domenica 29 dicembre 2019

IO NON SONO, L'ESISTENZA E'

NON PENSARE A TE STESSO COME SEPARATO DA ESSA E SUBITO TUTTI I TUOI PROBLEMI SCOMPARIRANNO..!!!
IN ALTRE PAROLE,IL TUO EGO E' SOLO IL PROBLEMA.
IO SONO,QUESTO E' L'UNICO PROBLEMA.
IO NON SONO, L'ESISTENZA E'.
QUESTA E' L'UNICA SOLUZIONE !!..

Amato Osho,
per dodici anni,come sannyasin,ho corso molti rischi vivendo oltre i miei limiti economici,e non solo sono riuscito a sopravvivere,ma a volte ho goduto di immense benedizioni.Ma da quando mi sono reinserito nella società cinese e ho raggiunto l’età di quarantotto anni,sono diventato più sensibile e mi preoccupo dell’assistenza sanitaria e di un reddito sicuro. Cosa significa per un sannyasin vivere nella società senza cadere nelle trappole mentali della stabilità,e senza smettere di sviluppare la sua fiducia nell’esistenza, che è possibile in uno stato di insicurezza?
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Anand Alok,la prima cosa che un sannyasin deve capire è che la vita è priva di sicurezze.Non esiste assicurazione contro la morte e quanto più tu provi a rendere la vita sicura e certa,tanto più essa diventa arida e deserta.
Insicurezza significa che tu sei costretto a rimanere vigile e all’erta nei confronti dei pericoli.
La vita è sempre sulla lama di un rasoio.
L’idea di essere salvo e al sicuro è molto pericolosa perché così credi di non aver bisogno di essere vigile e consapevole.
E difatti cerchi sicurezze e certezze proprio per evitare di essere vigile e consapevole.
Vivi momento per momento con tutte le insicurezze che questo comporta. Gli alberi stanno vivendo,gli uccelli stanno vivendo,gli animali stanno vivendo e non sanno nulla delle assicurazioni,non sanno nulla della sicurezza.

Non sono preoccupati,per questo possono cantare ogni mattina.

Tu non riesci a cantare ogni mattina,forse non hai mai cantato in nessuna mattina della tua vita.
Le tue notti sono popolate di incubi pieni delle insicurezze,dei pericoli e dei rischi che si nascondono intorno a te.
La mattina il tuo risveglio non è gioioso:ti svegli per fronteggiare ancora una volta le insicurezze della giornata,i problemi, le ansie.
Ma ascolta gli uccelli.
Non credo che abbiano perso qualche cosa.
Guarda come sono belli e agili i cervi,guarda gli alberi,che qualcuno può tagliare in ogni momento.
Ma non se ne preoccupano,sono interessati a questo momento,non al prossimo:questo momento pieno di gioia e di pace.
Tutto è verde e pieno di vita.
Posso capire che per te gli anni passano.
E con l’aumentare degli anni... egli sta dicendo in altre parole che la morte è più vicina.
Ma non c’è modo di evitarla.
E se non puoi evitarla,nessuno è mai stato capace di evitare la morte,allora è meglio non farla diventare una preoccupazione.

Ciò che deve accadere accadrà,perché distruggere il momento presente per qualche cosa che non è ancora successo?

Prima lascia che accada,a quel punto potrai preoccupartene.
Prima lascia che la morte arrivi e poi nella tomba avrai tutta l’eternità per preoccuparti di essere al sicuro,di essere salvo,non avrai niente altro da fare.
Per ventiquattro ore al giorno potrai agitarti e rotolarti nella tua tomba,che è totalmente privata e sicura,non puoi neppure uscirne.
Nessuno potrà mai entrare nella tua tomba.
Soltanto chi è nella tomba è assolutamente sicuro che non può accadergli nulla.
Quanto più sei vivo,tanto più amerai l’insicurezza,e l’insicurezza renderà la tua intelligenza più sottile,la tua prontezza sarà più acuta e la tua consapevolezza crescerà continuamente.
Hai notato che i grandi scienziati non vengono mai da famiglie ricche?
E neppure i grandi poeti ed i grandi mistici.
Le famiglie ricche non hanno dato un grande contributo allo sviluppo della consapevolezza o alla crescita dell’uomo.
Per quale ragione?
Perché un bambino che è nato con la camicia non ha bisogno di preoccuparsi di sicurezze e certezze,ogni cosa per lui è sicura e certa. Naturalmente questo intorpidisce la sua mente.
Egli non ha stimoli,è continuamente circondato da domestici,da tutte le comodità, dal lusso.
Non ha tempo per pensare anche alla consapevolezza,ad essere vigile,alla meditazione.
Ho sentito dire... in California una Rolls Royce si fermò di fronte ad un hotel e una donna seduta nella macchina disse al guardiano,“Chiama quattro facchini,il mio bambino deve essere portato in camera”.
Il guardiano non poteva crederci, ma sentì una grande pietà per quel povero bambino, forse non poteva camminare.
Ma il bambino sembrava perfettamente sano.
Certamente troppo grasso, ma doveva esserci di sicuro qualche cosa che non andava: era la prima volta che qualcuno doveva essere trasportato e il bambino non poteva avere più di dieci anni.
Così furono chiamati quattro facchini.
Trasportarono il bambino, e anche loro non capivano.
Gli chiesero: “Non puoi camminare? C’è qualche problema?”.
Il bambino rispose: “Non ci sono difficoltà, non c’è problema.
Posso camminare ma non ne ho bisogno, posso permettermi il lusso di farmi portare.
Soltanto i poveri camminano.
Dal momento che posso permettermi di farmi portare in camera, perché dovrei comportarmi come un povero?”.
Essi dissero alla madre: “Questo non va bene.” Lei rispose: “Non sono affari vostri.Ogni volta che il bambino deve andare da qualche parte trasportatelo fino alla macchina e quando torna riportatelo in camera.
È mio figlio,il mio unico figlio e gli devo dare tutti i lussi e le comodità possibili.E non preoccupatevi, perché ce lo possiamo permettere: qualunque sia il vostro compenso,possiamo pagarlo.”
Questo ragazzino potrà mai pensare di diventare meditativo,consapevole, vigile?
Potrà mai nascere in lui l’idea di cercare la verità?
No, egli rimarrà semplicemente un vegetale.
Avete visto,sino a pochi anni fa il mondo era pieno di hippies ed essi erano tutti sotto i trent’anni.E stava accadendo uno strano fenomeno di cui nessuno si è accorto… superati i trent’anni,dove sono finiti questi hippies? Superati i trent’anni hanno cominciato a preoccuparsi della loro tranquillità e della loro sicurezza.Metà della vita se ne è andata ed essi ne hanno gioito al massimo,ma ora la vecchiaia incombe e con essa la morte.
Hanno dimenticato completamente la filosofia hippie,improvvisamente sono diventati dei conformisti!
Ho saputo dai miei amici che quegli hippies che non si facevano il bagno, che non si radevano la barba,che non si lavavano i denti,sono ora diventati perfettamente normali,fanno il bagno,si radono,si lavano i denti.
Ora lavorano e molto,negli uffici,nelle fabbriche,ma sono tutti scomparsi.
Appena una persona comincia ad invecchiare lo spettro della morte comincia ad incombere su di lei e questo crea la paura.

Ma per quanto riguarda un sannyasin, la morte non esiste.

Se hai paura della morte e dei pericoli che puoi trovarti di fronte,ciò significa che la tua meditazione non è profonda,che per te la meditazione non è stata altro che una moda.
É il momento per te di entrare nella meditazione in maniera autentica e sincera, perché quello è il solo spazio in cui puoi essere libero da tutte le paure:della morte, della vecchiaia, delle malattie.
Ti rende consapevole del fatto che tu non sei il corpo,che tu non sei la mente e che non sei soltanto questa vita, ma sei la vita eterna.
La morte è arrivata molte volte e tu sei ancora vivo e la morte arriverà molte volte ancora e tu sarai ancora vivo.
La conclusione finale della meditazione è quella di vivere il momento nella sua totalità,intensamente, con gioia,p erché non c’è nulla di cui avere paura perché anche la morte è una finzione.
Non c’è bisogno né di certezze né di sicurezze.
Vivi nel momento e abbi fiducia nell’intera esistenza, così come gli uccelli ne hanno fiducia e gli alberi ne hanno fiducia.
Non separarti dall’esistenza, diventane parte e l’esistenza si prenderà cura di te. Si sta già prendendo cura di te.
Un commesso viaggiatore,avendo completato il suo giro di affari in anticipo, mandò un telegramma a sua moglie,“Torno a casa venerdì.”
Arrivato a casa trovò sua moglie a letto con un altro uomo.
Essendo una persona non violenta, andò a lamentarsi dal suocero,che gli rispose: “Sono sicuro che c’è una spiegazione.”
Il giorno dopo il suocero era tutto sorridente,“C’era una spiegazione:non ha ricevuto il tuo telegramma.”(ahaahahhahahahahahhahaahahahahha)

Questo è come funziona la mente.
Se guardi in profondità,la mente è semplicemente stupida,tutte le menti.
E la mente continua a creare ogni genere di preoccupazioni e turbamenti.
Il mio messaggio è che tu non sei la mente.
Non hai bisogno di nessuna spiegazione,hai bisogno di un’esperienza e quell’esperienza manca e da qui è sorto il problema.
Un passeggero di un aereo,mentre gli veniva servito un drink, esclamò: “Ehi, guarda che novità,un cubetto di ghiaccio con un buco in mezzo!”
“Che novità è mai questa?” rispose l’uomo seduto al suo fianco,“Io ne ho sposato uno!”..(ahahahahahahahahahahahhaahha)

Non devi dare troppa importanza a ciò che la mente dice e pensa, ridi di queste cose. Evita i giochi della mente.
Vai oltre la mente,dove domina il silenzio,nessuna incertezza,nessun dubbio sulle sicurezze.
In quel silenzio tutto è sicuro. Tu sei parte di questa esistenza.
Il tuo preoccuparti è come se una foglia su un albero si preoccupasse di essere al sicuro. L’albero si prende cura di tutto, fornendo la linfa necessaria alla foglia, portando l’acqua contro la forza di gravità,molto in alto,fino a trenta, magari sessanta metri,ma la foglia non è preoccupata.
La foglia non è consapevole di essere soltanto una parte di un grande albero.
Tu sei parte di una vasta esistenza.
Non pensare a te stesso come separato da essa e subito tutti i problemi scompariranno.
In altre parole,il tuo ego è il solo problema.
“Io sono”,questo è l’unico problema.
“Io non sono,l’esistenza è.”
Questa è l’unica soluzione...


OSHO


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il valore diventa tanto più piccolo ...

il valore diventa tanto più piccolo quanto più intensamente si cerca di sottolinearlo. Per contro, la persona che non si preoccupa del proprio valore personale, ne possiede in modo incondizionato.

La tendenza a consolidare la propria posizione, a sottolineare i propri pregi, è un’illusione, è come inseguire il riflesso correndo attorno al circolo speculare. Ma come convincere se stessi del proprio valore senza avere la necessità di dimostrarlo? Qui c’è un’altra catena di retroazione (feed back) nella quale la conseguenza rimuove la causa.


Occorre re-indirizzare l’intenzione consapevolmente: invece di cercare di mettersi in mostra, bisogna cessare ogni tentativo di accrescimento del proprio valore. Se una persona non lo fa (e voi sapete che lo fanno praticamente tutti, ognuno a modo proprio), la gente che la circonda sentirà che il suo valore non ha bisogno di conferme. E se è così, questa persona comincia a essere trattata con maggior simpatia e rispetto.

Come risultato, l’anima e la ragione vengono gradualmente abituate all’idea che “io conto veramente qualcosa”. Il circolo speculare a un certo punto si chiude, poi si gira e comincia a muoversi incontro: l’autostima aumenta e il complesso d’inferiorità se ne va come se non ci fosse mai stato. VZ
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martedì 24 dicembre 2019

Questo correre,

Questo correre,

correre continuamente verso un orizzonte che non esiste, che è solo un'illusione... ma appare vero.

Sembra così vicino, così allettante, tentatore e magnetico, così vicino che sembra che ci voglia solo un piccolo sforzo, solo un poco di più... e sembra distare poche miglia.


Ed è così chiaro, radioso, come non farsi tentare? Sembra a portata di mano, ma puoi continuare a correre e correre... non arriverai mai.

La distanza tra te e l'orizzonte rimane la stessa, perché l'orizzonte esiste solo nella tua mente.

È un'apparizione, un'illusione.

Tutte le mete sono illusorie terrene e ultraterrene.

In realtà l'essere qui e ora è la sola strada per la verità.

Osho

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mercoledì 18 dicembre 2019

La vita è breve, e ti sta scivolando fra le dita.

La vita è breve, e ti sta scivolando fra le dita.


A ogni istante svanisci, ogni giorno che passa sfumi: ogni giorno che passa sei meno vivo e più morto! Ogni compleanno è un giorno di morte: un altro anno è passato. Sii un po’ più intelligente.
Non pensare ciò che riguarda gli altri. Addestrati prima contro la corruzione più grande.
Gurdjieff ripeteva sempre ai suoi discepoli, come prima cosa, come cosa essenziale: “Scoprite qual’è la vostra corruzione più grande, il vostro nucleo distruttivo, la caratteristica centrale su cui si fonda la vostra inconsapevolezza.” Per ognuno sarà una cosa diversa. Qualcuno è fissato col sesso. In un paese come l’India, in cui il sesso è stato represso per secoli, questa è diventata una peculiarità praticamente universale: tutti sono ossessionati dal sesso. Qualcun altro può essere ossessionato dalla rabbia, e qualcuno dall’avidità. Devi osservare qual’è la tua ossessione fondamentale.
Quindi, come prima cosa scopri qual’è la caratteristica principale su cui si fonda l’intero edificio del tuo ego. E poi restane sempre consapevole, poiché può esistere solo se ne sei inconsapevole. Il fuoco della consapevolezza la incenerisce in modo automatico.
E ricorda, ricordalo sempre: non devi coltivare l’ opposto. Di solito accade questo: una persona che diventa consapevole del fatto che: “La mia ossessione è la rabbia; cosa dovrei fare, dunque? Devo coltivare la compassione”. “La mia ossessione è il sesso, cosa dovrei fare, dunque? Devo praticare il brahmacharya, il celibato.”
La gente si sposta da una cosa al suo estremo opposto. Questa non è la via della trasformazione. È lo stesso pendolo che si muove da sinistra a destra, da destra a sinistra. Ed è così che la tua vita si è mossa, da secoli: il pendolo è sempre lo stesso!
Il pendolo dev’essere fermato nel mezzo. Questo è il miracolo della consapevolezza! Il semplice essere consapevoli del fatto che: “Questa è il mio problema più grande, questo è il punto in cui inciampo in continuazione, questa è la radice della mia inconsapevolezza.”
Non cercare di coltivare l'opposto, riversaci invece tutta la tua consapevolezza. Crea una fiamma viva di consapevolezza, e verrà incenerito! E a quel punto il pendolo si fermerà nel mezzo.
Con l’arresto del pendolo, il tempo si ferma. All’improvviso, entri nel mondo del senza tempo, dell’immortalità, dell’eternità.
Osho

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domenica 15 dicembre 2019

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LODE ALL'INVIOLATO

Ne abbiamo attraversate di tempeste
e quante prove antiche e dure
ed un aiuto chiaro da un'invisibile carezza
di un custode.

Degna é la vita di colui che é sveglio
ma ancor di più di chi diventa saggio
e alla Sua gioia poi si ricongiunge
sia Lode, Lode all'Inviolato.

E quanti personaggi inutili ho indossato
io e la mia persona quanti ne ha subiti
arido é l'inferno
sterile la sua via.

Quanti miracoli, disegni e ispirazioni...
E poi la sofferenza che ti rende cieco
nelle cadute c'é il perché della Sua Assenza
le nuvole non possono annientare il Sole

Franco Battiato


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sabato 14 dicembre 2019

due tipi di creatori

Nel mondo esistono due tipi di creatori: uno opera con gli oggetti - un poeta, un pittore opera con gli oggetti, crea qualcosa; l'altro tipo, il mistico, crea sé stesso. Non lavora con gli oggetti, opera col soggetto; lavora su di sé, col proprio essere. È il vero creatore, il vero poeta, poiché fa di se stesso un capolavoro. Ognuno di voi porta in sé un capolavoro nascosto, però voi siete d'intralcio. Spostatevi, e il capolavoro verrà alla luce. Ognuno di voi è un capolavoro, perché Dio non fa nascere altro che questo: per molte vite tutti si portano dentro quel capolavoro nascosto, senza sapere chi sono, eppure tentando in superficie di diventare qualcuno. Lascia cadere l'idea di diventare qualcuno: sei già un capolavoro, non ti puoi migliorare. Devi solo arrivare a coglierlo, a conoscerlo, a realizzarlo. Dio stesso ti ha creato, non puoi migliorarti!

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venerdì 13 dicembre 2019

LA MENTE IL CUORE E L'ESSERE

Contro la società, usa la mente. La mente è il mezzo perfetto per rimanere indipendenti, per rimanere vigili, all’erta. Va bene per combattere ma non per amare. Quindi, quando serve combattere, quando serve affermare la propria libertà, usa la mente; il cuore in questo caso non servirà. Il cuore non sa come combattere.

Ma il contesto è completamente diverso, e io chiamo consapevole quella persona che sa usare le sue capacità nel giusto contesto e non confonde una cosa con l’altra. Gli occhi servono per vedere – non puoi sentire attraverso di essi. E le orecchie servono per sentire – non puoi vedere attraverso di esse. Quindi usali quando servono, ma non lasciare che si ostacolino a vicenda.

La mente è uno strumento splendido. Dev’essere ben affilato, ricordandosi però delle sue limitazioni. Dovrebbe rimanere un servitore del cuore. Nel momento in cui diventa il padrone, il cuore muore. Il cuore non può esistere in schiavitù.

Quindi non c’è nessuna contraddizione in ciò che ho affermato – sono solo due contesti diversi. E la tua consapevolezza è diversa da entrambi, quindi una persona consapevole può usare il cuore quando serve, può usare la mente quando serve, può far tacere entrambi quando vuol essere in un assoluto stato di nirvana, in cui non servono né la mente né il cuore. Quando vuol essere semplicemente se stessa, nessuno dei due è necessario.

Se sei tu a governare i tuoi strumenti, non esiste alcun problema. Se hai un flauto e io ti chiedo: “Puoi smettere di suonare per qualche istante – voglio parlarti” e tu rispondi: “No, non posso farlo; il flauto non vuole fermarsi”, cosa potrò pensare di te? Che sei matto. Il flauto non vuole fermarsi? Allora non sei tu che suoni il flauto, è il flauto che suona te. Quando vuoi fermare la mente, devi solo dire: “Stop” – e si dovrebbe fermare. Se si muove anche solo un po’, vuol dire che occorre urgentemente fare qualcosa. È una situazione pericolosa: il servo sta cercando di essere il padrone. Il servo dovrebbe essere servo e il padrone padrone. Al di là di entrambi c’è il tuo essre che non è né servo né padrone… semplicemente esiste. L'obiettivo di ogni meditazione è arrivare a quell'essenza.


Osho, The Path of the Mystic, #37

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mercoledì 11 dicembre 2019

OSHO ENERGY

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lunedì 9 dicembre 2019

IL TOCCO DI OSHO

Immagina OSHO che ti tocca sulla fronte tra gli occhi nel punto del TERZO OCCHIO lascia che il tocco dell'illuminato ti apra il terzo occhio e sviluppi le capacita' del sesto chakra.
ogni sera prima di addormentarti, immagina di  inginocchiarti alla presenza di OSHO e lascia che ti tocchi come nella foto e rimani consapevole con gli occhi chiusi, focalizzato nel terzo occhio, rimani il testimone

IvanoV Antar Vagnotti


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TECNOLOGIA SPIRITUALE

Esiste una tecnologia che trasforma il piombo in oro e l'oro in diamanti, esiste uno strumento che funziona da trasformatore e amplificatore e tutti noi possediamo questo strumento, si trova al centro del nostro petto  é il nostro cuore spirituale, tutto cio' che di negativo, dolore emotivo forme pensiero , immagini e parole  negative , anche persone sgradite i vostri nemici, tutto cio' che é negativo viene trasformato in positivo, inserisci nel tuo cuore il negativo e si trasformera' in positivo, ma le possibilita' di questo strumento magico non finiscono qui, perche' ha anche la capacita' di amplificare le emozioni positive i buoni propositi i rapporti di amicizia, inserisci le persone che ami nel tuo cuore inserisci le forme pensiero benefiche, il tuo amore per la vita e tutto sara' amplificato, e potrai volare in alto perche' sara' il positivo e il negativo attraverso il potere del cuore che ti sosterranno sempre piu' in alto verso l'infinito ed eterno, verso una gioia sempre piu' intensa, solo con due ali potrai volare, non essere storpio rifiutando una o l'altra, ma usale entrambe usa entrambe le possibilita', amplifica il positivo e trasforma il negativo

IvanoV Antar Vagnotti


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sabato 7 dicembre 2019

Lascio andare...

Lascio andare il successo e il fallimento
lascio andare ricchezza e poverta'
Lascio andare le idee che ho nella testa
lascio andare le emozioni del cuore

Lacio andare tutti i miei sogni e desideri
lascio andare chi mi apprezza o disprezza
lascio andare amici e nemici
lascio andare il volere e il dovere

lascio andare la vita e la morte
e cio' che resta...
è cio' che tengo e rimane
è cio' che sono davvero ...

IvanoV

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mercoledì 4 dicembre 2019

OSHO, DO YOU EVER CRY? OSHO, piangi mai?

OSHO, DO YOU EVER CRY?

Yes, whenever I look at you. You may not see my tears, you may not hear my cry, but always when I look at you the cry is there. Because of that, I go on working on you. It is not only to help you to come out of your misery, it is to help myself also. If you come out of your misery, I will come out of my misery that is created by your misery.

It is said that when Buddha reached to the Ultimate’s door, he stopped there, he wouldn’t enter in. The door was open, the devas, the gods, were ready to welcome him in, but he wouldn’t enter. The devas asked him, “Why are you standing there? Come in. We have been waiting for you since ages. You are welcome. You have returned home.”


Buddha said, “I will stay here, I will have to stay here. Until the last human being passes by me and enters the door, I cannot enter.”

This is a beautiful parable. Don’t take it literally... But it is true. Once you become aware, once you become a being - once you are - infinite compassion arises in you. Buddha has made compassion the criterion of enlightenment. Once you have attained you don’t suffer for yourself, but you suffer for others: seeing the misery all around, seeing the whole absurdity of it; seeing the possibility that you can come out of it immediately, right now, and still you go on clinging…

By one hand you push it away, by another hand you pull it close. You go on creating your own prisons and still you would like to be freed. Your whole effort is contradictory. You want to come to the east and you go towards the west.

Seeing you… yes, I always cry.

OSHO
Come Follow to You

OSHO, piangi mai?

Sì, ogni volta che ti guardo. Potresti non vedere le mie lacrime, potresti non sentire il mio pianto, ma sempre quando ti guardo il pianto è lì. Per questo motivo, continuo a lavorare su di te. Non è solo per aiutarti a uscire dalla tua miseria, è anche per aiutare me stesso. Se esci dalla tua miseria, io uscirò dalla mia miseria che è creata dalla tua miseria.

Si dice che quando Buddha raggiunse la porta dell'Ultimo, si fermò lì, non entrò. La porta era aperta, i deva, gli dei, erano pronti ad accoglierlo, ma non entrò. I deva gli hanno chiesto: "Perché sei lì? Entra. Ti aspettiamo da anni. Prego. Sei tornato a casa. "


Buddha disse: "Starò qui, dovrò stare qui. Fino a quando l'ultimo essere umano passa accanto a me ed entra nella porta, non posso entrare. ”

Questa è una bellissima parabola. Non prenderlo alla lettera ... Ma è vero. Una volta che diventi consapevole, una volta che diventi un essere - una volta che sei - in te sorge una compassione infinita. Il Buddha ha fatto della compassione il criterio dell'illuminazione. Una volta raggiunta non soffri per te stesso, ma soffri per gli altri: vedere la miseria tutt'intorno, vedere tutta l'assurdità di essa; vedendo la possibilità che tu possa uscirne immediatamente, proprio ora, e continui ad aggrapparti ...

Con una mano lo spingi via, con un'altra mano lo avvicini. Continui a creare le tue prigioni e vorresti comunque essere liberato. Tutto il tuo sforzo è contraddittorio. Vuoi andare ad est e vai verso ovest.

Quando ti guardo ... sì, piango sempre.

OSHO
Vieni e seguitemi
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lunedì 2 dicembre 2019

~ La meditazione è NON FUGGIRE ~

L’uomo che vive nel futuro vive una vita falsa.
Non vive realmente, fa solo finta di vivere.
Spera di vivere, desidera vivere, ma non vive mai.
Il domani non arriva mai, c’è solo l’oggi.
Qualsiasi cosa arrivi è sempre qui e ora, ed egli non sa vivere qui e ora; sa solo fuggire dal presente.
La strada per fuggire è chiamata desiderio, TANHA - che è la parola usata da Buddha per ciò che è fuga dal presente, dalla realtà verso l’irrealta’.
Chi desidera fugge.
Oggi, ed è molto strano, si pensa che chi medita fugge.
È una cosa completamente priva di senso.
Solo chi medita non fugge, sono tutti gli altri a farlo.
Meditare significa uscire dal desiderio, uscire dai pensieri, uscire dalla mente.
Meditare significa rilassarsi nel momento, nel presente.
La meditazione è l’unica cosa al mondo a non essere una fuga, nonostante si pensi che lo sia più di ogni altra.
Le persone che condannano la meditazione, portano sempre come argomento il fatto che è una fuga, una fuga dalla realtà.
Stanno solo dicendo delle sciocchezze, non sanno quello che dicono.
La meditazione non è una fuga dalla vita bensì una fuga nella vita.
Sono la mente e il desiderio a essere fughe dalla vita.

Osho
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giovedì 28 novembre 2019

Un’attenzione prolungata e consapevole ...

Un’attenzione prolungata e consapevole vi proietta fuori dall’identificazione con la mente temporale, origine dei vostri problemi, o meglio, origine del vostro approccio malato alle inevitabili (altrimenti non sareste incarnati) difficoltà della vita.
L’attenzione trasforma la sofferenza nella benzina che alimenta il Fuoco dell’anima.


Si tratta dunque di focalizzare l’attenzione non sull’evento, ma sul disagio interiore che proviamo come risposta all’evento. Lasciate perdere se avete ragione o torto, questo è un trucco della mente per distrarvi dal Qui-e-Ora. Se state soffrendo... dal punto di vista del Lavoro su di Sé avete sempre torto! Non lasciate che la sofferenza metta in azione il corpo mentale producendo pensieri bui o aggressivi. L’osservazione del disagio deve essere pura, non alterata dal dialogo interno della mente. Tutte le volte che sentite la sofferenza o che parte il dialogo mentale, voi tornate nel Qui-e-Ora, l’unico momento della vostra vita che è davvero dotato di esistenza propria.
Se la sofferenza è costante e vi accompagna tutto il giorno, restate nella Presenza del Qui-e-Ora tutto il giorno e lasciate fare all’Alchimia il suo lavoro.
Una buona occasione per illuminarsi.


Salvatore Brizzi

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La mente non può farlo

La mente non può farlo. La mente è terrorizzata dall’idea che voi possiate restare nell’istante presente - divinamente sereni e sicuri di voi stessi - senza più preoccuparvi di cosa accadrà in futuro e senza più perdere ore nel rielaborare il passato. Perché la mente è fatta proprio di queste stupidaggini. La mente è come un talk show televisivo: si parla di tutto ma non si dice mai niente, si esprimono solo opinioni, non verità. Ci si incontra, ognuno dice la sua su un dato argomento e poi si torna a casa, ignoranti come prima. La mente è la stessa cosa, è uno stupido animale sempre al lavoro, non riposa mai, ha sempre qualcosa da pensare, un parere da esprimere, perché questo continuo dialogo interno la mantiene in vita, ma allo stesso tempo non sta facendo niente di utile per nessuno.
salvatore Brizzi
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mercoledì 27 novembre 2019

La società vuole solo persone profondamente ansiose ....

La società vuole solo persone profondamente ansiose, angosciate, tese, miserabili, infelici, sofferenti, perchè solo persone così possono essere rese schiave. Queste persone possono essere mandate a combattere, possono essere indotte a fare lavori idioti: in ogni caso, dato che soffrono, che importanza ha, per loro, il lavoro che fanno?

Viceversa, un uomo di beatitudine possiede un’incredibile libertà: è una diretta conseguenza di quello stato dell’essere. Un uomo d’amore non può essere ridotto in schiavitù: la libertà, l’amore, la gioia, creano il vero individuo che ognuno di voi è.

Queste sono le qualità di cui siete fatti. Ma la società tenta di occultare quell’individuo, di reprimerlo e dà forma a una falsa individualità che possa essere manipolata. Purtroppo, nulla a questo mondo è perfetto: la società fa del suo meglio, tuttavia rimane qualche falla.

E ci sono momenti in cui la tua natura reale riesce ad affermare se stessa.

Nel giro di pochi istanti, la mente riprende possesso di te e ti convince che si trattava di qualcosa di illusorio: “Stai solo fantasticando. Non è mai accaduto un’istante simile: io sono la realtà!”. Devi essere cosciente di questa strategia: la mente non ti appartiene, è il tuo vero nemico. Non ascoltarla! Qualsiasi cosa dica, è contraria a ciò che sei.

Ascolta tutto ciò che non proviene dalla mente… ed è per questo che sembra giungere dall’ignoto; non limitarti ad ascoltarlo, familiarizza sempre più con quella dimensione, dalle sempre più spazio dentro di te, offrile tutte le possibilità di affermarsi sempre di più.

Questo è il lavoro del ricercatore del vero: deve smontare ciò che la società ha fatto di lui e riprendere il proprio essere naturale. E quegli istanti appartengono al tuo essere naturale: accoglili con sempre maggior entusiasmo, assaporali ed essi verranno con frequenza sempre maggiore e dureranno sempre più a lungo poichè, dopo tutto, essi sono la realtà.

E se alla mente diviene chiaro di non essere tua amica, smetterà di creare spaccature tra te e la tua natura reale. Alla fine, verrà il giorno in cui la mente cadrà semplicemente, perchè la sua funzione non esiste più, è stata semplicemente annullata. A quel punto, la tua vita, per ventiquattro ore al giorno, sarà immersa nell’amore, nella pace, nel silenzio, in una gioia profonda.

La mente è la creazione più orribile che la società abbia inculcato in ogni individuo.

La gente mi chiede come mai sono contro la società, sono contro le religioni, sono contro lo status quo, sono contro l’establishment. Io sono contro tutte quelle cose, perchè quella gente ha distrutto milioni di esseri umani, per migliaia di anni, dando loro una maschera e dicendo loro che quello era il loro vero volto.

E a milioni hanno vissuto sulla terra e sono morti, senza mai incontrare il proprio volto: non hanno mai conosciuto ciò che dovevano essere, non hanno mai saputo qual’era il loro reale potenziale; non hanno mai saputo di essere parte di un’esistenza estatica, non di una società decrepita!

Per cui, presta un’attenzione sempre maggiore a quei momenti, non dare retta alla mente; e pian piano la mente sarà sempre più debole, poichè essa non è naturale, è qualcosa di artificiale, di costruito; non ha radici nel tuo essere.

Allora, ciò che in te è naturale e ha radici nel tuo essere, affiorerà automaticamente; è sufficiente che la mente si faccia da parte, e gli dia spazio. Ignora la mente, non darle ascolto… e diventerà una meditazione estreamente profonda.

Osho

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martedì 26 novembre 2019

L’unico problema , è che vuoi sbarazzartene...

L’unico problema con la tristezza, la disperazione, la rabbia, l’ansia e l’infelicità, è che vuoi sbarazzartene. Questo è l’unico ostacolo.
Sarebbe appropriato vivere con queste emozioni; sfuggire non è possibile.
Esse sono le componenti della situazione in cui la vita può crescere e diventare integrata.
Sono le sfide della vita. Accettale.
Sono benedizioni sotto mentite spoglie.
Se vuoi sfuggirle, se vuoi in qualche modo sbarazzartene, allora nasce il problema, perché quando vuoi liberarti di qualcosa non la guardi mai in modo diretto; a quel punto quella cosa cercherà di nascondersi, perché tu la condanni.

Andrà più in profondità nell’inconscio, si nasconderà negli angoli più oscuri del tuo essere dove non riuscirai più a trovarla.
Si sposterà nella cantina del tuo essere, e lì si nasconderà.
Ma, naturalmente, più va in profondità e più problemi provoca, perché si mette ad operare da angoli sconosciuti del tuo essere e tu ti ritrovi completamente impotente.

Quindi la prima cosa è:
non reprimere mai.

La prima cosa è:
ciò che è, è. Accetta e lascia che accada; lascia che appaia proprio davanti a te.
In realtà, il solo affermare: “Non reprimere”, non è sufficiente.
Se me lo permetti, vorrei dire: “Fattela amica”.
Ti senti triste? Fai amicizia con questa sensazione. Abbi compassione. Anche la tristezza ha un suo essere. Lascialo apparire, abbraccialo; siedi insieme ad esso, e tienilo per mano. Sii amichevole. Amalo. La tristezza è bellissima! Non c’è nulla di sbagliato in essa.
Chi ti ha detto che c’è qualcosa di sbagliato nell’essere tristi?
La tristezza può solo darti profondità.

La risata è superficiale, la felicità è solo a fior di pelle.

La tristezza arriva fino alle ossa, al midollo. Nulla va così in profondità come la tristezza. Quindi non preoccuparti.
Resta con l’emozione, ed essa ti condurrà fino al tuo nucleo più profondo.
Viaggerai su quest’onda e sarai in grado di apprendere alcune cose nuove sul tuo essere, cose che non avevi mai saputo prima.
Quelle cose possono esserti rivelate solo in uno stato di tristezza, non in uno di gioia.

L’oscurità è anch’essa positiva, l’oscurità è anch’essa divina.
Una persona che riesce essere paziente con la sua tristezza, all’improvviso una mattina scoprirà che la felicità sta sorgendo nel suo cuore da qualche fonte nascosta.
Quella fonte nascosta è l’esistenza.

Ti sei guadagnato la felicità se sei stato autenticamente triste; se sei stato autenticamente disperato, infelice, ti sei guadagnato il paradiso.
Ne hai pagato il prezzo.
Affronta la vita, confrontala.

Ci saranno momenti difficili, ma un giorno vedrai che quei momenti difficili ti hanno dato forza, proprio perché li hai affrontati.
Erano necessari.
Mentre li stai attraversando sono difficili, ma dopo vedrai che ti hanno reso più integrato.

Senza quei momenti non avresti mai trovato il tuo centro, le tue basi.

Fa’ che esprimere sia una delle azioni fondamentali della tua vita.
Se devi soffrire per questo, soffri pure,
ma non sarai mai un perdente.!!
Quella sofferenza ti renderà sempre più capace di goderti la vita, di celebrare la tua vita.

Osho
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domenica 24 novembre 2019

l’amore è la terapia più grande che esista

L’uomo ha bisogno di sentire che si ha bisogno di lui. E’ uno dei bisogni fondamentali dell’essere umano. A meno che non ci sia qualcuno che si prende cura di noi, incominciamo a morire. A meno che una persona non sente di avere significato per qualcuno, almeno per qualcuno, la sua vita intera diventa insignificante. Così l’amore è la terapia più grande che esista. Il mondo ha bisogno di terapia perché nel mondo manca l’amore. In un mondo d’amore non ci sarebbe assolutamente bisogno di terapia. L’amore sarebbe sufficiente, più che sufficiente. L’abbraccio è solamente un gesto di amore, di calore, di cura. La sensazione di calore che fluisce dall’altra persona, scioglie il tuo ego freddo come il ghiaccio. Ti fa sentire di nuovo un bambino.
Gli psicologi sono ora ben consapevoli del fatto che a meno che un bambino venga abbracciato, gli mancherà del nutrimento. Come il corpo ha bisogno di cibo, così l’anima ha bisogno d’amore. Puoi soddisfare tutti i bisogni fisici del bambino, puoi dargli tutti i comfort fisici, ma se manca l’abbraccio il bambino non crescerà un essere integro. Da qualche parte rimarrà profondamente triste, senza cura, rifiutato, ignorato. E’ stato accudito, ma non nutrito.
E’ stato osservato che un bambino che non è abbracciato comincia a dimagrire, può perfino morire, sebbene tutto il resto gli venga dato. Se per quello che riguarda il corpo, gli viene data ogni cura, ma non c’è amore intorno al bambino, lui diventerà isolato; diventerà disconnesso dall’esistenza.
Sigmund Freud aveva molta paura dell’amore; aveva paura del suo amore represso. Aveva paura che potesse rimanere coinvolto. Voleva rimanerne fuori, non essere coinvolto con l’altra persona, non diventare parte della sua interiorità, non entrare in acque profonde, ma rimanere un osservatore scientifico, distaccato, freddo, lontano. Voleva creare la psicoanalisi come se fosse una scienza. Non è una scienza, e non sarà mai una scienza! E’ un’arte, ed è molto più vicino all’amore che alla logica.
Solamente un Buddha può essere un vero terapista perché non ha problemi irrisolti. Può unirsi e sciogliersi nel paziente; infatti, per lui il paziente non è assolutamente un paziente.
Perché l’abbraccio è uno strumento così incredibilmente terapeutico?
Quando ami una persona, le espressioni verbali non sono abbastanza; le parole non sono abbastanza; occorre qualcosa di più sostanziale; le parole sono solo astratte. Devi fare qualcosa! Prendile la mano, abbracciala, baciala e avvolgila: ciò aiuterà entrambe: se riesci a scioglierti in un abbraccio, vi sentirete tutti e due diventare più giovani, più freschi, più vitali. Questo è l’intero processo di guarigione.
Osho “The Wild Geese and the Water”
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sabato 23 novembre 2019

il guaritore è in grado di vedere ...

... il guaritore è in grado di vedere se il sistema energetico della persona è bilanciato o meno. In questo modo, non è necessario che venga messo al corrente del problema prima che scruti il sistema energetico. Se sa in cosa consiste il disturbo prima di cominciare l’osservazione, potrebbe concentrare l’attenzione su un’area particolare.

Anche se non conosce la natura del problema, quando guarda il sistema energetico lo scoprirà comunque. Certo, dipende dalla profondità che il guaritore raggiunge nel corso dell’osservazione. È un po’ come portare l’automobile dal meccanico. Non è necessario che venga informato sul guasto in anticipo per riuscire a riparare il veicolo. L’esame a cui egli stesso sottoporrà l’auto gli rivelerà cosa deve fare. Spesso, infatti, vengono guariti problemi che la persona non aveva comunicato al guaritore e ai quali non aveva neppure pensato, ma di cui ammette l’esistenza una volta che il guaritore glieli ha descritti.

Bisogna sottolineare in questa sede che i guaritori non si occupano di effettuare diagnosi di malattie. Essi si limitano a valutare lo stato di equilibrio nell’ambito di un sistema energetico. Riescono a individuare una tensione in una particolare zona della coscienza, ma quella tensione può manifestarsi in molti modi diversi. Se un guaritore individua delle ombre, per esempio, non è corretto dire che quella persona ha il cancro.

Analogamente, il guaritore non può dire alla persona che essa non ha più il cancro; può solo commentare dicendo che non rinviene più tracce di esso nel sistema energetico del paziente. Quindi il guaritore non si impone in aree che sono riservate, per legge, ai medici.




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venerdì 22 novembre 2019

Mahamudra è l'orgasmo finale

Quanto succede nella scrittura automatica, succede nel latihan con tutto il corpo. Non lasci solo la mano sciolta e naturale, ma tutto il corpo e aspetti e cooperi. Improvvisamente senti un impulso; e il tuo braccio si alza da solo, come se qualcuno lo sollevasse con dei fili invisibili. Lascia che si muova. Poi una gamba comincia a muoversi, poi cominci a voltarti, e inizi una piccola danza, caotica, senza ritmo, senza alcuna manipolazione da parte tua; e, pian piano, man mano che ti ci addentri più profondamente, la danza prende un proprio ritmo. Allora non è più caotica; si ordina, acquista una disciplina: ma una disciplina che non sei tu a darle. È la tua possibilità più alta che si impadronisce del tuo corpo e lo muove. Il latihan è il primo passo. A poco a poco nel latihan ti sentirai bello e ti accorgerai che si sta verificando un incontro fra te e il cosmo. Ma è solo il primo passo: in sé è molto bello, ma non è tutto. Perciò nel Subudh manca qualcosa: io vorrei che tu percorressi il cammino fino in fondo. Fai il latihan per almeno mezz'ora: un'ora di latihan è magnifico. Passa a poco a poco da mezz'ora a un'ora. In un'ora il corpo si ripulisce da cima a fondo, in ogni poro, in ogni cellula. È una catarsi, e ti fa sentire completamente rinnovato; ogni impurità è bruciata. È ciò di cui parla Tilopa: nel fuoco di Mahamudra sono consumati tutti i peccati. Il passato è gettato nel fuoco: è una rinascita. E senti l'energia inondarti, dentro e fuori. La danza non è solo esterna. Ben presto, quando entri in sintonia con la danza, ti accorgi di una danza interna; ti accorgi che non danza solo il tuo corpo, ma che dentro anche l'energia danza. E le due cose cooperano l'una con l'altra. E allora si verifica una pulsazione, ti senti pulsare in sincronia con l'universo; hai trovato il ritmo dell'universo. Da trenta a sessanta minuti: comincia con trenta, per finire con sessanta. Troverai da solo il tempo giusto per te: se ti senti in sincronia dopo quaranta minuti, quello è il tuo tempo; se ti senti in sincronia dopo venti minuti, quello è il tuo tempo. E quando hai trovato il tempo che ti occorre per entrare in sincronia, prosegui la tua meditazione: se ti senti in sincronia dopo dieci minuti, basteranno venti minuti di latihan; se ti senti in sincronia dopo un quarto d'ora, basterà mezz'ora. Fai durare la tua meditazione il doppio del tempo che ti occorre per entrare in sincronia, così da essere sicuro di ripulirti completamente. E termina con una preghiera. Quando sei del tutto ripulito e il tuo corpo si sente rinfrescato (hai fatto una doccia di energia e il corpo si sente integro, indiviso; ha perso il proprio carattere materiale, e lo senti piuttosto come energia, movimento, processo, come qualcosa di non-materiale) allora sei pronto. Allora inginocchiati. È bello inginocchiarsi: inginocchiati come fanno i sufi, o come fanno i musulmani, quando pregano nella moschea: è la posizione migliore per la preghiera. Poi alza entrambe le mani al cielo, a occhi chiusi; e sentiti un recipiente cavo, un bambù cavo, sentiti cavo internamente come un vaso di terracotta. La tua testa è la bocca del vaso: e l'energia ti cade in testa con forza possente, come se fossi sotto una cascata. Sei effettivamente sotto una cascata; e, dopo il latihan, sarai in grado di percepirla. Non è una doccia, ma una vera e propria cascata. E, quando sei pronto, cade con maggior forza, e il tuo corpo comincia a tremare, come una foglia agitata da un forte vento; oppure proprio come quando sei sotto una cascata. Se sei stato sotto una cascata, sai cosa voglio dire; se no, vacci, e prova che sensazione dà. È la stessa sensazione che proverai dopo il latihan. Sentiti cavo internamente, solo vuoto dentro, e sentiti riempito dall'energia che piove su di te. Lasciala scendere in te quanto più profondamente è possibile, di modo che raggiunga ogni angolo del tuo corpo, mente e anima. E quando ti senti riempito completamente, e tutto quanto il tuo corpo trema, china il capo a terra, e versa l'energia nella terra. Prendi dal cielo e restituisci alla terra; tu sei solo un bambù cavo dentro. Inchinati sette volte. Prendi dal cielo e versa nella terra; bacia la terra, e versa in lei, vuotati completamente. Vuotati tanto completamente quanto prima ti sei riempito. Poi alza di nuovo le mani al cielo, riempiti di nuovo, e versa di nuovo l'energia nella terra. Ripetilo per sette volte; perché ogni volta l'energia penetra in uno dei cakra, in uno dei centri del corpo e ogni volta penetra più a fondo. Facendolo meno di sette volte ti lascerà un senso di irrequietezza, perché l'energia resterà sospesa a metà strada. Deve penetrare in tutti e sette i cakra, in modo da svuotarti completamente, da renderti un canale sgombro. L'energia cade dal cielo, e penetra nella terra: tu ti limiti a passare l'energia alla terra. Come nei circuiti elettrici, ci vuole un filo a terra. L'energia viene dal cielo ed entra nella terra; e tu sei collegato alla terra. E sei un recipiente, un bambù cavo, che trasmette l'energia. Per sette volte: puoi farlo più di sette volte, se vuoi, ma non meno. Questo processo è Mahamudra nella sua completezza. Se lo fai ogni giorno, presto, in circa tre mesi sentirai di non esserci più. Sarà solo l'energia a pulsare con l'universo: ma non ci sarà nessuno, l'ego sarà andato perduto, non ci sarà più nessuno che agisce. Ci sarà l'universo, e tu, l'onda che pulsa con l'oceano. Quello è Mahamudra, è l'orgasmo finale, lo stato di coscienza più estatico che sia possibile.


Osho la via di TILOPA
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Sii nulla, e raggiungi tutto.

Letteralmente Mahamudra significa "il grande gesto", l'ultimo

gesto, l'ultimo gesto possibile, oltre il quale nulla più è possibile.

Mahamudra non poggia su nulla.

Sii nulla, e raggiungi tutto.

Muori, e divieni un dio.

Dissolviti, e divieni il tutto.

Scompare la goccia

e nasce l'oceano.

Non stare aggrappato a te stesso. È quello che hai sempre fatto, in

tutte le tue vite passate: nel timore che, se avessi lasciato andare l'ego,

avresti guardato giù, e visto sotto di te un abisso senza fondo...

Perciò ci aggrappiamo a piccole cose, continuiamo ad aggrapparci

a qualcosa. L'aggrapparsi è un riflesso della consapevolezza interna di

un immenso vuoto. Perciò senti il bisogno di qualcosa cui aggrapparti;

ma il tuo aggrapparti è il samsāra, è la tua infelicità.

Lasciati cadere nell'abisso: quando ti lasci cadere nell'abisso,

divieni l'abisso stesso.

Allora non c'è più morte; un abisso non può morire.

Non c'è più fine; un nulla non ha fine.

"Qualcosa" può aver fine, deve necessariamente aver fine:

solo il nulla è eterno.

OSHO
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lunedì 18 novembre 2019

Il Denaro è il Tuo Amore per le Cose

Il denaro non è ciò che appare. Il denaro è un fenomeno con radici molto profonde. Il denaro non è una semplice realtà esteriore che si manifesta in banconote, ha a che fare con la tua mentalità e con il tuo atteggiamento interiore.
Il denaro è il tuo amore per le cose, il denaro è la tua fuga dalle persone, il denaro è la tua sicurezza contro la morte, il denaro è il tuo sforzo di controllare la vita, il denaro rappresenta mille e una cosa. Il denaro non si manifesta solo nelle banconote, altrimenti le cose sarebbero molto facili.
Il denaro rappresenta il tuo amore - amore per le cose, non per le persone. L’ amore per le cose è più rilassante, perché le cose sono morte, puoi possederle con estrema facilità. Puoi possedere una grande casa, un palazzo - ti è facile possedere il palazzo più lussuoso - ma non puoi possedere nemmeno il bambino più piccolo; perfino quel bambino si oppone, anche quel bambino lotta per la sua libertà. Un bambino piccolo, per quanto piccolo, è pericoloso per l’uomo che vuole possederlo. Si ribellerà, diventerà un ribelle, ma non permetterà a nessuno di possederlo.
Coloro che non riescono ad amare le persone, cominciano ad amare il denaro, perché il denaro è un mezzo per possedere le cose. Più denaro hai, più cose puoi possedere; e più oggetti riesci ad avere, più sei in grado di dimenticare le persone.
Possiederai molte cose, ma non proverai alcuna soddisfazione, perché solo amando una persona raggiungi una profonda contentezza. Il denaro non si ribellerà, ma non può nemmeno corrisponderti, questo è il problema. Ecco perché gli avari diventano molto brutti. Nessuno ha mai corrisposto il loro amore.
Come puoi essere bello, se l’ amore non si posa su di te? Se l’ amore non diffonde in te la sua fragranza come un fiore, come puoi essere bello? Diventi brutto. Chiuso. Un uomo che possiede denaro, o cerca di possederne, è avaro, e avrà sempre paura degli individui e della gente, perché se permette loro di avvicinarsi, essi potrebbero condividere i suoi averi.
Se accetti la vicinanza di qualcuno, devi permettere anche qualche condivisione. La gente che ama gli oggetti diventa simile a un oggetto spento, chiuso. In loro non vibra nulla, niente danza né canta in loro, i loro cuori non battono più, vivono una vita meccanica. Si trascinano stancamente, appesantiti, appesantiti da molti oggetti, ma non hanno nessuna libertà, perché solo l’ amore può darti libertà; ma l’ amore può darti libertà solo se tu dai libertà all’ amore.
La gente che ha paura di amare, diventa possessiva rispetto al denaro. La gente che ama, diventa non-possessiva, non dà molta importanza al denaro. Se ce n’è, benissimo, lo si può adoperare; se non ce n’è, va bene lo stesso, perché l’ amore è un regno così vasto, che nessuna somma potrà mai acquistarlo.
L’ amore è un appagamento profondo: puoi essere un mendicante in mezzo alla strada e tuttavia, se hai l’ amore nel cuore, puoi cantare. Se hai amato e sei stato amato, l’ amore ti incorona, fa di te un re. Il denaro non fa altro che abbruttirti.
Io non sono contro il denaro. Non sto dicendo: "Vai e buttalo via", perché quello è un altro estremo. Anche quello è l’ultimo passo di una mente avara. Un uomo che ha sofferto troppo a causa del denaro, che si è aggrappato ai soldi, senza riuscire ad amare nessuno, né ad aprirsi agli altri, alla fine diventa così frustrato che getta via tutti i suoi soldi, rinuncia a tutto e va sull’Himalaya, entra in un monastero tibetano e diventa un lama.
Quest’uomo non ha compreso.
Se capisci, il denaro può essere usato, ma coloro che non capiscono, o sono avari e non riescono ad usare il denaro, oppure rinunciano ai soldi, perché anche con la rinuncia salvano la stessa vecchia mente. Ora non ci sono più problemi su come usarlo: rinunci a tutto e scappi. Ma non sono in grado di usarlo, hanno paura di usarlo.
Sono in grado di rinunciare, ricordati di questo. Ho visto avari rinunciare completamente a tutto. L’uomo che fondò l’università di Sagar, in India… io studiavo lì. Quest’uomo era un tipo più unico che raro, si chiamava Dr. Hari Singh Gaur. Non, ho mai incontrato un avaro più avaro di lui, né ho mai incontrato qualcuno che abbia rinunciato così tanto.
In entrambe le situazioni era perfetto. Per tutta la vita non ha mai dato un solo paisa a nessuno, nessun mendicante ha mai ricevuto qualcosa dalla sua villa. Se nella sua città, Sagar, si veniva a sapere che qualche mendicante voleva andare a elemosinare nella casa di Hari Singh, tutti scoppiavano a ridere, dicendo: "Sembra nuovo del posto."
Nessuno ha mai ricevuto niente. Non donò mai una singola rupia per alcuna causa umanitaria, o di altro genere. Non donò mai un singolo paisa per il Movimento Nazionale di Liberazione Indiano - no, non era nel suo stile. Era un perfetto avaro, ed era uno dei più grandi avvocati del mondo. Aveva tre uffici, uno in India, uno in Cina e uno in Inghilterra, ed esercitava per quattro mesi in Inghilterra, per quattro mesi in India, e per quattro mesi in Cina. Era uno dei migliori avvocati del mondo.
Aveva accumulato un’enorme fortuna, e alla fine donò tutti i suoi averi. L’intera università di Sagar è stata creata con la donazione di una persona sola. È una delle università più belle. Ma quando si decise a donare, donò tutto ciò che aveva.
Vi sorprenderà sapere che donò proprio tutto, e non lasciò un solo paisa ai propri figli. Ora essi si sono rivolti ai tribunali, non hanno niente, sono mendicanti per la strada. L’avaro rimane avaro fino alla fine, anche quando rinuncia. Non è riuscito a dare ai suoi figli un solo paisa, eppure ha potuto rinunciare a ogni cosa.
Prima ti metti ad accumulare soldi come un pazzo, poi un giorno capisci che hai sprecato tutta la tua vita. Quando lo capisci, cominci ad aver paura, eppure la vecchia abitudine persiste. Puoi dare via tutto, dimenticartene e scappare, ma non sei in grado di condividere con gli altri.
Se un uomo di comprensione ha denaro, lo condivide con gli altri, perché il denaro non è funzionale a se stesso, ma alla vita. Egli lo può gettare al vento, se sente che la vita lo richiede, che l’ amore lo richiede, ma non si tratta di una rinuncia: anche in questo caso, lo sta usando. L’ amore è la sua meta; il denaro non è mai lo scopo, è il mezzo.
Per la gente che rincorre il denaro, i soldi sono lo scopo, l’ amore diventa un semplice mezzo. Perfino le loro preghiere sono funzionali al denaro; perfino la preghiera diventa un mezzo per far soldi.
Il denaro è un fenomeno molto complesso. Perché tanta gente ne è così attratta? E perché così tante persone? Il denaro ha un fascino particolare, un fascino magnetico. Il denaro nasconde in sé un fascino ipnotico, e il suo fascino è la possibilità di possederlo in modo assoluto. Il denaro è molto docile, diventa uno schiavo; e l’ego si sente molto soddisfatto.
L’ amore non è docile, l’ amore è un ribelle. Non puoi possedere l’ amore. Puoi possedere una donna, puoi possedere un uomo, ma non potrai mai possedere l’ amore. Se possiedi una donna, quella donna diventa denaro, un oggetto; se possiedi un uomo, l’uomo è diventato denaro, un oggetto, uno strumento.
Un uomo è un uomo, e una donna è una donna, solo quando sono fini in se stessi, non mezzi per raggiungere altri scopi. Il denaro è il mezzo, ed essere ossessionati dai mezzi è la più grande follia che possa capitare a un uomo, e la più grande disgrazia.
Il denaro non dovrebbe diventare una meta, e con questo non intendo dire che dovreste rinunciarvi e darvi all’accattonaggio - usatelo, è un ottimo strumento. Io non sono contrario al denaro, non ho niente da dire a suo sfavore.
Sto parlando di te e della tua possessività, non del denaro. Il denaro può essere meraviglioso - se non viene posseduto, se non ne sei ossessionato, può essere stupendo. Il denaro è simile al sangue che circola nel corpo: nel corpo della società circola il denaro, ne è il sangue. Aiuta la società ad arricchirsi, a essere viva - ma assomiglia al sangue.
Avrete sentito parlare di malattie in cui il sangue si ferma e non può più circolare, si formano grumi di sangue e diventano ostacoli, per cui il sangue non può più circolare nel corpo. In questo caso rimani paralizzato, e se i grumi si formano nel cuore, muori.
Se il denaro circola, passa da una mano all’altra, continua a circolare: più scorre, meglio è, in questo caso il sangue circola a perfezione, e la vita è salute. Ma quando compare un avaro, si genera un grumo; in un punto del percorso, qualcuno sta accumulando, non spartisce, e questo genera un grumo nella circolazione sanguigna.
Quell’uomo è d’intralcio, egli stesso non è vivo e, a causa del suo ostruzionismo, non permette ad altri di vivere. Il denaro ha smesso di circolare. Il sangue che circola è vita, il sangue rappreso, fermo, è morte. Il denaro che circola è vita, il denaro rappreso, fermo, è morte.
Io sono favorevole a una società in cui il denaro circola velocemente, nessuno vi si aggrappa, tutti lo usano, e ricordate la legge fondamentale del denaro: più lo si usa, più acquista valore. Per esempio, noi siamo seduti qui: se voi tutti avete in tasca cento rupie… se dieci persone hanno in tasca cento rupie, e le tengono per sé, queste dieci persone hanno solo mille rupie morte. Ma quando queste rupie entrano in circolazione, se fanno due giri, diecimila sono diventate ventimila, se fanno tre giri diventano trentamila; e se fanno quattro giri… più circolano, più denaro c’è, perché quando cento rupie sono proprietà di un solo uomo, queste cento rupie sono morte. Se egli le usa e le passa a qualcun altro, esse torneranno a lui, perché anche gli altri le stanno usando; ora lui possiede duecento rupie, e poi trecento, quattrocento, cinquecento… più le usi, più il denaro passa dall’uno all’altro, più circola, maggiore è la ricchezza della società.
L’America è ricchissima, perché l’America è il Paese meno avaro del mondo. Il denaro circola velocemente; ognuno usa tutti i soldi che possiede, e perfino il denaro che guadagnerà in futuro, anche quello viene usato. È inevitabile che il Paese diventi ricco.
Ed è inevitabile che un Paese come l’India rimanga povero: la gente si aggrappa al denaro. Se ti aggrappi al denaro, il Paese resterà povero. Quando nessuno lo usa, il denaro diventa simile a grumi nel sangue. In India esistono due tipi di persone: gli avari e coloro che rinunciano. Entrambi questi personaggi sono anormali, nevrotici, malati.
Si dovrebbe avere denaro, guadagnare denaro, produrre denaro - e usarlo. Si dovrebbe guadagnare soldi, solo per usarli, e usarli solo per poi averne ancora; diventa un circuito. In questo caso, una persona è allo stesso tempo un avaro e uno che rinuncia. Quando sei contemporaneamente un avaro e uno che rinuncia, non sei né un avaro, né uno che rinuncia: ti limiti a godere qualsiasi cosa il denaro possa darti.
Il denaro può darti molte cose, e allo stesso tempo non può darti molto; se lo usi, scopri quello che il denaro può darti. Il denaro può fornire tutto quanto è esteriore - le cose di questo mondo, e in esse non c’è nulla di male.
Non c’è niente di male nel possedere una casa meravigliosa; non c’è niente di male nel possedere un bellissimo giardino, il denaro te li può dare. Ma il denaro non può darti l’ amore, sarebbe aspettarsi troppo dal povero denaro.
Ci si deve aspettare solo ciò che è possibile aspettarsi, non ci si dovrebbe spingere nell’impossibile. Chiedere al povero denaro di darti l’ amore - poveri soldi: non lo possono fare. Ma non c’è nulla di sbagliato, non arrabbiarti coi soldi! Non bruciarli, non gettarli via per rifugiarti sull’Himalaya.
Hai chiesto qualcosa che un uomo di comprensione non si sarebbe mai sognato di pretendere - sei solo stato un folle. Il denaro non c’entra.
Un monaco girovago due o tre anni fa, venne a trovarmi: era un acerrimo antagonista del denaro. Non lo avrebbe mai neppure toccato - questa è una nevrosi. Esistono persone che per tutto il giorno non fanno che contare soldi, e anche la notte nelle loro menti continuano a contare.
Il denaro è l’unica cosa che toccano con mani amorose, non sono in grado di toccare nient’altro con tanto amore. Osserva i loro occhi quando guardano le banconote - luccicano. Sono ipnotizzati. Sono persone nevrotiche. Ma esistono anche altri tipi di nevrotici… questo monaco itinerante che venne da me, non avrebbe mai toccato una lira. Dunque gli chiesi: "Deve essere ben difficile per te: come hai fatto ad arrivare fino a Bombay, per venire a trovarmi?"
Mi rispose: "Non ci sono affatto difficoltà." Mi mostrò due uomini, i suoi discepoli: "Loro lo possono toccare, non sono esseri molto evoluti."
Che follia! Loro potevano comprare il biglietto, avere soldi, ma lui diceva: "Io non lo tocco, sono andato al di là."
Ma che senso ha? Non solo usi il denaro, ma usi altre due persone come se fossero le tue tasche. Hai ridotto due persone, due esseri viventi, alla condizione di tasche; hai commesso un assassinio. Che cosa c’era di male a tenerlo nelle tue tasche?
E l’uomo commentò:" Sembra che tu sia favorevole al denaro. Ma cosa può offrirti il denaro? Può il denaro donarti l’ amore? Può il denaro darti Dio?"
Ribattei: "Sei uno stupido a chiedere l’ amore e Dio a queste povere lire, le tue aspettative sono false. Il denaro non ti ha mai promesso questo, ma tutto ciò che il denaro promette, può dartelo. Non ti ha mai promesso che ti avrebbe dato l’ amore. Se te lo aspetti, sei un idiota."
Le persone che si sono aspettate troppo dal denaro, un giorno diventano nemiche del denaro. Allora lo sfuggiranno, allora non lo toccheranno più. Perfino Vinoba chiude gli occhi se gli porti dei soldi, non vorrà vederli. Che assurdità! Che c’è di male nei soldi? Qualcosa dentro di lui sembra conservare ancora la vecchia avarizia, la ferita sembra non essersi ancora rimarginata, altrimenti perché chiudere gli occhi? Che c’è di male in una banconota? È solo un foglio di carta, e queste persone spirituali insistono nel dire che non è altro che carta. Se metti in mano loro un comune foglio di carta, lo toccano, ma quando dai loro una banconota, la gettano via, come fosse uno scorpione o una malattia mortale.
La nevrosi può spostarsi da un estremo all’altro!
Usa i soldi. Il denaro è meraviglioso, preso nei suoi limiti, e questi sono sufficientemente ampi! Per quanto riguarda il mondo, raggiunge distanze remote, ma non aspettarti amore, perché l’ amore appartiene alla sfera interiore, all’essere interiore, e non chiedere Dio, perché Dio è trascendentale.
Usa ogni cosa in base alle sue capacità, non in base ai tuoi sogni. Così sarai un uomo sano, ed essere sani vuol dire essere sacri.
Non essere anormale, da nessun punto di vista. Sii normale, ordinario, crea solo una comprensione maggiore, così potrai vedere.
Il denaro può essere usato, dovrebbe essere usato, può darti un mondo meraviglioso. Altrimenti, prima o poi, se sei contro il denaro, creerai un Paese sporco come l’India: tutto è sporco - ma gli indiani pensano di essere grandi spiritualisti. Tutto è diventato brutto, ma essi pensano di essere grandi anime, perché hanno rinunciato. Per questo le cose si trovano in un tale stato di bruttura. Essi pensano che la cosa da farsi sia chiudere gli occhi, e non guardare all’esterno.
Guardare l’esterno va bene, perché l’esterno è una creazione di Dio; ed è bene guardare all’interno, perché all’interno è seduto il Creatore. Entrambi sono perfetti. Gli occhi sono fatti per battere; non si presuppone che stiano sempre aperti, né si prevede che stiano chiusi per sempre. Sono fatti per battere - aprirsi e chiudersi, aprirsi e chiudersi. Questo è il ritmo - fuori e dentro, fuori e dentro.
Guarda all’esterno - lo splendore della creazione; guarda all’interno - lo splendore di Dio. E col tempo vedrai che l’interno e l’esterno si incontrano e si fondono e diventano uno.
Il denaro non è affatto un problema - a meno che tu non lo voglia far diventare un problema. Nel corso dei secoli, le cosiddette persone religiose si sono preoccupate molto del denaro. Non esiste inezia più grande! Né più grande preoccupazione. Giocaci! Se ne hai, godine; se non ne hai, godine. Cos’altro puoi fare, se non ne hai? Godine! E quando ne hai, cos’altro puoi fare? Godine! Non creare inutili problemi: il denaro è un giocattolo. A volte lo possiedi - giocaci.
Ma la mia sensazione è che le persone incapaci di giocare col denaro, rinunciano ai soldi - sono troppo serie in merito. Per questo si preoccupano troppo dei soldi, perché in profondità vi sono aggrappate.
Lo sapevi? Il primo discepolo del Mahatma Gandhi, Vinoba Bhave, non può guardare i soldi. Se gli porti una banconota da una rupia - qualcosa di insignificante, che non ha alcun valore economico - chiude gli occhi… ebbene, che attitudine è mai questa? E lo si ritiene un atteggiamento da grande santo; è elogiato in tutto il Paese, perché è libero dal denaro.
Se sei veramente libero dal denaro, perché chiudi gli occhi? Quella rupia è forse così attraente da farti chiudere gli occhi? Hai forse paura di saltare addosso a quell’uomo, se non chiudi gli occhi? Una ragione deve esserci; sembra un po’ ossessivo. Esiste una profonda paura - altrimenti perché chiudere gli occhi? Ti passano davanti un’infinità di cose, e tu non chiudi gli occhi - solo col povero denaro!
E il denaro non è nulla - è solo un espediente per scambiarsi delle cose. Ma la gente veramente avara in profondità, che si aggrappa, a causa di questo aggrapparsi, della propria avarizia, vive una profonda disperazione, è infelice. Essi pensano che il denaro ne sia responsabile. Non è il denaro a causare la loro infelicità, come può il denaro generare la tua infelicità? È l’avarizia che crea la tua infelicità.
Pensando che sia il denaro a causare infelicità, rinunciano al denaro, fuggono dal mondo del denaro. E a quel punto vivono nella paura costante; allora, nei loro sogni, di certo entrano nelle banche e aprono tesori, o cose simili - fanno l’ amore coi soldi. È inevitabile che accada.
Il denaro non è un problema! Può essere usato! Se ne hai, usalo; se non ne hai, allora usa la libertà che nasce dal non averne. Questo è il mio approccio. Se sei ricco, godine; la ricchezza porta con sé cose che nessun povero potrà mai godersi. Io sono stato sia ricco che povero, e in tutta onestà ti dico: ci sono alcune cose che solo i ricchi possono godersi. Godine quando sei ricco. E di nuovo ti dico, sono stato sia ricco che povero, e ci sono alcune cose che solo i poveri possono godersi. E non c’è modo di goderle entrambe contemporaneamente.
Quindi, in ogni caso, qualsiasi cosa accada, godine. Un povero ha una sorta di libertà. La povertà implica una forma di pulizia, di rilassamento, di appagamento. La mente non è molto preoccupata; non c’è nulla di cui preoccuparsi. Puoi dormire benissimo; per un povero l’insonnia è impossibile. Quindi, dormi bene e russa, e godi la libertà che la povertà porta con sé.
E a volte, quando ti ritrovi ricco, godi la ricchezza, perché ci sono alcune cose che solo un ricco può godersi. Puoi possedere i quadri migliori sui tuoi muri; un povero non li può avere. Puoi avere in casa tua la musica migliore; il povero non può averla. Puoi creare un giardino Zen intorno alla tua casa; un povero non lo può avere. Puoi leggere poesia, puoi dipingere, puoi suonare la chitarra, puoi cantare, puoi danzare, puoi meditare - ti si aprono mille e una opportunità.
Il mio approccio è: in qualsiasi situazione, guarda semplicemente cosa ne puoi trarre. Se è la povertà, diventa un Buddha, inizia a vagabondare; prendi una ciotola per elemosine - e goditi la bellezza che solo un povero può avere. Non ha fissa dimora, oggi è qui, domani se n’è andato. È un flusso; non si aggrappa a un posto, non ha casa. Non si deve preoccupare perché le piogge stanno arrivando e il tetto dev’essere riparato. Non si deve preoccupare del fatto che qualcuno possa rubargli qualcosa - non ha nulla.
Goditi la povertà, quando sei povero, e goditi la ricchezza - in quel caso diventa un janaka, un imperatore, e goditi tutte le bellezze che con il denaro diventano raggiungibili.
Il mio approccio è globale. Non ti insegno a scegliere. Dico semplicemente: qualsiasi sia la situazione, la persona intelligente ne trarrà qualcosa di bello. La persona priva di intelligenza soffre: se ha soldi, soffre perché il denaro porta con sé preoccupazioni; non gode la musica che il denaro rende accessibile, la danza che il denaro rende accessibile, la pittura. Se ha soldi, non va sull’Himalaya per riposarsi, per meditare e cantare e urlare nelle valli e parlare alle stelle. Si preoccupa, perde il sonno, perde l’appetito - quando ha soldi fa la scelta sbagliata. E quest’uomo, se gli succede di diventare povero, se grazie a Dio diventa povero, ecco che soffre la povertà. In quel caso continua a preoccuparsi perché "Non ho questo e non ho quest’altro." Hai la povertà! Godine!
Ma ci sono persone che in ogni situazione sbagliano: ovunque si trovino, scelgono sempre la parte negativa, e soffriranno. E ci sono persone - e io definisco intelligenti quelle persone, e vorrei che la mia gente fosse intelligente… ovunque vi trovate, cercate di godervi la situazione.
Nella mia infanzia è successo: una volta mio padre era molto in collera, per cui mi chiuse a chiave nel bagno. Io meditai! Che altro fare…? Dopo tre, quattro ore, lui si preoccupò. Era nel negozio, ma a disagio. Si preoccupò di cosa mi fosse successo, e da casa non era arrivata alcuna notizia - la mamma non aveva mandato alcun messaggio, nessun servitore era venuto a dirgli cosa mi era accaduto. Ero scomparso? O cos’altro? Oppure qualcuno aveva aperto la porta del bagno? Per cui non riuscì a lavorare, dovette venire a vedere.
Si avvicinò e ascoltò e c’era silenzio. Bussò e io gli dissi: "Non disturbarmi." Quella fu l’ultima volta che mi punì a quel modo. Non aveva senso! Disse: "Ero così preoccupato che non riuscivo a stare in negozio - sono dovuto venire."
Dissi: “Che assurdità! lo mi stavo divertendo."
Nella mia scuola, durante l’infanzia, nella seconda elementare, il mio insegnante era molto severo e aveva l’abitudine di punire ordinando: "Fai sette giri di corsa intorno alla scuola, svelto!" E mi diede questa punizione - fai sette giri - dissi: "Perché non diciassette?" Chiese: "Sei matto?” Dissi: “Un esercizio così bello… lo vorrei fare ogni mattina!"
E iniziai a farlo tutte le mattine. Mi vedeva e si dava dei colpi in testa - diceva che avevo distrutto la sua punizione, facendone un esercizio. L’avevo usato! A quel punto smise di punirmi.
Perché non usare un’opportunità, qualsiasi essa sia? E se sei attento, puoi cogliere opportunità ovunque - perfino la prigione, puoi usarla come una grossa opportunità. Viceversa, ci sono persone libere sotto il cielo che non usano quell’opportunità.
Denaro o non denaro, casa o non casa… ciò che conta non è ciò che dovresti avere: l’importante è ciò che dovresti fare, qualsiasi cosa tu abbia.
Lo vedi? La mia enfasi è del tutto diversa. Tu scompari… e poi lasci che le cose accadano. Se ti senti bene a vivere nel mondo degli affari, allora questo sarà naturale, perché esistono negozianti nati. Non pensare che esistano solo poeti nati - è sbagliato. Ci sono anche negozianti nati. Qualsiasi cosa tu faccia di loro, diventeranno negozianti; ovunque si trovino, apriranno un negozio. È inevitabile!
Non hai sentito di quell’ebreo?
Una nave era in viaggio e fu attaccata da un coccodrillo - un grosso coccodrillo, veramente gigantesco. E la gente iniziò a lanciargli in bocca di tutto - sedie e oggetti, tavoli e una borsa di aranci, e alla fine l’ebreo. Ma ogni volta il coccodrillo tornava all’attacco. Alla fine si resero conto: "Tutto questo non servirà. Continuiamo a dargli cose; per qualche istante il coccodrillo si distrae, poi torna all’attacco." Per cui, tutti insieme decisero di attaccarlo e gli squarciarono la pancia - e cosa videro? Ci crederesti? L’ebreo era seduto sulla sedia, il tavolo era di fronte a lui, aveva aperto la borsa di arance e le stava vendendo alle persone che erano state mangiate dal coccodrillo prima di lui!
È inevitabile… dove potrai mai andare? Ci sono negozianti nati. Pertanto, se sei un negoziante nato, anche quando sarai scomparso, rimarrai nel mondo degli affari. Ma allora la cosa avrà una qualità del tutto diversa - ne godrai. È il mondo di Dio! Un bellissimo sogno. Saprai che quei clienti sono clienti sognati, e le cose che tu darai loro sono solo sogni, e il denaro che fai è solo un sogno - ma perché non goderne? Quella gioia non è un sogno.
Lascia che te lo ricordi ancora: tutto è sogno, ma se riesci a goderne consapevolmente, quella gioia non è sogno - quella gioia è la meta di tutte le religioni. E se tutto è sogno, puoi goderne di più. In questo caso, non c’è nulla di cui preoccuparsi. Se arriva il successo, bene; se arriva il fallimento, bene.


Osho

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sabato 16 novembre 2019

IL GUARITORE

Di fatto, un guaritore non è veramente un guaritore, perché non c'è niente che lui faccia.La guarigione accade attraverso di lui, lui deve solo annullarsi.Essere un guaritore significa proprio non essere.Meno ci sei tu, meglio la guarigione può accadere.Più ci sei tu, più il passaggio è bloccato.È Dio, o il Tutto, o comunque tu preferisci chiamarlo, il guaritore.È la Totalità a guarire.Una persona malata è semplicemente qualcuno che ha creato dei blocchi tra sé e il Tutto, c'è una sconnessione. La funzione del guaritore è di riconnettere, di ricreare quel collegamento. Ma quando dico che la funzione del guaritore è di riconnettere, non intendo che il guaritore debba fare qualche cosa.Il guaritore è solo una funzione, chi fa è Dio, è il Tutto......Entra in quel contesto con profonda umiltà: abbi un profondo rispetto per il paziente.Mentre lo curi, metti a disposizione tutto il tuo sapere e diventa semplicemente un tramite per l’Energia di guarigione del Divino. Allora guarire diventa quasi un'esperienza di preghiera, un'esperienza di Dio, dell'Amore, del Tutto.

Osho
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venerdì 15 novembre 2019

UNA MORTE CONSAPEVOLE

UNA MORTE CONSAPEVOLE (prepariamoci all'inevitabile!)

La morte ci cammina incontro sin dalla nascita, non la eviteremo, non riusciremo a scappare. Nell’infanzia non si pensiamo, o neppure sappiamo che cos’è. Ma la morte arriva e porta via altre persone: parenti, amici, sconosciuti. Il grado dello shock che proviamo è diverso, ma ci capiamo finalmente che la vita non è eterna. La maggioranza di noi ne ha paura, perché la morte è sempre una perdita.
Temerla è normale, ma ognuno di noi dovrebbe dedicare del tempo alle riflessioni sulla morte, affinché la paura non si trasformi nel terrore. Se la intendiamo come una parte di questo mondo, di noi stessi, la morte non smetterà di perseguitarci, ma cambierà il nostro modo di vederla.


E ora ricordate i vostri sogni, i vostri piani per la vita. Quanto siete riusciti a realizzarli? Avete ottenuto tutto ciò che volevate? Ci state arrivando? Se non l’avete ancora fatto, la morte è fuori del vostro campo visivo e delle vostre sensazioni; rimandate tutto fino ai tempi migliori. Ma arriveranno...?

La consapevolezza della morte imminente è un potente stimolo per agire qui ed ora.

La tecnica:
- Nel corso della giornata cercate di prestare attenzione al respiro. L’atto di inspirare è la Vita; l’atto di espirare è la Morte. Sentite come il vostro corpo si riempie di vita mente inspirate, e sentite come la vita finisce quando espirate.
Trattenete il respiro e sentite come il fiume della vita se ne va dal corpo. State “morendo". Poi inspirate di nuovo, espirate e trattenete ili respiro. Prima sentite la differenza tra l’inspirazione e l’espirazione, tra la vita e la morte. Lasciatevi andare, datevi alla morte. Inspirate in maniera consapevole, e lasciate che l’espirazione la faccia il vostro corpo. Fate questo esercizio ogni volta che ve ne ricordate.

- Stendetevi, chiudete gli occhi, rilassatevi. Immaginate di essere morti. Concentrate la vostra attenzione sulle dita dei piedi. Sentite il calore; sta aumentando. Diventa sempre più forte, sale verso la pianta del piede, prende le gambe, si diffonde in tutto il corpo. Il calore è insopportabile, brucia il vostro corpo che diventa cenere. Rimane solo la vostra coscienza, limpida. Quando il calore invaderà tutto il vostro corpo, capirete di essere diventati un’altra persona. il vostro ego brucerà in questo fuoco, vi identificherete meno con il corpo fisico e potrete andare con più facilità nell’astrale.
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