sabato 1 agosto 2015

Foresta - un mondo di entità viventi

Entrate in una foresta: cercate di prendere coscienza che quella foresta è abitata.

In essa vive una moltitudine di creature invisibili che vanno e vengono, occupate in diverse attività, ed esse notano la vostra presenza; allora perché non cercare di entrare in relazione con loro? Potete anche avvicinarvi a un albero e incaricarlo di messaggi per tutti gli altri alberi della foresta.

Dica loro che voi li trovate magnifici, che li amate. E poi baciate l’albero chiedendogli di trasmettere quel vostro bacio. Allora le entità che lo abitano porteranno il vostro amore attraverso tutta la foresta.

E mentre voi continuate a passeggiare, le entità che hanno ricevuto quel messaggio escono dagli alberi per guardarvi. Sono meravigliate, danzano al vostro passaggio, e quando tornate a casa siete felici, sentite di aver assaporato qualcosa della vera vita.

Omraam Mikhaël Aïvanhov


L'Eterno
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L'OSSERVATORE

Gautama il Buddha ha scelto una meditazione che si può dire essenziale.

Tutte le altre meditazioni sono modi diversi di essere dei testimoni,ma il testimoniare è presente in tutte le meditazioni,come parte essenziale,non può essere evitato.
Buddha ha cancellato ogni altra cosa e ha mantenuto solo la parte essenziale "il testimoniare".
Il testimoniare ha tre livelli successivi,Buddha è un pensatore molto scientifico.
Comincia col corpo,perché è il più facile da osservare.
È facile osservare la mia mano che si solleva.Posso osservarmi mentre cammino per la strada, posso esser testimone di ogni passo che faccio. Posso osservarmi mentre mangio.
Così il primo passo nella vipassana,il più facile,è la testimonianza delle azioni del corpo.

Tutti i metodi scientifici cominciano sempre dalla cosa più semplice.

E mentre osservi il corpo,sarai stupito delle nuove esperienze.
Quando muovi una mano con attenzione,vigilanza,consapevolezza,sentirai una certa grazia,un certo silenzio nella mano.
Puoi fare il movimento senza osservarlo:sarà più veloce,ma perderà la grazia.

Buddha camminava molto lentamente,a tal punto che gli venne chiesto perché camminasse così.E lui rispose:Fa parte della mia meditazione: camminare sempre come si cammina in inverno in un torrente freddo… lentamente,con attenzione,perché l’acqua è molto fredda;vigile,perché la corrente è molto forte,facendo attenzione a ogni pas­so,perché si può scivolare sulle pietre e finire nel torrente”.
Il metodo resta lo stesso,solo l’oggetto cambia a ogni livello. 

Il secondo passo è osservare la mente.
Ora ti muovi in un mondo più sottile,osservi i tuoi pensieri.
Se sei riuscito a osservare il tuo corpo,non ci sarà nessuna difficoltà.
I pensieri sono onde sottili,onde elettroniche,onde radio,ma sono fatti di materia,proprio come il tuo corpo.
Non sono visibili,come non lo è l’aria,ma l’aria è materia,come le pietre; così sono i tuoi pensieri,materiali ma invisibili.
Questo è il secondo passo,il livello intermedio.
Ti stai muovendo verso l’invisibilità,ma osservare i pensieri… è an­cora una cosa materiale.

L’unico requisito è non giudicare.
Non giudicare,perché nel momento in cui cominci a giudicare,ti dimentichi di osservare.
Non c’è niente contro il giudicare.
La ragione per cui è proibito è che non appena cominci a giudicare “Questo è un pensiero buono” per quello spazio di tempo non stai osservando.
Hai cominciato a pensare,ti sei coinvolto.
Non sei rimasto distaccato,ai lati della strada,a guardare semplicemente il traffico.
Non partecipare,sia lodando,che valutando o condannando,non ci dovrebbe essere nessun tipo di atteggiamento rispetto a quello che ti passa per la mente.
Dovresti osservare i tuoi pensieri come nuvole che passano nel cielo.
Tu non esprimi giudizi sulle nuvole,quella nuvola nera è molto cattiva, questa bianca sembra che sia saggia.

Le nuvole sono nuvole,non sono né cattive, né buone.

Così sono i pensieri,una semplice onda sottile che ti attraversa la mente. Guardala senza giudizio,e sarai di nuo­vo molto sorpreso.
Non appena la tua osservazione si sarà consolidata,i pensieri diminuiranno sempre più.
La proporzione è esattamente la stessa:se ti sei stabilizzato a osservare al cinquanta per cento,allora il cinquanta per cento dei tuoi pensieri scomparirà.
Se hai raggiunto il sessanta per cento di osservazione,allora ci sarà solo il quaranta per cento di pensieri.
Quando sarai un testimone puro al novantanove per cento,solo ogni tanto ci sarà un pensiero solitario "l’uno per cento"che passa per la strada.
Per il resto il traffico è scomparso;quel traffico da ora di punta non c’è più.

Quando sarai senza giudizi al cento per cento,un puro testimone,vorrà dire che sei solo uno specchio,perché uno specchio non esprime mai giudizi.

Una donna brutta si guarda,lo specchio non giudica.
Una bella donna si specchia,non fa nessuna differenza.
Nessuno si guarda allo specchio,lo specchio resta puro come quando qualcuno vi si riflette.
Il riflettere qualcuno non lo turba,ma neppure il non riflettere.
Il testimoniare diventa uno specchio.

Questo è un grande traguardo nella meditazione.
Sei arrivato a metà del percorso e hai superato la parte più difficile.

Ora conosci il segreto,e basta applicare quello stesso segreto a oggetti diversi.

Dai pensieri,devi partire per esperienze più sottili,emozioni,sentimenti,stati d’animo… dalla mente al cuore,alle stesse condizioni:niente giudizi,puro testimoniare.

E la sorpresa sarà che la maggior parte delle emozioni, dei sentimenti e degli stati d’animo dai quali sei posseduto…
Per esempio,quando ti senti triste,diventi veramente triste,sei posseduto dalla tristezza.
Quando ti senti arrabbiato,non è qualcosa di parziale.
Diventi pieno di rabbia,ogni fibra del tuo essere tre­ma di rabbia.
Osservando il cuore,l’esperienza sarà che ora niente ti possiede.
La tristezza viene e va; tu non diventi triste.
La felicità viene e va;non diventi neppure felice.
Qualsiasi co­sa si muova negli strati profondi del tuo cuore,non ti influenza affatto.

Per la prima volta provi il gusto di essere il padrone.

Non sei più uno schiavo che può essere spinto avanti e indietro,di qua e di là,in una posizione in cui qualsiasi emozione,qualsiasi sentimento o persona ti può disturbare per una banalità.
La gente viene disturbata da qualunque sciocchezza,da cose senza senso. Qualcuno ti passa accanto strizzando l’occhio.
Non ha fatto niente.
L’occhio è suo e ha tutto il diritto di strizzarlo.
È un suo diritto costituzionale. ..Emoticon grin.

Nessuno può impedire a chicchessia di strizzare gli occhi,ma perché ti disturba?

E se lui prende l’abitudine di strizzarti l’occhio ogni volta che ti incontra, cominci ad arrabbiarti. .Emoticon grin.
La nostra consapevolezza è così piccola che viene sovraccaricata e posseduta da qualsiasi cosa,sia esso uno stato d’animo,o un sentimento,o un’emozione.
Quando il testimoniare raggiungerà questo terzo stadio,per la prima volta sarai padrone di te stesso:niente ti disturberà, niente potrà sopraffarti,tutto resterà molto lontano… laggiù in fondo, e tu sarai in cima alla vetta.

Questi sono i tre passi della Vipassana.

Quando sarai diventato un perfetto osservatore del tuo corpo,della tua mente e del tuo cuore,non potrai fare niente di più,devi solo aspettare. Quando la perfezione è completa a questi tre livelli,il quarto passo avviene da solo,come un premio.
È un salto quantico,dal cuore all’essere,al vero centro della tua esistenza. Tu non puoi farlo;succede,devi ricordartelo.
Non cercare di farlo,perché se cerchi di farlo certamente fallirai.

È un evento spontaneo.

Tu prepari i tre passi,il quarto passo è una ricompensa dell’esistenza stessa;è un salto quantico.

Improvvisamente la tua forza vitale,il tuo essere un testimone,penetra nel centro stesso del tuo essere.
Sei arrivato a casa.
Puoi chiamarlo autorealizzazione,puoi chiamarlo illuminazione,puoi chiamarlo liberazione suprema,ma al di là di questo non c’è più niente da raggiungere.
Sei arrivato alla fine della tua ricerca,hai trovato la verità ultima dell’esistenza e la grande estasi che si porta dietro,come un’ombra,tutta intorno a sé.
La meditazione non è un lavoro.
La meditazione è pu­ra beatitudine.
Man mano che vai nel pro­fondo,incontrerai spazi sempre più belli,luoghi sempre più luminosi.
Sono il tuo tesoro… silenzi sempre più profondi,che non sono solo assenza di rumori,ma presenza di canzoni senza suono,musicali,vive e danzanti.

Quando raggiungerai il punto estremo del tuo essere,il centro del ciclone,lì troverai dio,non come persona,ma come luce,come consapevolezza,come verità,come bellezza,come tutto quello che l’uomo ha sognato da secoli.
E quei tesori sognati sono nascosti proprio dentro di lui.

Non è una pratica ascetica,fastidiosa e tormentosa;è molto piacevole, musicale,poetica che procede diventando sempre di più gioia,pura e semplice gioia.

Non è lavoro, è preghiera,l’unica preghiera che io conosca.

Per me preghiera significa:quando hai raggiunto il tuo essere,senti una gratitudine enorme verso l’esistenza.

Quella gratitudine è l’unica,reale,autentica preghiera;tutte le altre preghiere sono dei falsi,sono pseudo-preghiere,confezionate.
Questa gratitudine sorgerà dentro di te,come la fragranza che emana dalle rose."

Osho




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giovedì 30 luglio 2015

Le persone temprate dalla sofferenza...

Le persone temprate dalla sofferenza
hanno affinato una sensibilità speciale.


Sanno essere dolci e non sdolcinate,
sanno essere dure senza far male,
sanno dosare la rabbia distinguendola dall'odio, sanno il significato del silenzio, sanno distinguere l'essenziale dal superfluo, conoscono il peso delle lacrime e il valore di un brivido
e soprattutto sanno che nulla ti è dovuto e ciò che hai puoi sempre perderlo.


Sono persone così fiere delle proprie cicatrici da potersi permettere di fare a meno di qualsiasi maschera..


libere di essere vulnerabili, di provare emozioni e soprattutto libere di correre il rischio di essere feli
ci.

Giuseppe Donadei


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mercoledì 29 luglio 2015

ASTRAL PROJECTION MUSIC: lucid dreaming binaural beats

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Da scaricare e ascoltare con le cuffie auricolari

ASTRAL PROJECTION MUSIC: lucid dreaming binaural beats | Deep Sleep Meditation Music  Astral projection (or astral travel) is an interpretation of an out-of-body experience (OBE) that assumes the existence of an "astral body" separate from the physical body and capable of travelling outside it. Astral projection or travel denotes the astral body leaving the physical body to travel in an astral plane. The idea of astral travel is rooted in common worldwide religious accounts of the afterlife in which the consciousness' or soul's journey or "ascent" is described in such terms as "an... out-of body experience, wherein the spiritual traveller leaves the physical body and travels in his/her subtle body (or dreambody or astral body) into ‘higher’ realms. It is frequently reported in association with dreams, and forms of meditation. Patients have reported feelings similar to the descriptions of astral projection induced through various hallucinogenic and hypnotic (including self-hypnotic) means. There is no scientific evidence that there is any measurable manifestation of a consciousness or soul which is separate from neural activity, and there is no scientific evidence for the contention that one can consciously leave the body and make observations. Attempts to verify that such has occurred have consistently failed in spite of the variety of pseudoscientific claims to the contrary.

lunedì 27 luglio 2015

NESSUNO PUO' ESSERE ALTRUISTA,ECCETTO GLI IPOCRITI


La parola egoista ha assunto una connotazione estremamente negativa,in quanto tutte le religioni l'hanno condannata:non vogliono che tu sia egoista. Ma perchè?
Perchè devi aiutare gli altri.
Mi viene in mente un bambino che parlava con sua madre e la madre gli disse "ricordati sempre di aiutare gli altri" e il bambino le chiese " e gli altri cosa faranno?" e la madre rispose "naturalmente aiuteranno gli altri".


Allora il bambino replicò "mi sembra una cosa un pò strana,perchè ognuno non aiuta se stesso invece che pensare agli altri e rendere le cose inutilmente complicate!?".
L'egoismo è naturale e solo se sei egoista arriva il momento in cui puoi dare,quando sei in uno stato di gioia traboccante,allora la puoi condividere.

Adesso c'è gente infelice che aiuta altra gente infelice,ciechi che guidano altri ciechi....

Ogni albero è egoista:porta l'acqua alla sua radice,la linfa alle sue foglie,ai suoi frutti,ai suoi fiori e quando fiorisce diffonde la sua fragranza per chiunque:amici,estranei,chi conosce e chi no.
Quando è carico di frutti li condivide.
Da quei frutti a chiunque,ma se insegni agli alberi ad essere altruista moriranno esattamente com'è morta l'intera umanità.


★◀Osho▶★http://divinetools-raja.blogspot.it/ La Via del Ritorno... a Casa

domenica 26 luglio 2015

sabato 25 luglio 2015

Se ami qualcuno, liberalo da te


Come mettere in pratica la legge universale dell'amore per creare relazioni interpersonali gioiose, libere e creative, fuori dai soliti schemi mentali che imprigionano

Se ami davvero qualcuno, non incatenarlo e non fare il suo gioco. Deciso ma in punta di piedi, accompagna il movimento più congeniale alla vita che è quello di essere il più integrali possibili. Quante volte si fanno cose per compiacere chi si ama o peggio ancora, non si fanno cose. Quante volte si gioca al compromesso di evitare qualcosa perché si pensa che la tal cosa possa dispiacere, nuocere, creare preoccupazione, deludere qualcun altro, quante volte si ascolta questa vocina che nulla ha a che vedere con il richiamo più autentico dell’anima.

Preoccuparsi eccessivamente di qualcuno al punto da limitare le proprie personali espressioni di creatività e gioia non è fare del bene, piuttosto è perpetuare un circolo vizioso di fondo alimentato dalle schermaglie limitanti dell’ego. No, questo non è amore, è presunzione, presunzione di sentirsi responsabili di qualcun altro quando l’unica responsabilità che si ha nei confronti della vita è quella di essere se stessi fino in fondo aderendo il più possibile al piano divino, alla missione, vocazione per la quale si è nati, lasciando che il nostro destino si compia in sinergia con le forze universali, ricordandoci che l’Universo si evolve attraverso di noi, e viceversa.

Se rinunciamo a qualcosa che ci rende gioiosi e appagati per sottometterci alle esigenze di qualcun altro, non stiamo celebrando la vita, ci stiamo solo convincendo che sia giusto così perché così ci hanno sempre insegnato (ma cosa è giusto e cosa è sbagliato?), tralasciando il piccolo particolare che non c’è favore più grande che si possa fare a chi si ama, che renderlo davvero libero. La paura che attanaglia qualcun altro non la si tiene a bada evitando a quella persona di provarla, la sofferenza degli altri non si sana trascurando la propria gioia o realizzazione personale. È una forma di ego inverso pensare di “sacrificarsi” per gli altri quando il sacrificio nasce da una pericolosa premessa mentale: difendere da qualcosa qualcuno. Non c’è nulla da cui dobbiamo difenderci e nulla da difendere. Il vero amore per gli altri non può che nascere da una totale resa all’amore per se stessi perché senza realizzazione integrale del proprio essere quello che si dona agli altri non può che essere una menzogna mascherata da altruismo. Sacrificio è rendere sacro ogni momento della vita colmandolo di pienezza, creatività e gioia, offrirsi totalmente al compimento del proprio specifico destino che, al di là delle singole propensioni individuali, ha un’unica musica di sottofondo che suona più o meno così: scopri ciò che ti dà più gioia fare, fallo il più a lungo possibile e condividilo con più persone possibili. La condivisione della nostra bellezza è l’amore più grande che possiamo rendere al mondo, e alle persone che amiamo, e in questa semplice adesione alla beatitudine dell’anima risiede il vero amore incondizionato. E’ questo l’amore che interrompe i circoli viziosi alimentati dai più angusti veleni della mente che, subdoli, scorrono all’interno dei rapporti interpersonali: sensi di colpa, di possesso e di inadeguatezza, paure, attaccamenti …

Il sole che sorge al mattino si preoccupa forse di quel qualcuno che potrebbe scottarsi all’esposizione prolungata dei suoi raggi? Non è affar suo, la sua vocazione è di splendere e donare la vita alla terra con il suo calore che può avere anche effetti nefasti ma non se ne prende pena. Chi si scotta, ha un motivo per scottarsi, non è certo colpa del sole. Poteva prendere precauzioni e non l’ha fatto, meglio ancora l’esperienza della scottatura lo renderà più vigile per le prossime volte. In ogni caso, è una sua scelta. Il sole deve splendere con tutta la sua energia, niente di più e niente di meno. Ci dimentichiamo spesso che noi siamo come il sole, in quanto parte integrante dell’universo, e abbiamo non solo il diritto ma anche il dovere di splendere. Se il sole smettesse di irradiare la sua luce vitale, non ci sarebbe più vita sulla terra. Immedesimatevi con il sole e capirete il danno che perpetuate se limitate la vostra espansione luminosa per difendere preventivamente qualcuno da qualche eventuale danno.

Non esistono errori nel piano cosmico dell’esistenza, esistono solo esperienze. Non esistono fallimenti, solo grandi opportunità. Se qualcuno che amiamo “soffre a causa nostra” è una sua scelta, e noi non lo aiutiamo pensando di difenderlo sminuendo chi siamo, stemperando i nostri impulsi più arditi, dimettendoci dalla nostra sacrosanta volontà di essere pienamente felici. Assecondare le paure degli altri imponendo alla nostra vita limitazioni mortificanti non aiuta nessuno. L’amore rende liberi, non schiavi. Se amate davvero qualcuno, liberatelo da voi. Se si scotta, magari si lamenterà e cercherà di farvela pagare ma poi … vi ringrazierà per l’abbronzatura che ha colorito la sua pelle. Per i nuovi colori che avete aggiunto alla sua vita. Se amate davvero qualcuno, non limitatevi a compiacerlo. Splendete come foste l’ultima luce rimasta sulla terra prima della fine del mondo.


Autore: Cecilia Martino

http://www.spiritual.it/it/cultura/se-ami-qualcuno-liberalo-da-te,3,108171
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giovedì 23 luglio 2015

Osho conduce una meditazione (video raro del 1972)


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Un raro video filmato da un Sannyasin italiano a Pune nel 1972 in un campo di meditazione di quasi quarant’anni fa. «Siamo a Pune, nell’India del Sud, fra i discepoli meditanti – molti dei quali occidentali – di un insigne filosofo e guru, l’acharya Bhagwan Shree Rajneesh. Quello che ora sta per compiersi è il “dramma” del sannyasa, un’iniziazione alla vita dello spirito, la coscienza di essere attraverso la meditazione. Sembra incredibile che queste persone, tra breve in un’incontrollata frenesia dei sensi stiano praticando la meditazione. Il loro corpo esploderà, tutta l’enegia compressa in loro verrà liberata con il massimo della violenza, ma raggiunto l’apice dello sforzo fisico e della tensione mentale la reazione successiva sarà il completo rilassamento, la calma, la pace della mente. Questo processo fisiologico, anche scientificamente controllato, attinge alla millenaria disciplina indiana dello Yoga e al culmine di esso dovrebbe raggiungersi il più alto stadio spirituale, l’intima fusione dell’individuo con l’assoluto, l’identità col tutto, la coscienza totale o mente totale …»

http://www.meditare.net/wp/meditazione/osho-conduce-una-meditazione-video-raro-del-1972/