lunedì 29 agosto 2016

La parola dell'uomo è lo Spirito presente nell'uomo

La parola dell'uomo è lo Spirito presente nell'uomo.
Le parole pronunciate sono dei suoni originati dalle vibrazioni dei pensieri e i pensieri sono a loro volta delle vibrazioni emesse dall'ego, o dall'anima.
Ogni parola che voi ripetete dovrebbe essere potentemente satura di vibrazioni animiche.
Le parole umano sono prive di vita se non sono permeate di forza spirituale.
La loquacità, la tendenza all'esagerazione, o alla falsità rendono le parole inefficaci come palline di carta sparate da un'arma-giocattolo. E' improbabile che i discorsi e le preghiere delle persone ciarliere e imprecise possano produrre benefici mutamenti nell'ordine delle cose. Le parole di un uomo non devono solo esprimere la verità, ma anche manifestare esattamente il suo grado di comprensione e di realizzazione..


Un linguaggio privo della forza che proviene dall'anima e' simile a una spiga senza grano.

§

Paramahansa Yogananda

Patrizia Cordioli

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giovedì 25 agosto 2016

OSHO

Sono quel mare selvaggio che stai cercando,sono quel vasto spazio vuoto di cui sei andato alla ricerca per mille reincarnazioni.

Sono un bambino seduto sulla spiaggia del tempo,che raccoglie conchiglie e pietruzze colorate...sono tremendamente soddisfatto.

Non so chi sono perché non sono.

Si,sono l’inizio di qualcosa di nuovo ma non l’inizio di una religione.

Sono l’inizio di un nuovo tipo di religiosità,che non conosce aggettivi,ne confini;che conosce solo la libertà dello spirito,il silenzio del tuo essere,la crescita del tuo potenziale e,alla fine,l’esperienza del divino che ti appartiene non di un dio esterno a te,ma di un divino che trabocca dal tuo intimo.

Osho

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mercoledì 24 agosto 2016

IL LUPO BIANCO E IL LUPO NERO

Una vecchia leggenda cherokee racconta che un giorno il capo di un grande villaggio decise che era arrivato il momento di insegnare al nipote preferito cosa fosse la vita. Lo porta nella foresta, lo fa sedere ai piedi di un grande albero e gli spiega:

“Figlio mio, si combatte una lotta incessante nella mente e nel cuore di ogni essere umano. Anche se io sono un saggio e vecchio capo, guida della nostra gente, quella stessa lotta avviene dentro di me. Se non ne conosci l’esistenza, ti spaventerai e non saprai mai quale direzione prendere; magari, qualche volta nella vita vincerai, ma poi, senza capire perché, all’improvviso ti ritroverai perso, confuso e in preda alla paura, e rischierai di perdere tutto quello che hai fatica tanto a conquistare.

Crederai di fare le scelte giuste per poi scoprire che erano sbagliate. Se non capisci le forze del bene e del male, la vita individuale e quella collettiva, il vero sé e il falso sé, vivrai sempre in grande tumulto..

È come se ci fossero due grandi lupi che vivono dentro di me: uno bianco, l’altro nero. Il lupo bianco è buono, gentile e innocuo; vive in armonia con tutto ciò che lo circonda e non arreca offesa quando non lo si offende. Il lupo buono, ben ancorato e forte nella comprensione di chi è e di cosa è capace, combatte solo quando è necessario e quando deve proteggere se stesso e la sua famiglia, e anche in questo caso lo fa nel modo giusto; sta molto attento a tutti gli altri lupi del suo branco e non devia mai dalla propria natura.

Ma c’è anche un lupo nero che vive in me, ed è molto diverso: è rumoroso, arrabbiato, scontento, geloso e pauroso. Le più piccole cose gli provocano accessi di rabbia; litiga con chiunque, continuamente, senza ragione. Non riesce a pensare con chiarezza poiché avidità, rabbia e odio in lui sono troppo grandi. Ma è rabbia impotente, figlio mio, poiché non riesce a cambiare niente. Quel lupo cerca guai ovunque vada, perciò li trova facilmente; non si fida di nessuno quindi non ha veri amici.

A volte è difficile vivere con questi due dentro di me, perché entrambi lottano strenuamente per dominare la mia anima.”

Al che, il ragazzo chiede ansiosamente: “Quale dei due lupi vince, nonno?”

Con voce ferma, il capo risponde:

“Tutti e due, figlio mio. Vedi, se scelgo di nutrire solo il lupo bianco quello nero mi aspetta al varco per approfittare di qualche momento di squilibrio, o in cui sono troppo impegnato e non riesco ad avere il controllo di tutte le mie responsabilità, e attaccherà il lupo bianco, provocando così molti problemi a me e alla nostra tribù; sarà sempre arrabbiato e in lotta per ottenere l’attenzione che pretende. Ma se gli presto un po’ di attenzione perché capisco la sua natura, se ne riconosco la potente forza e gli faccio sapere che lo rispetto per il suo carattere e gli chiederò aiuto se la nostra tribù si trovasse mai in gravi problemi, lui sarà felice e anche il lupo bianco sarà felice ed entrambi vincono. E tutti noi vinciamo.”

Confuso, il ragazzo chiede: “Non capisco, nonno, come possono vincere entrambi?”

Il capo continua:

“Vedi, figlio mio, il lupo nero ha molte importanti qualità di cui posso aver bisogno in certe circostanze: è temerario, determinato e non cede mai; è intelligente, astuto e capace dei pensieri e delle strategie più tortuose, caratteristiche importanti in tempo di guerra. Ha sensi molto acuti e affinati che soltanto chi guarda con gli occhi delle tenebre può valorizzare. Nel caso di un attacco, può essere il nostro miglior alleato.”

Poi il capo tira fuori due pezzi di carne dalla sacca e li getta a terra, uno a sinistra e uno a destra. Li indica e dice:

“Qui alla mia sinistra c’è il cibo per il lupo bianco, e alla mia destra il cibo per il lupo nero. Se scelgo di nutrirli entrambi, non lotteranno mai per attirare la mia attenzione e potrò usare ognuno nel modo che mi è necessario. E, dal momento che non ci sarà guerra tra i due, potrò ascoltare la voce della mia coscienza più profonda e scegliere quale dei due potrà aiutarmi meglio in ogni circostanza.

Vedi, figlio mio, se capisci che ci sono due grandi forze dentro di te e le consideri con uguale rispetto, saranno entrambi vincenti e convivranno in pace; e la pace, figlio mio, è la missione dei cherokee, il fine ultimo della vita. Un uomo che ottiene la pace interiore ha tutto; un uomo che è lacerato dalla guerra che si combatte dentro di lui, è niente.”

La morale di questa storia? Al di là di una "banale" interpretazione sullo scontro tra le forze del Bene e del Male (alle quali io non credo nell'assoluto), in quanto esseri umani quotidianamente affrontiamo la battaglia tra forze conosciute (diremo della "luce") e forze sconosciute o rinnegate (diremo delle "tenebre" ma non nell'accezione negativa del termine) che si battono per attirare la nostra attenzione e il nostro appoggio. Ogni giorno abbiamo l’opportunità di riconoscere questi nostri aspetti, con le loro infinite sfumature. La domanda è:riusciamo a scegliere di relazionarci con ogni parte di noi oppure assumiamo un atteggiamento di giudizio, o peggio, di negazione verso alcune parti?

Siamo stati educati a pensare che per essere “normali” dobbiamo relazionarci con una sola personalità, quella “buona” e “luminosa”, rinnegando altre forze, considerate tenebrose o oscure, che fanno non solo parte di noi, ma che sono molto potenti e molto antiche (rabbia, aggressività, sessualità). Quando rifiutiamo di riconoscerle e di onorarle, loro faranno di tutto per farsi notare e non sempre (quasi mai) in modo "tranquillo"....esse sono energie terrestri e primitive che solo un Sè consapevole può disciplinare e usare a suo vantaggio.

Un sè rinnegato è uno schema di energia che è stato punito ogni volta che è comparso; in termini junghiani sono la nostra "ombra" con la quale, la maggior parte di noi, è riluttante a confrontarsi e trattare e persino a riconoscere. Queste nostre parti comunicano costantemente con noi attraverso i sogni. Se studiamo attentamente i nostri sogni, diviene ampiamente chiaro che l'intelligenza che sta dietro al processo onirico vuole che queste energie istintive siano onorate ed abbracciate.

Ritornando alla nostra storia, diremo che sta alla responsabilità e alla consapevolezza di ognuno di noi nutrire in modo saggio tutte le parti del Sé. Anche se possiamo non essere consapevoli di tutte le caratteristiche che ci abitano (tutta la luce e tutta le tenebre, il santo e il peccatore, il gentile e il maligno, la madre e la puttana, ecc.) queste giacciono in noi addormentate e possono farsi avanti in qualsiasi momento e in qualsiasi circostanza.

Come fare per riconoscerle? Vi lascio un piccolo esercizio:

pensate a qualcuno che non vi piace assolutamente, qualcuno che, secondo la vostra opinione, possiede dei tratti del carattere totalmente riprovevoli. Cos'è che rende questo individuo meritevole del vostro disprezzo? Siate specifici riguardo alle caratteristiche che vi respingono. Se siete contenti di non assomigliare minimamente a questa persona spregevole, avete appena scoperto un vostro sè rinnegato...infatti le caratteristiche di questa persona che vi irritano riflettono uno schema di energia dentro di voi che non desiderate integrare nella vostra vita per nessun motivo...

Ricordate sempre che il mondo esteriore, oggettivo, non è altro che un riflesso del vostro mondo interiore; nel "bene" e nel "male".

Barbara Fasano

http://www.counselingitalia.it/articoli/915-leggenda-cherokee

Accetta la tua parte oscura in egual misura accetta la tua parte luminosa senza giudicare cosa é giusto o cosa è sbagliato, la parte che non accetti diventa sempre piu' forte scende nell'inconscio scende in profondita' e condiziona tutta la tua vita senza che te ne renda conto, forse pensi di aver fatto una mossa intelligente scacciando le parti che non ti piacciono ma non è cosi'.

Ama ogni parte di te perchè ogni parte di te ha ha una sua funzione una sua utilita', il buio e la luce oppure cio che ti piace e cio' che non ti piace , la gioia e il dolore sono come ali che ti aiutano a volare verso il cielo, non puoi volare con una sola ala

sii grato alle tue parti oscure perche' hanno un potenziale di luce, sii grato alla tua luce e sara' sempre piu' intensa

ama il lupo bianco e ama il lupo nero

Antar Raja http://divinetools-raja.blogspot.it La Via del Ritorno... a Casa

lunedì 22 agosto 2016

NON CERCATE…LASCIATE CHE VI TROVINO

La vita è troppo breve per rincorrere qualcuno che nemmeno cammina per noi. Non è necessario inseguire qualcuno, quando sa già dove siete, dove vivete e conosce i vostri segreti.

Quel che è certo è che ci sono persone a cui non importa; tuttavia, a noi importa eccome. In questi casi, può risultare difficile comprendere la situazione, l’interesse per gli altri non parla il linguaggio dell’egoismo.
Ricordate che il vostro numero di telefono può essere digitato come tutti gli altri e che, in realtà, non esiste mancanza di tempo, ma di interesse. Pensate che quando qualcuno vuole o ha bisogno di qualcosa o di qualcuno, è capace di smuovere mari e monti per trovare un momento libero.
L’affetto non si elemosina

Trascinarci e supplicare briciole di un affetto che non vogliono darci non è sano né a breve, né a lungo termine. Tuttavia, forse certe dimostrazioni riescono ad intenerirci e ci servono motivi per continuare ad essere inchiodati al desiderio che questa persona rimanga nella nostra vita.

Se ci fermiamo a pensare, l’unica cosa che si ottiene con questo atteggiamento è prolungare in modo non necessario la sofferenza. Sottometterci alla volontà degli altri ci trasforma in marionette delle loro necessità e delle loro voglie.
In questo senso, come è ovvio, ci sono cose che succedono perché devono succedere, ma ce ne sono altre che succedono perché agiamo affinché succedano. Non possiamo sentirci liberi, né essere felici, se viviamo aggrappati e legati a speranze maneggiate da altri.


Lasciate che il vento porti via quello che non è necessario

Risulta complicato lasciar andare quello che consideriamo davvero nostro, siano sentimenti o persone. Siamo uniti a certe pietre che carichiamo sulla schiena da un sentimento di identità e appartenenza che si fonde con la nostra paura di perdere qualcosa che crediamo intenso ed importante.

Tuttavia, anche se questo caos emotivo ci lega ad alcune persone, finiamo esausti per non essere valorizzati. È probabile sentirsi egoisti quando ci rendiamo conto di questo, condizione terribile per la nostra salute emotiva.
Sentire che, se non sopportiamo un po’ di più una situazione o certe persone, avremo fallito, è una sensazione sorprendentemente comune. Il fondamento di questo sentimento è la paura che suscita affrontare il vuoto generato dalla perdita.

Detto in altro modo, sentiamo che se smettiamo di sacrificarci, perdiamo l’opportunità di costruire parte della storia emotiva della nostra vita. Tuttavia, quello che facciamo davvero è comportarci nel modo più crudele possibile con noi stessi, con le nostre aspettative e con i nostri desideri.


Il cammino di andata verso la libertà emotiva si costruisce a partire dalle pietre che lasciamo; ovvero, dai sentimenti e dalle persone tossiche di cui ci disfiamo.

È l’unico modo di lasciare spazio alle nostre forze, di assumere i nostri errori e di riuscire a manifestare le nostre intenzioni e il nostro impegno. In questo modo, si evita che il pessimismo invada lo spazio dell’ottimismo, aumentando il nostro entusiasmo per la vita ed il nostro benessere.
Non è più forte chi sopporta di più, ma chi riesce a “lasciare andare”

Se non porta allegria alla tua vita… LASCIALO ANDARE

Se non ti illumina e non ti fa crescere… LASCIALO ANDARE

Se resta, ma non serve… LASCIALO ANDARE

Se dà sicurezza evitando di sforzarsi di migliorarsi… LASCIALO ANDARE

Se non riconosce i tuoi talenti… LASCIALO ANDARE

Se non accarezza il tuo essere… LASCIALO ANDARE
Se non ti spinge al decollo… LASCIALO ANDARE

Se dice, ma non agisce… LASCIALO ANDARE

Se non c’è posto nella tua vita per esso… LASCIALO ANDARE

Se cerca di cambiarti… LASCIALO ANDARE

Se impone l’Io… LASCIALO ANDARE

Se sono più gli scontri che gli incontri… LASCIALO ANDARE

Se non dà qualcosa in più alla tua vita… LASCIALO ANDARE
LASCIATEVI ANDARE… la caduta sarà molto meno dolorosa del dolore di rimanere aggrappato a quello che sarebbe potuto essere, ma non è.

FONTE: http://lamenteemeravigliosa.it/non-cercate-lasciate-che-vi-trovino/

http://camminanelsole.com/non-cercate-lasciate-che-vi-trovino/

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SALUTO AL SOLE




















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sabato 20 agosto 2016

IL MIO CANTO LIBERO

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L’AMORE ARRIVERA’ QUANDO LO AVRAI RICONOSCIUTO IN TUTTO CIO’ CHE GIA’ E’ STATO

Finché cerchi, sei nella mancanza. E l’Anima che Ami nella sua totalita’ non è su questa Terra per fare la tua stampella. Credo che se c’è un’ Anima Gemella che davvero devi riconoscere sei tu. Quando crei con te stesso quel tipo di Amore allora non sarai più in cerca di nulla, e soprattutto non aspetterai nessuno. Camminerai per la tua strada e ti si affiancherà chi sta andando nella tua stessa direzione, col tuo stesso passo..per semplice legge di attrazione.. Fissarsi sull’amore ” perfetto ” distanzia dalla realtà e ti fa perdere grandi occasioni e grandi Doni. Nessuna persona con cui sei stato e non stai più “è stata la persona sbagliata”.

 È stata sempre e comunque la persona più giusta che potessi mai incontrare in quel momento. Finchè non lo comprendi e non ringrazi con tutta la tua devozione..il suo fantasma ti seguirà e camminerà con te..e si metterà dietro le spalle di chi incontri per essere visto e riconosciuto. E le dinamiche si ripeteranno perchè le metti in scena tu..vedrai ciò che non è più, al posto di vedere quello che la Vita ti ha donato oggi. 

Perchè sei ancora sintonizzato sul passato:la pagina del Libro si volta solo quando Ami ciò che hai appena letto. Io personalmente rifuggo sempre dalle etichette. Soprattutto quando si parla di Amore mettere un etichetta mi fa accapponare la pelle. Ma se per intenderci la vogliamo chiamare Anima Gemella, dico che saperne tante a riguardo, ed essere nella mancanza,è un po come dire AMORE E LUCE, PACE E AMORE con chi non mina il tuo equilibrio e incontri ai vari corsi e corsettini dove ci si mette tutti in cerchio a fare quelli che hanno capito tutto e si stanno illuminando, per poi mettere in scena le stesse dinamiche quando qualcuno tradisce una tua aspettativa.

Credo ci sia un aspetto importante da rivedere: ciò che è stato fino ad ora. Oggi senti e riconosci dentro il tuo cuore quanto in realtà sei stato amato profondamente da tutte le donne con cui hai avuto una relazione . oggi riconosci nel cuore quanto sei stata amata da tutti gli uomini con cui hai avuto una relazione o con cui avresti voluto averla. Soprattutto da quelli che più ti hanno fatto piangere.soprattutto da quelli che meno ti hanno lasciato indifferente. Avevi bisogno di tutti i loro atteggiamenti, TUTTI. Ognuno era la persona perfetta per te. Non è mai esistito un fallimento ne hai sbagliato a riconoscere con chi dovevi stare. Ci hai preso in pieno!!! Doveva mostrarti quella ferita che già era presente nel tuo cuore..al contrario..non l’ avresti attratta. Dedica un canto di Amore a ognuno di loro..l’Amore che vibra di Gioia non trova posto nel tuo cuore se il tuo cuore è pieno di rovi. Un cuore di rovi attira altre ferite, perchè non è un cuore guarito. E nessuno verrà a medicarlo. Attirerai ancora chi verrà a mostrartele, e sono già venuti in tanti ad indicarti quelle ferite da risanare . quando avrai risanato il tuo cuore, Egli sarà una Coppa dove discenderà l’ORO DELL’AMORE CHE VIBRA DI GIOIA.. e a quel punto sarai una Regina che avrà ripreso il suo Trono e al suo fianco si ritroverà seduto il suo Re. E viceversa caro Re . A quel trono dobbiamo tornarci con le nostre gambe, non ci prenderà in braccio nessuno. Quando l’idea di scrivere una lettera di Amore e di ringraziamento ad ogni tuo ex ti farà emozionare e gioire , allora.. saprai che il tuo Trono è più vicino di quanto pensi.

Sara Surti

venerdì 19 agosto 2016

l’amore è di tutti

L’amore chiama amore. Nelle mie canzoni l’ho sempre scritto, eppure non me ne rendevo veramente conto. È come se, per anni, avessi chiesto a tutti di amare e di amarsi incondizionatamente. Come fosse una missione, come se sperassi che ci riuscissero almeno gli altri, non riuscendoci io. E dietro ogni canzone c’era un piccolo avvertimento: l’amore per non finire male, per non finire soli, per non finire... come me.

Quale Dio mi ha concesso il miracolo di non vedermi più come il mio peggior nemico? Credo sia stato il mio Dio, quello che ho pregato con fede per anni, nonostante il timore che il primo a non accettarmi per quello che sono fosse Lui. Il Dio che non ho mai smesso di interrogare, sforzandomi di credere che – qualsiasi cosa dicano gli altri – Lui ama tutti, sempre e comunque, vittoriosi o sconfitti, felici o disperati.


Oggi vorrei dire a chi sta male di non aver paura, oggi vorrei prendere tutto il dolore che mi sono portato dentro e raccontarlo a chi è soltanto all’inizio di questo cammino e sta soffrendo.

Gli spiegherei che ci vogliono tempo e pazienza... e poi ancora tempo e ancora pazienza. Perché non siamo tutti uguali, ed è bene così, e ognuno va avanti a modo suo, con i suoi tempi e i suoi modi.

È vero, imparare ad amarsi è difficile...
E auguro a tutti di riuscirci.
Perché il mondo ha bisogno di fede.
Il mondo ha bisogno di amore.
E l’amore è di tutti.

Tiziano Ferro

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giovedì 18 agosto 2016

Ipnosi Regressiva Guidata di Brian Weiss

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BRIAN WEISS -meditazione guidata per auto guarigione

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ama e fa ciò che vuoi



Dire che questo ufficio è in disordine e lamentarsi perché nessuno se ne occupa è un’a- zione giudicante. Innesca polemica e non risolve la questione. Sono le lamentele che ascolti tutti i giorni, da Facebook al telegiornale. Dire, invece: «Credo che questo ufficio abbia bi- sogno di una sistemata, ho chiamato il pittore e mi ha detto che ci potrebbero volere tre giorni, e possiamo farlo se voi mi date una mano in questa cosa», ha un significato diverso. Devi offrire la tua soluzione personale, il tuo impegno e il tuo coinvolgimento in compiti precisi di altri. In estrema sintesi:

Lamento + inazione = malattia.
Lamento + azione = rivoluzione!

Hai presente tutti i vari “Je suis Charlie” e le bandiere tricolori che hanno riempito le bacheche del mondo? Dove sono, adesso?
La frase «ama e fa ciò che vuoi» di Agostino di Ippona è la summa di questo approccio: deciso il tuo intento, agisci di conseguenza, nei modi che credi: non è “ama e sii gentile”, ma ama e decidi i mezzi più opportuni di difendere il tuo Amore. Ma, soprattutto: fa’!

C’è chi sugli spalti dello stadio inveisce contro l’arbitro con gli epiteti che conosciamo, chi invece tace: ma chi sta giocando la partita?
Possiamo essere spettatori urlanti o spettatori silenti: ma que- sto non cambia la nostra natura di spettatori, fino a quando non decidiamo che quella partita la vogliamo giocare in prima persona.

Faccio un altro esempio molto pragmatico: in ufficio c’è una macchia sul muro.

Luigi: vede la macchia e tace.
Giorgio passa e dice: «Ma guarda qua! Come si può?». E se ne va.
Luca dice: «Ah! Una macchia sul muro! Qualcuno dovrebbe assolutamente intervenire!».
Filippo: «Guarda la macchia, prende uno straccio e la pulisce». Alessandro: Guarda la macchia, prende uno straccio, la puli- sce, torna alla sua postazione e propone un protocollo per la verifica della pulizia dell’ufficio.
Se non posso o non voglio fare nulla per la macchia, devo tacere.
Chi giudica non è sostanzialmente diverso da chi tace, ma chi giudica offre frustrazione senza soluzione, soprattutto senza indicare quale sia e sarà il suo preciso impegno per risolvere la situazione di cui si lamenta. Appare socialmente più “coin- volto e attivo” ma ciò che di fatto avviene è un risucchio ener- getico.
Se qualcuno ha già raccontato tre volte, dico solo tre volte, un suo disagio personale, relazionale, o professionale, senza aver compiuto alcun gesto concreto per modificare la situazione di cui si lamenta, matura una convinzione razionale che il suo problema non abbia di fatto soluzione.

Luciana Landolfi, Paolo Borzacchiello

Respira Come se Fossi Felice: la Via dell'Alf

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Luciana Landolfi, Paolo Borzacchiello

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La via del Transurfer - https://faregruppo.blogspot.it

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lunedì 15 agosto 2016

TRA IL PIACERE E IL DOLORE ...



"La vita è possibile solo quando c'è il bello e il cattivo tempo, quando ci sono il piacere e il dolore, l'inverno e l'estate, il giorno e la notte. La vita è possibile sono quando esiste la tristezza e la gioia, lo sconforto e la serenità. La vita si muove in mezzo ai due poli.
Muovendovi tra questo due poli, imparate a trovare l'equilibrio.
Grazie a queste due ali imparate a volare, verso le stelle più lontane."

(Osho)

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domenica 14 agosto 2016

MEDITAZIONE MANDALA



E’ una tecnica catartica molto forte: crea un cerchio di energia che porta a centrarsi in se stessi in maniera naturale. Si compone di quattro stadi di 15 minuti ciascuno.

Primo stadio (15 minuti): Corri “da fermo” ad occhi aperti, iniziando lentamente e poi aumentando gradatamente la velocità. Solleva le ginocchia il più in alto possibile. Respira profondamente e in modo regolare per muovere, all’interno del corpo, l’energia: dimentica la mente e dimentica il corpo, continua senza mai fermarti..

Secondo stadio (15 minuti): Siedi a occhi chiusi con la bocca aperta e rilassata. Ruota il corpo dolcemente all’altezza del bacino, come una canna di bambù mossa dal vento. Senti il soffio del vento che ti porta da una parte all’altra, avanti e indietro e ti fa ruotare in cerchio. Questo movimento porterà verso il centro dell’ombelico le energie risvegliate nel primo stadio.

Terzo stadio (15 minuti): Sdraiati sulla schiena, apri gli occhi e falli ruotare in senso orario, tenendo ferma la testa. Lascia che compiano nelle orbite una rotazione completa e molto ampia, come se seguissero la lancetta dei secondi di un grande orologio. La rotazione deve essere fatta il più velocemente possibile. E’ importante che la bocca rimanga aperta e la mascella rilassata; il respiro deve essere sempre calmo e regolare. Questo movimento porterà le tue energie a centrarsi nel terzo occhio.

Quarto stadio (15 minuti): Silenzio. Chiudi gli occhi e rimani assolutamente immobile.

Osho

http://www.oshomeditationtrainer.it/meditazione/

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giovedì 11 agosto 2016

MEDITAZIONE IL SEGRETO DEL FIORE D’ORO

Sdraiati semplicemente sulla schiena, come se fossi sul tuo letto. Chiudi gli occhi. Quando inspiri, visualizza molta luce che entra nel tuo corpo dalla tua testa, come se vicino alla tua testa fosse sorto un sole – una luce dorata che si riversa nella tua testa. Tu sei semplicemente vuoto e la luce dorata si riversa nella tua testa, e si muove, si muove, profondamente, sempre di più, sino ad uscire dal corpo attraverso le dita dei tuoi piedi.

E quando espiri, visualizza un’altra cosa: oscurità che entra dalle dita dei tuoi piedi, e sale, ed esce attraverso la tua testa. Fai dei lenti e profondi respiri, questo ti aiuterà a visualizzare. Va molto piano.

Lascia che lo dica di nuovo: Inspirando, lascia che una luce dorata entri in te dalla tua testa, poichè è lì che il Fiore d’Oro attende. La luce dorata sarà di aiuto. Purificherà tutto il tuo corpo e lo renderà assolutamente pieno di creatività.. Questa è energia maschile. Poi, mentre espiri, permetti che un’oscurità, la più scura che puoi immaginare, come una notte buia, venga su come un fiume dalla punta dei tuoi piedi – questa è energia femminile, ti darà pace, ti renderà ricettivo, ti calmerà e ti darà riposo – e lascia poi che esca dalla testa. Poi inspira ancora, e la luce dorata entra.

Fallo per venti minuti al mattino presto. E un altro momento ottimale per fare questa meditazione e la notte, quando vai a letto. Sdraitati e rilassati per qualche minuto. Quando senti che stai iniziando a vacillare tra la veglia e il sonno, proprio in quel punto, ripeti il procedimento e va’ avanti per venti minuti. Se ti addormenti prima di finirlo è anche meglio, perchè l’impatto resterà nel tuo subconscio continuando a lavorare. E dopo un periodo di tre mesi sarai sorpreso:l’energia che costantemente si addensava attorno al tuo muladhar, al tuo centro sessuale, ora va verso l’alto.

Osho

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GLI SPECCHI, L’EMISFERO DESTRO E LA REALTA’ MULTIDIMENSIONALE

С’è un psicoterapauta russo, di S.Pietroburgo, di nome Viktor Vetvin, che acquistò la notorietà tra gli appassionati del mistero, continuando e migliorando gli studi dell’americano R. Moody.

I suoi pazienti nella stanza degli specchi, “Psicomanteum”, sono stimolati anche con i ritmi binaurali che sincronizzano l’attività degli emisferi del cervello. Anche se, secondo le sue parole, “gli specchi è solo un attributo esterno, la cosa più importante è il lavoro della nostra coscienza.”

Vetvin è convinto: “La morte non esiste. E’ solo un’illusione creata dalla coscienza, come pure tutta la realtà fisica. Il più grande errore degli uomini e pensare di vivere, mentre in realtà loro dormono.”

Il nostro continuum spazio-temporale è sintonizzato sulll’uomo, è questo è già molto significativo. Cambiando la coscienza, noi possiamo modificare la realtà. Non esiste una realtà al di fuori della coscienza dell’osservatore.

Un giorno lo scienziato prese parte ad una spedizione guidata da Vadim Chernobrov, un noto ricercatore nel campo dei fenomeni paranormali e del TEMPO, e raccontò di essere stato testimone di un’inspiegabile sparizione di alcuni colleghi, che erano “spariti” sotto gli occhi di tutti.
Sul possibile percorso del gruppo scomparso furono messe le videocamere, e dopo 10 ore il gruppo fu ripreso da una videocamera.
La cosa più strana era questa: “gli scomparsi” affermavano che non era successo nulla, di non essere spariti e di aver camminato regolarmente verso la meta.

Non immaginiamo che accanto al nostro mondo abituale, esiste l’entrata in uno spazio completamente diverso: è il nostro emisfero destro.
Tuttavia, continuiamo a cercare altri mondi al di fuori di noi.
Avendo l’emisfero sinistro dominante, non potremo mai capire che cos’è l’Eternità, l’Infinito, l’Assoluto... o la Verità intuitiva. E’ come se cercassimo di misurare la luminescenza di una lampadina con un righello, o cercassimo di vedere la Via Lattea al microscopio.

A suo tempo, Vetvin fu molto colpito dalle ricerche di Moody e dai racconti delle persone che dicevano di aver parlato con i loro parenti morti. E decise di rendere i suoi esperimenti inappuntabili, dal punto di vista della scienza, elaborando una serie di criteri.
All’inizio pensava che pochi potessero vedere i “propri” defunti, invece una esatta metà degli sperimentatori li ha visti. Le loro descrizioni furono quasi identiche: non erano le fumose vedute ma reali “conversazioni” con persone “reali”. Alcuni videro persino i pori sulla pelle delle persone.
Qualcuno vide il defunto al di là dello specchio, altri invece sostenettero che quelli “uscivano” dallo specchio. Circa un quarto dei volontari videro però persone che non volevano vedere.

Per facilitare l’entrata nello stato di coscienza alterato, Vetvin elaborò dei programmi neuroacustici binaurali. In aggiunta agli specchi. Così una persona “entrava” letteralmente nello specchio... e molto velocemente. Si attivavano delle forme “non fisiche” della percezione della realtà (l’allargamento della coscienza, la chiaroveggenza, la chiaroudienza, l’uscita di un’energia sconosciuta, e tuttavia registrata dagli strumenti, ecc.).

L’emisfero destro rafforza l’azione degli specchi e... l’effetto è straordinario.
Ecco cosa si potrebbe fare anche in casa, secondo Viktor Vetvin.
Serve:
- Uno specchio (meglio se quadrato, 100x100 cm)
- Della stoffa nera
- Una lampadina 15 watt

Sediamoci in una poltrona comoda, possiamo quasi sdraiarci. E’ importante rilassarsi. Non sdraiamoci però, rischiamo di addormentarci. La stoffa nera si colloca dietro, sul muro. Lo specchio lo mettiamo di fronte a noi, ad un’altezza adeguata. Lo specchio deve riflettere la stoffa nera. Per ottenerlo, incliniamo leggermente lo specchio.
La fonte di una luce fioca la mettiamo per terra, dietro alla poltrona.
Mettiamo le cuffie con la registrazione dei programmi speciali. Controlliamo la polarità delle cuffie, l’audio deve essere leggermente superiore rispetto a quello confortevole.
Ascoltiamo.
Guardiamo allo specchio.
Questo è tutto.

Tra un po’ di tempo la nostra coscienza “normale” entrerà in trance e uscirà dalla nostra realtà diventando coscienza pura, iniziando la sua danza infinita. Il nostro cervello è facilmente educabile; col tempo a lui non servirà neppure una stimolazione esterna (specchi o programmi); basterà creare una spinta..

Perché farlo?

Milioni di persone vivono senza pensare a nulla, senza voler sapere come è fatto l’Universo, prese dai problemi quotidiani.
Finché la norma sarà una visione della vita tramite l’emisfero sinistro, nulla cambierà: la nostra “normalità” dettata dall’uso in prevalenza dell’emisfero sinistro, è proprio ciò che nutre il Sistema, ciò che crea le sue basi. Finché siamo “normali” non potremmo fare nulla che sconfini oltre il Sistema.

Finché l’emisfero sinistro si guarderà allo specchio vedendo solo il proprio riflesso, senza potere varcare la SOGLIA che divide i mondi, continuerà a parlarci delle basi fisiche del mondo, delle velocità che non possono superare quella della luce, dell’ateismo, del tempo lineare... senza capire la loro secondarietà rispetto alla COSCIENZA.

Olga Samarina

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martedì 9 agosto 2016

lunedì 8 agosto 2016

tu sei un essere immortale



Te lο ripeto ancora una volta, devi ricordarti solo una cosa: tu sei un essere immortale. Questa non è ancora una tua esperienza personale e diretta; ma la puoi accettare come un’ipotesi, non come una cosa a cui credere, ma come un’ipotesi da sperimentare.

Voglio che nessuno accetti mai niente da me come un credo, ma solo come un’ipotesi.

Poiché io conosco la verità non ho bisogno di importi di credere ο di aver fede. Poiché conosco la verità, posso dirti: “È solo un esperimento, un’ipotesi temporanea”, perché sono sicuro, al cento per cento, che se tu inizi a sperimentare per conto tuo, direttamente, la tua ipotesi diventerà la tua esperienza personale, non un credo, non una fede, ma una certezza. E solo le certezze possono salvarti. Credere sarebbe come affrontare un mare in tempesta, con una barchetta di carta.

Non si può assolutamente pensare di attraversare l’oceano dell’esistenza su una barchetta di carta. Hai bisogno di una sicurezza… non di credere, ma di una verità che hai sperimentato in prima persona. Non una verità altrui, presa in prestito dall’esterno: dev’essere tua! In questo caso, attraversare l’oceano sconosciuto e inesplorato diventa una gioia, diventa un’avventura eccitante e ricca di momenti di estasi.”

Si diventa liberi da ciò che si è conosciuto. E si trionfa su ciò che abbiamo conosciuto. Sconfitte e fallimenti sono dovuti solo all’ignoranza e all’oscurità. Con la chiarezza, la sconfitta sarebbe impossibile, perché la chiarezza porta la vittoria. La prima cosa che vorrei dirti sulla morte è questa: non esiste bugia più grande, anche se sembra vera… Nessuno è mai morto e nessuno potrà mai morire…»

Osho Rajneesh
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domenica 7 agosto 2016

Trova la tua voce interiore

Liberati delle voci che vivono dentro di te e presto rimarrai sorpreso nell’udire una vocina che non avevi mai sentito prima. Non riesci a capire di chi sia questa voce: non è di tua madre, non è di tuo padre, non è del prete, non è del tuo insegnante… e all’improvviso ti accorgi che è la tua voce.
Ecco perché non riuscivi a scoprire la sua identità, a chi appartenesse.
È sempre stata lì, ma è ancora una vocina impercettibile, perché è stata repressa quando eri un bambino molto piccolo e la tua voce era molto esile, appena un germoglio, ed è stata coperta da fesserie di ogni genere.
E adesso continui a portare in te tutte quelle fesserie, dimenticando la piantina che è la tua vita. Che è ancora viva e che aspetta di essere scoperta da te.
Scopri la tua voce, e poi seguila senza paura.


Osho – Trova la tua voce interiore

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sabato 6 agosto 2016

il Sè è io



E' necessario rovesciare la prospettiva comune
che ostacola il riconoscimento della vera natura:

Non "Io sono il Sé" ma "il Sè è io".
Io non potrà mai essere il Sé perché:
non esiste in sé,
è una creazione del Sé attraverso un processo
di identificazione col concetto 'io' e tutta la costellazione
di pensieri, memorie, emozioni che gli si associano.


Quando ci osserviamo in uno stato di inquiry profondo,
nel silenzio e nella presenza, alla ricerca dell'io,
possiamo vedere, percepire, che c'è presenza, c'è silenzio,
ma nessun io, l'io appare solo quando appare un pensiero.

Se non appare nessun pensiero c'è solo presenza, silenzio,
puro osservare, vacuità che indaga nella vacuità etc..,
ma non c'è nessun 'io'.
Ci sono delle percezioni, delle sensazioni, dei moti di vacuità,
ma nessuno che dice 'io'.

Allora se 'io' è solo un pensiero chi o che cosa
è consapevole del pensiero?

Questo chi o che cosa è quello che fondamentalmente siamo
e viene chiamato anche Sé, Overself, Anima,
è ciò che precede, crea e vivifica ogni pensiero, sensazione, emozione,
e senza di esso non c'è vita né consapevolezza né coscienza
in questo veicolo umano dove ci ritroviamo a vivere.

Dunque il Sè è 'io' e molto di più,
è l'impersonale dietro al personale,
è la sostanza Coscienza/Mente che manifesta ogni cosa
con la sua sostanza che è insostanziale di vacuità
ma densamente sostanziale come presenza cosciente
che si ritrova ad essere dappertutto
perché ogni manifestazione avviene dentro al Sè stesso.

Tutto quello che percepisco è dentro di 'me'
se non fosse dentro la 'mia' coscienza
come potrei esserne consapevole?


Emanuele Marifa De Benedetti

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CADI IN TRAPPOLA ...


















cadi in trappola , quando credendoti sveglio vuoi svegliare gli altri

cadi in trappola, quando credendoti nel giusto vuoi correggere gli altri

cadi in trappola, quando ti fai coinvolgere da eventi negativi esterni

cadi in trappola quando sei dipendente

cadi in trappola quando vuoi di più' o vuoi di meno

cadi in trappola, quando guardi il film altrui

cadi in trappola, quando sei incollato davanti a uno schermo

cadi in trappola nelle discussioni inutili

cadi in trappola , quando vuoi aver ragione

cadi in trappola quando cerchi l'approvazione altrui


IvanoV Antar Raja

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mercoledì 3 agosto 2016

MARIFA E AVASA



Condivido qui una delle email che ricevevo da Avasa
prima ancora che venisse in Italia
con prima la mia risposta alla sua lettera precedente
e poi quella di Avasa:
.
Amato Avasa,
Ho appena ricevuto la tua bellissima risposta
e ho pianto e vibrato di brividi e il cuore è contento.
Mi sento realmente nutrito e non importa se accadrà o meno,
questo momento è la bellezza stessa.
.
Nel risponderti non viene da dire nulla di negativo
tipo non capisco questo o quello,
si sente solo che amore e bellezza sono le cose giuste da esprimere.
Così ti amo da sé a sé, da bellezza a bellezza, da silenzio a silenzio.
Ti sento così intimo!
Grazie ancora
Marifa


.
Carissimo Marifa,
La bellezza che vedi nella risposta è un riflesso
da dentro la tua stessa psiche riflessa esternamente
sulla tela della vacuità che appare come il mondo,
tutto è il tuo stesso riflesso, TU sei la sorgente
così come lo sono IO.
Le lacrime sono lacrime di gioia di chi sei realmente
e le stesse lacrime sono lacrime di tristezza
di quello che hai immaginato di essere.
Quando il corpo piange lo Spirito è in grande gioia.
.
Il tremare che viene sentito nel corpo
sono i molti anni di energia condizionata
che è stata intrappolata e annodata dentro al corpo (karma)
e che ora viene rilasciata, questa è l’energia della Kundalini Shakti
di cui parlano le filosofie indiane,
la stessa che è il battesimo dello spirito condiviso da Gesù.
.
Lascia che tutto si dispieghi.
Quello che doveva accadere è già accaduto
E continuerà ad accadere perché ora ogni evento
del momento è ESSO che sta accadendo.
Quando uno lascia cadere completamente il cercare
uno sta nello stesso momento COME la risposta che il cercare cerca;
era ed è sempre già qui, sta solo aspettando che il movimento
del cercare si dissolva.
.
C’è solo Amore e il suo riflesso, bellezza,
che sorgono come espressione quando la comprensione
si arrende al non sapere e questa e quello sono partners
nella danza della dualità.
Questa è l’espressione e nessuno la esprime,
ESSA viene espressa.
.
Io sono l’Io dentro che tu conosci e hai sempre conosciuto,
anche questa relazione più profonda andrà oltre l’intimità,
nella silenziosa immobilità del Sé.
Tu starai solo (alone) (allOne) nella radiosità del Cuore.
Grazie mio carissimo Marifa
Avasa (Adrian)


Emanuele Marifa De Benedetti







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martedì 2 agosto 2016

IL MOSTRO MUORE ( spettrare)


Spettrale significa rimanere in uno stato privo di paura in modo che il mostro non possa individuarti
la scena é tratta dal film After Earth

Radicati nel momento presente sii consapevole dei suoni odori sii consapevole del corpo, il mostro o pendolo si nutre della tua paura, sente la tua paura ne ha bisogno per esistere, rimani nel presente in questo modo non c'è neanche bisogno di combattere , il mostro muore privo di nutrimento, sei tu che lo tenevi in vita con la tua paura del passato e del futuro.
C'è un'altro modo di porsi di fronte  alle paure ed é affrontarle, passarci attraverso, per esempio hai paura del buio? bene allora é il caso di stare al buio da solo un'ora al giorno, questa é la meditazione per te. Hai paura di essere rifiutato ? proponiti a più' gente possibile. Hai paura del sesso? Fai sesso
il più' possibile. il tutto con la massima consapevolezza e presenza


IvanoV Antar Raja


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IL RE E' SVEGLIO

Luna Nuova in LEONE – 2 Agosto 2016 – Il Re ha domato Se Stesso
Martedì 2 Agosto 2016 alle ore 22,46 la Luna sarà Nuova nel segno del Leone. Ancora una volta la Luna compie il suo ciclo in un giorno 2 – alle ore 22 – per simboleggiare il Mondo Nuovo che, silenziosamente ed inesorabilmente, sta continuando a costruirsi nelle Anime Antiche che calcano il pianeta Terra.

Il segno del Leone, conosciuto per la sua voglia di primeggiare ed essere sempre al centro dell’attenzione, in questo Nuovo Inizio rappresenta Colui che ha conosciuto Se Stesso, le sue ombre, le sue paure ed il suo ego, ed ha imparato a domarli. Non si tratta più di una belva feroce rinchiusa in gabbia, progioniera delle sue reazioni automatiche e soggiogata con bocconi succulenti, ma di un Re, fiero di Sè, sicuro del suo Valore, fiducioso nelle risorse che la sua Anima guerriera sta per manifestare.

Non si può essere pionieri del Mondo Nuovo senza l’animo coraggioso e fiero del Leone, che è disposto a sacrificarsi purchè tutto Ciò che ha Valore per lui sia protetto e riconosciuto, sia libero di camminare senza paura alla luce del Sole.
Questa Luna Nuova rappresenta, per tutti noi, la possibilità di iniziare a Vivere in modo coerente ed allineato con i desideri della nostra Anima. Non ci sono ostacoli che possano più tenerci lontani dal nostro Scopo, tranne quelli che noi stessi continuamo a credere tali.

Per Chi ha compiuto il viaggio interiore ed ha incontrato, più volte, l’oscura notte della propria Anima, questo è un momento straordinariamente creativo, anche se sembra che non stia accadendo nulla di speciale, e che ogni cosa stia andando a rotoli. Dopo essersi preso la responsabilità di avere creato le proprie ombre, paure, negatività e situazioni di Vita, ora è possibile creare con il proprio Atteggiamento e la Visione Interiore.

Avendo compreso come funziona la propria capacità di realizzare quello che non vuole, ora sta sperimentando cosa significhi produrre, con la propria energia, ciò che desidera. Il colore del Leone è l’ORO, che qui simboleggia la possibilità alchemica di trasformare il piombo in oro: ora non creo più ciò che mi fa soffrire, ma ciò che mi rende felice!
Nell’elemento Fuoco del Leone c’è la passione che si è ora messa al Servizio di Qualcosa di più grande di lui, unita alla sua grande generosità. Quello che prima faceva per farsi apprezzare e riconoscere, adesso è il compimento di una Missione Sacra. Le cose cambieranno non perchè succederà qualcosa all’esterno, ma perchè egli ha cambiato la propria scala dei Valori, e segue altre Priorità.

L’organo collegato al Leone è il Cuore, e questa Luna Nuova ci apre la realizzazioni dei desideri che seguono le aspirazioni del nostro Cuore. Non più apparenza e importanza al giudizio mio o altrui, ma Conoscenza di Sè che fa capire perfettamente quali sono le cose davvero importanti, anche se vanno contro corrente; anche se occuparsi di ciò che fa star bene il Cuore e l’Anima sembra una scelta che non può permettere una realizzazione economica sufficiente a mantenersi. Chi ha compiuto il viaggio dentro l’abisso di Se Stesso, ed ha riconosciuto la propria ombra per ciò che è, adesso può brillare di Luce propria, creando il Bene per Sè e per gli altri e, grazie a questo, riceverà tutte le risorse che gli servono.

Il coraggio e la forza del Leone sono necessari, in questa fase, ed il Cielo ce li procura, perchè stiamo forgiando il Diamante (la pietra preziosa del Leone) che si crea con una enorme pressione, ed ha l’apparenza di un sasso grigio e grezzo, mentre nasconde dentro di sè un inestimabile Valore.

Presto i nostri diamanti sfavilleranno alla Luce del Sole e saranno il frutto della nostra ombra, riconosciuta, accolta, domata, e messa al Servizio di Qualcosa di più grande.

Il Re è sveglio, libero e capace di creare, poichè ha domato Se Stesso.

https://valeriapisano.com/2016/08/01/luna-nuova-in-leone-2-agosto-2016-il-re-ha-domato-se-stesso/





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