martedì 24 maggio 2016

Ogni pensiero è una limitazione

C'è un punto nel quale la ricerca si ferma, un momento nel quale crediamo di aver capito\trovato la verità. C'è un livello di pace e imperturbabilità che Lester chiamava lo strato ananda, quello della beatitudine, che può farci credere di essere arrivati da qualche parte. E' una trappola. La più grande trappola che l'ego ci tende è quella di farci credere di averlo trasceso, quando invece siamo ancora incastrati nella sua eterna impresa messa in atto nel tentativo di perpetrarsi. E' uno stato che va rilasciato. .

In certi momenti possiamo credere di essere in contatto con esseri soprannaturali, con Dio, col Cristo, con la madre terra, con le forze della natura, potremmo addirittura vedere fenomeni paranormali attorno a noi manifestarsi a testimonianza dell'alto livello da noi raggiunto. Sono tutti stati che vanno lasciati andare, illusioni della mente, meccanismi molto fini disegnati per farci restare nella persistenza dell'illusione. E infine la ricerca ci porterà ad essere convinti di alcune leggi, princìpi spirituali eterni e immutabili, rafforzerà in noi l'idea di essere illuminati, risvegliati, di avere qualche capacità superiore, qualche potere occulto. 

Ci farà credere di dover aprire scuole, tenere gruppi, parlare in pubblico. Sono stati che vanno lasciati andare. L'energia spirituale accumulata con la pratica porterà fuori ogni angolo buio ed ogni deviazione presente nell'inconscio per farcela vedere a volte in maniere assolutamente spettacolari e potremmo voler identificarci con ciascuna di queste. Ci farà credere di essere leader, guru, terapeuti olistici, guaritori, artisti illuminati... ma ciascuna di queste 'sembianze' dovrà essere abbandonata per non bloccare il flusso di crescita. 

Ogni volta che crederemo in una delle nostre storie mentali la realtà si solidificherà in quella direzione, dandoci a volte un senso di sicurezza, ma, quella, sarà puntualmente la fine della crescita. E possiamo fermarci per un po' certo, possiamo restare a guardare un panorama crearsi davanti ai nostri occhi secondo i dettami della nostra storia. Ma prima o poi anche questo panorama andrà rilasciato. E prima o poi ci sarà drammaticamente chiaro che ogni pensiero tenuto in mente è, a conti fatti, una limitazione.

http://maghierranti.blogspot.it/2016/01/ogni-pensiero-e-una-limitazione.html

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venerdì 20 maggio 2016

UN ANTICO METODO PER RISOLVERE UNA COMPLESSA SITUAZIONE

Ognuno di noi possiede una risorsa nascosta, della quale ci dimentichiamo di servirci. E’ il nostro subconscio. Ma i nostri antenati conoscevano l’accesso al subconscio: lo ascoltavano, sapevano sentire l’anima e agivano in base a tutti questi fattori interiori. Quindi, se avete un problema e non ne avete una soluzione, liberate la potenzialità del vostro subconscio.


Questo esercizio si fa prima di andare a dormire: in questo arco della giornata il subconscio è più attivo. Ricordatelo e fate prima di dormire qualsiasi tipi di affermazione, training ecc.
Mettetevi comodi (meglio da sdraiati, ma non ha importanza, fate come vi viene meglio), chiudete gli occhi e iniziate a pensare a qualcosa di piacevole.
Facendo così sintonizzate il vostro sfondo emozionale con il subconscio e con l’anima. Il cervello (la mente conscia) inizierà a cedere e ad annebbiarsi.

Proprio in questo momento immaginate che la soluzione del vostro problema si trovi dentro un CUBO NERO.
Lo tenete tra le mani.
Il cubo è chiuso da tutti i lati.
Concentratevi sul cubo, sentite la sua superficie ruvida e fredda, guardate il suo colore che rievoca gli abissi marini, e cercate di aprirlo.
Dimenticate il problema, pensate solo a come aprire il cubo: la soluzione sta dentro.
Così bussate alla porta del vostro subconscio.

Continuate a fare così per diverse sere, e una bella mattina capirete che il cubo si è aperto per voi. Ciò che si trovava dentro è la soluzione ottimale del vostro problema.
Ricordatevi che il subconscio non va sollecitato, non va forzato. La questione sta nel saperlo ascoltare.
Più spesso farete questo esercizio, pià sarà facile accedere al subconscio, e un giorno lo potrete fare al volo.

Ascoltate il vostro subconscio, contattatelo più spesso, perché offre sempre una soluzione migliore. Avete solo bisogno di imparare a sentire quello che dice.

http://www.aum.news/…/964-est-ochen-drevnij-i-dejstvennyj-s…

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mercoledì 18 maggio 2016

COSCIENZA SCIAMANICA




"Lo sciamanesimo è un viaggio di ritorno. Un guerriero torna vittorioso allo spirito, dopo essere disceso agli inferi. E dagli inferi porta dei trofei: la comprensione è uno dei trofei."

(Carlos Castaneda, Il Potere del Silenzio
)

meditazione in onde delta 4,4 hz che aiuta ad essere consapevole dei processi subconsci

Questo video contiene 4,5 Hz (Deep Theta Frequency).

Monaci tibetani sottoposti a monitoraggio estensivo cervello (EEG) sono stati trovati ad avere una frequenza media di onde cerebrali di 4.5 Hz.

Le seguenti frequenze sono contenute in questo video:

4.5 Hz
battito binaurale
Mindstate sciamanica
Sinistra - 144 Hz (frequenza Unità)
Destra - 139.5 Hz (Hyper-Gamma)
Effetto - 4.5 Hz


Prima dell'ascolto bere un bicchiere di acqua, ascoltare con cuffie stereo, si può' fare la sera prima di addormentarsi induce a sogni molto intensi

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martedì 17 maggio 2016

CIO' CHE NON E' STATO PERDONATO....distrugge la salute

Le emozioni negative "pesanti" come il rancore e la delusione agiscono sulle cellule viventi, oggi l'ha provato anche la scienza. I rancori non curati non se ne vanno mai da soli. Accumulandosi, si trasformano in stanchezza, e poi in malattie.


...distrugge i rapporti. Se non pulite il sibconscio dai vecchi rancori, dalla vecchia rabbia, permettere a tutte queste emozioni negative di fare il loro lavoro, di anno in anno, e poi vi fate delle domande: perché mi avevano offeso o tradito.. e di chi è colpa?

... distrugge le carriere: basta immaginare una persona che pensa continuamente ai suoi insuccessi passati; il tempo lavorerà contro di lei.

Ne vale la pena di trascinare il peso del passato?
I ricordi fanno proiettare all'infinito il film sul passato facendovi rivivere gli stessi momenti chi vi avevano procurato il dolore. Questi ricordi portano via la vostra energia, perché alimentate il passato.

Qual'è la via d'uscita?
Tornare al passato per trasformare il dolore in gioia, il rancore in perdono, l'aggressione in amore, perdonare qui ed ora SE STESSI e tutti i partecipanti degli psicodrammi del passato. Ringraziare se stessi e gli altri per una lezione e per quell'esperienza che vi ha permesso di salire su un gradino più alto, di diventare più consapevoli.

Una recensione:
"Questo programma penso sia tra quelli "base" che ognuno dovrebbe avere nella sua valigetta di pronto soccorso. Chiedo spesso a me stessa quante volte al giorno si debba perdonare gli altri ma principalmente se stessi, colpevolizzandosi e trattandosi male in vari modi. Io, dopo questo programma ho la sensazione piacevole della leggerezza,come aver depositato finalmente un peso. Grazie Lenni." (Antonella)

Advanced Mind Institute Italia


Descrizione:

Il programma "La meditazione del perdono" è uno strumento importante e necessario per la sintonizzazione del nostro corpo energeticoinformazionale (il nostro "bozzolo vibrazionale"). Perdonare una persona, oppure una situazione, dal punto di vista energeticoinformazionale, significa "rattoppare" i buchi nei nostri corpi sottili, attraverso i quali perdiamo molta energia. Il peso dei rancori è quello tra i più brutti, ed è necessario liberarsene. Ognuno di noi conosce il sentimento di rancore, avendolo nutrito più volte, nella vita.

Non ci pensiamo mai, ma potremmo nutrire il rancore non solo verso una concreta persona, ma anche verso il destino, verso il paese dove abitiamo, verso la nostra civiltà e così via; tutto può essere l'oggetto del rancore: una persona, un essere inanimato, una situazione. Molti guaritori credono che dei rancori radicati possano causare una moltitudine di gravi malattie, tra cui anche il cancro, succhiando via molte nostre energie. Ecco perché è molto importante “sradicare” ciò che sta nelle profondità del subconscio.

Occorre notare che molti rancori nascono senza fondamenti; nascono, per esempio, solamente perché le azioni di una persona non hanno trovato corrispondenza alle nostre aspettative. Il rancore di per se stesso è soggettivo, e può nascere senza alcuna base oggettiva. A volte ci offendiamo apposta, per avere un vantaggio personale: per esempio, una ragazza potrebbe dimostrarsi offesa solo per farsi dare una prova dei sentimenti del suo fidanzato.

Ognuno di noi presenta un groviglio di rancori: verso i genitori, verso il capo, verso gli amici, i colleghi... Essendo molto abituati a questo sentimento, abbiamo smesso di percepirlo come qualcosa di negativo per noi, ma non è così. Siamo noi per primi a risentirne gli effetti negativi, e non l'oggetto del rancore.

Un rancore tira l'altro: tutti, di sicuro, conoscono delle persone perennemente offese e rancorose; per loro, anche una parola sbagliata può infliggere una profonda ferita psicologica, solamente perché questa persona è già predisposta a questo tipo di reazione.

I rancori, le paure ed altre emozioni negative possiedono le loro frequenze. Di solito si collocano nella banda 144-396 Hz, e sono proprio quelle frequenze che sono capaci di ferire il nostro bozzolo vibrazionale.

Il programma “La meditazione del perdono” lavora con queste frequenze, facendo il “rattoppo” del bozzolo vibrazionale. Ma un semplice ascolto del programma non basterà; occorre liberarsi del peso dei rancori, perdonare tutti coloro che vi hanno offeso. In realtà, questo non è affatto semplice.
Quando voi pensate al dolore che avete provato, il vostro rancore vi sembra più che logico, più che ovvio. Bisogna scavalcarlo: facendo così voi state facendo del bene prima di tutto a VOI STESSI.

https://it.advanced-mind-institute.org/negozio/emozioni-e-umore/la-meditazione-del-perdono.html

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SMETTI DI SPIEGARE, SMETTI DI GIUSTIFICARE

"Ogni tanto considera un atteggiamento yin come il più saggio da adottare..."

"in che senso?"

"Smetti di fare, smetti lottare, smetti di spiegare.. soprattutto di spiegare..."

"cioè?"

"quando qualcuno non ti crede tu non giustificarti! Quando qualcuno si oppone tu non resistere e non difenderti. Perchè in primo luogo dovresti volerti difendere? Perchè parlare..."

"se non parlo come darò il mio contributo? Come parteciperò alla vita sociale, alle discussioni a ciò che il mondo mi chiede?"

"Facendo silenzio. Essendo il vuoto. In quel vuoto c'è tutta l'espressione e l'energia dell'essere, tutta la tua partecipazione con la vita. La vita non ha bisogno che tu faccia di più, ma che tu sia di più. si parla tantissimo in questo momento, ma si dice veramente poco. Quando sei spimnto a parlare, a dimostrare chi è che vuole farlo? Si fa presto a dire 'IO' ma quell'IO è un coacervo di programmi automatici dai quali non puoi essere libero. Avete bisogno di dire, di parlare, di dimostrare.. è una dipendenza che non vi lascia mai liberi. E la chiamate discussione, dibattito, ma in realtà è solo la mente che vuole perdere tempo in giochi della mente, in cerchi dai quali non si può mai usicre. Nel silenzio invece trovereste molte risposte, fuori da quella chiacchiera continua. E tu... quanto ancora vuoi parlare?"


"e si può essere senza fare? Si può comunicare senza parlare?"


"E' quello che stiamo cercando di insegnarti. Nell'assenza di movimento sei di più. Nello stare senza reagire sei di più. Nel non parlare puoi 'emanare' di più e a quel punto le persone si nutriranno di energia e non più di parole e le discussioni, i dibattiti cesseranno. Dopo che avrai raggiunto la calma e l'equanimità, nella disciplina che ti sei dato, tutta l'energia sparsa in mille pensieri e mille emozioni caotiche e centomila parole prive di energia, sarà raccolta in un unico punto focale, un'unica riserva semi illimitata. A quel punto qualsiasi parola avrà impatto. Qualsiasi pensiero avrà peso. Ma non prima. Prima sarai solo un pupazzo nelle mani della mente. Dopo, dopo sì che arriverà l'intensità e comprenderai il senso del fare senza fare, di essere di più facendo molto di meno."

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HUMMING


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Humming indica in inglese il suono «mmmmmmmm» emesso a bocca chiusa.


Emettere il suono «mmmmmmmm» a bocca chiusa può essere una tecnica straordinaria e lo puoi fare ovunque... almeno una volta al giorno; se puoi farlo due volte è ancora meglio. È una musica interiore cosi bella che reca pace a tutto il tuo essere; le tue parti contrastanti cominciano a entrare in sintonia e col tempo sentirai sorgere nel tuo corpo una musica sottile. Dopo due o tre mesi, mentre stai semplicemente seduto in silenzio, sentirai una musica sottile, un'armonia interiore, una sorta di vibrazione.


Tutto funziona a meraviglia, come il motore di una macchina appena messo a punto.


Un bravo guidatore sa quando qualcosa non va. I passeggeri forse non se ne accorgono, ma un bravo guidatore sente immediatamente quando il ronzio cambia. Non è più armonioso, è subentrato un rumore nuovo. Nessun altro ci fa caso, ma chi ama guidare si renderà subito conto che qualcosa non va. Il motore non funziona più come dovrebbe.


Anche tu, grazie alla tecnica dell'humming, pian piano ti accorgerai quando nel tuo corpo qualcosa non va: se hai mangiato troppo sentirai che la tua armonia interiore « perde colpi » e dovrai scegliere: o il troppo cibo o l'armonia interiore. E l'armonia interiore è cosi preziosa, cosi divina, un'estasi tale, a chi importa più del cibo?


E senza esserti imposto una dieta, ti accorgerai che mangi in modo più equilibrato. Quando L’humming interiore andrà ancor più a fondo, sarai in grado di distinguere quale cibo lo disturba; se mangi qualcosa di pesante che non riesci a digerire, quella musica perde la sua perfezione.


Una volta che L’humming sarà iniziato, vedrai quando il sesso si risveglia e quando si acquieta, e se il marito e la moglie praticano entrambi la meditazione, ti sorprenderà constatare quale armonia sorge tra due persone e come diventano intuitive, per cui una saprà subito se l'altra si sente triste. Non occorre dirlo; quando il marito è stanco, la moglie lo sa istintivamente perché entrambi funzionano sulla stessa lunghezza d'onda.


La meditazione non è altro che un ritorno a casa, un semplice riposo interiore. Non è il canto di un mantra, non è neppure preghiera: è un semplice ritorno a casa per riposarsi un poco. Non andare da nessuna parte è meditazione, essere semplicemente dove si è. Non esiste un altro posto: essere semplicemente dove si è, occupare solo lo spazio in cui ci si trova...
Osho

lunedì 16 maggio 2016

Guarire il corpo di dolore


“Il corpo di dolore vuole sopravvivere, al pari di ogni altra entità esistente, e può sopravvivere solo se vi induce a identificarvi inconsapevolmente con esso. Deve alimentarsi tramite voi. Si nutrirà di ogni esperienza che entri in risonanza con il suo stesso tipo di energia, ogni cosa che crei ulteriore dolore sotto qualunque forma: collera, capacità distruttiva, odio, afflizione, dramma emozionale, violenza, perfino malattia.”

Eckhart Tolle


In questo modo, come abbiamo visto, il corpo di dolore crea nelle nostre vite situazioni che riflettono la sua frequenza vibratoria, al solo scopo di trarne nutrimento. Il dolore può alimentarsi solo di dolore.

La sua sopravvivenza dipende dalla nostra identificazione inconsapevole con esso, e soprattutto dalla nostra tendenza a evitarlo o reprimerlo. Se non lo affrontiamo saremo costretti a riviverlo ripetutamente. C’è quindi solo una possibilità.

“Nel momento in cui lo osservate, ne avvertite in voi il campo energetico e vi rivolgete la vostra attenzione, l’identificazione è interrotta. Così avete raggiunto il potere di Adesso.

L’inconsapevolezza lo crea; la consapevolezza lo trasforma in

se stessa. San Paolo disse: 'Ogni cosa si rivela con

l’esposizione alla luce, e tutto ciò che è esposto alla luce diventa a sua volta luce'

Se lo combattete creerete un conflitto

interiore e pertanto ulteriore dolore. Osservarlo è sufficiente.

Implica accettarlo come parte di ciò che esiste in quel momento. Il corpo di dolore si compone di energia vitale intrappolata che si è staccata dal nostro campo energetico totale ed è diventata temporaneamente autonoma attraverso il processo innaturale di identificazione con la mente.”

Eckhart Tolle


La consapevolezza è il rimedio, la consapevolezza è la risposta. La consapevolezza è il Segreto.

Ecco dunque quello che possiamo e dobbiamo fare di fronte al dolore passato e presente:

Focalizziamo l’attenzione sulla sensazione dentro di noi.

Non permettiamo che la sensazione diventi pensiero. Non giudichiamo, non analizziamo, non creiamo un’identità su di esso.

Rimaniamo presenti e osserviamo imperterriti ciò che accade dentro di noi.

Diventiamo consapevoli non solo del dolore emozionale ma anche di “colui che osserva”, l’osservatore silenzioso.

Questo è tutto ciò che occorre fare. Tutte le tecniche di rilascio ed equilibrio emozionale sono supplementari a questo e funzionano solo se applicate in concomitanza al lavoro di consapevolezza.

Senza consapevolezza non esiste guarigione. Con la consapevolezza e l’accettazione qualsiasi tecnica funziona.


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domenica 15 maggio 2016

Il corpo di dolore è dipendente dall’infelicità.

“Qualsiasi emozione negativa che non sia completamente confrontata e vista per quello che è nel momento in cui nasce, non si dissolve completamente. Si lascia dietro un resto di dolore. [...] I resti del dolore rimasto da una qualsiasi forte emozione negativa non affrontata, non accettata, e quindi non lasciata andare, si uniscono per formare un campo energetico che vive in ogni cellula del vostro corpo. [...] 

Questo campo di emozioni vecchie, ma ancora molto presenti e che vivono in quasi tutti gli esseri umani, è il corpo di dolore. [...] Il corpo di dolore è una forma di energia semi- autonoma che vive nella maggior parte degli esseri umani, un’entità fatta di emozioni. Ha una sua intelligenza primitiva, non dissimile dalla furbizia animale, diretta principalmente alla sopravvivenza. 

Come tutte le forme di vita, periodicamente ha bisogno di nutrirsi, di prendere nuova energia, e il cibo che richiede consiste di energia compatibile con la propria, un’energia che vibra a una frequenza simile. 

Ogni esperienza emozionale dolorosa può essere usata come cibo dal corpo di dolore; ecco perché prospera con il pensiero negativo così come nel dramma delle relazioni. Il corpo di dolore è dipendente dall’infelicità.

Può essere uno shock quando comprendete per la prima volta che vi è qualcosa in voi che periodicamente cerca emozioni negative, cerca infelicità.”

Eckhart Tolle





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Come affrontare il dolore



“Quando c’è dolore, il sistema nervoso subisce un grande shock, è un enorme colpo sia per la parte fisiologica che per quella psicologica dell’essere. Di solito cerchiamo di vincere il dolore prendendo qualche sostanza, dandoci al bere o attraverso qualche forma di religione. Oppure diventiamo cinici e accettiamo le cose come inevitabili. Possiamo approfondire questa questione seriamente? È possibile non fuggire affatto dal dolore?

Mio figlio è morto e c’è un dolore immenso, un grande shock, e scopro di essere veramente solo. Non posso affrontare questa cosa, non posso sopportarla, e cerco qualche fuga. Ci sono molti modi per fuggire da questo stato: mondani, religiosi o filosofici e questa fuga è uno spreco di energia. È possibile non fuggire di fronte a nessun dolore? Il dolore della solitudine, dell’angoscia, di uno shock, ma rimanere completamente con l’evento, con questa cosa chiamata sofferenza, è possibile? Possiamo sostenere qualsiasi problema, stare lì senza cercare di risolverlo, cercando di guardarlo e di tenerlo fra le mani come se fosse un bellissimo e prezioso gioiello? La bellezza di quel gioiello è talmente affascinante, talmente magnetica che continuiamo a guardarlo. Allo stesso modo, se potessimo tenere completamente il nostro dolore, senza il minimo movimento di pensiero o di fuga, l’atto stesso di non fuggire da quel fatto porta a un totale scioglimento di ciò che ha causato dolore.”

Jiddu Krishnamurti

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