sabato 6 febbraio 2016

PERCHE' E' COSI' DIFFICILE ESSERE FELICI












La Trappola della Felicità


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Come smettere di tormentarsi e iniziare a vivere
Russ Harris

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giovedì 4 febbraio 2016

I 22 PENSIERI SUI MIRACOLI



1. I miracoli esistono.
2. Accadono solo per coloro che ci credono.
3. Più ci credono, più spesso accadono.
4. Non ci sono delle spiegazioni o delle prove dei miracoli.
5. Credere nei miracolo è già un miracolo.
6. Puoi crederci come puoi non crederci.
7. Per ogni eventualità, credici. Non perderai nulla.
8. I miracoli iniziano ad accadere quando non li aspettano più.
9. Ma nello stesso tempo, ci credono.
10.Non li aspetti, ma ci credi, chiaro?
11.Si, proprio così. I miracoli accadono al confine dell’impossibile.
12.Un miracolo ha molte forme.
13.Solo tu sai che tipo di miracolo ti è successo.
14.Solo tu sai che è accaduto.
15.Per questo motivo c’è il p.4.
16.Se credi in un miracolo concreto, puoi perdere tutti gli altri miracoli.
17.Si può credere nei miracoli in generale.
18.Un miracolo accaduto potrebbe risultare casuale.
19.Due miracoli sono già una religione.
20.Sono tre? Complimenti, sei un mago.
21.Ora lo sai: tutto è possibile.
22. Puoi essere ciò che vuoi. Ma sii un miracolo per colui/colei che crede in Te.


-vKontakte- (trad.dal russo)

Advanced Mind Italia

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48 Esercizi di Gurdjieff


Gli esercizi che G ha dato ai suoi allievi, questa è la traduzione del documento che si trova on line.

Primo e ultimo auto-osservazione e non identificazione.

1. Lo sforzo di realizzare: ho un corpo.

2. Lo sforzo di realizzare che Io discendo e sono collegato a questo organismo (questo animale) con lo scopo di svilupparlo.

3. Il tentativo di accorgersi della meccanicità dell’organismo.

a. Le sue reazioni abituali a situazioni ricorrenti.

b. Il rapporto magnetico dei centri.

4. Sperimentare la parte del conducente, allo scopo di fargli imparare il suo lavoro.
5. Come il centro formatorio trasmette i comportamenti dell’organismo all’”Io”.

6. La formulazione dell’osservazione simultaneamente all’atto dell’osservazione .

7. Formulazione delle Idee.
8. Il tentativo di comprendere le Idee.
9. Il tentativo di collegare le idee e comprenderne le relazioni.
10. Il tentativo di definire termini in accordo con le idee del sistema.

11. Il tentativo di interpretare la vita, gli esseri umani etc. in termini di meccanicità, tipi, cause, centri etc.

12. Descrivere l’esperienza; rifletti sulle idee.

13. Triangolare, cioè, avere un triplice scopo per ogni atto o azione.

14. Mettere insieme tutto quello che sai su un dato oggetto al momento di percepirlo.

15. Immaginazione costruttiva (creativa).

a. Immaginate la grande ottava.

b. Tentate di realizzare il posto dell’uomo nell’universo.

16. Relaziona ogni oggetto alla sua posizione nella scala. Per esempio, una sigaretta fa parte del regno vegetale (Mi) della scala organica. Le piante appartengono al regno vegetale. L'oro di un orologio ai metalli (Do). L'uomo (Si). Ecc. L'intero regno naturale è interposto tra la Terra (Mi) e le piante (Fa) della grande ottava. Ecc.

17. Prova a realizzare il fatto di due miliardi di persone.

18. Prova a realizzare il fatto della morte.

19. Renditi conto del peso dell'opinione.

20. Applicare la legge dell'ottava al proprio comportamento. Cercare di sapere quando ogni dato impulso ha raggiunto la nota Mi.

21. Sbuccia la cipolla, cioè, prendi nota dei vari atteggiamenti verso la vita, strappando quelli superficiali sforzandoti di raggiungere l'attitudine fondamentale.

21. Nota (annota) cosa ti piace e cosa non ti piace.

22. Trova il desiderio essenziale.

23. Trova la caratteristica principale.

24. Fai sforzi gratuiti.

25. Scegliere un ruolo per sé stessi.

26. Vai a caccia di un compito impossibile.

27. Vai contro l'inclinazione (tendenza).

28. Spingi l'inclinazione oltre i suoi limiti naturali.

29. Se un uomo ti obbliga a fare un miglio, vai con lui per due miglia (frase del vangelo).

30. Determina cosa vuoi veramente in ogni data situazione. Ottienilo deliberatamente, oppure opponiti deliberatamente all' "io" di questo desiderio.

31. Pratica la ginnastica relativa al tempo, spazio e moto.

32. Cerca illustrazioni concrete ed esempi (pratici) delle idee del sistema.

33. Prova a compiere consciamente il lavoro istintivo, emozionale e intellettivo allo steso tempo.

34. Prova a realizzare che in ogni dato momento stai mettendo in atto uno di parecchi possibili.

35. Prova a tenere in mente che quando parli di queste idee a qualcuno o a un gruppo, in quel momento le cellule umane stanno istruendo un gruppo di cellule scimmia, - che sono in ogni cervello.

36. Prova a realizzare che l'uomo, in sé, è un cosmo. Che questo organismo è il pianeta o globo di questo "io". Che esso (l'organismo) contiene cellule corrispondenti alle categorie della natura.

37. Prova a diventare cosciente delle operazioni dei sub-centri: i sub-centri motorio ed emozionale del centro intellettivo, l'intellettivo e l'istintivo del centro emozionale, i sub-centri intellettuale ed emozionale del centro istintivo

38. Prova a tenere in mente e realizzare che riceviamo costantemente influenze dal nostro universo intero.

39. Prova a realizzare che questo organismo è, in realtà, solo una bolla.

40. Dai a tutti e cinque i punti l'attività necessaria.

41. Il tentativo di usare il centro formatorio come un muscolo, direttamente, e indipendente di sub-vocalizzazione.


42. Il tentativo di ripetere un poema e una serie di numeri, simultaneamente, usando il centro formatorio per il poema, l'apparato vocale per i numeri.

43. Srotola il film.

44. Evoca in figure l'oggetto al quale sono relazionate le idee.

45. Fornisci la base, la terza forza, la neutralizzante, in tutte le situazioni. Cioè, Improvvisa.

46. Cast spells. (influenza con fascino, lancia incantesimi, fai delle magie)


47. Prova a praticare la morale conscia.

48. Prova a pensare la cosa Ragionevole da fare o dire in qualsiasi situazione data.


https://sites.google.com/site/georgegurdjieff/48esercizidigurdjieff

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SAMADHI supremo equilibrio.





La trascendenza della mente è consapevolezza. Ma devi usare la mente perché per ora non c’è altro modo, e la mente può essere usata in maniera perfetta. Ma non usare solo una parte della mente, che è ciò che Krishnamurti e Gurdjieff insegnano: usare solo una parte della mente. Quando usi una parte sola della mente, al massimo aumenti l’altra parte della mente, ma non la trascendi

La trascendenza ha bisogno di tutte e due le parti della mente.

Lo zen ha usato la mente statica e si basa sull’errore che la mente statica equivalga a totale rilassamento.

Non lo è. La mente statica è in collaborazione con la mente attiva. E’ semplicemente una riserva della mente attiva. La sua funzione è quella di fornire energia alla mente attiva, così che non si esaurisca

Questo è il motivo per cui uso la parola satori. Lo zen, come punto massimo ha raggiunto il satori e crede che questo sia il raggiungimento. Non lo è. Questo non è il samadhi. Anche se il significato delle due parole è lo stesso, nel satori è solo metà della mente a realizzare la sua staticità, il suo silenzio, e crede che questo sia tutto.

 Samadhi è una parola ben più alta. La parola sam, da cui deriva samadhi, significa supremo equilibrio. Samadhi è sopra e oltre la dualità delle due menti.
C’è una certa somiglianza tra satori e samadhi; da qui nasce l’errore. Satori è come la luna riflessa in un’acqua calma e quieta. Sembra che sia la luna, ma se butti un sasso nell’acqua, la tua luna viene divisa in migliaia di pezzettini; ogni onda la altera. Non è reale.

Ma è possibile confondere la luna nell’acqua con quella che è nel cielo. Samadhi è la luna nel cielo, satori è la luna nell’acqua. Satori è sicuramente il riflesso della stessa luna, ma un riflesso non è la realtà.
Satori è sicuramente il riflesso della stessa luna, ma un riflesso non è la realtà.
La mente statica ha questa facoltà, perché è rilassamento, silenzio, non azione, quiete. E’ una calma pozza d’acqua; può riflettere la luna. La mente attiva non la può riflettere; è troppo in subbuglio: ci sono onde forti e l’acqua è mossa.

Quindi dico che è necessario uno sforzo per capire queste due parti della mente; ed è necessaria la mancanza di sforzo per rilassarti, non nell’altra parte della mente, ma oltre ambedue.
Ma prima di andare oltre, devi capire bene le due parti della mente, così da poterle distinguere; altrimenti la parte statica della mente ha tratto in inganno molte persone.

Sembra la vera luna; non hai mai visto la vera luna, quindi per te è la vera luna. Satori è solo un riflesso del samadhi. Non l’ho mai detto, perché non voglio disturbare gli zen, che sono le persone migliori al mondo. Anche se restano aggrappati a un riflesso, per lo meno è il riflesso della luna. Prima o poi si accorgeranno che è un riflesso: basta un piccolo disturbo e il riflesso viene alterato.

Ma il punto importante è notare che nessuna parte della tua mente è la tua realtà ultima.
Krishnamurti e Gurdjieff non si sono avvicinati quanto gli zen, perché sono ancora impegnati con la mente attiva. Forse Gurdjieff si è avvicinato alla mente statica perché con i suoi esercizi ha portato all’esasperazione il corpo e le sue energie. A questo punto avviene per forza un cambiamento; la mente attiva si sente svuotata. Ha bisogno del sostegno della mente statica – e questo era il metodo di Gurdjieff: forzarti al lavoro fino al punto in cui improvvisamente senti un’ondata di energia. Secondo lui quest’energia deriva dal tuo secondo strato, lo strato di emergenza, o dal tuo terzo strato, quello della tua energia di base, universale.

Secondo me viene dalla tua mente statica, che fa così ogni giorno. Più sei stanco, più scivoli in un sonno profondo. Questo entrare in un sonno profondo rilassa i tuoi muscoli stanchi, il tuo corpo e l’intero tuo sistema. Lo lubrifica, gli dà un momento di riposo e alla mattina successiva, quando la vita risorge, sei di nuovo pieno di energia. Non proviene da nessuna sorgente d’emergenza, né da nessuna energia primaria universale; deriva semplicemente dalla parte statica della tua mente…che fa ciò in continuazione.

Una volta conosciuta la mente trascendentale… ogni volta in cui avverti un intervallo tra le tue attività, sei improvvisamente trasportato nella mente trascendentale. La mente trascendentale non può fare il lavoro della mente statica, perché è pura consapevolezza ventiquattro ore al giorno. Non è mai inconsapevole.
Io stesso ho sperimentato che è molto difficile spostarmi verso la mente statica, perché nel momento in cui non fai niente, tutta la tua energia si sposta semplicemente verso la trascendenza.

Quindi è necessario uno sforzo per diventare consapevoli di questi due aspetti della mente. Una volta che ne sei diventato consapevole, allora, senza alcuno sforzo, semplicemente osservando queste due parti, accade un salto quantico.
Tutta la tua consapevolezza è centrata oltre la mente – e questo oltre non è né maschile, né femminile.

Post n°563 pubblicato il 04 Settembre 2009 da teatROM

Osho Light on the Path

blog.libero.it/TeatROM

http://www.fiumesilente.com/forums/osho/la-differenza-fondamentale-satori-e-samadhi

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mercoledì 3 febbraio 2016

L'ARTE DELLA MEDITAZIONE. COSA SIGNIFICA CONCENTRARSI SULLA RESPIRAZIONE.


Dal blog di Nikolay Perov:

"...Chiudete gli occhi. Dirigete la vostra attenzione alla respirazione oppure al mantra. Quando vi accorgerete di aver cominciato a pensare ad altro, fate tornare l'attenzione (tranquillamente) al punto di partenza (respirazione, mantra). Non cercate di interpretare i pensieri, le emozioni, le sensazioni che sorgono.
Mentre state osservando il vostro respiro, non potete contemporaneamente pensare ad altro (provate a farlo!). Perciò, quando tornerete al respiro, vedrete che i pensieri se ne andranno da soli. A volte, quando si raggiunge una buona concentrazione sul respiro, potrete osservare come i pensieri vanno e vengono - simili alle nuvole. E vi sembrerà di stare da parte.
Ma questo non avviene da subito, è la prossima tappa della concentrazione. All'inizio è facile distrarsi, è normale. E quando ve ne accorgerete, tornate semplicemente al respiro, sviluppate la concentrazione.
Non è facile liberarsi dai pensieri, pensare è il lavoro del cervello. L'uomo moderno riceve una massa di informazioni tutti i giorni, e il suo cervello spesso non riesce a elaborarle, con i ritmi imposti dalla vita. Durante la meditazione il cervello è libero ed inizia a "digerire" questa informazione. Non sgridatevi se questo succede; lasciate correre. Se i pensieri non vengono, bene, se vengono, è un bene lo stesso…Diventate un osservatore esterno: nessun giudizio riguardo ai vostri pensieri. Non fate paragoni, ricordando come vi sentivate durante un'altra meditazione, oppure pensando a come dovreste sentirvi, rimanete nel presente!
Non pensate "devo fermare i pensieri", "devo rilassarmi", "non ci riesco".
Tutto ciò che vi accadrà sarà giusto e regolare.
La meditazione è l'accettazione dell'ordine delle cose, del mondo interiore così com'è…"



Advanced Mind Institute Italia

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martedì 2 febbraio 2016

autorealizzazione

"Noi tutti siamo cercatori e la nostra meta è la stessa: ottenere pace interiore, luce e gioia, diventare inseparabilmente una sola cosa con la sorgente e condurre una vita piena di vera soddisfazione.

Vivere nella gioia è vivere la vita interiore, la vita che porta all’autorealizzazione. L’autorealizzazione è la realizzazione di Dio, perché Dio non è altro che la divinità che è in profondità in ciascuno di noi, che aspetta di essere scoperta e rivelata. Possiamo riferirci a Dio anche come Pilota Interiore o Supremo. "

Sri Chinmoy


Advanced Mind Institute Italia


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La Vesica Piscis






Con il termine "Vesica Piscis" si indica una figura simbolica che deriva geometricamente dall'intersezione di due cerchi aventi lo stesso raggio ed i cui centri giacciono l'uno sulla circonferenza dell'altro. Il nome latino, che letteralmente significa "vescica di pesce", deriva dall'osservazione che la forma di questa figura ricorda quella della vescica natatoria dei pesci. Il simbolo era già noto in India, nell'antica Mesopotamia, in Africa e nelle civiltà asiatiche, ma si diffuse ampiamente soprattutto nel contesto cristiano, mediante l'associazione della figura del pesce a Cristo (con la figura dell'ichthys, vedi più avanti). Successivamente, nelle elaborazioni iconografiche che seguirono, soprattutto negli affreschi e nei codici miniati medievali, la ‘vesica' viene associata all'immagine del Cristo e della Vergine in maestà, nell'iconografia nota anche come "mandorla mistica"...





La 'Vesica Piscis' e il Doppio Ternario

Questa figura ha differenti proprietà geometriche che l'hanno resa oggetto di numerose speculazioni filosofiche ed esoteriche nel corso dei secoli. Si può innanzitutto osservare che tracciando il tratto orizzontale mediano e unendo i suoi estremi con i due vertici, si vengono a formare al suo interno due triangoli equilateri uguali e contrapposti. In pratica, essi simbolicamente rappresentano il "Doppio Ternario", attivo e passivo, maschile e femminile, che portati l'uno sull'altro formano un altro ben noto simbolo della Tradizione: l'Esagramma, o Stella di Davide. Un altro simbolo molto diffuso e conosciuto, il Fiore della Vita, può essere visto come l'intersezione di sei ‘vesicae piscis'. Un notevole esemplare di vesica piscis è stato posto sul coperchio decorativo del pozzo del Graal a Glastonbury, all'interno del Giardino del Calice (Chalice Garden).

Le connessioni con il numero ‘153'

La particolare costruzione fa sì che il rapporto tra la sua altezza e la sua larghezza sia pari alla radice quadrata di 3, ovvero 1.7320508..., un numero irrazionale, illimitato ed aperiodico. Più precisamente, già Archimede di Siracusa dimostrò, nel suo trattato sulla misurazione del cerchio, che questo rapporto era compreso tra due ben determinati valori razionali:





Si può dimostrare che non esistono altre frazioni ottenibili con numeri minori di questi che diano un'approssimazione migliore per questo valore. Ebbene, il più piccolo di questi numeri, il 153, viene citato da Giovanni nel suo Vangelo (21:11) come numero di pesci miracolosamente catturati nella rete a seguito di un miracolo operato da Gesù dopo la sua resurrezione. Molti studi e speculazioni sono stati fatti su questo numero e sui suoi significati esoterici, e sul perché sia stato citato nel passo del Vangelo. Tutti sono concordi, infatti, che nel contesto del racconto del miracolo citare il numero esatto di pesci catturati non ha senso, anche se, come sostiene qualcuno, a quei tempi il reddito e le tasse da pagare per un pescatore era calcolato in base al numero ed alla taglia dei pesci catturati. Giovanni, tuttavia, non sta redigendo un libro contabile, ma sta scrivendo un Vangelo, ossia un libro di fede e di insegnamenti mistici.



La pesca miracolosa e il numero 153
Un'interpretazione in chiave simbolica ed iniziatica


Già Sant'Agostino, in uno scritto intitolato "De Diversis Quaestionibus Octoginta Tribus" (Su ottantatre diverse questioni), aveva posto l'attenzione su questo versetto del Vangelo e ne aveva fornito una spiegazione simbolica. Il Signore, spiega il santo di Ippona, aveva fatto all'umanità, sin dal principio, di due grandi doni: il Decalogo, ossia un gruppo di 10 comandamenti, e i doni dello Spirito Santo, che sono 7. Questi due valori, il denario e il settenario, combinati insieme danno il numero 17. Ora, è noto che 153 è un multiplo di 17 tramite il fattore 9 (153 = 9 x 17), ma è anche la somma dei primi 17 numeri, ossia:


153 = 1 + 2 + 3 + 4 + ... + 16 + 17

ossia è uno di quelli che in matematica vengono definiti "numeri triangolari".


Il numero 153 ha un'infinità di altre straordinarie proprietà matematiche. Ne citiamo solo alcune, tra le più curiose: è la somma dei primi cinque fattoriali (dove per "fattoriale" di un numero n si intende il prodotto di tutti gli interi che vanno da 1 a n: n! = 1 x 2 x 3 x ... x n), cioè:

153 = 1! + 2! + 3! + 4! + 5! = 1 + 2 + 6 + 24 + 120

Il 153 è anche un numero "narcisistico", cioè uno di quegli strani numeri che si possono ottenere da particolari combinazioni delle loro cifre componenti. In particolare, il numero 153 può essere ottenuto sommando i cubi delle sue cifre componenti:


153 = 1³ + 5³ + 3³ = 1 + 125 + 27

L'Ichthys e l'emblematica cristiana





Se si disegna la 'vesica' in posizione orizzontale, prolungando un poco oltre i tratti delle circonferenze ad una delle due estremità, si ottiene la forma stilizzata di un pesce. Questo simbolo si può trovare, ad esempio, tracciato su molte lastre tombali nelle antiche catacombe romane. È un emblema che viene chiamato 'Ichthys' (il nome greco del pesce) perché veniva usato dalle primitive comunità cristiane per dissimulare il nome di Cristo. Scritta in lettere greche, infatti, la parola "Ichthys" è l'acronimo della frase: "Iesus Christos Theios Yios Soter", cioè "Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore":



http://www.angolohermes.com/Simboli/Vesica_Piscis/Vesica.html

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sabato 30 gennaio 2016

Ho imparato...

Ho imparato... Che ignorare i fatti non cambia i fatti.

Ho imparato... Che quando vuoi vendicarti di qualcuno lasci solo che quel qualcuno continui a farti del male.

Ho imparato... Che l'amore, non il tempo guarisce le ferite.

Ho imparato... Che il modo più facile per crescere come persona è circondarmi di persone più intelligenti di me.

Ho imparato... Che quando serbi rancore e amarezza la felicità va da un'altra parte.

Ho imparato... Che un sorriso è un modo economico per migliorare il tuo aspetto.

Ho imparato... Che quando tuo figlio appena nato tiene il tuo dito nel suo piccolo pugno ti ha agganciato per la vita.

Ho imparato... Che tutti vogliono vivere in cima alla montagna ma tutta la felicità e la crescita avvengono mentre la scali.

Ho imparato... Che è meglio dare consigli solo in due circostanze: quando sono richiesti e quando ne dipende la vita.

Ho imparato... Che la miglior aula del mondo è ai piedi di una persona anziana.

Ho imparato... Che quando sei innamorato, si vede.

Ho imparato... Che appena una persona mi dice, "mi hai reso felice! ", ti rende felice.

Ho imparato... Che essere gentili è più importante dell'aver ragione.Ho imparato...

Che non bisognerebbe mai dire no ad un dono fatto da un bambino.

Ho imparato... Che posso sempre pregare per qualcuno, quando non ho la forza di aiutarlo in qualche altro modo.

Ho imparato... Che non importa quanto la vita richieda che tu sia serio... Ognuno ha bisogno di un amico con cui divertirsi.

Ho imparato... Che talvolta tutto ciò di cui uno ha bisogno è una mano da tenere ed un cuore da capire.

Ho imparato... Che la vita è come un rotolo di carta igienica... Più ti avvicini alla fine, più velocemente va via.

Ho imparato... Che dovremmo essere contenti per il fatto che Dio non ci dà tutto quel che gli chiediamo.

Ho imparato... Che i soldi non possono acquistare la classe.

Ho imparato... Che sono i piccoli avvenimenti giornalieri a fare la vita così spettacolare.

Ho imparato... Che sotto il duro guscio di ognuno c'è qualcuno che vuole essere apprezzato e amato.

Ho imparato... Che il signore non ha fatto tutto in un giorno solo. Cosa mi fa pensare che io potrei?

Ho imparato... Che ogni persona che incontri merita d'essere salutata con un sorriso.

Ho imparato... Che non c'è niente di più dolce che dormire coi tuoi bambini e sentire il loro respiro sulle tue guance.

Ho imparato... Che nessuno è perfetto, fino a quando non te ne innamori.

Ho imparato... Che la vita è dura, ma io sono più duro.

Ho imparato... Che le opportunità non si perdono mai, qualcuno sfrutterà quelle che hai perso tu. Che desidererei aver detto una volta in più a mio padre che lo amavo, prima che se ne andasse.

Ho imparato... Che ognuno dovrebbe rendere le proprie parole soffici e tenere, perché domani potrebbe doverle mangiare.

Ho imparato... Che non posso scegliere come sentirmi, ma posso scegliere cosa fare con queste sensazioni.


Lavora come se non avessi bisogno dei soldi

ama come se nessuno ti avesse mai fatto soffrire

balla come se nessuno ti stesse guardando

canta come se nessuno ti stesse sentendo

Paulo Coelho




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