai sempre avanti, e avanti e avanti ancora. Non ci sono confini
all’esistenza e neppure ci sono confini alla tua crescita.


Osho: From the False to the Truth, CAP. 16

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sabato 23 giugno 2018

Abbracciala Abbracciali Abbracciati

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Cosa ti dicevo mai?
A che punto ero?
Ho quasi l'impressione che
Io con te
perdo il sentiero.
Forse la psicologia
può spiegare questi strani vuoti
della mente mia.

Ora mi ricordo che
parlavo di follia
e del grande amore,
grande bugia.
Che ne pensi dimmi,
di un uomo tanto stupido da crederti sua?

Anima
alzati
apriti
abbracciala
abbracciali
abbracciati

Anima
alzati
apriti
abbracciala
abbracciali
abbracciati

Anima
alzati
apriti
abbracciala
abbracciali
abbracciati

Che ora è? E' tardi ormai.
Mia cara, cara amica
che ne dici se noi
portiamo a termine la nostra
dolcissima fatica.
Allontaniamoci verso
il centro dell'universo.

venerdì 22 giugno 2018

Underwater Choreography


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Underwater Choreography Performed in the World’s Deepest Pool by Julie Gautier. © AMA

mercoledì 20 giugno 2018

Sintesi de “I 4 accordi”, di Don Miguel Ruiz”




“Per adottare i Quattro Accordi c’è bisogno di una forte volontà, ma se vissute secondo i loro precetti, la trasformazione della vita sarà impressionante. Vedrete svanire il dramma davanti ai vostri occhi. Invece di vivere in un sogno infernale, comincerete a creare il vostro sogno personale di paradiso.”

~ Don Miguel Ruiz da I Quattro Accordi
I Quattro Accordi. Sono meravigliosi:
“Il Primo accordo: Sii impeccabile con la parola
Il Secondo accordo: Non prendere nulla in modo personale Il Terzo accordo: Non supporre nulla
Il Quarto accordo: Fai sempre del tuo meglio”
Questo è uno dei libri più semplici, utili e potenti che io abbia mai letto e se non lo hai già letto, ti consiglio assolutamente di farlo il prima possibile.
Ma ora diamo un’occhiata ai Concetti Chiave che Don Miguel Ruiz espone in questo libro di saggezza tolteca, che ne dici?!
L’ ADDOMESTICAMENTO DEGLI ESSERI UMANI
“I bambini vengono addomesticati nello stesso modo in cui addomestichiamo un cane o un gatto. Per insegnare a un cane a fare ciò che vogliamo, lo puniamo o gli diamo ricompense. Addestriamo nello stesso modo i gli che amiamo tanto: quando fanno ciò che mamma e papà dicono loro di fare, ricevono complimenti; in caso contrario, sono “cattivi”
Si tratta di un vero e proprio processo di addomesticamento.
Esattamente ciò che a erma Nietzsche in Così parlò Zarathustra quando dice: “Per la società è virtù ciò che rende modesti e miti: perciò hanno trasformato il lupo in cane e l’uomo stesso nel migliore degli animali domestici.”
Anche Carlos Castaneda, altro grande maestro che tramanda la saggezza tolteca, nel suo libro La Ruota del Tempo, a erma che lo scopo del guerriero (nella tradizione tolteca l’uomo ideale) è di trascendere i condizionamenti sociali dopo aver scoperto il proprio potere personale e imparare a vivere in modo impeccabile e con intenti de niti e chiari.
E questo libro è una perfetta guida per riuscire esattamente in questa impresa

PRIMO ACCORDO: SII IMPECCABILE CON LA PAROLA
“Il primo accordo è il più importante e anche il più di cile da mantenere. E’ così potente
che anche solo con la sua energia potrete raggiungere il livello di esistenza che io chiamo “il paradiso in terra”. Il primo accordo dice: “Sii impeccabile con la parola”. Sembra semplice, ma è estremamente potente.”


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“Quando il fatto di non prendere nulla personalmente diventa un’abitudine radicata, si evitano molti dispiaceri. Rabbia, invidia e gelosia scompaiono, come pure la tristezza.”

~ Don Miguel Ruiz


Sii impeccabile con la parola. Un concetto estremamente potente.
Ma prima vediamo l’accezione che Ruiz dà al termine “impeccabilità”:

“Impeccabile viene dal latino peccatus e il pre sso im che signi ca senza. Impeccabile quindi signi ca “senza peccato.” Le religioni parlano di peccati e peccatori, ma è importante capire cosa vuol dire in realtà peccare. Un peccato è qualunque cosa facciate contro di voi. Ogni cosa che credete o dite contro voi stessi è un peccato. Agite contro di voi quando vi giudicate o vi incolpate di qualcosa. Essere senza peccato è l’esatto opposto, signi ca non andare contro se stessi. Quando siete impeccabili, vi prendete la responsabilità delle vostre azioni, ma senza biasimarvi o giudicarvi.”

Brillante.

Quindi essere impeccabile signi ca non usare le tue parole contro te stesso dandoti colpe
e giudicandoti severamente, e fare lo stesso nei confronti degli altri evitando critiche e pettegolezzi. Rispettare il primo accordo signi ca inoltre avere obiettivi chiari e perseguirli senza distrazioni inutili.

Stai già facendo qualcosa in questo senso? Che cosa?

Nel Tagliatore di Diamanti, Geshe Michael Roach ci racconta: ”I tibetani non hanno una parola per de nire la “colpa”, e il modo più vicino che hanno per de nire il concetto è: intelligente rammarico per aver fatto qualcosa in modo diverso”

Nel suo bellissimo libro Geshe Roach descrive la colpa, le critiche, e le lamentele come “chiacchiere inutili”, che non fanno altro che togliere energia. Allora che stai aspettando?! Sii impeccabile con la parola, basta con le critiche e le colpe sia nei confronti di te stesso che degli altri e liberati inoltre di ogni tipo di pettegolezzo e chiacchiera inutile

E per quanto riguarda i tuoi impegni? Li rispetti e li onori come dovresti? Oppure dici di “Sì” ad ogni richiesta anche quando un educato “NO” sarebbe molto più opportuno? Prima di accettare nuovi impegni accertati sempre di riuscire a portare a termine quelli che già hai preso con te stesso e con gli altri nel migliore dei modi.

(Tornando al signi cato della parola peccato, wikipedia a erma che la parola in ebreo antico signi ca sbagliare, mancare il bersaglio e l’ebraismo insegna che il peccato è un atto e non un stato dell’essere. Paulo Coelho a erma che, da questa prospettiva, commettere un peccato equivale ad un arciere che sbaglia un colpo..bello, non trovi? )

SECONDO ACCORDO: NON PRENDERE NULLA IN MODO PERSONALE

“Qualunque cosa accada intorno a voi, non prendetela personalmente…Se ti vedo per strada e dico: “Sei proprio uno stupido”, senza neppure conoscerti, è evidente che non sto parlando di te, ma di me. Se prendete le mie parole in modo personale, forse crederete di essere stupidi. Forse penserete: “Ma come fa a saperlo? E’ chiaroveggente, oppure il fatto che sono stupido balza agli occhi di tutti?”

Questo è un altro tema su cui i grandi maestri tornano sempre, ancora, ancora e ancora (e ancora

Marco Aurelio, Seneca e Deepak Chopra ti dicono qualcosa?

Marco Aurelio nelle sue Meditazioni ci ricorda di non preoccuparci dell’opinione altrui, sopratutto di quella di coloro che per primi non hanno una buona considerazione di sé stessi! Egli a erma: ”L’approvazione di coloro che non hanno un’alta considerazione di sé, non ha alcun valore”.

Anche Seneca ci ricorda che l’opinione degli altri è un fatto totalmente inconsistente quando


“Scrivete questo accordo su un pezzo di carta e attaccatelo sul frigorifero per ricordarvene sempre: Non prendere nulla in

modo personale.”

~ Don Miguel Ruiz


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“Cambiando il vostro sogno personale, la magia comincerà a manifestarsi nella vita quotidiana. Ciò di cui avete bisogno vi arriverà senza sforzo, perché lo spirito si muove liberamente attraverso di voi. Questa è la padronanza dell’intento, la padronanza dello spirito, la padronanza dell’amore, della gratitudine e della vita. Questa è la meta dei toltechi. Questa è la via verso la libertà personale.”

~ Don Miguel Ruiz


a erma:” L’opinione altrui è sempre distorta.”
Anche Ervin Seale, nel suo libro Take O from Within, a erma:

“Esiste un problema personale ricorrente, persistente e perenne che, più di qualunque altro, sottrae l’energia e la serenità alle persone, rovinando la carriera e impedendo la realizzazione dei progetti. Si tratta dell’abitudine a so rire per quello che gli altri fanno o non fanno, dicono o non dicono”

Deepak Chopra in Le Coincidenze per Realizzare in Modo Spontaneo i Propri Desideri espone un concetto che per me è ormai diventato un mantra:

sono totalmente indipendente dalle buone o cattive abitudini altrui, sono totalmente indipendente dalle buone o cattive abitudini altrui, sono totalmente indipendente dalle buone o cattive abitudini altrui, sono totalmente indipendente dalle buone o cattive abitudini altrui, sono totalmente indipendente dalle buone o cattive abitudini altrui. Perché questo concetto è così importante?

Perché come a erma Don Miguel Ruiz:”Nulla di ciò che fanno gli altri è a causa nostra.”

Ri ettici per un attimo. Immagina di interagire con la stessa persona in due di erenti situazioni.

Prima scena: la persona in questione ha appena avuto una giornata a dir poco FANTASTICA. Ha dormito meravigliosamente bene, ha vinto la lotteria e gli è successo esattamente tutto ciò che desiderava. Si sente alla grande. Come pensi che si comporterà nei tuoi confronti? Sarà molto ben disposta, non credi anche tu?

Cambio scena: c’è la stessa persona che però questa volta ha avuto una nottataccia, ha perso il lavoro, non ha mangiato nulla per tutto il giorno e gli è successo veramente di tutto. E’ davvero di pessimo umore. Come credi che ti tratterà questa volta?

La cosa davvero importante da notare è che in entrambe le situazioni TU sei esattamente lo stesso, ma se l’opinione che hai di te stesso si basa su come ti trattano gli altri, sei nei guai.

Ricorda le parole di Ruiz: “Nulla di ciò che fanno gli altri è a causa nostra.”

TERZO ACCORDO: NON SUPPORRE NULLA

“Abbiamo la tendenza fare supposizioni su tutto. Il problema è che poi le prendiamo per vere. Potremmo giurare sulla loro verità. Supponiamo ciò che gli altri fanno o pensano, lo prendiamo personalmente, quindi li incolpiamo e reagiamo inviando loro veleni emozionali tramite le parole. Per questo, ogni volta che supponiamo qualcosa, stiamo cercando guai. Facciamo una supposizione, capiamo male, prendiamo la cosa in modo personale e niamo per creare un dramma completamente inutile.”

Accade spesso anche a te?!?
Allora metti in pratica il terzo accordo: Non supporre nulla.

Stai facendo supposizioni su ciò che qualcuno sta pensando o facendo? Credi che sia troppo di cile semplicemente chiedere che sta succedendo anziché fare supposizioni sul nulla?

Come dice Ruiz: “Il modo per evitare di fare supposizioni è quello di fare domande. Assicuratevi che la comunicazione sia chiara. Se non capite, chiedete. Abbiate il coraggio di chiedere nché la situazione non vi sembrerà chiara e anche allora evitate di pensare che sapete tutto ciò che c’è da sapere su quel determinato argomento.”


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“Nessuno, in nessun caso, ci fa più male di quanto ce ne facciamo noi da soli.”

~ Don Miguel Ruiz


Allora…identi ca le aree della tua vita in cui stai facendo qualche supposizione e trova il coraggio di chiedere, e dì per sempre addio a drammi e so erenze inutili.

QUARTO ACCORDO: FAI SEMPRE DEL TUO MEGLIO

“Esiste soltanto un altro accordo, ma è quello che permette agli altri tre di diventare delle abitudini radicate.Il quarto accordo riguarda la messa in atto dei primi tre: fai sempre del tuo meglio. In qualunque circostanza, fate sempre del vostro meglio, né di più, né di meno. Ma ricordate che il vostro meglio non è mai lo stesso, può cambiare da un momento all’altro. Tutto è vivo e cambia continuamente, così a volte il vostro meglio sarà di alta qualità e altre volte no.”

Molto bello.
Se vuoi mantenere vivi gli altri tre accordi devi sempre fare del tuo meglio.

E naturalmente a volte il tuo meglio sarà al di sopra di ogni aspettativa ed altre volte non sarà proprio così, magari perché sei un po’ stanco.

Per capire meglio ti parlerò di grandi concetti fondamentali come il concetto greco di Areté, il concetto elaborato da Tony Robbins conosciuto come “CANI”, ed in ne in concetto giapponese noto come Kaizen.

Cominciamo con Areté. Ti dico subito che è una delle mie parole preferite proprio per il signi cato che esprime. Uno dei miei siti, prima di PhilosophersNotes e di Zaadz, si chiamava proprio “thinkArete”

Per l’uomo greco, in particolare per persone del calibro di Socrate, Platone e Aristotele il concetto di «areté» era inseparabile dal senso della propria vita: esso esprimeva un modo perfetto di essere, dunque l’eccellenza morale dell’uomo e della donna, la loro capacità di svolgere una determinata cosa nel modo ottimale.

In senso più ampio, l’«areté» connotava la capacità di essere abitualmente eccellenti, e non eccellenti soltanto in maniera episodica ed estemporanea.

Ri ettici per un attimo. Quando fai meno di ciò che sei e ettivamente in grado di fare, e sto parlando delle capacità del tuo vero sé, si crea una sorta di cortocircuito. Ed è proprio qui che la depressione, l’ansia e la frustrazione si originano.

Quando fai del tuo meglio ed esprimi il tuo massimo potenziale ti senti estremamente bene e non lasci spazio a nessun tipo di stato emotivo negativo come paura, rabbia, ansia ecc..

Quindi fai in ogni situazione del tuo meglio e thinkArete!

Veniamo a Tony Robbins e al fantastico concetto che lui de nisce CANI, l’acronimo in inglese di INCESSANTE E COSTANTE MIGLIORAMENTO. In poche parole dedicarti alla loso a del miglioramento costante e illimitato ti garantisce non solo che continuerai a crescere nel corso della tua vita, ma che troverai la vera fonte della felicità e del successo.

E in ne, hai mai sentito parlare di ciò che i giapponesi de niscono “KAIZEN” ?

Marci Shimo descrive divinamente questo concetto nel suo libro Felice senza Motivo: “Per migliorare non è necessario che tu faccia grandi salti, ma sono su cienti piccoli passi costanti. In Giappone chiamano questo approccio “Kaizen” che letteralmente signi ca ‘miglioramento continuo’. Non preoccuparti di mantenere la qualità della vita, ma lavora ogni giorno per migliorarla in qualche modo. Che cosa potresti compiere se ogni giorno facessi piccoli ma costanti miglioramenti?”


“Se volete una vita di gioia e realizzazione, dovete trovare il coraggio di rompere tali accordi basati sulla paura e reclamare il vostro potere personale.”

~ Don Miguel Ruiz


IL PRIMO PASSO VERSO LA LIBERTA’

“Il primo passo verso la libertà è la consapevolezza. Dobbiamo conoscere il problema, per poterlo risolvere. La consapevolezza è sempre il primo passo, perché senza di essa non si può cambiare nulla.”

Bellissimo passaggio.
Come puoi cambiare qualcosa se non sai cosa hai bisogno di cambiare?

Come a erma Seneca nelle Lettere a Lucilio: “Quanto più uno sta male, tanto meno se ne accorge.”

Vernon Howard nel suo bellissimo libro The Power of Your Supermind ( Il Potere della Super Mente) scrive: “Rincuorati pensando che ogni volta che scopri in te qualcosa di negativo,
in realtà è cosa buona e sta accadendo qualcosa di positivo. La consapevolezza delle tue debolezze e dei tuoi punti deboli ti ra orza perché da questa consapevolezza si origina la luce che distrugge l’oscurità delle negatività. Questo concetto è talmente importante che voglio che memorizzi queste parole: Riconoscere le negatività che risiedono dentro di te non è un atto negativo, ma, al contrario, è un gesto di grande coraggio che ti consente di iniziare il tuo cambiamento.”

Fai subito il primo passo verso la tua libertà personale e acquisisci nuova consapevolezza e dimmi quali sono i 5 aspetti di te che sei consapevole è necessario migliorare?

1. ___________________________________________________ 2. ___________________________________________________ 3. ___________________________________________________ 4. ___________________________________________________ 5. ___________________________________________________ (Ben fatto. )

SOLO UNA PERSONA AL MONDO PUO’ NEGARTI LA LIBERTA’: TU

“Cosa ci impedisce di essere liberi? Diamo la colpa al governo, al clima, ai genitori alla religione, a Dio. Ma siamo soltanto noi stessi a impedirci di essere liberi.”

Come dice Joseph Campbell ne Il Potere del Mito: “Freud ci dice che è tutta colpa dei nostri genitori, Marx dice invece che la colpa è della classe dominante della società, ma l’unico e il solo responsabile di ciò che ti accade sei tu.”

Esci allora dai tuoi stessi schemi e sentiti libero!

INTERROMPI L’ ADDOMESTICAMENTO UN PASSO ALLA VOLTA

“Nella mente ci sono molte forti convinzioni che possono far sembrare impossibile questo processo. Per questo è necessario fare un passo alla volta, ed essere pazienti. Si tratta di un processo lento. Il modo in cui vivete ora è il risultato di molti anni di addomesticamento. Non potete aspettarvi di cambiare tutto in un giorno.”

Pazienza.
Mi sembra di aver sentito dire che sia una virtù fondamentale

Non so te, ma io spesso vorrei che le cose cambiassero in fretta ma con il tempo ho capito che ogni cosa (specialmente le cose più importanti) richiedono tempo e tanta pazienza.


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Ecco alcuni dei miei pensieri preferiti in fatto di pazienza:

Il losofo greco Epitteto nella sua grande opera Enchiridion parla così: “Nessuna cosa grande compare all’improvviso, nemmeno l’uva, nemmeno i chi. Se ora mi dici: Voglio un co; ti rispondo: Ci vuole tempo. Lascia innanzitutto che vengano i ori, poi che si sviluppino i frutti e, poi, che maturino.”

E James Arthur Ray in Harmonic Wealth ci ricorda: “Ogni cosa ha bisogno di un periodo
di gestazione, il lasso di tempo necessario a nché la cosa prenda forma. Se pianti un seme di carota non vedrai spuntare niente dal terreno prima di 6 settimane. Il Bamboo, che può crescere no a 13 centimetri in una settimana, impiega ben 7 anni per germogliare e uscire dalla terra, sette anni in cui sembra non succedere assolutamente niente.”

E tu? Sei impaziente nei confronti di te stesso? Vorresti che il tuo processo di crescita sia più veloce? Rilassati, fai un passo dopo l’altro e sopratutto goditi il viaggio!

LA RIPETIZIONE CREA IL MAESTRO

“Tutti questi vecchi accordi che governano il sogno della nostra vita sono il risultato di in nite ripetizioni. Perciò per adottare i Quattro Accordi, dovete mettere in azione la ripetizione. Praticare i Quattro Accordi nella vita quotidiana è il modo in cui il vostro meglio diventa ancora migliore. La ripetizione crea il maestro.”

Ripetizione, ripetizione, ripetizione. E’ ciò che occorre per intraprende la via dell’apprendimento. Come dice Aristotele: “Siamo ciò che facciamo ripetutamente. L’eccellenza, quindi, non è

un’azione, ma un’abitudine.”

Ricordati di mettere in pratica questo nuovo accordo ancora, ancora e ancora e osservati mentre migliori sempre di più!


Sull’Autore de “I Quattro Accordi”

DON MIGUEL RUIZ


Brian Johnson,

Chief Philosopher


Don Miguel Ruiz è nato da una famiglia di guaritori del Messico. La madre
fu un’importante e famosa curandera mentre il nonno fu ciò che i toltechi de niscono un nagual (sciamano), una guida verso la libertà. Dopo aver compiuto studi in medicina, Miguel approfondisce lo studio delle tradizioni della sua famiglia, riscoprendo gli antichi insegnamenti della madre e del nonno.

Oggi Miguel riesce a riunire la conoscenza moderna e l’antichissima saggezza tolteca e guida le persone verso nuovi con ni della percezione e verso la libertà totale annullando le false credenze che le limitano. Don Miguel Ruiz è convinto dell’avverarsi delle profezia tolteche sul paradiso in terra attraverso la libertà assoluta. (Se vuoi sapere di più su Don Miguel Ruiz visita il suo sito MiguelRuiz. com!)

Sull’Autore di Questa Nota

BRIAN JOHNSON

Brian Johnson è un amante della conoscenza (dunque un “Filosofo”) e un appassionato studioso della vita e dell’animo umano. Ogni giorno lavora per ispirare milioni di persone in tutto il mondo a vivere pienamente la propria esistenza. Brian studia, incarna e condivide con più persone possibili i principi per vivere una vita ottimale. Ama immensamente il suo lavoro.


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I quattro accordi
Guida pratica alla libertà personale. Un libro di saggezza tolteca
Voto medio su 77 recensioni: Da non perdere

lunedì 18 giugno 2018

RIFLESSIONI SULLA PAURA DELLA MORTE

CONDIVIDO CON VOI ALCUNE RIFLESSIONI SULLA PAURA DELLA MORTE








Carissimi amici, oggi voglio condividere con voi alcune riflessioni sulla paura della morte.
Tanti anni fa, quando stavo molto male e mi sentivo vicino alla morte, chiesi al mio amico Angelo Franchina, meraviglioso medico olistico: “E se sento che sto morendo, cosa faccio?”
Egli mi rispose: “ Niente, muori!”
In un attimo mi si schiuse un mondo interiore, un mondo che forse era collegato al ricordo di innumerevoli morti nel piano fisico e che mi tranquillizzavano, in quanto mi ricordavano che io non ero mai morta, e mai morirò. Avrei cambiato un’altra volta l’abito fisico, questo “scafandro” che abbiamo in equipaggio per scendere in terza dimensione, ma io avrei sempre vissuto, come da sempre succedeva.
La morte, di cui tutti parlano con paura, di cui moltissimi non vogliono nemmeno parlare, non mi faceva più paura. Ma qual’era la vera paura che poteva rimanere? Quella forse di non riuscire a concludere ciò che, come anima, mi ero prefissata di concludere? Il fatto di lasciare qualcosa a metà, in sospeso? A livello mentale credo di sì, mi rimaneva questa paura; ma poi, nell’andare ancora più in profondità, oltre la logica, percepivo che nulla sarebbe avvenuto, se non nella perfezione di un Piano Divino che io stessa, il mio Divino Sé, aveva scelto.
Se fossi andata in altre dimensioni in un momento che la mente avesse ritenuto inopportuno, sicuramente quello, invece, sarebbe stato il momento giusto per un Piano Divino che contempla il bene maggiore.
Forse le persone intorno a me avrebbero avuto il bisogno di vivere un distacco dal mio corpo fisico per riscoprire l’interezza della loro forza, per riscoprire che non hanno più bisogno di alcuna stampella a cui appoggiarsi?
Forse sarei tornata in questo piano terrestre in un momento più propizio per concludere l’opera che mi ero prefissata di svolgere?
O forse, semplicemente, ciò che dovevo fare in questa vita, l’avevo già fatto, e mi aspettavano nuovi scenari.
Inutile cercare risposte con la mente ordinaria. Io so che, quando Angelo, con una voce tranquillissima ed un caldo sorriso, alla mia domanda : “E se sento che sto morendo, cosa faccio?”, rispose con le semplici parole:“Niente,muori…”, mi si schiuse un mondo meraviglioso, dove non poteva più esistere alcuna paura.
Quando una cosa è ineluttabile, quando non c’è possibilità di scelta mentale in quel momento, ci viene chiesta soltanto la santa accettazione dell’evento; accettazione che non è triste rassegnazione, ma consapevolezza che tutto è perfetto, che non si muova foglia che Dio non voglia, e che qualunque cosa succeda, è per il nostro maggior bene, che equivale al maggior bene comune, al bene del Tutto.
Il risveglio delle memorie antiche, il risveglio della consapevolezza Divina in noi, è la forza più grande, è l’assicurazione contro lo scoramento, la delusione, la disperazione.
Ma ci sono momenti in cui, il bisogno istintivo di salvaguardare la vita fisica, ci mette in allarme, ci fa fuggire da un pericolo, ci fa reagire. In quei momenti l’adrenalina ci viene in aiuto… ed è perfetto anche questo. La nostra anima sa quando è il momento di difendersi, di scappare, di reagire, e quando tutto è compiuto ed è il momento di restare nel quieto mare dell’accettazione, della pace, dell’amore e della piena fiducia nel Piano Divino.
Questo vale anche per la malattia; quando abbiamo già fatto il possibile, ma ancora non stiamo bene, allora accettare la situazione con amore e fiducia nel Piano Divino ci dona così tanta pace e forza, che spesso, queste, sono proprio le medicine che ci fanno superare il momento di crisi.
Quando ricordiamo che la vita, Dio, sperimenta Se Stesso nelle miriadi Sue forme, nelle miriadi rappresentazioni teatrali, e che tutto questo è il Suo gioco che non può mai scalfire la Sua potenza, la Sua interezza, la Sua Grandezza; quando consapevolmente sappiamo, sentiamo, in verità, che noi siamo quella particella di Dio che sta facendo il Suo Gioco Divino, la Sua rappresentazione teatrale, allora più nulla potrà essere così terribile, insuperabile, ingestibile, indicibile e irraccontabile.
Tutto passa nello schermo del cinema; ogni film inizia e finisce, ma non intacca il bianco immacolato dello schermo.
Carissimi, grazie per aver letto fin qui queste mie riflessioni, so che più passa il tempo e più riusciamo a sperimentare, ad apprezzare la vita, ad avere nuove e più importanti priorità e che tutto il resto non è poi così importante, come credevamo in passato.
Non c’è niente di più grande ed appagante del riscoprire la nostra Grandezza!
Siete, come sempre, nel mio abbraccio!

Italia Rizzo
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mercoledì 13 giugno 2018

Onoro la divinità che c'è in me e in te.

Libero i miei genitori dalla sensazione che mi hanno deluso.

Libero i miei figli dal bisogno di darmi orgoglio; affinché scrivano le loro strade secondo i loro cuori, che sussurrano tutto il tempo nelle loro orecchie.


Libero il mio compagno dall'obbligo di completarmi.
Non mi manca niente, imparo sempre con tutti gli esseri.

Ringrazio i miei nonni e antenati che si sono riuniti per poter respirare la vita oggi.
Li libero dai fallimenti del passato e dai desideri infranti, consapevoli di aver fatto tutto il possibile per risolvere le loro situazioni all'interno della coscienza che avevano in quel momento.

Mi onoro, mi amo e mi riconosco come innocente.

Sono trasparente davanti ai tuoi occhi, per farti sapere che non mi nascondo né devo nient'altro che essere fedele a me stesso e alla mia stessa esistenza, che camminando con la saggezza del cuore, sono consapevole che compio il mio progetto di vita, libero dalle alleanze familiari invisibili e visibili che possono turbare la mia pace e la mia felicità, che sono le mie uniche responsabilità.

Rinuncio al ruolo di Salvatore, di essere uno che unisce o soddisfa le aspettative degli altri.

Imparo solo attraverso l'amore, benedico la mia essenza, il mio modo di esprimermi, anche se qualcuno non mi capisce.

Mi capisco, perché ho vissuto e sperimentato la mia storia; perché conosco me stesso, so chi sono, quello che provo, quello che faccio e perché lo faccio.

Mi rispetto e mi approvo.
Onoro la divinità che c'è in me e in te.
Siamo liberi.

(benedizione Nahuatl)
Advanced mind institute
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venerdì 8 giugno 2018

A TE ....

Diceva un vecchio Maestro Sciamano siberiano ai suoi discepoli:

- A te che stai affrontando un momento difficile dico: tieni duro, passerà.
- A te che non riesci a superare un esame dico: non scoraggiarti, a volte le “sconfitte” si trasformano in benedizioni.
- A te che hai mille dubbi e confusioni dico: fai ordine nel cuore e nella testa, procedi con calma e non metterti fretta, la soluzione arriverà da se.
- A te che hai subito un tradimento dico: non smettere di credere nell’onestà e nella lealtà delle persone, esiste ancora.
- A te che non credi in Dio o lo stai cercando dico: non temere, Lui crede in te e ti sta cercando da sempre.
- A te che vedi tutto nero dico: prova a capolvogere la tua prospettiva, il sole sorge ogni giorno anche per te.
- A te che soffri per amore dico: si chiude una porta e si apre un portone, devi crederci e vedrai delle meraviglie.
- A te che sei malato dico: affronta il dolore con coraggio, ricorda che la prima medicina è la tua forza di volontà.
- A te che sei nel lutto dico: coraggio amico, la morte è solo un passaggio e chi ti lascia lo fa solo fisicamente, sarà sempre accanto a te.


- A te che hai perso la speranza dico:
combatti da forte, la felicità è un tuo diritto e vince solo chi ci crede fino alla fine!

Advanced Mind Institute

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martedì 5 giugno 2018

TI SENTI ANSIOSO? RESTA SVEGLIO!

Quando ti senti ansioso, angosciato, cosa puoi fare? Cosa fai di solito quando l’ansia è presente? Cerchi di eliminarla, cerchi delle alternative, ma ciò che accade è che si approfondisce sempre di più. Crei una situazione ancora peggiore, perché l’ansia non può essere risolta solo pensando. Non può essere eliminata col pensiero, perché il pensiero è in se stesso una forma d'ansia.

Questa tecnica dice di non fare nulla con l’ansia. Solo, rimani sveglio!

Ti voglio raccontare un aneddoto della vita di Bokuju, un maestro Zen. Costui viveva da solo in una caverna ma, durante il giorno, e a volte persino di notte, diceva ad alta voce: "Bokuju" ― era il suo nome, e poi continuava: “Sì, sono qui”. E non c’era nessun altro in giro.
I suoi discepoli gli chiedevano: “Perché chiami ‘Bokuju’, che è il tuo nome, e poi dici: ‘Sissignore, sono qui’?"
Lui rispose: “Quando mi metto a pensare, devo ricordare a me stesso di rimanere sveglio, consapevole, e quindi chiamo il mio nome, ‘Bokuju’. Quando dico ‘Bokuju’ e rispondo: ‘Sissignore, sono qui’, il pensiero, l’ansia, si dissolve”.
In seguito, negli ultimi due o tre anni della sua vita, non chiamava più "Bokuju," il suo nome, e non doveva più rispondere: "Sissignore, sono qui”.
I discepoli gli chiesero: “Maestro, ora non lo fai più”.
E lui rispose: “Ma ora Bokuju è sempre presente. È sempre qui, e così non ce n’è più bisogno. Prima a volte lui mi mancava. Venivo preso dall’ansia che mi circondava come una nuvola, e Bokuju non c’era. È per questo che dovevo ricordare ‘Bokuju’, e l’ansia spariva…”.

Prova con il tuo nome. Quando senti una profonda angoscia, chiama il tuo nome – non "Bokuju" o un altro nome, ma proprio il tuo nome – e poi rispondi: “Sissignore, sono qui”, e senti la differenza. L’ansia scomparirà. Almeno per un istante potrai vedere al di là delle nuvole, e questa visione può essere approfondita. Quando sai che se sei sveglio, consapevole, l’ansia scompare; sei arrivato a una profonda conoscenza del tuo essere e del modo in cui opera.

Tratto da Osho, The Book of Secrets, Talk #41

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domenica 3 giugno 2018

Le realtà distinte sono un fatto della vita

La chiave per accettare le realtà distinte e percepirne la bellezza sta nel capire che si tratta di un processo del tutto innocente La nostra visione del mondo si basa sui condizionamenti e sul- le convinzioni che abbiamo (i sistemi di pensiero) La mente interpreta le circostanze nel contesto di ciò che già conosce o crede sia vero Contando su una conoscenza esclusiva e su una serie unica di esperienze legate al passato, l’interpretazione di qualsiasi situazione varierà in base a esse È come se la mente fosse un complesso sistema informatico e, come nel caso di un computer, l’interpretazione dei dati dipendesse da quelli inseri-

ti in precedenza Lo stesso vale per noi stessi La nostra mente elabora le informazioni attuali interamente sulla base della conoscenza pregressa Non c’è modo di evitare le realtà distinte e, se non le accettiamo e non capiamo che sono un fatto della vita, ci sentiremo frustrati e forse la nostra esistenza verrà distrut- ta La consapevolezza di questo concetto può rivelarsi fonte di saggezza, gioia e allegria

Comprendere l’esistenza di realtà distinte non prevede di rinunciare alle proprie opinioni o convinzioni più profonde, che di per sé sono neutre e rappresentano un aspetto interessante e potente della vita, in grado di arricchirti L’importante per raggiungere la felicità, il benessere mentale e l’appagamento personale è il rapporto che intrattieni con esse Credi che la tua visione della vita sia l’unica e 
effettiva e insindacabile? Oppure sai che le tue opinioni sulla vita e le interpretazioni che ne dai derivano dal tuo personale sistema di pensiero e che, se le informazioni in esso contenute fossero diverse, allora anche le conclusioni che ne trarresti sarebbero differenti? L’idea qui non è etichettare determinati pensieri o convinzioni come giusti o sbagliati, ma semplicemente capire da dove arrivano e accet- tare l’inevitabilità di vedere le cose in modo diverso dagli altri Dopo aver compreso il Principio delle Realtà Distinte, potremo continuare a mantenere le nostre convinzioni e opinioni, ma con la di erenza che queste, e le obiezioni che gli altri ci muoveranno, non saranno più fonte di conflitti e sofferenza

Richar Carlson
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