sabato 11 giugno 2011

Con l’intangibile respiro nel centro della fronte, allorché questo raggiungere il cuore, nel momento del sonno, abbi il governo sui sogni e sulla morte stessa.

La settima tecnica di respirazione: “Con
l’intangibile respiro nel centro della fronte, allorché questo raggiunge il cuore, nel momento
del sonno, abbi il governo sui sogni e sulla morte stessa”. Stai entrando in strati sempre
più profondi. “Con l’intangibile respiro nel centro della fronte…”. Se hai conosciuto il terzo
occhio, conoscerai il respiro intangibile, l’invisibile prana, nel centro della fronte, e
conoscerai la pioggia che l’energia, la luce, riversa su di te. “Allorché questo raggiunge il
cuore…”. Quando la pioggia raggiungerà il tuo cuore, “nel momento del sonno, abbi il
governo sui sogni e sulla morte stessa”. Dividi questa tecnica in tre parti. Prima devi
essere in grado di percepire il prana nel respiro, la parte intangibile, la parte invisibile, la
sua parte immateriale. Avviene se la tua attenzione è focalizzata tra le due sopracciglia,
avviene facilmente. Avviene anche se sei attento nell’intervallo, ma un po’ meno
facilmente. Se sei consapevole del centro all’altezza del tuo ombelico dove il respiro viene,
tocca ed esce, anche così avviene, ma con minore facilità. Il punto più facile in cui
conoscere la parte invisibile del respiro è essere centrati nel terzo occhio. Ma in qualsiasi
punto sei centrato, avviene. Quindi inizia a percepire il prana che fluisce dentro di te. Se
riesci a farlo, potrai sapere quando morirai: sei mesi prima del giorno della tua morte inizi a
saperlo, se riesci a percepire la parte invisibile del respiro. Perché tanti santi predicano il
giorno della propria morte? E’ facile perché, se riesci a vedere il contenuto del respiro, il
prana che fluisce in te, puoi sentire il momento in cui il processo si inverte. Prima che tu
muoia, sei mesi prima, il processo si inverte: il prana comincia a fluire fuori da te, il respiro
non lo porta più all’interno, anzi al contrario, lo porta all’esterno, quello stesso respiro. Tu
non puoi sentirlo perché non conosci la parte invisibile; conosci solo il visibile, il veicolo; il
veicolo sarà lo stesso. Ora il respiro porta il prana all’interno, depositandolo lì, poi torna
indietro vuoto, poi è di nuovo riempito di prana e rientra. Perciò ricorda: il respiro che entra
e quello che esce non sono la stessa cosa. Il respiro che entra e il respiro che esce sono
la stessa cosa in quando veicoli, ma l’inspirazione è colma di prana e l’espirazione ne è
vuota. Hai succhiato il prana e il respiro si è svuotato. Quando ti avvicini alla morte accade
l’opposto. Il respiro che entra arriva senza prana, vuoto, poiché il tuo corpo non può
succhiare il prana dal cosmo; morirai, non ne hai più bisogno. L’intero processo si è
invertito, e quando il respiro esce, trasporta all’esterno il tuo prana. Chi è capace di vedere
l’invisibile può conoscere immediatamente il giorno della sua morte. Sei mesi prima il
processo si inverte. Questo sutra è molto significativo: “Con l’intangibile respiro nel centro
della fronte, allorché questo raggiunge il cuore, nel momento del sonno, abbi il governo sui
sogni e sulla morte stessa”. Questa tecnica deve essere praticata quando stai per
addormentarti, solo allora, in nessun altro momento. E’ questo il momento giusto per
praticarla. Ti stai addormentando. A poco a poco, il sonno ti sta cogliendo: tra pochi istanti
la tua coscienza si dissolverà, non sarai più consapevole. Prima che quel momento
giunga, diventa consapevole: consapevole del respiro e della sua parte invisibile, il prana,
e percepiscilo come discendente al cuore. Continua a sentire che sta arrivando al cuore: il
prana entra dal tuo cuore nel corpo. Continua a sentire che il prana sta arrivando al cuore,
e lascia che il sonno sopraggiunga mentre continui a sentirlo. Continua a sentirlo e lascia
che il sonno sopraggiunga e ti sommerga. Se questo accade – se senti arrivare il respiro
invisibile nel cuore e il sonno ti sorprende – sarai consapevole dei sogni. Saprai che stai
sognando. Di solito non lo sappiamo: mentre sogni pensi che quella sia la realtà. Anche
questo accade a causa del terzo occhio. Hai mai visto qualcuno addormentato? I suoi
occhi si muovono verso l’alto e convergono nel terzo occhio. Se non lo hai visto, allora
osservalo. Il tuo bambino dorme: aprigli gli occhi e guarda dove sono. Le sue pupille sono
andate in alto e convergono nel terzo occhio. Dico di guardare i bambini; non guardare gli
adulti: non sono attendibili perché il loro sonno non è profondo, staranno solo pensando di
essere addormentati. Guarda i bambini: i loro occhi si muovono verso l’alto, convergono
nel terzo occhio. A causa di questa focalizzazione nel terzo occhio, consideri i tuoi sogni
come reali, non riesci a sentire che sono sogni, solo al mattino te ne rendi conto, sai che
stavi sognando. Ma questa è una percezione successiva, retrospettiva: durante il sogno
non puoi renderti conto che stai sognando. Se te ne rendi conto, ci sono due strati: il
sogno c’è, ma sei sveglio, sei consapevole. Per una persona che diventa consapevole nei
sogni, questo sutra è meraviglioso. Esso dice: Abbi il governo sui sogni e sulla morte
stessa”. Diventando consapevole del sogno, potrai fare due cose. Prima di tutto, potrai
creare dei sogni. Normalmente non riesci a farlo. Quanto impotente è l’uomo! Non puoi
neppure creare dei sogni. Se vuoi sognare una determinata cosa, non puoi; non è nelle
tue mani. Quanto impotente è l’uomo! Neppure i sogni riesce a creare. Sei solo una vittima
dei sogni, non il loro creatore. Il sogno ti capita e non puoi fare nulla. Non puoi né fermarlo
né crearlo. Ma se ti addormenti ricordando che il cuore è colmo di prana, se il prana ti
tocca continuamente con ogni tuo respiro, diventerai il padrone dei tuoi sogni, e si tratta di
una rara padronanza: potrai sognare qualsiasi cosa più ti piaccia. Mentre ti stai
addormentando semplicemente annotati che: “Voglio sognare questo sogno” e quel sogno
verrà a te. Mentre ti stai addormentando, dì solo: “Non voglio sognare quel sogno”, e quel
sogno non potrà entrare nella tua mente. Ma che utilità ha diventare padroni della propria
attività onirica? Non è forse inutile? No, non è inutile. Sembrerà assurdo, ma una volta che
diventerai padrone dei tuoi sogni, non sognerai più, smetterai di sognare, non ne avrai più
bisogno. E, a quel punto, il tuo sonno acquisterà una qualità completamente diversa, la
stessa della morte. La morte è un sonno profondo. Se il tuo sonno può diventare profondo
come la morte, questo significa che non ci sarà più alcuna attività onirica. Il sogno ti
mantiene alla superficie del sonno e, a causa sua, ti muovi alla superficie. Siccome ti
aggrappi ai sogni, ti muovi alla superficie. Quando non ci sarà più alcuna attività onirica,
cadrai nelle profondità di quel mare. La morte è la stessa cosa. Ecco perché l’India ha
sempre detto che il sonno è una morte di breve durata e la morte è un lungo sonno:
qualitativamente sono la stessa cosa. Il sonno è una morte da un giorno all’altro. La morte
è un fenomeno che di verifica da una vita all’altra, un sonno da una vita all’altra. Ogni
giorno sei stanco: ti addormenti e al mattino recuperi la tua vitalità, la tua energia. Sei
rinato. Dopo una vita di settanta o ottant’anni, sei completamente esausto; adesso una
piccola morte non serve più: hai bisogno di una grande morte. Dopo quella grande morte o
grande sonno, rinascerai con un corpo completamente nuovo. Allorché riesci a conoscere
il sonno senza sogni, e a essere consapevole in esso, non avrai più paura della morte.
Nessuno è mai morto, nessuno può morire: questa è l’unica cosa impossibile. Proprio ieri
dicevo che la morte è l’unica certezza, e ora dico che la morte è impossibile. Nessuno è
mai morto, nessuno può morire: questa è l’unica cosa impossibile, perché l’universo è vita.
Noi continuiamo a rinascere, ma quel sonno è così profondo che si dimentica la vecchia
identità. La tua mente viene completamente ripulita da ogni vecchio ricordo. Concepiscilo
in questo modo. Oggi ti addormenti: è proprio come se ci fosse un meccanismo – e presto
lo avremo – simile a quello che può cancellare un nastro su un registratore, che può
ripulire un nastro in modo tale che sparisca ciò che vi è registrato. La stessa cosa è
possibile con la memoria perché, in realtà, la memoria è solo una profonda registrazione.
Presto o tardi scopriremo un meccanismo che può essere messo sulla testa e ripulire
completamente la mente. Alla mattina non sarà più la stessa persona perché non sarai in
grado di ricordare chi si è addormentato. Allora il tuo sonno apparirà come una morte. Ci
sarà discontinuità. Non riuscirai a ricordare che si è addormentato. Questo accade
naturalmente. Quando muori e quando rinasci, non puoi ricordare chi è morto. Ricominci
da capo. Con questa tecnica, prima diventerai padrone dei tuoi sogni, vale a dire,
smetterai di sognare. Oppure, se vuoi sognare, sarai in grado di farlo, ma l’attività onirica
diventerà volontaria. Non sarà involontaria, non ne sarai costretto, non ne sarai vittima: la
qualità del tuo sonno sarà proprio come quella della morte. Allora saprai che la morte è un
sonno. Ecco perché questo sutra dice: Abbi il governo sui sogni e sulla morte stessa”. Ora
saprai che la morte è solo un lungo sonno – e utile e bello perché ti dà nuova vita; ti dà
tutto nuovo. La morte cessa di esistere… con la cessazione dell’attività onirica,la morte
cessa di esistere. Avere potere sulla morte, una direzione sulla morte, significa anche
un’altra cosa: se puoi arrivare a sentire che la morte è solo un sonno, potrai governarla; se
riesci a governare i tuoi sogni, potrai governare anche la tua morte. Potrai quindi scegliere
dove rinascere, in quale famiglia, quando, in quale forma: diventerai dunque padrone
anche della tua nascita. Il Buddha morì… Non mi riferisco alla sua ultima vita, ma alla
penultima, prima che diventasse il Buddha. Prima di morire disse: “Nascerò da questi
genitori. Questa sarà mia madre, questo sarà mio padre, ma mia madre morirà
immediatamente… prima che io nasca, mia madre farà determinati sogni”. Non solo hai il
potere sui tuoi sogni, ma anche su quelli degli altri. Perciò il Buddha, come esempio, disse
che “Si verificheranno determinati sogni. Quando sarò nel suo ventre, mia madre farà
determinati sogni. Perciò allorché una donna farà questi sogni in questo ordine, sappiate
che io nascerò da lei”. E così avvenne. La madre di Buddha sognò quella stessa
sequenza. La sequenza era nota in tutta l’India, perché non si trattava di un’affermazione
ordinaria. La conoscevano tutti, in particolare coloro che erano interessati alla religione,
alle cose più profonde e ai modi di vivere esoterici. Era conosciuta, perciò i sogni furono
interpretati. Freud non fu il primo interprete e, naturalmente, non il più profondo. Fu il
primo solo in Occidente. Perciò il padre di Buddha chiamò immediatamente gli oniromanti,
i Freud e gli Jung di quei tempi, e chiese: “Che cosa significa questa sequenza? Ho paura.
Questi sogni sono rari e continuano a ripetersi nello stesso ordine. Ci sono uno, due, tre,
quattro, cinque, sei sogni che si ripetono continuamente. Sono sempre gli stessi, come se
si continuasse a rivedere la stessa scena sempre daccapo. Che cosa sta accadendo?”. E
loro risposero: “Sarai padre di una grande anima, di uno che diventerà un Buddha. Ma tua
moglie sarà in pericolo, perché allorché questo Buddha nasce è difficile che la madre
sopravviva”. Il padre domandò: “Perché?”. Gli interpreti risposero: “Non possiamo dire il
perché, ma quest’anima che sta per nascere ha dichiarato che, quando fosse rinata, la
madre sarebbe morta immediatamente”. Più tardi fu chiesto al Buddha: “Perché tua madre
morì immediatamente?. Lui rispose: “Dare alla luce un Buddha è un evento così grande
che in seguito ogni altra cosa diventa futile. Perciò la madre non può continuare a esistere.
Dovrà rinascere di nuovo per cominciare daccapo. Dare alla luce un Buddha è un tale
apice, è un culmine tale che la madre non può continuare la sua esistenza dopo averlo
fatto”. Perciò la madre morì. E il Buddha aveva detto nella sua vita precedente che
sarebbe nato mentre sua madre sarebbe stata in piedi sotto una palma. E così avvenne: la
madre era in piedi sotto una palma, in piedi mentre il Buddha nasceva. E lui aveva detto:
“Nascerò mentre mia madre è in piedi sotto una palma e farò sette passi. Camminerò
immediatamente. Questi sono i segni che vi do affinché sappiate che un Buddha è nato”.
E diresse ogni cosa. E non fu così solo per il Buddha. Fu così per Gesù, fu così per
Mahavira, fu così per molti altri. Nella sua vita precedente, ogni tirthankara giainista ha
predetto come sarebbe nato, e ciascuno di loro ha tramandato particolari sequenze di
sogni indicando i simboli, e come si sarebbe svolta ogni cosa. Puoi governare. Una volta
che riesci a controllare i tuoi sogni puoi dirigere ogni cosa, perché il sonno è la sostanza
stessa di questo mondo. Questa vita è fatta della stessa sostanza dei sogni. Una volta che
riesci a dirigere i tuoi sogni, puoi dirigere ogni cosa. Questo sutra dice: “Sulla morte
stessa”. Perciò ci si può dare una determinata nascita, una determinata vita. Ora siamo
solo delle vittime: non sappiamo perché siamo nati, perché moriamo. Chi ci dirige, e
perché? Non sembra esserci una ragione: tutto sembra un caos, puro accidente. E’ così
perché non siamo padroni, allorché lo si diventa non è più così.

OSHO il libro dei segreti

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