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una via per essere sani

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D.: Hai detto che il mondo intero è un caos. Cosa cerchi di creare nell’uomo, nel mondo? R.: Semplicemente affermo che esiste una via per essere sani, dico che puoi uscire da questa pazzia creata in te dal passato. D.: In che modo? R.: Semplicemente osservando come un testimone i tuoi processi di pensiero, questo è il mio metodo di meditazione. Non è una preghiera, perché non esiste un Dio da pregare: è semplicemente un sedersi in silenzio e osservare i pensieri che ti scorrono davanti; un semplice osservare senza interferire, senza nemmeno giudicare perché, nel momento in cui giudichi, hai perso la pura osservazione. Nel momento in cui dici: «Questo è bene, questo è male», sei già rimbalzato nel processo del pensiero. Occorre un po’ di tempo per creare una distanza tra il testimone e la mente; una volta che questo stacco esiste, avrai una piacevole sorpresa: tu non sei la mente, sei il testimone, un osservatore. Questo processo di osservazione è la reale alchimia della vera religione ...

PENSA CHE TUTTI I FENOMENI SIANO SOGNI.

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PENSA CHE TUTTI I FENOMENI SIANO SOGNI. Questa è una tecnica estremamente potente. Iniziate a contemplare in questo modo: se state camminando per strada ... contemplate che le persone che passano sono tutti sogni. I negozi e i negozianti ... i clienti e le persone che vanno e vengono ... sono tutti sogni. Le case ... gli autobus ... il treno ... l'aereo ... sono tutti sogni. Sarete immediatamente sorpresi da qualcosa di enorme importanza che accade dentro di voi. Nel momento in cui pensi che "Tutti sono sogni" improvvisamente ... come un lampo ... una cosa entra nella tua visione: "Anch'io sono un sogno". Perché se il visto è un sogno ... allora chi è questo 'io'? Se l'oggetto è un sogno ... allora il soggetto è anche un sogno. Se l'oggetto è falso ... come può il soggetto essere la verità? Impossibile. Se guardi tutto come un sogno ... improvvisamente troverai qualcosa che sfugge dal tuo essere: l'idea dell'io. Questo è l'unico...

Ho vissuto nella comunità di Rajneeshpuram

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Asimo Roberto Caliò Ho vissuto nella comunità di Rajneeshpuram in Oregon in tre diversi periodi, complessivamente per quasi un anno, e ne ho scritto in questo e-book. Per quelli che non hanno avuto la stessa opportunità e che hanno sentito parlare di quell'esperimento solo attraverso il reportage tendenzioso di netflix, è una lettura che apre l'orizzonte del lettore che non è interessato agli scandali e ai pettegolezzi ma al significato più profondo del rapporto tra Maestro e discepolo. Qui ne offro un breve estratto: "Una mattina al risveglio non mi sentivo più lo stesso. Qualcosa dentro di me si era aperto; un piccolo punto tra il cuore e il plesso solare era diventato attivo e mi permetteva di percepire la realtà senza filtri. Lo stesso punto si era aperto anni prima a Poona, ma oramai non ci pensavo più. Mi avviai a piedi per fare colazione insieme alla mia compagna tenendoci per mano. Mi sentivo benedetto. Le piante brillavano di vita, l...

Esperienze di un discepolo

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"La meditazione dinamica si svolgeva alle 6,00. Siccome la mia capanna-abitazione distava circa un km dall'ashram, mi svegliavo alle 5,15 per essere in tempo. Era ancora abbastanza buio; in inverno l'alba sorgeva più tardi. L'aria era odorosa di India, e allo stesso tempo fresca e pungente, ma quella camminata attivava il calore corporeo. Vi erano centinaia di persone all'appuntamento e c'era una qualità energetica di silenzio, luminosità e presenza. La hall era un vero e proprio tempio della meditazione anche se appariva semplice: circondata da un rigoglioso giardino tropicale, custodito e nutrito con amore, fungeva da riparo per molti uccelli che vi sostavano infondendo il loro canto. Vi era un senso di intimità e protezione. Ogni fibra di materia che costituiva quell'ambiente emanava un’energia di luce che nutriva il cuore." "Dopo la dinamica era possibile fare la doccia e la colazione nel buffet vegetarian...

Bardo Thodol

La recita del Bardo Thodol al morente è un tentativo di fargli raggiungere l’illuminazione mentre si trova nello stato di Bardo, cioè nell’intervallo di tempo che precede una nuova rinascita. Nella stragrande maggioranza dei casi questo scopo non viene raggiunto, ma, come effetto secondario, si può far ottenere al morente una buona rinascita, come essere umano dotato di quelle qualità intellettuali che potrebbero consentirgli di raggiungere l’illuminazione nella nuova vita. L’insegnamento fodamentale che il Bardo Thodol da al morente è che tutte le visioni che gli appariranno sono solo proiezioni della sua mente e che quindi egli deve assolutamente evitare di esserne attirato. E’ doveroso notare che molte di queste visioni coincidono con le descrizioni fatte dalle persone tornate in vita dopo una morte apparente. Solo a titolo di esempio, riporto qualche brano del testo: “Figlio di nobile famiglia, ora, la cosiddetta morte è giunta ; perciò oraassumerai l’atteggiamento dello stato di m...

Mai nato...mai morto..

9 Gennaio 1990 Mai nato...mai morto...ho solo visitato questo pianeta terra. La morte è il trasferimento dell’anima da un corpo all’altro oppure, nel caso di un uomo che è totalmente consapevole, da un corpo all’intero universo. Il viaggio è grandioso ma non puoi conoscerlo dal di fuori. Dall’esterno puoi vedere solo dei sintomi, ma proprio questi hanno reso l’uomo pauroso. Coloro che conoscono la morte dall’interno, hanno perso tutte le paure della morte. Se comprendi, se vedi, se senti e fai esperienza di non essere separato dall’esistenza ma di essere un tutt’uno con essa, tutte le paure della morte scompariranno e non ci sarà nessuno a morire dentro di te, non c’è proprio nessuno ma è l’esistenza che vive attraverso te. - Osho - http://divinetools-raja.blogspot.it La Via del Ritorno... a Casa Hypergamma https://it.advanced-mind-institute.org/store/emozioni-e-motivazione/hypergamma/?affiliate=TRKCASWQK8H Il programma neuroacustico  “Hypergamma”  è basato sui risultati de...

L'illuminazione di Osho

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Dal libro "Una vertigine chiamata vita" - da pag. 76: "Per quanto possa ricordare, ho sempre cercato la soglia dell'illuminazione, sin dall'infanzia. Devo aver ereditato questa idea dalla vita precedente, perché non ricordo un solo giorno, nell'infanzia di questa vita, in cui non l'abbia cercata. Naturalmente tutti pensavano che fossi matto. Non giocavo mai con nessun bambino; non ha mai trovato alcun modo di comunicare con i bambini della mia età: mi sembravano stupidi, occupati in ogni tipo di idiozia. Non ho mai fatto parte di una squadra di calcio, di pallavolo o di hockey, naturalmente, tutti pensavano che fossi matto. E, per quanto mi riguardava, man mano che cresciamo, cominciava considerare matto il mondo intero. L'ultimo anno, avevo 21 anni, fu un periodo di crisi nervosa e di trasformazione. Naturalmente, coloro che mi amavano-la famiglia, gli amici, i professori-potevano capire ben poco di ciò che stava accadendo in me: perché ero tanto div...