domenica 25 gennaio 2015

SIDDHARTA PENSIERI E PAROLE


La saggezza non è comunicabile. La scienza si può comunicare, ma la saggezza no. Si può trovarla, viverla, si possono fare miracoli con essa, ma spiegarla e insegnarla non si può.

Io sono come te. Anche tu non ami, altrimenti come potresti fare dell'amore un'arte? Forse le persone come noi non possono amare. Lo possono gli uomini-bambini: questo è il loro segreto.

A volte percepiva, nella profondità dell'anima, una voce lieve, spirante, che piano lo ammoniva, piano si lamentava, così piano ch'egli appena se ne accorgeva. Allora si rendeva conto per un momento che viveva una strana vita, che faceva cose ch'erano un mero gioco, che certamente era lieto e talvolta provava gioia, ma che tuttavia la vita vera e propria gli scorreva accanto senza toccarlo. Come un giocoliere con i suoi arnesi, così egli giocava coi propri affari e con gli uomini che lo circondavano, li osservava, si pigliava spasso di loro: ma col cuore, con la fonte dell'essere suo, egli non era presente a queste cose. E qualche volta rabbrividì a simili pensieri, e si augurò che anche a lui fosse dato di partecipare con la passione di tutto il suo cuore a questo puerile travaglio quotidiano, di vivere realmente, di agire realmente e di godere e di esistere realmente, e non solo star lì come uno spettatore.

Disse Govinda: "Non solo una parola è il nirvana, amico. È un pensiero".
Siddharta continuò: "Un pensiero, sia pure. Devo confessarti, mio caro, che non faccio una gran distinzione tra pensieri e parole. Per dirtela schietta, non tengo i pensieri in gran conto. Apprezzo di più le cose.

[...] Solo lentamente, tra le sue crescenti ricchezze, Siddharta aveva preso qualcosa delle maniere degli uomini-bambini, qualcosa della loro puerilità e della loro timidità. Eppure li invidiava, li invidiava tanto più quanto diventava simile a loro. Li invidiava per l'unica cosa che a lui mancava e che loro possedevano, per l'importanza che essi riuscivano ad attribuire alla loro vita, per la passionalità delle loro gioie e delle loro paure, per l'angoscia ma dolce felicità del loro stato di innamorati eterni. Di sé, di donne, dei loro bambini, di onori e di ricchezze, di progetti e speranze, sempre questi uomini sono innamorati. Ma appunto questo egli non riusciva ad imparare da loro, questa gioia infantile e questa infantile follia.


dal libro "Siddharta" di Hermann Hesseda PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/libri/frase-106111?f=w:131>



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TANTRA?!

La parola Tantra in India può assumere un vasto spettro di significati: indica la trama di un tessuto, la spola, una dottrina mistica o magica, un'opera scientifica ma anche lo svolgimento di una cerimonia, la continuità, la successione e la discendenza.
 
Tentare di definire il termine Tantra è tanto arduo quanto necessario al fine di evitare fraintendimenti; esso deriva dalla radice tan - «espansione» - e tra - «liberazione»: con la parolaTantra si indica dunque un insieme di dottrine e di pratiche millenarie volte all'espansione dell'ordinario stato di coscienza.
 
Questo ampliamento della consapevolezza include tutti gli aspetti della vita ed il Tantra è l'unica disciplina in cui viene compiuta la difficile sintesi tra gioiosa accettazione e liberazione.
 
In tempi recenti il Tantra ha conosciuto una grande notorietà in occidente, principalmente a causa dell'enfasi posta sull'utilizzo di alcune pratiche sessuali. Queste pratiche in realtà costituiscono solo una parte della dottrina tantrica, che combina corpo e mente, la purificazione del corpo e dei canali energetici, esercizi di concentrazione e meditazione.
 
Le pratiche sessuali Tantra
Quando l’individuo perviene ad un più elevato stadio di consapevolezza, tramite il controllo dell'energia vitale diviene possibile utilizzare anche il sesso per favorire la crescita spirituale. 
Normalmente l'atto sessuale è un'esperienza limitata: nello spazio (in quanto incentrata sugliorgani sessuali) e nel tempo (di breve durata, limitata ad un effimero istante di piacere fisico). Grazie al Tantra si riesce ad espandere la propria percezione della sessualità, trasformandola in un'esperienza a cui partecipa ogni cellula del suo corpo, ogni fibra dell'essere, e in cui il tempo nella sua accezione comune cessa di esistere.
Chi adotta questo atteggiamento sessuale giunge a un simile risultato incanalando l'energia risvegliata dalle pratiche - kundalinî - attraverso le nâdî, ovvero canali energetici del corpo, portando l'energia stessa dal mûlâdhâra chakra, dove normalmente risiede, fino a sahasrara chakra, toccando durante l'ascesa tutti i centri energetici principali del corpo.
Mûlâdhâra è il primo chakra nel corpo umano ed è situato nella regione del perineo, tra l'ano e l'organo genitale. Con Mûlâdhâra, secondo il Tantra, nasce la coscienza propriamente umana, anche se è qui del tutto passiva ed appare al suo grado meno elevato. Questo "centro energetico" regola i meccanismi istintivi della sopravvivenza e dell'autodifesa, oltre a quelli della nutrizione, responsabili del mantenimento della vita.
Il nome deriva etimologicamente da mula, cioè «radice» e adhara, cioè «supporto, fondamento, base». In Mûlâdhâra, giace addormentata quella che gli scritti tantrici definiscono come energia primordiale, cioè il potenziale che ci permette di compiere il viaggio alla riconquista dell'unità. Questo potenziale è conosciuto con il nome kundalinî Kundalinî-Shakti.
Kundal significa «spirale», kunda indica un luogo molto profondo, o una cavità: questo potere primordiale è infatti rappresentato come un serpente che dorme, arrotolato nelle sue spire, ostruendo con la sua testa l'accesso a Sushumnâ nâdî, ovvero il canale energetico principale.
Ogni chakra presiede ad un organo di senso e ad uno di azione. L'organo di senso relativo amûlâdhâra è il naso e il senso associato è l'olfatto. Gli organi d'azione sono l'ano e le gambe.
 
I testi del Tantra
Il "Tantraloka" – Luce dei Tantra - è opera di Abhinavagupta, grande sistematore del pensiero tantrico sivaita del Kashmir. Vengono trattati temi quali l'iniziazione, la gestualità, il rito e il suo svolgimento, la recitazione dei mantra adeguati e l’utilizzo del mandala come centro del rito stesso; l’utilizzo del simbolo sacro del dio, cioè il lingam, e la sua associazione e unione con layoni, simbolo del principio vitale femminile, la Shakti. Attraverso vari livelli di iniziazione, si comprende di vivere in una realtà più complessa di quanto si credesse. Ogni aspetto di questa realtà, dal più umile al più sgradevole, attraverso ogni forma di bene e male, si dimostra come un volto della divinità, la cui unicità viene riassunta nell’unione assoluta rappresentata attraverso l'unione sessuale fra il dio (Siva) e la dea (Shakti).Ed è anche attraverso la sperimentazione di pratiche sessuali che si prende coscienza dei due poli vitali, maschile e femminile.
 
I preliminari e le posizioni del Tantra
Nella preparazione al culmine del piacere ottenuto attraverso pratiche Tantra ha un ruolo predominante il massaggio. Esso deve scorrere dalla parte interna del corpo (l'interno delle gambe, delle braccia, il busto, il viso), quindi salire e poi ridiscendere sulle parti esterne (la nuca, il dorso, i glutei, l'esterno delle gambe e delle braccia). Un massaggio che segue questo percorso (partendo dai piedi per risalire lungo le gambe e il busto, girare dietro la nuca e ridiscendere) elimina ogni tensione. Nel senso inverso, partendo dalla nuca, scendendo fino ai piedi per raggiungere la parte anteriore del corpo, si aiuta invece a raccogliere e a concentrare l'energia. Il massaggio può essere costituito anche da carezze e sfioramenti eseguiti dal partner lungo tutto il corpo con tocco leggero, ricorrendo magari anche a un olio. Alla manipolazione muscolare non deve per forza seguire l'atto sessuale: è semplicemente un momento in cui ci si dona piacere. Chi pratica il massaggio muove le mani in senso orario, come se volesse allentare i muscoli del partner allargandoli, così come si allenta l'intreccio di una corda. Chi riceve il massaggio può percepire i propri muscoli che si espandono, come se aumentasse lo spazio occupato. Anche in questo esercizio comunque non c'è nessun risultato da ottenere, ma solo espansione della percezione, rilassamento, equilibrio.
 
La scoperta del piacere nel Tantra passa anche attraverso le posizioni da tenere durante l'esperienza sessuale. La più praticata è quella che vede i due partner seduti uno di fronte all'altro; l'uomo nella posizione del loto (Padmasana), la donna seduta sul suo grembo



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sabato 24 gennaio 2015

Osho - Vi Lascio il Mio Sogno



Venerdì 19 gennaio 1990 Osho lascia il corpo. In questo video: l'annuncio di Amrito, il suo medico personale, agli altri discepoli, l'arrivo del corpo tra una folla commossa ed estatica, la processione fino alla pira funeraria, la lunga notte di meditazione intorno alle fiamme e il resoconto delle sue ultime ore.
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venerdì 23 gennaio 2015

RISVEGLIATI o sei destinato a morire come un cane


Risveglio: Una questione di vita o di morte

Qual è la via più breve che porta alla realizzazione?
Nessuna via è lunga o breve. La questione è che c’è chi è più serio e chi lo è meno. Posso raccontarti di me. Ero una persona qualunque, ma ho dato fiducia al mio guru. Ciò che mi ha detto di fare, l’ho fatto. Mi ha detto di concentrarmi sull’ “io sono” e l’ho fatto. Mi ha detto che sono al di là di ogni cosa percepibile e concepibile, e gli ho creduto. Ci ho messo il cuore e l’anima, dedicandoci tutta la mia attenzione e ogni momento libero, anche se dovevo mantenere la famiglia col mio lavoro. Il risultato della fede e della seria applicazione è stato che ho realizzato il Sé nel giro di tre annni. Tu puoi scegliere la via che più ti si confà, ma sarà la serietà a determinare i tuoi progressi.
Nisargadatta Maharaji, Io sono Quello

Un mese fa ho scritto la Prefazione all’ultimo libro di E.J. Gold tradotto in italiano dai tipi di Spazio Interiore: La grande avventura. Mi ispiro a uno dei capitoli iniziali del suo libro per trattare dell’argomento Risveglio: Una questione di vita o di morte.


In uno di questi capitoli E.J. Gold parla con un malato terminale, Charlie, a cui resta circa un anno di vita. Un malato terminale è una persona che possiede un’opportunità unica, quella di sentire l’urgenza del Risveglio e pertanto l’urgenza di lavorare su di sé.

Le persone di norma pensano e agiscono come se la morte non fosse mai un loro problema. Domani mattina si alzeranno e andranno a lavorare come sempre... per sempre. Per l’uomo addormentato la morte è un problema degli altri. Questo riguarda anche coloro che svolgono un lavoro su di sé. L’energia con cui si dedicano alla propria crescita interiore è quella di qualcuno che ha a disposizione un tempo indeterminato, quando invece, nella realtà, alcuni di loro potrebbero morire molto prima della scadere di un anno, anche se al momento non lo sanno.


Proprio qui sta la differenza: ognuno di noi potrebbe morire già domani, forse questa stessa notte, ma non lo sa, mentre il malato terminale lo sa, ne ha la certezza. Una mucca congelata potrebbe cadere dalla stiva di un aereo che trasporta carne per i MacDonald e colpirci in testa. Ma non possiamo sapere né se né quando accadrà. Mentre chi ha una malattia incurabile potrebbe morire anche fra tre o quattro anni, ma è sicuro che morirà. E questa sicurezza cambia ogni cosa. Non conosce la data, ma tuttavia può già iniziare una sorta di conto alla rovescia: “Non posso sapere se morirò a Settembre o a Ottobre, ma certamente – stando alle statistiche che riguardano coloro che soffrono della mia patologia – non potrò giungere fino all’anno nuovo.”


Le persone danno il meglio di sé solo quando hanno una deadline da rispettare, una scadenza improrogabile. Questo vale sia per il lavoro che per il Lavoro. Chi sa di avere a disposizione un tempo indeterminato non riesce a produrre lo stesso livello di energia di chi ha una scadenza da rispettare.


Fatevi un paio di domande con quel vostro fottuto cervello da terricoli medi: “Cosa farei nel corso dei prossimi dodici mesi a partire da oggi se sapessi di poter vivere per altri trenta o quarant’anni? Cosa farei nel corso dei prossimi dodici mesi a partire da oggi se sapessi di poter vivere solo questi dodici mesi?”. Sapendo di avere a disposizione unicamente i prossimi dodici mesi, riuscireste a raggiungere in un solo anno obiettivi che i comuni mortali (che però si credono immortali) impiegheranno vent’anni a realizzare.


Non sono d’accordo con Gold quando dice che è impossibile per Charlie realizzare qualcosa di serio nell’arco di un solo anno e che quindi necessita l’aiuto di un gruppo. A mio parere – per quanto sia determinante l’aiuto di un gruppo o la presenza di una persona già risvegliata (il che sarebbe l’ideale) – un individuo da solo può ottenere davvero moltissimo. Può giungere a svegliarsi.


Già. Può giungere a svegliarsi, ma le parole del grande Nisargadatta Maharaji che ho riportato all’inizio di questo post sono piuttosto chiare:
Ci ho messo il cuore e l’anima, dedicandoci tutta la mia attenzione e ogni momento libero, anche se dovevo mantenere la famiglia col mio lavoro.


E voi quanto tempo pensate di avere a disposizione? Quanta energia state impiegando nel tentativo di evadere dalla prigione? È divenuta anche per voi una questione di vita o di morte? Gurdjieff diceva che chi non si identifica con l’anima già in vita è destinato a “morire come un cane”. Forse non avete capito che il Risveglio non solo vi permette di raggiungere la pace di fronte a qualunque problema, ma vi consente di “restare in vita” anche dopo il trapasso; altrimenti siete destinati a una comune “vita nell’aldilà” da trascorrere in semicoscienza (come nei sogni) vagando tra le forme illusorie del mondo astrale.



Maharaji, hai suggerimenti da darmi?
Stabilizzati fermamente nella consapevolezza dell’ “io sono”. Questo è l’inizio e anche la fine di ogni tuo tentativo.
Nisargadatta Maharaji, Io sono Quello



Salvatore Brizzi
NON DUCOR DUCO
(non vengo condotto, conduco)

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"Scoprite ciò che non siete. Corpo, sentimenti, pensieri, idee, tempo, spazio, essere e non essere, questo o quello. Non siete niente di concreto o astratto che potete indicare. Dovete osservare voi stessi e la vostra mente, attimo per attimo, senza lasciarvi sfuggire nulla".
Io Sono Quello
Conversazioni col maestro
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Amori karmici e anime gemelle

Raramente le dinamiche legate al rapporto di coppia vengono analizzate lucidamente se non in quei pochi casi in cui cediamo a quel pensiero stridente e tardivo che una parte di noi ci invia per riportare l’attenzione su quella storia finita, che ci lasciò così intontiti, impotenti, adirati e ci soffermiamo finalmente su ciò che di essa non abbiamo afferrato, senza chiamare in causa l’ego, senza sovrastrutture mentali, con umiltà. Questa percezione, scevra dal coinvolgimento emotivo di un tempo, conduce a decodificare, sia pur parzialmente, ciò che apparentemente è irrazionale come i moti sorprendenti e contraddittori dell’amore. Sappiamo bene quanto sia difficile comprenderli, comprendersi, comprendere l’altro, molto meglio andare oltre con rinnovata speranza, ripetendo a noi stessi che sicuramente è stata colpa del partner, dopotutto noi avevamo le migliori intenzioni, semplicemente non era la persona giusta perché altrimenti sarebbe ancora al nostro fianco.

No, la spiegazione non è così semplice e, in verità, non si tratta di essere o non essere fortunati. Vivere piacevolmente e consapevolmente un’amore non è cosa da tutti, è prima necessario un percorso di pulizia fatto di amori “sbagliati”, fraintendimenti, sofferenze emotive e tanta consapevolezza di sé, ma questo non deve essere un deterrente e nemmeno un pretesto per colpevolizzarsi se non abbiamo ancora incontrato la nostra metà. A volte conosciamo persone che ci colpiscono anche solo per delle inezie, l’empatia diventa forte senza ostruzioni e tutto scorre come se si conoscesse l’altro da sempre, cerchiamo di giustificare razionalmente ma non vi sono spiegazioni, quella è una persona attraente e basta. Poi tutto finisce, spesso senza nemmeno rendersene conto, forse per inezie simili a quelle che hanno innescato la passione o forse a causa di un altro incontro. Amori karmici, che forse erano in attesa di una soluzione da tempo e che potevano portarci a qualche presa di coscienza favorevole. Potrebbe essere un buon inizio imparare ad osservarci, cercando di capire senza logica estrema le costanti che caratterizzano i nostri incontri e il loro corso, accettando l’esistenza delle componenti metafisiche che li organizzano e li influenzano.

Immergiamoci quindi in un articolo di sicuro interesse, perfetto per ampliare la visione incompleta che comunemente adottiamo in quei rapporti che sembrano non soddisfare le nostre aspettative ma che in realtà rappresentano la miglior lezione che poteva capitarci.


AMORI CONTRASTATI

È luogo comune credere che l’incontro tra anime sia sempre caratterizzato da armonia immediata e da sensazioni celestiali. Nei film (e forse nei nostri sogni) le anime gemelle si incontrano in un’atmosfera magica e inattesa: gli sguardi si incrociano e ciascuno si perde nella profondità dell’altro mentre una musica angelica accompagna l’esperienza di un incontro ineffabile. Nella realtà sembrerebbe non essere così. O, almeno, non sempre. E le ragioni sono diverse.

Per prima cosa, lo stato di confusione in cui viviamo ci impedisce di percepire sensazioni che hanno luogo a un livello sottilissimo: chi entra a contatto con un’anima (già) amata sente sempre nei suoi confronti un senso profondissimo e quasi commovente d’amore, ma raramente ne è cosciente.

Troppo preso da immagini e pensieri mentali un po’ più terra terra (per usare un’espressione popolare ma in questo caso molto efficace), il nostro Io non riesce a sintonizzarsi su vibrazioni d’amore così pure: è come se chiedessimo al nostro orecchio di percepire una delicatissima musica nel mezzo di un frastuono da discoteca . Come potrebbe? E così, la sensazione c’è, ma viene perduta. Inoltre c’è un motivo più profondo: l’incontro tra anime presuppone sempre l’apprendimento di una grande lezione d’amore. E questo raramente avviene senza dolore, poiché il nostro vecchio Io fa resistenza e non vuole imparare.

L’anima gemella (o compagna che sia) ha il primario compito di riportare noi a noi stessi attraverso prove e confronti che da tempo cerchiamo di evitare. Se si perde la strada, arrivare alla meta diventa più lungo e difficile: la nostra anima gemella è lì per indicarci il cammino, ma soprattutto per mostrarci dove abbiamo preso un sentiero sbagliato. Poiché l’anima sa (e sa sempre!), quando due anime amate si incontrano, entrambi hanno consapevolezza che il loro avvicinarsi porterà alla luce ferite nascoste e spesso dolorosissime che hanno bisogno di essere curate. Quindi, al contrario di quel che si pensa, la reazione dell’Io potrebbe essere non solo quella di voler fuggire di fronte a una così grande prova, ma di fare resistenza anche per un lungo periodo dell’esistenza condivisa insieme.

Moltissimi e profondi amori tra anime sono contrastati e difficili: entrambi stanno re-imparando ad amare e questo, come spesso accade, implica la messa in discussione totale della propria vita e del proprio essere, anche a costo di sconvolgere totalmente l’apparente tranquillità finora vissuta. Quando però le due anime entrano in risonanza, l’amore e il rapporto che si sviluppa tra di loro è al di là delle parole: chi lo ha vissuto, sostiene di aver provato un senso di fusione e di amore così assoluti da non essere paragonabile a nulla di terreno e che solo a descriverlo perde di senso e magia.



L'ANIMA GEMELLA?Ognuno ha quello che si merita...

... Ma prima di aiutarti a trovare l'anima gemella dovrò creare un'anima in te, che è molto più difficile! L'anima è solo un seme.
Voi non avete vere anime dentro di voi, ma soltanto delle possibilità. E pur senza avere un'anima tutti sono alla ricerca dell'anima gemella. Solo un'anima può attirare un'altra anima. Se hai un'anima, un'altra anima è destinata a essere attratta verso di te, e troverai l'anima gemella.
Ma è bene che tu sia venuto qui... Qualcosa è possibile, sempre.

La cosa di cui hai bisogno, piuttosto che di cercare una compagna, è di diventare un'anima, diventare più consapevole.
L'amore è amore solo quando è consapevole. Ma quante sono le persone consapevoli?

L'amore è amore solo quando è meditativo.
E un amore meditativo attirerà un'energia d'amore meditativo.
Ognuno ha ciò che si merita, ricorda, mai niente di più niente di meno.
Ognuno ottiene esattamente ciò che si merita. L'esistenza è incredibilmente giusta ed equilibrata.
.....

E non sai come dare senza ottenere qualcosa in cambio. Il tuo amore è una richiesta, una pretesa, pone delle condizioni.
È una specie di sfruttamento. Vuoi usare l'altra persona...
Ogni essere ha una finalità in se stesso. Non usare mai una donna, non usare mai un uomo, non usare mai nessuno.


Nessuno è uno strumento per soddisfare i tuoi desideri. Porta rispetto.

Nel nome dell’amore, hai tentato tutto quello che è proprio l’opposto dell’amore; possessività, dominio, potere.

il rapporto di coppia è diventato un campo di battaglia, dove due persone lottano per la supremazia.Naturalmente l’uomo ha i suoi modi: grossolani e più primitivi. La donna ha i suoi: femminili, più delicati, un po’ più civili, più pacati. Ma la situazione è la stessa.

Ognuno ha ciò che si merita, ricorda, mai niente di più niente di meno.

OSHO



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giovedì 22 gennaio 2015

PREGHIERA-AFFERMAZIONE PER ELIMINARE TUTTE LE MALEDIZIONI RICEVUTE E MANDATE


(dal sito internet russo “Evoluzione della Coscienza”)

QUANDO VENIAMO A CONOSCENZA DEI FATTII ORRIBILI COMPIUTI DALL'UOMO CONTRO SE STESSO , CONTRO L'UMANITA' O CONTRO GLI ANIMALI, CI VIENE SPONTANEO DI MALEDIRE, DI AUGURARE MALE AGLI AUTORI DEI CRIMINI. Eppure facciamo male, perché senza saperlo alimentiamo la parte negativa dell'Universo che si nutre delle nostre maledizioni, e inoltre, facciamo male alla propria anima, al proprio karma. Leggete questa bellissima preghiera russa: è molto potente. Misurate la vostra energia in Bovis prima e dopo. Bisognerebbe assimilare del tutto il suo spirito, per il nostro bene.

"Chiamo gli Angeli e tutte le Energie Divine Luminose che possano aiutarmi a combattere le maledizioni, le fatture, i malocchi, le strutture di magia nera, i programmi e altri tipi d’informazione negativa ed aggressiva.
Se nel corso della mia vita o anche nelle mie precedenti incarnazioni, in qualsiasi posto dell’Universo vivessi, io avessi maledetto qualcuno - QUI ED ORA, in piena coscienza, cancello tutte le maledizioni, i pensieri, gli sguardi, le parole cattive che erano partite da me dirette contro una singola persona o contro tutta l’umanità.
Sono pienamente cosciente dei miei errori! In piena coscienza e con l’aiuto della Fiamma Divina brucio per sempre tutte le mie maledizioni passate e presenti, tutta l’informazione negativa inviata da me nello Spazio Vitale.
ORA E PER SEMPRE vieto alle Forze del Male di servirsi delle mie maledizioni!
Privo le mie maledizioni d’energia e di forza e le brucio con la Fiamma Divina. Io le ho generate ed io le elimino! ( da ripetere 3 volte).
Tutte le maledizioni che sono state mandate a me siano anch’esse private di energia e di forza. Le neutralizzo e le trasformo nella fiamma dell’Amore Divino. L’Amore Divino mi riempia e mi liberi dalle maledizioni, dalle fatture, dalle strutture di magia nera, dai programmi e da tutti gli altri tipi d’informazione negativa ed aggressiva!
La Luce dell’Amore riempia tutte le persone che io avessi mai maledetto o maltrattato, in piena coscienza o involontariamente!
La Luce dell’Amore Divino neutralizzi e trasformi in luce tutte le maledizioni e tutta l’informazione negativa che io abbia mai inviato agli altri. Io libero tutte le persone dalle mie maledizioni!
Ed io stesso sia libero da tutte le maledizioni.
Tutti coloro che fossero danneggiati dalle mie parole cattive, siano riempiti d’Amore e di Luce, dalle energie della salute, della gioia, della felicità, della pace!
Benedico tutte le persone che io avevo maledetto.
Benedico tutta l’Umanità! Benedico tutta la vita nell’Universo, tutta la vita sulla Terra.
A tutta l’umanità invio:
Raggi della Bontà divina,
Raggi della Felicità divina,
Raggi dell’Amore divino,
Raggi della Gioia divina,
Raggi della Salute divina,
Raggi del Benessere divino,
Raggi della Pace divina.
Dal profondo del mio cuore mando questi raggi curativi a tutti gli esseri viventi della Terra e a tutti gli esseri dell’Universo.
Dal profondo del mio cuore auguro a tutti pace, amore, luce e felicità.
Siano trionfanti le Forze Chiare della Terra e del Cosmo. Siano sconfitte le forze delle Tenebre! (da ripetere 3 volte).
Mando i miei raggi a tutti gli esseri della Terra e dell’Universo!
Le mie parole si diffondano ovunque nell’Universo!
Siano udite da tutti gli esseri visibili ed invisibili di tutte le dimensioni!
Le mie parole siano udite dagli Angeli, dagli Arcangeli, dalla Mente Universale. Invito loro a testimoniare.
Ora e per sempre privo i miei pensieri e le mie parole dell’energia distruttiva! Non possano più danneggiare nessuno!
Da questo momento tutto ciò che di negativo, anche per sbaglio, io debba pronunciare, diventi subito Amore e Luce senza recare danno a nessuno!
Forze delle Tenebre! Vi proibisco di servirvi delle mie parole o dei miei pensieri negativi per le vostre malefatte! Se malgrado il mio divieto voi cerchiate di servirvene, siano le mie parole o pensieri neutralizzati dall’Amore mio e dall’Amor Divino! (da ripetere 3 volte)
ORA E PER SEMPRE, tutte le mie parole, pensieri, azioni, siano piene della Luce dell’Amore Divino portando a me e a tutti gli esseri la felicità, la salute, l’amore, la pace, la saggezza e la prosperità! (da ripetere 3 volte).
La Luce dell’Amore Divino mi riempia ora e per sempre, riempia tutta la mia famiglia, tutti gli abitanti del mio paese, tutti gli abitanti della Terra, tutti gli abitanti dell’Universo! (da ripetere 3 volte).
Sia compiuto e sigillato per sempre, per il volere dell’Amore Infinito.
Amen!
IO SONO IL PENSIERO. IL PENSIERO SONO IO. IO SONO IL PENSIERO D'AMORE. QUESTO PENSIERO PURO SONO IO.

Fonte
LA RADIONICA SCIENTIFICO RUSSA 
Aelita Melina FB


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LA LEGGE DELLO SPECCHIO


Soffermiamoci su alcuni importanti aspetti della relazione con l’altro, ovvero tutte le relazioni interpersonali che instauriamo con le persone della nostra vita.

Quando qualcuno ci irrita, è probabilmente perché:

- Vediamo in lui una parte di noi stessi che non ci piace. Rifiutiamo di vedere quella qualità in noi stessi e quindi non desideriamo vederla nemmeno in un altro.

- Il modo in cui ci maltratta rispecchia perfettamente il modo in cui maltrattiamo noi stessi al nostro interno.

- Questa persona può ricordarci qualche problema con cui siamo ancora collegati: qualcuno con cui è rimasto un “sospeso” e una situazione non risolta, qualche “limitazione” con la quale non siamo riusciti a riconciliarci.

- Non ci permette di distorcere la verità come facciamo di solito, con questa persona non riusciamo a “raccontarcela” e non si presta al nostro gioco, non sostiene le nostre illusioni preferite e non vuole ignorare ciò che e palese.

- Ci mostra cosa possiamo diventare in futuro e come possiamo farlo, ma non ci sentiamo pronti per fare questo salto, quindi preferiamo denigrarla con la speranza di tirarla giù e riportarla al nostro livello.

Le persone e gli avvenimenti che generiamo nella nostra vita sono come uno specchio che ci mostra le parti più importanti della nostra opportunità evolutiva sulla terra. Specchio non vuol dire che tutti quelli che incontriamo sono uguali a noi, ma che le altre persone richiamano l’attenzione su qualcosa che si trova al nostro interno.

Molti di quelli che hanno sentito parlare della “legge dello specchio” intuiscono che potrebbe essere vero, ma dopo pochi tentativi smettono di utilizzarla perché non riescono a cogliere i nessi che si presentano nella loro vita. A volte sembra funzionare, altre invece no.

Lo “specchio” non si limita a riflettere ciò che siamo precisamente, ma ci mostra molto di più. Grazie a ciò che accade fuori noi possiamo scorgere la verità su alcuni nostri processi interni.

Quando attraiamo nella nostra vita una persona con cui abbiamo molte cose in comune, ci sentiamo bene e capiamo subito perché ci siamo incontrati. Le affinità ci danno una sensazione di intimità, che a sua volta generano la sicurezza, la protezione e la pace, cose a cui quasi tutti anelano. In questi momenti scopriamo come siamo, notiamo nell’altro qualcosa di simile a noi, per cui proviamo amore e simpatia. Trattandosi di qualità che ci appartengono, l’amore che proviamo non è solo per l’altro, ma anche per noi stessi. Ci amiamo attraverso l’altro.

Quando accade diversamente, qualunque sia la situazione che ci disturba, possiamo volgere a nostro vantaggio la circostanza e non sprecarla. Possiamo cercare di capire innanzitutto quale, tra i cinque motivi sopra elencati, è quello che più ci risuona nel fastidio che proviamo per l’altro. Iniziamo a cercare quale paura sepolta, o quale dolore nascosto, o quale rabbia repressa siano stati riattivati e portati in superficie grazie a questo incontro.

Cerchiamo di non sprecare subito l’occasione guardando fuori e dando colpe all’esterno. Possiamo imparare a crescere grazie a questa situazione. Altrimenti la vita deve prendersi la briga di ricreare nuovamente la stessa situazione, per un numero infinito di volte, finché alla fine non riusciamo a capire il messaggio.

Andrea Zurlini

http://nonsoloanima.tv/andreazurlini/2015/01/20/1-la-legge-dello-specchio/
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mercoledì 21 gennaio 2015

OLTRE LO SPAZIO E IL TEMPO

Al di la' del passato, presente e futuro

Al di la' delle  convinzioni limitanti

Al di la' delle paure paralizzanti

Al di la' delle pulsioni sessuali

Al di la' della vicinanza o lontananza

Al di la' della tristezza o felicita'

Al di la' della salute o malattia

Al di la'  della vita e della morte

Al di la' dei bisogni dell'ego

Al di la' della giovinezza o della vecchiaia

Al di la' della ricchezza o poverta'


ti ho sempre amata , ti amo... ti amero' per sempre


Antar Raja


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