mercoledì 30 gennaio 2019

L'albero è già un Maestro Illuminato ...

"Lo dico sempre che l'Albero è un grande Maestro. Ricordatevi che ha duecento, cinquecento, seicento anni. La sua illuminazione è giù avvenuta: il seme è esploso, le radici sono nella terra, il tronco è nel cielo, ha i fiori e i frutti... L'albero è già un Maestro Illuminato e offre alle persone uno scambio ideale, perché loro
hanno bisogno di ossigeno e lui di anidride carbonica.

Fate l'amicizia con un albero. Avvicinatevi a lui, parlategli, toccatelo, abbracciatelo, sedetevi semplicemente accanto a lui, lasciando che lui senta di avere accanto una brava persona, che non vuole fargli del male. Poco alla volta inizierà l'amicizia, e voi sentirete che con il vostro arrivo cambia subito la qualità dell'albero. Sentirete, venendo da lui, il movimento di una meravigliosa energia nella corteccia... quando lo toccate, lui sarà felice, come un bambino. Seduti accanto ad un albero, sentirete molte cose, e presto sarete in grado di capire che la vostra tristezza in sua presenza sparisce. Capirete di essere interdipendenti. Potete rendere felice un albero, e lui potrà rendere felici voi. Questa dipendenza reciproca per me si chiama Dio."
(Anonimo)

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martedì 29 gennaio 2019

ALLIEVO E MAESTRO

"...Vorrei aprire un piccolo segreto a tutti i diligenti seguaci del Maestri e dei Metodi.
Tutto sommato, non è proprio un segreto, è sotto gli occhi di tutti, ma sono pochi a notarlo.

Un buon allievo non potrà mai diventare un Maestro.
Un buon allievo è un allievo eterno.
I Maestri non sono mai stati i buoni allievi. Vivekananda che derideva Ramakrishna, Jung che aveva rotto con Freud, Gautama Buddh che aveva rotto con l'ascetismo... Gli esempi sono tanti. Un buon allievo non potrà abbandonare il ruolo dell'allievo, ha bisogno che qualcuno di più saggio e forte sia responsabile della sua vita. Il Maestro è un sostituto dei suoi genitori, dai quali lui si è separato, e l'unica chance per per diventare adulto per lui è separarsi dal Maestro.


Molto maestri fecero allontanare alcuni allievi maturi.
Ma i BUONI allievi sono un'altra cosa: o cercano altri maestri, o soffrono credendosi orfani...
Per essere un Maestro non è necessario essere un illuminato, e non è necessario sapere molto.

In sostanza, il Maestro è diverso dagli altri in una sola cosa: crede abbastanza alla Fonte dentro di se e perciò non la cerca in altri posti. Non ha bisogno di altre autorità per sentire la verità. Un Maestro è un creativo e un conduttore dell'energia creativa della Fonte interna. E' una cosa diametralmente opposta alla conducibilità dell'allievo che riceve l'energia da fuori portandola dentro, che brilla di una luce riflessa.
Essere un Maestro è una scelta. Una scelta e nulla di più.
Questo non significa che hai smesso di studiare. Stai continuando a studiare, ma in una posizione diversa. Scopri le nuove sfaccettature della creatività, le nuove vie dalla manifestazione dello Spirito attraverso Te."

(Konstantin Gringu)


‎Olga Samarina‎  LA RUSSIA ESOTERICA E SCIENTIFICA
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domenica 20 gennaio 2019

Osho: Mai Nato, Mai Morto

Tratto da Osho: Mai Nato, Mai Morto

“Si dovrebbe accogliere la morte con gioia... è uno dei più grandi eventi della vita. Nella vita, esistono solo tre grandi eventi: la nascita, l’amore e la morte. La nascita, per tutti voi, è già accaduta: non potete farci più nulla. L’amore è una cosa del tutto eccezionale... accade solo a pochissime persone, e non lo si può prevedere affatto. Ma la morte, accade a tutti quanti: non la si può evitare. È la sola certezza che abbiamo; quindi, accettala, gioiscine, celebrala, godila nella sua pienezza. La morte è semplice svanire nella fonte. La morte è andare nel regno di ciò che non è manifesto: è addormentarsi in Dio. Di nuovo tornerai a fiorire. Di nuovo rivedrai il sole e la luna, e di nuovo e ancora... fino a quando non diventi un Buddha, fino a quando non riuscirai a morire in piena coscienza; fino a quando non sarai in grado di rilassarti in Dio consciamente, con consapevolezza. Solo allora, non esiste ritorno: quella è una morte assoluta, è la morte suprema.” “Se mi hai amato, per te, io vivrò per sempre. Vivrò nel tuo amore. Se mi hai amato, il mio corpo scomparirà, ma per te, io non potrò mai morire. Anche quando me ne sarò andato, so che tu mi verrai a cercare. Certo, ho fiducia che tu verrai a cercarmi in ogni pietra e in ogni fiore e in ogni sguardo e in tutte le stelle. Posso prometterti una cosa: se mi verrai a cercare, mi troverai... in ogni stella e in ogni sguardo... perché se hai veramente amato un Maestro, con lui sei entrato nel Regno dell’Eterno. Non è una relazione nel tempo, dimora nell’assoluta atemporalità. Non ci sarà morte alcuna. Il mio corpo scomparirà, il tuo corpo scomparirà, ma questo non farà una gran differenza. Se la scomparsa del corpo creasse una pur minima differenza, dimostrerebbe soltanto che tra noi non è accaduto l’amore.”


OSHO MAI NATO MAI MORTO, HA SOLO VISITATO QUESTO PIANETA TERRA

11.12.1931 - 19.01.1990
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sabato 19 gennaio 2019

OVUNQUE SARAI ...



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IL NARCISISTA

Ho osservato che su cento amanti, novantanove sono narcisisti. Non amano la donna che hanno di fronte, amano il riconoscimento che dimostra loro, l’attenzione che la donna dà loro, le lusinghe con cui li seduce. [...]
La donna adula l’uomo, l’uomo adula la donna; è un reciproco lusingarsi. La donna dice: «Nessuno è bello come te. Sei un miracolo! Sei l’uomo più grande che Dio abbia mai creato. Persino Alessandro Magno non era nessuno paragonato a te». E tu ti gonfi, fai la ruota come un pavone; il petto si allarga, la testa inizia a ergersi: ti senti importante benché siano solo sciocchezze. E a tua volta dici alla donna: «Sei la donna più perfetta mai creata da Dio. Persino Cleopatra non era nulla in confronto. Non credo che Dio potrà mai fare di meglio. Non ci sarà mai un’altra donna così bella». E questo lo chiamate amore! Questo è narcisismo. L’uomo diventa un laghetto immoto e riflette la donna, la donna diventa un laghetto immoto e riflette l’uomo; di fatto quel laghetto non si limita a riflettere la verità, l’abbellisce, fa di tutto per renderla sempre più bella. Questo è ciò che la gente chiama amore: non lo è! Questo è soddisfarsi l’ego a vicenda. Il vero amore non conosce affatto l’ego. Il vero amore inizia con l’amore per se stessi.
È naturale, hai questo corpo, questo essere, hai radici in esso; godine, abbelliscilo, celebralo! E non si tratta di orgoglio o di ego, perché non ti stai paragonando a qualcuno. L’ego sorge solo con il confronto. L’amore per se stessi non conosce confronto; tu sei tu, tutto qui! Non sostieni che qualcuno ti è inferiore; non fai affatto confronti. Ogni volta che subentra il confronto, sappi che non è amore: in un modo o nell’altro è un trucco, un sottile inganno dell’ego. L’ego vive di confronti. Quando dici a una donna: «Ti amo», ha un valore; quando le dici: «Cleopatra al tuo confronto non era niente», ne ha un altro, totalmente diverso, è l’opposto. Perché tirare in ballo Cleopatra? Cleopatra viene usata solo per gonfiare l’ego. Ama quest’uomo… perché chiamare in causa Alessandro Magno? L’amore non conosce confronti, l’amore ama semplicemente senza fare paragoni. Ricorda dunque, ogni volta che esiste un confronto è solo orgoglio egocentrico, è narcisismo. E ogni volta che non c’è confronto è amore, sia verso se stessi sia verso gli altri.

(Osho)